Cose che ho capito non facendomi capire

April 16th, 2008 § 74 comments

Ho letto in ritardo, ma li ho letti tutti (e proseguo, visto che ne arrivano ancora), i commenti al post che ho fatto stanotte per commentare il boom dei voti al centrodestra tutto.
Mi scuso, ma un po’ per necessità e un po’ per piacere ho preferito impiegare la giornata a consolarmi con delle belle persone in riva al mare, in attesa che Tremonti venda pure quello.

Sarò franco, sono delusissimo di quello che ho letto.
Ok, la voglia di sfogarsi è tanta e c’è confusione, enfasi, emotività. Ma ho capito di non essere stato in gran parte capito. E mi sono un po’ inquietato perché ho letto e continuo a leggere vecchi schematismi spaventosi di certa sinistra.

 

ARRICCHIRSI: CHE ROBA, CONTESSA

Ho letto un bel po’ di commenti inorriditi alla mia constatazione: in un’Italia in cui i miei diritti e i miei stili di vita sono minacciati e non garantiti, il denaro è l’unico modo per garantirmi la libertà, l’informazione corretta, il mantenimento dei miei valori e una vita laica e rispettabile.

E altri sono sobbalzati al corollario inevitabile: per salvarsi da questa Italia bisogna arricchirsi.

Ecco, per il solo fatto di aver detto quanto sopra, mi sono preso del berlusconiano, del venduto, dell’evasore fiscale, del corrotto.

Questo è uno dei motivi per cui la sinistra (che, ricordo, è la mia parte politica, la mia categoria interpretativa della vita, ecc.) perde socialmente perfino contro quel miles gloriosus di Berlusconi.

Perché se il verbo “arricchirsi” diventa automaticamente una mostruosità, allora sì che siamo fuori sintonia col mondo.

Solo arcaismi culturali di una sinistra fuori dal mondo possono fare l’equazione per cui arricchirsi equivale a rubare, abbrutirsi, diventare berlusconiani, frodare il fisco, essere cattive persone, ritirarsi nel privato, imborghesirsi, parcheggiare il SUV sui marciapiedi, ecc. (il prossimo che mi fa ancora la polemica sui SUV lo arroto con la mia Punto: perdiamo per stronzate di questo livello, rendetevene conto: su certe cose siamo infantilmente patetici!)

Ho per caso scritto che voglio arricchirmi con mezzi illeciti o abbrutendomi umanamente e culturalmente?
Ho per caso scritto che arricchirsi è un fine?
Ho per caso scritto che avrei rinunciato ad un singolo valore per arricchirmi? (mi pare di aver scritto esattamente il contrario) 
Ho per caso scritto o anche solo implicato che la necessità (perché di questo si tratta) di arricchirsi per difendere i miei valori e il mio stile di vita avrebbe minato il mio impegno affinché la libertà che “compro” spetti di diritto a tutti?
(mi permetto di autovirgolettarmi: “Questo non vuol dire che smetterò anche per un solo centesimo di secondo di lottare affinché questo spetti di diritto a tutti, anche a chi non ne capisce l’importanza“)

Sarò franco: mi spaventa questo automatismo quasi pavloviano per cui l’idea di arricchirsi – seppure funzionale al mantenimento di libertà, idee e valori sani – fa scattare immediatamente la reprimenda da parte di molti che si definiscono di sinistra.

Che poi, diciamocelo, è un’ipocrisia bella e buona. E lo sapete. I soldi fanno comodo a tutti e non c’è niente di male a farli o ad aspirare ad averne di più, se si è onesti, se non ci si vende, se non si è volgari. Mai sentito parlare di moralità del profitto?

Personalmente guadagno in modo onesto (nei limiti di onestà di chi lavora nel campo del marketing e della comunicazione, per cui c’è un girone apposito in Purgatorio): lavoro a tempo più che pieno da quando ho 18 anni – sono giusto 15 anni di contributi INPS – e nel mezzo ho sempre trovato il tempo per fare politica, quella anonima, faticosa e senza poltrone. E non ho mai fatto un singolo euro in nero o evaso alcunché.

E non credo ci sia nulla di male nel dire che in 20 anni di militanza ho forse trascurato un po’ il vivere, tra una battaglia e l’altra. 
Ho fatto mia per anni questa frase di Enrico Berlinguer: “Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, *del suo benessere*, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Al di là che perfino l’ormai remoto Berlinguer parlava di benessere, senza i pauperismi banali che mi è capitato di leggere oggi nei commenti, è vero che la militanza e l’impegno politico riempiono una vita.

Reclamo, tuttavia, il diritto di definire forme di impegno più serene e più compatibili con la mia felicità. Perché ogni tanto vorrei essere felice, pur sapendo che il mondo è una merda e bisogna continuare a lottare, lottare, lottare.
E poi da un po’ mi sono convinto che l’essere migliori e più felici sia parte della lotta. E forse ci aiuta a vedere lo tsunami e non la cacchina irrilevante che vi galleggia in mezzo.

§ 74 Responses to Cose che ho capito non facendomi capire"

  • vb says:

    Roldano: La dimensione nazionale è già morta, non solo in Italia ma nel mondo. Resistono solo alcune nazioni culturalmente centraliste da sempre (Francia, Cina…), il resto è sempre più localista e federalista. Personalmente, pur non essendo leghista, penso che una forte autonomia delle regioni italiane sia l’unica strada per salvare l’Italia; se ciò non avverrà, l’Italia semplicemente andrà in pezzi.

  • vb says:

    Monica: Berlusconi e soci fanno e dicono cose “ridicole” solo per te (e per troppa gente di sinistra) che evidentemente non le capisci. Prova a vivere davanti a un campo nomadi, o prova a far sopravvivere una qualsiasi microimpresa, e poi penso che non solo capiresti, ma ti verrebbe anche l’idea di votarlo. Quindi definirlo “diavolo” e “ridicolo” e implicare che chi lo vota è un cretino – invece che una persona che ha esigenze pratiche quotidiane di cui la sinistra, troppo persa nelle sue utopie, si è completamente fregata – è un ottimo modo per perdere tutte le elezioni per i prossimi vent’anni.

  • talkingh says:

    “il prossimo che mi fa ancora la polemica sui SUV lo arroto con la mia Punto”
    vuoi dire che non guidi una suzuki maruti?

  • Scusa Enrico sto post sta diventando una chat 🙂

    Caro Rabadàn,

    qui stamo a scrive sui commenti hai idea di quanta informazione verbale non verbale etc..si perde?
    L’enfasi ti porta a scrivere con la scimitarra e poi tutto sembra e diventa netto e tagliente.

