Genesis? No, grazie! aka I hope *they* die before get old”

March 13th, 2006 § 67 comments

Da queste parti si fa il tifo affinché non si realizzi il tanto temuto ritorno dei Genesis.

E non perché la reunion dopo alcuni decenni potrebbe portare risultati che sminuirebbero il mito, bla bla bla. Ma semplicemente perché da queste parti i Genesis non li si è mai sopportati in nessuna loro incarnazione (cioè li trovavo prolissi, retorici, barocchi e inutili già nel periodo Peter Gabriel, figuriamoci poi durante la gestione Phil Collins, quando diventarono un misto tra gli Scorpions e i Toto).

Anzi, il senno di poi dovrebbe portarci a ripensare a Peter Gabriel e smontare l’aura da "maestro" di cui lo ammantano i media. Certo, rispetto ad Anna Tatangelo lui fa la figura di Mozart, ma visto in prospettiva, con tutta la buona volontà possibile e nessuna antipatia, alla fine riesco a salvare 5 o 6 canzoni carine (nel senso che non cambio canale se ci incappo ascoltando la radio, ma non le scaricherei in mp3). Il resto sono tastiere fastidiose, echi ottantoidi, musica da Radio Capital, pappette etno, suite che non finiscono più e in generale musica che magari quando supererò i 40 anni di età comincerò a capire.

Su Phil Collins non dico nulla: è Phil Collins e la sua portata artistica, tra Tracy Spencer e Michele Zarrillo, è nota a tutti. E’ uno che per puro culo e nessun merito è riuscito ad entrare nel grande giro del rock. Con mio sommo orrore lo vidi suonare la batteria coi Led Zeppelin (bolsissimi) al Live Aid anni e anni fa. Con Page & Plant aveva la stessa pertinenza di Cristina D’Avena, ma si scandalizzarono in pochi.

No, sul serio: ci andrebbe una legge che impedisca alle cariatidi del rock di riformare i gruppi. Una legge che gli garantisce una pensione lussuosa, gerovital e viagra a vita, al patto che non molestino le giovani generazioni con dischi inquietanti, album di cover stanchissime, parodie di loro stessi (gente che è passata dal peyote all’Orasiv), tour con il geriatra al seguito e così via. E poi una bella ingiunzione restrittiva che evita agli over-60 di entrare negli studi di registrazione, di comprare strumenti musicali (al massimo li possono regalare ai nipoti, ma anche per i musicisti "figli di" ci vorrebbe una legge o un comitato di valutazione/abilitazione) e di vestirsi da gggiovani. Coi soldi delle nostre tasse paghiamo centinaia di campi da bocce comunali: usateli, cazzarola!

Avevano ragione gli Who (che pure singolarmente si sono prestati a porcherie del genere, più volte): se fai rock è meglio morire prima di diventare vecchio. Non è esattamente il caso dei Genesis (quella roba progressive piena di note non è vero rock), ma la regola vale lo stesso.

§ 67 Responses to Genesis? No, grazie! aka I hope *they* die before get old”"

  • Suzukimaruti says:

