Serve un bilancio elettorale, visti i risultati più che eloquenti?

Credo di sì. Credo anche serva farlo da lucidi. E per una volta lo sono, perché la portata del successo del progetto berlusconiano, nell’anno in cui si presenta più “brutto”, più privo d’idee e più incattivito, invita ad una riflessione in prospettiva che va ben al di là del mero risultato elettorale.

Il post è lunghetto, ma credevo peggio. Ed è un po’ più ragionevole del solito. Forse per una volta potreste provare a leggerlo tutto.

Se facciamo due somme, tenendo conto che scrivo questo a spoglio in corso e con dati provvisori, il risultato reale è che in quella penisola che si chiama Italia nel 2008 i partiti che costituivano la vecchia CDL prendono il 56-57% dei voti. Tantissimi. Un record nella storia italiana.

Attenzione, non è una svolta a destra di un paese che sceglie i Tories britannici o De Gaulle. Questi sono voti ad una destra fatta prevalentemente di estremisti xenofobi  – con un partito come la Lega che in pratica prende un quinto dei voti al Nord: il 20% – ad un progetto peronista di un imprenditore estraneo alla democrazia e ad un complesso di clientele e arcaismi familisti al Sud.

Se pensiamo che la “parte migliore” del vecchio centrodestra, presentatasi inutilmente da sola, è l’UDC, cioè il partito di Cuffaro e in generale del malaffare e della contiguità tra politica e crimine organizzato, forse abbiamo la misura del voto dato dal 56-57% degli italiani.
Paura, eh?
Cioè, quasi 6 italiani su 10 hanno votato in massa per questa cosa qui, non per una “destra economica” o per una destra del rigore, un partito conservatore, uno liberale, ecc. È una bella responsabilità.
Già, la responsabilità. Per dirla con i Nine Inch Nails, attualmente l’unico riferimento politico a cui mi sento di appellarmi, “you’re going to get what you deserve”. L’Italia ha scelto quella cosa lì. E l’hanno scelta in tanti, perché pure quelli che hanno votato UDC o La Destra parteggiano per quel complesso di valori rappresentato dal PDL, pur non concorrendone alla vittoria.

 

NON STUPIDI, DISPERATI

Trovo offensivo per gli italiani che si dica che, visto il voto, la gente “è stupida”. È una classica consolazione da centrosinistra: non ci hanno capiti, si fanno abbindolare, poverini.

Poverini una mazza. Sono 14 anni che Berlusconi e i valori che esprime stanno sul campo politico. Non regge più la scusa dei sempliciotti abbindolati dall’uomo con 6 televisioni. Sì, forse qualche nonnina, ma non nascondiamoci dietro questo.

Ammettiamolo: il 56-57% degli italiani sposa scientemente e in modo responsabile il progetto politico e i valori umani e culturali espressi dal berlusconismo in alcune o tutte le sue forme (quella nordista, quella sudista, quella antifiscale, quella clericale, quella non democratica).

Suona tremendo, vero? Suona incredibile, punk, oltraggioso? Ma è la verità. E francamente sono stufo di tecnicismi, di fughe nell’autocommiserazione, ecc.
Signori, capiamolo: alla stragrande maggioranza degli italiani Berlusconi piace, gli piacciono i suoi valori e vuole essere guidata da lui!

E lo sanno benissimo che non è adatto, che è una brutta persona e che si circonda di incapaci e di loschi figuri. Lo sanno perfettamente.
E lo votano *per quello*.  

Votano Berlusconi perché sono disperati. Nel vero senso della parola. Non hanno speranza.
Cioè non sperano più in una risoluzione “di sistema” dei problemi, in un passo avanti collettivo. Non credono, insomma  (direi anche con alcune ragioni), in una prospettiva di giustizia, fosse anche minima.

Sanno benissimo, gli italiani, che Berlusconi fa esclusivamente i fatti suoi (e tra l’altro tra un po’ li avrà fatti tutti, cosa gli manca ancora?) e insegue in seconda battuta un sogno delirante di gloria personale.
Lo sanno benissimo e conoscono perfettamente il suo valore morale.
È per quello che tutti a parole dicono di non amare Berlusconi ma poi all’atto pratico lo votano eccome.

Il fatto è che nella disperazione un capo disastroso e pronto a tutto può essere un’opportunità, perfino se ti disgusta. Cioè, se non c’è più speranza, se non credi nella giustizia, un potente gradasso è quello che fa per te.

Perché, in uno scenario senza speranza, gli interessi del potente gradasso di turno possono essere in parte anche i tuoi.

Perché non esiste potente vanitoso e gradasso senza corte, senza sotto-corte e senza sguatteri. E fare lo sguattero di questi tempi pare sia un privilegio, nel paese che ha inventato la figura dell’usciere.

Perché se non c’è giustizia tanto vale tifare per la banda del più forte. Male non fa. Al massimo non cambia nulla.

Perché se tu disperato senti la necessità di una scossa sceglierai sempre la scossa più forte, quella che dà risultati più disastrosi, ma che come tutti i disastri cela grandi opportunità per pochi.

 

LA PELLE (L’ORRORE, L’ORRORE!)

In questi giorni ho smesso di leggere di politica, ho accantonato i giornali, i libri, gli studi. E ho ripreso in mano quello che credo sia – in tutta la sua intima mostruosità e la sua sostanziale ipertrofia – il libro più politico e più veritiero, pur essendo artefatto al 90%, sull’Italia di sempre: “La pelle” di Curzio Malaparte.

Un consiglio: rileggetelo. Perché racconta la disperazione.
La disperazione che si trasforma in cosciente furbizia, in una ricerca delle opportunità che – tramontato il senso di giustizia – coincide perfettamente con il fatalismo.

E il ritratto atroce di quella Napoli affamata del dopoguerra, derelitta, cattiva, spogliata, che mangia i rifiuti (sic), vende e trasfigura le proprie figlie e si fa serva schifosa indistintamente di tutto ciò che ha i crismi del potere è la fotografia perfetta dell’Italia di oggi.