    Voglio essere equilibrato anche se i tuoi discorsi mi stimolano un pochettino 🙂

    Partiamo dal triste fatto che qui il razzismo e la violenza può essere di una ferocia tale che in confronto i leghisti sembrano delle collegiali. I discorsi idioti e fanfaroni sui fucili della lega andrebbero subito censurati visto che qui invece per un tifoso le tifoserie di Lazio e Roma unite hanno fattualmente attaccato le caserme di polizia. Roba che neanche le BR hanno osato tanto.
    Preciso che il tifo calcistico non c’entra nulla.
    Quando sui muri delle nostre periferie vedi spesso le scritte Tradizione Distinzione Roma gente che inneggia alla brigata francese SS Charlemagne in difesa di Berlino sotto le bombe capisci cosa cova
    sotto la cenere.

    Fortuna che Roma è stata fino ad ora una città indifferente e questo le permette di andare avanti. Ma fino a quando? prima la questione meridionale ora quella settentrionale. Con questi al governo che si divertiranno a fare a pezzi l’Italia quanto ci si mette ad arrivare a Roma città stato?

    Tutto questo solo per dire quanto possono essere pericolosi i nostri (romani) luoghi comuni.

    Ora che a Milano, citta moderna ed europea – non le langhe – ci sia qualche attività culturale è il minimo sindacale che uno si aspetterebe da una città di quel livello e con quella storia.

    Ma tu mi parli del Salone del Mobile? Stiamo scherzando? Hai idea, tanto per fare un esempio, cosa sia il salone del mobile di Mosca,Russia, Petrolio, Putin? Mosca è una megalopoli costosissima con 8 milioni di abitanti immagina che può essere quell’esposizione del mobile.

    Milano potrebbe invecere competere sul piano culturale facendo mostre e altro. Ma poi Sgarbi vi blocca tutto e allora? Mi proponi le Alpi? Quanti milioni di turisti possono sopportare?

    La mia frase un po’ forzata non è razzista, credimi. Se punti tutto sulla borsa che ormai appartiene a quella di Londra. Se punti sulle acciaierie che in alcuni casi sono in mano ai russi o i tedeschi sei spacciato. Lì fuori ci sono colossi che ti mangiano quando più gli piace

    La creatività invece puoi venderla senza farti comprare. Bella questa me la segno 🙂

  • degra says:

    Suz, forse il problema non è che i diritti sono ormai a pagamento, ma piuttosto che la gran parte degli italiani non mette più al primo posto i diritti (soprattutto quelli dei pochi che hai citato nell’altro post: convivenze, fecondazione, aborto ecc…), ma il proprio orticello, quale che sia.
    Cioè gli italiani sono pronti ad un “patriot act” pur di *sentirsi* sicuri nelle proprie case, e chissenefrega dei diritti, dell’informazione e dei conflitti d’interesse.
    Penso che la gente sia più disposta a venderli i diritti piuttosto che comprarli.
    Berlusconi questo lo ha promesso, il PD (e il governo Prodi prima) se ne sono tenuti ben lontani, invitando tutti a pagare le tasse e discutendo di PACS e DICO per sei mesi…

  • vb says:

    Enrico, i diritti vanno “comprati” per definizione, perché ormai per la maggior parte non sono diritti legali (libertà) ma diritti sociali (assistenza, educazione, lavoro…) e questi diritti sociali possono esistere solo se il sistema è abbastanza ricco da poter metter da parte in tasse la cifra sufficiente per garantirli. Pensare che i diritti esistano a priori, solo perché ci piacerebbero tanto e ci sembrano tanto giusti, è estrema utopia, e purtroppo una utopia in cui la sinistra ci casca sempre. Ma vedrai che se l’Italia continua a impoverirsi tutti noi di diritti ne avremo sempre meno.

  • seymour caulfield says:

    Al contrario coloro che vogliono arricchire, cadono nella tentazione, nel laccio e in molte bramosie insensate e funeste, che fanno affogare gli uomini in rovina e perdizione.

    1Timoteo 6:9

  • Monica says:

    Trovo questo post molto acuto, intelligente, profondo e oggi ne ho visti molti, veramente viene voglia di stamparlo per farlo leggere agli amici.Faccio fatica a lavorare oggi, e anche ieri, questo risultato delle elezioni mi ha profondamente turbato, sento il bisogno di comunicare, di condividere. Sono stanca del senso di oppressione che mi prende ogni volta che il Silvio vince, mi sento come se fosse iniziata una dittatura, una sensazione di oppressione e ansia insopportabile ogni volta.
    Mi chiedo ma è così terribile questo diavolo, così invincibile? Fa e dice cose ridicole ma perchè l’italia non gli ride dietro?

  • Sir Drake says:

    “Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, *del suo benessere*, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.”

    Era la frase scritta sulla mia prima tessera della Fgci. Per me è sempre stato un riferimento, nella politica e nella vita.
    Condivido tutto quello che hai scritto.

  • Alessandra says:

    Suzuki, concordavo in pieno col tuo post precedente (di cui ho citato le conclusioni da me, perché non avrei potuto scriverle meglio), e condivido lo sconforto provato nel leggere certi commenti. Bravo due volte.

  • Attila says:

    Roldano… scusami, giusto per fare proporzioni… 400.000 euro sono quanto fattura un buon ipermercato in un mese… nn mi sembra un granchè… se è a questo che dovremmo attaccarci, meglio rigassificatori per tutti e canne del gas… tutto quell’ambaradan mediatico…
    Qui casca l’asino, perchè al nord il turismo è 1 industria che funziona con i suoi operai, i suoi imprenditori e anche lì si vedono i luoghi comuni…
    I cibi tipici sono tutti ipercontrallati (leggi Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma e Prosciutto San Daniele solo per fare esempi) e quel che viene lamentato è una mancanza di tutela vera di questi da parte dell’UE (il caso del Tocai è evidente)…
    E’ questo che non riescono a capire… la meccanica di precisione nel 2007 ha aumentato l’export del 150% nello scorso anno… ma sono sempre imprese medio piccole (che danno in outsourcing molti processi a operai microimprenditori)… finchè non si capirà questo a sinistra…
    E scusami, ma il disfattismo su petrolio, dollaro etc, mi sembra uno spararsi nelle palle per fare scontenta la moglie…
    Non sono polemico nè leghista… solo che sento sempre la stessa musichetta… a cui seguono lamenti tipo “non ci capiscono”…

  • Rabadàn says:

    E quand’anche per te, Roldano, fosse il quotidiano del nemico di classe, ti invito a ponderare con saggezza questo articolo del Sole 24 Ore, che fotografa bene una situazione.

