Credo sia merito (o colpa) di Follini l’abuso del termine “discontinuità”. Sarà perché sono anni bui e da una parola in su tutti vogliamo rompere la continuità temporale e cambiare, cambiare, cambiare.

A fare i perfidi si potrebbe dire che qui è cambiato l’indirizzo del blog, è cambiato il template (ora ce n’è uno che non ricorda automaticamente l’edilizia popolare cecoslovacca degli anni Settanta), ma la musica è sempre quella.
Cioè, per quanto ci si sforzi a cambiare il blog, il tizio che ci scrive sopra è sempre quella testa di cavolo lì. Insomma, la discontinuità non si vede.

Sì, mi sono posto il problema. E ho prodotto una soluzione o quantomeno un innocente e speranzoso tentativo.

Bisogna cambiare qualcosa di rilevante? Detto, fatto. Ecco cosa succede. Farò post brevi.

No, non svenite.

Farò *anche* post brevi.

Anzi, farò versioni brevi (spesso brevissime) dei post lunghi che scriverò.

Se avete tempo e voglia, vi sorbite le versioni chilometriche. Se siete di fretta o il tema non vi emoziona più di tanto, vi buttate sulla versione compatta.

Anzi, se siete abbonati a Selezione del Readers’ Digest e proprio patite i post lunghi e volete leggere solo le versioni condensate, potete direttamente abbonarvi al feed RSS dei post brevi. Oppure, se non usate gli RSS, potete leggere i post sotto la categoria “bignami” e vi evitate le verbosità. Piace?

10 comments

  1. PErò se hai fatto il feed dei post bignami perché non fai anceh il feed dei post no bignami?
    Perché il feed dei post attuale mi obbliga a leggere i post completi (che sarebbe la mia scelta preferita) e anche i bignami (dei quali farei volentieri a meno, visto che leggo già gli altri)

  2. Mi permetto di rispecchiarmi in virus1973, in ore prevalentemente ultranotturne e non di rado con le “playlist d’ordinanza” di sottofondo… 😉

  3. Brevi o lunghi l’importante è il mio blogger preferito sia tornato. A volte per la nostalgia andavo a rileggermi vecchi post con in sottofondo Amy Winehouse 😉

  4. grazie a tutti 🙂 Il fine unico del template è obbligarmi a mettere uno straccio di immagine per ciascun post (perché oltre alla grafica cecoslovacca, il blog precedente era solo-testo).

  5. Cavolo se piace. Complimenti al template, complimenti al ritorno. Beh a me sei mancato, se po’ dì? Bentornato 🙂 (spè che cambio link sul mio blog va9

  6. Stessa idea tua: cambio blog, cambio indirizzo, cambio template, ma mi accorgo di scrivere le cose di sempre nel modo di sempre.

    Però in fondo è questo il bello di un blog, no? Trovare, dietro a parole e ragionamenti più o meno mascherati da ipocrisia, convenienza e chissà che altro (riferimento questo agli articolisti professionisti) sempre la stesso gusto e la medesima sintonia di pensiero dei blog che si seguono.

  7. Sono a casa malato (ma niente suina), ma ci tenevo a lasciare il primo commento del tuo secondo blog… o primo blog che dir si voglia. Buona vita a questo blog.

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