Non so voi, ma io mi sono fortemente rotto le balle del freddo, dell’inverno e del buio. E siamo solo a metà gennaio. Che noia.

Mai come in questo periodo ho l’impressione di avere un bioritmo e in generale un’attitudine più adatti ad altre latitudini, altre stagioni, altri climi e altri stili di vita.

La lettura dell’ultimo numero di "Dove" mi ha fatto venire voglia di trasferirmi a Città del Capo, almeno nei mesi invernali europei. Ma pure lo special sulle zone meno note del Brasile non è che mi ha lasciato indifferente.

Quel che so è che una vita in cui ti svegli, guardi fuori dalla finestra e vedi il grigione (che non ha nulla a che vedere con la Svizzera, ma è il cielo coperto da quella cappa grigiastra invernale, che non è proprio fatta di nuvoloni coreografici, ma da un misto di smog e nuvolame) per 150 giorni all’anno è meno allegra di una in cui il sole splende un po’ di più.

Ok, ci manca che aggiunga un paragrafo sulla pummarola e mi trasformo in Marisa Laurito, ma capitemi. Almeno una volta nel Nord Italia c’erano la nebbia e la neve, ora manco più quelle (e con la seconda che latita, sai che Olimpiadi da qui a un mese…).
Anzi, c’è quel freddo secco che è traditore: non ti "sale" subito, esci scoperto e ti ammali (sta capitando a mezza blog-community torinese). E poi non piove, quindi c’è pure l’aria polverosa, quindi ci si ammala ancora di più. Il tutto nella grande città italiana che – dati alla mano – ha la migliore qualità dell’aria. Che palle.

Se vivessimo tutti a Capri o giù di lì (insomma, posti col microclima per cui ci sono sempre 15-20 gradi anche d’inverno, tipo appunto Città del Capo), forse bloggheremmo di meno causa maggiore vita all’aperto, ma saremmo tutti più abbronzati e felici. E invece che quattrosaltinpadella rimediati all’ultimo minuto ci stroncheremmo di gamberoni tutte le sere, aumentando ulteriormente la qualità della vita.

9 comments

  1. condivido.Questo clima,queste tempistiche relative al brutto tempo, ci uccidono interiormente. Ci vuole sole per l’anima, per gli occhi, per la pelle!!
    EMIGRIAMO!

  2. e noi nati di aprile siamo brutti e lamentosi, uffa! 🙁

  3. uhm. non c’è rimasto niente da ricercare, che siamo a questo punto? io comunque sono nata a dicembre, quindi posso serenamente lagnarmi sul cielo grigio, sul freddo, sull’aria schifosa che devo respirare, sull’influenza, sull’inverno. in compernso, sono bella e intelligente. accidenti.

  4. A queste considerazioni aggiungerei la notizia data oggi dal Corriere.it di uno studio fatto ad Harvard secondo cui i nati in inverno sono più belli ed intelligenti (però tendono a lagnarsi molto) mentre i nati in estate sono più vivi e ottimisti.
    Va anche detto che lo studio è apparso su una rivista che si chiama “Schizophrenia Research”…

  5. torno dall’influenza, appunto. se continua questo clima siberiano io vado in letargo fino ad aprile. vengo con voi ovunque decidiate di trasferirvi.

  6. nah, più giù, più giù, più giù. (smetto sennò sembra un film porno)
    Visto il freddo che ho preso in Salento a dicembre, si va da Lampedusa in giù.

    Oppure molto più a Nord (tipo in Finlandia) ma non esco di casa e mi stronco di vodka (che tra l’altro non apprezzo particolarmente).

    No, anzi, meglio una pina colada in Brasile. O un bel vino sudafricano (ne fanno di ottimi) delle colline simil-piemontesi dietro Città del Capo.

  7. caro suzuki, prova a vivere un anno a Bristol, e poi ti senti rimpiangere il clima di Torino – polluted air compresa! davvero, meglio gli sbalzi, le stagioni con qualche estremo – che le mezze, quelle no, siam d’accordo, non ci sono più. qui sempre tutto grigio e piovigginoso. vedi le ragazze con gli stivali d’estate e i ragazzi in tshirt a gennaio. il clima lo inventa il guardaroba, mica viceversa. l’anno prossimo a Cape Town, allora? 😉
    p.s. ho capito perchè questi parlan sempre del tempo: fanno finta che faccia notizia.

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