Volere e non potere

October 23rd, 2007 § 5 comments § permalink

Vorrei bloggare e parlare del Festival della Scienza di Genova, per il quale “lavoro” anche quest’anno (uso le virgolette perché c’è gente che ci lavora meglio e più di me), ma non ho tempo.

Già, perché devo portarmi avanti con tutto il resto del lavoro, in previsione delle 2 settimane che passerò a Genova dal 25 ottobre in poi. Quindi sto annegando nelle consegne, nelle commissioni, ecc. Mi meraviglio sempre di quanta mole di lavoro ci sia in 2 settimane. Ma giuro che ne riemergo vivo.

In questo caso, non posso fare altro che linkare il sito del Festival e soprattutto il blog del Festival, progetto in cui sono direttamente coinvolto come co-ideatore, insieme ad un manipolo di persone eccezionali.

L’invito, ovviamente, è di passare a Genova durante il Festival, perché merita davvero e quest’anno ci è un po’ scappato dalle mani, diventando una cosa enorme.
Per di più abbiamo allestito una zona aperta al “popolo della Rete” (con tanto di wi-fi per tutti) in Piazza Banchi, dentro la Loggia della Mercanzia (è a due passi dall’acquario e dal porto vecchio, dove vi consiglio di parcheggiare se arrivate in macchina) e con buona probabilità mi troverete lì quasi tutti i giorni, se non avete di meglio da fare (e vi assicuro che durante il Festival ce n’è).

Abbiamo pure in canna un bel calendarietto di incontri con gli scienziati del Festival e facce note e meno note della blogosfera e non solo. Appena è ufficiale, lo trascrivo qui.

Passate e fatevi vivi via mail a suzukimaruti@gmail.com (vi leggo live col Blackberry, vale come un SMS), così battiamo insieme il record di consumo pro-capite di focaccia.

A proposito: domani – se la salute mi assiste – sono a Milano al World Business Forum, col ruolo di exhibit in una teca in sala mensa col cartello “lo stipendio di quest’uomo ha tre zeri meno del nostro: ha!”, quindi se capitate da quelle parti (ed essendo una cosa a pagamento per i più, non credo che ci capitiate per caso) fatevi vivi così ci beviamo insieme un caffé in piedi alla milanese o qualcosa di affannato del genere.

Altri funambolismi tecnologici con l’Archos 605 di cui bullarsi ai BarCamp (poi smetto)

October 17th, 2007 § 13 comments § permalink

Ma mano che passano i giorni scopro nuovi modi di utilizzare l’Archos 605 WiFi con cui recentemente mi sono fidanzato.

La scoperta più funky del giorno è che ho trovato il modo di crearmi una sorta di servizio Slingbox personalizzato.
Qui in Europa non è diffuso, ma lo Slingbox negli Stati Uniti è un piccolo mito tecnologico. Di fatto è uno scatolotto (tra l’altro con un design molto cool) che, se attaccato alla rete, permette agli utenti di usufruire via Internet dei contenuti audio e video ospitati sui computer di casa.

Mi spiego meglio. Sono in ufficio da un cliente, ho un’ora di anticamera da fare prima che mi degni di attenzione e allora, già che ci sono, decido di guardarmi una puntata di Dexter sul computer. Peccato che mi sia dimenticato di portarla con me. Che fare? 
Con uno Slingbox è facile: posso usare il WiFi del cliente, collegarmi alla mia pagina personalizzata (e protetta da password)sul Web e guardarmi in streaming la puntata dimenticata, proveniente direttamente dal computer di casa, per di più con un flusso ottimizzato per la banda a mia disposizione e per le capacità del dispositivo che sto usando (cioè, Slingbox funziona pure con i cellulari, i palmari, ecc.).

Non è fantascienza: negli States è pieno di gente che lavora fuori città, si registra la partita a casa e se la guarda col WiFi dell’albergo sul palmare o sul computer.

In assenza di Slingbox, che qui in Europa non credo sia in vendita, ci si deve ingegnare. Fortunatamente c’è un servizio simile, credo piuttosto noto: Orb.com.

In sostanza Orb ti fa scaricare un piccolo client (Windows only, sorry) che installi su un computer, trasformandolo in un server streaming online personale. Poi non fa altro che crearti una pagina Web personalizzata in cui, con un click, puoi vedere/ascoltare in streaming via Internet tutti i file audio e video che hai sul computer di casa (cioè, tutti i file che *vuoi* rendere accessibili a te stesso via remoto).

Orb è un servizio – gratuito e ad-based – che funziona da dio coi computer, ma finora ha sempre snobbato i dispositivi mobili (per dire, l’iPod Touch riesce a far funzionare lo streaming audio, ma coi video nisba). Ripeto FINORA.

Già, perché Orb.com funziona senza problemi sull’Archos 605 WiFi, sul quale posso tranquillamente, oltre all’audio, guardarmi in streaming i video archiviati a casa: basta attendere qualche secondo prima di premere OK e guardarsi il video a pieno schermo.
Perché l’Archos ci riesce e gli altri no? Semplice, perché l’adorabile gingillo è l’unico player multimediale con un browser compatibile con Flash. E fortunatamente Orb.com può mandare in streaming audio e video in formato Flash.
E la qualità dei video, che ovviamente dipende dalla banda disponibile, nelle varie prove che ho fatto è sempre stata alta (per i primi 2 o 3 secondi i video sono cubettosi, poi il sistema ingrana).

Cosa significa, in parole povere?
Significa, per esempio, che a fine mese dovrò stare per 2 settimane a Genova, causa Festival della Scienza, e – essendo tutto il giorno in giro – non potrò scaricarmi le nuove puntate di Desperate Housewives (che grazie a tvrss.net si scaricano automaticamente con uTorrent sul computer di casa, nelle cartelle abilitate allo sharing di Orb).
Però potrò guardarle ugualmente: mi bastano un’oretta libera in pausa pranzo, una connessione WiFi in ufficio e posso ficcare il naso nelle storiacce di Wisteria Lane, provenienti in streaming direttamente dal computer di casa (volendo c’è anche un’opzione per scaricarsi il file dal pc di casa, per i più esigenti).

