Per la serie “Le basi, proprio”, ecco un lungo pippone su cosa è il fascismo e cosa è l’antifascismo. 

Sono tutte cose ovvie, facili ed evidenti, che ho scritto perché con mia somma sorpresa qualcuno ancora non ha capito bene o tentenna. 

Non solo, sono concetti basilari sotto recente attacco da parte di varie retoriche fasciste, che cercano di polarizzare la cosa più universale e intimamente italiana è patriottica che abbiamo. 

Non caschiamo nei tranelli ideologici dei fascisti. 
Meglio chiarirci tra noi. 

Nel caso, non leggete. È lungo e sapete già tutto. Vi ho avvertiti. 

Iniziamo. 

L’equivoco di fondo è pensare che l’antifascismo sia una questione politica. 
Non lo è, perché in Italia il fascismo non è un’opinione: è un crimine, anzi è il più anti-italiano dei crimini.

Essere antifascisti è il primo atto patriottico universale e trasversale che un cittadino italiano può e deve compiere o viene meno alla sua identità nazionale, che è basata sui valori della Resistenza. 

Ecco, la questione: l’antifascismo è la base della nostra identità come paese; la Costituzione e le leggi non lasciano scampo, su questo piano. 

Sono i fascisti a cercare di dipingere l’antifascismo come una questione politica, tentando di marchiarlo come una sorta di costume di Superpippo della sinistra, cioè una maschera che la sinistra usa per fingersi (anche) altro da sé e “allargarsi” e in cui si capisce benissimo chi c’è sotto. 

Non è così: l’antifascismo è trasversale agli schieramenti politici, come lo è stata la Resistenza (certo, con percentuali di partecipazione diverse tra partiti e aree politiche, ma c’erano comunque tutti, dai monarchici agli anarchici). 
Si può essere di sinistra o di destra e di tutto quello che c’è nel mezzo ed essere democratici e antifascisti. 
Non è contemplata nessuna altra opzione, il fascismo non è una parte in causa, non ha diritto di tribuna, di parola o di replica. 

Come reagireste se in una trasmissione tv sulla violenza sui minori dessero voce anche alle “ragioni” dei pedofili? Essere contro la violenza sui minori significa schierarsi? O è una così universale e di buonsenso che nemmeno concepiamo che possa anche solo esistere una controparte, uno schieramento favorevole ad aggredire i bambini? Figuriamoci se pensiamo che gente che la pensa così possa avere diritto di parola. 

Ci sono crimini così mostruosi (e il fascismo è il crimine peggiore di tutti, perché comprende e incoraggia tutti gli altri, nella sua ideologia di prevaricazione, odio e violenza) da non farci immaginare che ci possa essere qualcuno che li sostiene come scelta. Magari c’è qualcuno che li pratica, ma a causa di questo viene estromesso dal consesso civile. E viene considerato un “nemico” della nostra società e dei valori universali che regolano la nostra convivenza. 

Ricordiamocelo: il fascismo non è una parte politica. Se lo fosse, sarebbe la parte che predica come norma e auspicio il trionfo del forte sul debole, l’odio identitario, il dominio del ricco sul povero, il privilegio dei pochi sui tanti, l’annullamento dei diritti civili e umani e la repressione violenta di tutti i tentativi di cambiamento o indipendenza. Roba troppo cattiva e grottesca per essere vera e per pensare che qualcuno possa sostenerla. 

Il fascismo è, tolti i simboli e il folklore, questa cosa qui. Sarebbe fantascienza considerare una parte politica una cosa così folle, vero?

Rifiutare di schierarsi in uno scenario così semplice, definito ed evidente (da un lato le persone sane di mente, sebbene diversissime tra loro, dall’altro la concretizzazione consapevole e compiaciuta del male) è una colpa gravissima. È come evitare di prendere posizione tra i pedofili e i non pedofili: una cosa da pazzi. O da pedofili in incognito. 

