Mi sono accorto che giorno dopo giorno mi auto-assillo con interrogativi di varia natura e spesso non riesco a trovare risposte. A volte sono domande da un milione di dollari, altre volte sono clamorose fesserie, dovute all’ignoranza, ma magari resto per mesi o per decenni a chiedermi dei perché o a cercare di spiegarmi qualcosa.

Quindi perché non usare il blog per un sano servizio di help 2.0 (no pun intended)? Cioè, io mi faccio le domande (che magari possono suonare stupide, ma avete presente quando avete il “tarlo” nella testa e non vi date pace? Ecco.) e voi mi date del cretino (a voce) e poi mi scrivete le risposte (o le ipotesi).

Non aspettatevi un ordine logico: gli interrogativi arrivano così alla cazzo di cane, in disordine e non posso fare altro che subirli nell’ordine entropico in cui mi vengono.

1 – Pronunce. Perché in Italia ci sono alcune parole inglesi di uso comune che continuiamo TUTTI a pronunciare in modo imbarazzante e rigorosamente sbagliato e nessuno sembra farci caso e/o porvi rimedio?
Parlo di parole come “mountain bike”, che in inglese andrebbe pronunciato “maunteinbaik” (mi scuso per le lievi imprecisioni, ma non ho il set di font per i fonemi e poi non tutti hanno fatto l’esame di Linguistica all’Università) e invece tutti pronunciano “muntanbaik”, oppure “sidecar”, che andrebbe pronunciato “saidcar” e noi romanizziamo in “sàidecar”.
Ma la peggiore di tutte è “chewing gum”, che per colpa di una vecchia pubblicità  anni Ottanta della Perfetti gran parte della popolazione pronuncia “cèuingum” e non “ciùingam”. Ma almeno in quel caso sappiamo che c’è un cattivo maestro, cioè la Tv. Ma per le altre pronunce imbarazzanti?

2 – Vogue Truzzo. Chi detta le linee estetiche ai tamarri? Se uno vuole vestirsi fighetto e all’ultima moda, compra Vogue Uomo o, se è anglofilo, una rivista genere frocetto/indie tipo “Q” o altre. Di fatto tra quelle pagine c’è qualcuno (cioè il solito “cartello di ricchioni”, come dice Elio) che detta le linee della moda e indica alle masse come si devono vestire per essere “in”.
Ma per i tamarri? Chi è che lancia le mode? Dove le leggono, se le leggono? Cioè, a Torino i tamarri hanno tutti il capello a furetto o con la cresta e tutti portano il cappellino con visiera molto alto sul cranio (credo per supplire alla bassa statura). Poiché vestono tutti in modo fotocopiato, mi chiedo sempre chi è che gli fa da modello. E rigorosamente non so dirmelo.
Ho pure provato, rischiando un cartone in faccia, ad un diretto interessato. A sua detta, lui si veste “come si veste la gente in giro”. Una bella non-risposta. Magari qualcuno di voi lo sa.

3 – Il mistero dell’autogrill. Perché all’autogrill riescono nell’impresa di carbonizzarti l’esterno del panino e contemporaneamente lasciarne l’interno freddo e stopposo? In altri bar normali scaldano i panini in modo uniforme, senza patema alcuno. E’ colpa del pane che usano negli autogrill? (fatto di carta velina fuori e di amianto internamente?) E’ colpa del tostapane in dotazione agli autogrill? (cazzo, cambiatelo!) E’ colpa di Gino Strada? Sembra un dubbio da poco, ma produrre dei panini decorosi dovrebbe essere il core business di un autogrill e invece uno è costretto a soffrire per centinaia di chilometri o accettare di mangiare quegli strani meteoriti ustionanti, spugnosi e gelidi contemporaneamente.

4 – Come rovinare una carriera. Ma Aldo Giovanni e Giacomo lo sanno che nelle loro pubblicità della Wind fanno pietà? Ma sopratutto, perché fanno pietà?
Normalmente come comici sono divertenti e fanno ridere. Invece, in queste pubblicità sono assolutamente imbarazzanti, con una comicità slapstick che è palese che non è scritta dai loro autori, ma da qualche losco figuro che alberga in qualche altrettanto losca agenzia pubblicitaria. Sapete, uno del genere “il simpaticone del terzo piano, ufficio contabilità” promosso a copywriter perché racconta le barzellette su Pierino.
Ma si può gettare alle ortiche una carriera comica come la loro?