Le possibilità offerte dal binomio Orb.com e Archos 605 WiFi sono tante, merito anche del fatto che l’interfaccia di Orb.com si adatta perfettamente al display dell’Archos (sull’Archos uso il look da mediacenter e lo trovo bellissimo).

La più interessante, sicuramente, è la possibilità di superare i limiti di capienza del player portatile. Non mi bastano 30 Gigabyte? E chi se ne frega: se sono sotto WiFi posso accedere in remoto a tutta la mia collezione musicale e a tutta la mia collezione di video digitali gelosamente conservata a casa in una teca ipogea guardata a vista da gendarmi incazzusi.

Quindi se mi viene una voglia insana di ascoltare una B-side di Califano che non ho copiato sull’Archos, appena trovo un Wi-Fi me la ascolto in streaming o me la copio direttamente dal pc di casa. Lo stesso se mi viene voglia di farmi una verticale di puntate di Halloween dei Simpsons, annata dopo annata. O se sono al lavoro e mi viene voglia di ascoltare un po’ di musica archiviata a casa.

Un’altra possibilità divertente è usare l’Archos 605 WiFi come televisore live.
Orb.com, infatti, è in grado di mandare in streaming anche feed video live. Basta avere un sintonizzatore tv sul computer (o uno esterno da acquisire live) ed ecco pronto un flusso in streaming tutto da guardare. Ci va solo qualcuno che ti cambi i canali a casa, ma non si può avere tutto (anche se sono certo che esiste una soluzione pure per questo problema)

Stasera siamo di nuovo in radio e pure sui vostri computer, se proprio volete

October 10th, 2007 § 1 comment § permalink

Seconda puntata di Casa Torino, nella nuova versione settimanale che evita di incasinarci troppo la vita. In studio, lombrosiani come sempre, il sottoscritto e Giorgio Valletta.

Dalle 21 alle 24, i fortunati residenti delle ridenti valli e pianure del Piemonte ci ascoltano sui 91.2 Mhz in FM (e altre frequenze a seconda della provincia in cui vi trovate).

Tutti gli altri o prendono la macchina e si posizionano al di qua del confine piemontese o ci seguono in streaming audio e video direttamente qui: http://www.ustream.tv/channel/casatorino

Chi ci vede in streaming, se si registra su uStream, può pure partecipare alla chat, richiedere brani (che ci guardiamo bene dal mettere) e insultare i due conduttori (per gli ospiti ci pensiamo noi da studio).

Come sempre, garantiamo una quantità fastidiosa di lepidezze on the air, musica finemente selezionata dal miglior blogger musicale italiano (Valletta) e inspiegabili cadute nell’accento piemontese quando meno ve lo aspettate.

Accorrete numerosi, così cascano i server dello streaming.

Che ce vendi, frate’?

October 8th, 2007 § 29 comments § permalink

Ha fatto bene Mafe a pubblicare un lungo manifesto sul suo blog in cui spiega 2 o 3 cose della (sua) vita e cerca di fare chiarezza su ruoli, identita’, soldi, ecc. connessi al suo lavoro e al suo essere blogger. Non e’ un pleonasmo o uno scrupolo inutile.

Il post prosegue per altri duecentosettanta milioni di righe e se cliccate oltre e’ perche’ siete proprio degli scansafatiche o siete a casa in mutua e vi state annoiando proprio tanto.

» Read the rest of this entry «

Dopo il fiele, l’etere: torna Casa Torino

October 3rd, 2007 § 3 comments § permalink

Rieccoci, passati alcuni giorni di decantazione post-derby, torniamo a trasmettere in radio.

Ebbene si’, ricomincia Casa Torino, questa volta in versione compact, cioe’ solo al mercoledi’ (e’ che 2 giorni alla settimana non ce la facciamo: Valletta e’ un dj impegnatissimo e io faccio il borseggiatore dall’altra parte della citta’).

Le coordinate sono sempre le stesse: tutti i mercoledi’ dalle 21 alle 24 sui 91.2 in FM di Radio Centro 95 (se vivete in Piemonte).

In alternativa ci potete guardare su uStream cliccando qui e potete pure partecipare alla chat, ecc. Accorrete numerosi, cosi’ il server salta. Come sempre, si parlera’ di menate mentre Valletta mettera’ della musica strepitosa.
Vi aspettiamo.

A proposito: se per caso siete a Torino e volete passare a trovarci in radio quando trasmettiamo, spedite una mail a suzukimaruti@gmail.com e ci si accorda.

Torinesi* nel mondo

July 23rd, 2007 § 0 comments § permalink

Non ho mai seguito molto da vicino l’idea di Nòva100, perché forse nei giorni in cui nasceva ero troppo preso dai cavoli miei e mi sono perso la spiegazione dell’idea che sicuramente c’è alle spalle un’iniziativa simile. Anzi, se qualcuno me la riassume in 2 righe in un commento mi fa un piacere.

In compenso se l’obiettivo di Nòva 100 è portare a scrivere su un blog persone interessanti ma, fino ad allora, rimaste fuori dalla blogosfera, probabilmente – almeno per un sano 2% – l’operazione è riuscita.

Lo scrivo perché mi ha fatto molto piacere scoprire tra i 100 blogger coinvolti dal Sole 24 Ore due amici provenienti da universi completamente differenti, ma con qualcosa di buono in comune.

Il primo è Andrea Tessitore, che ho difficoltà a spiegare a chi non lo conosce dal vivo: avvocato globetrotter di grido, imprenditore eclettico, perfetto accompagnamento (non edibile!) per un cocktail, battutista fulmineo, uomo di innata leggerezza calviniana, oltre che una delle identità più “internazionali” che conosco. Non a caso ha un blog di “cronaca cosmopolita”, che ovviamente diventa una lettura quotidiana, anche perché il suo lavoro lo porta a viaggiare molto, come se non lo avesse fatto abbastanza in precedenza.

