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	<title>Suzukimaruti &#187; sgradevolezze</title>
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	<description>il blog di Enrico Sola</description>
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		<title>Si scoprono i mandanti (o quantomeno i beneficiari) del raid fascista/juventino al campo rom della Continassa?</title>
		<link>http://www.enrico-sola.com/2011/12/si-scoprono-i-mandanti-o-quantomeno-i-beneficiari-del-raid-fascistajuventino-al-campo-rom-della-continassa/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 10:31:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Post rapidissimo per segnalare che il blog di Riccardo Caldara contiene un&#8217;informazione piuttosto utile (e ovviamente taciuta dai media) riguardo il raid fascista fatto da ultras della juve nel campo rom nell&#8217;area della cascina Continassa. A quanto dice il post di Caldara, l&#8217;area su cui c&#8217;era il campo rom è assegnata alla juventus s.p.a., che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Post rapidissimo per segnalare che <a href="http://www.riccardocaldara.net/?p=1011" target="_blank">il blog di Riccardo Caldara contiene un&#8217;informazione piuttosto utile (e ovviamente taciuta dai media) riguardo il raid fascista fatto da ultras della juve nel campo rom nell&#8217;area della cascina Continassa</a>.</p>
<p>A quanto dice il post di Caldara, l&#8217;area su cui c&#8217;era il campo rom è assegnata alla juventus s.p.a., che ha un grande piano di ristrutturazione dell&#8217;area (che comprende anche la costruzione della propria nuova sede in loco). Non c&#8217;è da sorprendersi, quindi, che il raid che ha dato fuoco a roulotte, baracche e tende (fortunatamente abbandonate in tempo dai rom) sia stato compiuto da ultras della juve: oltre al razzismo e alla violenza, che sono di casa tra la tifoseria organizzata bianconera, evidentemente rischia di esserci anche qualche motivo in più.</p>
<p>Il risultato è che l&#8217;unico beneficiario di questo episodio orribile pare essere, se quanto affermato nel post di Caldara corrisponde al vero, la società bianconera.</p>
<p>In assenza di prove, non ho risposte e non ho opinioni, ma giusto alcune domande.</p>
<p>1 &#8211; Chi ha avvertito i rom della Continassa dell&#8217;imminente raid? E chi li ha fatti scappare prima che avvenisse? Le forze dell&#8217;ordine? Dei privati?</p>
<p>2 &#8211; Come mai il raid fascista e potenzialmente omicida contro il campo rom è stato fatto quasi esclusivamente da noti ultras bianconeri? E&#8217; credibile la spiegazione per cui, essendo le Vallette un quartiere abitato in gran parte da famiglie di origine meridionale (e quindi facilmente di fede juventina) si siano trovati &#8220;per caso&#8221; solo tifosi della juve?</p>
<p>3 &#8211; E&#8217; vero che l&#8217;area su cui insisteva il campo rom è stata assegnata alla juventus s.p.a.?</p>
<p>4 &#8211; Per quale motivo le forze dell&#8217;ordine hanno sottovalutato il corteo da cui si è generato il raid al campo rom, quando era chiaro anche ai sassi che una manifestazione di quel genere non poteva che essere tesissima e sfociare in violenza?</p>
<p>5 &#8211; Come mai i reparti delle forze dell&#8217;ordine che vigilano sulle manifestazioni politiche e sul mondo ultrà (e che normalmente sono rapidissime nel fermare in anticipo eccessi e crimini) hanno lasciato che, in piena città in un corteo organizzato e pericolosissimo, potessero girare liberamente spranghe, molotov, bombole di gas, ecc?</p>
<p>6 &#8211; Perché non si sanno ancora con precisione i nomi degli arrestati e le accuse a loro carico?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Co-marketing politico parassitario, presente cadavere: l&#8217;imbarazzante caso di Sinistra Ecologia e Libertà e il necrologio per Steve Jobs</title>