No, non sto dicendo che l’Italia è schifosa come la Napoli affamata di Malaparte perché ha votato per Berlusconi.
Sto dicendo esattamente il contrario: è un’Italia misera, disperata, spaventata e a corto di fiato quella che come ultimo atto di disperazione vota per il male maggiore, sperando di farne parte.
L’opportunità del male.

 

GRATIS, PER PAURA E OPPORTUNISMO

Mi è già capitato di scriverlo, ma il voto a quella cosa lì di Berlusconi (non riesco a chiamarla “destra”, perché è tutt’altro) è davvero un voto punk, nella sua etica “no future”.

Lo sanno benissimo gli italiani che il sistema ingiusto in cui vivono non potrà che diventare ancora più ingiusto, con Berlusconi e le sue masnade. Cioè, non equivochiamo. Gli italiani lo sanno già che Berlusconi fa schifo come persona ed è pessimo a governare. Ma sanno che con Berlusconi una minoranza più coraggiosa e spregiudicata può trovarsi dalla parte di coloro che beneficiano della situazione.

No, questa volta nemmeno Berlusconi è riuscito a vendere l’idea di miracolo. E gli italiani – che sono ufficialmente dei disperatissimi furbi – non hanno certo votato l’uomo dei sogni del 94, del 2001 e del 2006, perché sanno benissimo che non lo è.

E non pensiamo che la quota di coloro che hanno votato Berlusconi per clientele e maneggiamenti sia così ampia. Sì, in certe zone d’Italia è un problema endemico, ci mancherebbe, e il voto di scambio clientelare continua a prevalere nel centrodestra, ma la realtà è che stavolta la gente in gran parte ha votato Berlusconi gratis.

Non siamo così ingenui da credere che siano bastati i gadget promessi dal nano malefico per raccogliere consensi.
Sì, una parte di disperati si vende per pagare 80 euro l’anno in meno di bollo o un paio di centinaia di euro in meno di ICI, perché non si chiede come faccia lo Stato a fargli quei graditi regalini. Perché non sa che li paga altrove e con gli interessi.

La situazione è altra. Non lo fanno per elemosina. Non lo fanno per clientela. Lo fanno per un maligno senso di paura, che dà risultati esattamente contrari a quelli studiati da Hobbes. La paura diventa antisociale, familista, personalista. Senza nemmeno più le certezze delle vecchie e sane (…) clientele di una volta.

 

UN PROBLEMA DI SCALA: LA TEORIA DELLO TSUNAMI

È per questo che sono stranamente tranquillo nel giorno della massima espansione elettorale della destra in Italia.
Perché mi rendo conto che l’episodio elettorale resta tale.

Il danno è nella società, nell’insicurezza delle persone, nella cattiveria di chi sente di non avere più speranze.
E questo non è un dato politico contingente: è un problema più “lungo”, che viene da lontano e non finisce domani (anzi…).

Certo, recentemente ha avuto le sue esplosioni fenotipiche (la monnezza, un Governo Prodi perennemente in bilico e contestato dai suoi stessi ministri, il potere d’acquisto che cala, ecc.), ma basta riflettere per qualche secondo per capire che c’è un problema di valutazione di scala.
Vista così da vicino l’Italia può solo generare rabbia, sconforto e paura (i sentimenti prevalenti di oggi) e voti conseguenti.

Mi sono convinto che la scala dei problemi italiani (ma vorrei usare una parola meno negativa, tipo “issues”) sia altra.
Va visto tutto da più lontano, nello spazio e nel tempo. Perché altrimenti non si spiega e non si risolve nulla. Che poi è quello che accade da tempo.

Insomma, Berlusconi al potere, il più brutto e cattivo di sempre, non è che una delle manifestazioni di un problema più ampio, più vecchio, più profondo. E non ne è la soluzione, semmai una minima aggravante.

Accettiamo questo: in sostanza Berlusconi è un fenomeno irrilevante rispetto alla portata del problema-Italia, che è infinitamente più ampio. Berlusconi non è che una cacca in uno tsunami. Vogliamo iniziare a preoccuparci dell’onda?

 

I DIRITTI, PERO’…

Quel che mi spaventa di più (pur essendo un residente nel nord produttivo, lavoratore creativo in proprio e pagante un sacco di tasse, che quindi beneficerà sicuramente delle regalie berlusconiane) è ciò che accadrà dal punto di vista dei diritti.

Parlo dei diritti della persona. Perché su questo risultato la Chiesa profitterà mostruosamente. Ma ho un po’ di speranze.

Credo che buona parte di quel 56-57% di italiani che hanno votato per Berlusconi non sia molto convinta a far entrare i vescovi in camera da letto.

È disposta a tutto, ma non a rinunciare a quel pezzo di vita. Proprio come ne “La pelle” (questo link porta alla sua pagina su Anobii): nella miseria totale l’unica forma di attaccamento alla vita è il sesso, forse l’amore (disperato, alla Nada). Di ogni tipo.

Sarà per quello che mentre scrivo la parola d’ordine su Twitter, condivisa da molti, è sostanzialmente “scopiamo per reagire”. È una reazione umana che trovo bellissima, perfino nel suo eccesso verbale. 

 

PESSIMI BUONI PROPOSITI

In ultimo, qualche rapida riflessione sul “che fare?”.

Capitolo difficile. Non ho consigli da dare e francamente non credo di essere legittimato a farlo.

Posso dirvi cosa conto di fare io, avvertendovi che ragiono da una posizione di relativo privilegio (lavoro in proprio nel ricco nord produttivo, guadagno abbastanza bene, posso disporre liberamente del mio tempo e non devo rendere conto a nessuno delle mie azioni) e che ognuno fa storia a sé.

