Il blog riprende e si sposta

November 12th, 2009 § 2 comments § permalink

Per mille motivi che spiego qui, ho ripreso a bloggare. Solo che ho deciso di farlo da un’altra parte.

Il blog si chiama sempre Suzukimaruti, ma l’indirizzo è diverso, oltre che decisamente più ombelicale

www.enrico-sola.com

Indirizzo a parte, l’unica novità degna di menzione è che ora faccio post corti. Anzi, no. Faccio versioni condensate dei post lunghi per chi non ha tempo o voglia.

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Aggiornate l’aggiornabile, se vi va ancora.

“…tutti con gli occhi aperti, che sanno benissimo cosa fare” – riflessioni ottimistiche sul caso Englaro

February 10th, 2009 § 26 comments § permalink

Devo ancora parlare del caso di Eluana.
Provo a fare un post politico-schematico, perché se mi abbandono alla prosa finisce che vomito un post chilometrico.

Prima faccio una premessa: vedo molti, sui principali social network, che quasi si incazzano predicando il silenzio. “C’è un morto di mezzo, tacete, è il momento del dolore”. 
Pur capendo benissimo questa necessità, non provengo da una cultura cattolica e la contrizione permanente non mi appartiene. Sono più da funerale anglosassone: ci si trova alla veglia e si fa tutto tranne che tacere: si beve, si parla, si ragiona, si sta insieme a riflettere e ricordare e in certi casi si canta e si ride perfino un po’ sguaiati. 
Quindi non prendete questo post come un’indelicatezza: è solo un approccio diverso alla morte. E da ateo non posso che dire hats off to Eluana e Beppino, perché ci hanno mostrato la via pagando in prima persona.

 

Provo a spiegare perché sono ottimista riguardo alle questioni sollevate dal caso Englaro. Vado per punti e la prendo un po’ alla lontana. 

 
Questione 1: Perché Berlusconi si è esposto in prima persona in questa battaglia?

In effetti è strano: Berlusconi, nonostante si dipinga come un buon cattolico, finora si è sempre nascosto tantissimo sulle questioni etiche, in parte credo per carenza di autorevolezza (un uomo con un’etica orribile non è credibile come modello morale). Se ricordate, sui referendum sulla fecondazione assistita era proprio sparito, lasciando ai suoi compari il compito di abbracciare le più oscurantiste volontà repressive volute dalla Chiesa e imporle al paese. Ma lui no, se ne stava fuori.

In questo caso si è speso, si è esposto, ha rischiato addirittura lo scontro istituzionale.
Perché? Chi glielo fa fare?

Mi vengono in mente due risposte, che peraltro non si escludono:

1 – Berlusconi ha visto in questo caso un’opportunità. Sì, il caso Englaro era un’opportunità politica enorme per la destra, perché permetteva di ricompattare i rapporti col Vaticano (un po’ lisi a causa del giro di vite ultra-repressivo contro l’immigrazione) e soprattutto offriva alla destra uno straordinario veicolo di marketing su cui peraltro insistono tuttora: “noi stiamo con la vita, gli altri con la morte”.
C’è poi un non trascurabile terzo motivo: la questione avrebbe diviso il PD. Cosa prontamente avvenuta e assolutamente funzionale alla destra e al disamoramento tra il partito di Veltroni e il suo elettorato, che è molto più laico dei politici che esprime. 
Il quarto motivo è noto a tutti: il modo migliore per non parlare della crisi economica in corso, che sta mettendo ancora più in evidenza l’inadeguatezza del Governo e della classe dirigente di PDL e Lega, è trovare un diversivo. Eccolo. 

