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	<title>Suzukimaruti</title>
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	<description>il blog di Enrico Sola</description>
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		<title>[bignami] Dalla svolta di Salerno alla cazzata del Quirinale</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 22:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[bignami]]></category>

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		<description><![CDATA[[I post "bignami" sono versioni condensate, sotto forma di elenco puntato, dei miei soliti post lunghi, ideali per chi non ha tempo o non ha voglia]
Il post originale (quello lungo) è qui.
- ok, la destra ha fatto la porcata, forse una delle più grosse mai fatte
- fa lo stesso, tanto ormai il paese è assuefatto
- [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[I post "bignami" sono versioni condensate, sotto forma di elenco puntato, dei miei soliti post lunghi, ideali per chi non ha tempo o non ha voglia]</p>
<p>Il post originale (quello lungo) <a href="http://www.enrico-sola.com/2010/03/dalla-svolta-di-salerno-alla-cazzata-del-quirinale/" target="_blank">è qui</a>.</p>
<p>- ok, la destra ha fatto la porcata, forse una delle più grosse mai fatte</p>
<p>- fa lo stesso, tanto ormai il paese è assuefatto</p>
<p>- più che un golpe è un golpetto, &#8216;na bottarella, suvvia</p>
<p>- votare la destra significa votare i subumani responsabili del caos alla presentazione delle liste e anche votare i &#8220;capi&#8221; responsabili della fascistata che ha riammesso le liste escluse con un colpo di mano antidemocratico</p>
<p>- quindi non fatelo, per favore</p>
<p>- Napolitano ha le sue colpe: non avrebbe dovuto promulgare il decreto ad paninum</p>
<p>- purtroppo il vecchiardo ha ancora un po&#8217; di ansia da legittimazione tipica del PCI, motivo per cui ogni tanto si avallano cose mostruose pur di sembrare rassicuranti</p>
<p>- talmente rassicuranti da prendercela in quel posto</p>
<p>- ah, sì, nel mentre abbiamo perso l&#8217;occasione di educare un po&#8217; il paese alle regole</p>
<p>- e forse ci serviva, eh</p>
<p>- se ne evince che in Italia ormai vale tutto, basta essere più forti</p>
<p>- cazzi vostri, insomma</p>
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		<title>Dalla svolta di Salerno alla cazzata del Quirinale</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 20:38:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Ok, la destra ha fatto l&#8217;ennesima porcata, forse la più grossa. Hanno cambiato le regole in corsa per giustificare alcuni loro errori, violando il violabile.
E&#8217; un golpe? No, questa è l&#8217;Italia dei diminutivi, a partire dal suo Presidente del Consiglio. E&#8217; un golpettino, &#8216;na bottarella, suvvia, mica ce stanno i carri armati per strada, no?
Vagli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, la destra ha fatto l&#8217;ennesima porcata, forse la più grossa. Hanno cambiato le regole in corsa per giustificare alcuni loro errori, violando il violabile.</p>
<p>E&#8217; un golpe? No, questa è l&#8217;Italia dei diminutivi, a partire dal suo Presidente del Consiglio. E&#8217; un golpettino, &#8216;na bottarella, suvvia, mica ce stanno i carri armati per strada, no?</p>
<p>Vagli a dare torto. Sì, hanno fatto una delle più grandi porcate della storia patria, ma non per stabilire qualcosa di anormale o bizzarro, che sa di dittatura (che ne so, mettere fuori legge i coni gelato, fare senatore il visagista del premier), ma per ristabilire una normalità che la loro cialtronaggine non era riuscita a garantire.</p>
<p>Dirò una banalità: il caso è emblematico. Guardiamo i ministri attualmente al potere e chiediamoci perfidamente, come la prima moglie di De Andrè, se sono proprio questi i migliori che abbiamo.<br />
La risposta è sì. Gasparri? E&#8217; lì perché dalle sue parti è uno dei migliori. La Russa? Comparato ai camerati che comanda è Albert Schweitzer. Brunetta? Rispetto ai suoi sottoposti, un genio. E così via.</p>
<p>La realtà è che se già fanno schifo i pezzi grossi, figuriamoci l&#8217;umanità varia che anima il sottobosco del Pdl, i milioni di Milioni che se vanno a magnà un panino e che nel mentre sbianchettano i nomi di chissà chi, sempre pronti a trafficare, a tramare, a pasticciare per un piatto di fagioli o poco più. E pure così sprovveduti da farsi beccare, con tanto di video.</p>
<p>La realtà che mi preoccupa è che mandando al potere la destra italiana, tutto va nelle mani di quei cialtroni lì. Non è gentaglia, intendiamoci: la vera gentaglia è nei ministeri. Però è brutta gente, incapace ai limiti dell&#8217;autolesionismo, seriamente ignorante, pasticciona, familista e pure un po&#8217; infingarda.</p>
<p>Vogliamo fare una bella metafora familiare? I vari Milioni e simili, che sono sparsi ovunque nei piccoli e grandi centri di potere del paese, sono il fratello minore un po&#8217; tonto. E i ministri, i maggiorenti del Pdl sono il fratello maggiore, grande, grosso e prepotente, che si è trovato costretto a fare una fascistata senza pari per rimediare ai casini del fratello balengo.</p>