    Filippo: capisco benissimo i tuoi 16 anni e il progressive è uno dei generi che quagliano perfettamente per quell’età; l’altro è il metal (ma c’è una quadra tra i due: i Dream Theater).
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    Detto questo, mi inquieta l’assunto assoluto tuo e di tanti altri commentatori a questo post, per cui se uno non apprezza un genere è automatico che non lo conosca.
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    E invece non è così: esattamente alla tua età, come ho raccontato in un commento al mio ultimo post, ascoltavo anche progressive, anche se ne preferivo il versante meno tastieroso. E, come faccio da sempre con la musica, lo ascoltavo bene, comprando e scambiando dischi su dischi (fai conto che il numero di dischi in casa tra me e mia moglie, entrambi appassionati di musica, ex dj e collezionisti, è problematico: non ci è bastata un’infornata di mensole Ikea per tenerli tutti): tieni conto che per tutta la gioventù ho speso ogni singola paghetta o ogni soldo guadagnato in dischi (quelli belli, di vinile: una soddisfazione a comprarli).
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    Ti confesso che mi fa sorridere la “banalità” dei dischi che mi sento consigliare qui, perché all’epoca mi ero spinto più in là con gli ascolti, ripescando il progressive italiano (i Banco, le Orme, i Flora Fauna Cemento e perfino gli Janus, che erano roba da Campo Hobbit), ma anche andando verso radici più space rock, tipo gli Alluminogeni, i The Trip e poi finendo sul versante più elettronico del progressive, quello un po’ sperimentale e un po’ no.
    Scusami – ma vale anche per altri – ma mi sa che il mio livello di approfondimento musicale è ben altro e in effetti mi chiedo perché perdo tempo a rispondere, ma tant’è.
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    Quindi – lo dico a tutti – rassegnatevi: non mi piace il progressive e lo conosco benissimo, direi molto meglio di tanti che commentano qui.
    Questo può darvi fastidio, perché mina l’unico argomento a disposizione per contestarmi su questo punto. E punge nel vivo. Sì, possiedo “The lamb….” (rigorosamente in vinile) e lo trovo un disco tremendo, noioso e volgare/barocco, pur essendo l’apice del progressive rock britannico e pur essendomi piaciuto a 16 anni.
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    Accettate l’idea democratica per cui la vostra musica preferita possa A RAGION VEDUTA E DOPO ANNI DI ASCOLTI non piacere affatto a qualcuno.
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    Le ragioni per cui non mi piace il progressive? Semplice: è elefantiaco, malato di gigantismo barocco, virtuosistico, bianco e privo di groove (forse è la musica più bianca e meno sexy al mondo), con un immaginario spesso di cattivo gusto (penso alle copertine degli Yes, tra tante), una vocazione malata per i brani- moloch da 20 minuti, una ricerca affannosa dell’effetto speciale e spesso un suono pulitino che mette tristezza.
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    Vedi, a 17 anni ho scoperto i primi Led Zeppelin, quelli più blues. Poche note e tante radici nere. Blues elettrico sporchissimo. Poi di lì indietro verso gli Yardbirds e poi gli Animals, Moody Blues e altri. E poi attraverso l’oceano Muddy Waters, Chuck Berry e poi il ritorno in UK con i primi e secondi Stones. Musica con l’anima, zozza, tutta sesso e aggressività, con un tiro pazzesco.
    Aspetta un anno e magari il progressive ti passa, come è successo a me: già a 17 anni ridevo dei miei ascolti precedenti, così onanistici e mozzarellosi.
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    Ma è così, il progressive è un ottimo genere con cui espletare il proprio ascetismo adolescenziale. Poi con le prime fidanzatine il discorso cambia: il corpo reclama la sua parte e ti viene voglia di ballare, magari cose non banali, ti accorgi che la vita ha bisogno di pulsioni, pulsazioni e basso elettrico, che è bello ascoltare musica che fa sudare e fa vibrare, che è meglio Roger Daltrey di Phil Collins (mio dio…), che tutto il mood negativo di quell’età lì trova sfogo nell’attitudine hooligan (nel senso dei Ballistic Brothers) del rock con le radici nere.
    Poi anni dopo magari scoprirai direttamente la black music, che sta agli antipodi rispetto al progressive. E capirai l’universo di qualità che separa James Brown, Fela Kuti e Sun Ra da Kitaro, dagli Yes e da qualsiasi altra mozzarella progressive.

  • Filippo says:

    Ti dirò la verità: non avrò ascoltato tutta la musica di questo mondo (ho sedici anni) ma credo di essere molto più obbiettivo di te rispettando i gusti altrui e giudicando ciò che ascolto con attenzione e razionalità, oltre che con il cuore. Se tu fossi un vero esperto di musica, converresti con me, ascoltando Nursery Cryme o Trespass o Wind and Wuthering o altri dischi dei Genesis, che sono ottimi dischi, a prescindere dai propri gusti e interessi musicali. O forse non sei così esperto da capire veramente la musica progressive perché è troppo complessa per le tue orecchie? L’hai detto tu stesso che quando avrai 40 anni forse le capirai e che preferisci il groove degli Who. Allora facciamo così: visto che non sei così esperto come vuoi far intendere ascoltati i dischi dei Genesis dal 1980 in su.
    Ti piaceranno per il groove e per la presenza di meno note.

  • franceè says:

    Sei sicuro di conoscerlo benissimo ? ascoltati un Foxtrot o un Selling england by the Pound…ma no una volta …una decina anche!!! per assimilarle meglio e non ne farai più a meno!
    Comunque certe reazioni sono prevedibili …scrivendo un articolo del genere ! Ti giuro che all’inizio fosse una provocazione , uno scherzo non ci credevo …te lo rendi conto hai offeso una leggenda ! Gente che crederva così tanto nella musica e nel nome del gruppo che ha lasciato la scuola , il lavoro e si è rinchiusa in in cage a suonare 12 ore al giorno!! senza soldi ,accumolando debiti per il loro nome!!! E così sono riusciti a scrivere opere degne di qualsiasi elogio , pezzi pazzescchi , divini ..ogni volto che le sento mi vengono gli occhi lucidi. Sarò sincero : se sfogassi la mia rabbia dopo aver letto questo commento (capisco che è una opinione ma..) mi rinchiuderebbero in galera ti giuro…hai appena offeso uno dei valori a cui tengo oltre che alla religione e all’amore …..i genesis!!!

  • Suzukimaruti says:

    Filippo: tutta la musica, escluso il progressive (che ovviamente conosco benissimo), ma che te lo dico a fare, scrivo su riviste musicali dal 1992, fai tu.