2 – E’ una questione di delirio d’onnipotenza. In effetti gli eventi degli ultimi giorni sembrano confermare che nel Governo ci sia una sindrome del tipo “comandiamo noi e voi non siete nulla”. Il che in un sistema di bilanciamento dei poteri non è esattamente valido e tutti noi sappiamo quanto questo pesi a Berlusconi in primis. 
Insomma, al Governo c’è l’impressione di poter disporre del paese come meglio gli pare. Ecco, quindi, che un atto arrogante, cioè un atto di “definizione” di una società (direi “definizione culturale”, giacché il rapporto con la morte è un elemento di identificazione di una cultura) viene fatto ope legis a colpi di maggioranza. 

Sembra quasi un dire “da noi si fa così, perché lo diciamo noi”. Il che, mi sia permesso, fa un po’ paura ed è per quello che qualcuno sente aria di regime. Per la precisione io sento puzza di “stato etico” hegeliano. E non è un piccolo particolare.

Ma non finisce qui. Perché c’è di mezzo la psicologia berlusconiana. E si sa che da queste parti si pensa che il PresDelCons abbia seri problemi di ego.
Quindi immaginate quanto debba essersi sentito attratto Berlusconi dalla prospettiva di “salvare” Eluana. E’ una vita che cerca di presentarsi come “il salvatore” (e dio solo sa quanto gli pesa che non abbia messo la “s” maiuscola).
L’idea di potersi cullare con la retorica del salvatore e del difensore della vita deve davvero aver fatto presa sulla sua psiche da insicuro perenne, insomma. E ci si è buttato.

 

 

Questione 2: perché sei convinto che la destra e la Chiesa abbiano perso questa battaglia?

Provo a spiegarmi. La destra avrebbe avuto tutto l’interesse a lasciar perdere il caso Englaro, a farlo trascurare dai media che controlla e ad evitarsi questo mal di pancia che tocca più le coscienze che il portafoglio. E tocca le coscienze in un punto in cui tutti siamo sensibili, perché tutti – da vivi – abbiamo a che fare con la morte.

Eppure ci si sono buttati, un po’ per sudditanza verso il Vaticano, un po’ perché hanno percepito le opportunità che evidenziavo sopra.
Ma non hanno tenuto conto di due cose:

1 – che su questo tema la posizione della Chiesa e della destra è in minoranza nella società italiana.
Ovvio, non ho telefonato a tutti gli italiani chiedendo un parere. Però guardo i sondaggi di ogni genere (li ho cercati apposta, per farmi un’idea dello scenario), da quelli online a quelli cartacei, e non ho ancora trovato un singolo risultato in cui i favorevoli al testamento biologico, alla libera scelta, all’autodeterminazione del corpo, ecc. non siano la stragrande maggioranza.

Sarà pure un caso di coincidenze, ma ho la fortissima impressione che questa società sia molto più secolarizzata e laica dei rappresentanti che elegge. E credo che un po’ di Storia dimostri che è sempre stato così: i referendum sul divorzio e sull’aborto, per dire, furono vinti in un momento in cui la DC prendeva percentuali bulgare. Eppure la società era più avanti rispetto a come votava. 

 

2 – che una strategia così dà risultati positivi solo se si vince, ottenendo un risultato subito. Il partito trasversale dei clericofascisti sapeva che il tema è caldo ed è noto a tutti molto più di quello della fecondazione artificiale. Ecco perché la strategia avrebbe pagato molto, se vincente: era un pesantissimo “display of power” (che nella politica maschilista italiana è fondamentale) ed era una sorta di colpo di mano istituzionale giustificato da cause “etiche”. 
Insomma, se passava il “colpo” su Eluana e la cosa otteneva risultati, era la scusa perfetta per mostrare i muscoli al paese e soprattutto per fondare un modello d’azione governativa assolutamente non democratico: leggi ad personam, ad categoriam, ecc. approvate senza dibattito, senza considerare il Parlamento, fregandosene di tutto e di tutti, del Presidente della Repubblica, della Corte Costituzionale, ecc.  