Una parte riguarda direttamente me. Le sconfitte fanno crescere, perfino se prese a raffica (ricordo a tutti che tifo per il Toro). Non amo il rito comunista dell’autocritica, preferisco riflessioni più pratiche e costruttive e detesto chi si piange addosso.

Un’Italia così mi disgusta, certo. Forse dovrei essere più compassionevole, ma vengo da un’altra cultura.

Posso solo prendere un impegno serio, che è migliorare me stesso. Tra l’altro c’è molto da fare. Credo laicamente alla teoria per cui i miglioramenti interiori portino benefici a ciò che hai intorno.

Credo anche che la gente che andrà al potere nei prossimi giorni sia pericolosa per i valori a cui tengo.
Parlo di valori veri, quelli che ti permettono di distinguere tra il bene e il male. E sono valori su cui non sono disposto a cedere, ma nemmeno a trattare.

Possono riscrivere i libri di storia, ma non riscriveranno la storia, possono santificare i mafiosi ma non renderanno appetibile l’ingiustizia a chi la subisce.

Ci sono cose non negoziabili. Ma non lo capiscono. E su questo, su queste vendette idiote e di bassa lega, genereranno tanta negatività che compatterà i loro avversari. Sono stupidi, certi berlusconiani: state pur certi che non mancheranno di farlo.

So per certo che in un’Italia sempre più “a misura di portafoglio” la difesa dei valori e degli stili di vita passa attraverso il denaro: vivere come si vuole è un lusso e lo sarà sempre di più.

E’ per questo che il mio pensiero costruttivo è quanto più di sanamente individualista e libertario si possa concepire e forse scandalizzerà qualcuno.

Per difendere la mia vita, la vita come la voglio io nella sua irrazionalità e irrequietezza (ed è una vita che mi piace e che voglio migliorare sempre di più e di cui non intendo rendere conto a nessuno), ma anche nei suoi valori che reputo buoni, credo che dovrò cercare di arricchirmi il più possibile.

Prima di gridare allo scandalo, rifletteteci.
Perché i soldi ti pagano la libertà, in questa Italia.
Ti pagano il diritto di abortire o anche solo di prendere la pillola del giorno dopo (basta pagarsi un viaggio in Francia), ti pagano il diritto all’eutanasia e ad una morte dignitosa, ti pagano una vita insieme se sei una coppia di fatto, ti pagano la libertà sessuale, la libera informazione, un’educazione laica e libera, una televisione non di regime, la libertà di assumere le sostanze che vuoi, un ambiente migliore, ecc.

Questo non vuol dire che smetterò anche per un solo centesimo di secondo di lottare affinché questo spetti di diritto a tutti, anche a chi non ne capisce l’importanza.

Ma a quasi 34 anni, dopo esattamente 20 anni di militanza ininterrotta e faticosa, credo che sia giusto ricordarmi che negli spazi tra una lotta e l’altra dovrei vivere.

139 comments

  1. anch’io nonostante tutto sono sereno. ho la consapevolezza che la società di oggi è orientata ad un certo comportamento di vita che vuole essere “spensierato”, poco propenso a farsi coinvolgere. le scelte politiche sono logica conseguenza di tutto questo: politica usa & getta, comoda e poco ingombrante…

  2. “Poi, su Milano… ci sono stato cinque anni e non sono un terun nè uno straniero ma sopportare l’arroganza dei milanesi (senza generalizzare, of course) è davvero pesante.”

    Ah sì?

    Altro meraviglioso luogo comune… Ma come… Prima si dice che a Milano non ci sono Milanesi, poi però i Milanesi sono arroganti. Ma parli dei Milanesi, o hai in mente Boldi, che di Milano non è nemmeno? Sei stato 5 anni a Milano: mi sai dire il nome di un piatto milanese? Non capirete mai, gonfi di proclami meridionalisti che sono frutto della stessa pianta che sta riportando il Meridione all’arretratezza di inizio secolo.

    E i Veneti, come sono i Veneti? Ubriaconi e pensano solo all’impresa?

    Dai dimmi qualcosa sulle Emiliane…

    Signori, leggetevi. C’è il perché avete perso. Mi dispiace, ma siete razzisti e ciechi. E PRETENDETE i voti del nord. Riascoltate le dichiarazioni di alcuni esponenti della coalizione dei “buoni”. Sono anziano, ma c’è tanto odio ideologico e tanta retorica in alcune dichiarazioni di Rutelli e D’Alema (ma anche di Bersani), che il buonismo di Uolter nulla poteva.

    Hanno fatto il miracolo. Prima hanno schiacciato il Socialismo. Adesso, massacrato il Comunismo. Ora, vogliono i voti del Nord con spocchia. Hanno reso razzista tanta brava gente, a furia di urlare “razzisti” a persone che non stavano facendo nulla.

    Ma qualcuno di voi, realmente, ha dato un occhio agli indicatori sociologici, ai dati statistici che parlano di solidarietà, accoglienza, denaro dato in beneficenza, altruismo sociale???

    Siete vittime di un equivoco, perché i mali di cui accusate “il Nord” (in particolare “il ricco Nord-Est) appartengono a altre zone d’Italia.

    Smettete di fare i forcaioli e di analizzare il nulla, o questa non sarà una battuta d’arresto, ma un suicidio di massa. Almeno di fronte a questa botta, aprite gli occhi…

  3. ho impiegato un po di tempo a leggere il tuo lunghissimo post che sembra essere scritto tutto di un fiato,da una persona che dice tutto quello che a dentro e anche di piu senza timori reverenziali verso nessuno.Complimenti Enrico mi sei veramente piaciuto.
    Secondo

  4. L’ultimo paragrafo, quello dei kattivi propositi, mi ha colpito. No, sicuramente nella mia vita non riuscirò mai a fare un buon proposito, figuriamoci a metterlo in pratica… però i tuoi A ME sembrano sul serio TROPPO BUONI 😀
    .
    E in ogni caso, se non te l’avessi ancora detto, sei un mito!

