Dai, ragazzi, cambiamo la classe dirigente del Centrosinistra con, ecco, ehm…

June 26th, 2007 § 67 comments

Mi trovo a dover affrontare la spinosa questione de “i Mille“, l’ultima invenzione del frastagliatissimo mondo della “Sinistra o giu’ di li'” (c).
La summa degli intenti politici di questo movimento, che vuole apertamente incidere sullla formazione del Partito Democratico, e’ praticamente riassunta sull’header del blog che li chiama a raccolta: “It’s time for them to go”. I “them” sarebbero coloro che comunemente chiamiamo “classe dirigente della Sinistra italiana”, non quelli di Van Morrison.

Un movimento di rinnovamento, insomma, che vuole fare piazza pulita della “Sinistra che comanda” cosi’ come la conosciamo e vuole aumentare la partecipazione politica, aprendo a nuovi soggetti gli spazi di protagonismo.

Sulla carta qualsiasi proposta politica ha un suo appeal e pure questa non ha mancato di affascinare un po’ di gente, talvolta anche intelligente e stimabile.
Motivo in piu’ per non fidarsi 🙂 e cercare di capire da dove vengono, dove vanno e cosa vogliono, questi “mille” (ho seri dubbi che siano mille, ma “i Venti” non suonava bene). Ma soprattutto cercare di capire se sono una cosa seria o no.

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1. DA ANTONIO GRAMSCI IN GIU’. MOLTO IN GIU’

Stabilito il fatto che sul blog de i Mille ognuno scrive un po’ quello che gli pare, senza che gli altri stiano li’ a misurarne l’ortodossia (ma e’ cosa naturale nell’euforia che caratterizza i primi passi di qualsiasi avventura), confesso di avere avuto serie difficolta’ a capire se il movimento ha radici da qualche parte o se se si e’ creato estemporaneamente.

Scavando un po’ ho rintracciato la confluenza di due momenti “creativi”. Il primo, piu’ vicino nel tempo, e’ la raccolta firme fatta dal buon Luca Sofri per contestare come era stato composto il comitato di 45 “saggi” che deve sovrintendere alla nascita del Partito Democratico.
Il secondo, vecchio gia’ di qualche anno, e’ lo “spirito” che ha caratterizzato la corsa di Ivan Scalfarotto alle Primarie per decidere il candidato Premier alle ultime elezioni politiche per il Centrosinistra.

1.1 NOI SIAMO I GIOVANI, CON I BLUE JEANS

Innegabilmente la decisione di formare un Comitato per il Partito Democratico chiamando a raccolta una parata all-star di carampane, vecchiazze e decrepiti arnesi che gravitano dalle parti del Centrosinistra non e’ stata proprio il massimo.

Insomma, a giudicare dalla composizione dei 45 “saggi” che devono contare qualcosa per il futuro PD, sembra che il partito nascera’ gia’ anziano, completamente staccato dalla realta’ in cui viviamo, ecc.

E’ quindi ragionevole che un legittimo wannabe elettore del PD si inalberi e decida di fare qualcosa per cambiare questa scelta loffia e perdente. Per esempio scrivere una lettera aperta ai leader del Centrosinistra, lamentandosi. E, preso dallo slancio, raccogliere anche 500 firme in 3 giorni per corroborare la lettera e rivestirla un po’ da petizione.

Fino a qui, per quanto mi riguarda, sono discretamente in linea coi contestatori: mi rifiuto di pensare che in Italia non ci sia qualche testa pensante meritevole di voce in capitolo sul PD che abbia meno di 50 anni.

Poi, inatteso, il crollo e il definitivo capottare dell’iniziativa, finita nell’immancabile campo di ortiche: la lettera di protesta si chiude con un elenco di nomi under-40 da proporre per il Comitato. E tra questi, in mezzo a carneadi, a proposte interessanti e a gente che non conosco ma che dovrei conoscere, spuntano nientemeno che Pierluigi Diaco e Ivan Scalfarotto.

Ok, lasciamo stare per ora Scalfarotto di cui parlo dopo. E parliamo di Pierluigi Diaco.
Anzi, no, non parliamone. Quando ho letto il suo nome nella lista, la reazione e’ stata “Ok, grazie, arrivederci” e ho acceso la Playstation 3 per trovare un po’ di conforto nel nichilismo digitale piu’ bieco.

Poi, perche’ mi voglio male, ho dovuto provare a chiedermi, nottetempo, perche’ in quella lista sciagurata compariva quel nome. Non mi davo pace. E poi ho questa brutta abitudine di vergognarmi per conto terzi, spesso non richiesto.
Alla fine ho capito. Chi ha messo quel nome li’ lo ha fatto perche’ pensa che l’eta’ sia un valore. E quindi un testa di cazzo sulla trentina vale a priori piu’ di un cinquantenne, chiunque esso sia.

D’altronde guardiamoci intorno: quanti trentenni noti e presentabili di sinistra ci sono in giro? Se non prendevano Diaco, l’alternativa era quel tizio che ha attaccato il papa sul palco del concerto del Primo Maggio. Poi, il deserto.

Ecco, a me il principio del “basta che sia giovane” sta profondamente sulle balle. E lo contesto da sempre.
La Sinistra non ha bisogno assoluto di “giovani”, ma ha bisogno di persone che siano in grado di capire meglio il tempo in cui vivono. E ci sono persone ultrasessantenni che lo fanno meglio, con piu’ equilibrio, esperienza e magari savoir faire che molti venti/trentenni ancorati al proprio ombelico.

L’eta’, vi prego di non estremizzare il concetto, non vale una sana mazza.
Quanto sono vecchi decrepiti e chiusi mentalmente i ventenni che l’altra settimana sfilavano in corteo in solidarieta’ con le nuove BR?

E quanto, invece, e’ intelligente e aperto di mente un politico locale di lungo corso come Roberto Placido (che e’ vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte, oltre che uno degli amministratori locali piu’ apprezzati da decenni, nonche’ una delle figure piu’ in vista dei DS a Torino), che poco piu’ di un mese fa ha scoperto il Web 2.0 e invece che farsi fare il solito triste blog marchettoso di centrosinistra (quello che si chiude dopo 2 o 3 post in politichese) ha deciso di incuriosirsi, ascoltare e *capire* un aspetto importante della vita di molti cittadini, chiededo lumi senza pudori ad alcuni blogger della sua citta’ ed e’ diventato un blogger *vero* a sua volta?

E noi dovremmo mandare via una persona cosi’ per un mero fattore di data di nascita? Ci rendiamo conto della pericolosita’ e della cialtronaggine di un metodo simile? Meno male che tra la ventina di persone de “iMille” non c’e’ nessuno cosi’ estremista da seguire alla lettera il diktat pro-giovani (almeno lo spero).

1.2 IL REALE DIAMETRO DELLA BLOGOSFERA

Ragazzi, io non so piu’ come raccontarvela. Ormai sul non-clamoroso flop della candidatura di Ivan Scalfarotto alle Primarie del Centrosinistra ho detto tutto il dicibile.

E’ vero che sul blog de iMille in un post rivendicano contemporaneamente affinita’ ma anche divergenze dall’esperienza scalfarottiana, ma e’ altrettanto vero che poche righe piu’ sotto si salva il salvabile dicendo che l’obiettivo del buon Ivan di “dare un segnale” al centrosinistra e’ da considerarsi raggiunto.

E in ogni caso, Scalfarotto e’ quasi sempre il primo citato nei tanti elenchi di nomi che ci sono sui post del blog, quasi come se fosse un portabandiera, un simbolo, una figura emblematica.

Mi scuso con Scalfarotto, di cui apprezzo l’impegno e che mi sta pure simpatico, ma gli unici segnali che ho colto dalla sua avventura alle Primarie, come uomo militante di sinistra, sono:

– che lo zerovirgola alle Primarie e’ un non-risultato. Nemmeno un risultato negativo: una sorta di sparizione dalla competizione, che toglie valore politico a chi si e’ proposto; cioe’, Scalfarotto non e’ andato malissimo alle Primarie: all’atto pratico e’ come se non si fosse candidato

– che l’avventurismo donchisciottesco da parte di un esponente (a casaccio? coraggioso? pazzariello?) della societa’ civile non coincide con l’essere rappresentanti o espressione dela societa’ civile stessa (che infatti ha votato in massa per Prodi)

– che chiunque non e’ riuscito a vedere l’impraticabilita’ sotto tutti i punti di vista dell’avventura scalfarottiana forse deve pensare ad altro e lasciare la politica, causa gravi carenze strategiche: non ci andava una laurea (bastava un bignamino di Lenin) per capire che un’iniziativa simile non avrebbe MAI comunicato nulla ne’ estrenamente ne all’interno del Centrosinistra e sarebbe stata un flop silenzioso e invisibile. Non era nemmeno una campagna da “giovani, carini e di sinistra”, ma una non-iniziativa predestinata all’oblio.

– che la blogosfera non conta una clamorosa e beatissima mazza in termini di influenza politica e rappresentatitvita’ numerica, soprattutto tenendo conto che la “cricca” della blogosfera, salvo Axell e il sottoscritto, si e’ buttata in una campagna pro-Scalfarotto che a tratti ha fatto sognare (tutti si aspettavano un 5-10% alle Primarie: bum!)

– che l’autoreferenzialita’ e’ una brutta bestia e porta a sopravvalutare il peso politico e numerico di persone, strutture, relazioni, ecc. E questo vale non solo per la blogosfera, ma anche per le elite/avanguardie culturali, intellettuali e politiche. Me ne occupo piu’ sotto.

Tirando le somme, rivendicare – come fanno iMille – un pezzettino di continuita’ con la corsa di Ivan Scalfarotto (ripeto: il flop non e’ colpa sua, ma di chi non si e’ minimamente posto il problema della fattibilita’ e del peso dell’operazione politica che si intendeva compiere) mi sembra un errore talmente suicida da non poter essere altro che frutto di ingenuita’. La sinistra naif. Ci mancava.

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2. OK, MA COSA VOGLIONO I MILLE?

Al di la’ del fatto che non vogliono piu’ l’attuale classe dirigente del Centrosinistra, cosa che in ogni caso e’ un non-volere e per di piu’ manca completamente di dettagli (in che misura vogliono fare fuori la classe dirigente “vecchia”? Tutti? Alcuni? E se si’, quali?), fatico da morire a capire cosa vogliono i Mille.

Sappiamo che vogliono cambiare la classe dirigente del Centrosinistra. Ok, con chi?

Cioe’, facciamo finta che sono buono e mi sono dimenticato i due nomi di prima. E facciamo finta che mandiamo via Bersani, Veltroni, D’Alema, Fassino, ecc. Con chi li sostituiamo?

Fuori i nomi, dai! Volete mica commettere il gravissimo errore di contestare una classe dirigente senza averne una pronta sostituitiva, vero? Dai, non fatevi la figuraccia di dirci che non ne avete una. Insomma, non ci eravamo detti che la critica negativa, sterile e distruttiva e’ roba da antagonisti, rifondaroli, ecc.?

Leggendo qua e la’, in assenza di una linea o anche solo di un segmentino, ho capito che piu’ o meno a spanne i Mille propongono di dare piu’ spazio alla “Societa’ Civile” e, cito a memoria, ai “protagonisti quotidiani del cambiamento”, cioe’ i cervelli in fuga, un tot di professionisti e professori di vario genere, ecc.

Saro’ maligno ma, facendo due piu’ due, salta fuori che i Mille vogliono sostituire la classe dirigente del Centrosinistra con i Mille! Ta-dah!
Attenzione, non c’e’ niente di male ad essere ambiziosi e poi francamente il mestiere che piu’ sconsiglio al mondo e’ il dirigente del Centrosinistra (tanta fatica, risultati scadenti, frequenti riunioni con rifondatori e mastelliani, autoriduzione degli stipendi e spesso sei obbligato a metterti la cravatta e fare il simpatico anche se hai le balle girate: meglio un bel call-center, fidatevi!): basta dirlo.
D’altronde era un po’ quello che diceva il Sessantotto: cari signori, uscite dalla stanza dei bottoni, che e’ arrivato il nostro turno.
Certo, i Mille non sono ancora un movimento di massa come il Sessantotto, ma non si sa mai. Se e’ capitato che i Jalisse vincessero un Festival di Sanremo, non ci sorprende piu’ di nulla.