5 – Non ci è, ma si fa. Ma voi i Babyshambles li avete mai ascoltati? Non so voi, ma mi capita ogni settimana di leggere almeno 2 o 3 notizie inutili su Pete Doherty, perfino su testate tipo TgCom. E perché cacchio mai? Ok, si droga, ma vi è mai capitato di vedere un video dei Babyshambles o dei Libertines (il suo gruppo precedente) qui in Italia? O di ascoltare un loro pezzo in radio? Cioè, al di là delle pere che si fa Pete Doherty, questi gruppi esistono realmente?
La mia impressione è che siamo di fronte ad un caso in cui la cronaca supera la sostanza. Cioè, escono news scandalistiche su un gruppo che teoricamente potrebbe anche non esistere e il cui interesse musicale, qui in Italia almeno, è pari a zero. Cioè se domani si infortuna ad un piede il tizio che fa pianobar nel caffè sotto casa fa più notizia.
Come si spiega sto fatto? E soprattutto, a cosa serve? E’ una strategia tipo le camicie DinoErre collofit, cioè un prodotto ultra-pubblicizzato e di fatto introvabile sul mercato? Boh.

Conto molto sulla solidarietà della blogosfera, quindi mi aspetto un po’ di risposte. Su alcune non ci dormo la notte. E se la notte non dormo, per sfuggire la noia rischio di fare altri 10 o 15 post chilometrici sul Partito Democratico, sull’iPhone o sulla discografia degli Autechre. Quindi se non volete farlo per me, fatelo per voi! 🙂

* (chi capisce da chi ho preso il titolo del post vince un mio bollino da utilizzare per la propria lista civica)

EDIT: ecco la soluzione al quiz sul titolo: era ispirato, anzi copiato bellamente, a “Why why why”, che è una vecchia b-side degli Underworld (a dire il vero piuttosto diffusa, visto che è la B-side di “Rez”, tanto che si trova perfino nei cd di Wasted). Ok, l’avrebbe capita giusto Valletta, ma valeva la pena provarci.

68 comments

  1. Ciao , mi pare però tu sollevavi (rispetto al tamarro) un problema sull’indossare un capo in una certa maniera. Aldilà dell’orrore dei cappellini “trucker” griffati Fendi, Gucci Prada ecc. forse la cosa peggiore è come lo si porta . Appunto, con la fascetta posteriore ben stretta e poggiato appena sul cucuzzolo craniorasato. Il risultato fa già rabbrividire, ma qui a roma (che non ci facciamo mai mancare niente) la parte superiore del copricapo è pure schiacciata, come un soufflè venuto male. Di solito il “coatto ” aggiunge poi spille da balia sulla base dei jeans, da stringerli alle caviglie stile fuseax tubolari. Suddetti jeans vanno rigorosamente portati con il cavallo altezza ginocchia. Bleurgh!

  2. 1)sulla. pronuncia. il mascara se lo vuoi uaterprof va bene, te lo vendono, altrimenti che intendevi dire? d’altra parte un mio amico, solo perchè scrive su una rivista musicale, dice claimax ascendente o anticlaimax.
    2) sul truzzo.la colpa è di Maria de Filippi, è lei il diavolo
    3) sul panino.vorrei spezzare una lancia in favore del camogli un gran bel panino
    4) sulla carriera.aldo giovanni e giacomo secondo me potevano continuavano a fare teatro.

