Dalla svolta di Salerno alla cazzata del Quirinale

March 7th, 2010 § 8 comments § permalink

Ok, la destra ha fatto l’ennesima porcata, forse la più grossa. Hanno cambiato le regole in corsa per giustificare alcuni loro errori, violando il violabile.

E’ un golpe? No, questa è l’Italia dei diminutivi, a partire dal suo Presidente del Consiglio. E’ un golpettino, ‘na bottarella, suvvia, mica ce stanno i carri armati per strada, no?

Vagli a dare torto. Sì, hanno fatto una delle più grandi porcate della storia patria, ma non per stabilire qualcosa di anormale o bizzarro, che sa di dittatura (che ne so, mettere fuori legge i coni gelato, fare senatore il visagista del premier), ma per ristabilire una normalità che la loro cialtronaggine non era riuscita a garantire.

Dirò una banalità: il caso è emblematico. Guardiamo i ministri attualmente al potere e chiediamoci perfidamente, come la prima moglie di De Andrè, se sono proprio questi i migliori che abbiamo.
La risposta è sì. Gasparri? E’ lì perché dalle sue parti è uno dei migliori. La Russa? Comparato ai camerati che comanda è Albert Schweitzer. Brunetta? Rispetto ai suoi sottoposti, un genio. E così via.

La realtà è che se già fanno schifo i pezzi grossi, figuriamoci l’umanità varia che anima il sottobosco del Pdl, i milioni di Milioni che se vanno a magnà un panino e che nel mentre sbianchettano i nomi di chissà chi, sempre pronti a trafficare, a tramare, a pasticciare per un piatto di fagioli o poco più. E pure così sprovveduti da farsi beccare, con tanto di video.

La realtà che mi preoccupa è che mandando al potere la destra italiana, tutto va nelle mani di quei cialtroni lì. Non è gentaglia, intendiamoci: la vera gentaglia è nei ministeri. Però è brutta gente, incapace ai limiti dell’autolesionismo, seriamente ignorante, pasticciona, familista e pure un po’ infingarda.

Vogliamo fare una bella metafora familiare? I vari Milioni e simili, che sono sparsi ovunque nei piccoli e grandi centri di potere del paese, sono il fratello minore un po’ tonto. E i ministri, i maggiorenti del Pdl sono il fratello maggiore, grande, grosso e prepotente, che si è trovato costretto a fare una fascistata senza pari per rimediare ai casini del fratello balengo.

Credo che né uno né l’altro meritino di guidare un paese civile. Meno che mai se si mettono a lavorare insieme. Se n’è accorto anche qualcuno a destra.

Va pure a finire che ci scappa da ridere. Pensate alla mole di retorica prodotta da Renato Brunetta sui fannulloni, sull’efficienza e sull’etica del “lavoro”. Nel giro di una settimana tutto il castello di qualunquismi brunettiani crolla di fronte ai “suoi” che si producono in ritardi a raffica, tra Roma e Milano (sono riusciti ad arrivare in ritardo perfino per il ricorso al TAR, trovandosi poi obbligati a farsi aprire dai custodi: le comiche), si incartano di fronte a procedure burocratiche elementari e tirano su, nella capitale del Nord come in quella del Sud, un bel polverone da suk, con tanto di accuse reciproche tra camerati, scazzi con la Lega e irritazione di una parte dei militanti.

In tutto il guaio c’è, tra l’altro, una figura triste. Ed è a sinistra. E’ lui, il Presidente della Repubblica. Avallare i decreti indecenti con cui il Pdl ha rimediato alla propria cialtronaggine è stato un errore. E’ un errore sostanziale, perché crea un precedente orribile e, a mio giudizio, impone al paese delle misure ingiuste da ogni punto di vista.