  • Filippo says:

    Leggo dappertutto una grande avversione verso le reunion, e di conseguenza un grande disprezzo verso le band che si riformano. Eppure la soluzione sarebbe molto semplice: non andare ai concerti. Ma chi ama un gruppo, nel mio caso i Genesis, non aspetta altro che vederlo in concerto e poter vivere le emozioni che non ho avuto trent’ anni fa perché non ero nato. Quindi non vedo il male di questa reunion; se non mi piacessero i Genesis non andrei a vederli, punto, senza stare a offenderli più di tanto.

    Riguardo in particolare alla loro musica, vedo molti preconcetti e definire il periodo di Phil Collins “un misto tra Scorpions e Toto” mi sembra quantomai fuori luogo e inappropriato e quesyto mi fa veramente pensare che tu non li abbia mai ascoltati seriamente come anche Peter Gabriel e Phil Collins. Su quest’ultimo mi sembra palese la tua ignoranza, in quanto non l’hai mai sentito suonare sul serio la batteria (mi riferisco ai progetti fusion con i Brand X e jazz con la Big Band, oltre ai dichi dei Genesis) e non hai conosciuto quei dischi (Face Value su tutti, insieme alle colonne sonore) in cui emerge la sua grande capacità compositiva e artistica. E questo è nulla di quello che ha fatto; quindi, dire che è entrato per caso nel mondo del rock….
    Infine: roba progressive piena di note mi dà un ulteriore indizio della tua ignoranza sull’argomento, perché è risaputo che ci sono miliardi di gruppi ben più tecnici e virtuosistici dei Genesis, cmq de gustibus…

    Mi piacerebbe sapere quale musica ascolti…

  • R. Id Est says:

    vabbe, sui gusti non commento….a me i genesis di gabriel piacciono e molto: li trovo colti, brillanti,originali nel panorama prog dei ’70 e capaci di tracciare un solco unendo qualità a successo. poi gli ’80 son arrivati per tutti…
    e per quanto riguarda le reunion sono solo operazioni commerciali per far soldi, ma io che non ho potuto vederli 40 anni fa mi farebbe piacere avere l’opportunità di vederli, anche se so che sono uno squallido surrogato di ciò che erano. quindi, una tantum, tutto è concesso…( e abbasso i rolling stones, che son 50 anni che fanno le stesse cose, ma viva i van der graaf generator, che si riformano e fanno dischi nuovi e portano avanti discorsi originali)

  • Suzukimaruti says:

    Baldus, figurati: sono un fan degli Who e poi loro non si sono mai tecnicamente sciolti (e spaccano il culo ai passeri tuttora in quanto a groove).
    Mi spiace che l’ironia non sia stata colta. Questo è un blog e il tono ovviamente è noto agli habituè.

  • Baldus says:

    Mah, non tutte le reunion mettono tristezza, ho visto i Van Der Graaf Generator nella reunion nel 2005 e credimi, suonano come 30 anni fa, basta andare su youtube per accorgersene. Ma loro sono un gruppo di nicchia…
    Lo stesso Peter Gabriel visto nel 2003 è sempre lui se non meglio di qualche tour anni 80…
    Ci sono molti artisti anni 70 che ancora girano e propongono la loro musica forse per il solo piacere di farlo. Gilmour e Waters (Pink Floyd) per esempio hanno tanti di quei soldi di SIAE che non sanno dove metterli eppure lo scorso anno erano in tournè, facendo felici gli appassionati dei Pink. Se poi a qualcuno non piace la musica dei Floyd quella sera può fare qualcos’altro.
    A proposito, immagino che non vai a vedere gli Who a Verona l’11 giugno…

    L’ironia la posso apprezzare ma lo scritto che generato ‘sto casino non mi sembrava particolarmente ironico. Sarà perchè ho superato i 40… Comunque non sottovalutare mai la passione di certi ‘talebani’, io personalmente mi commuovo ascoltando: Conforable Numb, Wish You Where Here, Man-Erg e Still Life dei VDGG, Here Comes The Flood, Washing Of The Water e I Grieve di Peter Gabriel, Andrea di De Andrè, Impressioni Di Settembre della PFM, Carpet Crawl, The Musical Box e Driving The Last Spike dei Genesis eccetera, tutto questo alla veneranda età di 44 anni. Perchè? Perchè son cresciuto con quella musica. Punto. Lo scritto di cui sopra più che ironico mi sembrava superficiale, xchè non temeva conto del fatto che ci sono un mucchio di persone a questo mondo per le quali questa musica significa ricordi e passioni di una vita. Strapazzala anche se in maniera ‘ironica’ può sembrare ‘maleducato’ dall’altra parte della barrica e scatenare reazioni non ‘politicamente corrette’, il tutto virgolettato per sottolineare l’ironia…
    Saluti

  • Suzukimaruti says:

    Baldus: no, tu non sei coinvolto: hai lasciato un commento dialogante. Mi rivolgevo ad altri.
    Solo una cosa ti accomuna ai fans talebani: la totale assenza di senso dell’umorismo (o poca capacità di comprensione del testo, ma nel tuo caso opto per la prima ipotesi).
    Quindi non cogli il titolo che cita “my generation” degli Who e pensi che io davvero auguri di morire ai gruppi-cariatide, così come pensi che io voglia davvero una legge che impedisca ai rocker geriatici di suonare.
    .
    Cioè mi prendi alla lettera e non cogli il tono del post…
    .
    Beh, prova a rileggere e scoprirai che sono iperboli ironiche perfettamente comprensibili – se non si è offuscati dalla rabbia da fan – e che servono solo a stigmatizzare queste reunion tardive che mettono tristezza, con gli artisti che sono l’ombra cicciotta di loro stessi.