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3. MA IO VOGLIO QUELLO CHE LORO VOGLIONO?

Cavoli, cercare di capire in che misura si concorda o diverge dalle proposte di un movimento politico e’ gia’ un’operazione difficile. Se poi il movimento politico non brilla per chiarezza, concordia e unita’ di pensiero (cosa che forse e’ un bene: non siamo qui per contestare certi monolitismi di scuola PCI?) e affida le sue idee ad un blog disordinato (con i post che in home page sono in ordine cronologico decrescente e nel resto delle sezioni in ordine cronologico “crescente”), sono davvero problemi.

Non mi resta che dire la mia su quel poco che ho capito de i Mille.

3.1 …PERCHE’ VIENE DALLA GGGENTE

Il primo oggetto di critica e’ la convinzione – data assolutamente per scontata, condivisa e fondante: un vero e proprio assioma costitutivo dell’ambaradan – che la Societa’ Civile e’ meglio della classe politica.
Personalmente sono si’ e no una quindicina d’anni che contesto questo assunto, fin da quando la Prima Repubblica era in crisi.

La penso esattamente al contrario: per quanto mi riguarda la gente e’ molto peggio dei politici, che al massimo ne sono l’espressione. Cioe’, al peggio sono gentaglia (la stessa gentaglia che compone la Societa’ Civile) ma con qualche chance dialettica in piu’.

Non ci va una laurea in Storia per fare due conti e notare che le famose elezioni in cui la Societa’ Civile si era autoespressa ci hanno regalato nientemeno che Berlusconi (e poi Di Pietro). E francamente, le reazioni fascistoidi post strage di Erba, post “piccolo Tommaso”, ecc. mi fanno solamente temere la ggggente.

Non credo affatto che il solo fatto di appartenere alla Societa’ Civile sia un merito spendibile politicamente. Anzi, se nel mio collegio candidassero qualcuno che non e’ un politico navigato, ci penserei molto a lungo prima di votarlo. Questo perche’, almeno a sinistra, se candidano qualcuno abbiamo la certezza che ha studiato, che e’ stato formato, che ha anni di esperienze politiche minori alle spalle, ecc.

3.2 CERVELLI IN FUGA, JET SOCIETY E NEOPROVINCIALISMO

Al di la’ dell’appello pro ggggente, mi inquieta ancora di piu’ la richiesta di dare spazio ai “protagonisti quotidiani del cambiamento”, cioe’ i professionisti, i professori, i “cervelli in fuga”, ecc.

Devo confessare che ho notato una puntina di sussiego nel modo con cui sono presentati alcuni dei protagonisti de i Mille: cose tipo “Tizio e’ un cervello in fuga e fa il ricercatore a Princeton, Caio fa il dirigente d’azienda a Tokyo, Sempronio insegna filosofia teoretica a Yale, Peppino si alterna tra Brisbane e Caracas, ecc.”
A meno che non si tenti di autofinanziare il Partito Democratico con tonnellate di punti MilleMiglia Alitalia, tutto lo slancio un po’ tronfio con cui si presentano questi italiani residenti all’estero, snocciolando titoli di studio, localita’ esotiche e impieghi prestigiosi, mi sembra solo un po’ provinciale. Aggiornato, molto jet society, ma assolutamente provinciale.

E tuttavia nulla mi convince del fatto che essere un ottimo ricercatore al MIT significhi automaticamente capirne qualcosa di politica. Anzi, l’unico dato che ne evinco e’ che un cervello in fuga non e’ poi cosi’ vicino alla realta’ italiana, visto che vive all’estero.

3.3 IL PROBLEMA DELLE AVANGUARDIE: DALLA SPIGOLATRICE DI SAPRI AL PARTITO D’AZIONE

C’e’ un problemone, che e’ quello delle elite politiche autoproclamate (e i Mille sono questo, sebbene faranno di tutto per negarlo), che decidono di approfittare di uno spazio di democrazia diretta per discutere forme e nomi del fare politica.

Il problema delle elite, delle avanguardie, ecc. in qualsiasi ambito (politica, cultura, arte, ecc.) e’ l’autoreferenzialita’. Cioe’, puoi anche avere delle idee buone, ottime, meravigliose, ma se te le conti in una cantina con i tuoi amichetti, finisci per prenderti un sacco di mazzate, la volta che ti rivolgi al popolo. E ti sorprendi pure, perche’ tutti quelli che frequenti (che credi essere l’universo) la pensano come te!

La storia d’Italia e’ un susseguirsi praticamente ininterrotto di movimenti piu’ o meno fallimentari, animati da avanguardie convintissime di avere i favori del popolo.

Avete presente i fatti narrati nella “Spigolatrice di Sapri”? Ecco, i trecento spiriti risorgimentali giovani e forti sono sbarcati convintissimi delle loro idee (che si sono raccontati a vicenda per ore) e si sono fatti dare un sacco di mazzate dai contadini che volevano liberare. E non e’ che uno dei pochi esempi dell’epoca del Risorgimento.

(Tra l’altro, i Mille citano apertamente Garibaldi e dimenticano che lui ebbe successo proprio perche’ non diede retta alla vocazione minoritaria ed elitaria che serpeggiava per tutto il Risorgimento. Magari annacquo’ pure un po’ le sue idee e si piego’ al re, ma si pose il problema della fattibilita’ dei suoi intenti, si confronto’ con il problema di coinvolgere le masse [chiunque sa che l’Italia non l’hanno fatta in mille, ma in molti di piu’, coinvolgendo via via le popolazioni locali, nonostante i sussidiari delle elementari ci dicano diversamente] ed evito’ di farsi prendere a spigolate a Sapri dai campesinos sfruttati.)

Ma facciamo un salto in avanti nel tempo. E arriviamo al Partito d’Azione. Tanto di cappello; sicuramente le menti migliori di quegli anni gravitavano dalle parti del Partito d’Azione, al punto che il moderno concetto di Europa e’ tuttora figlio di Altiero Spinelli e dei suoi compagni di “villeggiatura”. Idee modernissime, una capacita’ di analisi politica e di visione del futuro assolutamente raffinata e sopraffina di cui la Sinistra che mi piace beneficia tuttora.

Peccato che non li votasse nessuno e che siano sempre rimasti una grande incompiuta: grandi idee ma assolutamente poca voglia di sporcarsi le mani con la politica vera, quella che puzza di colla per i manifesti. Gia’, li’ in mezzo facevano a gara (per di piu’ meritandoselo tutti) a chi era piu’ il guru. “Io metto le idee, voi portatele in giro, che io devo pensare, riflettere, ragionare”.

Un partito di soli pensatori, lontano dalle masse, senza una visione strategica e senza una capacita’ organizzativa degna di menzione, fa la fine del Partito d’Azione o di certi gruppi musicali: osannatissimo dalla critica, incompreso dal resto del mondo.

Questo pensiero, unito al fatto che – pur stimandone molti (anzi, alcuni li considero amici) – non vedo esattamente grappoli di Ernesto Rossi che spuntano dalla lineup de i Mille, mi spaventa un po’.
E se devo giudicare dalla farraginosita’ del blog e dal suo intimo disordine concettuale e di linea politica, temo di non vedere nemmeno tanti di quegli ottimi organizzatori che hanno permesso al PCI di sopravvivere per decenni, nonostante non fosse esattamente il massimo della vita.

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4. LA DIFFERENZA TRA LE REGOLE DEL RISIKO E LA GUERRA DI TRINCEA

Il mio timore principale, leggendo le tante diramazioni personali di quell’oggetto tuttora indefinito che e’ la linea politica de i Mille, e’ di trovarmi di fronte a gente che ha una concezione puramente teorico-metodologica della politica.

Il tragico e’ che la politica ha sicuramente un pezzo teorico-metodologico, ma poi ha una pratica fatta di tattiche, strategie, compromessi, ripieghi, manifesti, volantinaggi, giri al mercato a convincere le vecchiette.

Poche balle, il fine della politica e’ vincere le elezioni BENE e attraverso questa vittoria cercare di fare le cose migliori per il Paese, rispettando i valori che ci animano. Tutto il resto sono pippe politichesi. Vogliamo rinnovare la politica? Bene, spogliamola di quella retorica cavalleresca stupida che ci piace tanto a sinistra.

E spieghiamo che facciamo politica perche’ vogliamo comandare noi e mettere in pratica le nostre idee e i nostri valori, perche’ pensiamo siano migliori di quanto propongono gli altri. Senza pudori, tanto lo sanno tutti sotto sotto. Almeno Berlusconi, l’infame, sorride e te lo dice in faccia.

Quindi perdonatemi se mi sento a disagio a leggere un blog con un linguaggio troppo alto e accademico che si propone di aprire la politica alla gggente. Gia’ non ne condivido il fine, figuratevi cosa ne penso appena mi rendo conto con che mezzi si intende raggiungerlo.

Spaccare il capello in quattro (avevo scritto “la minchia”, poi mi sono pentito) sulle questioni di metodo con cui si dovrebbe costituire il Partito Democratico e’ tanto inutile quanto impopolare.

Spaccarlo in pubblico, per di piu’ pubblicando post sul blog (Luca, non volermene) in cui si parla male dell’attuale Governo in termini generici e non circostanziati, non fa che danneggiare la sinistra. Queste cose, ammesso che abbia senso pensarle, non si dicono MAI in pubblico.

Capiamo, per favore, la differenza tra osservatori esterni e militanti? Se chiedete di contare all’interno del PD, allora comportatevi da militanti, fate proselitismo e fate le vostre critiche “a porte chiuse”. Oppure statene fuori, lavate pure i panni sporchi in pubblico, ma non pretendete di avere voce in capitolo! Non ci sono alternative, capito?

E il fine e’ vincere le elezioni, non fare la sinistra dei nostri sogni che prende lo 0,4%. Anche perche’ poi vince la peggior destra di tutta l’Europa dal Dopoguerra ad oggi e gli elettori di sinistra finiscono in pasto ai soliti partitini estremisti nel giro di poco tempo.

A me questo lavaggio (peraltro inutile e capzioso) di panni sporchi in pubblico sembra semplicemente stupido, autolesionistico. E, per dirla tutta, assolutamente suicida in termini di visibilita’ e credibilita’ politica. Ma davvero i Mille credono di poter aggregare interesse facendo l’ennesimo post su una questione clamorosamente inutile e di lana caprina come le regole di composizione del Partito Democratico e delle sue Primarie?

Cioe’, oltre all’impolarita’ del tema, non vi sembra che vi siano altre migliaia di temi di cui discutere per fare un bel PD e non una porcheria? Come si spiega tutta la rilevanza data ad un tema cosi’ secondario?

Francamente gradirei leggere un serio dibattito sulla laicita’ del PD, visto che mi pare di capire che molti attendano risposte su questo tema per capire se votarlo o no. E finora c’e’ solo un post di Adinolfi, ecumenico, generico, forse un temino e nulla piu’. Boh, un tema cosi’ “caldo” meriterebbe piu’ attenzione che non le pippe mentali sulle procedure elettorali delle Primarie.

Il risultato e’ che cio’ che il pubblico percepisce e’ che ci sono dei signori – gli ennesimi – che rompono le scatole a sinistra e ne frastagliano ulteriormente le gia’ martoriate coste. E cosi’ va a finire che la gente decide di non votarci perche’ diamo l’immagine secondo cui siamo litigiosi, divisi, non abbiamo l’intelligenza di sfancularci e discutere nelle sedi preposte, per poi presentarci compatti e sereni agli elettori e quindi non sappiamo governare.

Ovvio che il nemico ci va a nozze, con un’ occasione cosi’ ghiotta! Non a caso il settimanale di larga diffusione che fa capo al Nemico (Panorama, gruppo Berlusconi) ha dato largo spazio sulle proprie pagine ai “contestatori metodologici”. Sul blog, tutti contenti di mettere gli articoli di Panorama in rassegna stampa. Io avrei provato un brivido d’inquietudine e qualche domanda in piu’ me la sarei fatta.

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5. IS IT TIME FOR THEM TO GO?