 

Il risultato è che la destra clericofascista avrebbe guadagnato molto se Eluana non fosse morta ma fosse stata “salvata”: immagine, retoriche positive da usare, ego per il PresDelCons, divisione dell’opposizione, ricompattamento dei cattolici oscurantisti (anche quelli con Casini e quei pochi col PD), giustificazione “etica” di un colpo di mano a livello istituzionale, ecc.

Purtroppo gli è andata male ed Eluana attualmente è in paradiso e sta suonando “Imagine” con al piano John Lennon, dedicandola a quel grande uomo giusto di suo padre. E non pensa a quei piccoli uomini nell’aldiqua che la volevano torturare a vita in nome di un principio parziale che lei non riconosceva e che loro volevano rendere assoluto.

E per quei piccoli uomini oggi è una brutta giornata, perché ora si trovano con in mano una legge oscurantista sul diritto all’autodeterminazione del corpo. Una legge sicuramente scritta malissimo, che sarà tanto brutta quanto attaccabile, scritta da gente incattivita, mal formulata, fatta senza nessun confronto con il Parlamento. Sarà una pessima legge nel merito, nel metodo e nella forma e nei contenuti. E come tutte quelle leggi sarà debolissima o un boomerang. Ma non temete: durerà poco.

Non crediate che sia una vittoria il fatto che nei prossimi giorni sia approvata. La approveranno, la chiameranno “Legge Eluana”, col consenso dei media al loro libro paga (perché a destra piace piazzare un bel ricatto morale battezzando le leggi) e poi la parte sana del paese inizierà lentamente a farla a pezzetti, sempre che riescano a farla, perché una legge fatta male non passa facilmente al vaglio della Corte Costituzionale.

 

Questione 3: come andrà a finire?

Finirà con un duplice scenario, che in entrambi i casi prevede un referendum.

1 – Se la legge non passa perché cozza contro la Costituzione e i suoi principi, finiranno per cercare di cambiare la Costituzione. Hanno i numeri per provarci. Ma poi devono affrontare un bel referendum costituzionale in cui la sconfitta è assicurata, perché non c’è nemmeno il limite del quorum. 

2 – Se la legge in qualche modo passa, raccoglieremo le firme e faremo un bel referendum.
E lo perderanno, per quanto si applichino a farlo ignorare dai loro lacché catodici.
Perché questo tema tocca tutti e il più grosso rammarico che penso serpeggi nella sede del PDL e in Vaticano è aver attirato l’attenzione di tutti su un tema che tocca così da vicino la vita di tutti e non richiede competenze specifiche o chissà quale cultura per essere compreso. Perfino il più disinformato degli elettori sa rapportarsi col suo senso di pietà e scegliere di conseguenza. 
E quel referendum sarà una dura sconfitta per i clericofascisti e soprattutto per i partiti, che si perderanno in bizantinismi pur di non schierarsi o farsi dei nemici Oltretevere.

Ovviamente in questo secondo scenario starà  a noi impegnarci. Può sembrare strano ma mi pare di aver percepito (parlo di sensazioni mie, quindi il tutto ha la validità scientifica di Voyager) una fortissima indignazione, superata solo dalla voglia di impegnarsi per questa battaglia fondamentale, perfino da parte di gente che mai mi sarei immaginato. 

Per una volta c’è un tema in cui la proverbiale ignoranza degli italiani non è d’ostacolo, perché la morte non fa distinzione e tutti hanno esperienza diretta o indiretta di sofferenza, di parenti/amici/conoscenti a cui auguri di andarsene in fretta e non soffrire, ecc. 
E per gli oscurantisti, per la Chiesa, per la destra sarà una brutta notizia, perché non riusciranno  – come hanno sempre fatto – a prosperare sull’ignoranza delle masse.
Almeno per questo argomento credo proprio di no.

Cose fondamentali da sapere

December 26th, 2008 § 5 comments § permalink

Per Natale qui ci si è regalati l’aggiornamento a WordPress 2.7.

E sì, l’aggiornamento manda come al solito in palla gli accenti del blog, ma fortunatamente con una piccola modifica di un file abbiamo risolto il problema (non prima di aver chiamato in causa il festeggiato più volte e ad alta voce).