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/ElezioniPolitiche/documenti/malpensa-amnesie-roma.shtml?uuid=6c6d98c0-0b7e-11dd-acc8-00000e251029&DocRulesView=Libero

    Leggi anche i risultati del sondaggio.

  • Rabadàn says:

    Roldano, come chiedi (con qualche ragione) ai provincialotti del nord di non dare definizioni sulla tua città, staccati dai luoghi comuni dei provincialotti romani. Ce ne sono parecchi nel tuo intervento, di carattere gastronomico, turistico, culturale e economico.

    Ti deve essere sfuggito qualcosa del nord, temo. Di certo una cucina regionale viva e apprezzata. Mi pare che qua il turismo vada benone: ci vengono anche i romani a sciare. Sulla creatività, a Milano ancora qualcosina c’è, anche in questi giorni (verifica). Non fa particolarmente freddo. Nebbia se ne è vista poca.

    Purtroppo, il problema è sempre lì: percepire che i luoghi comuni del catechismo d’alemiano sono fra le cause della sconfitta. Il nord… Che è largo quasi quanto l’Italia è lunga, ma nella testa di qualcuno è un ammasso nebbioso di polenta.

    Certo che questa frase

    “Turismo e creatività NON sono replicabili.Turismo e creatività e buon cibo non crescono però in fredde e nebbiose lande dove bisogna “laurà””

    mette paura. Tu per caso dici dei Leghisti che sono razzisti e hanno pregiudizi? No perché questi assomigliano parecchio. Specie tenuto conto di un turismo florido che offre Alpi (piene di sciatori romani) e mare, una cucina regionale (di parecchie regioni) apprezzata ovunque, il Salone del Mobile a Milano. Mah…

    Crederci è il primo passo. Sotto col nuoto e le Winx!

  • Suzukimaruti says:

    Anzi, a dirla tutta con Terry Callier: “I’ve nothing but time”.
    E speriamo di finire come il Lazarus della canzone testé citata: risorti. 🙂

  • Gianni Rainero says:

    Sei stato chiaro fin dal post precedente, ma personalmente anelo a confrontarmi proprio sull’opaca e frammentaria divisione della sinistra e far tesoro delle affinità più che delle divergenze. Diamoci da fare: i tempi – ancorché lunghi – ” are on our side “…

  • Suzukimaruti says:

    va dato atto a Roldano di avere visioni originali sulla politica. giuste o sbagliate che siano, eh? (essendo originali bisogna pensarci).
    Ecco, pensiamoci.

  • Andrea UK says:

    Sono molto daccordo con te, ma dal mio punto di vista l’aspetto piu` irritante di queste elezioni sta nella nebulosita` che ha assunto l’identita` del PD.
    Non si e` capito (non HO capito) come i vari Veltroni & co. pretendessero di esibire un “nuovo” senza indicare una via.
    Suona mistico?
    Forse si, ma la politica elettorale e` anche un po’ questo in fondo.
    Dico questo perche` ho l’impressione che il tuo ragionamento possa aver valore anche in caso di sconfitta Berlusconiana; sono portato a credere che le proporzioni potessero essere diverse, ma non vedo tutta questa differenza sui diritti, sull’informazione, sulla liberta`.
    La liberta` di avere un lavoro, un futuro, una vita senza uno stato che mette i bastoni tra le ruote, un’Italia un po’ meno Italia insomma…
    Avere i soldi per pagarsi i diritti? Questa sinistra avrebbe cambiato le cose?
    Vivo in Inghilterra, qui hanno tutti un mezzo sorriso quando parlano di Berlusconi, ma io sostengo che la libera informazione non dipenda solo da lui.
    E` colpa di questa sinistra, di Veltroni, se BS e` ancora al suo posto, non scordiamocelo.
    E` colpa della nomenklatura di sinistra non aver dato credibilita` alla politica fiscale di Prodi, ma se ne vorremo parlare in futuro aspettero` tuoi post al riguardo.
    Chiedo inoltre scusa se il mio ragionamento non e` troppo filante, ma e` un ragionamento in cui i nervi prendono il sopravvento…

  • @Rabadan
    naturalmente il discorso è per forza di cose stirato.

    Ma il sole ed il clima c’entrano molto nell’economia di una nazione. Vallo a dire agli scandinavi quanto odiano il loro clima e poi vedi. Comunque messa così è molto riduttivo.

    Ampliando il discorso si può dire che in un economia postfordista dove le fabbriche e gli operai si estinguono anche quando fanno cose iper tecnologiche (vedi chiusura totale fabbrica Nokia a Bochum) l’unica carte che ti rimane da giocare contro giganti come Cina e India o anche Brasile è quella della creatività e del turismo.

    Turismo e creatività NON sono replicabili.Turismo e creatività e buon cibo non crescono però in fredde e nebbiose lande dove bisogna “laurà”

    Tanto per fare un esempio il tanto criticato Festival del Cinema qui a Roma ha prodotto circa 400.000 euro di ricavi. Qui il cinema si vende e non si presenta solo come a Venezia.

    Ma potrei continuare con i mondiali di nuoto 2009 etc..

    E poi alla fin fine se proprio la vogliamo dire tutta la terza città industriale d’italia, la città dove si gira anche il cinema mondiale e non solo le fiction italiote s’è rotta i coglioni di essere indicata da certi provincialotti del nord come il luogo dove si ruba.

    Per questa città passa comunque vada il futuro di questa nazione. Chi si chiude a riccio e crede di poter ricreare la svizzera delle valli al nord nel XXI secolo è spacciato. L’autarchia alla io volo italiano, PURTROPPO porterà il nord alla rovina.
    Ribadisco putroppo perché l’odio nei confronti altri italiani non è una cosa che mi appartiene!

    Infine considero il risultato del PD un capolavoro
    politico militare.

    Veltroni ha creato un entità politica nuova che come un potente aspirapolvere ha annientato tutto ciò che gli stava a sinistra. Contemporaneamnete ha consegnato le chiavi dell’Italia all’avversario nel momento peggiore. In un momento in cui l’economia mondiale è quasi al collasso. In Egitto ci sono le rivolte per il pane e presto avremo il petrolio al 150 dollari. Non parliamo dell’euro che potrebbe arrivare a 2 dollari.