Ma alla fine io elettore di centrosinistra (cioe’, di sinistra ma ben disposto a votare per il centrosinistra senza star li’ a far troppo il raffinato) preferirei trovarmi sulla scheda elettorale un ricercatore di Fisica che vive a Princeton e sa tutto sui gluoni e i quark o un dirigente del vecchio PCI che si e’ fatto la scuola quadri alle Frattocchie, anni di amministrazioni locali come assessore o consigliere e che di politica “reale” ne sa?

Beh, io tifo per il secondo. Ma mi pongo il problema del rinnovamento della politica e della classe dirigente del Centrosinistra in Italia, che in effetti c’e’ e iniza a puzzare un po’.
Certo, l’ideale sarebbe avere un trentenne fresco e contemporaneamente preparato, con esperienza amministrativa, moderno, aperto, ecc. Ma figure cosi’ vanno “coltivate”: non crescono spontaneamente.

Pero’ il rinnovamento di una classe dirigente non si sostituisce con l’improvvisazione, con persone serissime nel loro ambito buttate alla cazzo di cane in politica, nel nome di un primato – quello della Societa’ Civile sulla Classe Politica – che e’ tutto da dimostrare (certo che vedere la Brambilla, classico esempio di esponente della Societa’ Civile passato in politica, fa orrore).

Ok, vi chiederete, ma allora come cacchio si fa a rinnovare la politica in questo paese? Beh, non la si improvvisa ma ci si mette li’, si studia, si milita, si attaccano tanti manifesti, si fanno un sacco di riunioni, si fa esperienza come consigliere circoscrizionale, poi come consigliere comunale, poi in Regione, poi un bel giorno alla Camera, ecc.

I percorsi sono mille, ma prevedono tempo, dedizione, rinunce, fatica, perseveranza e tanta voglia di imparare le pratiche quotidiane della politica.

No, non e’ una cosa solo per militanti votati al martirio. Ovvio che ci sta pure che qualcuno si dia alla politica forte di altre esperienze di vita. Ma in quel caso abbia l’umilta’ di capire che deve imparare a FARE politica. Perfino se e’ ordinario di urologia klingon all’Universita’ di Kinshasa, perfino se e’ un giornalista affermato, perfino se fa l’imprenditore di successo in Bielorussia.

Volete un giudizio su i Mille? Salvo rari casi, beh mi sa che molti hanno bisogno di un bel po’ di visite alle Frattocchie. Insomma:

– il timing dell’iniziativa e’ pessimo: non si avvia un movimento critico alla dirigenza del Centrosinistra nel momento in cui il suo Governo si trova in difficolta’, a meno che non si tifi per il Nemico

– i contenuti sono sbagliati in vari modi: lo sono nella forma (troppo alta), nel merito (non gliene fotte a nessuno delle regole metodologiche congressuali), nella mancata coesione e coerenza (come lamentava Abatantuono in Turne’ “Qui ognuno passa e dice la sua!”) e in certi casi sono apertamente dannosi per la nostra parte (c’e’ modo e modo di fare autocritica e farla in pubblico e’ sempre sbagliato e dannoso, se si ha a cuore l’oggetto criticato)

– manca completamente una visione programmatica e strategica: la mia ipotesi e’ che manchino perfino le tattiche sul breve periodo: per dire, c’e’ un portavoce ma non si capisce di chi debba portare la voce. Chi decide? Quando? Oops, no, sto facendo questioni metodologiche anche io, scusatemi… 🙂 Meno male che in questi giorni c’e’ la Coppa America, perche’ cosi’ i Mille non sono i soli che navigano a vista.

– insipienza della proposta: la critica l’abbiamo capita, vogliono mandare via i dirigenti attuali del Centrosinistra.
Per il 2014 magari proponeteci una rosa di nomi credibile (fin quando ci sono Scalfarotto e Diaco, perdonatemi se non vi prendo sul serio). Io ci sto pure allo scambio figu: vi do un Bersani in cambio di…?
Anche perche’ se non fanno dei nomi alternativi (credibili, mi raccomando!) in cosa i Mille sarebbero diversi dai “girotondini”?

– discutibile capacita’ di analisi politica del reale: credere di influenzare dal basso, senza autorevolezza e senza il peso delle masse, strutture gerarchiche e verticistiche come i partiti, per di piu’ in un momento teso come la formazione di un terzo partito dalla fusione di due e’ puro wishful thinking.

E non capire che l’unico modo ragionevole per incidere, in assenza di masse e autorevolezza, e’ trovare una figura forte a cui legarsi e’ indice di poca comprensione di come funzionano le cose in politica in Italia.

Eppure ci sono un bel po’ di figure che scalpitano politicamente in Italia. Io avevo proposto Montezemolo che, se abbandonato a se stesso, finisce per farsi una cosa sua e chissa’ dove va a finire. Stiamo a vedere. Poi non ditemi che non vi avevo avvertito.

Si’ qualcuno mi potra’ dire che e’ sbagliato che la politica italiana funzioni cosi’. Guardate, sono perfino d’accordo. Ma so anche che per cambiare le regole del gioco, bisogna vincere con quelle regole li’ (come in Coppa America, guarda che combinazione).
Oppure bisogna essere cosi’ tanti e cosi’ forti da poter rovesciare il tavolo. Ma in questo caso vedo poca gente, per di piu’ scarsina di bicipiti.

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6. QUINDI?

Quindi, lo dico agli amici e ai conoscenti che stimo che vedo coinvolti nell’avventura de i Mille, vi invito a lasciare perdere. Visto come stanno le cose, vista la farraginosita’ delle idee e la vostra incapacita’ di proporre un’alternativa credibile alla classe dirigente che contestate, meglio far finta di niente: vedo all’orizzonte un esito ancora piu’ loffio e disarmante dello zerovirgola preso da Scalfarotto alle Primarie. Capita a tutti di fare una cavolata, ogni tanto: non perseverate!

Sia chiaro, avete tutta la mia simpatia e stima personale per aver comunque tentato di fare qualcosa di buono e giusto per il Partito Democratico e per la Sinistra in Italia, ma non e’ certo questo il modo con cui si ottiene qualcosa. E non sono nemmeno questi i temi su cui far leva per combinare qualcosa di utile.

Mi spiego. Come avrete capito, le mie critiche non sono solo di metodo, ma anche di merito. Insomma, vi invito a ripensare bene al fatto che volete mandare via in toto l’attuale classe dirigente del Centrosinistra che, per quanto riguarda i DS, e’ forse la piu’ preparata che c’e’ in Europa, forte di anni di pratica politica *vera*, della scuola quadri del PCI e di una tradizione etica, politica, culturale e amministrativa che non ha pari.

Io ci sto a fare qualche cambio circostanziato (via Livia Turco e Mussi, subito!) e a far entrare quante piu’ teste meritevoli possibili (suggerimenti?), ma prima di fare fuori gente come Bersani, Fassino, D’Alema e la Finocchiaro, ci penserei su duemila volte. E comunque deciderei di tenerli, anche perche’ non ho proprio idea di cosa ci possa essere di meglio la’ fuori, come classe dirigente per il Centrosinistra.

E magari ho anche qualche idea su come noi che vogliamo partecipare alla costruzione del PD possiamo fare qualcosa di utile, per esempio una bella rete di blog vicini al Partito. E parlo di una rete militante, che fa proselitismo, fa circolare le informazioni e promuove il PD. Non certo un blog in cui gettare lamentele, contumelie e anatemi pubblici contro la classe dirigente della sinistra italiana. (oppure continuiamo con i nostri blog in cui facciamo i battitori liberi, ma non pretendiamo di decidere cosa sara’ del PD!)

E poi vi invito a ripensare davvero alle magnifiche sorti e progressive della Societa’ Civile. Io non ci credo e, anzi, piu’ guardo in faccia questo paese cattivo, piu’ credo a forme indirette e rappresentative di partecipazione politica.

Mi raccomando, fatevi un elenco mentale della gente che ha prodotto, in politica, la Societa’ Civile. Poi inorridite per mezz’ora. Tempo una settimana di pratica costante, vi passa la voglia, fidatevi! 🙂

Detto questo, io mi aspetto di trovarvi tutti nel Partito Democratico, come militanti, perche’ c’e’ tanto da fare per rendere piu’ civile questo paese.

Se volete partecipare alla formazione di un partito, non potete che farlo come parti in causa.
Quindi niente piu’ critiche (per di piu’ alla cazzo di cane) in pubblico: sono un errore gravissimo e fanno il gioco dei nostri avversari! In privato vanno benissimo e sicuramente serviranno a migliorare il partito. Ma le piazzate autolesionistiche no, basta. Sono 50 anni che le facciamo e contribuiscono al non-voto, all’antipolitica, ecc.

E sinceramente il vostro blog che ha nella testata la scritta “E’ tempo che se ne vadano via” mi sembra assolutamente autolesionistico, oltre che un po’ antipolitico e qualunquistello: possibile che riusciamo a fare solo battaglie interne, per di piu’ in pubblico? Tutto questo spreco di energia dov’era quando si trattava di combattere Berlusconi?

In effetti sono un po’ stufo di gente che e’ disponibilissima ad approfittare degli spazi di partecipazione offerti da un partito ma poi non ha la minima intenzione di ricambiare facendo proselitismo, militando, “sbattendosi” e difendendo il Governo che bene o male ne e’ espressione (o anche solo facendo il piacere di non parlar male pubblicamente del partito per fa il tifo).

E’ infantile pretendere di stare contemporaneamente dentro i processi decisionali di un partito e poi credere di poterlo criticare pubblicamente da fuori.

Sono anche convinto che un po’ di sana militanza non potra’ che fare bene a quelli, tra i Mille, che aspirano a diventare un bel giorno un’alternativa all’attuale classe dirigente del Centrosinistra.

Tempo una decina d’anni di riunioni, volantinaggi, esperienze amministrative locali, ecc. e’ facile che la militanza produca nuovi dirigenti capaci, moderni, aggiornati e in contatto con l’epoca in cui vivono.

Magari qualcuno salta fuori perfino da i Mille. Stiamo a vedere. C’e’ tempo.

Nel mentre, mi fara’ molto piacere attaccare qualche manifesto con qualcuno di voi: basta che non sia Diaco! 🙂

§ 67 Responses to Dai, ragazzi, cambiamo la classe dirigente del Centrosinistra con, ecco, ehm…"

  • alberto61fi says:

    Ecco, una scuola per la pubblica amministrazione e per la politica, questa potrebbe essere una novita’. Le Frattocchie in qualche modo supplivano a questo, ma creare una scuola non di partito sarebbe un bell’obiettivo.

    Sono contento che la tua esperienza di selezione a partire dalle sezioni sia stata positiva, quello che ho visto io non era cosi’ bello. C’era sicuramente una tendenza a respingere chi aveva idee originali per preferire persone sicuramente capaci ma un po’ piatte (intellettualmente, culturalmente e anche umanamente, intendo). E che questa fosse la selezione che avveniva quasi ovunque mi e’ suggerito dal fatto che i nuovi dirigenti PCI-PDS che si sono succeduti sono proprio la fotocopia di quelli che diventarono segretari di sezione nel 1980.
    I migliori che ho conosciuto io sono finiti a fare cose diverse dalla politica, spesso informatica o cose simili, non sempre perche’ non avrebbero saputo fare politica, ma perche’ sapevano fare anche quell’altra cosa, mentre sono rimasti tanti che sapevano ripetere bene quello che sentivano. Anche questi servono, chiaro, ma servono tutte e due le capacita’: qualcuno pensa cose originali e poi si lavora insieme.

    Allora penso che il tiro vada spostato, non di tanto, ma un po’. Occorre lasciare uno spazio perche’ occasionalmente emergano facce, pensieri nuovi.

    IMille interpretano questa aspirazione (il motto potrebbe essere: it’s time for them to give us a chance, ma forse l’hai gia’ scritto tu).

    Quello che pero’ gia’ intravedo, per esempio nell’intervento privo di dialettica di Marco Simoni, e’ che iMille sono li’ per inserirsi, ma certo non per fare spazio quando fosse il momento di andarsene.

    I vecchi, i nuovi, qui non se ne va mai nessuno. E per il principio di conservazione della massa, se pochi escono pochi entrano (salvo moltiplicare i posti, come e’ stato fatto creando province, aziende semipubbliche ecc.).

    Che grande atto sarebbe se iMille dicessero: ecco, abbiamo avuto una grande idea, ora vediamo in giro se qualcuno ne ha una ancora migliore!