  • Baldus says:

    1) NON TI HO INSULTATO.
    2) Biko: September 77, Port Elizabeth, weather fine, it was business as usual in police room 619… Posso andare avanti fino in fondo e ti assicuro che tu non centri nulla con Biko. Tu hai ‘elegantemente’ tirato un bel sasso e gente più diretta del sottoscritto lo ritirato indietro, non fare la vittima. Magari poi ti diverti anche. (“Cattivi Cattivi”)
    3) Non sei monotematico ma critichi le persone che ascoltano Zep e Yes insieme…
    4) In fatto di libertà di opinione sei un maestro: “E poi una bella ingiunzione restrittiva che evita agli over-60 di entrare negli studi di registrazione, di comprare strumenti musicali”
    5) Eccettera… scappo ad ascoltare mia figlia al saggio di chitarra

  • Suzukimaruti says:

    No no, è la verità. Riuscite a dibattere senza sfanculare il prossimo?
    .
    La povertà dialettica che emerge da questi commenti aggressivi (per cui se uno non ama i vostri gruppi del cuore o è un ignorante o direttamente uno che deve morire) è disarmante.
    .
    Se queste sono le vostre argomentazioni, cioè l’insulto e l’aggressione a chi la pensa diversamente, è evidente che non ne avete di migliori. E forse davvero siete dei clamorosi sfigati. Non fatemelo pensare, se siete in grado. E comportatevi civilmente.

  • mau says:

    spero sia solo una provocazione e non il pensiero di un demente.

  • Suzukimaruti says:

    Beh, dopo tutto questo ne devo trarre che i fans dei genesis sono intolleranti?
    Ovvero, è possibile che qualcuno di voi possa pensare che è possibile detestare la musica dei Genesis senza essere per forza ignoranti? (vi giuro, ho tutti i difetti di questa terra tranne quello di essere ignorante o monotematico in campo musicale)
    Insomma, o siete tutti dei tredicenni sfigati o non vi siete fatti una bella uscita. Gli adulti hanno una cultura più tollerante.
    Cioè vi siete comportati peggio de fans di Tiziano Ferro, in quanto ad accettazione delle opinioni diverse. Vergognatevi.
    .
    Ma “Biko” non l’avete ascoltata mai?

  • Baldus says:

    Non che tu abbia iniziato la discussione in punta di fioretto…

  • Suzukimaruti says:

    “la grande conversazione”? Mah

  • Francesco says:

    Ammazzati coglione ignorante.Per te è troppo ascoltare anche Cristina d’Avena,altro che giudicare i Genesis.IGNORANTE.

  • MARIO says:

    Io penso che una persona che parla male dei Genesis con Peter Gabriel sia un ignorante (senza offesa) e che sarebbe meglio che si dedicasse a parlare di qualcosa d’altro (non certo di musica)

    Fuck off

  • andrea says:

    Grande….non avevo mai letto un testo così denso di fesserie..
    E una legge per impedire l’ accesso a internet ai decerebrati no?

  • andrea says:

    Grande…
    non avevo mai letto un testo con una simile densità di cazzate….
    E una legge per impedire ai decerebrati l’ accesso a internet?

  • Luca says:

    Sulla reunion dei Genesis, concordo.
    Su Peter Gebriel, sei ignorante come pochi, a prescindere dai gusti.
    D’altronde da uno che si definisce “di sinistra e del Toro” non è che ci si potesse aspettare altro.

  • Baldus says:

    “Gabry: ascolti un bel fritto misto di roba, no? Manca giusto Orietta Berti.
    Certo che consumare gli Zep e gli Yes contemporaneamente…”

    Scusa, cosa c’è di male? No, spiegami perchè uno non può ascoltare Zep e Yes contemporaneamente. A me piacciono Genesis, Zep, Gabriel, Queen, U2, RHCP, REM, Yes, VDGG, WHO, De Andrè, De Gregori, Battiato e tanti altri. Ho portato mia moglie a vedere Baglioni e Anastacia divertendomi e quando mia figlia mette su la Pausini la trovo pure gradevole. Invece non mi piacciono per nulla gli Stones, i Beatles, Battisti, Mina, Shakira, Britney Spears, Madonna, i Green Day, Eminem e i rappisti in genere, ma non per questo invoco leggi che impediscano la pubblicazione dei loro dischi e lo svolgimento dei loro concerti. Non per questo spero nella morte di uno di questi piuttosto di rivederli sul palco (a parte che nessuno ti obbliga ad andare a vederli). Non per questo impedisco ad una Mina di entrare in uno studio a fare un nuovo CD. Come diceva qualcuno di sopra bastava scrivere “non mi piacce il progressive, è troppo complicato per i miei gusti”, si risparmiava spazio sull’hard disk…
    Ti auguro a questo punto di raggiungere presto i 40 anni…