Per favore, non svenite dall’emozione, neh.

Alle prese col tuttofono – una recensione del Sony Ericsson Xperia X1 quando ormai Beggi ha già detto tutto

December 20th, 2008 § 4 comments § permalink

Normalmente il citofono in ore indecorose (per i miei ritmi) porta brutte notizie, al 99% multe che il postino mi porge con occhio compiaciuto.

L’altra mattina no, anzi era un corriere perfino di bell’aspetto che mi consegnava nientemeno che un Sony-Ericsson Xperia X1, cioè il nuovo smartphone (e modello di punta) di casa Sony.

Grazie mille a chi me l’ha fatto arrivare, ma qui a caval donato si guarda in bocca eccome. Per questo motivo ho tenuto per un’intera settimana l’X1 con me, trascinandolo peraltro nei 7 giorni più intensi di tutto l’anno, quelli in cui lavori di meno e cazzeggi di più, tra feste, GGD, cene, saluti aziendali, ecc.

L’intenzione era buona: fare una bella recensione puntigliosa basata su una settimana di uso intenso e prolungato, usando il telefono per tutte le mie attività quotidiane.
Peccato che nel mentre il buon Andrea Beggi abbia fatto una recensione che dice tutto quello che volevo dire io, peraltro con meno parole e più credibilità tecnica.

Quindi mi tocca ripetere un po’ di considerazioni beggiane, perché sono assolutamente condivisibili, e aggiungere giusto un po’ di impressioni soggettive.
Impressioni che potete leggere – tanto sotto Natale non avete niente da fare se non digerire i quintali di cibo che avete incamerato nonostante la crisi – se avete un bel po’ di tempo a disposizione e se nella vostra esistenza ha senso leggere migliaia di caratteri su un telefono cellulare.

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Giusto, tagliamo i fondi alla scuola pubblica, come sta facendo il governo Berlusconi

November 22nd, 2008 § 35 comments § permalink

Cosa volete che succeda?

Voglio proprio vedere come Berlusconi, la Gelmini e tutti i politici cattolici (alcuni pure nel PD) potranno venire a chiederci di togliere soldi alla scuola pubblica e regalarli alle scuole private (cioè diplomifici e scuole cattoliche), come peraltro hanno già fatto nel 2001.

Questo paese capisce i propri errori solo quando sanguina forte.

Rocco Siffredi in confronto era Malgioglio

September 14th, 2008 § 29 comments § permalink

C’è sempre una prima volta.
Nella ridente Riva del Garda, graziata da 15 ore di pioggia continua, capita che fai tardi al dj set di Fabio De Luca in occasione della blogfest e la tua compagna ti precede in hotel di qualche ora, perdendosi tra l’altro le evoluzioni tersicoree di Andrea Beggi, un uomo sorprendentemente a suo agio col quattroquarti quanto con i cavi UTP.

Torni in hotel tutto tranquillo e scopri che la chiave della tua camera non apre la porta. Verifichi che sia quella giusta, che al trentesimo spritz non si sa mai. È giusta ma non apre. Si è chiusa dentro con la sicura.

Vabbè, fai uno squillo al di lei cellulare, un po’ spiaciuto perché la svegli. Spento.
Ok, allora bussi: tanto ha il sonno leggero. E infatti ha i tappi. Per svegliarla ci vuole un intero live degli Atari Teenage Riot, minimo minimo.

Cazzo.
Che fare?

La soluzione alla torinese (fedele al motto “non facciamoci riconoscere”) prevede una umiliante discesa al piano terra e un conseguente stravaccamento sui divanetti della hall fino all’ora del risveglio e conseguente imbarazzo col titolare dell’hotel all’alba.

Per un po’ faccio il torinese e tergiverso. Ma mi devo togliere le lenti a contatto, avrei piacere di lavarmi i denti e mi girano le balle come pale d’elicottero.
Devo entrare.