    Ci sarà da ridere

  • Suzukimaruti says:

    Gianni Rainero: in quanto tuo estimatore ti dovrei una risposta all’altezza, ma non ho tempo (sorry) 🙂
    .
    Mi limito solo a far notare che non ho minimamente affrontato il tema del “perché il PD ha perso” e il più temibile tema “errori della Sinistra dalla sua fondazione ad oggi”, perché non sono esattamente leggerini.
    .
    Ho ovviamente delle idee a proposito, ma richiedono tempi lunghi. Anche perché il tema è – lacanianamente – opaco e frammentario.
    .
    Mi rendo anche conto che non averne minimamente accennato nel post possa aver generato equivoci, cioè gente che dice “ecco, ci spiega che la gente vota PDL perché è disperata e non dice niente sul PD, perché tutto va bene, madama la marchesa”.
    .
    Ma resta, appunto, un equivoco. Spero anche in questo caso di essermi spiegato.

  • Gianni Rainero says:

    Citi Berlinguer: “noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, *del suo benessere*, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita”, ottimo.

    Ti rispondo con un Marx utopista e libertario, corretto da Lacan : “da ciascuno secondo le sue capacità a ciascuno secondo i suoi desideri”,(più che i suoi bisogni, di cui dirò sotto) “.

    Il capitalismo tanto nella sua forma tradizionale, occidentale, quanto in quella del capitalismo di stato, prima sovietica, poi cinese, non supera la logica produttivista che remunera ciascuno secondo la quantità di ricchezza prodotta.

    Nella “società dello spettacolo” tardocapitalistica , poi, la ricchezza reale si trasforma in ricchezza virtuale. Allora tu vali non tanto per quello che produci, ma per quanto riesci a illudere il consumatore e a costringerlo crearsi bisogni sempre nuovi.

    Dove stanno il benessere e la felicità? Nel cambiare telefono e computer ogni sei mesi, nel cambiare partner occasionale ogni sera o compagno/a ogni anno e mezzo (alla fine fisiologica dell’innamoramento)? Non credo che Berlinguer, né tu tantomeno, intendiate questo.

    Sia chiaro che non voglio criticare le pulsioni consumistiche (anche a me piacerebbe avere sempre l’ultimo modello di pc disponibile) e chi se lo può permettere ha tutti i diritti di acquistare ciò che vuole.

    Quello che non mi convince è la necessità di dover sempre stupire con effetti speciali il pubblico per costringerlo ad acquistare o a scegliere (nel caso di una campagna elettorale) la propria merce.

    L’errore principale che sta alla base delle sconfitta del PD, ma anche della Sinistra Arcobaleno (che fa dell’Hard Rock Café di Roma la sua base operativa durante lo spoglio delle schede) sta in questo.

    La triste, ma incontestabile, forza di Berlusconi è stata sempre quella dell’imbonitore in grado di vendere frigoriferi agli inuit. Se ci si mette,con tutta la buona fede del mondo, in competizione con lui in questi termini si perderà sempre.

    L’imprenditore del Nord Est non otterrà voti dai suoi colleghi che lo prendono per il culo perché fino a due settimane prima della candidatura aveva la suoneria di FI sul cellulare, ma farà incazzare qualche operaio che non voterà o voterà Bossi.

    Mettere a Roma una squinzietta capolista che si vanta di non capire niente serve solo a far scrivere paginette ironiche su Dagospia.
    Hai presente la differenza tra la Madia e, mettiamo, Giorgia Meloni. Possibile che non si riuscisse a trovare magari nell’ex Margherita una come Silvia Costa?

    Sprecare una risorsa come la Finocchiaro in Sicilia, senza approfittare di un capitale come la sorella di Borsellino, fa ottenere al Bossi del Sud percentuali bulgare.

    Non riuscire ad approfittarsi delle divisioni del centro accaparrandosi, magari con l’aiuto di Follini, i voti di Casini oppure (cambiando strategia) non cercare di racimolare qualche briciola socialista e il grosso dell’elettorato non comunista di Rifondazione tentando di dividere la Sinistra Arcobaleno emarginando solo le cariatidi come Diliberto e i pattumieristi verdi, facendo magari qualche allenza strategica al Senato anche questo- secondo me – ha fatto vincere Berlusconi.

    E’ chiaro che con il senno del poi son capaci tutti a fare gli analisti politici, difatti io resto quel precario fallito di cui al commento al tuo precedente post. Però se un nuovo grande partito non è in grado di organizzarsi a operare su scenari diversi allora forse non è poi così grande.

    Tutto questo ovviamente a pensare bene, perché se vogliamo pensare a inciuci vari, fatti magari apposta per eliminare dall’agone politico la sinistra antagonista e parcheggiare Fini alla presidenza della Camera (carica che porta una sfiga tremenda, visto il destino degli ultimi presidenti) allora – per dirla in piemontese – a l’è tut n’aut ciolé…

    Non voglio rendere chilometrico questo commento ma ce ne sarebbero altre cento da dire. L’ultima che mi viene è che – secondo me – all’interno del PD la leadership di WV non è poi così salda. Oltre ai colpi di fortuna che fecero vincere Prodi nel 1996 e nel 2006, mi sa che allora il Mortadellone era riuscito a mettere tutti in riga almeno per la campagna elettorale. Questa volta mi sa che sia Prodi sia D’Alema abbiano sotto sotto remato un po’ contro.

    A te la palla. A proposito speriamo che almeno il Toro faccia il miracolo.

  • Rabadàn says:

    Solo un altro paio di parole. Io concordo col post di Attila. Veramente, l’istinto suicida del PD, figlio dalle mie parti di almeno 20 anni di autodistruzione di massa del tessuto culturale e morale della Sinistra storica (socialista e comunista), è evidente. Le scelte che mette in evidenza Attila come lo commentate? Berlusconi potrà avere un progetto che non piace, ma le cose che ha cantato in faccia a Veltroni, sembra quasi che Veltroni se le sia cercate, dal momento in cui si è posto come “nuovo” lui stesso, che nuovo non è affatto.

    Il PD ha venduto un progetto. Questo progetto non c’è! Se il progetto è Colaninno + Veronesi, la persona INTELLIGENTE urla “Aiuto”… Aiuto, è più intelligente il gaffeur di Arcore!!! Questo non avete capito. Che di intelligente, nel progetto PD, c’è solo l’uso nuovo della comunicazione, MA anche questo è stato fatto coi piedi.

    E poi la risposta di Roldano De Persio… Ma è vera? Ditemi che è uno scherzo, vi prego. Trasferisciti a Roma che c’è il sole, e famo soldi a paletta??? Attenti gente, a quello che si scrive.