		<link>http://www.enrico-sola.com/2011/10/co-marketing-politico-presente-cadavere/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 10:34:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[ho visto cose]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[In queste ore sta girando in rete un&#8217;immagine che ritrae un manifesto, assemblato in fretta e furia, con cui Sinistra Ecologia e Libertà onora Steve Jobs. (trovata grazie al buon Menietti, che a sua volta l&#8217;ha presa da Frankie Hi NRG MC attraverso Zoro) Se proprio ci tenete a vederla, eccola qui. Il problema è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In queste ore sta girando in rete un&#8217;immagine che ritrae un manifesto, assemblato in fretta e furia, con cui Sinistra Ecologia e Libertà onora Steve Jobs. (<a href="http://www.cattivamaestra.it/2011/10/manifesto-sinistra-ecologia-liberta-apple.html" target="_blank">trovata grazie al buon Menietti</a>, che a sua volta l&#8217;ha presa da Frankie Hi NRG MC attraverso Zoro)</p>
<p>Se proprio ci tenete a vederla, eccola qui.</p>
<p><a href="http://www.enrico-sola.com/wp-content/uploads/2011/10/421856918.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1732" title="421856918" src="http://www.enrico-sola.com/wp-content/uploads/2011/10/421856918.jpg" alt="" width="600" height="600" /></a></p>
<p>Il problema è che quando una cosa mi fa schifo per troppe ragioni, non so mai da dove cominciare e rimango senza parole. Poi mi faccio passare la nausea e me ne vengono tante.<br />
Ond evitare di fare scempio del vostro tempo libero, mi limito a un elenco facile facile.</p>
<p>- è una campagna fuori tempo massimo: se arrivi con i manifesti funebri 4 giorni dopo che il de cuius è morto hai sbagliato tutto. E non riesci a profittare dell&#8217;effetto &#8220;tutti piangono, buttiamoci nella mischia&#8221;, perché ormai il lutto è stato elaborato e stiamo tutti aspettando iOS 5.</p>
<p>- è la classica campagna parassita, in cui si cerca neanche troppo sottilmente (vedi il visual imbarazzante in cui hanno incollato alla meglio il logo di Sinistra e Libertà nelle Mela) un&#8217;associazione tra marchi, sperando che la gente faccia uno più uno. E che magari pensi che Vendola è lo Steve Jobs della politica. <del>Verrebbe voglia di augurarglielo.</del></p>
<p>- è una campagna contraddittoria in termini tecnologici: Sinistra Ecologia e Libertà ha in programma il supporto e la diffusione del software libero e open source e celebra uno dei paladini della massima chiusura, per fini economici e paternalistici/censori, dei sistemi.</p>
<p>- è una campagna contraddittoria in termini puramente politici: ti chiami Sinistra Ecologia e Libertà e celebri con un manifesto un tycoon americano ultra-capitalista e che partecipa all&#8217;embargo a Cuba  (nota, per me non c&#8217;è nessun problema nel fatto che sia ricco, americano, capitalista e nemico del regime di Castro, anzi: cerco di ragionare con la testa dell&#8217;elettore vendoliano medio) la cui azienda non solo sfrutta gli operai cinesi della Foxconn facendoli lavorare, minori inclusi, in condizioni degradanti e senza supporto sindacale, ma si è presa più volte il patentino di multinazionale anti-ecologica, inquinante, ecc.</p>
<p>- è una campagna loffia (in altri contesti direi &#8220;da sfigati&#8221;), perché si vede che è un disperato &#8220;me too&#8221;, un goffo tentativo di partecipare a una festa funebre a cui non si è invitati. E&#8217; un problema noto di certa sinistra (e mi piange il cuore a dirlo): il disagio nei confronti della modernità, una lentezza ad adottare le novità, un amore estetizzante per il passato (mi gioco una pizza che Vendola, al secondo bicchiere di Negroamaro, ti tira fuori il discorso sull&#8217;intima bellezza del libro cartaceo o sul piacere di scrivere le sue poesie con la stilografica e così via).</p>