    patty

  3. Visto che tutti hanno già scritto tutto: perchè esimermi?
    1 – verrebbe da dire “perchè è così e basta, è naturale”, e lo conferma l’ormai luogo comunde del dentifricio Colgate: tutti al mondo lo pronunciano “diverso da noi” (non so se sia giusto, ma è uguale per tutti), tranne noi italiani e la Colgate Italia. Stessa cosa per Carefree, Clear, e simili: la pronuncia l’ha dettata la pubblicità). E che dire dello sciampo Panten (per anni scritto e pronunciato così), che ora è Pantene (scritto come nel resto del mondo)?
    In una nazione dove non solo non si sanno le lingue, ma non si capisce nemmeno quando una parola è straniera, storpiare è il minimo.
    E, comunque, mai parlerò di chewing-gum: si dice cicles, sèplufasìl!
    Da ricordare la pronuncia di non so quale giornalista, riguardo al Live8: “laiv otto”.
    (il gioco di parole in 8 gallery non l’ho capito)
    2 – Non c’è un modello assoluto per tamarri, ognuno ha il suo tamarro di riferimento: quello che “è stato a Milano/Torino”, quello che frequenta i posti giusti, ecc. Quelli importano le mode tra i propri simili. E poi vedi i cretinetti con i pantaloni tenuti stretti sulla caviglia con quantità incredibili di spille da balia (güge da baglia).
    3 – adoro i panini dell’autogrill, anche se negli ultimi anni sono peggiorati: a me li servono sempre bruciati, perchè se li dimenticano nella piastra…
    4 – A me, Aldo Giovanni e Giacomo fanno ridre allo stesso modo che nei film o in TV: sempre meno.
    Ma non per la pubblicità, perchè ormai sono sempre uguali e stantii, come l’immortale Gino Bramieri: ridi perchè la barzelletta l’ha raccontata lui, non perchè faccia veramente ridere…
    5 – Siamo tamarri: adoriamo il gossip. Pete Doherty (e chiunque altro di famoso che faccia qualcosa di “maledetto”) fa notizia. Se poi è l’ex di Kate Moss (una che, magra così, se fosse la vicina di casa non la vorresti nemmeno incontrare, ma fa la modella: è figa per definizione), è manna dal cielo per chi deve riempire spazi giornalisticamente utili…
    Comunque, vada per gli Autechre, anche se non ho mai capito quale sia la pronuncia esatta (un po’ come i Baustelle, ma almeno loro lasciano libertà di pronuncia).

  4. Caro Felice Bisonte, che piacere! 🙂
    Più che misunderstanding, c’è da dire che i “bootlegari” specializzati in chicche introvabili di Supersound hanno modificato più o meno consapevolmente il titolo di questo “Balearic anthem” (detto “andem”, con la lingua fra i denti).
    Resta il fatto che Rolo (McGinty, quello dei Woodentops, non il Rollo dei Faithless) nel ritornello canta “Why Why Why” (pronuncia: uàiuàiuài) esattamente come in “Well Well Well” canta “uèlluèlluèll” 😀
    Ah, dimenticavo: http://itstoolong.com/wp/2007/06/08/well-well-well/

  5. e rispondo al volo a questi dubbi 3mendi:
    1 – francamente non capisco la domanda. l’adattamento ai fonemi della lingua dei termini permeati da quelle straniere è naturale ovunque. addirittura i negroni del rap hanno foneticizzato il loro inglese sulla pronuncia (da rappers, yo!)
    2 – questa è una banale conseguenza della teoria dei memi di richard dawkins, che chi lavora in sociologia dovrebbe conoscere bene…
    3 – è colpa di Gino AutoStrada
    4 – a me fanno ridere uguale, ovvero abbastanza. ma non noto un calo di rendimento. non è che se li vedi in spot invece che in uno sketch parti prevenuto?
    5 – quesito banale. potenza dei trend

    ciao

  6. temo che sui woodentops ci sia un lieve misunderstanding (pronunciato misanderstendingh), la loro ‘why’ ha una sola parola nel titolo, mentre hanno un pezzo ancora più bello che fa ‘well well well’…

  7. Sulla pronuncia: i peggiori sono quelli della fascetta isi-pil delle insalatissime rio mare (che per far pronunciare correttamente “easy-pil” l’hanno scritto in italiese), ma c’è qualcuno che cerca di tornare sui propri passi (le prime pubblicità del colorante Just for Men dicevano giustformen).

    Ispirato dalla pronuncia di Manchester tirata fuori da giu, rilancio: i miei ex-colleghi di VideoMusic pronunciavano Manchàsta, ma tutti gli ridevano dietro. Dai, da decenni Manchester si pronuncia màncester, è errato ma ormai la frittata è fatta. Stessa cosa per i R.E.M.: la prima volta che ho sentito parlare degli arrièm su MTV mi sono chiesto chi fosse quel gruppo il cui cantante assomigliava tantissimo al cantante dei rem.