  5. Una cosa si percepisce da molti comment: la sinistra si è fatta odiare. Del resto farsi stare simpatico D’Alema è impresa improba anche per me che ho votato PD.
    Poi, su Milano… ci sono stato cinque anni e non sono un terun nè uno straniero ma sopportare l’arroganza dei milanesi (senza generalizzare, of course) è davvero pesante.

  6. Furbi. La parola che più si addice agli italiani è furbi. Stupidi proprio no.
    Bel post, dal cuore.

  7. Guarda che alle amministrative andra’ ancora peggio. Con la genialata del NapoleTone Weltroni di rispettare l’avversario ma devastare gli alleati, adesso in ogni giunta c’e’ un rifondarolo che odia il DS. Da oggi le giunte locali sono dei campi minati, e la “buona conduzione delle amministrazioni locali” tra neanche un anno sara’ un sogno del passato.

    Alle prossime amministrative arriva la prossima mazzata, perche’ nei piccoli centri ogni persona ha le proprie clientele che non sono trasferibili, e col cavolo che i rifondaroli verranno nel partito che li ha distrutti…..

    Se qualcuno a sinistra imparasse l’umilta’, forse sarebbe meglio…. perche’ la classe dirigente di sinistra non e’ cosa da fare politica. Neanche a raccogliere patate, li metterei, che e’ gia’ troppo difficile per loro.

    Uriel

  8. che poi e’ fondamentalmente quello che ha deciso di fare anche il 60% degli italiani ieri. pensare ai cazzi propri e a puttane/Berlusconi il resto. boh …

  9. io sto piangendo a leggere questo post. E’ la prima volta che vengo qui e ritornerò perché mi sono sentita come allo specchio con i miei incasinati pensieri solo che qualcuno era riuscito a dipanare la matassa.

    io credo che il miglioramento per un effetto alla lunga sia l’unica scelta plausibile: bisogna sradicare la pigrizia intellettuale di chi ha scelto il gradasso per rimanere comodamente seduto sul divano pensando “che tanto non cambierà nulla” alla propria disperazione.

    ciao
    panz

  10. Condivido in pieno le tue parole…
    Sono fermamente convinto che la gente non sia in cerca di una alternativa alla cattiva politica e continui a votare senza riflettere sui propri Ideali e sulle proprie idee, continui ad appoggiarsi alla propaganda televisiva e alle amicize personali senza guardare avanti, senza riflettere sulle reali condizioni del nostro paese e, soprattutto, guardando solo al proprio rendiconto personale…
    Purtroppo criticare è molto più semplice di proporre quindi le polemiche ci saranno sempre e con qualsiasi governo. Spesso si vota contro le proprie idee solo perchè il voto è stato già “promesso” a qualcuno e gli exit poll di quest’anno come quelli del 2006, purtroppo mi danno ragione… le persone si vergognano del voto espresso e dichiarano di aver votato per altri… Nella mia regione, la Sicilia, i danni sono ancora più evidenti. Eleggendo Lombardo (invito tutti a dare uno sguardo alla sua pagina su wikipedia per rendersi conto della persona di cui sto parlando) i siciliani hanno dato fiducia ad un progetto di governo che va avanti da decenni fatto di clientelismi, accordi con la mafia, malasanità, appalti truccati e altre schifezze del genere… Avevo esultato (eravamo in molti!) alle dimissioni di Cuffaro ma adesso, purtroppo, le cose non sono cambiate…
    Non sono mai riuscito a parlare con qualcuno che si dichiarasse elettore di destra ma poi, nella mia città, questa coalizione prende il 68%…(questi dati meritano più di una riflessione)

    Penso che le speranze di cambiamento, di progresso, di tranquillità stiano pian piano scemando e con esse anche la mia voglia di continuare a lottare per dare a questa splendida Isola tutto ciò che si merita…

  11. L’Italia non è un paese di stupidi ma di “vecchi furbacchioni”.
    E due sono le cose: o Berlusconi governerà per altri dieci anni o dopo questo mandato correrà al Quirinale. Ha però la possibilità di sfruttare l’occasione ed a 70 anni iniziare a pensare veramente al bene del suo Paese, lasciando così in eredità una nazione non migliore ma con meno problemi, approfittare per fare riforme che migliori no la situazione di tutti.
    Perchè ciò che mi spaventa è che i diritti dei lavoratori ed i loro interessi non vengano rappresentati in Parlamento in maniera adeguata, non parlo solo della scomparsa della Sinistra italiana.

    Sono pessimista, certo, rivedere Maroni all’Interno, Tremonti all’Economia e Calderoli da qualche parte mi spaventa e mi spinge a scappare via da questa che non è la Terza Repubblica ma che forse, in parte, la anticipa.

  12. speriamo solo di non venir cacciati dalla UE, quando ricomincerà a fare voragini nei conti dello stato.
    perchè le farà, nonostante il “tesoretto” che ora c’è in cassa…

  13. Non c’è soluzione. O si riforma il sistema oppure destra o manca sono la stessa identica cosa. E’ solo il depliant con cui presentano il prodotto ad essere diverso.

    il resto è demagogia.

  14. quoto vb,
    che cita un esempio (venditori di rose) ma ce ne sono molti altri (TAV, Immigrazione, Scala Mobile!, eccetera)
    non credo che il 55+% che ha votato Berlusconi-Lega sia “la parte cattiva”, è contrario ad ogni principio statistico ed è una posizione presuntuosa.

    Il problemi ci sono ma le ricette “sinistroidi” sono, a mio parere, utopistiche ieri come oggi.

    Spero che i “sinistroidi” ritrovino una propria rappresentanza, altrimenti ci aspetta alternativamente: terrorismo oppure rientro dalla finestra nel PD.