<p>- è una campagna a rischio, perché non è che puoi prendere il marchio Apple e conciarlo come ti pare col marchio del tuo partito e poi riempirci il centro di Roma. Sento già il rumore di una decina di avvocati a Cupertino che iniziano ad affilare i canini.</p>
<p>- in ultimo è uno sciacallaggio evidentissimo: non c&#8217;è una sola ragione al mondo per cui un partito politico italiano desideri celebrare una figura che non ha nulla da spartire con il suo mondo se non un palese tentativo di co-marketing forzato, presente cadavere (anzi, assente causa ritardo di Vendola &amp; c.)</p>
<p>Nello spezzettamento lacaniano dell&#8217;io in rete, questa bella iniziativa del partito di Nichi Vendola è riuscita a infastidirmi come uomo di sinistra, come appassionato di tecnologia, come comunicatore di mestiere e pure come semplice cittadino. Per quanto ne capisco, Sinistra Ecologia e Libertà ha rimediato una figura imbarazzante e, cosa ancora più grave, ha fatto qualcosa di moralmente riprovevole.</p>
<p>Mi piacerebbe fare quello offeso che dice &#8220;ecco, per questa porcata non avranno il mio voto&#8221;, ma ho motivi più seri e più validi per non votarli. Però da oggi mi fanno anche un po&#8217; schifo.</p>
<p>Update: Vendola ha preso le distanze dal manifesto, <a href="http://yfrog.com/hw3f3p" target="_blank">definendolo un &#8220;incidente di percorso&#8221; (via Claudio Cerasa)</a>. Il che solleva seri problemi su come gestisce il partito (che più personale non si può).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;isolato che non c&#8217;è</title>
		<link>http://www.enrico-sola.com/2011/05/lisolatochenonce/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 17:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Credo che a quest&#8217;ora abbiate letto già tutti la news sul clamoroso abboccamento dello staff di Letizia Moratti allo scherzo di Sucate. Se non l&#8217;avete fatto, ecco la spiegazione: la Moratti, nella ricerca disperata di trovare qualche forma di consenso in più per il ballottaggio, ha aperto in fretta e furia un account Twitter, promettendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che a quest&#8217;ora abbiate letto già tutti <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/05/23/news/la_moratti_cade_nella_trappola_di_twitter_moschea_in_via_puppa_no_ma_una_burla-16650559/" target="_blank">la news sul clamoroso abboccamento dello staff di Letizia Moratti allo scherzo di Sucate</a>.<br />
Se non l&#8217;avete fatto, ecco la spiegazione: la Moratti, nella ricerca disperata di trovare qualche forma di consenso in più per il ballottaggio, ha aperto in fretta e furia <a href="http://twitter.com/#!/LetiziaMoratti" target="_blank">un account Twitter</a>, promettendo di rispondere a tutti i cittadini che avrebbero inviato domande, appelli, ecc.</p>
<p>L&#8217;esordio del (futuro ex, speriamo) sindaco di Milano non è stato dei migliori. A chi le faceva notare che in 5 anni di amministrazione si è ben guardata dall&#8217;aprire un canale di comunicazione diretto con i cittadini, mentre in campagna elettorale è improvvisamente diventata una paladina della comunicazione disintermediata, ha risposto &#8220;<em>Vi ho sempre seguiti tutti. Solo non su Twitter</em>&#8220;. Valutate voi quali risvolti leggere nella risposta, se la paraculaggine o direttamente una minacciosa pennellata di stalking.</p>
<p>Oggi è andata peggio. Un utente della rete con la propensione al cazzeggio creativo (<a href="http://twitter.com/#!/orghl" target="_blank">Lucah</a>, un genio) ha pensato bene di iscriversi al canale Twitter della Moratti e rivolgere al sindaco un appello dal suo fantomatico quartiere &#8211; Sucate &#8211; contro una altrettanto fantasiosa moschea abusiva di prossima costruzione nell&#8217;emblematica via Puppa.<br />