  • Rubisco says:

    Vorrei stemperare i toni accesi regalandovi questi teneri versi, scritti con ardore creativo e implacabile rigore dal (probabile) futuro Ministro della Pubblica Istruzione:

    (Per le nozze di Elio Vito)

    Fra le tue braccia magico silenzio
    Fra le tue braccia intenerito ardore
    Fra le tue braccia campo di girasoli
    Fra le tue braccia sole dell’allegria

    In calce, aggiungo una mia interpretazione dei versi: “E che un giorno Dio scenda sulla terra e si liberi di me aprendo le acque del lago di Garda, scavando una buca, attirandomi nella trappola con fine astuzia e infine trafiggendomi con una copia arrotolata di Vanity Fair”.

  • Suzukimaruti says:

    Attila: nessuna fuga nell’Aventino.
    .
    Non so più come scriverlo e dove scriverlo che non ho detto o scritto “mi ritiro nei miei quartieri”. Più che auto-virgolettarmi nel post non so cosa fare.
    .
    Leggete bene, per favore.

  • Suzukimaruti says:

    Uriel: fai sillogismi azzardati. L’excusatio sui soldi è, per una volta, petita. In prima battuta, cioè nel post precedente, non ho messo alcuna mano avanti. Poi ho sentito di farlo, perché capisco che chi mi legge non mi capisce, su questi temi.
    Nemmeno sul sesso ci azzecchi molto, essendo da sempre un relativista (di quelli inguaribili) su quel tema.

  • Attila says:

    Scusami… ma tu ti stai abbattendo così per la sconfitta di un partito che metteva come capolista nel Lazio una pariolina decerebrata che si vantava di essere una perfetta incapace? Ti stai abbattendo per un capolista nella Lombardia che è il FIGLIO DI COLANINNO (uno dei capitani coraggiosi) che ha affossato in modo feroce telecom? Ti stai abbattendo per la sconfitta di un partito che non è riuscito a far dimettere uno che ha portato l’immondizia sulle prime pagine di tutti i principali giornali del Mondo? Un partito che ha portato come testimonial l’ultimo giorno la moglie di chi ha definitivamente affossato telecom per poi lasciarla a mo’ di patata bollente ad un governo già in balia dei marosi (probabilmente la telecom è sempre stata a cuore a qualcuno)? Un partito che ha imbarcato un Pannella che fino al giorno prima tuonava contro il buon Walter su Radio Radicale definendolo un imbonitore e un saltimbanco e poi ha fatto lo sciopero della sete per questioni di seggiole?
    Non diciamo sempre “ma gli altri sono peggiori”… c’è molto da fare… l’idea sembra ottima… ma che dire di un candidato che si presenta come “nuovo” e nel 1976 era consigliere comunale a Roma (nn il paesino delle Marche) nelle liste del PCI e nel 1987 era già deputato (non voglio dire che il Berluska sia meglio, anzi)?
    Secondo me il benessere non è una vergogna, nessuno lavora per la gloria…
    Personalmente mi da fastidio scorgere questo rifugio su un Aventino ideale perchè “i bruti” hanno scelto l’altra parte… quello che voglio dire è che il bianco non è sempre candido e il nero non è sempre assoluto.
    Ho sempre letto i commenti, e questa bandiera bianca che sembri alzare, non mi piace.

  • ankou6 says:

    Comunque continuo a non essere d’accordo con la tua riflessione. La paura è che il motivo del mio disaccordo potrebbe essere semplicemente che ho dieci anni meno di te (e dieci anni in meno di schiaffi presi).

  • Uriel says:

    se si è onesti, se non ci si vende, se non si è volgari.
    —-

    Il sesso e’ una cosa pulita e bella. Se si fa dopo il matrimonio, se si fa per fare figli, se si fa senza goderne troppo.

    Ecco come sembri. Un bigotto.

    I soldi non sono ne’ buoni ne’ cattivi. Se sei onesto o meno lo sei a prescindere dai soldi. Ci sono anche criminali poveri. Se ti vendi lo farai anche da povero come da ricco, e non c’entrano i soldi. Se sei volgare lo sarai da povero come da ricco.

    La verita’ e’ che per nominare i soldi hai bisogno di piazzarci una tripletta di “se”. Segno di un senso di colpa freudiano.

    Sorry, i soldi sono uno strumento come un altro. Non c’e’ nulla di male a possedere un cacciavite, che tu sia onesto, che tu ti venda, che tu sia volgare o meno.

    Non c’e’ alcuna moralita’ del profitto, per la semplice ragione che nel 1960 Srena scrisse una interessante dimostrazione matematica: la produzione di merci mediante merci.

    Il profitto non esiste.

    Uriel

  • Suzukimaruti says:

    pm10: no che non sei una fottuta idealista, anzi la penso esattamente come te.
    Ma prendiamo atto che in Italia attualmente i diritti sono a pagamento e lo saranno sempre più. Ed è quello su cui dobbiamo lottare, magari adottando un bel cambio di prospettiva, cioè guardando lo tsunami e non la cacca che ci galleggia.

  • pm10 - susan says:

    il denaro non dovrebbe essere il punto.
    e lo dico genericamente. lo dico pensando che i diritti e le tutele siano superiori al denaro. e dovrebbero essere garantiti dallo stato.
    come in olanda o in spagna o in francia.

    i diritti sono di tutti.
    il denaro è di pochi.

    non ditemi che sono una fottuta idealista, lo so.
    e me ne vanto.

  • Gio says:

    bene! un altro pronto a sfruttare le masse per arricchirsi. fate spazio, un nuovo padrone sta nascendo!

    (joking)

  • Suzukimaruti says:

    matteo baloccco/totanus: ovvio che quell’altro tipo di arricchimento (quello umano) è il fine, perfino in un’ottica intergenerazionale. E il mezzo – direi purtroppo – attualmente in Italia è l’arricchimento materiale.
    Cioè, se vuoi essere veramente libero, se vuoi informazioni/valori/diritti che qui non ti sono garantiti, li prendi altrove a pagamento. E’ orribile, ma è così.
    E ho capito che non vi posso rinunciare, mentre – come faccio da sempre – lotto affinché tutto ciò torni ad essere “gratis” e per tutti.