Ma soprattutto è un errore politico. Ed è un errore da comunisti, un errore da vecchio PCI.
Perché diavolo Napolitano ha promulgato il decreto ad paninum? Semplice, per il solito vecchio motivo per cui il PCI ha fatto, nel corso dei decenni, i suoi errori più gravi: ansia di legittimazione, far vedere che alla fine non si è duri ma ragionevoli, al costo di prendersela in quel posto. E’ dai tempi di Togliatti che si fa questo errore.
La paura di fare paura ci rende proni alle peggiori porcate degli “altri”.

In un paese di ineducati alla cultura delle regole, l’errore di Napolitano è fatale. C’era l’occasione di punire davvero chi sgarra. E farlo in modo esemplare e tuttavia calmo, appellandosi a regole condivise.
Si è persa l’occasione di educare l’Italia (e soprattutto quel pezzo di Italia che si sente al di sopra di qualsiasi regola) alla legalità. Quella spicciola, eh. Quella burocratica, quella per cui non si passa davanti alla gente in coda, quella per cui non si parcheggia nel posto riservato agli handicappati, quella per cui se un ufficio chiude alle 12 ci si presenta prima delle 12. Banalità, lo so. Cose da prima elementare. Ma siamo lì, alla prima ora di educazione civica. Ora che non si terrà, perché quel sepolcro imbiancato del Direttore ha deciso di annullarla per paura di sembrare troppo severo.

“…tutti con gli occhi aperti, che sanno benissimo cosa fare” – riflessioni ottimistiche sul caso Englaro

February 10th, 2009 § 26 comments § permalink

Devo ancora parlare del caso di Eluana.
Provo a fare un post politico-schematico, perché se mi abbandono alla prosa finisce che vomito un post chilometrico.

Prima faccio una premessa: vedo molti, sui principali social network, che quasi si incazzano predicando il silenzio. “C’è un morto di mezzo, tacete, è il momento del dolore”. 
Pur capendo benissimo questa necessità, non provengo da una cultura cattolica e la contrizione permanente non mi appartiene. Sono più da funerale anglosassone: ci si trova alla veglia e si fa tutto tranne che tacere: si beve, si parla, si ragiona, si sta insieme a riflettere e ricordare e in certi casi si canta e si ride perfino un po’ sguaiati. 
Quindi non prendete questo post come un’indelicatezza: è solo un approccio diverso alla morte. E da ateo non posso che dire hats off to Eluana e Beppino, perché ci hanno mostrato la via pagando in prima persona.

 

Provo a spiegare perché sono ottimista riguardo alle questioni sollevate dal caso Englaro. Vado per punti e la prendo un po’ alla lontana. 

 
Questione 1: Perché Berlusconi si è esposto in prima persona in questa battaglia?

In effetti è strano: Berlusconi, nonostante si dipinga come un buon cattolico, finora si è sempre nascosto tantissimo sulle questioni etiche, in parte credo per carenza di autorevolezza (un uomo con un’etica orribile non è credibile come modello morale). Se ricordate, sui referendum sulla fecondazione assistita era proprio sparito, lasciando ai suoi compari il compito di abbracciare le più oscurantiste volontà repressive volute dalla Chiesa e imporle al paese. Ma lui no, se ne stava fuori.

In questo caso si è speso, si è esposto, ha rischiato addirittura lo scontro istituzionale.
Perché? Chi glielo fa fare?

Mi vengono in mente due risposte, che peraltro non si escludono:

1 – Berlusconi ha visto in questo caso un’opportunità. Sì, il caso Englaro era un’opportunità politica enorme per la destra, perché permetteva di ricompattare i rapporti col Vaticano (un po’ lisi a causa del giro di vite ultra-repressivo contro l’immigrazione) e soprattutto offriva alla destra uno straordinario veicolo di marketing su cui peraltro insistono tuttora: “noi stiamo con la vita, gli altri con la morte”.
C’è poi un non trascurabile terzo motivo: la questione avrebbe diviso il PD. Cosa prontamente avvenuta e assolutamente funzionale alla destra e al disamoramento tra il partito di Veltroni e il suo elettorato, che è molto più laico dei politici che esprime. 
Il quarto motivo è noto a tutti: il modo migliore per non parlare della crisi economica in corso, che sta mettendo ancora più in evidenza l’inadeguatezza del Governo e della classe dirigente di PDL e Lega, è trovare un diversivo. Eccolo. 