    P.S. Tenendo conto che H&M è una catena svedese e non inglese/americana, ha più senso dire “vado ad acca e emme” o “vado a eitcenèm”.

  8. in ritardo…
    dalle mie parti esiste la variante “mountènbaik” 🙂
    posso rispondere al truzzo…secondo me è una predisposizione individuale a comprare i capi nei negozi truzzi (e ce ne sono parecchi) o a scegliere l’unico abito truzzo anche nelle boutique più raffinate che non possono esimersi dall’averlo. è una questione di testa fondamentalmente. avevo un paio di compagne di liceo che da questo punto di vista docebant, e come se docebant (e io inorridivo)

  9. 1) multanbaic, si dice multanbaic.
    2) truzzi sarete voi.
    3) gli autogrill italiani sono il miglior incentivo per superare i limiti di velocità in modo da non correre il rischio di sentire l’irrefrenabile bisogno di fermarsi. e comunque l’unico che non bruciano mai è il camogli.
    4) però quella del trionf de coquillage non è male.
    5) perché i media italiani amavano la musica dirompente dei libertines.
    6) l’iphone è bene il partito democratico è male.

  10. Valletta: in effetti la tua risposta è valida. Me li hai fatti tornare in mente, cavoli! 🙂
    Gruppo sfigatissimo, detto tra noi. Hai vinto un bollino per la tua lista civica.
    .
    “Votate per Giorgio Valletta: per la via vinilica al Socialismo”

  11. Enrico: la mia pronuncia, volutamente errata, di ottogallery, è da considerare un segno di spregio per chi ha ideato quel nome (nonchè per farmi capire dai miei interlocutori).

  12. se per questo, pur esistendo la galleria del Frejus (che si pronuncia “fresgiùs”), a Torino via Frejus si pronuncia “via Frèius”.
    .
    A minuti posto la soluzione del quiz sul titolo che, ammetto, era difficilotta e per trainspotters più che abili.

  13. che 8gallery sia un nome di merda per un centro commerciale al lingotto a torino in italia è un altro discorso, pienamente condivisibile tra l’altro.

    ma sentire “ottogalleri” fa proprio schifo.

  14. 2. Calciatori, Corona, gente nei programmi della De Filippi e rapper (per i giovanissimi).

    4. Aggiungerei ahimè che il regista di quegli spot è Marcello Cesena, geniale nella sua comicità nonsense coi Bronkovitz e con la Gialappa – ma forse non è l’autore dei testi, in questo caso.

    5. Kate Moss.

  15. Sulla questione sollevate dal posto hanno già risposto in molti e non ho altro da aggiungere, ma non avete mai sentito all’estero come pronunciano parole italiane, o qual’è l’attuale significato di parole italiane come salame in america?
    E’ normale che l’italiano tenderà ad italianizzare la pronuncia, come un americano tenderà ad americanizzarla.

    Le spille da balia sui tamarri non le ho ancora viste, nella mia ignoranza pensavo che le spille da balia fossero prerogativa del punk-rock, ma ormai le classificazioni fanno parte del passato. Ora non riuscirei a differenziare il tamarro dal cabinotto o dal repper, diciamo che si sono uniformizzati prendendo le parti peggiori di ogni moda e fondendosi nell’attuale super-tamarro.

  16. Io metto altra acren al fuoco se posso! Avrei altri quesiti che non mi fanno dormire!

    1) Perchè siamo il secondo popolo d’Europa nel consumo di cellulari e li possiamo usare solo per telefonare e mandare sms? (Ma c’è anche chi tra il proprio tris di cellulari personali ne ha di superdotati pur non sapendo cosa siano gli mms)

    2) Perchè se l’Università ha aperto le immatricolazioni on-line, ieri centinaia di studenti si sono trucidati davanti ai cancelli di Torino Esposizioni per iscriversi?

    … che faccio continuo?