Interno notte. Blogger di fronte ad una porta d’albergo chiusa. Il blogger ribussa e si auto-martoria con ricordi deandreiani di principi che bussano cent’anni ancora a porte chiusissime di principesse scivolate nei fiumi a primavera.

Poi scatta la soluzione kojak. Posa il maglioncino, i cellulari e, con una breve rincorsa, sfonda la sua prima porta nella vita.

Ecco, si è aperta con facilità disarmante.
E la prima porta sfondata non si dimentica.

Alla fine porti un po’ di Bronx e un po’ di NYPD nel quieto trentino. E francamente non so cosa mi abbia trattenuto dal gridare “fermi tutti”, una volta entrato, spianando un revolver d’ordinanza immaginario. Forse il fatto che la tua Marinella dorme della grossa nonostante lo sfondamento.

Il risultato è che alle ore 3 e 22 della notte sto bloggando con le endorfine a mille, una decina di punti di autostima maschile in più e la consapevolezza di essermi guardato nello specchio subito dopo con fare virile e non essermi messo a ridere come al solito.

Ora credo mi basti mazzulare un minotauro con un randello nodoso, cavalcare a pelo un mustang, stravincere una gara di rutti e guardare un’intera puntata di Controcampo senza annoiarmi e potrò definirmi “maschio” senza se e senza ma.

E finalmente comprerò il mio primo flacone di Mennen, sempre che sia ancora in commercio.

Perché Desmond Dekker si rigira nella tomba

September 6th, 2008 § 2 comments § permalink

Nessuno è solo in questo mondo.

Quindi non vedo perché debba patire da solo il raccapriccio di tutto ciò.

 

Montpellier

August 16th, 2008 § 13 comments § permalink

Due foto inquietanti di una mostra dedicata a Rabelais nella Chiesa di Sant’Anna a Montpellier.

È nuvoloso e ci tocca la giornata-cultura. Io preferirei essere ignorante e su una spiaggia.

Visto che me lo chiedete, ecco il mio piano tariffario per l’iPhone

July 13th, 2008 § 27 comments § permalink

Chiarito il fatto che considero tutte le tariffe specifiche per iPhone uscite finora un bieco tentativo di prendere per il collo gli utenti, vi racconto come uso l’iPhone e quanto spendo. E vi svelo il segreto (?) di come riesco ad usarlo per l’always-on e la geolocalizzazione senza svenarmi con le bollette.

Ovvio, l’iPhone ha senso solo se uno ha piena liberta’ di consumare banda mobile. E, grazie al cielo, io ce l’ho. E non faccio niente di speciale, mi sono limitato a scegliere l’offerta giusta.

Ecco in quattro pratici step la spiegazione.

 

Primo: ho la fortuna di non averlo pagato, ma se fossi stato un utente che non vi puo’ rinunciare, avrei sicuramente preso l’iPhone “secco” a 569 euro, che conviene e non ti impegna con nessun operatore.

 

Secondo: ho gia’ due telefoni con cui gestisco la mia vita quotidiana, pertanto non ho bisogno di telefonare con l’iPhone. E se posso consigliare a tutti di prenderlo come secondo telefono, lo faccio. Tenetevi anche un eventuale ciofecone per le chiamate e usate iPhone per la Rete: in quel modo li’ da’ il massimo.

 

Terzo: quindi ho piazzato sull’iPhone la SIM di Tre che uso per navigare in mobilita’, che ha sopra il meraviglioso e mai sufficientemente lodato piano Tre “Simply Dati Business”, che per 19 euro al mese (anzi, ora e’ in promozione a 14 euro al mese, cosa aspettate?) ti da’ la bellezza di 5Gb di traffico dati *alla settimana!* su rete Tre. Ripeto: 5Gb di traffico dati alla settimana. Sufficienti per fare tutto quello che voglio con l’iPhone senza pormi problemi di banda e anche per togliere la Sim, piazzarla nel modem HSDPA che mi ha fornito la Tre e navigare piu’ comodo col Pc e col Mac.