Uno scherzo cazzone, insomma, in cui non sarebbe cascato nemmeno un bambino di terza elementare particolarmente intorpidito da ore di Playstation.</p>
<p>La sventurata ha risposto. E lo ha fatto sul serio, rispondendo: &#8220;<em>Nessuna tolleranza per le moschee abusive. I luoghi di culto si potranno realizzare secondo le regole previste dal nuovo PGT</em>&#8220;.</p>
<p>Risultato: sono passate alcune ore, in cui mezza rete italiana è saltata sul treno per Sucate, <a href="http://twitter.com/#!/search/%23sucate" target="_blank">inventandone di cotte e di crude</a> su questo nuovo e finora inaudito quartiere di Milano in cui ben 4000 cittadini si proclamavano scontenti. E non sono state ore di inattività: per tutto il tempo il canale Twitter della Moratti ha continuato imperterrito a sfornare aggiornamenti autocelebrativi con solerzia meneghina.</p>
<p>Poi, finalmente, qualche berlusconiano che passava da quelle parti se ne deve essere accorto e ha risposto, chiudendo il caso e lasciando spazio alle risate postume.</p>
<p>Ha senso chiedersi cosa significa, cazzeggio a parte, questo episodio. Significa una cosa banale: nello staff della Moratti non conoscono Milano. O forse la conoscono male, così come posso conoscerla io che sono da 2 anni un torinese in trasferta.<br />
E sono pure tonti, perché è evidente che la toponomastica patria, per quanto problematica in alcuni casi limite, non prevede un&#8217;area che si possa chiamare Sucate.</p>
<p>Credo che questo sia un dato politico decisamente più rilevante di molti altri: tra tutti gli autori e i lettori del profilo Twitter della Moratti non c&#8217;è stata &#8211; per ore &#8211; una singola intelligenza così attenta da rendersi conto che c&#8217;era un perculamento di massa in atto. E nessuno conosceva Milano così bene da accorgersi che in vita sua non ha mai sentito parlare del borgo di Sucate e di via Puppa, zone peraltro dove il conducator della destra si sarebbe trasferito istantaneamente, per ovvie affinità.<br />
Alla fine dalle parti della Moratti rimediano all&#8217;ignoranza con l&#8217;unica soluzione a breve termine possibile: improvvisano. E lo fanno male.</p>
<p>(Poiché qui si ha &#8211; nonostante miliardi di prove contrarie &#8211; fiducia nel genere umano, abbiamo anche provato a darci delle spiegazioni razionali. La soluzione più gettonata è che il canale Twitter della Moratti sia gestito da un gruppo di ciellini: gente che, per definizione, manca di senso dell&#8217;umorismo e non è esattamente pratica quando si orbita intorno a sesso e affini; ma devono essere ciellini che vengono da una valle molto isolata e disabitata, in cui non ci sono le scuole medie, grado scolastico in cui si abusa del termine &#8220;suca&#8221; e di tutte le sue derivazioni)</p>
<p>Secoli fa, nello storico ballottaggio per la poltrona di sindaco a Roma, quando ancora non erano alleati, Rutelli tirò uno scherzo simile a Fini, chiedendogli &#8211; in un confronto al Maurizio Costanzo Show &#8211; dove avrebbe collocato un museo minore, ignoto ai più.<br />
Fini, evidentemente impreparato, abbozzò una risposta e Rutelli infierì, spiegando che la sua domanda era un trappolone e quel museo aveva già una sede da anni e che &#8211; come rimase negli annali delle battute &#8211; &#8220;Fini di romano ha soltanto il saluto&#8221;.</p>
<p>Il fenomeno di candidati e staff che non conoscono la città ha avuto manifestazioni patologiche a Torino, città in cui, fin dagli anni Novanta, la destra non è riuscita a candidare sindaco di Torino un torinese o anche solo una persona pratica della città o un residente da lunga data.<br />