  • istene says:

    suzuki: Au contraire, sei tu che accusi noi di essere in cerca di visibilità.
    Mi pare che i giudizi alla cazzo di cane li abbia dati tu, ragionando per schemi, raggruppando un gruppo di persone in un’idea che tu ti sei fatto di loro, senza verificare che quell’idea fosse o meno rispondente alla realtà

    Riguardo al conoscere con chi parli/o, beh direi che lo stesso vale per te: sei tu per primo che hai dato giudizi a pera su un argomento che non conosci

    Se hai 19 anni di militanza politica attiva nel partito buon per te, e se non vedi nel partito gli stessi preoccupanti errori e loschi figuri che vedo io, perdonami ma o io vedo male o tu vedi poco. Il partito ha/non ha bisogno dei mille? Io, in tutta onestà penso che imille, e tutte le altre domande di partecipazione extra-partitiche, siano un’ottima opportunità e non una minaccia. Vedo i partiti, e il partito, spesso troppo autoreferenziali e poco aperti a istanze che vengono da fuori. Troppo propensi a ridurle, come fai tu, a tentativi di conquistare visibilità, senza chiedersi se ci sia qualcosa di interessante, dietro.
    Imille non sono certo il massimo, sono stati commessi errori, e altri se ne commetteranno. Ma credo che siano un’opportunità per portare nella Costituente temi e contenuti che altrimenti ne resterebbero fuori. Il tutto, ovviamente, da dimostrare.
    Infine, se io abbia o non abbia fatto una figura di merda con il mio post precedente non è cosa che mi tiene sveglio la notte, mi fa sorridere che tu usi questo come argomento di discussione: non so a te, ma a me quelli che in un confronto insultano l’interlocutore mi lasciano sempre l’idea che non hanno altri argomenti per controbattere.

  • Suzukimaruti says:

    Marco Simoni: una premessa. Il tono arrogante non e’ mai di supporto agli argomenti portati. Mi spiace dovertelo ricordare.
    .
    Nel tuo commento continui a ripetermi provocatoriamente “signor comunicatore di professione”, cercando la rissa.
    Ma non otterrai alcuna reazione. Salvo il fatto che, civilmente, ti metto di fronte alle tue azioni.
    Non so quanti anni hai, ma la prossima volta rifletti prima di metterti a scrivere. Giova anche contare fino a 10.
    .
    .
    La cosa curiosa e molto triste – lo dico ai tanti che leggono questo blog e che possono non esserne a conoscenza – e’ che il commento piu’ provocatore e rissoso a questo post, con attacchi diretti alla persona, arriva da Marco Simoni, cioe’ colui che e’ recentemente stato nominato portavoce de iMille.
    .
    Non capiro’ niente di comunicazione, ma so che un portavoce di un movimento politico “inclusivo” (un comunicatore di professione appunto) che irrompe in una dicussione civile e si mette a fare attachi personali a chi osa dire che non la pensa come lui, beh, forse non e’ competente per il suo ruolo. (e’ un eufemismo). O ha seri problemi di anger management.
    .
    .
    .
    Su questo non aggiungo altro, salvo chiedere a Luca Sofri, Ivan Scalfarotto e Mario Adinolfi cosa ne pensano di questa uscita del loro portavoce. So che otterro’ risposta. E forse anche qualche “sorry”.
    .
    .
    Liberissimi, poi, di tenersi un portavoce che va in giro a fare i flame, mentre tutti gli altri, che lui dovrebbe rappresentare, riescono a discutere civilmente e in serenita’ (anzi, con qualcuno ho fatto amicizia via mail). Pero’ il problema della credibilita’ del movimento mi sa che salta clamorosamente fuori, no?
    .
    .
    .
    Visto il tono del commento, non dovrei proseguire oltre. Ma oggi Veltroni ha fatto un appello per l’unita’ a sinistra, quindi proseguo serenamente la discussione NONOSTANTE TUTTO.
    .
    .
    Per esempio, Marco, mi piacerebbe osservare che il tuo discorso sul “miracolo” scalfarottiano alle Primarie crolla miseramente nel momento in cui confrontiamo la performance di Ivan con quella della candidata col passamontagna, la Panzino.
    .
    Campagna inesistente, zero budget, immagine nulla e, ehm, visibilita’ scarsa: nessun endorsement da parte di alcun blogger e soprattutto nessun appeal reale sull’elettorato tradizionale del centrosinistra (e dubito che tanti antagonisti siano andati alle Primarie a votarla)
    .
    Eppure la candidata senza volto ha ottenuto un risultato comparabile con quello di Scalfarotto, che ha avuto molta piu’ visibilita’. (lei 0,5 e lui 0,6 – vado a memoria quindi potrei non essere millimetrico)
    Un miracolo anche lei?
    .
    Credo che un’analisi piu’ serena e meno ottimistica (altro eufemismo) del risultato delle Primarie potrebbe aiutare iMille.
    Cioe’, se stiamo li’ a contarci che lo zerovirgola di Scalfarotto, di poco superiore a quanto ha preso una squatter in passamontagna, e’ stato un risultatone, non ci facciamo un favore.
    .
    Se vogliamo fare quelli onesti intellettualmente, facciamo che ci diciamo anche le verita’ antipatiche?
    .
    .
    In chiusura aggiungo un’altra cosa. Lo dico nel tuo interesse, Marco.
    Evita una seconda caduta di stile sparando a vanvera dati su blog e metriche della Rete.
    .
    Non insisto oltre, a meno che tu non me lo chieda espressamente, perche’ non vorrei suonare piu’ pedante di quanto sono gia’ di mio e perche’ e’ vagamente off-topic.
    Parlane con qualcuno che se ne intende e scoprirai che il tuo conto sul rapporto tra i voti presi da Scalfarotto alle Primarie e le visite al suo blog e’ assolutamente improponibile e fuori dal mondo. Sul serio e senza malizia, nel tuo interesse.

  • Suzukimaruti says:

    Mario: vedi, la tua contrapposizione “noi” vs “loro” (cioe’ i militanti) la dice lunga.
    .
    Ne evinco, dalla tua tirata contro Bersani, due opzioni.
    .
    1) O non sai come funziona la produzione di una legge (il Ministro da’ le direttive generali, poi la legge viene materialmente estesa da un team apposito che, evidentemente, non e’ a prova di bomba e ogni tanto fa qualche errore: e in ogni caso era palese che l’errore che citi fosse un lapsus calami e non certo un errore politico o un’ingenuita’ da parvenu)
    .
    2) O conosci gente migliore (o reputi te stesso migliore) di fior di ministri.
    Su di te non so valutare (anche se la polemica su Bersani mi sospettare che non conosci cosi’ tanto bene l’iter reale di una legge). Se hai dei nomi migliori, invece, per favore falli. Sono 2 giorni che li chiedo a iMille, ma niente.
    .
    Detto questo, dopo il tuo commento non posso che gridare Luca Sofriiiiii!!! Aiutooo!
    Ma allora come la pensate!?
    Ho qui uno dei vostri che vuole mandare via Bersani e da quel che leggo vuole mandare via tutti! E snobba pure i militanti, ponendosi come qualcosa di “altro” e di intimamente migliore.
    Ma non mi avevi detto che non era cosi’?
    .
    Che succede? Lo vedi che qui ognuno dice la sua e vi contraddicete l’un l’altro?
    .
    Va a finire che ne iMille ci sono due correnti?
    Tipo i buoni da una parte (quelli che vogliono partecipare) e gli Others dall’altra? (quelli che vogliono fare piazza pulita pure di Bersani, che forse e’ il migliore, il piu’ moderno e il piu’ preparato di tutti e lo riconoscono perfino i sassi).
    .
    Perdonami, Luca, ma temo abbiate qualche problema di fedelta’ alla linea (anche se la linea non c’e’) 🙂

  • Suzukimaruti says:

    riccardo da parigi: come non concordare? Pero’ teniamo da conto il fattore parvenu.
    Cioe’, la gavetta della militanza e’ un’ottima scuola politica. E fare il salto dal nulla alla politica attiva significa fare due cose:
    – rischiare di trovarsi spiazzati e inutili (vedi i vari vip eletti qua e la’ in parlamento, spaesati e costretti a fare i peones per mancanza di pratica politica)
    – rischiare di passare davanti a persone che hanno anni di formazione ad hoc alle spalle (appunto, i militanti)
    .
    Rinnoviamo pure, ma cerchiamo le nuove leve nelle sezioni, nelle amministrazioni locali, ecc. Ce ne sono di bravissimi e ne conosco tanti di persona.
    .
    Conosco anche ottimi intellettuali, piastrellisti, pizzaioli e ballerini di tip tap, ma nulla dei loro skill li abilita automaticamente ad essere ottimi politici.

  • Suzukimaruti says:

    alberto61fi: le chance di farcela in politica, pero’, non arrivano tramite scorciatoie. C’e’ una bella gavetta da fare per imparare la pratica politica e quella amministrativa.
    Certo, in Francia hanno un’Universita’ apposita, che forma la classe politica.
    .
    Quindi chi vuole partecipare si presenti in sezione. Dimostri con i suoi contributi (intellettuali, politici, pratici, relazionali, ecc.) di essere meritevole e passera’ tutte le selezioni possibili e immaginabili.
    .
    Io ho un bel po’ di amici che hanno iniziato la militanza con me e lentamente diventano consiglieri comunali (a Torino: un ruolo non da poco), assessori provinciali, presidenti di Circoscrizione, ecc. Tutta gente che ce la sta facendo perche’ ha adottato le pratiche giuste nei luoghi giusti e con i tempi giusti.
    .
    Tutto il resto sono scorciatoie. Voler diventare dirigenti senza aver attaccato un singolo manifesto in campagna elettorale. Senza aver diffuso un volantino, senza essersi battuti i mercati a convincere le nonnine, senza aver fatto brainstorming coi compagni in una riunione.
    .
    Il valore in politica non e’ una forza in potenza, ma e’ in atto. Quindi chi vuole partecipare, beh partecipi. Le sezioni non mandano via nessuno.
    .
    Lo dico perche’ a leggere molti commenti sembra che i Mille siano tutte persone rifiutate dai buttafuori di fronte alle sezioni dei partiti del Centrosinistra.

  • Marco Simoni says:

    Visto che hai preso il tempo di un post chilometrico pieno di idee preconcette senza fondamenti, tra cui quelle citate da Luca Sofri sopra, capace di dare giudizi drastici su un progetto appena al decimo giorno, scelgo di rispondere ad uno solo degli strafalcioni contenuti nella sbrodolata, quello su Ivan Scalfarotto.

    Lo faccio per due ragioni: la prima è che si tratta del luogo comune più fastidioso, ed in quanto luogo comune è la cosa delle tante che dici più difficile da smontare. In altre parole, se riuscissi a smuovere in qualche lettore la pigrizia intellettuale che accompagna ognuno di noi quando legge un luogo comune, per estensione suggerirei allo stesso lettore che le altre cose che dici sono ancora più fragili.

    La seconda ragione è che io ero lì con Ivan, dunque sono uno di quelli a cui non sarebbe neanche servita la laurea, come dici con grande arguzia, ma sarebbe bastato un libretto di Lenin per capire che “un’iniziativa simile non avrebbe MAI comunicato nulla ne’ esternamente ne’ all’interno del Centrosinistra”. Bello il maiuscolo, e beato te che fai buon uso delle tue lauree.

    Vedi caro Comunicatore di Professione, i numeri sono importanti. Contando per eccesso, ovvero facendo finta che non esistano spider, robot, e che il clock del contatore sia tarato su 24 ore, al massimo il blog di Scalfarotto durante i due mesi di campagna è stato letto da 60mila persone diverse. Ciò significa che circa un lettore del blog su due, in media e per difetto, ha votato per Ivan.

    Aggiungi il fatto che la TV gli ha concesso due comparsate di pochi minuti in seconda serata, che metà (metà) della campagna è stata fatta in Agosto, e che gli articoli veri sono stati soltanto 2 di Concita de Gregorio su Repubblica, di cui uno i 6 Agosto. In altre parole, tramite i media tradizionali è stato praticamente impossibile entrare in contatto, in maniera seria, con Ivan. Di quelli che lo hanno fatto su Internet, uno su due lo ha votato.