  • Suzukimaruti says:

    Gabry: ascolti un bel fritto misto di roba, no? Manca giusto Orietta Berti.
    Certo che consumare gli Zep e gli Yes contemporaneamente…

  • Gabry says:

    non comprendo le tue bestemmie in fatto di progressive, avrei apprezzato di piu’se dicessi che non ti piace… Cmq si parlava anche di giovani, bene, ho 20 anni e ascolto I Genesis Pink Floyd, led zeppelin, emerson lake e palmer, Deep purple, yes ecc… troppi pregiudizi per noi giovani…

  • Giobbe says:

    Oh mio dio.

    Cumpà, non so che dirti. Tanto accanimento nei confronti dei Genesis non è comprensibile. De gustibus. Eppure questa spocchiosa esecuzione della Band inglese mi pare più un ottuso e superficiale sfogo. Probabilmente avresti fatto prima, piuttosto che arrovellarti per allestire questo grottesco commento, scrivere: “Genesis: a me non mi piace.”. Avrei compreso.

  • Suzukimaruti says:

    ma…?

  • maurizio says:

    Non so quanti anni tu abbia, ma

  • John Zorn says:

    Io li ho portati non solo alla John Zorn, ma anche stile Slash (anche se ai tempi ero anche meglio come capello), crestone punk, versione Battisti.

    Ora ce li ho proprio alla Morrissey, con tanto di attaccatura leggermente stempiata 😉

    JZ

    P.S: Musicalmente parlando “The Queen is Dead” è sempre in heavy rotation dalle mie parti…

  • MachineMan says:

    I GENESIS di Peter Gabriel prolissi, retorici, barocchi e inutili!?!?! Qui non è una semplice questione di gusti musicali, il problema è che non capisci una emerita mazza di musica! La prova schiacciante della mia affermazione è la tua frase: “quella roba progressive piena di note non è vero rock”. Non servono ulteriori commenti a questa bestemmia.

  • Suzukimaruti says:

    ho sofferto per anni di non avere una capigliatura adatta a farmi una pettinatura alla Morrissey… 🙂

  • John Zorn says:

    Sei fan degli Smiths Suzuki? Mi compiaccio. 🙂

  • Suzukimaruti says:

    Perdonali padre, perché non sanno quello che dicono…

  • Otis says:

    Supernaut, dai.. hai tutta la mia stima, ma al tuo posto non avrei dato tanta corda alla discussione. Certe cose si commentano da sole.Poi credo che il deficit culturale sia una di quelle cose che torna sempre indietro come un boomerang, anche se chi è arrivato a quel punto non è in grado di rendersene conto. I limiti di certe affermazioni sono autoevidenti, te lo dice uno che non è mai impazzito per il prog e che pure non può non vedere quanto abbia dato alla storia della musica – genesis in primis – e quanto abbia fatto scuola per i musicisti delle generazioni successive. O vuoi discutere con qualcuno che non ha la minima idea delle tecniche e degli stili che da lì derivano e che ancor oggi sono un punto di riferimento , e basa invece tutto sui suoi ascolti radiofonici? Ascolta me: lascia perdere 😉

  • dado60 says:

    mah.. per un vecchietto come me (45anni) starebbe bene una riunione dei genesis.. pink floyd ecc.. e mi guarderei bene a dire che la gioventù non può capire… ognuno la pensa come vuole in fatto di musica. certo.. per chi è cresciuto ascoltando trespass oppure selling england… è duro colpo ascoltare dei commenti così acidi! io credo, anche se fosse una c…. io la apprezzerei di certo! ho appena ascoltato l’ultimo album di david gilmour e vi assicuro che mi ha dato emozioni ancora forti!!! sarà nostalgia ma avercene di gente così! vive il progressive..viva i vecchietti ah ah ah.

  • pietro says:

    eddai però, non mi toccate i genesis! 🙂 Io ci sono cresciuto con il progressive! Poi si cambia, e si diventa più eclettici, ma PG vestito da fiorellone alieno è un mito quanto Sandy che viene da Miami FLA…

  • mammara says:

    suz, no, dai, prendersela così coi miti della mia adolescenza, non si fa! parlando seriamente della reunion dei genesis non so che farmene, ormai quello che avevano da dire l’hanno detto ed è ora della pensione già da un bel po’. sul progressive io non sono così drastico, ci sono cose che hanno retto bene al passare del tempo, come i van der graaf o il canterbury sound.