Non esistono i non fascisti e gli afascisti: si è o antifascisti (di destra, sinistra, centro, anarchici, reazionari, ecc.) o fascisti. 
Il solo concetto di “persone equidistanti, estranee o non schierate tra democrazia e prevaricazione” fa ridere ed è illogico, non sta in piedi. 
Ed è una perfetta scusa con cui i fascisti si mescolano tra noi, sperando di non essere beccati. 

Qualcuno obietterà che nel nostro Parlamento i fascisti abbondano. Tecnicamente dovrebbe essere impossibile: ai parlamentari di qualsiasi colore è chiesta l’adesione ai valori della Costituzione e questi ultimi sono formalmente incompatibili col fascismo. 
I vari Salvini, La Russa, Gasparri, Meloni, ecc. esistono e, stando sul formale, si dichiarano non fascisti e convinti democratici. 

Ecco, se volete vedere un costume di Superpippo, guardate loro. Sotto, si vede benissimo chi sono, sotto. 

Uso ”contemporaneo” perché un altro costume da Superpippo usato dai fascisti è storicizzare e iconizzare il fascismo, per negare che stia tornando e abbia precisi interpreti. 
Insomma, senza camicia nera, fez, orbace e passo dell’oca, secondo i fascisti mascherati nostrani non si può parlare di fascismo. 

Intendiamoci su questo. Sì, il fascismo è anche un periodo storico durato un paio di decenni il secolo scorso. Ma è, prima di tutto (e lo è dall’alba dei tempi), un atteggiamento umano, psicologico, pratico. L’ideologizzazione dei soprusi, della prevaricazione, dell’homo homini lupus, il culto della violenza forti vs deboli, tanti vs pochi è fascismo. E si pratica da quando esiste l’uomo, millenni prima che la parola “fascismo” fosse inventata. 

Si può essere fascisti senza dichiararsi tali, senza saperlo, magari addirittura votando a sinistra. 
Faccio un esempio facile: i fratelli Bianchi, quei due analfabeti dopati che hanno ammazzato di botte un ragazzino, senza motivo. Ecco, quelli sono due che hanno studiato così poco da non sapere cosa sia il fascismo come fenomeno storico. E sono due così sprovveduti sul piano intelletttuale da non avere nessuna velleità o anche solo capacità minima di schieramento ideologico. 

Eppure quei due, con il culto della violenza, i deliri di potere, il narcisismo, la mascolinità tossica, il mito della ricchezza a tutti i costi, sono perfetti fascisti. Senza il costume di Superpippo. Non sanno di esserlo, non si mascherano. 
E no, non sono “matti”, il loro intento è lucidissimo e chiaro. O sono “matti” nella misura in cui lo è chiunque pensi che il sopruso, l’ingiustizia e la prepotenza possano diventare una regola, uno stile di vita, un mito. 

Quando dovete pensare ai fascisti, non pensate ai “migliori” tra loro, cioè quelli presentabili e consapevoli che si sanno mascherare un po’ (da Superpippo, sempre, eh) e stanno in Parlamento e presto al Governo. 
Ora li riconoscete. 

Pensate ai fratelli Bianchi, nudi come vermi nel loro fascismo inconsapevole. 
E ditemi se non siete antifascisti, di fronte a gente così.

2 comments

  1. Tutto giusto ed encomiabile, ma da che ho memoria (sono del 1973) non si è mai fatto niente per arginare il rialzare la testa del fascismo italiano.

    Ogni volta che si verificava un fatto, un atteggiamento, una presa di posizione che odorasse di fascismo partivano le giustificazioni: è goliardia, sono poche mele marce, non fare il vittimista, non è fascismo ma semplice(!) xenofobia, ecc. ecc.

    Come se il fascismo 2.0 dovesse nascere già bello che pronto, come Atena dalla proverbiale testa di Zeus.

    Quasi tutti i segnali sono stati sempre ignorati, trasformando l’antifascismo in rievocazione, e quest’è.

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