  • Il discoros sui soldi purtoppo in una societa’ cattocomunista e’ molto complicato farlo se non si e’ veramente laici. Esiste un capitalismo ‘buono’ (e mi si perdoni la semplificazione) che pare in Italia non venga preso in considerazione. Esiste il fatto che fare i soldi in modo serio e onesto si puo’. Magari NON in Italia ma si puo’. Siccome il walfare italiano non ha nulla a che spartire con quello straniero, per cortesia basta piangersi adddosso. Il lamento che ho visto in mille risposte m’annoia profondamente e siccome dal profondo ho assolutamente capito cosa vuol dire il tuo ‘voglio arricchirmi’ per mantenere alta la qualita’ di vita e della mia lotta, ho compreso anche perche’ si continuera’ a perdere, perdere ogni elezione se non si e’ giunti a maturita’ sul discorso denaro (che non e’ mai vile se viene guadagnato lavorando). Bisogna essere marxiani e finirla di essere marxisti.

  • garethjax says:

    Non sono contrario all’idea di “valorizzarmi” anzi tutt’altro, sono da sempre un fautore della meritocrazia “buona” che dia la possibilità a chi si impegna e si sbatte, di emergere e fare di più.
    Temo che un liberismo senza controlli come quello che sarà imposto da questa “cosa di destra” ci avvicinerà di più agli States: forti divari sociali, una sanità disastrata o di lusso, ecc…
    Non lo giudico necessariamente un male: chi ha studiato, chi ha continuato a documentarsi, chi ha continuato a migliorarsi troverà sempre un modo per migliorare la sua vita.
    .
    Secondo me si fa verso una frammentazione della nazione: ognuno per la sua strada. Più che di federalismo parlerei di feudalesimo, con zone divise in base a presunte similarità culturali e obiettivi socio-economici.
    .
    E’ quindi giusto “valorizzarsi” più possibile, perchè in una situazione del genere, gli unici valori di scambio saranno la professionalità e la cartamoneta.

  • cru7do says:

    da consulente – anzi, da “solutore di altrui problemi burocratici” – credo ovviamente nella assoluta legittimità dell’arricchimento, fermo restando il rispetto delle leggi e dei propri aventi causa, siano essi dipendenti, clienti o fornitori.

    per me il problema è proprio questo: il livello di illegalità – ai vari livelli – in italia è tanto elevato da rischiare di mandare fuori mercato chi rispetta le regole e non prova a fottere gli altri.

    è da un bel po’ che mi chiedo se in Italia sia possibile sviluppare un tessuto economico sano, che riesca ad espellere le mele (più) marce. negli altri paesi funziona così: se violi le regole, sono gli altri imprenditori a non voler lavorare più con te. da noi invece sembra che senza lo spauracchio di un sistema normativo assurdo ed ingestibile ciò sia irrealizzabile.
    il sistema paese è malato su tutti i livelli: ognuno sperimenta sulla propria pelle un certo numero di compromessi quotidiani, anche se spesso ci giustifichiamo con una semplice “legittima difesa”

    nessuna delle troppe forze politiche che si sono presentate alle elezioni ha realmente a cuore una simile idea, men che meno chi ha vinto.

    i controllati continueranno a scegliere i propri controllori, che non svolgeranno il proprio compito per la paura di non venir riconfermati in futuro.
    le grosse imprese continueranno a taglieggiare le piccole ed i propri clienti.
    le infrastrutture non verranno realizzate con discernimento per un’utilità futura, ma solo per spargere favori.
    il distacco con gli altri paesi aumenterà, così come la sperequazione tra le diverse fasce della popolazione.

    arricchirsi in maniera legale sarà sempre più difficile, ma credo (spero) che potremo farcela comunque.

  • Intempestiva says:

    Ma mi sembra che cercare di poter comprare ciò che al momento – ingiustamente – non è garantito come diritto sia solo normale; in concreto oltretutto si tratta di scelte che non si riflettono direttamente e solo sul singolo: che fare se un familiare non sta bene e il servizio sanitario non funziona? Come dire a un figlio che non potrà studiare?
    Invece non sono d’accordo con te sul fatto che la magioranza degli italiani appoggia i valori di Berlusconi.Dici: “lo sanno benissimo che non è adatto, che è una brutta persona e che si circonda di incapaci e di loschi figuri. Lo sanno perfettamente.
    E lo votano *per quello*.”
    Tanti sì, ma ce n’è anche una quatità che non ce la fa già adesso (magari anche per mancanza di carattere, ma tante volte anche perchè non hanno altro che debiti ) e che non se la sente di rischiare il rigore che si associa ad un governo di sinistra e come dici tu “Cioè non sperano più in una risoluzione “di sistema” dei problemi, in un passo avanti collettivo”.
    In fondo c’è un aspetto positivo: sono elettori che si possono avvicinare, perchè non si tratta di “cambiarli radicalmente” ma solo di fargli cambiare un’idea.
    Per il resto io, che non ho mai fatto militanza e che ho sempre preferito le associazioni – rigorosamente apartitiche aconfessionali etc – mi chiedo se non sia tempo di andare alla sezione di partito (o come altro si faccia non so) e provare almeno a sentire che cosa dicono, magari ascoltare un paio di riunioni.
    Ma nello stesso tempo (a parte che per indole non sono forse il tipo dell’attivista) credo che rimarrei sconfortata dallo squallore umano dei dirigenti e dalle velleità dei ragazzini con la kefiah e nel complesso a dire agli amici “mi sono iscritta” mi sentirei a disagio. Esagero?

  • Massimo says:

    Per quanto mi riguarda, ma credo fosse l´opinione anche di altri, la critica non riguarda “l´arricchirsi” (in fondo lo raccomandava già Deng Xiaoping, no?) ma l´attribuire la vittoria del popolo della libertà a la sostanziale follia o disperazione degli Italiani. Chi ha votato a destra ha votato scientemente. E chi ha votato per Berlusconi ha anche votato contro Veltroni, perché è convinto che le sue ricette e le sue idee siano sbagliate e pericolose per l´Italia.
    E poi anche qui nella “civile” Danimarca, Fogh è al terzo mandato di governo (grazie all´appoggio dell´equivalente danese della Lega Nord) perché ha fatto dell´abbassamento delle tasse uno dei suoi cavalli di battaglia.

  • Per me puoi diventare miliardario. Anzi, te lo auguro, se è quello che desideri.
    Stupido (e arrogantemente pretenzioso) io a pensare a un arricchimento non solo patrimoniale.