    Per quanto ne so ti posso aiutare sulla domanda 2: la provincia è dominata dai tamarri.
    “… mi vesto come la gente in giro..” nasconde la vera essenza dell’esemplare tamarro.
    Il tamarro è popolare, frequenta la strada, si “becca” con i suoi simili in piazza o al bar. Il passaparola è il suo pane quotidiano! Vive in branchi e tende alla logica “se lo fai tu, lo faccio anche io”. Il più delle volte il cappellino storto o le “mitiche” spille da balia (sistemate alla cazzo sui vestiti) sono lanciate dalla becera creatività di un unico esemplare!

  17. OttoGallery mi ha fatto venire in mente un’altro gioco di parole anglo-italiano: AirOne. Tutti la pronunciamo “eiruàn” ma il simbolo della compagnia farebbe supporre una più immediata pronuncia italiana.
    Sempre nel campo pronunce sbagliate invece, un’altra che mi fa incazzare è il nome del boiler su 4 ruote della BMW. Da un po’ di tempo la sento chiamare “icsfàiv”. Ma perché ics con la pronuncia italiana e il 5 in inglese?? Perché non “icscinque” o, se proprio vogliamo essere anglofili, “exfaiv”?? Che poi, essendo crucca, dovremmo chiamarla “exfùnf” (o roba simile), no?

  18. Sulla questione “chewing gum” non dovresti porti il problema. Qua a Torino io ho sempre solo sentito chiamarli “cicles”. (solo raramente la variante “gomma”, o il ligure “cingomma”… tremendo).
    E la “8 Gallery” io la chiamo “OTTO GALLERY” perchè siamo in Italia, a Torino, e se vedo un 8 lo pronuncio “OTTO” in barba a tutti gli arguti responsabili marketing che credono di aver scoperto il gioco di parole del millennio facendo la gavata di chiamare un _centro commerciale_ al _Lingotto_, a _Torino_, in _Italia_, con un nome straniero e sperare che tutto colgano il riferimento alla Tate. (per inciso: ho grossi problemi a far capire alla gente di che sto parlando quando dico “Eataly” pronunciandolo “Iiiiiiitaly”.)
    Una considerazione anche sui cappellini dei truzzi: quando vedo quei cosi in equilibrio sui dei crani semirapati, istintivamente la mia mente li collega a Adebisi di Oz e alla sua paranormale cuffietta.

  19. Per il titolo io dico Champagne Supernova, Oasis.

    Per il discorso Babyshambles, penso che sia diventata ormai una moda per i giornali scrivere dei suoi usi e abusi e delle sue vicende con Kate Moss, evidentemente sono articoli che trovano successo. A me invece interessa di più il discorso musicale e il loro primo album “Down in Albion” lo trovo eccezionale. Se non sbaglio dovrebbe uscire il secondo tra non molto. Anche coi Libertines ha fatto molte cose degne di nota.

    Sui panini dell’autogrill è già stato ampiamente detto tutto e sono poi contento che qualcuno abbia gridato ai 4 venti che le pubblicità di aldo, giovanni e giacomo fanno cagare e sono odiose.

  20. Che poi i panini non classici di Autogrill sono di una tristezza senza senso: minibaguette e contenuto che sborda totalmente con il rischio di sporcarsi. Li fai fuori in paio di morsi e costano un capitale.
    🙁

  21. 1. altrimenti come faremmo a mantenere il primato di popolo meno acculturato d’europa? La sola pronuncia inglese che mi fa più ridere della nostra è quella giapponese (“fatto fatto!” – citazione…)
    2. c’è un progetto specifico: calciatori e veline sono gli ubertarri che lanciano le felpe baci e abbracci o simili, poi ci sono gli estemporanei creatori di marchi tipo AStyle etc… Piuttosto metterei l’accento su un fenomeno non trascurabile e cioè la tendenza dell’uomo normale a imitare il tarro (io ne sono abbastanza colpito)
    3. Dipende poi anche dal panino, se prendi quelli che in partenza sono ultrasottili si riscaldano meglio… per il resto ha ragione l’espertone axell
    4. Hai ragione ma non posso fare a meno di scoppiare a ghignare quando aldo dice “triomphe de coquillages”… 😀
    5. I babyshambles sono come i Drive Shaft. esistono in un universo parallelo 😀