    Ora, Comunicatore di Professione, potrà forse essere un flop questo risultato, tuttavia senza paragoni e senza riferimenti, il tuo giudizio è una opinione basata sull’aria. Infatti, il nostro target di voti era più basso, si era fermato a 20mila (avevamo, come previsione, realisticamente raddoppiato il numero di firme che avevamo raccolto durante il mese di agosto per presentare la candidatura – sapendo che molti firmavano pur dicendo che avrebbero votato per Prodi). Avevamo un budget uguale a zero: la nostra analisi però suggeriva il fatto che le sue parole d’ordine (laicità, meritocrazia, democrazia partecipata) fossero assenti dal lessico corrente del centrosinistra, ma molto presenti tra i suoi elettori. La scommessa (vinta) era che gran parte di quelli con cui fossimo riusciti a comunicare decentemente, avrebbero votato per Ivan. Uno su due mi sembra un risultato dignitoso (e sottolineo, per la cronaca, che la fuffa di “società civile” l’hai inventata tu qui, prova a cercare un post nel blog di Scalfarotto nel quale sostenga di essere “società civile”: non esiste, le poche volte che ha pronunciato le due parole, lo ha fatto per distanziarsi da chi le usa).

    Il quadro si chiude ricordando le dichiarazioni di Prodi il giorno prima delle primarie. Sostenne giustamente che se avessero votato 600mila persone, ovvero circa il numero totale di iscritti ai partiti, sarebbe stato un successo. 1 milione, sarebbe stato un gran successo. In realtà, e la testimonianza è diretta, in quei giorni nessuno credeva che si sarebbe potuto raggiungere il milione e infatti la struttura organizzativa collassò (le schede vennero fotocopiate per consentire a tutti di votare, le misure formali saltarono, etc.).

    Ora, a meno che tu creda (ma è teoricamente possibile) che l’ondata antiberlusconiana (ti ricordo che una settimana prima venne cambiata la legge elettorale in modo unilaterale dalla Cdl) abbia prodotto migliaia di voti al signor sconosciuto Ivan Scalfarotto, converrai con me che in condizioni di affluenza prevedibili, quei 20mila voti che ci siamo conquistati (che poi furono addirittura 27mila) avrebbero rappresentato una percentuale diversa.

    Poi naturalmente, il bello della politica è che spesso è imprevedibile, votò tanta gente. Le primarie, più che legittimare Prodi ri-legittimarono i partiti logori che riuscirono a fare un nuovo giro di giostra, pensa, accade oggi la bellezza che D’Alema sostenga Veltroni, mai avrei pensato che avrei vissuto tanto! Appunto, la bellezza di fatti imprevedibili, come quei quattro milioni.

    Ma il fatto che un pugno di persone, senza budget e senza agganci, abbiano prodotto una tale aspettativa da far sembrare un flop (ovviamente solo ai dilettanti) 27mila voti raccolti da uno sconosciuto in Agosto, rimane una cosa che finché non venga ripetuta, non ha paragoni.

    In chiosa, ti suggerirei sommessamente, prima di metterti da solo medagliette e galloni sulla tua bravura di analisi e la tua professionalità, di tenere presente che i dati empirici contano. Tra essi, ad esempio, le cose che hanno scritto finora e scriveranno iMille nel prossimo futuro, dato che il tutto è iniziato da una settimana. Infatti, senza dati reali le teorie possono anche essere infiocchettate da aggettivi gradevoli e arguti, ma rischiano di far la fine di quel ragazzo che pattinava su ghiaccio molto sottile.

  • Mario says:

    Ottimi spunti, non c’è che dire.
    Ma il tono generale resta quello del “ragazzi, fuori dai piedi, che qui c’è gente che lavora”. Se è questa la filosofia dei “militanti”, tanti auguri al nascente PD; per quanto mi riguarda, è già morto prima ancora di nascere.
    E poi quella perla dei panni sporchi che si lavano in famiglia …
    E dove sarebbe il luogo per lavarli? Quelle splendide riunioni (ci sono andato anche stasera, assemblea APD provinciale) in cui vi raccontate come siete bravi e che va tutto bene?
    Ma se uno indubbiamente bravo come Bersani riesce a mettere la firma su un decreto delle liberalizzazioni che, fra tante cose buone, contiene anche una cazzata di dimensioni colossali come l’assoggettamento ad imposta di registro invece che ad IVA di TUTTE le transazioni immobiliari e questo provvedimento, palesemente assurdo e frutto di non si sa bene quale errore di stima o altra incompetenza abissale, riesce a restare in vigore dal 4 luglio al 12 agosto 2006 (risultato: completa paralisi del mercato immobiliare in tutta Italia per più di un mese), quando si mettono all’opera quelli meno bravi di Bersani cosa succede?
    Noi Mille saremo forse ingenui a pensare di riuscire a portare dentro la politica un pezzo di quella società che se ne tiene bene alla larga. Ma voi, cari militanti, guardatevi un po’ allo specchio. E invece di raccontarvela soave come al solito, fate una cosa nuova: un po’ di spazio. Non ne serve molto. Appena un po’. Tanto per riprendere a far circolare l’aria. Perchè qui si soffoca davvero.
    Così nel prossimo decreto sulle liberalizzazioni, in cui magari ci infiliamo anche l’abolizione degli ordini professionali, magari qualcuno vi spiega per tempo che differenza c’è fra IVA e imposta di registro.

  • Provo a dare una risposta globale (e più corta) a questa lunga e interessante riflessione sul piccolo fenomeno de iMille. E dico subito che, un po’ meravigliandomi di me stesso normalmente restio, ho deciso di parteciparvi. Perché? non per soppiantare una nomenklatura con un’altra, ma per cogliere finalmente l’occasione della nascita del PD e di provare, per quanto ognuno di noi puo’, a farne un soggetto politico “moderno”, “attuale”. E mi spiego. Quando penso alla “società civile” anche io rabbrividisco un poco (penso ai leghisti per esempio). Ma quando penso ai grigi dirigenti DS, ai loschi ex-DC (ma anche ex-PCI e ex-PSI di cui le province italiane sono piene) non mi felicito. E anche tralasciando la moralità di molti e identificando quanti sembrano immuni a queste questioni (e poi lo saranno?), li vedo nella loro torre d’avorio, totalmente avulsi dalla realtà. Quanti di loro prendono i trasporti pubblici, camminano a piedi per strada, hanno il problema del lavoro dei loro figli/nipoti/parenti ? Nessuno. A destra (penso alla figura atroce di Selva) come a sinistra (quanti “figli di” riempiono le elites sinistrorse a partire dal buon Luca Sofri, alla progenie berlingueriana) si è creata una casta, una aristocrazia.
    E aristocrazia non fa rima con democrazia. E allora, proviamo a far uscire dall’oscurità (e anche “far uscire dal blog”) quanti provano passione politica ma magari la reprimono, quanti hanno un’esperienza di militanza ma non ne possono più del grigiore e delle imposizioni dall’alto.
    Non so se saranno iMille, noi da Parigi ci proviamo. Ma mille o non più mille, il PD finalmente ci sarà, e magari possiamo provare a renderlo migliore e far partecipare un po’ più tutti.
    cordialmente
    riccardo da parigi

  • alberto61fi says:

    Bel post, ironico e stimolante (anche se non condivido alcune parti). Ma limitiamoci alla questione centrale: it’s time for them to go.

    Che si sia creata una classe politica anche a sinistra che vive del non mollare la poltrona e’ purtroppo cosa che a me pare evidente (un esempio per tutti: D’Alema mi pare un politico raffinato, ma quando si dimise da Presidente del Consiglio dopo le amministrative mostro’ di non capire la differenza tra capo di partito, responsabile delle elezioni, e Primo Ministro, responsabile dell’azione del governo nazionale. Secondo me chi fa una tale confusione di ruoli non deve mai piu’ mettere piede in politica; solo che lui non ha alternative).

    Altrettanto pero’ penso che viviamo in un paese corrotto in cui la maggior parte di quelli che non truffano o non rubano lo fanno perche’ gli mancano le buone occasioni. Quindi qualcuno ce ne scampi dal fare sostituzioni di politici alla cieca (forse anche noi non abbiamo alternative a D’Alema).

    Come si esce da tutto questo? E’ molto difficile, naturalmente, ma esiste una cosa che si chiama “selezione”. Ossia dare le stesse opportunita’ a tutti e poi far si’ che vengano scelti i migliori. Certo non e’ facile, ma sarebbe gia’ tanto cominciare a provarci.

    Proviamoci. Dare a tutti le stesse opportunita’: e’ su questo che battono iMille. Qui le opportunita’ ce le hanno solo i politici navigati. Pero’ in quel “tutti” non ci stanno solo quelli che si alzano e provano a scrivere nei blog, ci sono anche quelli, magari migliori ancora, che pensano con la loro testa ma non passano ore al computer. Questi, per esempio, vanno scovati, va loro offerta la possibilita’ di dirigere qualcosa.

    Far si’ che vengano scelti i migliori. Questo significa: io propongo questo, penso di essere in grado di dirigere questo, ma se vedo che c’e’ qualcuno piu’ capace sono ben lieto di tirami indietro o anzi sspero che ci sia un’occasione (incontro, voto, primarie) in cui l’altro e’ preferito. Perche’ e’ cosi’ che si avanza insieme.

    E qui iMille cominciano a vacillare: bravi, si e’ partiti, ma magari c’e’ qualcuno che sa fare meglio dei Mille, che sa elaborare idee migliori, che meglio dei Mille puo’ raccogliere il consenso di chi si sente escluso dalla politica o puo’ portare alla costituente non 10 ma 100 facce nuove e ancora piu’ capaci.

    Con varie sfaccettature e’ la solita storia: non si spinge per fare la selezione di una classe dirigente, ma per fare un piccolo carosello. Vincera’ il piu’ furbo, il piu’ agganciato, il piu’ estroso, tutte doti poco utili per gestire la politica vera ed un paese messo male.

  • Suzukimaruti says:

    istene: faccio politica attiva da 19 anni, cioe’ da quando entrai quattordicenne nella FGCI e nel PCI. Ti assicuro che ho una storia di militanza politica nazionale e locale lunga e di cui vado molto fiero.
    .
    Quindi dammi del pirla, ma non dell’inesperto.
    E dammi dello stronzo ma non accusarmi di essere “in cerca di visibilita'”. Per quella mi basta fare un post sull’iPhone o su qualsiasi menata tecnologica e triplico le visite al blog. Anzi, sappi che i post politici (soprattutto questi chilometrici) sono i meno letti in assoluto.
    .
    Quindi attento a dare giudizi alla cazzo di cane. Impara a conoscere con chi parli. Oppure continua a fare figuracce, come hai fatto ora.
    .
    Se c’e’ un’espressione che mi ha sempre provocato l’orticaria e’ “dal basso”. Sara’ che negli anni ho partecipato a troppe assemblee e riunioni in cui gli antagonisti e gli squatter ne abusavano, ma la patisco.
    .
    E patisco il continuo ricorso al pensiero che il partito abbia bisogno de iMille per “dialogare coi cittadini”.
    .
    I cittadini oggi erano li’ fuori e dentro la Sala Gialla del Lingotto. E non erano militonti chiamati a raccolta, ma ggggente. Gente vera, di tutte le eta’. E soprattutto gente nuova, gente che non viene alle manifestazioni. E poi tanti ex militanti che non vedevo da anni. Gente che aveva rinunciato a militare, per scazzo.
    .
    Non nego che ad un partito come il PD serviranno dei comunicatori, servira’ ascoltare e saper ascoltare, ecc. Ma pensare che questo non avverra’ senza iMille (che, visti i tanti errori di comunicazione, a partire dalla mancanza di una pagina “about” sul loro blog, per finire con l’uso di uno slogan fuorviante e non condiviso, non mi sembrano il massimo da questo punto di vista) e’ un po’ presuntuoso.

  • Suzukimaruti says:

    Simone: io ho gia’ deciso di appoggiare Veltroni. E francamente non riesco nemmeno ad immaginare come si possa pensare ad altri nomi. Sul serio.
    .
    No, non faccio parte de iMille, nemmeno inconsciamente. Niente contro chi vi partecipa (anzi, ho un bel po’ di amici che girano da quelle parti).
    .
    E’ che quando dici “persone, di ogni estrazione, lavoro (anche politici di professione che non è un’offesa) ed età, che si prefiggono di costruire con la propria partecipazione il partito democratico”, io non vedo iMille, ma i militanti del nascituro Partito Democratico (tra i quali mi colloco). E non vedo ragione per raggrupparsi e definirsi come soggetto “altro” rispetto a loro.