<p>Credo che né uno né l&#8217;altro meritino di guidare un paese civile. Meno che mai se si mettono a lavorare insieme. Se n&#8217;è accorto anche <a href="http://www.samuelesilva.net/2010/03/06/decreto-salvaliste-io-mi-astengo/" target="_blank">qualcuno a destra</a>.</p>
<p>Va pure a finire che ci scappa da ridere. Pensate alla mole di retorica prodotta da Renato Brunetta sui fannulloni, sull&#8217;efficienza e sull&#8217;etica del &#8220;lavoro&#8221;. Nel giro di una settimana tutto il castello di qualunquismi brunettiani crolla di fronte ai &#8220;suoi&#8221; che si producono in ritardi a raffica, tra Roma e Milano (sono riusciti ad arrivare in ritardo perfino per il ricorso al TAR, trovandosi poi obbligati a farsi aprire dai custodi: le comiche), si incartano di fronte a procedure burocratiche elementari e tirano su, nella capitale del Nord come in quella del Sud, un bel polverone da suk, con tanto di accuse reciproche tra camerati, scazzi con la Lega e irritazione di una parte dei militanti.</p>
<p>In tutto il guaio c&#8217;è, tra l&#8217;altro, una figura triste. Ed è a sinistra. E&#8217; lui, il Presidente della Repubblica. Avallare i decreti indecenti con cui il Pdl ha rimediato alla propria cialtronaggine è stato un errore. E&#8217; un errore sostanziale, perché crea un precedente orribile e, a mio giudizio, impone al paese delle misure ingiuste da ogni punto di vista.</p>
<p>Ma soprattutto è un errore politico. Ed è un errore da comunisti, un errore da vecchio PCI.<br />
Perché diavolo Napolitano ha promulgato il decreto ad paninum? Semplice, per il solito vecchio motivo per cui il PCI ha fatto, nel corso dei decenni, i suoi errori più gravi: ansia di legittimazione, far vedere che alla fine non si è duri ma ragionevoli, al costo di prendersela in quel posto. E&#8217; dai tempi di Togliatti che si fa questo errore.<br />
La paura di fare paura ci rende proni alle peggiori porcate degli &#8220;altri&#8221;.</p>
<p>In un paese di ineducati alla cultura delle regole, l&#8217;errore di Napolitano è fatale. C&#8217;era l&#8217;occasione di punire davvero chi sgarra. E farlo in modo esemplare e tuttavia calmo, appellandosi a regole condivise.<br />
Si è persa l&#8217;occasione di educare l&#8217;Italia (e soprattutto quel pezzo di Italia che si sente al di sopra di qualsiasi regola) alla legalità. Quella spicciola, eh. Quella burocratica, quella per cui non si passa davanti alla gente in coda, quella per cui non si parcheggia nel posto riservato agli handicappati, quella per cui se un ufficio chiude alle 12 ci si presenta prima delle 12. Banalità, lo so. Cose da prima elementare. Ma siamo lì, alla prima ora di educazione civica. Ora che non si terrà, perché quel sepolcro imbiancato del Direttore ha deciso di annullarla per paura di sembrare troppo severo.</p>
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		<title>[bignami] Da Paolo Villaggio al sabato del villaggio. E dire che è un post sull&#8217;iPad</title>
		<link>http://www.enrico-sola.com/2010/01/bignami-da-paolo-villaggio-al-sabato-del-villaggio-e-dire-che-e-un-post-sullipad/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 22:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[[i post "bignami" sono versioni condensate, sotto forma di elenco puntato, dei miei soliti post lunghi, ideali per chi non ha tempo o non ha voglia]
Il post originale (quello lungo) è qui.
Per l&#8217;occasione, il Bignami è a cura di Gaia Giordani
Per una migliore comprensione di questo dialogo, ecco una legenda: Cs = Copiascolla, E = [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[i post "bignami" sono versioni condensate, sotto forma di elenco puntato, dei miei soliti post lunghi, ideali per chi non ha tempo o non ha voglia]</p>
<p>Il post originale (quello lungo) <a href="http://www.enrico-sola.com/2010/01/da-paolo-villaggio-al-sabato-del-villaggio-e-dire-che-e-un-post-sullipad/" target="_blank">è qui</a>.</p>
<p>Per l&#8217;occasione, il Bignami è a cura di <a href="http://copiascolla.splinder.com/" target="_blank">Gaia Giordani</a></p>
<p>Per una migliore comprensione di questo dialogo, ecco una legenda: Cs = Copiascolla, E = Essere Umano di Riferimento aka Ectoplasma</p>
<p>E &#8211; L&#8217;aggeggio si chiama iPad e in sostanza è un grosso iPhone che non fa le telefonate&#8230;</p>
<p>Cs &#8211; Abbasso la tavoletta!</p>
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		<title>Da Paolo Villaggio al sabato del villaggio. E dire che è un post sull&#8217;iPad</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 22:29:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiariamoci subito. Il problema è nostro, che in 10 anni di anticipazioni, sussurri e mormorii, in assenza di informazioni ci siamo costruiti un mito irraggiungibile, un po&#8217; come il risultato di Italia-Inghilterra per Fantozzi e colleghi imprigionati nel cineforum aziendale a sorbirsi la corazzata Potëmkin.