  22. Ma ottogallery non è il nome originale ? 🙂

    1. colpa della tv quando diffonde ignoranza
    2. colpa della tv che diffonde ineleganza. Scusa li hai mai visti i programmi per i ggggiovani, tipo “amici” della DeFilippi ? E’ ad li che i truzzoni prendono spunto (sopratutto le truzzone, una piaga sociale).
    3. perchè ci dev’essere un nipote di benetton che adora quelle cagate e ogni tanto ci facciamo ingannare dai cartelloni pubblicitari. Anche spizzico non è molto meglio con i suoi menù “cavillosi” (ti danno loro quello che vogliono, se cambi una virgola paghi di più). Mettessero Pizzahut, farebbero favile 🙂
    4. mi fanno ca.ga.re negli spot.
    5. non sa o non risponde.

  23. I tamarri – dal momento che, come segnalava giustamente qualcuno nei commenti, non leggono (nemmeno riviste patinate) – hanno una sola fonte di ispirazione: i calciatori.
    Soltanto una puntualizzazione da maestrina elementare relativa all’ultimo commento di Limo: credevo fossero i salvaslip (salva-mutanda), però in effetti sotto certi punti di vista possono anche essere salvasleep (salva-sonno) 😉

  24. 1. Non sono parole inglesi, non più. Succede a tutte le lingue di importare termini stranieri che entrano a far parte della lingua, e vengono quindi pronunciati in modo “comodo” e non “corretto”.

    5. La cronaca supera la sostanza è la frase giusta.
    I Libertines erano uno dei tanti gruppi inutili di cui si parlava per tutt’altro. Fondamentalmente perché inascoltabili.

  25. Non per difendere la categoria dei pubblicitari ma so per certo che Aldo Giovanni e Giacomo non hanno intermediari tra loro e il cliente quindi i testi se li scrivono da soli (ovviamente con il fondamentale contributo del cliente ovviamente).

  26. Per la 4 è ovvio: prendono una paccata di soldi, come quella ruffiana della Littizzetto con la 3, o Bisio con le pagine gialle; tutti a fare i puri e duri, poi quando c’è di mezzo il portafoglio si abbassano ai più biechi compromessi…
    Per la 2: la versione truzza di Vogue (che poi non è che sia sempre così stylish anche quello) sono Men’s Health, GQ e Max; da queste riviste il truzzo ha il dono di catturare il peggio e adottarlo pre il suo stile.
    Per la 1: siamo un popolo di ignoranti che si atteggia ad istruiti, detto tutto.
    Per la 3: ho sempre evitato accuratamente di alimentarmi con materiale spacciato all’autogrill che non sia rigorosamente incellofanato e che necessiti di manipolazioni altrui e comunque AXELL ci ha preso.
    Per la 5: l’avevo detto che siamo un popolo di ignoranti? Sì? E siamo anche dei gran pettogoli.
    Ciao.

  27. Aggiungo un altra parola, anche se non prettamente maschile, che pronunciamo in maniera assurda: “carefree (salvasleep)”.

    Ma parlerei anche delle parole francesi di cui spostiamo sistematicamente l’accento…

  28. e vogliamo parlaree dei torinesi che dicono che vanno al “ottogallerì” … -_-

    ci va tanto a dire EIGHT GALLERY ????

    =)

  29. ragazzi, sul titolo del post non ci siamo. e’ roba musicale, inglese e degli anni 90. dai, vi ho dato qualche indizio (ma e’ davvero per solutori piu’ che abili: domani do la soluzione)

  30. il titolo del post è una citazione da Io sono un autarchico?