Il secondo è Marco Masciaga, che non pochi torinesi ricorderanno come dj “storico” di Radio Flash (in effetti ci siamo conosciuti lì più di 10 anni fa: io scassatissimo tecnomane notturno, lui impeccabile dj mattutino e studente fuorisede).  Forse meno – ed è un male – lo conoscono come giornalista, genere NON pecorone (ricordo che in piena crisi post 11 settembre decise di raccogliere per La Stampa le voci della comunità islamica milanese: scelta non banale, all’epoca) e aperto al nuovo. Infatti blogga nientemeno che dall’India “in via di sviluppo”, da cui tra l’altro firma i suoi articoli per “Il Sole 24 ore”. Un’altra lettura interessantissima: l’India al di fuori delle banalità da guida turistica, nel bene e nel male. 
Degli altri 98 di Nòva non so nulla; soprattutto non so chi sono: magari il criterio debiasiano per assemblarli è “amici di Suzukimaruti, va bene chiunque, basta che non sia lui”. Anzi, se per caso scrivete su Nòva100 e vi capita di passare su questo blog e scoprite di essere miei amici, fatevi vivi! E e per caso sei già uscito dal carcere di massima sicurezza in cui sicuramente sei finito, Mauro, sappi che non ti ho ancora perdonato per le due gomme a forma di Saccottino che mi hai cacciato in seconda elementare; non c’è blog che tenga.

 

* Ok, lo so che Masciaga teoricamente è di Ivrea e si è formato giornalisticamente a Milano (dove tra l’altro presi casa grazie a lui), ma fa lo stesso. Non siate pistini: “Piemontesi nel mondo” suonava loffio.

Questo ragazzo e’ un genio

July 20th, 2007 § 3 comments § permalink

Blog a Progetto compie un anno di vita e decide di celebrare il suo compleblog (e’ il neologismo piu’ brutto del mondo dopo “blogosfera”, lo so) con un’iniziativa che ricorda i migliori tempi del Male. (cliccate, che vale la pena)
La scarsa propensione all’autoironia che caratterizza da sempre i blogger fara’ sicuramente in modo che non ci sara’, in futuro, un secondo compleblog (mio dio ma ho scritto questa parola tremenda gia’ due volte nello stesso post!).

Per dire, con Axell ci stiamo accordando per spedirgli in prova un N95 ad orologeria, ovviamente se Zeno ce lo lascia fare. Qualcuno ha del plastico?

Un’ora con l’unto del signore – ho provato l’iPhone e sono rimasto ateo

July 5th, 2007 § 124 comments § permalink

Come annunciato, ho provato per circa un’ora l’iPhone.

No, non ho preso l’aereo, non sono andato negli Stati Uniti, non ho fatto nemmeno un minuto di coda e soprattutto non ho messo li’ 2000 dollari abbondanti per comprarlo insieme all’obbligatorio contratto biennale di At&T.

Tutto e’ piu’ semplice: ho un amico che talvolta fa la spola tra gli USA e l’Italia e oggi mi ha concesso un’ora di pasticciamento del suo nuovo acquisto, ottenuto senza troppa fatica (niente coda: ce n’erano in abbondanza), se non economica.

La vita e’ una bestia curiosa. Passi per il cretino della blogosfera perche’, in mezzo ad un consenso generalizzato ed acritico dei tuoi colleghi, sei l’unico che da un po’ esprime motivate e documentate perplessita’ sul prodotto piu’ hyped della storia e il destino cinico e baro ti trasforma in uno dei primi blogger italiani a provarlo (e oggi mi hanno scritto 4 testate online interessate ad averlo in prova, ma nisba). Qui c’e’ lo zampino di qualche divinita’ Azteca particolarmente in vena di perfidie, ma tant’e’.

Di seguito racconto quello che ho provato, tenendo conto che il Jesus Phone della Apple per ora fa ben poco in Italia (mi e’ stato detto di non usarlo per telefonare o per connettermi in EDGE, che per ora e’ inutilizzabile) e soprattutto ricordando che l’ho avuto per le mani per non piu’ di un’ora. Troppo poco per un’analisi approfondita, ma abbastanza per farsi un’idea concreta.

.

IL PRIMO APPROCCIO – DIMENSIONI, PESO, INTERFACCIA
La prima cosa da notare e’ che l’iPhone e’ un aggeggio decisamente piu’ grosso di quanto mi immaginassi. Ma non ho riferimenti reali, giusto un iPhone immaginario che mi proiettavo in testa nei momenti di noia.

Non so se alla Apple usano modelli con le mani giganti, ma l’iPhone e’ un bel malloppazzo, lungo, largo e – in pieno stile Apple – discretamente sottile, anche se mi sarei aspettato di piu’.
A occhio ricorda come ingombri i tanti modelli HTC della linea piu’ “magra”. Non e’ un mostro di tascabilita’ e non sta certo nel taschino della camicia, come il mio buon vecchio Nokia E61.

Non e’ pesantissimo e avrebbe un discreto look, se non fosse gia’ unto dalle orecchie e dalle dita altrui. Per mezz’ora l’ho battezzato “l’unto del signore”, dove il “signore” e’ il suo legittimo proprietario. Poi mi sono annoiato della battuta. Posso fare di meglio.
Se hai un iPhone per le mani, la prima cosa che ti viene voglia di fare e’ provare l’interfaccia. Anche perche’ teoricamente dovrebbe essere quella che fa affermare a zio Steve “abbiamo reinventato il telefono”.

La provo. Funziona abbastanza, non e’ immediatamente intuitiva ma dopo un po’ si capisce. In compenso e’ divertente. Divertente nel senso degli effetti speciali.

Capita tutte le prime volte che provi un gingillo tecnologico: ti fai prendere dall’emozione dell’effetto speciale, tipo lo sfondo del desktop animato in Vista Ultimate, gli screen-saver super spaziali, le animazioni, ecc. Anche l’occhio vuole la sua parte di entertainment, ma questa e’ la glassa di un’eventuale torta. E dopo un po’ viene a noia.