  • Suzukimaruti says:

    Mirko trasciatti: sono righe e righe che lo richiedo ossessivamente: ci sono alternative?
    Sei uno de iMille, no? Allora spiegaci: ma cosa volete fare di questa classe dirigente del Centrosinistra. Cacciarla tutta? Cacciarla in parte? Allargarla facendo entrare teste nuove?
    .
    Continuo solo a leggere critiche distruttive e tanto (tanto) (tanto) TANTO qualunquismo.
    Come la battuta sulla Siberia, roba da anticomunisti anni Ottanta.

  • Suzukimaruti says:

    Matteo (Rizzolli): nessuno chiede a iMille un programma di governo. Banalmente io chiedo di capire cosa vogliono e come mai – se vogliono partecipare – lo fanno con una struttura propria e con un tono polemico verso i pezzi di PD che arrivano da DS e DL.
    .
    Cioe’, l’antagonismo (inteso come attitudine, non in senso politico) non ce l’ha consigliato il medico.
    Insomma, io la voglia di contribuire la vedo come una cosa positiva, oltre che un atto positivo. Invece leggo molti post un po’ scazzatelli, con sottili polemiche verso la “sinistra che comanda” e verso il Governo.
    .
    Il tutto mentre oggi Veltroni ha iper-giustamente detto che questo Governo va difeso, perche’ sta facendo bene nonostante la maggioranza risicata, messa a repentaglio quotidianamente dagli estremisti di sinistra e di centro. E perche’ dalle sorti di questo Governo dipende molto il futuro del PD.
    .
    Vero, mi ha scazzato molto leggere sul blog de iMille un post di Luca (credo ancora indeciso se vestire la casacca da giornalista o quella da partecipante al PD) in cui attaccava il Governo.
    E mi ha urtato ancora di piu’ il fatto che nessuno de iMille ne abbia preso le distanze.
    .
    Capisci che io, futuro militante del PD se le cose vanno come ha detto oggi Veltroni, non sarei molto sereno a far partecipare alle decisioni del mio partito chi *pubblicamente* (che’ in privato le critiche sono benvenute) attacca il Governo.
    .
    C’e’ chi dice che e’ nostalgia del centralismo democratico (ma nel campo del marketing si chiama “buona capacita’ di PR”), ma io credo che non sarebbe produttivo far “toccare” il PD nascituro a chi non difende (eventualmente anche obtorto collo) il Governo attuale.
    .
    Quindi, se i Mille correggono la rotta e dimostrano di volere DAVVERO essere funzionali al Centrosinistra (attuale e futuro), allora se ne puo’ parlare. Se continuano a lavare i panni sporchi (e quelli che a loro sembrano sporchi) in pubblico, cui prodest?

  • Suzukimaruti says:

    Reduce dal Veltroni Day, ecco un po’ di risposte:
    .
    Luca: quella frase non mi piace per gli stessi esatti tuoi motivi.
    Perche’ e’ vaga e non articola un pensiero che puo’ variare dall’apprezzabile (cioe’ “rinnoviamo la classe politica del centrosinistra facendo entrare qualche bella testa fresca”) all’antipolitico alla Beppe Grillo (cioe’ “ce semo rotti li cojoni, e’ tutto un gran magna magna, famo piazza pulita, ecc.”)
    .
    Se l’obiettivo de iMille e’ rinnovare la classe dirigente della Sinistra senza abbatterla in toto, allora quello slogan li’ e’ sbagliato. E lo dico da comunicatore di professione, non da politico.
    .
    Se sul blog de iMille avessi trovato scritto qualcosa tipo “vogliamo partecipare anche noi, fateci un po’ di spazio”, avrei probabilmente provato meno fastidio e mi sarei pure detto “ehi, anche io!”.
    .
    Se il buon Adinolfi leggesse questa conversazione, magari potrebbe spiegarci le (sue? solo sue?) ragioni di quello slogan. E magari, a chiacchiera conclusa, potrebbe perfino toglierlo.
    .
    Anche perche’ con altre premesse meno da strapaese, i Mille potrebbero (uso il condizionale perche’ basta poco a far sbroccare un movimento) essere un esperimento interessante. Magari con un po’ piu’ di carne al fuoco e un “qualcosa” su cui aggregare chi vuole partecipare.
    Anche perche’ il solo fatto di voler partecipare alla costruzione del PD non e’ un fattore sufficiente (per quello basta iscriversi al PD al momento opportuno).
    Meglio partecipare *per…*. E capire cosa sta dopo il “per”.

  • istene says:

    ho letto il tuo post e mi sono reso conto che non parli de iMille, ma dell’idea che tu ti sei fatto dei Mille.
    IMHO iMille sono un’altra cosa. E sicuramente io sono un’altra cosa da come tu pretendi di definirmi. E penso cose diverse da quelle che tu ritieni immmmmille pensino. Parli dell’idea della gggente che tu ritieni i mille abbiano, e tu stesso parli dei mmmmille come di un gruppo in cui tutti pensano le stesse cose e allo stesso modo, un pò qualunquista, un pò naïve , un pò in cerca di visibilità, sicuramente superficiale e non avvezzo alla _vera_ politica che tu ritieni di conoscere a fondo. Dài anche lezioni di metodo sulla critica politica, sulle sedi in cui bisogna portarla, e sui modi in cui bisogna porla…
    Nelle tue parole non mi ci ritrovo, nè ci ritrovo quelli dei mille che personalmente conosco . Ho alle spalle anni di studio e anni di passione politica, e da 4 anni a questa parte una militanza politica attiva (volantinaggio, propaganda casa per casa, riunioni, gruppi di discussione, segreterie, direzioni, ecc), e in questi anni ho maturato la convinzione che sia necessario imparare a parlare agli “altri” ma sopratutto imparare ad ascoltare. Troppo spesso dirigenti e amministratori sono impegnati a gestire e dimenticano il motivo per cui esistono, per cui esistiamo. Credo che ciò che è mancato in questi anni sia proprio la capacità della politica di cercare il consenso attraverso il confronto con gli elettori, con i cittadini e con le persone. Per cercare il consenso, e per trovarlo, occorre passione politica, disponibilità al dialogo e capacità di ascoltare. Tutte cose che, a me pare, si stiano perdendo anche nel partito di cui faccio parte. Per me quelli che devono andare via sono proprio quelli, anche tra i nostri, che hanno fatto dell’amministrazione un’occasione per fare affari, degli incarichi negli enti un privilegio riservato agli amici, e, in generale, della politica uno strumento per raggiungere i propri fini. Questo non ha niente a che fare con l’età anagrafica, è chiaro, e come dici tu, non è detto che una testa di cazzo sulla trentina vale a priori piu’ di un cinquantenne, chiunque esso sia. Questo è vero, ma è vero anche il contrario. E in Italia, incredibile dictu, anche a sinistra, si parte dall’assunto opposto: una testa di cazzo sulla cinquantina vale a priori più di un trentenne, chiunque esso sia.
    Io vedo, nei mille, un’occasione per partire dal basso, un modo per riprendere a dialogare con le persone, con la società (civile, incivile, militare, come vuoi), o se preferisci con le persone, con i cittadini. Se riusciremo a convincere le persone della bontà delle nostre idee allora avremo l’onore di partecipare alla Costituente e di dire la nostra, se non ci riusciremo potremo sempre dire di averci provato e di aver vissuto un’esperienza politica (passami il termine banale) alta. Alta perchè non legata ad interessi personali: la partecipazione alla Costituente non ti garantisce incarichi, indennità, potere. Ti dà solo il modo di dire come la pensi, di essere ascoltato e, forse, di poter incidere in quello che, imho, è un atto di creazione politica rivoluzionario.

  • Simone says:

    iMille sono persone, di ogni estrazione, lavoro (anche politici di professione che non è un’offesa) ed età, che si prefiggono di costruire con la propria partecipazione il partito democratico.

    E sinceramente in questo momento di fermento dove ancora nemmeno ci conosciamo tra di noi, parlare di slogan come parlare di appoggiare Veltroni piuttosto che Tizio è prematuro.

    Ci serve parlarne del come fare il partito democratico, Suz sei dei iMille e non lo sai 😉

  • degra says:

    Suz, ottimo post, d’accordo su tutto (tranne sulle meccaniche interne di partito, che non conosco e non posso parlarne).
    Soprattutto per la questione della ggente, dell’età che non ha nulla a che fare con la capacità di capire il mondo attuale, e del lavare i panni sporchi in casa: quante figure di merda si stanno facendo a causa di chi (da dentro e dai partiti) contesta apertamente il governo?

  • Mirko trasciatti says:

    È sorprendente quanto tutta la prima parte del tuo post fino al “quindi” sia lucida, condivisibile, e interessante. Meglio: è utile!
    È deprimente invece tutto… da partire dal paragrafo “quindi” a cominciare dal “vi invito a lasciare perdere”… Tu dopo solo 10 giorni, dopo che ti abbiamo costretto a scrivere un papiro di ottimi spunti. Ci inviti a lasciare perdere? Il tuo lo considero un gesto di insofferenza, sei scocciato.
    Ma poi cos’è sta leggenda che “l’attuale classe dirigente del Centrosinistra che, per quanto riguarda i DS, e’ forse la piu’ preparata che c’e’ in Europa, forte di anni di pratica politica *vera*, della scuola quadri del PCI e di una tradizione etica, politica, culturale e amministrativa che non ha pari”?. Ammmmma mia!
    Il mio potrà sembrare un commento aziendalista, ma la capacità di una classe dirigente si vede dai risultati. Io non li vedo!!!!
    Forse ti potresti correggere dicendo che la classe a cui ti riferisci si è fatta una mazzo tanto per non combinare un cazzo e in questo è la più preparata d’europa. E composta da gente così in gamba che è paralizzata, non sa decidere non sa creare una leadership non sa governare.
    Cmq propongo che chi osa pulire panni sporchi sul web, su carta, via telefono o via sms venga immediatamente spedito in Siberia.

  • Luca says:

    Qui parlo per me: quella frase non mi convince, esattamente perché temo che qualcuno la equivochi. E non temo chi la equivochi criticamente, come te, ma chi la equivochi e ne sia entusiasta, e pensi sia centrale. Ma non mi sembra per niente scandalosa, ha dei precedenti rispettabili, non vedo il dito invece della luna (come al solito), e non metto all’ordine del giorno dei Mille una discussione su quello slogan. Vedremo.
    E certo che vogliamo cambiare la classe dirigente della sinistra. ma non sei così manicheo da pensare che “cambiare” voglia dire passare tutti per la ghigliottina in piazza, no? Se eravamo quelli lì avremmo scritto “abbattere”, o scemenze del genere. Non vorrai mica che ti elenchi i filologici rispettabili precedenti della voglia di cambiare, no? Rispondimi: tu la classe dirigente del centrosinistra non vuoi cambiarla? Se dici di no, son contento per te. Ciao, Luca.

  • Suzukimaruti says:

    Cecilia: si’, ma messa cosi’ non vuol dire niente!
    .
    Hobo: il problema e’ proprio capire su quale terreno si muovono iMille. Non si capisce. A quanto dice Luca, sono volutamente vaghi. A me sfugge il senso di questa strategia. Hanno scritto sul blog “it’s time for them to go”, ma non si capisce chi siano questi “them”. Se poi uno insinua che vogliono cambiare la classe dirigente della Sinistra, ti rispondono che no, non e’ vero.
    .
    Non so cosa pensare di un raggruppamento di persone che non chiarisce quel che vuole, che scrive una cosa sul blog (che sara’ pure una citazione di Al Gore, ma mi chiedo in che senso e’ usata qui, a chi e’ riferita, ecc.) ma non spiega cosa significa (sul serio Luca o Adinolfi: spiegateci il senso di questa citazione) e se punzecchiata rivela che quella frase che caratterizza il loro blog non e’ riferita al loro “core business”.
    .
    Quel che mi pare di vedere e’ una generale voglia di partecipare (ricordate la scena dei Trettre’? “volevo partecipare…”), per ora non diretta su qualcosa di concreto. Boh. Magari aggiornano il blog e ci spiegano qualcosa. Per ora, posso dire che non mi piace il loro slogan (non lo capisco) e non capisco quel che vogliono e so che tuttavia non sono in malafede, al massimo sono un po’ pasticcioni. (per esempio il blog potrebbero aggiustarlo, no?)