    Non è servita la lezione del 94, servira’ questa a scendere coi piedi per terra, con realismo ed umilta’ ? personalmente non ci credo…

  15. Ho letto con attenzione il tuo post. Ci sono tutte le cause della sconfitta devastante delle Sinistre (plurale) al Nord. Non, però, nel senso che sia un’ottima analisi (eppure qui siete tutti d’accordo): nel senso che, con logica perfetta e sintassi mirabile, è l’esempio di un’analisi terribilmente scentrata. Fuori fuoco.

    Pietro Ostellino ha detto che la sinistra deve cominciare da Adamo ed Eva, al nord. Ha ragione. E ha doppiamente ragione perché evidentemente a Milano ci sono persone come “sonounprecario” (tranquillizzati, non sei l’unico) che non so se siano di Milano, se abitino a Milano, da quanto tempo, ma rispondono per slogan e guingono a conclusioni apparentemente coerenti, ma in realtà folli, perché NON vivono a Milano, ma in una proiezione della loro mente, fatta di luoghi comuni ideologici, filmici, meridional-lobbistici, che dipingono una Milano dove c’è sempre nebbia, tutti sono razzisti, ognuno pensa a se stesso.

    Quando al sinistra avrà il coraggio di dire che tutto questo è FALSO (falso!), statistiche alla mano, quando la sinistra si leverà di dosso gli strati di livore derivanti da una sciagurata scelta di meridionalismo da operetta, e poi odio per il nord da operetta che hanno dipinto sul muro, e poi rancore perché quel nord si dispiace e SMETTE DI VOTARE A SINISTRA, allora forse, in una decina d’anni, la sinistra potrà ricostruire al nord una classe dirigente (non “il figlio di Colaninno”). La sinistra non ha capito NULLA se pensa che per la gente del nord Colaninno sia un idolo: Colaninno per la gente del nord è un grassatore! E questo è pure il figlio non abbastanza intelligente per fare il mestiere del padre.

    Ma via, ancora a ragionare di perché, guardando dalla parte opposta. La sinistra senza nord non vincerà mai più. Il nord non ha votato a destra, perché la Lega non è un partito di destra (“una costola della sinistra”, Massimo D’Alema, 1993), ma bisogna riempirsi la bocca di slogan, ideologie, insulti alla gente del nord. Che come sempre fa due cose: tace (scuotendo la testa), e punisce.

    Fra ideologia e realtà, ha ragione la realtà. E invece, qui si viene a dire (rileggetevi) che è a realtà che non ha capito. Vien da ridere.

    Riflettete, ma davvero, su chi siano i veri razzisti. Se siete capaci. Di certo, a furia di gridare “al lupo, nord leghista, aiuto, nord-est assassino”, avete ottenuto che tanta gente ha detto: ma se siamo già razzisti e assassini votando altro, allora votiamo una volta Lega davvero.

    E durerà molto, perché questa non è protesta: è schifo, da Milanese, per dovere sempre avere, al bar, al ristorante, in metro, a fianco qualcuno che sputa sulla città in cui vive, insulta i suoi cittadini che non hanno fato altro che accogliere. Durerà a lungo, se la sinistra non si leverà di dosso il suo VERO razzismo: avere inventato un nord razzista da film e fumetto, suicidandosi irreparabilmente.

    Capito questo, potrete cominciare da Adamo ed Eva. Per ora, brancolate nel buoi, e continuare ad attaccare a vuoto, un nord che avete inventato. Per questo non colpite nessuno.

  16. Post che condivido in pieno, ne è valsa la pena di arrivare fino in fondo. Purtroppo l’italia ha così deciso, temo tantissimo la ri-salita al potere di questi personaggi, ma cerco, nonoatante tutto di essere ottimista per un futuro eventuale, cosa ardua, ma se no ci sarebbe solo da sbattere la testa al muro!

  17. Condivido la tua analisi.
    Tutti si preoccupano perchè la sinistra non è rappresentata in parlamento, nessuno che si pone il problema di cosa non ha rappresentato la sinistra nei 2 anni in cui è stata in parlamento.
    Spero solo che la lezione serva a mandare in pensione certi personaggi che hanno fatto il loro tempo.

  18. e se davvero la questione dell’immigrazione sia da regolamentare? e se davvero questa situazione sia difficile anche per i giovani precari e in generale per i ceti popolari? è davvero un falso problema?

  19. Suz, bellissimo post. Non condivido però la tua analisi, secondo me non è la “paura” che condiziona gli italiani, nma la voglia (seranza, illusione) di essere PARTE del gioco dei ricchi
    Mi permetto di dirti, per la stima che ci lega: non te ne rendi conto ma ti hanno già tirato nel LORO gioco fatto di privilegi e di SUV, di regole infrante col sorriso sarcastico sulle labbra.
    Per fare soldi, bisogna essere così.
    In altro modo non li fai. Ricordi un tizio che inizia per B.?
    Sono sicuro che capirai cosa intendo dire alla prima “prova” per far soldi…
    Perchè. come scriveva Marziale un bel po’ di tempo fa, “l’uomo onesto rimane sempre recluta”.
    Amitié, W

  20. Ciao Enrico sono il papà di estragon, ho letto il tuo articolo e condivido tutto quello che hai scritto, non c’è da aggiungere niente.
    Stamane dentro di me c’è un aria cupa come il tempo che vedo fuori dalla finestra di casa.
    Io mi consolo un po sapendo che la mia regione ha retto fortemente all’ondata di una destra xenofoba
    faccendiera ecc.ecc.
    Comunque non demordiamo andrà sicuramente meglio la prossima volta percchè avremo tutto il tempo di riflettere e capire dove abbiamo sbagliato,se abbiamo sbagliato.
    Ti abbraccio Michele.

  21. Per quanto può sembrare strano, questo tipo di sconfitta richiede anche piccolo elettore che mette la X, un’elaborazione del lutto.
    Sono ancora in quella frase di stupore preverbale, in cui concetti e parole sembrano vorticarti attorno, in un’atmosfera di vuoto spinto.
    Mi chiedevo quando sarei riuscito a unire i puntini in un disegno verbale coerente.
    Con questo bellissimo post, tu ci sei riuscito. Grazie.