In ogni caso l’interfaccia funziona. Con un po’ di appunti alla mano, provo alcune cose e noto che in effetti il sistema di “gesti” da compiere per agire sull’iPhone non e’ del tutto coerente. In certe applicazioni, per esempio la mappa di Google, alcune funzioni richiedono gesti che altrove hanno funzioni diverse.
Il sistema touch, insomma, sembra un po’ illogico e incoerente nella progettazione. Tecnologicamente e’ ineccepibile, ma poteva essere implementato meglio.

Detto questo, dopo qualche minuto ho sentito salirmi una strana voglia di dire “ok, molto bello: ora datemi un menu’ vero, per favore”, ma ho desistito. Certo e’ che tutti gli effettini grafici e la non immediatezza dei gesti non rendono il telefono cosi’ rapido.
E se andate di fretta, siete nervosi e volete raggiungere un risultato right here, right now, forse potreste anche irritarvi dopo l’ennesimo delay.

E’ anche vero che se siete abituati ai tempi comodi dei cellulari Symbian, non vi lamenterete certo dell’iPhone.

.

LA TASTIERA

Steve Jobs ha tirato su un intero show sulla tastiera, prendendo in giro i cellulari concorrenti per le loro misere tastiere hardware. L’iPhone, secondo lui, e’ meglio della concorrenza perche’ e’ in grado di proporre la tastiera migliore e piu’ adatta a ciascuna applicazione.
Il concetto non fa una grinza: avere una tastiera virtuale in grado di cambiare forma, dimensione e layout a seconda dell’applicazione che si usa magari non e’ il massimo dal punto di vista della coerenza delle interfacce, ma dall’altro e’ estremamente comodo e “intelligente”.

Io pero’ questa tastiera mutevole me la sono persa. Boh. Quello che ho visto e’ una tastiera qwerty che si adatta a seconda che il telefono sia in verticale o in orizzontale. E il classico tastierino numerico per la funzione telefonica.
Poiche’ il telefono, salvo la navigazione e altri casi limitati, si utilizza in verticale, l’ho provata. Confesso che credevo peggio. Pero’ e’ anche vero che mi aspettavo un disastro. Qui siamo solo sul “complessivamente male, ma si puo’ dare di piu'”.

Alla fine la tastiera si fa usare. Piano e scomodamente. Ma poi e’ una questione di abitudini.
Certo che il signore che l’ha disegnata e’ un pazzo.

Mi spiego: e’ da folli non proporre in prima battuta i segni di interpunzione, cioe’ elementi della parola scritta che ricorrono piu’ volte durante la digitazione.
Traduco: per scrivere un punto o una virgola bisogna premere un pulsante che fa comparire un insieme di simboli tra i quali scegliere. Poi ricompare la tastiera. Il tutto e’ macchinoso e mi pongo gia’ ora il problema di come faranno a sistemare le lingue europee, tutte piene di accentate, dieresi, tildi, ecc.

Non e’ il completo fiasco che temevo, ma e’ un’esperienza non piacevole e piuttosto scomoda, la tastiera dell’iPhone.

Ho provato qualche shortcut strana suggerita dagli utenti, ma il discorso non cambia: con una tastiera cosi’ si scrivono gli SMS e qualche e-mail facile. Ma gia’ 3 o 4 righe diventano problematiche e invogliano ad usare poca punteggiatura. Tutti ad emulare Joyce, via!

Quello che mi lascia perplesso e’ che alla fine e’ una tastiera ordinaria, per di piu’ problematica se usi due dita per scrivere.

Ecco un caso in cui una feature diventa un problema: il multi-touch fa si’ che la tastiera si incasini se per caso, scrivendo con due dita, entrambe toccano lo schermo contemporaneamente.
Ovvero: e’ tecnicamente possibile scrivere con piu’ di un dito, ma e’ tassativo toccare lo schermo con un solo dito per volta. Come le scale sul pianoforte, senza appoggiare la mano.

Da buon chitarrista, la cosa mi riesce e non mi stanca la mano piu’ di tanto. Temo non sia cosi’ per gli altri. Ma dopo Joyce potremmo diventare tutti Jimi Hendrix 🙂
In ogni caso, scrivo piu’ piano che sull’E61 e – a spanne – piu’ o meno alla stessa velocita’ con cui scrivevo sul Blackberry 8700 all’atto dell’acquisto: una faticaccia molto laboriosa e lenta.
Magari con un po’ di allenamento posso migliorare, ma non vedo grandissimi margini.

Tenderei a mettermi il cuore in pace: una tastiera virtuale, in assenza di feedback e per di piu’ implementata in modo non ergonomico, non puo’ competere con una buona tasteria reale. Punto.

Ah, usando il browser col telefono in orizzontale compare una tastiera piu’ estesa per poter digitare gli indirizzi dei siti da visitare. Stesso meccanismo, diversa disposizione (piu’ schiacciata) e qualche minima differenza, ma nulla piu’. Niente tastiere avveniristiche pensate per le singole applicazioni. Dove sono, Steve!!!?

La cosa che mi inquieta e’ che la tastiera e’ sempre presentata tutta in maiuscolo e per capire se stai per scrivere in maiuscolo o in minuscolo devi guardare il look del pulsante CAPS. Altro difetto di usabilita’, per quanto mi riguarda.

.

IL BROWSER
Qui denuncio un po’ di limiti della prova: ho perso tempo con l’interfaccia e ho guardato poco le varie applicazioni. Insomma, le ho passate tutte senza buttarmi nel dettaglio, perdonatemi.
Credo che per un cellulare che dovrebbe portare Internet in mobilita’ verso le masse, il browser sia fondamentale, forse un buon 30% del “cuore” del prodotto.

La sottospecie di Safari che c’e’ sull’iPhone fa il suo lavoro, aiutato da un monitor con una risoluzione abbastanza alta, e se la cava perfettamente come browser mobile. Ma resta, appunto, un browser mobile, con tutti i difetti del caso.