Se fate la versione non-business, riservata a chi non ha la partita IVA, i 5Gb sono al mese, cosi’ imparate a fare i dipendenti! 🙂

Non ho idea se sulla stessa SIM possa convivere un piano voce. A me non serve. Fosse possibile, sarebbe il massimo, perche’ cosi’ uno padroneggia pienamente la spesa per i dati e per le telefonate, in modo chiaro e distinto. Sarebbe una vera liberta’ di scelta. 

Ecco, l’elemento dirimente qui e’ il fatto di restare sotto rete Tre, perche’ se si va in roaming si paga (poco ma si paga).

Per me non e’ un problema: lavoro tra Torino, Genova (dove ho una casa) e Milano e in tutti i luoghi che frequento ho piena copertura 3G di Tre, con HSDPA ovunque, tranne che nella casa di Genova (che non e’ proprio a Genova ma li’ vicino), in cui l’HSDPA lo piglio solo se sto in giardino e indoor mi devo accontentare dell’UMTS.

Se puo’ servirvi, l’intera autostrada Torino-Milano e coperta da 3G di Tre e la Torino-Genova lo e’ in gran parte, salvo il tratto pieno di gallerie.

Inutile che vi dica che i centri delle tre citta’ sono piu’ che coperti, perche’ il discorso vale pure per le periferie. Giusto a Genova nei caruggi piu’ stretti e incassati il segnale non c’e’, ma non c’e’ per tutti gli operatori e basta fare due passi per ritrovarlo.

 

Quarto: attenzione, onde evitare spiacevoli sorprese dal roaming bisogna assicurarsi che l’iPhone resti agganciato alla sola rete Tre.
Niente di piu’ facile. Nelle impostazioni dell’iPhone, alla voce “Gestore”, togliete il segno di spunta dalla voce “Automatico” e cliccate su “Tre 3G” (nota: l’elenco dei gestori puo’ metterci un po’ a caricarsi: aspettate) (nota 2: se alla voce Gestore vedete, prima di cliccarci, la scritta “Tre 3G”, non fidatevi! Vuol solo dire che in quel momento siete sotto rete Tre, ma dovete dire al telefono che volete usare quella e solo quella. Quindi cliccate, aspettate l’elenco degli operatori e scegliete “Tre 3G”)

Cosi’ siete certi che il telefono non molla la rete Tre e, se non c’e’ campo Tre, non va in roaming sugli altri operatori e non spendete un singolo euro in piu’.

 

Postilla: scrivo questo post in cui parlo bene di Tre e di una sua offerta per il solo motivo che la presenza della Littizzetto nelle pubblicita’ e il fatto che il loro ex testimonial Matteo Cambi (il buzzurrone della Guru, uno impresentabile che ancora a pensarci mi viene voglia di uscire e calpestare un paio di aiuole) sia stato arrestato per bancarotta, frode e chissa’ cos’altro, mi hanno riconciliato parzialmente con il marchio. 
Speriamo che serva all’ufficio marketing di Tre per riflettere sul fatto che la comunicazione e’ un’arma a doppio taglio.
 

He’s a man

June 3rd, 2008 § 1 comment § permalink

So long, Bob, and thanks for all the rock’n’roll.

Giusto perché ieri è morto Bo Diddley e sembra che se ne siano accorti in pochi.

E pensare che era uno che nel 1960 (cazzo, il 1960! qui in Italia c’era il governo Tambroni e in classifica la cosa più avanti era Percy Faith) suonava queste cose qui (Bo Diddley – Roadrunner, 1960), che sembrano avanti perfino oggi.

 

In certi casi bisognerebbe inchinarsi, ma anche dimenare il culo non guasta.

E il prossimo che si chiede da chi ha preso l’ispirazione Jon Spencer, beh deve solo premere play.

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