  • hobo says:

    Suzuki, qui non si parla di entrare in un partito che già esiste, ma di costruirne uno nuovo. In teoria, almeno. E sempre in teoria sarebbe cosa utile e giusta parlare di leadership solo dopo aver chiarito quali sono e contenuti di questo partito: banalmente, per quale futuro lavora, quali storture della società vorrebbe raddrizzare, quale modello di sviluppo cercherà di costruire, quali strumenti utilizzerà per cercare di superare la crisi della rappresentanza (e qui la questione non riguarda tanto il metodo di elezione degli organi dirigenti, quanto piuttosto la struttura stessa del partito e il suo rapporto con la società nel suo complesso), e via dicendo. Se questo è il terreno sul quale si muovono iMille – e la cosa non mi è chiarissima – allora mi pare che facciano un’opera utile.
    Mi verrebbe da rovesciare la tua prospettiva: non è la società ad essere strumento dei partiti, ossia il terreno dal quale raccogliere consensi, ma viceversa. E quindi non mi pare utile porsi il problema di come fare bella figura con la Sciura Pina (facendo finta di non litigare, ad esempio): meglio forse provare a chiederle quali sono i suoi bisogni, le sue priorità. Alla Sciura Pina come al raffinato intellettuale, al giovane precario, al pensionato borbottante, all’immigrato che ci costruisce le case, al barista, all’imprenditore, e poi fare una sintesi. Un partito nuovo dovrebbe lavorare su quel materiale, non sulle dichiarazioni di Franceschini o di Fassino. Per strada, non a porta a porta. A me sembra che si discuta troppo di classe dirigente, e troppo poco di idee. Ma mi sa che sto andando fuori tema.

  • Cecilia says:

    io sono una dei Mille.

    Cosa voglio???
    Avvicinare la politica ai problemi reali… e solo persone normali “la ggente” come la chiami tu può farlo.

  • Suzukimaruti says:

    Hobo: concordo al 100% ma c’è un dettaglio di cui tenere conto: vero, liberissimi i giornalisti e i cittadini di criticare quanto vogliono. Però se pretendono di entrare in un partito e partecipare alla sua nascita, prendendo decisioni e avendo un ruolo al suo interno le cose cambiano.
    Cioè, restano liberissimi di dire quello che vogliono e volendo possono benissimo distruggere a parole il Governo in pubblico. Ma il partito è altrettanto liberissimo di mandarli a stendere e ritenerli dannosi e avventati. E incapaci di capire che alle elezioni non votano solo i raffinati pensatori, ma anche tante Sciura Pina che del “dibattito” capirebbero una cosa sola: litighiamo. E continuerebbero a votare male.

  • hobo says:

    Fra i tanti appunti possibili, uno: questa storia dei panni sporchi che si lavano in famiglia mi sembra che proprio non funzioni. Capirei – nel senso che sarei d’accordo – se sostenessi che un ministro non si deve permettere di sparlare un giorno sì e l’altro pure dei suoi colleghi, o di manifestare in piazza contro decisioni prese dal governo del quale fa parte; ma l’idea che uno come Sofri, che di mestiere fa il giornalista e non il governante o il parlamentare, non debba permettersi di dire che della tanto decantata intelligenza politica di D’Alema si gradirebbe ravvisare qualche traccia più concreta, perché così fa il gioco del nemico, beh, mi sembra una cosa che proprio non va. Abbiamo tutti ben chiaro che si corre il rischio di tornare nelle mani della banda bassotti, però questa consapevolezza non può diventare un alibi. Io, da elettore di sinistra, mi aspetto e pretendo uno stile di governo diverso, esigo comportamenti politici che segnino una chiara discontinuità con il governo precedente; se questo non accade, o se non accade abbastanza (e sono in molti a pensare che sia così, magari sbagliando), dirlo forte e pubblicamente non può che essere utile alla democrazia di questo paese. Esiste una differenza sostanziale fra essere schierati politicamente ed essere tifosi, ed è secondo me che il tifoso non tiene in conto abbastanza il fatto che l’oggetto della contesa politica è (dovrebbe essere) la gestione della cosa pubblica, non la sconfitta dell’avversario. Anche perché quest’ultima potrà esserci solo se si dimostrerà che si è governato meglio. Se la destra ha una visione propritaria della gestione del potere, dalla sinistra mi aspetto un modus operandi e delle prospettive ideali di segno opposto; una sinistra che copia i peggio vezzi della destra (il “se critichi sei un comunista” rovesciato in “se critichi fai il gioco di berlusconi”) smette di essere sinistra, e diventa curva di ultrà. No, grazie. I panni sporchi si lavano in pubblico, proprio perché non siamo il pcus, forza italia o la sacra corona unita (esempi paradossali, ovviamente). Parlare pubblicamente di ciò che va bene o che va male nel modo in cui si gestisce la cosa pubblica è democrazia, semplicemente. E lavare i panni sporchi in famiglia, se questi panni sono le politiche di un governo “amico”, puzza tanto di familismo amorale, come direbbe Banfield.
    Poi non ho idea di che cosa sia la sinistra, qui fra veteromarxismo stantio e neo-liberismo posticcio diventa difficile orientarsi; però lo spirito critico, in linea di principio, mi sembra proprio una cosa di sinistra, così come l’idea che la democrazia o è dinamica o non è. Per dirla con Castoriadis, la democrazia è un regime che si autoistituisce esplicitamente in modo permanente. Così anche un partito che si vuole democratico.

  • Matteo says:

    Aspettavo questo. post. lo avevo quasi implorato.

    E’ un critica feroce la tua. Alcuni punti non mi tornamno. Innanzitutto il discorso programmatico che fanno in tanti nei commenti ed anche tu nel post. Dove sta il programma de iMille? Mi sembra una domanda un po’ fuori luogo, perchè quello che si va ad eleggere ad ottobre è una assemblea costitutente. non un candidato per l’elezione, che speriamo siano 4 anni in là da venire. Quindi io non voglio, non mi interessa, credo che sarebbe deleterio, che iMille cominciassero a tirare furi questioni tipo “abolizione/ristabilimento dello scalone” “aumento iva per finanziare la ricerca” e via discorrendo. Questi sono programi di governo. si faranno dopo. ora abbiamo bisogno di altro. ed in questo momento contano di più quegli aspetti che tu ritieni meno importanti. insomma se proprio devo scegliere, preferisco che la costituzione del nuovo partito la scriva un giovane studioso dell’MIT piuttosto che un vecchio navigato della politica, con tutti i peccati di idealità ed innocenza che può avere il primo. poi tra quattro anni potrei preferire di candidare il secondo alla gestione concreta della politica. Però le due cose sono un po’ diverse. almeno credo…

    Comunque, mi auguro che la tua critica feroce possa tornare utile a i Mille. Lo voglio sperare. In fondo scalfarotto contribui a legittimare le primarie vinte da prodi. cosi iMille, aggiungendo competizione e diversificando il dibattito e (spero) riuscendo addirittura a far eleggere qualcuno dei loro dentro l’assemblea, potrebbero contribuire al successo di questo momento fondativo del PD

  • Sono d’accordo con Paolo Colonna in generale, ma soprattutto quando parla dell’aspetto comunicazione. Per ora infatti manca un po’ di chiarezza nel tutto. Nel senso che quando leggo (dal post di Sofri):
    “È il progetto di quelli che hanno un’idea della sinistra, e questa idea è moderna, democratica, laica e di sinistra” sono contento perché già queste 4 cose non vengono menzionate normalmente.
    Il problema però è questo: qual è la mia idea di laicità? Qual è la tua? Qual è il tuo concetto di modernità di sinistra?
    Forse fareste meglio a cominciare a parlare in modo deciso di come iMille concepiscono questi concetti, che se non ho capito male sono i 4 puntelli su cui si basa un po’ il tutto. Perché è ovvio, presi da soli non sono principi generici, ma buttati li come un brainstorming senza ulteriori diramazioni sanno un po’ di promesse elettorali.
    Sono proprio le “articolazioni maggiori” che mancano, che dopo la primissima ondata iniziale dvrebbero invece cominciare a venire fuori prepotentemente. Con che scusa vogliamo influire altrimenti?
    Un’ultima domanda: se “non è un partito, non è un movimento, non è una presunzione, qualcuno mi spiega cos’è?

  • Filippo says:

    vedo che la pazienza non e’ certo tra le virtu’ del suolo italico. Ragazzi, nessuno ha notato che iMille sono nati 10 giorni fa e dal nulla? Certo, sarebbe stato bello cominciare con tre TV e un quotidiano, ma non tutti se lo possono permettere. Per quanto riguarda l’assenza di programmi e logistica vedi sopra sulla nascita da poco tempo. iMille sono ancora in preriscaldamento, tra poco i magazzinieri butteranno in campo i palloni.

    PS vinco un premio perche’ sono riuscito a parlare di politica senza fare il nome di Berlusconi… ops, niente premio. Pazienza sara’ per la prossima volta, quando iMille cominceranno a parlare di programmi.

  • Capisco la reazione di Sofri che sicuramente tiene molto al progetto de iMille, ma condivido molte delle cose che dici in questo fluviale post. E te lo scrive uno che alle primarie aveva votato per Scalfarotto.

    Hai ragione quando dici che il principio secondo il quale “basta che sia ggiovane” non vale niente, e non ne vedo altre di motivazioni plausibili per giustificare l’inclusione di uno come Diaco nella lista degli under 40 proposta da Sofri prima dell’idea de iMille.

    Hai ragione anche quando dici che la blogosfera conta molto poco, e lo scarsissimo risultato ottenuto dopo l’entusiastico passaparola che ci fu in Rete per Scalfarotto alle primarie lo conferma.

    Il punto sul quale cogli davvero nel segno, però, è quello su cui insisti anche nei commenti: per ora iMille non hanno saputo comunicare con efficacia quello che propongono, al di là di un auspicabile svecchiamento della classe politica.

    Ora parlo solo per me, da elettore dello schieramento di centrosinistra alle passate politiche (avevo votato per la Rosa nel Pugno però, non per Prodi): i nomi nuovi e l’entusiasmo sono sempre apprezzabili, ma adesso non mi bastano più.

    Sono estremamente deluso da questo governo per i tanti errori commessi (e non parlo soltanto dei Dico spazzati sotto il tappeto, anche se è stato l’argomento più discusso sul mio blog per ovvi motivi), e ho seguito con grande distacco tutto il gran parlare che si è fatto di recente sulla nascita del PD, su Veltroni, e anche sull’adesione di Scalfarotto al nuovo partito, sulla lista di Sofri e su iMille.

    Non mi importa se Veltroni ha praticamente già vinto, non mi importa della sua età o di quella di eventuali figure alternative. Ora voglio – da lui già nel discorso di domani, dagli altri candidati, e anche da iMille – proposte concrete. E chiarezza di intenti.

    Non me la sento più di dare il mio appoggio incondizionato all'”uomo nuovo” – che si chiami Veltroni o Bersani o Finocchiaro o anche Scalfarotto – se prima non mi convince spiegando punto per punto quello che vuole ottenere una volta eletto, e se non mi garantisce che farà di tutto per realizzarlo nonostante gli ostacoli.

    Non sono io che voto a dover fare proposte politiche, ma voglio essere rassicurato prima di votare: sulla questione dei diritti civili, sulla laicità dello Stato, sull’immigrazione, sulla sicurezza, sul precariato. Tanto per cominciare.