  • Supernaut says:

    Va beh, è colpa mia che non avevo capito subito che sei un ragazzino. Pensavo fossi più grande, mi sarei risparmiato la fatica di leggerti. 🙂

    P.S.: hai le idee confuse o leggi in maniera troppo superficiale. La frase sui Dream Theater non era mia.

  • Ah ma a te piacciono i Dream Theater?

    Potevi dirlo subito, mi sarei evitato la fatica di risponderti. 🙂

  • Supernaut says:

    Sul proprio blog ciascuno scrive ciò che vuole, è ovvio, ma nel momento in cui ci si apre a comunicare con il mondo esterno si deve anche essere preparati a venir giudicati e a rendere conto di ciò che si è scritto a chi non condivide non tanto le idee, ma le considerazioni che stanno alla base di quelle idee (quando ci sono).
    Sulla questione in sé non vado oltre. Sarebbe un confronto logorante e inutile, giacché non siamo in possesso degli stessi elementi e giudichiamo su basi del tutto diverse. Il mito socratico della caverna insegna quando è il momento di lasciar perdere.
    Solo una nota di colore: ieri raccontavo questa nostra discussione a un ragazzo che suona la chitarra nel mio gruppo. Ad un certo punto m’interrompe e mi fa: “Lasciami indovinare… Questo è uno di quelli che ha scoperto il metal e si è convinto di aver capito tutto della musica?”
    “Non lo so”, gli rispondo. “Non credo, sembra più tipo da easy-listening radiofonico…”
    E lui: “Sono spassosissimi quando iniziano a farneticare di una fantomatica purezza della musica. Ho sentito alcuni di questi criticare ferocemente gli ultimi Dream Theater dicendo che ‘ci hanno traditi’, che hanno smarrito la loro purezza, non sono più ‘duri e puri’ come una volta! Andassero a cagare!”
    Quando poi stamattina ho letto la tua considerazione sugli Stones non ho potuto fare a meno di cadere dalla sedia dalle risate!
    Mi scuso per l’irriverenza (anche se non è una figura retorica), però è stato davvero buffo.
    Detto ciò ti saluto. Tolgo l’incomodo e ti lascio il campo alle tue iperboliche ma dotte considerazioni musicali. 😉

  • Supernaut, effettivamente tu hai precisato semplicemente l’ovvio ovvero che il progressive non è rock ma è comunque musica.
    la merda è comunque materia organica come il cibo ma non la mangio.
    con questo non voglio dire che il progressive è merda, era per dire che il tuo ragionamento non regge. non è che perché è musica allora mi debba piacere per forza.
    comunque il tuo appunto non è sul fatto che mi possa piacere o meno il progressive, quindi passiamo oltre.

    sul fatto che il tono del post sia di scherno: ce chi si risente, quando legge queste cose, perchè si ferma alla forma – cosa che di solito io osservo poco – e c’è chi legge i contenuti e basta.
    se il tono di scherno ti ha offeso non c’è niente che io possa dire: ci sono sensibilità diverse.
    sui contenuti però si può discutere: tu critichi l’appunto a Peter Gabriel perché dici che ora ha una voce più calda e profonda etc.
    Questo è vero e ci sono anche delle canzoni che mi piacciono – cioè non cambio canale quando le ascolto per radio – ma Peter Gabriel è per quanto mi riguarda NOIOSO.
    E se io lo trovo noioso non gli manco di rispetto, affermo solo la reazione che mi procura. Può avere una voce di velluto ma fa la stessa roba da diversi anni e trovo che il suo picco creativo degli anni 80 non lo abbia più ritrovato.

    E poi supernaut un consiglio: esistono figure retoriche chiamate IPERBOLI, esiste il PARADOSSO, non prendere tutto così alla lettera.
    Il paragone con Tatangelo o Zarrillo o l’idea di un tour di musicisti sessantenni che vanno avanti solo col gerovital era un modo per stigmatizzare un fatto vero: a 20 si facevano di qualunque sostanza (non i Genesis, ma gli Stones sì) ed erano duri e puri.
    Ora grassi, sfatti e col gerovital di cui sopra nei camerini sono semplicemente GROTTESCHI se cercassero di rifare la stessa cosa.
    Anche solo risuonare i vecchi successi è una cosa che trovo penosa e triste, un “quanto vorrei essere ancora così”.

    Chi vuole andrà a vedere i Genesis riuniti, ma chi li trova noiosi e inascoltabili può esprimere la sua opinione – specie se si tratta del suo blog – e può farlo chiamando in causa l’elemento grottesco e volutamente irriverente.