Se l&#8217;iPhone aveva colto di sorpresa molti, l&#8217;iPad di Apple ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiariamoci subito. Il problema è nostro, che in 10 anni di anticipazioni, sussurri e mormorii, in assenza di informazioni ci siamo costruiti un mito irraggiungibile, un po&#8217; come il risultato di Italia-Inghilterra per Fantozzi e colleghi imprigionati nel cineforum aziendale a sorbirsi la corazzata Potëmkin.</p>
<p>Se l&#8217;iPhone aveva colto di sorpresa molti, <a href="http://www.apple.com/ipad" target="_blank">l&#8217;iPad di Apple</a> ha deluso tutte le aspettative. Attenzione, non sto scrivendo che l&#8217;iPad sia un brutto prodotto. Sto scrivendo che per una volta il prodotto è inferiore a ciò che ci si aspettava.</p>
<p>E non poteva essere che così. Il fantasmagorico Tablet della Apple è un prodotto leopardiano: atteso, mitizzato e desiderato fino al momento prima che si riveli. La domenica del villaggio è bella finché è sabato.</p>
<p><strong>UNA DELUSIONE E QUATTRO PREOCCUPAZIONI</strong></p>
<p>Psicologia collettiva a parte, il resto sono considerazioni tecnologiche e di mercato.</p>
<p>L&#8217;impressione è che l&#8217;hardware non faccia poi così tanto la differenza. Cioè, l&#8217;iPad sembra un prodotto del 2010, il che non è un problema, ma lo diventa se si pensa che l&#8217;iPhone sembrava un prodotto del 2010 quando fu presentato nel 2007.</p>
<p>La vera delusione è lo schermo: quasi 10 pollici e una risoluzione di 1024&#215;768, come se fossimo nel 1999. Personalmente, nell&#8217;era dell&#8217;HD, da un gadget non tascabile mi aspetto minimo un display HD-Ready 720p, insomma 1280&#215;720 o poco più. Invece no: proporzioni 4/3 e risoluzione XGA. Let&#8217;s go back to the old school!</p>
<p>Non dico che per me sia deal-breaking (lo devo provare), ma poco ci manca.</p>
<p>Ci sono, poi, un sacco di preoccupazioni, soprattutto per noi che siamo un interno-cortile nella periferia sfigata della provincia dell&#8217;impero. Ne elenco un po&#8217;.</p>
<p>La prima: un display da 10 pollici su un hardware leggero è perfetto come player video. E lo sarà per gli americani, che potranno accedere a un sacco di contenuti video su iTunes (pagandoli, ovvio) e goderseli come più gli aggrada.<br />
Se per l&#8217;iPad in Italia va a finire come per l&#8217;iPhone &#8211; cioè attualmente zero contenuti video venduti su iTunes &#8211; una delle destinazioni d&#8217;uso dell&#8217;iPad va a farsi benedire. E dubito che Steve Jobs mi permetterà di riempirmi la tavoletta di DivX e guardarmeli (e dire che ci è arrivata perfino la Microsoft, che con il più recente aggiornamento di firmware ha reso compatibile lo zune HD con DivX e XviD). Una Apple TV portatile? No grazie, Steve, visto che qui non ci vuoi vendere i film su iTunes!</p>
<p>L&#8217;altra preoccupazione riguarda l&#8217;iPad come macchina per giocare. Visto che il 50% del keynote è stato occupato da demo di giochi, è palese che a Cupertino contano molto sulle capacità videoludiche della tavoletta. Dovessi dirvi che sono rimasto impressionato dai giochi mostrati, mentirei. Ok, c&#8217;era poco tempo a disposizione e ci sono ampi margini di crescita, però mi aspettavo di più. Vediamo che succede nei prossimi mesi.</p>
<p>La terza preoccupazione è forse la più grossa. L&#8217;iPad è rivoluzionario nel prezzo e nel modello di connettività mobile: niente abbonamenti pluriennali, giusto un hardware a un prezzo umano (di fatto costa meno dell&#8217;iPhone) e, volendo, sui modelli 3G una connettività che si paga mese per mese. Con 30$ al mese si ha banda 3G illimitata (il piano da 15$ per 250 Mb mensili è per soli masochisti) e tutto sommato 629$ per la tavoletta 3G sono accettabili.<br />
Il problema è che nulla ci garantisce che accada altrettanto in Italia. Negli Stati Uniti è una pacchia e credo che il piano dati dell&#8217;iPad metterà nei guai i piani flat dati di molti operatori e li obbligherà a rivedere i prezzi verso il basso. Ma qui? Lo scopriremo a giugno/luglio.</p>
<p>La quarta si concentra tutta sull&#8217;uso dell&#8217;iPad come lettore di ebook. Il fatto è che in termini di qualità della lettura, un display tradizionale è anni luce peggio rispetto a uno schermo e-ink, che non è retroilluminato e non si ricarica 60 volte al secondo, ma sta fermo lì, opaco come la pagina di un libro. Davvero, sono due mondi diversi.<br />
In cuor mio sapevo che Apple non avrebbe mai fatto un prodotto basato sull&#8217;e-ink e la cosa mi andava bene, perché mi aspettavo &#8211; anche tenendo conto dei rumors &#8211; che in cambio a Cupertino si sarebbero ri-inventati il mercato dei periodici, che è in crisi da tempo immemore.<br />