  22. Per quanto possa valere il mio commento, volevo dirti che hai scritto un’analisi molto bella. Purtroppo per me io non ho l’attitudine positiva che traspare dalle tue parole: ho solo voglia di fare quello che finora non ho fatto, ovvero lasciare questo Paese. Per sempre.
    Ciao,
    SA

  23. Bellissimo post, condivido quello che scrivi, ma soprattutto condivido quella incredibile tranquillità di cui parli e che mi ha fatto stupire di me stesso.

    Forse la chiave di lettura è quella giusta. Complimenti.

  24. marchino, anche io ho te figlie, ma non sono disperato (casomai preoccupato da padre). confido nella loro intelligenza, nell’esempio che ogni giorno proviamo a dare, e se dovessero “cadere distante dal pero”….beh pazienza, noi ci avremo provato, ma sono individui con una personalità loro, non nostri cloni.
    io sono già felice che non manifestino alcun interesse per divemtare da grandi tre veline.

  25. Grazie Suzuki per l’amara analisi. Valeva la pena di leggersela tutta. Purtroppo condivido tutto ciò che hai scritto.

  26. “Perché i soldi ti pagano la libertà, in questa Italia”

    mentre facevo colazione stamattina pensvo che per le libertà personali dovremo aspettare al meno altri 5 anni.
    – i diritti alle coppie di fatto
    – l’adozione ai singoli
    – il testamento biologico
    – la garanzia sulla 194
    – la revisione della ridicola legge sulla procreazione assistita.

    certo i soldi pagano tutto questo, e chi i soldi non li ha?

    una che se dovesse finire a pagare il 30% di tasse ne pagherebbe molte piu’ di ora e con me una buona fetta di italia.

  27. è la vittoria del dio capitalismo; d’accordo che il sistema si può combattere anche dall’interno ma esser costretti a far soldi per garantirsi una vita migliore è tristissimo; ho tre bambini e ti assicuro che non è facile insegnargli ogni giorno che non è concedendosi al dio denaro, alla logica del clientelismo, alla politica di chi fa la voce più grossa e di chi insulta, di chi giustifica i soprusi e…
    che schifo, scusami, eh, ma non riesco a continuare

  28. ti sento stanco, e lo capisco. Comunque sappi che in una giornata già altamente depressiva mi hai quasi fatto piangere. Con questo post stai alla pari con la scena della vecchia mendicante in Mary Poppins. Ovviamente condivido tutto, e in particolare l’idea del voto a B. come voto punk. Non ci avevo mai pensato, ma adesso lo vedo con maggior chiarezza. Non c’è veramente futuro. E già che ci siamo, evadi tu che puoi! 🙂

  29. Precario: Puoi sempre fondare il partito dei venditori di rose, magari lo zero virgola due per cento lo prendi anche; il problema è che un partito di governo deve fare quel che vuole la maggioranza degli italiani e non dirgli cosa devono pensare.
    .
    Cirdan: Mi sembra che tu non capisca. Berlusconi è la conseguenza di un cambiamento storico, non ne è la causa. Dopo il 1989, non ci sono più ideologie, e i partiti non competono su visioni del mondo, ma sulla capacità di amministrare e di portare a compimento programmi che per forza di cose, dati i vincoli imposti dal mercato globale, sono tutti piuttosto simili l’uno all’altro. La sinistra ha avuto la sua chance, ha fatto pettare (checché ne diciate è così, tanto è vero che il centrosinistra ha dovuto cambiare leader, formula e nome pur di ripresentarsi) ed è stata sepolta da una valanga di voti, di cui la parte decisiva è andata a Berlusconi perché “ruba ma almeno fa qualcosa” e “peggio di Prodi non può fare”.

  30. ahi ahi, oggi il peana!
    SUZ, condivido buona parte dei punti che elenchi nel post. Ti “conosco” abbastanza per sapere che sei in buona fede (soprattutto culturalmente) e di fondo i miei sentimenti sono gli stessi tuoi. Ti riconosco acume, intelligenza, appartenenza.
    MA sono ancor più d’accordo con VB; ok le abbiamo prese, e noi del Toro siamo più allenati di altri in questo sport.
    Di chi le responsabilità? del popolo bue che di nuovo non ha capito? del destino cinico e baro? delle 4-5-6 televisioni e del coacervo di emilifedi? O forse e piuttosto della colossale buffonata ovvero la “left coalition” che invece avevamo immaginato, sperato, atteso e poi votato? O no?
    E diciamolo, ad alta voce: lo spettacolo offertoci è stato quanto di più basso livello potessimo immaginare. Ancora una volta Bertinotti ha affossato il governo di cui faceva parte, Pecoraro ha dato ripetuti esempi di sconcertante pochezza e irresponsabilità, abbiamo imbarcato fin Mastella… risultato? scomparsi tutti, tutti bocciati senza appello, a casa!
    Gli italiani, noi -magari non proprio tu io e lui- hanno stabilito che ne avevano abbastanza e hanno votato l’altra parte, punto e stop.
    Certo è un voto senza speranza e con ben poco respiro, ma è anche una reazione agli ultimi 2 anni (con buona pace del solito virulento Luca, “vincitore con la schiuma alla bocca”)
    VB ha una ragione inossidabile; mentalità defunta, paura o incapacità congenita di affrontare le situazioni, un sacco di parole, anche qualche grosso fatto concreto ma svaporato nel profluvio continuo di liti da pollaio (vedi aggiustamento dei conti e finale del tesoretto).
    E adesso? adesso nulla, malgrado tutto e tutti compreso il Cavaliere Berlusconi ed il suo alleato Bossi, siamo in democrazia, e quella neanche volendo ce la levano: stiamo fermi un giro, sperando di far tesoro dell’insegnamento. Quindi ci si prepara a fare opposizione (cioè alternativa, non rissa improduttiva… vorrei ricordare che l’età del NO passa sui 2/3 anni) in attesa del prossimo “redde rationem”.
    Non so se questo chaffeur riuscirà ad “uscire dal parcheggio” o semplicemente si venderà l’auto finchè vale qualcosa, ma la maggioranza degli italiani ha detto chiaro che la misura era colma, e di questo dobbiamo chiedere ragione alla nostra sinistra.