Anche qui Steve Jobs ci aveva promesso un “Safari sul telefono” e quello che ho avuto di fronte non e’ nemmeno lontanamente parente di un browser vero. La dico tutta: e’ la versione a doppia risoluzione del browser del Nokia E61 (che in effetti e’ espressamente derivato da Safari), con tutti i suoi limiti: niente Flash, niente Java.

Pero’, chissa’ perche’, il browser dell’iPhone vede male siti che sull’E61 vedo senza problemi. Questioni magari risolvibili da un aggiornamento software, mentre per il supporto Flash sono seriamente scettico. Ma la verita’ e’ che dovremmo abolire Flash.

Questo e’ un peccato. Il browser non e’ male, anzi e’ uno dei migliori browser mobili sul mercato, ma ci avevano promesso altro e le aspettative erano altissime. E infatti e’ la piu’ grossa delusione di tutto il telefono.
Io volevo un browser vero, “Safari sul telefono”. E invece non ce l’ho. E mi duole da morire (no, in verita’ godo come un riccio a farlo notare) segnalare che gia’ all’epoca della presentazione dell’iPhone dissi che non avrebbero portato Safari sul cellulare, ma una versione ridotta uguale a tutte le altre. Come volevasi dimostrare.

In compenso il browser dell’iPhone *pretende* di essere trattato dai siti come un browser reale. Quindi addio comodissime interfacce mobili che si avviano automaticamente (per esempio quelle di Gmail) e fanno risparmiare banda e spazio sullo schermo. Che occasione mancata.

.

IL CLIENT DI POSTA ELETTRONICA

Dimentichiamoci del browser che, come il suo pari nell’E61, non consente di fare copia-incolla dalle pagine Web (anzi, l’iPhone non lo consente MAI in nessuna applicazione: proprio non esiste l’opzione e questa e’ un’altra pecca clamorosa di cui non mi capacito) e passiamo all’altro pezzo da Novanta: la mail.

Per fortuna che ci sono decine di provider di posta elettronica che offrono agli utenti webmail ottimizzate per i dispositivi mobili (tipo Gmail), perche’ l’applicazione che gestisce la posta sull’iPhone e’ imbarazzante.
In questo caso non so proprio cosa dire: e’ brutta a vedersi, lenta e manca di tante di quelle funzioni da sembrare una versione Beta molto “early”.

Soprattutto e’ un’applicazione lenta, che visualizza troppo poco testo per volta (io non sono presbite e vorrei poter scegliere quanta roba vedere su uno schermo cosi’ grosso, invece che trovarmi obbligato a leggere poche cose gigantesche sul display) e ci mette un’eternita’ a fare le tre operazioni piu’ utilizzate in un client di posta elettronica mobile: aprire i messaggi, passare al messaggio successivo, cancellare un messaggio.

Per di piu’ non ho trovato un’opzione banale come poter selezionare tutti i messaggi e cancellarli in massa, ma forse me la sono persa io: c’e’?

In tutta franchezza: programma pessimo, da dimenticare. Anzi, da sostituire. Gia’, ma come? Cavoli… Niente, gli utenti iPhone se lo terranno a vita (cioe’ almeno 2 anni) e utilizzeranno qualche client di posta online. Oppure Apple puo’ fare qualcosa via firmware? Mistero.
Un’altra mossa incomprensibile. E dire che Apple i client di posta li sa fare.
Il brutto e’ che si tratta di un client scomodo per chi riceve piu’ di una decina di messaggi al giorno. Inutilizzabile, a meno che non si sia monaci stiliti, per un uso professionale o minimamente intenso.
Ecco, se c’e’ qualcosa da cambiare SUBITO c’e’ questo.

Non ho idea delle funzionalita’ avanzate, non ho potuto provare ad aprire un allegato e mi sono limitato a cancellare un po’ di messaggi e leggerne un po’, tanto non erano fondamentali. Quindi non so dire come funziona con Exchange, con le caselle IMAP o con altre diavolerie postali. Sorry.

.

RUBRICA E SMS

Altra feature critica, l’invio di SMS. E’ la cosa che noi italiani facciamo piu’ di altri al mondo. Mandiamo messaggini a centinaia e li paghiamo cari, ma non ci importa.
In questo caso la tastiera tristanzuola dell’iPhone (che in ogni caso prevede che si usino due mani: ho avuto serie difficolta’ a scrivere qualcosa di compiuto tenendo il telefono in una mano e usando il pollice per picchiare i tasti, prevalentemente perche’ il telefono e’ lungo e sbilanciato, dondola e rischia di cadere dalle dita) e’ piu’ che adatta alla lunghezza delle cose da dire. E infatti i 160 caratteri sono andati che e’ un piacere.

E poi c’e’ una vecchia conoscenza: gli SMS messi sotto forma di chat. Cioe’, se io e mio cugino ci mandiamo 50 SMS a ping-pong, questi compaiono come se fossero in una chat, con tanto di fumettoni colorati (non modificabili, almeno io non ci sono riuscito).

Si’, e’ l’esatta copia della SMS/chat del Treo. E non c’e’ niente di male a copiare un’applicazione che in effetti ha tuttora successo. Basta solo proporre l’opzione per non utilizzarla, qualora gli utenti siano tetri nemici dell’estetica come il sottoscritto e preferiscano un sano elenco cronologico degli SMS ricevuti, come capita solitamente.