Invece niente: giusto una versione del New York Times, decisamente ordinaria e drammaticamente simile <a href="https://timesreader.nytimes.com/webapp/wcs/stores/servlet/TimesReader?storeId=10001&amp;catalogId=10001" target="_blank">alla versione NYT Reader</a>, che già gira su tutti i computer su cui è installato Adobe Air.</p>
<p><strong>MA MI SERVE? AKA &#8220;FAMOLO GROSSO&#8221;</strong></p>
<p>Se non avessi di fronte al naso un iPhone (cioè, ora che sto scrivendo ho un MacBook, ma ci siamo capiti), probabilmente mi starei strappando i capelli dalla gioia per l&#8217;iPad. Ma la realtà è che fatico a trovare, almeno da quanto ho visto oggi nel keynote di Jobs, differenze mostruose tra il mio cellulare e l&#8217;iPad.</p>
<p>Anzi, ho il timore che la versatilità dell&#8217;iPhone sia il migliore argomento a sfavore dell&#8217;iPad. Di fatto l&#8217;iPhone fa tutto quello che fa l&#8217;iPad: oltre a farmi telefonare, suona gli mp3, mi fa vedere video in formati inutili, esegue centinaia di migliaia di applicazioni e qualche giochino interessante, mi fa navigare bene in mobilità senza Flash e mi fa pure leggere gli ebook su uno schermo retroilluminato. E la necessità di farlo più in grande per me non è così impellente, soprattutto se non c&#8217;è nemmeno il supporto a Flash o un abbozzo di multitasking a fare la differenza tra l&#8217;iPad e l&#8217;iPhone.</p>
<p>Sì, ovvio, qualcuno potrà dirmi che ora c&#8217;è la suite di iWork ricicciata per iPad. Saranno felici tutti i 25 utenti reali di iWork, ma non mi riesco a emozionare.<br />
E se devo leggere ebook in mobilità, tenendo conto che il modello di business librario di Apple è, almeno per l&#8217;utente, identico alla concorrenze, tanto vale comprarmi un Kindle, almeno non mi cavo gli occhi. E se proprio voglio cavarmeli, o uso un iPhone (che con <a href="http://www.lexcycle.com/" target="_blank">Stanza</a> fa miracoli) o accendo il MacBook e mi apro un PDF.</p>
<p><strong>COSE CHE NON HO</strong></p>
<p>Alla fine, visto l&#8217;esercito di rumors prodotti dalla Rete negli ultimi mesi, si contano le feature sopravvissute e presenti nel prodotto finale e quelle cadute durante l&#8217;unveiling. Alcune mi erano particolarmente care.</p>
<p>L&#8217;idea dell&#8217;iPad come lettore di emagazine (non è un refuso, è come l&#8217;ebook ma con le riviste, capisce?) mi sembrava realizzabile e a portata di mano. Ma per ora nada.</p>
<p>Anche l&#8217;idea di utilizzare l&#8217;iPad come superficie tattile-visiva aggiuntiva di un Mac non mi sarebbe dispiaciuta. Cioè, immaginate di poter abbinare l&#8217;iPad al vostro Mac e poter controllare quest&#8217;ultimo attraverso l&#8217;iPad, che diventa una via di mezzo tra una tavoletta grafica, un touch-screen aggiuntivo e un touch-pad. Figo, no? Magari Apple col tempo si inventa un&#8217;applicazione simile: metterebbe nei guai, per esempio, tutte le aziende che vendono controller hardware fisici. Pensate che bello poter controllare in realtime i parametri di Logic smanettando sull&#8217;iPad mentre sul Mac &#8220;gira&#8221; la musica.</p>
<p>Mi sarebbe anche piaciuto un iPad un po&#8217; più orientato alla comunicazione interpersonale. Nella mia immaginazione lo avrei visto bene con due fotovideocamere, una sul retro e una frontale, per fare videoconferenze e videotelefonate. Non ne ha nemmeno una. E dire che lo spazio su quella cornice spessissima (che è molto poco Apple) non manca.</p>
<p><strong>QUINDI?</strong></p>
<p>Quindi aspettiamo. Magari siamo di fronte a una sorta di primo iPhone (quello 2G senza applicazioni, che negli States dava occupato quando eri connesso a Internet e che non mi aveva convinto). Magari tra un po&#8217; esce un iPad numero 2 che fa fare al prodotto il vero salto di qualità, così come è accaduto con l&#8217;iPhone 3G.<br />
Oppure c&#8217;è qualcosa che mi sono perso (e non sono l&#8217;unico, tenendo conto che personalmente sospendo il giudizio e sto alla finestra, ma noto in giro un po&#8217; di delusione, perfino su siti come Gizmodo ed Engadget, normalmente servilissimi quando si tratta di Apple) e Apple finisce per rifondare 3 o 4 mercati, rivoluzionare il mercato dei media, cancellare la fame nel mondo, donare la vista a Stevie Wonder e far vincere le elezioni al PD.<br />
Oppure accettiamo che Apple abbia prodotto il suo <a href="http://enrico-sola.tumblr.com/post/356337627/post-apocalittico" target="_blank">Zune marrone</a> e tiriamo avanti.</p>
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		<title>Con molto timore</title>
		<link>http://www.enrico-sola.com/2009/12/con-molto-timore/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 22:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarò brevissimo, ma la questione mi preme assai.