2 – E’ una questione di delirio d’onnipotenza. In effetti gli eventi degli ultimi giorni sembrano confermare che nel Governo ci sia una sindrome del tipo “comandiamo noi e voi non siete nulla”. Il che in un sistema di bilanciamento dei poteri non è esattamente valido e tutti noi sappiamo quanto questo pesi a Berlusconi in primis. 
Insomma, al Governo c’è l’impressione di poter disporre del paese come meglio gli pare. Ecco, quindi, che un atto arrogante, cioè un atto di “definizione” di una società (direi “definizione culturale”, giacché il rapporto con la morte è un elemento di identificazione di una cultura) viene fatto ope legis a colpi di maggioranza. 

Sembra quasi un dire “da noi si fa così, perché lo diciamo noi”. Il che, mi sia permesso, fa un po’ paura ed è per quello che qualcuno sente aria di regime. Per la precisione io sento puzza di “stato etico” hegeliano. E non è un piccolo particolare.

Ma non finisce qui. Perché c’è di mezzo la psicologia berlusconiana. E si sa che da queste parti si pensa che il PresDelCons abbia seri problemi di ego.
Quindi immaginate quanto debba essersi sentito attratto Berlusconi dalla prospettiva di “salvare” Eluana. E’ una vita che cerca di presentarsi come “il salvatore” (e dio solo sa quanto gli pesa che non abbia messo la “s” maiuscola).
L’idea di potersi cullare con la retorica del salvatore e del difensore della vita deve davvero aver fatto presa sulla sua psiche da insicuro perenne, insomma. E ci si è buttato.

 

 

Questione 2: perché sei convinto che la destra e la Chiesa abbiano perso questa battaglia?

Provo a spiegarmi. La destra avrebbe avuto tutto l’interesse a lasciar perdere il caso Englaro, a farlo trascurare dai media che controlla e ad evitarsi questo mal di pancia che tocca più le coscienze che il portafoglio. E tocca le coscienze in un punto in cui tutti siamo sensibili, perché tutti – da vivi – abbiamo a che fare con la morte.

Eppure ci si sono buttati, un po’ per sudditanza verso il Vaticano, un po’ perché hanno percepito le opportunità che evidenziavo sopra.
Ma non hanno tenuto conto di due cose:

1 – che su questo tema la posizione della Chiesa e della destra è in minoranza nella società italiana.
Ovvio, non ho telefonato a tutti gli italiani chiedendo un parere. Però guardo i sondaggi di ogni genere (li ho cercati apposta, per farmi un’idea dello scenario), da quelli online a quelli cartacei, e non ho ancora trovato un singolo risultato in cui i favorevoli al testamento biologico, alla libera scelta, all’autodeterminazione del corpo, ecc. non siano la stragrande maggioranza.

Sarà pure un caso di coincidenze, ma ho la fortissima impressione che questa società sia molto più secolarizzata e laica dei rappresentanti che elegge. E credo che un po’ di Storia dimostri che è sempre stato così: i referendum sul divorzio e sull’aborto, per dire, furono vinti in un momento in cui la DC prendeva percentuali bulgare. Eppure la società era più avanti rispetto a come votava. 

 

2 – che una strategia così dà risultati positivi solo se si vince, ottenendo un risultato subito. Il partito trasversale dei clericofascisti sapeva che il tema è caldo ed è noto a tutti molto più di quello della fecondazione artificiale. Ecco perché la strategia avrebbe pagato molto, se vincente: era un pesantissimo “display of power” (che nella politica maschilista italiana è fondamentale) ed era una sorta di colpo di mano istituzionale giustificato da cause “etiche”. 
Insomma, se passava il “colpo” su Eluana e la cosa otteneva risultati, era la scusa perfetta per mostrare i muscoli al paese e soprattutto per fondare un modello d’azione governativa assolutamente non democratico: leggi ad personam, ad categoriam, ecc. approvate senza dibattito, senza considerare il Parlamento, fregandosene di tutto e di tutti, del Presidente della Repubblica, della Corte Costituzionale, ecc.  

