Un motivo in più per trasferirsi negli Stati Uniti (e per comprarsi un Mac)

June 16th, 2008 § 19 comments § permalink

No, non è che sono impazzito tutto d’un colpo. E’ che ho trovato – finalmente – la prima applicazione per Mac (e solo per Mac) che, nel mio ambito d’interesse, non abbia corrispettivi migliori o uguali su altri sistemi operativi.

E per di più è un programma straordinario, che devo assolutamente condividere. Si chiama Delicious Library e altro non è che un software che cataloga la collezione di libri/dischi/film/gadget/ecc. dell’utente.

Programmi così, mediamente noiosissimi, infestano a milioni la Rete e francamente uno fa più in fretta a farsi un piccolo database casalingo.
Però Delicious Library è speciale. Da un lato ha un’interfaccia che è assolutamente godibile e super-grafica. Al posto di sorbirsi un algido elenco di titoli, l’utente può scorrere le immagini (o le copertine) dei suoi prodotti catalogati, percorrendo con lo sguardo veri e propri scaffali virtuali di oggetti perfettamente rappresentati.

Può sembrare poco, ma è una feature che cerco da tempo, principalmente perché sono abituato a cercare i dischi “per copertina” più che per titolo.
E credo lo siano tutti quelli che hanno trasmettono in radio dal tempo in cui negli studi non c’erano ancora i computer con gli archivi di mp3, e ogni dj era costretto a scovare in archivio e programmare il disco giusto nei pochi minuti di durata del brano precedente.

Pur avendo una casa che trabocca di libri e dischi, mi sono sempre rifiutato di fare un archivio esaustivo di ciò che c’è. Cioè, ci ho provato tremila volte e altrettante mi sono fermato dopo un po’, stufo di stare piegato sul computer a digitare titoli su titoli.

Il bello di Delicious Library è che ha una feature che evita a noi poveri utenti ore e ore di digitazione. Come fa? Semplice: usa la webcam integrata nei Mac di ultima generazione e la utilizza come un lettore di codici a barre. Basta piazzare il cd/libro/gadget/film/ecc. di fronte alla webcam e il sistema interroga il db di Amazon alla ricerca del prodotto. E così senza nemmeno un click non solo si cataloga il prodotto, ma è possibile raccogliere informazioni da quel grande db di contenuto e di opinioni che è Amazon.

Sembra incredibile, ma funziona. Certo, per i primi 2 o 3 codici a barre bisogna fare un po’ di kamasutra con la webcam e capire come posizionarli, ma dopo 2 minuti i CD volano via uno dietro l’altro e magicamente le loro copertine compaiono sullo scaffale, per di più con un effetto grafico frù frù (che pagherei pur di poter disabilitare).

Tutto ciò è molto bello, perché significa che una collezione di CD, per quanto ampia, è archiviabile in pochissimo tempo e con risultati entusiasmanti.
Però c’è un inghippo notevole, anzi probabilmente deal-breaking.

Il fatto è che Delicious Library funziona perfettamente grazie alla sua integrazione con Amazon, da cui prende le immagini dei prodotti, i contenuti testuali, ecc.
Se un prodotto non c’è su Amazon, non c’è niente da fare: va immesso a mano.

Per i CD, a meno che uno ascolti tanta musica italiana (e allora ha problemi ben peggiori), il problema è secondario: l’archivio di Amazon (in tutte le sue versioni nazionali) è sufficientemente ampio e i dischi da immettere a mano non potranno che essere una minoranza. Cioè, il sistema a spanne riconosce tutto, tranne magari i cd singoli dei gruppi rap francesi, qualche ristampa strana, le raccolte fuori commercio e così via.

Anche per i gadget non ci sono molti problemi: il catalogo di gingilli tecnologici di Amazon è decisamente pasciuto e gli unici problemi di riconoscimento impossibile li ho avuti con i cellulari brandizzati dagli operatori telefonici. Poco male.

 

LA PERIFERIA DELL’IMPERO

Delicious Library crolla miserabilmente, peraltro non per colpa sua, quando si tratta di riconoscere libri e DVD italiani. D’altronde c’è poco da meravigliarsi: Amazon non vende libri e DVD italiani e quindi non possiamo che attaccarci gioiosamente al tram, visto che non riconosce un singolo titolo.

Peccato, perché l’idea è buona ed è a misura di pigro e ha mille altre feature intelligenti (la mia preferita è la gestione dei prestiti: basta trascinare l’oggetto prestato sul nome di un amico presente in rubrica e automaticamente il sistema si aggiorna e tiene traccia di chi ha cosa).

Anzi, mi chiedo se il sistema del riconoscimento via webcam non sia adattabile per il mercato librario e home-video italiano e magari trasposto su altri servizi.
Sarebbe strepitoso, per dire, se un servizio come Anobii permettesse agli utenti di immettere i libri letti con una semplice passata di fronte alla webcam, anche perché digitare il codice ISBN è pallosissimo ed è il motivo per cui ho sempre desistito dal proposito di usarlo.

Boh, continuiamo ad essere la periferia dell’impero e Delicious Library non fa che confermarlo. E in quanto periferia dell’impero ma con una moneta continentale piuttosto forte possiamo tranquillamente valutare se 40$ (cioè poco più di 25€) sono troppi o sono giusti per un software che è oggettivamente bellissimo e intelligente ma che possiamo usare solo parzialmente.

Nel dubbio, meglio metterle Delicious Library alla prova. Qui si scarica la versione demo, che non cataloga più di 25 pezzi, ma per il resto fa tutto. Se vi è piaciuto, qui è spiegato come comprarne una licenza definitiva (che toglie il tetto dei 25 oggetti), pagando 40$.
Valutate voi: io ci sto riflettendo. Tutto sommato ho così tanti CD da poter giustificare la spesa, però che noia toglierli tutti dalle mensole…

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