  • Luca says:

    Prima cosa, spiegata abbondantemente anche qui: iMille non sono un partito né un progetto di governo. Il partito c’è. Si chiama Partito Democratico, e il progetto di governo si farà quando si sarà fatto il partito. Alcune cose, per chi desidera parteciparvi, sono superflue da spiegare; altre sono premature. La vaghezza di cui ti lamenti, è deliberata. Le poche cose che abbiamo deciso di condividere pubblicamente da subito sono queste: creare un partito laico, moderno, democratico e di sinistra. Ti sembra generico? Beh, sappi che l’attuale centrosinistra italiano non pare a noi nessuna delle quattro cose, forse qualcosa di una. Quindi un progetto con queste parole d’ordine già si definisce. E se porteremo un po’ di queste quattro cose dentro al PD, saremo soddisfatti. Per articolazioni maggiori, proprio perché non siamo un partito né dei presuntuosi mitomani, ci affidiamo a ciò che costruirà il PD, con il nostro concorso. Ovvero con il concorso individuale di ognuno dei candidati che saremmo riusciti a portare dentro la Costituente.
    Quanto a “It’s time for them to go”, il suo qualunquismo sta negli occhi di chi legge: noi lo abbiamo recuperato dalla campagna di Al Gore, che andò come andò, ma mi pare difficile dare a Gore dell’antipolitico eccetera.
    Ciao, Luca S.

  • Certo, il nostro Suz ha un bel temperamento. Ma la risposta di Sofri non è che sia così convincente.
    E poi loro hanno Diaco…
    🙂
    Scherzo, naturalmente, però mi sempbra che il rischio sia sempre quello di procedere per liti interne e non di trovare dei punti di convergenza…
    Vi ricorda qualcosa?

  • Gli ultimi usciti dalla società civile sono le seconde e terze file leghiste. Che non li troviamo su Linkedin mille Speroni bolscevichi formatisi su Jeeg Robot?

  • phibbi says:

    post davvero chilometrico ma scorrevolissimo, complimenti: il tema “sinistra o giù di lì” mi preoccupa da un po’. Sarei d’accordo con te, se Sofri non avesse sollevato quelle obiezioni: chi ha esagerato/mal interpretato? Mi piacerebbe che la conversazione continuasse nei commenti. Luca, si può fare?

  • Ok sarò disfattista ma sinceramente in Politica non ho mai visto di buon occhio movimenti di gruppi rifondatori di persone più che pensieri, veramente utili quali quelli della Costituente: il che è tutto dire. Temo sul come setacciare il Paese alla ricerca dei fatidici mille.
    Il blog ha comunque bisogno almeno di un About oltre che un ripensamento su cosa questo gruppo vuole davvero fare: troppa confusione,da una parte si vuole fare entrare la “società civile” perchè quella Politica non è in grado, dall’altra invece iMille sono pieni di aspiranti ed ambiziosi politici o magari già tali (con spero mancanza di evidenti strascichi e sentimenti di rivalsa).

  • Suzukimaruti says:

    ehehe 🙂
    .
    Tu scherzi, ma una nota cosa di sinistra un giorno istituì un “comitato cromatico” fatto da 7 saggi per decidere di che colore fare il sito (non sto scherzando)…

  • matteo says:

    Ok, era solo per fare sintesi.

  • Suzukimaruti says:

    matteo: no, prima l’utilissimo dibattito su tecniche e metodi di esecuzione delle Primarie 🙂
    .
    Poi l’inno. Poi un bel dibattito animato sul rapporto tra altitudine e fermentazione dello yogurt.

  • matteo says:

    C’è polemica! Fichissimo. Ora si che siamo di sinistra. Io opterei per spostare il dibattito sull’importante scelta dell’inno.

  • Suzukimaruti says:

    Luca: il tema è sempre quello. O capisco male io o non sono spiegate bene le cose.
    A me questo “it’s time for them to go” (non mediato da nessun ragguaglio, nessuna specificazione, nessuna distinzione) mi sembra bello categorico o generalista. E nulla mi dice che è un “them” parziale. Lo dico nell’interesse de iMille: specificate meglio le cose.
    .
    Poi sta cosa dell’ “it’s time for them to go” mi sa che è una fissa di Adinolfi e non so quanto faccia un buon servizio alla causa. Valutate voi.
    Io sono dispostissimo a cambiare idea, se le premesse, i fini e i metodi sono diversi da quanto ho inteso.
    .
    Vero, faccio degli esempi estremi, ma sono l’unico modo per rispondere all’apodissi degli slogan o alla mancanza di chiarezza. Non vederci del berlusconismo, semmai della bassa retorica per farsi capire e per spiegare le cos (altro problema che iMille dovrebbero porsi). Certo, è una cosa molto berlusconiana. E forse è l’unica apprezzabile.

  • Suzukimaruti says:

    Luca: infatti la presenza di qualcuno “rodato” politicamente mi è un po’ di conforto.
    Magari ho capito male io, ma se leggo un blog all’insegna dell'”it’s time for them to go”, senza un nome alternativo proposto, è naturale che ci veda dell’antipolitica un po’ alla pescatora. E se leggo quella frasetta nell’header del blog, penso che sia il core business del movimento e non una spigolatura minima.
    .
    Non ritenendomi del tutto ottuso(a tratti un po’ sì, ma non così tanto! :-)) e capendone qualcosa di politica, mi pongo un problema: ho avuto io una tremenda crisi di comprendonio o forse i Mille non stanno riuscendo a raccontare le cose bene?
    .
    Quindi se le cose sono diverse, beh spiegatecele. Lo dico senza malizia.

  • …ho sentito call center e mi sono precipitato qui.

    Nell’ordine:
    – ti diranno che sei un immobilista e ti va bene tutto così com’è (almeno ti prenderanno in considerazione, rispondendoti)
    – ti diranno che stai facendo politica vecchio stampo di basso livello
    – ti diranno che non è vero, che loro hanno spiegato come vogliono cambiare l’Italia. Semplicemente cambiandola (eh? boh..!)
    – quindi ti chiederanno di entrare a far parte de iMille perché potresti levargli di dosso un po’ di impaccio visto che di idee non ne ho proprio viste. A parte parole buttate li a caso, sia chiaro; a parte intuire che i nomi noti puntino ad ottenere una rinnovata riconoscenza nella politica pubblica: qualcosa da ricavarci e da far saltare fuori per la carriera ci sarà dopotutto.

    L’unica cosa su cui discuterei è il capitolo “panni sporchi” (anche se pure io non ho compreso la tua idea su Montezemolo…! La discesa in campo lui l’ha già fatta). Qualcuno potrebbe dirti che anche tu li stai lavando troppo in pubblico riguardo ad una presunta idea originale che ricalca (per ora) la sinistra italiana. Nel senso che l’idea del PD era già tradita prima di nascere, questa de iMille pure (che mi sa un po’ come iPod o “i” qualsiasi cosa, come se fosse un gioco di cui parlare su un blog e basta).
    Insomma, dall’altra parte si nega all’evidenza, si dice sempre il contrario di quello che accade e che vorrebbero fare e non si sa niente; io invece, da elettore e da cittadino, vorrei sapere se si è discusso su qualcosa che non andava. In democrazia ci sta una critica interna (certo, bisognerebbe stabilire sempre limiti, conseguenze e…cosa si spera di ottenere), soprattutto nella sinistra.
    Dopotutto ci divertiamo un sacco a fare gli intellettualoidi, filosofi e utopisti, siamo gente che sogna di cambiare la società da soli ma con tutti, democraticamente.
    Insomma, siamo dei fottuti pazzi (come puoi pretendere di cambiare un paese intero come l’Italia, con dei post, dei candidati e…delle primarie? C’è già Berlusconi che pensa di cambiare l’universo da solo, mi sembra solo una sorta di emulazione del tuo nemico, autolesionistica e di conseguenza perdente) che alla fine vanno avanti e gli va bene tutto così com’è.
    Perché un conto è dare l’input e sparare bei propositi su un blog, un altro è fare politica (a meno che, ripeto, non lo fai per un tuo tornaconto).

  • Luca says:

    Vabbè, te ne dico un’altra, che la mia fretta non sembri un alibi: dove hai letto che vogliamo far fuori Bersani e Finocchiaro? Balle. Perdonami, ma hai una dialettica tipicamente berlusconiana: attribuire intenzioni inventate e assurde all’avversario (chissà poi perché ti sei svegliato così, stamattina) e poi sostenere con spreco di argomenti che sono assurde. La verità è che stiamo facendo esattamente quel che proponi tu, solo che ti sta sulle palle Diaco, che con iMille non ha niente a che fare. E così siete in due.
    Luca S.

  • Luca says:

    Mio caro, io non ce la faccio adesso a scrivere una cosa altrettanto lunga per obiettare alle cose che scrivi piuttosto precipitosamente: ed è anche che vi ho già obiettato a suo tempo, intorno alla proposta per il PD. Insomma, costruisci una serie di luoghi comuni sciocchi che ti è facile dimostrare sciocchi: tanto che sono d’accordo con te su quasi tutto. Solo che non hanno a che fare con quello di cui abbiamo parlato rispetto ai Mille. Faccio solo un esempio: chi ha detto che la società civile sia meglio ella classe politica? E soprattutto, dove sarebbe la differenza tra le due, visto che dentro iMille c’è gente che fa politica nei partiti da un pezzo, e gente che vuole fare politica? Quindi trattasi di sciocchezza. Solo che l’hai scritta tu, mica iMille.
    Eccetera.
    Ciao, Luca S.

  • Suzukimaruti says:

    franco: yes, ricordo! 🙂 Ora ti aggiungo al post

  • franco says:

    anche io ai tempi delle primarie non ho mai sostenuto scalfarotto:
    http://www.bellacci.biz/2005/10/13/primarie/

    suz, non è che il prossimo post potresti farlo più corto, e dare un’occhiata a quel sito?

  • ho scritto disaffezione con due z… sorry

  • Complimenti, un vero e proprio saggio, del quale condivido molti punti, dall’insulsaggine di Diaco al fatto che i politici non sono affatto peggiori della GGENTE, non vedo altro che persone che evadono, non fatturano, guidano come pazzi su auto enormi e si fanno beffa di te se rispetti le regole…
    Poi è vero che il centrodestra i panni sporchi se li lava in famigli, difficilmente escono fuori critiche all’interno mentre sono al governo.
    Io penso però più che abbia ragione Berlusconi e che sono proprio le DUE (se non tre) anime della sinistra che costituiscono il tallone d’achille. Una per criticaare l’altra non si fa scrupolo di mettere a rischio il Governo.
    Poi il discorso della “figura forte” è essenziale (personalmente credo che la chiamata alle armi di Veltroni abbia il mero significato “adesso sopportare Prodi, e state tranquilli perchè poi…”).
    La mia paura, per quanto riguarda la tua conclusione, è che a causa della sempre menzionata disaffezzione alla politica che ha riguardato una generazione, ci sia proprio un vuoto di proposte (intese come persone).
    Sul qualunquismo della proposta “è ora che se ne vadano”, dici bene, dove erano quando c’era il cavalier B. al potere?

    Ciao, amitié

  • elena says:

    ops.. scusa, mi ero dimenticata: per il circuito di bloggers per il PD.. io ci sono (se serve).

  • elena says:

    Eccolo riapparso. Ed ora posso commentare.
    L’ho letto tutto.. e ci vuole anche meno di mezz’ora se si sa bene di che parli, se si conosce quel cavolo di senso di responsabilità che contraddistingue e affligge (in senso positivo) chi, tra noi, è sempre stato consapevole che le cose si cambiano solo da dentro, e che il sistema “ognuno dica la sua” ha un effetto devastante sugli elettori.. soprattutto su quelli di vecchia data (e di certo non facilita l’avvicinarsi dei nuovi).
    Sono cose che riconosco, che sono anche mie.. le frattocchie, i panni sporchi in casa, le questioni di merito prima di quelle di metodo, il fatto che la classe politica è espressione e sunto della società civile e non un corpo estraneo e sporco, il fatto di diffidare della politica improvvisata e dei lunghi titoli dopo i nomi “nuovi” dei veri “ggiovani” (per quanto, ad alcuni di quei nomi, sono davvero affezionata). Di trentenni capaci in giro per l’italia ce ne sono a bizzeffe.. e si son fatti un mazzo tanto a fare i segretari di partito o i sindaci (vivo in emilia romagna, e ne vedo davvero tanti) o i consiglieri ad un qualche livello ma non per questo farebbero piazza pulita di gente del calibro di Bersani..
    Senso di responsabilità, è quello che mi ha fatto venire in mente la lettura del tuo post.
    L’unico passaggio su cui davvero non ti seguo è quello su Montezemolo.. vabbè. Non si può avere tutto da un post.

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