Qui niente opzione. Ti vedi gli SMS come chat e ti adegui. E io mi incavolo, perche’ tra l’altro questa non e’ una scelta in linea con la filosofia Apple, che normalmente risparmia all’utente inutili complicatezze, badando al sodo con un po’ di carineria. Qui, invece, c’e’ una cosa che mi ha sempre reso difficile, fin dai tempi del Treo 650, cercare un vecchio SMS.
La rubrica di suo funziona bene. Deo gratias. Prende tutti i dati di questa terra, e’ di facile utilizzo e insomma non e’ che ci si potesse inventare molto: e’ una rubrica! (certo che se qualcuno integrasse Plaxo nei cellulari in modo massiccio…)

Quello che mi lascia un po’ cosi’, nonostante il giudizio positivo, e’ come la rubrica e’ utilizzata. Mi spiego. Forse sono io che sono abituato bene sui Nokia, ma quando devo mandare un SMS a Giorgio Valletta, scrivo il mio SMS e nel campo destinatario scrivo “val”. E il telefono mi da’ l’opportunita’ di scegliere tra tutti i nomi in rubrica che contengono le lettere “val” da qualche parte. Con due click, il messaggio parte.

Sull’iPhone ho trovato particolarmente scomoda l’integrazione della rubrica nei programmi di posta e SMS: di fatto devi sceglierti tu il nome giusto, scorrendo la rubrica a mano. Puoi aiutarti con le lettere alfabetiche e isolare tutti i nomi che iniziano con la “v”, per dire, ma in ogni caso devi cliccare sul nome esatto.

Non c’e’ modo, insomma, di filtrare i nomi immettendo poche lettere. Esattamente come accade in OSX da anni e in Vista da mesi. Altra piccola grande scomodita’, soprattutto per gente come me che ha una rubrica di varie centinaia di nomi.

Confesso che sulla rubrica ho il dubbio di non essermi applicato molto a scovare opzioni nascoste e cose simili, quindi se c’e’ qualcosa che mi sono perso, correggetemi: sto scrivendo a memoria impressioni di oggi pomeriggio, quindi non sono a prova di errore.
.

IL RESTO

Beh, il resto e’ poco. Mi sono perso, salvo una scorciatina, tutto il pezzo riguardante le funzioni da iPod.

Fa quello che ha sempre fatto un iPod, anche se devo confessare che lo schermo rende i video in modo molto piu’ brillante che sugli iPod Video, ma e’ una mia impressione (e non avevo iPod sotto mano per un confronto).

Ho dato un’occhiata al nuovo sistema di scorrimento di album e brani che durante il keynote ha fatto fare centinaia di “ooh” e “aah” ai presenti. Bello, non c’e’ che dire. Lento. Ma bello. Se uno ha tante album art, e’ la feature per stupire gli amici.

Poi nella vita reale preferisci usare un piu’ sano sistema naturale di browsing, se non vuoi perdere tempo. Altra funzione che si usa i primi giorni e che poi cede il passo alle fuzioni vere, meno appealing visivamente ma sotto sotto piu’ efficaci, dirette, ecc. Funzioni che grazie al cielo ci sono. 🙂

Alla fine l’applicazione che mi e’ piaciuta di piu’ e Google Maps. Lo so, non e’ un’applicazione Apple, ma e’ li’ sopra e fa la sua porca figura. Mi piaceva gia’ sull’E61 e qui con lo schermone fa cose eccelse.
Certo che un display cosi’ e’ demenziale non poterlo usare come navigatore satellitare. Ma perche’, diavolo di uno Steve Jobs, perche’? Credo se lo stiano chiedendo tanti “melomani” e in generale tutte le persone di buon senso informate sui fatti.

Boh, in piu’ c’e’ poco. Non ho provato la visual voice mail, che non e’ altro che una rappresentazione grafica della segreteria telefonica (che odio) ed e’ un servizio dipendente dall’operatore. Ho visto che c’e una sorta di applicazioncina con il meteo ma, boh, ci sono decine di siti ad hoc e non ho mai colto il perche’ di questa ossesione per i cirro-cumuli.
Le opzioni non sono niente di che. Ho visto che l’iPhone si aggancia subito al WiFi piu’ potente e non a quello che vuoi tu. E se quello piu’ potente non funziona o non e’ il tuo, si aggancia lo stesso. Roba da risolvere con 2 o 3 click a mano, ma comunque noiosa. E non ho capito se e’ risolvibile tramite il pannello opzioni (cioe’, io non ho trovato niente).

Casomai aveste dubbi sul WiFi, in ogni caso consolatevi: funziona discretamente, si naviga abbastanza veloci (anche se il rendering delle pagine del simil-Safari non e’ da primato) e si configura con discreta facilita’. Sicuramente in modo piu’ facile che con l’E61, anche se pare che l’E61i abbia un sistema piu’ intuitivo, ma non ne ho prova certa.

Cavoli, dimenticavo le suonerie. Non personalizzabili. Si possono solo scegliere quelle presenti nel sistema, che sono poche e molto “bippose”, roba da 2000-2001 o giu di li’. Userei l’iPhone solo col vibracall, che per di piu’ e’ facile da attivare e ha una bella vibrazione, simile al Blackberry 8700.

.

LA FOTOCAMERA

Riservo un capitolo a parte alla fotocamera, perche’ se lo merita. Ma e’ un merito negativo. L’iPhone fa le foto ma non i video, con la sua fotocamerina da 2 Megapixel dichiarati.
Scattare una foto significa usare lo schermo come viewfinder, premere il controllo apposito e guardare la foto. Niente zoom, niente impostazioni, niente effetti. Scatta e guarda.
Visto il look dell’applicazione per le foto e viste le feature, il sospetto che la gestione della fotocamera sia stata un po’ (troppo) buttata via e’ fortissima. Il sensore da 2 Megapixel fa quello che puo’: niente autofocus, niente flash, niente zoom. In quel caso li’, meglio un telefono senza fotocamera e con 50/100 dollari di prezzo in meno, no?

Mi inquieta l’idea che un sistema di questo genere non sia emendabile e non accetti applicazioni di terze parti, perche’ l’applicazione fotografica e’ ridicola, forse imbarazzante. Cioe’, il grado di pretesa raffinatezza dei servizi e delle operazioni sull’iPhone qui casca clamorosamente.