Alcuni più coraggiosi di me mi fanno notare (giacché non ci sarei mai andato di mio) che il sito di AssoDigitale utilizza lo stesso template del mio blog, che in effetti è gratuito e disponibile a tutti.
Ci tengo molto a dire non solo che non ho nulla da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarò brevissimo, ma la questione mi preme assai.</p>
<p>Alcuni più coraggiosi di me mi fanno notare (giacché non ci sarei mai andato di mio) che il sito di <a href="http://www.assodigitale.it/" target="_blank">AssoDigitale</a> utilizza lo stesso template del mio blog, che in effetti è gratuito e disponibile a tutti.</p>
<p>Ci tengo molto a dire non solo che non ho nulla da spartire con quell&#8217; &#8220;associazione&#8221;, ma che mi considero lontano anni luce da quel genere di iniziative e da chi le anima e non ho stima di chi vi appartiene.<br />
Volete un consiglio? Giratene al largo.</p>
<p>Direi anche di peggio (peraltro <a href="http://www.suzukimaruti.it/2007/10/20/assi-digitali/" target="_blank">l&#8217;ho fatto due anni fa</a>), ma lascio che siano i diretti protagonisti a <a href="http://senzaaggettivi.net/2009/12/16/cronaca-di-un-caso-sottotitolo-se-questo-e-landazzo/" target="_blank">rendersi ridicoli da soli</a> (grazie all&#8217;esaustivo riassunto da parte di Elena).</p>
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		<title>[bignami] Di sfuggita dentro a un bar</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 23:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[i post "bignami" sono versioni condensate, sotto forma di elenco puntato, dei miei soliti post lunghi, ideali per chi non ha tempo o non ha voglia]
Il post originale (quello lungo) è qui.
- Nel 1983 in una sala giochi di Sanremo ho visto per la prima volta Dragon&#8217;s Lair
- Ne sono rimasto vagamente colpito, visto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[i post "bignami" sono versioni condensate, sotto forma di elenco puntato, dei miei soliti post lunghi, ideali per chi non ha tempo o non ha voglia]</p>
<p>Il post originale (quello lungo) <a href="http://www.enrico-sola.com/2009/12/di-sfuggita-dentro-a-un-bar/" target="_self">è qui</a>.</p>
<p>- Nel 1983 in una sala giochi di Sanremo ho visto per la prima volta Dragon&#8217;s Lair</p>
<p>- Ne sono rimasto vagamente colpito, visto che aveva una grafica da cartone animato figo (non quelli tristi con lo sfondo che scorre in loop mentre il ranger insegue Yoghi e Bubu dopo che hanno fottuto un cestino della merenda)</p>
<p>- Vagamente, eh</p>
<p>- Talmente vagamente che il solo fatto che ora quel videogioco lì, che all&#8217;epoca mi sembrava un miracolo, sia disponibile paro paro come applicazione per l&#8217;iPhone mi dà una strana ansia felice</p>
<p>- Non sarebbe male provare a immaginare qualcosa che suonasse futuribile ora quanto lo fu all&#8217;epoca Dragon&#8217;s Lair. Ci penso da mezz&#8217;ora ma non mi viene in mente niente</p>
<p>- Grafica a parte, tuttavia, Dragon&#8217;s Lair come gioco era una mezza schifezza. Però sull&#8217;iPhone ha un suo perché.</p>
<p>- Mi sono pure scaricato Space Ace</p>
<p>- Nel mentre, il mio bambino interiore è morto per avvenuta soddisfazione di ogni suo più mostruoso desiderio (i pensieri impuri sulla ormai mitica pubblicità della pista Polistil con Paola Pitagora e i suoi collant viola sono un prodotto della preadolescenza)</p>
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		<title>Di sfuggita dentro a un bar</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 23:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[In verità era una sala giochi del centro di Sanremo, malfrequentata. Mille lire cambiate facevano dieci gettoni e un &#8220;fai in fretta!&#8221; da parte di una mamma indecisa se essere scocciata o preoccupata per l&#8217;umanità vagamente tossicofila che animava il locale. Il fatto è che in sala giochi tu *non vuoi* fare in fretta, anzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In verità era una sala giochi del centro di Sanremo, malfrequentata. Mille lire cambiate facevano dieci gettoni e un &#8220;fai in fretta!&#8221; da parte di una mamma indecisa se essere scocciata o preoccupata per l&#8217;umanità vagamente tossicofila che animava il locale. Il fatto è che in sala giochi tu *non vuoi* fare in fretta, anzi il tuo obiettivo è far fruttare quelle 10 monete strane e trasformarle in sensazioni videoludiche. Prolungate, se possibile.</p>
<p>Ecco perché sono certo che, preso già a nove anni da una logica utilitaristica, ho speso i primi due gettoni su un videogioco sicuro: uno di quelli che boh non è che ti diverta poi tanto, ché magari lo conosci a memoria. Però era un gioco in grado di garantirmi un quarto d&#8217;ora abbondante di partita ininterrotta, senza farmi perdere soldi e senza farmi sfigurare nell&#8217;effimero spazio di &#8220;tre vite e game over&#8221; di altri giochi tutti da scoprire.</p>