  31. L’analisi che fai è largamente condivisibile. Credo che però Berlusconi non sia la punta dell’iceberg, ma l’iceberg stesso. Dal 1994 la competizione politica non avviene sui programmi, ma sui proclami, sulla capacità di affabulare più che di convincere. La sinistra si è dovuta adeguare, la sinistra storica e pura ha finito per scomparire, in questa selezione naturale dove sopravvivono i più “mediati” (nel senso di miglior accesso ai media) e i più sfrontati.
    Mi dispiace offendere qualcuno, ma non riesco a trovare tra la mia rete sociale qualcuno di Destra o Lega che meriti un contradditorio serio sulle idee. E io mi sono stancato di fare discussioni da stadio, perchè così non non capisco le ragioni/i valori di chi la pensa diversamente da me. Così mi impoverisco anch’io.
    Ci sono dei parallelismi con la Repubblica di Weimar, o con il panorama pre-fascio dei primi anni Trenta. Sia chiaro, non penso ci siano le premesse per una nuova dittatura in Italia, sta di fatto che il pensiero debole che ormai ci caratterizza e che sempre piu’ caratterizza le nuove generazioni (perchè di tutto si parla in Italia tranne della crisi dell’istruzione e della cultura) indurrà sempre di più gli elettori a riconoscere un faro, una guida, dove nulla altro è che un fuoco fatuo.
    La tua conclusione è amara ma veritiera. Io spero di avere abbastanza soldi per fare studiare e diventare adulto mio figlio da un’altra parte che non sia l’Italia.

  32. Pd! Che è un’imprecazione, non il partito. Intanto che Bossi è pronto a far la “festa” a Roma, tu mi scrivi questo bel pezzone un po’ malinconico, un po’ nostalgico – come se fosse scritto nel futuro.

    Poi c’è vb che parla di venditori di rose……
    Un problemone vederli entrare in un ristorante a chiedermi se voglio una rosa, in effetti. A Milano ce n’è più di 4 alla volta, e qui siamo più cattivi, xenofobi e leghisti. Se sapessi però da dove vengono, dove comprano le rose e come vivono, sarebbe divertente. E poi via con la solita storia degli zingari, dei rumeni(ma come, sono nella UE!), ecc… Una volta che li avremo cacciati ce la prenderemo coi terroni. E poi? Con chi? Già.

    Poi c’è anche Luca che tra il 2001 e il 2006 ha vissuto su un altro pianeta del sistema solare, perché il suo punto di vista non si può spiegare in altro modo.
    Perché dovrebbe dare nome e cognome a chi ha dissanguato i conti pubblici in quel periodo, giocandosi alla roulette un avanzo primario di tutto rispetto, smantellando ogni struttura di controllo prezzi e spolpando le risorse nazionali (mi riferisco x es. all’abolizione dell’imposta di successione sui grandi patrimoni: 2 miliardi di euro con una sola firma).
    Secondo l’Europa i parametri ora sono a posto.
    Perché il pdl al potere è sinonimo di “condoni fiscali”, di finanza creativa, di autarchia (di Tremonti che vende le spiagge…). Mancano le infrastrutture basilari in mezzo paese ma Berlusconi torna col ponte sullo stretto (che ha promesso alla mafia.
    Poi ci spiegherà anche i costi a lungo termine e le tempistiche necessarie per il nucleare.

    Ma tranquilli, ci leveranno l’ici e il bollo: sorridete, le nostre vite cambieranno, niente più precari. Il tesoretto sudato dalle tasse degli italiani bruciato senza essere reinvestito in un NANOsecondo per una promessa elettorale dell’ultimo minuto.
    E poi la Lega…
    Che bello questo paese!

  33. secondo me c’è anche l’idea che vedere la sinistra al governo sia peggio di una catastrofe. il voto di protesta della lega (che si è beccata il voto dei quartieri popolari di milano e del nord in generale) ne è una testimonianza. non penso che chi abbia votato Berlusconi creda davvero nei valori della destra qualsiasi essi siano, di sicuro non vuol credere in quelli di sinistra.

  34. Il tuo post è molto interessante ma, contrariamente al solito, non condivido che in parte la tua analisi, e soprattutto non condivido la tua conclusione.
    Cioè non credo che molti abbiano votato berlusconi perché consapevolmente attratti dal nichilismo che rappresenta, e non credo che la risposta adatta per combattere questa caporetto sia ” diventiamo berlusconiani per sopravvivere”.

  35. Bravo Suz! Così si fa! Arricchisciti alla grande. Oh, poi se per caso avessi bisogno chessò di un assistente, allora magari ricordati degli amici. Che magari posso ricambiare il favore, non so, ci mettiamo d’accordo. Sai c’è un assessore che conosco… (etc…)

  36. La piccolacuoca: con l’ultima riga che hai scritto mi ci faccio un manifesto e lo appendo in casa.
    Io aggiungerei anche una frase che sentii dire una volta: “meglio piangere in una limousine che in una 126”. Vuoi dargli torto?