  31. 1) perchè, c’è davvero tanta gente in Italia che conosce le regole più elementari della pronuncia inglese?
    2) credevo che il cappellino a visiera alta fosse prerogativa dei gabbers et similia. Poi a un certo punto ha dilagato e non ci ho capito più niente. Sto invecchiando?
    3) ha ragione Axell
    4) gli autori: quando mancano, si sente. Comunque “se io sapessi amarti” è tra le mie canzoni italiane dell’anno
    5) piacciono solo a Sorge e ai suoi accoliti. E poi finora erano accasati con Rough Trade, i cui prodotti vengono in genere ignorati dai media. Il nuovo esce per Parlophone/EMI, quindi ci sarà video in rotazione e quant’altro…

  32. 1. mùntanbaik ha sempre lasciato allibito anche me. Da ex insegante di inglese rabbrividisco anche a futlùcher (footlocker).
    2. scusa suz, hai associato il verbo “leggere” ai truzzi? 🙂
    3. non saprei. io ho una mia scaramanzia: quando viaggio in autostrada prendo sempre i Grisbì.
    4. sono sollevato. credevo di essere l’unico a pensare che facessero pietà e non osavo dire nulla!
    5. entrambi i gruppi esitono/esistevano. Natasha Slater mi ha fatto 2 palle così con ‘sti due gruppi e con doherty, durante il pur bello Rock’n’Rolla Coaster su Radio Popolare! Però è vero. Chi cavolo li conosce i Babyshambles e i Libertines??

  33. io ho un’altro dubbio del punto 1.
    Come si pronuncia Manchester?
    Màncester?
    Mancèsterù?
    Mancestà?

  34. avevo scritto un commento bellissimo ma il web 2.0 me lo ha mangiato. te lo spiego domani a voce punto per punto. se proprio non riesci a dormire chiamami

  35. 1)colpa della tv e dei giornalisti e dei doppiatori. ti ricordi michael keaton che dice “sono batman” con tutte le a al suo posto (e prince che canta “betmen” in sottofondo?)
    2)la moda E’ tamarra. il cappellino di prada è tamarro, roberto cavalli è tamarro, versace era il re dei tamarri. e i rapper hanno dato una buona mano
    3)qui credo sia una questione di piastre sempre accese a temperature troppo elevate.
    4)soldi soldi soldi. cioè li abbiamo per (stra)pagare voi ma non per i vostri autori, facciamo coi nostri. perchè loro accettano? soldi soldi soldi.
    5)lui stava (o sta) con kate moss, un’icona planetaria. e poi il rock dà ancora belli e maledetti? no. non si può avere keith richards tutti i decenni. comunque i libertines erano un gran gruppo. e non ti incazzare per questa mia affermazione

  36. 1)colpa della tv e dei giornalisti e dei doppiatori. ti ricordi michael keaton che dice “sono batman” con tutte le a al suo posto (e prince che canta “betmen” in sottofondo?)
    2)la moda E’ tamarra. il cappellino di prada è tamarro, roberto cavalli è tamarro, versace era il re dei tamarri. e i rapper hanno dato una buona mano
    3)qui credo sia una questione di piastre sempre accese a temperature troppo elevate.
    4)soldi soldi soldi. cioè li abbiamo per (stra)pagare voi ma non per i vostri autori, facciamo coi nostri. perchè loro accettano? soldi soldi soldi.
    5)lui stava (o sta) con kate moss, un’icona planetaria. e poi il rock dà ancora belli e maledetti? no. non si può avere keith richards tutti i decenni. comunque i libertines erano un gran gruppo. e non ti incazzare per questa mia affermazione

  37. 1 La colpa è anche di giornalisti dalla pronuncia imbarazzante come Vincenzo Mollica che continua a dire ‘maicheljackson’ e ‘bittles’.
    2 I cataloghi di negozi come Energie rappresentano una discreta ispirazione.
    3 All’autogrill o spizzico o i pezzi di baguette col crudo non da scaldare
    4 Al cinema la gente ride anche a questi spot.
    5 who cares?

  38. Per quanto riguarda Pete Doherty secondo me il tutto è legato al vecchio flirt con Kate Moss che l’ha fatto divenire personaggio anche in Italia….E cmq a mio parere poi i Libertines e gli Shambles non sono neanche malaccio 🙂

  39. uff, hanno già rispostoa tutto! 🙂

    Posso giusto confermare che sì, il panino dell’autogrill è freddo dentro perché lo scaldano a millemila gradi per qualche secondo, quindi il calore non ha il tempo per trasferirsi dall’esterno all’interno.
    Aggiungi che il pane dell’autogrill è al 99% aria (e l’aria conduce _malissimo_ il calore) e il gioco è fatto.