<p>Con otto gettoni rimasti potevo sbizzarrirmi, provare nuovi coin-op, farmi affascinare dalla grafica di qualche nuovo gioco, insistere con la mia bestia nera <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gyruss" target="_blank">Gyruss</a> (che pare fosse un gioco relativamente facile, ma avevo seri problemi ad adattarmi all&#8217;astronave che girava in tondo invece che spostarsi lungo i quattro assi) oppure spaccarmi gli occhi su <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Zaxxon" target="_blank">Zaxxon</a>, altro gioco che metteva in evidenza il mio disagio col 3D, per quanto &#8220;pseudo&#8221; e isometrico.</p>
<p>Ma se parlo delle mie idiosincrasie videogiocose divago. Ciò che rende rilevante quel pomeriggio di un giorno di luglio nuvoloso in luogo di mare è che, nella seconda stanza della sala giochi, troneggiava lui: <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dragon's_Lair" target="_blank">Dragon&#8217;s Lair</a>.</p>
<p>Nel 2009 blateriamo volentieri di &#8220;wow effect&#8221;, ma quello che avevo di fronte agli occhi era veramente da urlo: in un&#8217;epoca in cui la grafica migliore consisteva in una manciata di pixel più o meno disposti ad arte, Dragon&#8217;s Lair era molto più che un salto generazionale in termini tecnologici. Era chiedere troppo e ottenere ancora di più. Era il futuro del futuro del futuro. Guardare per credere: il confronto con un gioco &#8211; peraltro di successo: Manic Miner &#8211; uscito lo stesso anno è impietoso, dal punto di vista grafico.</p>
<p><a href="http://www.enrico-sola.com/wp-content/uploads/2009/12/manicminerscreen1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-244" title="manicminerscreen1" src="http://www.enrico-sola.com/wp-content/uploads/2009/12/manicminerscreen1.jpg" alt="manicminerscreen1" width="380" height="283" /></a><br />
<a href="http://www.enrico-sola.com/wp-content/uploads/2009/12/dragonslair_010-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-243" title="dragonslair_010-2" src="http://www.enrico-sola.com/wp-content/uploads/2009/12/dragonslair_010-2.jpg" alt="dragonslair_010-2" width="380" height="283" /></a></p>
<p>Avevo di fronte agli occhi un videogioco che aveva la grafica di un vero e proprio cartone animato. E non uno di quelli televisivi, con pochi frame e i fondali ricorsivi. Quello era un cartone del cinema, come Peter Pan, Bianca e Bernie, animato da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Don_Bluth" target="_blank">Don Bluth</a>, che era uno degli animatori più bravi della vecchia scuola Disney. Solo che quel cartone animato lì si comandava con il joystick. Non mi sembrava tecnicamente possibile. E tuttora non riesco a immaginare a qualcosa che, se si materializzasse ora sulla Terra, riuscirebbe a essere altrettanto futuribile.</p>
<p>Sarà che da bambini si è più propensi alla meraviglia, ma la visione di quel gioco lì, con quella grafica che sembrava provenire da mille anni dopo, è una delle emozioni tecnologiche più grandi che ho avuto. Giusto l&#8217;installazione fortuita &#8211; all&#8217;epoca del DOS &#8211; della primissima demo di Doom mi aveva dato qualche brivido, ma non c&#8217;era paragone.</p>
<p>Ricordo che ogni partita a Dragon&#8217;s Lair costava 4 gettoni. E si moriva subito, perché era un gioco impossibile, con un meccanismo stupido e indegno della grafica (si trattava di produrre, quadro per quadro, sequenze di movimenti col joystick: bastava avere molti soldi da spendere e un po&#8217; di buona memoria; in alternativa l&#8217;esperienza era frustrante). Però era una gioia a vedersi e ogni partita richiamava una decina di spettatori che, tacitamente, si scambiavano occhiate meravigliate quadro dopo quadro. Preso da timore reverenziale (non ero degno), non ho mai giocato una singola partita a Dragon&#8217;s Lair. Ma ne ho spiate centinaia, stupito.</p>
<p>Poi uno dice che non bisogna abbandonarsi al progresso, che non bisogna cedere al determinismo tecnologico, che la fede nelle magnifiche sorti e progressive è ingenua e via con la puntina sul disco dello scetticismo da birreria.<br />
E finirebbe pure per avere ragione.</p>
<p>Però ora quel gioco, quella sorta di futuro impensabile che &#8211; reale come non mai - si era materializzato dal nulla un pomeriggio di 26 anni fa, è un&#8217;applicazione da pochi euro (occhio e croce il valore di 4 gettoni del 1983) <a href="http://itunes.apple.com/it/app/dragons-lair/id341837564?mt=8" target="_blank">sull&#8217;iPhone</a> (occhio: il link apre iTunes). E non è un surrogato, né uno dei tremila porting tristi che sono stati fatti nel corso degli anni per computer, DVD e console: è quel gioco lì, con quella grafica di allora, pixel per pixel. E sta in un taschino, a portata di mano. E Dirk ha vite infinite.</p>