Nell&#8217;ordine ha candidato il leghista Comino (di Morozzo, CN), l&#8217;ex ministro liberale Costa (ras di Mondovì, CN), l&#8217;attuale sottosegretario transitato in FLI e poi tornato a riscuotere all&#8217;ovile berlusconiano Roberto Rosso (di Trino Vercellese, VC) e poi la magia della candidatura di peso: l&#8217;allora berlusconiano Rocco Buttiglione, gallipolino di nascita e forte di ben 4 anni di liceo (neanche tutti e 5) a Torino, mezzo secolo addietro.</p>
<p>Le cronache politiche raccontano il gran divertimento dei candidati sindaco del centrosinistra, pronti a spiazzare l&#8217;avversario con banali riferimenti topografici, la crisi dei candidati e del loro staff, perennemente col Tuttocittà in mano (non era ancora tempo di TomTom e GPS) e l&#8217;ansia di perdersi qualche mercato rionale, le perfidie dei taxisti &#8220;ma Piazza Vittorio o Corso Vittorio, dottò!?&#8221; e, in generale, un senso di Caporetto perenne (Caporetto, amici del PDL, non Cavoretto, quasi omonima borgata collinare di Torino, voi capire?).</p>
<p>In verità sotto la Mole siamo abituati a scenari di questo genere: anni fa Berlusconi pensò bene di fare un discorso in città. Riempì per metà un teatro coi suoi pensionati a libro paga e, nel tripudio generale, lesse un credibilissimo discorso sui problemi dell&#8217;area portuale. In effetti aveva ragione, Torino ha il problema più serio del mondo col suo porto: nessuno è mai riuscito a trovarlo, forse per il solitamente trascurabile dettaglio che qui non c&#8217;è il mare.</p>
<p>A fine giornata &#8211; di nuovo con molta calma, segno che i contenuti politici non sono esattamente il primo pensiero della destra nostrana &#8211; arrivò una placida smentita da Forza Italia: Berlusconi aveva enunciato a Torino lo stesso discorso che aveva letto a Genova pochi giorni prima, tanto &#8211; parole sue &#8211; &#8220;sono città simili&#8221;. Ovvero città del Nord che non hanno abboccato al berlusconismo e che sono piuttosto fiere di non avere nulla da spartire con la Padania.</p>
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		<title>Dracula in Brianza &#8211; aka A ciascuno il suo (dungeon)</title>
		<link>http://www.enrico-sola.com/2011/05/dracula-in-brianza/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 16:34:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Catturano Saddam Hussein e lo tirano fuori con la barba lunga da un tugurio sotterraneo, triste e disadorno, arredato come una seconda casa in Liguria. Arrestano Totò Riina e lo trovano in una masseria mezza diroccata e un po&#8217; zozza, alle prese con bibbie, santini, volantini di Forza Italia in mezzo a un mare di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Catturano Saddam Hussein e lo tirano fuori con la barba lunga da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nd-1i0bFEv4" target="_blank">un tugurio sotterraneo, triste e disadorno</a>, arredato come una seconda casa in Liguria.</p>
<p>Arrestano Totò Riina e lo trovano in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=QMfZSdlzDsA" target="_blank">una masseria mezza diroccata e un po&#8217; zozza</a>, alle prese con bibbie, santini, volantini di Forza Italia in mezzo a un mare di monnezza.</p>
<p>I telegiornali fanno uno scoop sul &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=aUYmBBG8XQU" target="_blank">nascondiglio extralusso</a>&#8221; dell&#8217;ennesimo boss della camorra e si scopre che di extralusso c&#8217;è tuttalpiù un televisore LCD nemmeno troppo recente, un paio di DVD vecchi e una camera da letto modello Arabesque, rigorosamente di Aiazzone.</p>