  37. Suz, tu quoque! Quindi hanno veramente vinto loro. La tua conclusione è la definitiva affermazione dei loro principi. Anche perché lo sai benissimo che non possono materialmente esistere sufficienti risorse per arricchirsi tutti.
    Per il resto condivido pienamente la tua analisi.
    vb, non credo proprio sia solo lo zoccolo duro di berlusconi che è amorale (o immorale?). Sono convinto che sia veramente il 57% di italiani che ha perso qualsiasi valore positivo. E oltretutto non se ne accorgono.
    un esempio banale: la mia compagna (che ovviamente amo e non ritengo “brutta e cattiva”), nonostante l’evidenza, continua a negare che dell’utri e il nano abbiano affermato che mangano è un eroe.
    Ecco, forse un appunto che posso fare all’analisi di suzukimaruti è che non è vero che LO SANNO chi è Berlusconi. Secondo me sono assolutamente ciechi di fronte all’evidenza.
    Domani però vado a iscrivermi alla sezione del PD! 🙂

  38. Interessante e in gran parte giusto. Sopratutto se includi le considerazioni di VB sull’effetto del deprimente governo dell’Unione. Comunque sia, Veltroni ha fatto la cosa giusta e infatti il PD è circa 2-3% sopra il 2006, e Di Pietro (che era un modo di votare PD buono per i “giustizialisti”) ha raddoppiato, mentre FINALMENTE ci siamo liberati dell’inutile sinistra massimalista – l’unica cosa allegra di questo disastro.
    Solo una cosa: attribuire anche Casini a chi voleva Berlusconi è un po’ forte. E, in ogni caso, si tratta di un totale attorno al 55% (incluso casini) sia alla camera che al Senato. In pratica, PDL più lega hanno circa 3 milioni di voti in più di PD+IDV.

  39. Dove devo firmare?
    Da lontanissimo (India-Tamil Nadu) concordo.
    @vb Spero tu abbia sempre un lavoro MOLTO ben retribuito, benche’ la tua analisi sia in parte sensata. A masse di diseredati (gli zingariveditoridiroselavavetri) corrispondono pochissimi ricchi, e quindi o stai da una parte o dall’altra. Altrimenti per risolvere il problemone del mendicante ci sono i marciapiedi oppure i lager. La democrazia o la dittatura. Garantisco perche’ lo vedo ogni giorno vivendo nella democrazia piu’ grande del mondo e di problemoni ce ne sono. Ripeto vivo e lavoro in India dove il PIL al momento e’ 9% (NOVE), e i problemi sono che il 60% muore ancora di fame ma nel 2050 qui ci saranno solo bambini e giovani. FUTURO…
    Il dramma italiano sta nell’incapacita’ di risolvere antichi problemi e non vedo nel futuro grandi prospettive perche’ mancano nuove leve.
    Un mondo di vecchi governati da un vecchio con una mentalita’ vecchia: clientelismo, nepotismo, corruzione blablabla.
    Adesso voglio vedere cosa si fara’ dell’Alitalia e dell’immondizia a Napoli. Truffolo deve risolvere dei problemoni. Se mettiamo risolvesse il problemone dell’immondizia a Napoli, la Gamorra lo fa fuori e diventarebbe un mito. (AIUTOOO sto facendo fantapolitica)
    Cerchiamo pertanto di diventare sempre piu’ ricchi, perche’ solo cosi’ ci si salva: dall’ignoranza, dalla malattia, dall’infelicita’ (perche’ e’ vero che anche i ricchi piangono ma mai come i poveri)

  40. Bell’articolo.
    Peccato che manchi un punto fondamentale: la gggente si è riversata su berlusca e bossi perché ha passato 2 anni allucinanti con quegli altri, quelli che tu, CON DATI ALLA MANO, hai sempre difeso a spada tratta, padoa schioppa, visco, la monnezza bassolino, pecoraro ecc. ecc.

  41. Ciao Enrico,
    prima delle elezioni scrivevo questo spinto da quelle motivazioni che probabilmente “tu” ora senti come motore per il “tuo” futuro.
    E che mi allieta possa essere un “nostro” futuro di un nuovo tipo di militanza e partecipazione.

  42. Accidenti, ovviamente il tuo post è molto più articolato, ma è terribilmente simile all’analisi che faccio io nel mio post sulle sconfitte (personali e politiche). Arriviamo alle stesse conclusioni.

  43. Suz, ma se Berlusconi avesse vinto semplicemente perché il governo Prodi è stato ridicolo e quindi, come in ogni paese normale, ora tocca agli altri?
    .
    Espando: c’è certamente un problema morale in Italia, un sistema di valori diffuso tra molti che non è da paese moderno e civile; ma quello è lo zoccolo duro di Berlusconi, non è il 57% di cui parli tu. La valanga elettorale che si è spostata da Bertinotti a Veltroni e separatamente da Veltroni a Casini e a Berlusconi – perché altrimenti i risultati non si spiegano – è una bocciatura della mentalità vecchia, incapace e obsoleta di tutto il centrosinistra italiano. Veltroni almeno sta cercando di migliorare, Bertinotti, Diliberto ecc no e infatti da oggi sono dei pensionati.
    .
    Ti faccio un esempio di mentalità obsoleta su una questione che è sempre in cima a tutti i sondaggi su “qual è il problema che vorresti veder risolto per primo”: Torino è una città piena di zingari, mendicanti, bambini scippatori, lavavetri, parcheggiatori abusivi, venditori di rose (quattro in un’ora di ristorante)… una cosa mai vista in alcuna città europea. Lo fai notare con un po’ di preoccupazione e la risposta della sinistra è: va bene così, sporco razzista! Di fronte a tal prosciutto sugli occhi, tu che vuoi fare? Ci credo che poi Bertinotti sparisce (a Torino città la Sinistra Arcobaleno è al 4%, due anni fa i partiti che la compongono erano al 14,4%) e la Lega raddoppia i consensi…
    .
    E’ facile dire che gli italiani sono egoisti e individualisti quando non ti votano (due anni fa però erano civili e moderni?). Meno facile farsi un esame di coscienza e capire che, dopo due anni in cui non si è riusciti a guidare perché si è passato tutto il tempo a sgomitare e darsi manate per sottrarre ai propri in-teoria-alleati il volante, gli italiani hanno scelto uno che dava l’aria di essere abbastanza sicuro perlomeno da riuscire a mettere la prima e uscire dal parcheggio.

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