    Per il titolo, a me subito ricordava uno dei titoli di “c1gno”…

  40. 2. Credo accada così, per sbaglio. Alzandosi la mattina e trovando una catenona nell’uovo kinder, tipo. E’ tutta ispirazione momentanea, ce l’hai (o non) nel DNA e ogni tanto salta fuori. O salta fuori al tuo amico e tu segui. Più che altro, come diceva Stephen King in un suo libro “Qui non c’è uno scemo del villaggio: lo facciamo a turno.” Così dev’essere per gli stylist truzzi, evidentemente.
    5. Sì, esistono. O forse era solo una mia illusione e in realtà era una canzone disco ’60 remixata, ma così pare.
    E, soprattutto: Why di Annie Lennox. Mi aspetto davvero di vincere qualcosa ora 😛

  41. 1. perchè so una regola di pronuncia inglese e la uso per tutte le parole anche quelle che non devo (nn dovevo usare il singolare..ops 😀 )
    2. ipotesi: truzzo regina = fabrizio corona & alveare = studioaperto ..
    3. concordo con axell
    4. non credo abbiano qualcosa di meglio da fare al momento..(a dire il vero ancora peggiori sono quelle della 3 però..)
    5. non ho la più pallida idea di cosa stai parlando.. 😀

  42. Sarò estremamente serio

    1- è questione di linguistica. Evidentemente la pronuncia storpiata è più semplice da pronunciare perché il suono è più vicino a quello della lingua italiana. Durante il ventennio TUTTE le parole inglesi furono sostituite con il corrispettivo italiano. Passato il periodo ritornarono naturalmente in uso. Unica eccezione: chaffeur, che rimase sostituita dal più semplice (per noi) autista.

    2- mmm.. non so. Emergenza? Anche a Torino il cappello alto sul cranio, o tempora, o mores!

    3- credo sia colpa della qualità generale del panino. La mozzarella ad esempio è fatta di Teflon, prova tu a farla sciogliere scaldandola.

    4- Lo sanno, ma evidentemente Wind paga bene. Prova a vedere le pubblicità con l’audio a zero. La loro splendida mimica rimane anche con i testi beceri, e le espressioni e i movimenti che fanno sono quelli (divertentissimi) di sempre.

    5-Qui non posso aiutarti. Mai ascoltati e di Doherty mi frega poco. Preferisco chessò i Gogol Bordello. Ma di musica non capisco molto.

  43. Ti aiuto io per primo che ti voglio bene…

    1. hai fatto degli esempi imbarazzanti, ma io detesto ad esempio chi pronuncia Media come Miidia… Si pronuncia Media, cribbio!

    2. Secondo me esiste il Truzzo “regina”, lo nascondono in un alveare e da lì lui lancia le mode per la sua stirpe. Bisogna trovarlo e ucciderlo.

    3. Perché hanno le piastre roventi, la loro idea è che per far prima è meglio scaldare le piastre a mille… E poi i panini sono congelati… in 1 minuto ottieni quel risultato. Buttati su Pizza e Dolci è meglio.

    4.Me lo chiedo anche io, ma non ho risposta, gli spot wind sono odiosi. Forse li pagano tantissimo o forse hanno dato il culo al padrone egiziano della wind che li adora e ride come un matto.

    5. Mistero dei misteri, è come la scomparsa dei dinosauri.

    6. C’è anche la variante Sienna Miller… è sempre ovunque sui giornali, ma io non l’ho mai vista recitare… mah.

    Spero di averti aiutato.

  44. per quanto riguarda il questio uno, credo sia una questione di cronologia. le prime parole straniere ad essere utilizzate venivano italianizzate nella pronuncia, le piu’ “recenti” proviamo a non devastarle. dovrebbe confortarci che cio’ accade pure in altre lingue. In spagnolo Kirk Douglas si pronuncia kirkduglas mentre suo figlio michael si pronuncia maicoldaglas, credo con la stessa nostra distorta logica (il preferito dei greci e’ il nostro modo di pronunciare la parola hamburger, dove oltre a scordarci di pronunciare l’acca abbiamo pure cambiato la posizione dell’accento)

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