Certo, lo so benisismo che la fotocamera e’ un attrezzo poco utile e francamente trascurabile in un telefono. Pero’ c’e’ e gli utenti la pagano salata. E se la Apple non ci credeva, poteva toglierla.
Non certo implementarla alla garibaldina. (tra l’altro appena il “signore” torna negli States, mi invia le foto che ho scattato, cosi’ le pubblico e ci facciamo un’idea della qualita’ del sensore [ve lo anticipo: sufficiente e nulla piu’])

UN PO’ DI CONCLUSIONI

Vorrei per due minuti fare la persona seria e pregarvi di capire che questa non e’ esattamente una recensione, ma una prova superficiale e transitoria, fatta cosi’ tanto per non sentirsi dire dal primo che passa “non lo hai provato”, rilievo che evidentemente non vale per chi parla bene a priori dell’iPhone.

Ora l’ho provato. E l’ho provato quanto basta per farmi un’idea precisa di cosa sia l’iPhone e dove voglia andare a parare.

Beh, questo e’ un iPod che fa le telefonate, manda gli SMS e volendo naviga su Internet e gestisce la posta. Non ho provato le funzioni telefoniche, ma immagino siano ok.
In compenso le altre 3 attivita’ che ho elencato non sono il massimo (cioe’, il browser e’ un buon browser mobile, ma non e’ the real thing) o fanno violentemente pieta’ (il client di posta piu’ lento dai tempi di Pocket Outlook per il mio vecchio ipaq 3850).

Alla Apple non sono dei fresconi e non sono nemmeno gli ultimi arrivati, quindi *nel loro ambito* sanno distinguersi.
L’interfaccia e’ carina e almeno all’inizio diverte (anche se non e’ nulla di miracoloso, rivoluzonario o anche solo migliore come user experience: e’ carina e basta), il look e’ curato e non c’erano dubbi e l’aggeggio ha una sua coolness non so se dovuta al momento o ad una sua “anima”.

Pero’, poi, bisogna farci un telefono. E i guai di questo telefono sono tanti. E non sono guai che riguardano me, utente business che vive grazie ai suoi due telefoni e alle cose che gli permettono di fare. Sono guai per tutti.

Cioe’, se la tastiera non permette di scrivere agevolmente testi con un minimo di punteggiatura, e’ un problema per tutti, cosi’ come l’assenza di copia-incolla e l’instabilita’ (davvero un po’ eccessiva, perfino per un eventuale reduce di Windows ME) del browser o l’impraticabilita’ del client di posta.

Le cause di queste pecche gravi e universali – per quanto mi riguarda deal-breaking: non mi comprerei mai un iPhone fatto cosi’ e non lo consiglierei a nessuno (valuteremo un’eventuale seconda release) – sono fondamentalmente due.

La prima e’ l’inesperienza di Apple nel campo della creazione di telefoni. C’e’ poco da fare, ma l’intero iPhone denuncia una scarsa dimestichezza con le necessita’, i ritmi e i percorsi di chi usa il cellulare.

Infatti piu’ lo usavo e piu’ mi sembrava di avere davanti un piccolo tablet computer. Un tablet computer senza programmi, che fa poco e niente (e questo e’ un limite minore), ma non un telefono. In questo, Nokia e’ sempre stata capace di fare prima il telefono e poi tutto il resto. Apple no, almeno per questo prodotto. In futuro chissa’.

La seconda e’ il ritardo palese del mercato mobile statunitense rispetto a quello europeo e in particolare quello italiano (che resta uno dei piu’ dinamici al mondo, con uno tra i tassi di penetrazione delle telefonia mobile piu’ alti al mondo).

Mi spiego: negli States usano molto meno il cellulare di noi e lo usano molte meno persone, proporzionalmente, rispetto a noi.
E per di piu’ i terminali che utilizzano sono mediamente meno evoluti (per esempio la Nokia ha tolto il WiFi all’E61 per gli States, che si chiama E62).

Oltre a tutto cio’, il mercato locale statunitense e’ completamente diverso da quello europeo. Li’ impera Motorola, che in Europa credo sia il marchio telefonico con la peggiore reputazione sul mercato, mentre da noi domina Nokia in modo incontrastato, con prodotti piu’ innovativi.

E’ ovvio, quindi, che questo iPhone non e’ minimamente adatto all’utente europeo e ancora di piu’ a quello italiano, indipendentemente dalle sue necessita’. Magari fanno in tempo a cambiarlo un po’, prima del lancio europeo, ma il mio sesto senso mi dice di no. Forse ci piazzano giusto la 3G. Forse.
In verita’ quello che la gente ha di fronte e’ il migliore iPod mai prodotto: uno schermo della madonna, una durata delle batterie notevole in fase di riproduzione video (mentre si spompano un po’ troppo durante il “lavoro” telefonico), uno speaker integrato che non e’ quello dell’N95 (stereo, fighissimi, incredibilmente potenti per la loro dimensione), ma comunque e’ uno speaker, il WiFi integrato e pure una tastiera virtuale per rinominare i file, ecc.
Certo, non e’ ancora compatibile con DivX e XviD, ma e’ gia’ un passo avanti.

Come acquisto, fossi interessato, lascerei perdere. In questo momento ha troppe pecche gravi e gravissime, alcune credo strutturali e irrisolvibili. Se l’hardware pare non avere problemi (anche se lo schermo non era esattamente una meraviglia, dopo essersi fatto un volo intercontinentale: non era rigato in modo evidente ma non era nemmeno “vergine”), il software mi sembra un po’ raccogliticcio, a tratti. Per esempio non capisco le incoerenze grafiche tra applicazione e applicazione o le incoerenze di controllo tra Google Maps e altri programmi.

Qualche irriducibile mi dira’ – fideisticamente – che l’esperienza dell’interfaccia vale da sola il prezzo di 2000 dollari su 2 anni (questo il minimo total cost of ownership del telefono, incluso l’abbonamento obbligatorio per 24 mesi ad At&T a non meno di 60 dollari al mese, con un piano “povero” [es. solo 200 SMS]).

Il migliore argomento per smentire questa affermazione fideistica e’ uno solo: l’esperienza diretta.
Io non posso fare altro che chiedervi di provarla.