    Mi scuso per eventuali errori di typing ma non ho tempo di rileggere perché mi accingo ad andare a letto. 🙂

  • Supernaut says:

    Pedro, non ho capito la tua risposta: non ho mai scritto che chi non ama il progressive non capisce nulla di musica. Dove l’hai letto? Non ho attaccato l’opinione, ma la forma. Dalla forma traspare lo spessore della considerazione che ha portato a maturare l’opinione. Se avessi letto: «il progressive e i Genesis non mi piacciono», mi sarei tolto il cappello. Gusto e opinione legittimi (figurati le difficoltà che ho io a spiegare che non gradisco troppo dei mostri sacri come i Pink Floyd). Ma termini come ‘prolissi’, ‘inutili’, ‘culo e nessun merito’, ‘orrore’, ‘fastidiosi’, ‘pappette’, o i parallelismi volutamente irriverenti con Anna Tatangelo, Michele Zarrillo e Tracy Spencer non si può certo dire che siano il frutto di un’attenta analisi. Sono considerazioni oggettivamente superficiali e non c’entrano nulla spocchia e presunzione se le si giudica tali. Inoltre hanno il solo pretesto di offendere un certo tipo di gusto. (Tra l’altro Michele Zarrillo, prima ancora che autore di squallide canzoncine, è stato un signor pianista e compositore di ottimo rock, anche se di scarso successo… cosa che evidentemente chi l’ha usato a termine di paragone del trash, invece, ignorava).

    Posso anche capire che certe cose non piacciano, per carità. A me ad esempio non piace il jazz. Ma ho sufficiente capacità di analisi per rendermi conto che se tentassi di screditarne la portata, sminuendone gli interpreti con epiteti, affrettate considerazioni, analogie con i musicisti culturalmente più poveri, eccetera eccetera, mi renderei ridicolo.

    Perché un conto è la percezione soggettiva, un altro quello di un’ampia schiera di individui, solitamente competenti nonché a loro volta musicisti (il che dovrebbe maturare, nell’individuo umile, se non altro il sospetto che gli manchi qualche elemento per poter esprimere delle sentenze tanto frettolose).

    Quindi o mi sono spiegato male io, prima, o non hai letto con sufficiente attenzione quel che ho scritto.

  • Fulvio says:

    scusate se mi intrometto nella vostra edottissima discussione. Mi permetto unicamente di dissentire su un giudizio espresso nel post iniziale. Dal momento che pochi giorni fa mi sono follemente innamorato di anna tatangelo, ritengo che ella sia bellissima, possegga una voce angelica e che le sue canzoni stimolino sensazioni paradisiache.
    Ecco.

  • Eddai, Suz, addirittura RadioCapital “nociva”!:-))
    Comunque, non tutti i gusti sono alla menta, nehhh??
    Io continuo ad ascoltare Area Protetta e Capital Groove Master, penso che il PM10 e il PM2,5 delle strade di Torino mi faccia molto molto molto più male…:-)))

  • supernaut:
    1) il fatto che a uno non piaccia il progressive non vuole dire che non capisca nulla di musica.
    casomai questa tua ultima affermazione è segno di grandissima spocchia e presunzione.
    a me per esempio certe cose progressive piacciono molto, ma trovo che gli assoli, oltre una certa durata, siano troppo vicini all’autoerotismo e perdano il contatto con le persone che si vorrebbero raggiungere con la propria musica.

    2) ci sono musicisti che invecchiando migliorano/maturano: verissimo. semplicemente non è il caso di molte rockstar e di certo non è quello di phil collins.
    o cambi pelle, come fanno certi e continui a ricercare nuovi suoni, nuove note (vedi la postilla su Lou Reed) oppure rischi di cercare di ripetere te stesso trenta anni dopo, con risultati che possono solo ed esclusivamente essere ridicoli.
    con tutti il rispetto io agli stones che suonano o ai pink floyd che si riuniscono preferisco i franz ferdinand, che pure non hanno niente di eccezionale.
    ripeto: si può fare musica fino all’ultimo respiro, basta non cercare di ripetere la stessa cosa per 30 anni, perché allora quello non ha niente a che fare con l’ispirazione.
    quella è nostalgia per il passato o al massimo necessità di rialzarsi di un piano la villa al mare, ma con l’arte non ha nulla a che fare.

  • Supernaut says:

    Cosa mi tocca leggere!

    Si può essere d’accordo o meno se le reunion debbano essere fatte oppure no. Tuttavia non ho mai letto tante sciocchezze offensive in vita mia!

    In primo luogo perché esistono anche musicisti che sono come il vino, ovvero invecchiando migliorano. E’ il caso di tantissimi jazzisti, ad esempio. Quello che frena nel tempo la creatività della maggior parte degli autori rock penso sia esclusivamente un certo ‘imborghesimento’ che va di pari passo col loro arricchirsi. Ma la qualità non è certo una cosa direttamente proporzionale all’età. Solo molta superficialità e scarsa conoscenza di un panorama musicale più ampio e completo di quello offerto da TV e radio possono portare ad un’equazione tanto banale.

    Lo stesso Peter Gabriel, ad esempio, ha una voce molto più profonda e ricca ora di quanto non l’avesse a 25 anni. Steve Hackett, dal canto suo, nel tempo si è evoluto ed ha arricchito il suo stile chitarristico, che ora è fra i più completi che si possano sentire in giro.