 

Il risultato è che la destra clericofascista avrebbe guadagnato molto se Eluana non fosse morta ma fosse stata “salvata”: immagine, retoriche positive da usare, ego per il PresDelCons, divisione dell’opposizione, ricompattamento dei cattolici oscurantisti (anche quelli con Casini e quei pochi col PD), giustificazione “etica” di un colpo di mano a livello istituzionale, ecc.

Purtroppo gli è andata male ed Eluana attualmente è in paradiso e sta suonando “Imagine” con al piano John Lennon, dedicandola a quel grande uomo giusto di suo padre. E non pensa a quei piccoli uomini nell’aldiqua che la volevano torturare a vita in nome di un principio parziale che lei non riconosceva e che loro volevano rendere assoluto.

E per quei piccoli uomini oggi è una brutta giornata, perché ora si trovano con in mano una legge oscurantista sul diritto all’autodeterminazione del corpo. Una legge sicuramente scritta malissimo, che sarà tanto brutta quanto attaccabile, scritta da gente incattivita, mal formulata, fatta senza nessun confronto con il Parlamento. Sarà una pessima legge nel merito, nel metodo e nella forma e nei contenuti. E come tutte quelle leggi sarà debolissima o un boomerang. Ma non temete: durerà poco.

Non crediate che sia una vittoria il fatto che nei prossimi giorni sia approvata. La approveranno, la chiameranno “Legge Eluana”, col consenso dei media al loro libro paga (perché a destra piace piazzare un bel ricatto morale battezzando le leggi) e poi la parte sana del paese inizierà lentamente a farla a pezzetti, sempre che riescano a farla, perché una legge fatta male non passa facilmente al vaglio della Corte Costituzionale.

 

Questione 3: come andrà a finire?

Finirà con un duplice scenario, che in entrambi i casi prevede un referendum.

1 – Se la legge non passa perché cozza contro la Costituzione e i suoi principi, finiranno per cercare di cambiare la Costituzione. Hanno i numeri per provarci. Ma poi devono affrontare un bel referendum costituzionale in cui la sconfitta è assicurata, perché non c’è nemmeno il limite del quorum. 

2 – Se la legge in qualche modo passa, raccoglieremo le firme e faremo un bel referendum.
E lo perderanno, per quanto si applichino a farlo ignorare dai loro lacché catodici.
Perché questo tema tocca tutti e il più grosso rammarico che penso serpeggi nella sede del PDL e in Vaticano è aver attirato l’attenzione di tutti su un tema che tocca così da vicino la vita di tutti e non richiede competenze specifiche o chissà quale cultura per essere compreso. Perfino il più disinformato degli elettori sa rapportarsi col suo senso di pietà e scegliere di conseguenza. 
E quel referendum sarà una dura sconfitta per i clericofascisti e soprattutto per i partiti, che si perderanno in bizantinismi pur di non schierarsi o farsi dei nemici Oltretevere.

Ovviamente in questo secondo scenario starà  a noi impegnarci. Può sembrare strano ma mi pare di aver percepito (parlo di sensazioni mie, quindi il tutto ha la validità scientifica di Voyager) una fortissima indignazione, superata solo dalla voglia di impegnarsi per questa battaglia fondamentale, perfino da parte di gente che mai mi sarei immaginato. 

Per una volta c’è un tema in cui la proverbiale ignoranza degli italiani non è d’ostacolo, perché la morte non fa distinzione e tutti hanno esperienza diretta o indiretta di sofferenza, di parenti/amici/conoscenti a cui auguri di andarsene in fretta e non soffrire, ecc. 
E per gli oscurantisti, per la Chiesa, per la destra sarà una brutta notizia, perché non riusciranno  – come hanno sempre fatto – a prosperare sull’ignoranza delle masse.
Almeno per questo argomento credo proprio di no.

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