<p>Gettoni illimitati e Dragon&#8217;s Lair disponibile dove e quando voglio: posso morire felice.<br />
Ed è esattamente quello che è successo al mio bambino interiore: morto per avvenuta soddisfazione dell&#8217;ultimo sogno infantile, quello impossibile, iperbolico, irrealizzabile.<br />
Tocca fare gli adulti al 100%, ora. Anzi, tra 5 minuti, mamma, ché prima mi tocca salvare Daphne dal drago Singe e sono incastrato all&#8217;ultimo quadro.</p>
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		<title>[bignami] Cristina D&#8217;Avena canta l&#8217;Armageddon</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 17:54:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[i post "bignami" sono versioni condensate, sotto forma di elenco puntato, dei miei soliti post lunghi, ideali per chi non ha tempo o non ha voglia]
Il post originale (quello lungo) è qui.
- inauguro la categoria &#8220;ho visto cose&#8220;, che non è altro che una collezione di video notevoli che ho trovato qua e là
- la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[i post "bignami" sono versioni condensate, sotto forma di elenco puntato, dei miei soliti post lunghi, ideali per chi non ha tempo o non ha voglia]</p>
<p>Il post originale (quello lungo) <a href="http://www.enrico-sola.com/2009/12/cristinadavena-canta-l-armageddon/" target="_blank">è qui</a>.</p>
<p>- inauguro la categoria &#8220;<a href="http://www.enrico-sola.com/category/ho-visto-cose/" target="_blank">ho visto cose</a>&#8220;, che non è altro che una collezione di video notevoli che ho trovato qua e là</p>
<p>- la inauguro con un video di Tiny Tim, che è un personaggio inquietante, con il look da Alice Cooper ma il pubblico del Mago Zurlì</p>
<p>- nel video, preso da uno show televisivo dei tardi anni Sessanta, si vedono bambini terrorizzati dal personaggio e dalla sua esibizione</p>
<p>- e magari pure dalla canzone che canta, visto che <a href="http://delspaces.wordpress.com/2007/09/05/the-other-side/" target="_blank">parla di uno tsunami che cancella la razza umana</a></p>
<p>- la mia idea è che una cosa simile, da bambino, ti manda dritto dallo psicanalista per gli anni a venire</p>
<p>- poi magari mi sbaglio e nel 2012, quando il mondo finisce, i traumatizzati da Tiny Tim sono preparatissimi e imperturbabili, visto che hanno già vissuto il dramma da piccoli</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cristina D&#8217;Avena canta l&#8217;Armageddon</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 17:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ho visto cose]]></category>

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		<description><![CDATA[[piccola spiegazione che faccio la prima volta: la categoria "ho visto cose" è una specie di videoteca di cose che non mi aspettavo e che non è automatico che mi augurassi, eh]
Non so come e non so perché, ma sono capitato su questo video di Tiny Tim, che è una sorta di menestrello tradizionalista folk [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[piccola spiegazione che faccio la prima volta: la categoria "<a href="http://www.enrico-sola.com/category/ho-visto-cose/" target="_blank">ho visto cose</a>" è una specie di videoteca di cose che non mi aspettavo e che non è automatico che mi augurassi, eh]</p>
<p>Non so come e non so perché, ma sono capitato su questo video di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tiny_Tim_(musician)" target="_blank">Tiny Tim</a>, che è una sorta di menestrello tradizionalista folk americano, armato di ukulele e conciato come un ibrido tra Patti Smith e Pierrot, famoso in tv nei tardi anni Sessanta.</p>
<p><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8DEoOdcYKbc&amp;rel=0&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/8DEoOdcYKbc&amp;rel=0&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="355" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8DEoOdcYKbc"><img src="http://img.youtube.com/vi/8DEoOdcYKbc/default.jpg" width="130" height="97" border=0></a></p>
<p>E&#8217; materiale da Telefono Azzurro: un cantante con un look da Alice Cooper, movenze da Branduardi sotto ketamina e -- poveri loro -- un pubblico di bambini modello Zecchino d&#8217;oro, sicuramente obbligati da qualche produttore tv a resistere a favore di camera mentre il baubau si contorce. E alla fine tutti ad applaudire oppure niente merenda e vi mandiamo in camerino da soli con quel signore lì, eh!</p>
<p>Sì, perché quella cosa lì è psichedelica e fa pure un po&#8217;paura. Ma è il meno, se si tiene conto del testo.<br />
Non bastava, infatti, il look del cantante a mandare in analisi per i 30 anni successivi migliaia di frugoletti, ci voleva pure una canzone in cui si parla gioiosamente di <a href="http://delspaces.wordpress.com/2007/09/05/the-other-side/" target="_blank">uno tsunami che ricopre le terre emerse</a> e, nel mezzo, l&#8217;umanità, le automobili, le case e così via. Il tutto condito da un po&#8217; di catastrofismo biblico, visto che la marea cancella il mondo &#8220;per lavare via i peccati&#8221; dell&#8217;umanità.<br />