    Non so se la reunion dei Genesis sarà valida o meno, ma so questo: dire che ‘quella roba progressive piena di note non è vero rock’ significa dimostrare davvero una pochezza culturale spaventosa. In parte è vero: non è vero rock. E’ MUSICA, ovvero qualcosa che va al di là dei confini fra i generi e non è concepito unicamente per ottenere successo scenico con atteggiamenti da star di genere. E i confini fra i generi, l’incapacità di assorbire e comprendere un numero maggiore di due note consecutive, sono il vero limite di molti ‘rockettari’ (quando leggo certe cose comprendo la connotazione dispregiativa con cui mio padre ha sempre usato il termine ‘rockettari’ per indicare gli incompetenti che credono che il poco che sanno sia tutto ciò che serve conoscere).

    Un’ultima cosa: disprezzo Phil Collins per quel che ha fatto da quando si è messo a cantare, poiché odio la canzonetta con tutto me stesso. Ma dire che è arrivato laddove è arrivato per ‘culo’ significa che è ora davvero di lasciar perdere la musica e che è giunto il momento di scrivere ed occuparsi di altro. Phil Collins è un signor musicista. Ha uno stile batteristico elegante e raffinato, merce rara nel mondo del rock (l’unico motivo per cui potrebbe non c’entrare nulla con Plant e soci è che Collins suona e a ha suonato anche fusion e jazz, roba che tanti rockettari più esibizionisti ma meno concreti si scordano). E pure, mi duole ammetterlo, un gusto per l’orecchiabile non comune. Perché certe cose saranno concettualmente banali quanto si vuole, ma saperle fare non è per nulla da tutti.

  • raccoss says:

    Volevo anch’io crocifiggerti per Radio Capital, ma la tua precisazione mi ha convinto

  • Suzukimaruti says:

    beh, c’è una differenza, cioè che Lou Reed non ha mai smesso di fare musica ed è cambiato nel tempo. E non è una “vecchia gloria” che fa rock, che scimmiotta le sue vecchie imprese. Cioè non fa il se stesso giovane fuori tempo massimo.
    Di fatto ora è un musicista di una certa età che tuttavia ha qualcosa da dire, ha un grande talento nel circondarsi di collaboratori bravi e importanti (Antony di Antony & The Johnsons lo ha portato alla notorietà lui) e detesta fare la cariatide che vive di rendita grazie al suo passato musicale.
    Lo si vede anche dal vivo: detesta fare i suoi brani vecchi e se va bene ne tira fuori uno o due, di mala voglia.

  • egine says:

    ok dato che il rock è più che altro un genere di vita più che un semplice sound, molti dovrebbero
    giocare a bocce, ma che dire di tipi come lou reed o andy wahrol non vorrai mica archiviarli,
    solo perchè hanno superato i 40, wahrol se ne è
    andato a 59 grazie andy, e auguri a lou reed
    per la sua buona musica.
    grazie dell’ospitalità

  • Suzukimaruti says:

    Lupo: ma il brutto di Radio Capital è la loro concezione di “classico”, per cui una porcheria di Richard Marx è uguale a Stairway To Heaven. Alla fine mettono per il 75% musica anni Ottanta mostruosa (mica gli Smiths: Belinda Carlise e simili), quasi tutto AOR o pop sintetizzato da classifica e ogni tanto qualche classico ma senza esagerare (e tipo che dei Pink Floyd mettono qualcosa da The Wall e da The Dark Side Of The Moon, ma niente dei Pink Floyd di prima).
    Per di più io patisco un po’ lo stadium-rock di Bob Marley, Springsteen, U2, Sting e compagnia bella e gli sviolinamenti che ogni volta i dj di Capital si trovano a fare.
    Cazzo, mettete un disco soul! Mettete Stevie Wonder! (e non I Just called to say I love you), mettete qualcosa di underground!
    Insomma, trovo che Radio Capital sia musicalmente molto nociva, troppo mainstream e poco stimolante, cosa grave per una radio di “classici”.

  • John Zorn says:

    Io tenterei un esperiemento per far resuscitare Frank Zappa

  • Perchè quella spocchiosa ed inutile annotazione “musica da Radio Capital”? A me mmme piace! E’ uno dei pochi luoghi dove ti fanno ascoltare gli undici-minuti-undici di Thick as a brick (short version) dei Jethro Tull, o Stairway to Heaven degli Zeppelin o molto dei Pink Floyd…
    Però sul resto sono d’accordo, se penso che ci sono ancora dei morti viventi in giro che si esibiscono col nome di Rolling Stones o Jethro Tull trentacinque anni dopo le loro cose belle…vade retro reunion! e scioglimento immediato per legge di chi è troppo rimbambito per accorgersi (con trent’anni almeno di ritardo) che è ora di smettere…

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