  • lucabazuca says:

    Non trovo nulla di sconvolgente nel voler stare bene. Se ti guadagni il pane perchè lavori onestamente e il valore del tuo lavoro viene riconosciuto e adeguatamente remunerato ben venga. la pecunia non fa schifo a nessuno. e non c’è da vergognarsene.
    Una considerazione in merito agli arcaismi culturali: trovo che, attualmente, essere di un partito o di un altro sia questione esclusivamente “calcistica”.
    Per tanto, l’arcaismo è, per assurdo, l’unica nota positiva che resta di un certo modo di fare politica. Come detto, la politica al giorno d’oggi è ridotta ad un semplice fatto di partigianeria.
    Non si sposano a fondo nè i valori nè l’ideologia.
    Se facessi un sondaggio chiedendo cosa significa essere di sinistra, cosa significa essere comunisti, qual’è l’idea di fondo alla base del comunismo, beh son convinto che troveremmo ben poche persone in grado di spiegare veramente.
    Pochi ti parleranno di statalismo, socialdemocrazia, molti semplicemente odiano B.
    Spesso si è di sinistra per condizionamento culturale e ambientale dato dall’educazione ricevuta. Famiglia, scuola ecc.
    Oppure per spirito di contraddizione.
    Difficilmente, specie a 20-30 anni qualcuno si è preso la briga di capire i fondamentali.
    La maggior parte delle persone sono PLACCATE di nozioni. Sono pregni solo in superficie.

    Adesso copia, quanto sopra, incolla sotto, cambia “sinistra” con “destra”, “comunista” con “fascista(?)”, “progressista” con “conservatore” e ottieni la stessa cosa per l’altra parte politica.

    Lo stupore per l’arcaismo politico, dunque, me lo spiego come sopra. Non ti aspettare che chicchessia riesca a fare un’analisi lucida e aggiornata in termini di valori politici come tu sei in grado di fare. Anzi, trovo che tu abbia una grossa responsabilità, nei confronti del tuo seguito, visti anche gli innumerevoli commenti di approvazione. Spesso il popolo è bue e non è necessariamente detto che afferri al volo…

  • Paolo Freschi says:

    Ti avevo scritto un commento sesquipedale, poi ho premuto chissà che tasto ed è scomparso. Provo a riassumerlo, se non ti offendi. A) La penso + o – come te. B)Ho l’impressione che abbiamo almeno due coscienze ciascuno, quella cattolica e quella “di classe” (la mia è inquinata anche da un frainteso calvinismo che accetta l’etica del lavoro, non quella del guadagno). C) Queste coscienze si comportano come la mente bicamerale di Jaynes, ci parlano, sembrano deità indipendenti e invece sono solo frammenti di personalità, irresponsabili perché staccate dalla realtà. D) La conseguenza è che quando appare un pisquano qualsiasi senza coscienza (intesa nella duplice accezione), di fronte a lui siamo disarmati. Noi abbiamo la nostra verità platonica, quello un semplice “se funziona è vero”. Siamo nei guai per un motivo in più, ma almeno cominciamo a rendercene conto.
    Ciao
    Paolo

  • Ciao Enrico,

    ribadisco che Bruxelles,la capitale dell’euro impero della vittoria di Berlusconi no sa che farsene. Lo stesso sarebbe stato se avesse vinto Veltroni.

    Sai che schiaffi si prende Tremonti appena mette piede in Europa? Quello che immagino è che i nostri amici e colleghi europei faranno di tutto per annientare i prodotti italiani. L’ultima speranza sarà per noi l’amica e dittatoriale Russia.

    Tornando a Bruxelles le loro prioprità sono altre come la giovane e rampante Polonia e non un vecchio e stanco paese come l’Italia che esporta sì ma produce le sue cose all’est. Meglio sarebbe scrivere sui prodotti italiani made in Poland 🙂 E se non è la Polonia la Romania.

    Comunque la mia debole analisi è che il voto recente dimostra che il Nord ed il Sud sono alla disperazione. Sono arrocati in difesa contro il mondo e la storia che li sta travolgendo: Cina, India etc..

    Vuoi un consiglio? Vuoi goderti il sole la bella vita et similia? Trasferisciti al centro Toscana, Umbria, Marche e sopratutto la caotica Roma.
    Le cose importanti del XXI secolo, altro che Expo si faranno da queste parti. Il resto d’Italia, putroppo è spacciato. Una scarpa si può fare in Cina o in Vietnam, un compressore o un rubinetto si può fare in India. Sono tutte commodities

    La fontana di Trevi, i mondiali di nuoto del 2009, il festival del Cinema ma anche il fenomeno esplosivo delle Winx, tutto made in marche etc.. non sono replicabili in nessuna parte del mondo.

    saluti

  • Nazario says:

    Condivido al 100% e se permetti ti cito “Posso solo prendere un impegno serio, che è migliorare me stesso. Tra l’altro c’è molto da fare. Credo laicamente alla teoria per cui i miglioramenti interiori portino benefici a ciò che hai intorno.”
    Secondo me da qui dobbiamo partire, dal migliorare noi stessi perchè, e dico una banalità, votare la sinistra non è un valore, è la conseguenza di alcuni valori. Per cui potrei anche votare a sinistra e non ottenere un cazzo. La missione e’ “deberlusconizzare” la società. Se non si fa questo, può anche vincere la sinistra ma si continuerà a vivere comunque in un paese di cacca.

    Ti auguro un futuro pieno di felicità, salute e, ça va sans dire, di soldi.

  • Paolo Freschi says:

    E’ curioso, quando ho sentito le notizie ho anche io avuto una reazione abbastanza simile alla tua – meno articolata e meno riflessiva, ma insomma.. Poi mi sono sentito rimordere la coscienza. La coscienza intesa in senso cattolico, voglio dire, la vocina che mi dice ancora vergogna vergogna quando guardo un’altra donna. Le ha fatto eco un’altra voce, con sottofondo di fanfara: era la mia coscienza di classe, che però da quando ha sentito parlare dell’etica del protestantesimo di Weber ha le idee abbastanza confuse. Stretta fra queste due voci (querula ma insistente la prima, stentorea ed austera la seconda), la povera ragione si è smarrita. Mi hai aiutato a ritrovarla. Ne approfitto per riflettere.
    Qui in Italia, qui a sinistra, abbiamo parecchie coscienze sulle spalle (io ne ho due, ma forse c’è chi ne ha di più), come voci schizofreniche che ci parlano. Noi le ascoltiamo e non ci rendiamo conto che siamo sempre noi. L’unico svantaggio della faccenda è che queste voci non sono razionali. Finché la realtà rimane immutata possono essere degli utili regolatori del comportamento, ma, di fronte ad una persona che non le possiede, noi siamo disarmati, perché troppo complessi e nello stesso tempo troppo impacciati. Conclusione? Compitino facile-facile per la sinistra: eliminare entro cinque anni quella che Jaynes chiamava “mente bicamerale”… Mi sento piuttosto sfiduciato.
    Ciao
    Paolo

  • Francesco_84 says:

    Francamente sono stufo.
    Stufo di leggere i tuoi post e di realizzare, ogni volta, che i miei pareri (sulla politica e un po’ su tutto) sono.. perfettamete coincidenti(!!) con i tuoi.
    No dico: perfettamente coincidenti!
    E’ la verità.
    :))
    Praticamente mi togli le parole dalla mente.
    Mi piace anche l’italiano che usi. E anhe l’ironia.
    E’ la prima volta che ti scrivo un commento, ma ti leggo da tanto (sempre presente nel mio feed reader!)