Capirete dopo 2 minuti che l’interfaccia non vale assolutamente il prezzo. Non perche’ e’ fatta male (anzi), ma perche’ non offre reali vantaggi, al massimo offre un’alternativa non meccanica ma senza feedback (e in alcuni casi da’ di meno, vedi la tastiera).

Al massimo diverte, stupisce, diversifica, ecc. Ma non cambia drasticamente l’esperienza d’uso come e’ avvenuto sugli iPod, forse perche’ l’interfaccia di un telefono e’ molto piu’ complessa e non consente grandi alterazioni senza mandare gli utenti in confusione, forse perche’ alla fine il vecchio modello con tastiera e schermo non-tattile non e’ poi cosi’ male.

Questo e’ quello che ho visto. Ho provato a raccontarvelo senza l’antipatia naturale che mi evocano i fans dei marchi, i fighetti, il conformismo geek della blogosfera e in generale il tono autopromozionale tronfissimo di cui si ammanta la comunicazione Apple da un po’ di anni.

Fate voi le vostre valutazioni personali, etiche, estetiche ed economiche. Mi scuso per non aver potuto pasticciare di piu’ il telefono, ma ho gia’ avuto fortuna a poterlo provare cosi’.
Tanto, tempo 24 ore, credo uscira’ qualche recensione in italiano, per voi anglofobi (perche’ quelle in inglese stanno letteralmente invadendo la Rete). E sara’ sicuramente piu’ completa.

It’s time for us to stream

June 27th, 2007 § 2 comments § permalink

Qualche giorno fa e’ partita tra noi blogger torinesi l’idea di fare qualcosa per celebrare l’avvento di Veltroni e la sua (giusta: lo fa nella capitale della sinistra italiana!) presentazione della sua candidatura alle primarie del Partito Democratico a Torino.

L’idea era fare una diretta Web della cosa, usando le tecnologie “povere” ma belle che ultimamente sperimentiamo (per esempio www.ustream.tv).

Poi ci siamo accorti che la diretta Web dell’intervento di Veltroni l’avrebbero fatta tutti, per di piu’ molto meglio di noi, con telecamere serie, banda a volonta’, satelliti, ecc.
Quindi se non siete a Torino e non siete tra i fortunati invitati, fate cosi’: andate su Sky TG 24 o su Repubblica.it e vi guardate lo streaming.

Noi facciamo un’altra cosa: commentiamo live dalla sala il discorso di Veltroni, sperando di dire cose non banali o di non accanirci su di lui perche’ e’ della juve. E sperando che qualche diessino che passa di li’ non ci insulti perche’ cazzeggiamo (che da quelle parti sono tutti un po’ troppo seri).
In pratica potete tenere aperto lo streaming di Veltroni su Repubblica e sentire noi che chiosiamo. Oppure tenete aperto solo il nostro streaming e sperate che si senta anche l’audio di Veltroni.

Promettiamo di essere infinitamente meno professionali della Gialappa, ma assolutamente piu’ genuini.

Ci trovate qui, oppure embeddati nel blog di Estragon.

Menu’ d’inizio settimana

June 25th, 2007 § 7 comments § permalink

Lunedi’

– riunione/visita di piacere in nota agenzia pubblicitaria torinese piu’ o meno ad ora di pranzo

– pranzo che, a rigor di logica, non durera’ piu’ di 10 minuti

– rush automobilistico impossibile, al fine di raggiungere la capitale dell’Impero del Male (Milano) e fare un’altra riunione/visita di piacere ad un’altra agenzia, stavolta non pubblicitaria ma musicale

– recupero di noto dj torinese, disperso per la capitale dell’Impero del Male alla caccia di primizie discografiche (come estorce lui i promo alle case discografiche, non c’e’ nessuno)

– rientro ad ore imprecisate con il suddetto dj torinese, cercando di sopravvivere alle chicane dell’autostrada piu’ lenta del mondo; e’ ragionevole pensare che ascolteremo i promo procacciati

Martedi’

– giornata lavorativa un po’ infame, con noie burocratiche, fatturazioni, pagamenti, ecc. Ma niente di drammatico, suvvia!
– visita alla banca per altre menate burocratiche

– ennesimo trasferimento nel tardo pomeriggio verso la gia’ citata capitale dell’Impero del Male

– spazio aperitivo libero (sono piu’ o meno in zona Garibaldi), quindi se siete a Milano contattatemi a suzukimaruti@gmail.com e se ne parla

– cena e cazzeggio paralavorativo con noto rappresentante di nota agenzia pubblicitaria multinazionale, ma soprattutto persona che subisce da mesi mie telefonate senza mandarmi a stendere: prossimo premio Nobel per la Pace

– a seconda della gradazione del vino a cena, rientro piu’ o meno lento a Torino, auspicando che non chiudano l’autostrada dopo Rho, come capita spesso la notte; in quel caso, mesto rientro in statale con constatazione di quanto sia brutta la Pianura Padana in generale e il novarese in particolare

– niente radio, che’ il gia’ citato noto dj che mi fa da sparring partner via etere e’ all’estero

Mercoledi’

– giornata lavorativa relativamente easy, salvo addensamenti di uccelli paduli nelle ultime ore

– nel mezzo, spedizione familiare per rimediare alla carenza di capi di vestiario stagionali presentabili

– faticoso raggiungimento del Lingotto per accogliere Walter Veltroni che si candida a segretario del Partito Democratico. Tra l’altro dovrei anche scriverci un post e dovrei pure parlare de “i Mille” (ma prima devo capire se e’ l’ennesima donchisciottesca operazione alla Scalfarotto destinata a risolversi in nulla di rilevante o se e’ una cosa che ha anche una minima consistenza politica).

– qualcosa di sinistra, tipo una cena con qualche reduce del Lingotto; anche in quel caso, se ci siete fate mi un fischio via mail a suzukimaruti@gmail.com anche il giorno stesso

– niente radio, per gli stessi motivi del giorno prima

Where Am I?

You are currently browsing the tirarsela via blog category at Suzukimaruti.