Cose al cui confronto le attillature ardite del mago Zurlì (mi sono sempre chiesto come possano aver proposto in tv in fascia protetta un cosplayer in calzamaglia color ghiaccio evitando la censura Rai) sembrano uno scherzetto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>[bignami] Il Venerabile Maestro e chi lo venera</title>
		<link>http://www.enrico-sola.com/2009/11/bignami-il-venerabile-maestro-e-chi-lo-venera/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 13:34:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[bignami]]></category>

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		<description><![CDATA[[i post "bignami" sono versioni condensate, sotto forma di elenco puntato, dei miei soliti post lunghi, ideali per chi non ha tempo o non ha voglia]
Il post originale (quello lungo) è qui.
- ho prodotto la seconda puntata sull&#8217;irriverenza online per Aprileonline
- già che ci sono ne approfitto per riassumerla per sommi capi, casomai non la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.5em; margin-left: 0px; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 12px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; line-height: 1.75em; padding: 0px; border: 0px initial initial;">[i post "bignami" sono versioni condensate, sotto forma di elenco puntato, dei miei soliti post lunghi, ideali per chi non ha tempo o non ha voglia]</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.5em; margin-left: 0px; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 12px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; line-height: 1.75em; padding: 0px; border: 0px initial initial;">Il post originale (quello lungo) <a href="http://www.enrico-sola.com/2009/11/il-venerabile-maestro-e-chi-lo-venera/" target="_blank">è qui</a>.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.5em; margin-left: 0px; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 12px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; line-height: 1.75em; padding: 0px; border: 0px initial initial;">- ho prodotto la seconda puntata sull&#8217;irriverenza online per Aprileonline</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.5em; margin-left: 0px; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 12px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; line-height: 1.75em; padding: 0px; border: 0px initial initial;">- già che ci sono ne approfitto per riassumerla per sommi capi, casomai non la leggeste</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.5em; margin-left: 0px; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 12px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; line-height: 1.75em; padding: 0px; border: 0px initial initial;">- sì, lo so, sono pedante</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.5em; margin-left: 0px; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 12px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; line-height: 1.75em; padding: 0px; border: 0px initial initial;">- in ogni caso, nel post segnalo che c&#8217;è un gruppo di Facebook che &#8211; scherzosamente &#8211; propone la riabilitazione di Licio Gelli</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.5em; margin-left: 0px; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 12px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; line-height: 1.75em; padding: 0px; border: 0px initial initial;">- incredibilmente (o forse no) a quel gruppo sono iscritte un bel po&#8217; di associazioni e federazioni del PdL</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.5em; margin-left: 0px; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 12px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; line-height: 1.75em; padding: 0px; border: 0px initial initial;">- il che magari getterebbe anche un&#8217;ombra inquietante sulle loro reale intenzioni democratiche: organi locali del partito ora al governo diventano pubblicamente fan di un golpista criminale? (peraltro la militanza piduista imbarazza lo stesso Berlusconi, a dirla tutta)</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.5em; margin-left: 0px; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 12px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; line-height: 1.75em; padding: 0px; border: 0px initial initial;">- alla fine riesco a indignarmi più per la palese stupidità dei tizi del PdL che si sono iscritti a quel gruppo (gente con seri problemi di comprensione del testo e di valutazione dell&#8217;opportunità di certe scelte politiche) che per il fatto che sono uomini di &#8220;sicura fede democratica ed entusiaste idee fasciste&#8221; (cit.), che ormai non sorprende più nessuno.</p>
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