    Entrando nel merito…
    Gli “arcaismi culturali” di cui parli nel post sono l’oggetto delle mie (piccole) battaglie quotidiane contro il mondo.
    A mio parere -sic- c’è ancora tanta ma tanta strada da fare in tale senso. Ma tanta.
    Senza contare, poi, la “lotta”(fa troppo anni 70 questa parola!) contro (i mulini a vento?) la volgarità becera del berlusconismo e la sua pervasività, la sua violenza.

    Reclamo, tuttavia, il diritto di definire forme di impegno più serene e più compatibili con la mia felicità. Perché ogni tanto vorrei essere felice, pur sapendo che il mondo è una merda e bisogna continuare a lottare, lottare, lottare.
    E poi da un po’ mi sono convinto che l’essere migliori e più felici sia parte della lotta. E forse ci aiuta a vedere lo tsunami e non la cacchina irrilevante che vi galleggia in mezzo.

    Parole sante.
    Se la mia stampante non fosse rotta, le stamperei e le darei a un bel po’ di persone per fargli capire il mio stato d’animo attuale. :))

    L’Italia è piccola.
    Ciao.
    E blogga più spesso se puoi! ;))

  • Raibaz says:

    Anche se sono di una parte politica diversa, ammiro comunque la visione lucida e i toni pacati, che negli ultimi 2 giorni sono cose veramente rare.

  • alberto61fi says:

    Il post mi è piaciuto, solo non concordo con lo scartare la storiella della televisione. Non e’ una questione di suggerire apertamente il voto a Berlusconi, e’ una questione molto piu’ sottile di egemonia culturale (suggerisco un po’ di Gramsci su questo).
    Faccio due esempi: il PdL-Lega avrebbe dovuto essere chiamato “destra” avendo perso il pezzo al centro ed il PD-IdV “centro-sinistra” (con Marini, Binetti ecc. non poteva essere altro). Ed invece nessuno ha mai osato chiamare l’alleanza di Berlusconi diversamente da “centro-destra” e spesso veniva chiamata “sinistra” l’altra. E’ un piccolo segno di egemonia culturale.

    L’altro esempio e’ il governo Prodi, che ha fatto una cosa che in Italia ha del miracoloso, facendo pagare le tasse e risanando un po’ i conti. Ed invece e’ diventata opinione comune che abbia fatto “disastri” e “disatteso le aspettative” (certo anch’io ne avevo tante che non sono state realizzate, ma e’ un meccanismo naturale dato il marciume imperante nel paese) come se tutti non sapessimo che ora saremo nelle mani di Tremonti. Ma anche qui l’evidenza e’ stata obliata dal messaggio televisivo.

    Quindi non stiamo ad allambiccarci il cervello: il motivo per cui il PdL e la Lega hanno intercettato il voto, hanno capito l’elettorato, hanno saputo parlare alla gente ecc. ecc. ecc. e’ molto semplice ed è lo stesso dal ’93: Berlusconi ha il controllo di gran parte dei mezzi di informazione e partecipa irregolarmente al processo elettorale. “Irregolarmente” nel senso che tale controllo sposta il consenso da chi ha le proposte migliori a chi ha il controllo dei mezzi attraverso cui presentarle, come implicitamente riconosciuto dalla legislazione di tutti i paesi industrializzati e democratici che obbliga al “blind trust” o qualcosa di simile.
    E’ come se un concorrente ad una corsa podistica usasse la bici (o un doping vietato) e noi fossimo qui ad interrogarci se il suo allenatore sia migliore del nostro.
    In questo senso concordo con Mieli, che dice che la destra e’ maggioranza in questo paese dal ’93, cioe’ appunto non e’ maggioranza, ma partecipa alle elezioni con il controllo dei mezzi di informazione.

    Miracolosamente Prodi era riuscito due volte a ribaltare questa situazione, ma temo che per un bel po’ nessun altro sara’ capace, almeno fino a che la televisione mantiene il suo ruolo (ossia 10-15 anni). Per chi ha tempo da perdere ho scritto un post fiume in http://idee-ideologie.blogspot.com/
    che descrive il ventennio in corso.

    Tornando al presente, credo che sia il momento di ripensare all’azione del PD in questi mesi, a cominciare da quando in novembre la CdL sembrava distrutta ed invece che preparare un aggiustamento elettorale che tenesse insieme la maggioranza Veltroni ha iniziato a parlare di riforme con Berlusconi (con tante similitudini con la bicamerale di D’Alema). Per passare alle previsioni elettorali degli ultimi giorni, in cui Veltroni diceva che eravamo ad un’incollatura dalla PdL (che ha sempre detto 10% di differenza come poi e’ stato). Per finire con il fatto che non si parla piu’ di conflitto di interessi, che e’ il problema centrale in Italia. Io mi sono impegnato ed ho creduto in questa campagna elettorale, ma ora credo che riconoscere gli errori sia importante per andare avanti.

  • Suzukimaruti says:

    (l’avevo capito ma vedrai che arriverà altra gente che non capirà)

  • ankou6 says:

    La tua è una posizione legittimissima, ma non la condivido. Non condivido l’ idea che la disfatta sia tale e così irrimediabile da doversi trovare a fare i topi che abbandonano la nave mentre affonda. Se tu -TU- pensi che l’ unico modo per tentare di essere felice sia quello di comprarti quello che sapresti avere il diritto di possedere già, beh, vuol dire che Berlusconi ha vinto anche dentro di te!

    🙂

    (ti prendo per il culo)

  • Samuele says:

    Ho anche fatto un post nel quale scrivo, molto velocemente, perchè ho votato destra.

    Poi ovviamente puoi psicanalizzarmi da Torino.

  • Samuele says:

    Io non ho commentato questa parte dell’arricchirsi perché a metà mi ero stancato di leggere…

    🙂

    Comunque, ovviamente, non mi sarei inorridito!

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