<p>E oggi sparano a Bin Laden, ammazzandolo. E scopri che questo sceicco miliardario già alla nascita ha passato gli ultimi anni della sua vita a vivere in grotte sul confine afgano-pakistano e come massimo lusso si è concesso una casa nell&#8217;hinterland di Islamabad, senza Internet, senza telefono. Ha vissuto per anni, almeno dal 2005, confinato<a href="http://tv.repubblica.it/mondo/cosi-si-difendeva-osama-guardie-armate-nel-compound/67440?video=&amp;ref=HREA-1" target="_blank"> in un brutto edificio coi muri di recinzione altissimi e il filo spinato</a>, con poche finestre e arredato in modo pietoso, almeno a giudicare da quanto si vede <a href="http://abcnews.go.com/GMA/video/bin-laden-compound-raid-first-look-inside-13507598" target="_blank">nel video trasmesso dalla ABC che ritrae gli interni della casa</a> oggetto del raid.<br />
Cioè, sei il nemico numero 1 dell&#8217;umanità, hai messo in crisi gli Stati Uniti d&#8217;America e mi vai a finire in una villetta-fortino in un luogo che sembra Corsico? (personalmente mi sono sorpreso quando ho visto <a href="http://www.ilpost.it/2011/05/02/%C2%ABosama-bin-laden-e-morto%C2%BB/screen-shot-2011-05-02-at-7-52-29-am/" target="_blank">dove era il paese che ospitava nascondiglio di Bin Laden</a>: un posto di periferia &#8220;normale&#8221;, coi negozi, la statale, i camion, le insegne luminose, i bar, ecc.)</p>
<p>Credo che valga la pena chiedersi che senso ha fare la parte del &#8220;cattivo&#8221;, se poi &#8211; come in tutte le narrazioni più classiche e nei videogiochi &#8211; il ruolo ti costringe a vivere in un covo brutto, scomodo e puzzolente (o direttamente in un dungeon, nel caso dei videogiochi).</p>
<p>Tanta sete di potere, tanto esercizio di cattiveria verso il prossimo, tanta fatica per poi ritrovarsi rintanati in un buco? Mi sa che è vero il motto per cui &#8211; almeno a certi livelli &#8211; il crimine non paga. Forse è vero che i cattivi sanno fare bene il loro mestiere ma poi non sanno godersene i frutti.<br />
Avessi avuto tutti i soldi di Bin Laden, mi sarei ritirato alle Bahamas a vita. E la cosa più terroristica che avrei fatto sarebbe stata far servire cocktail agli amici senza l&#8217;ombrellino di ordinanza, a bordo piscina.</p>
<p>Scendendo un (bel) po&#8217; nell&#8217;ordine dei cattivi della storia e dimenticando per qualche minuto le ragioni politiche per cui l&#8217;individuo risulta odioso e dannoso a tutte le persone di buon senso, perfino Berlusconi mi sembra un cattivo stupido.<br />
Pensiamoci: è l&#8217;uomo più ricco d&#8217;Italia e si ostina a vivere ad Arcore, cioè un posto orribile, in mezzo al nulla della Brianza di pianura (tutta capannoni, fabbriche, rotonde, discoteche con ampio parcheggio e villette a schiera vista statale), in un paese noto prevalentemente per il suo semaforo che genera code estenuanti nelle ore di punta e per la presenza di uno stabilimento della Rovagnati. (non me ne vogliano gli abitanti di Arcore &#8211; ciao Precario &#8211; ma è un posto che fa proprio cagare!)<br />
Sì, sì, capisco che ha una villa faraonica: ma continua a essere in un posto dal clima sgradevole come la pianura padana, trafficatissimo, brutto a vedersi, inquinato. Chi glielo fa fare?</p>
<p>Considerazioni politiche e identitarie a parte, viene davvero spontaneo chiedersi che capacità di discernimento può avere uno che, potendo andare ovunque, sceglie pervicacemente di vivere in un posto orribile. So per certo che una persona così non vorrei mai che decidesse per me.</p>
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		<title>Notizie su Tiziano Ferro che non lo erano (già nel 2006)</title>
		<link>http://www.enrico-sola.com/2010/10/notizie-su-tiziano-ferro-che-non-lo-erano-gia-nel-2006/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 10:58:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Post inutile e vanaglorioso, per segnalare che già nel giugno 2006 qui si aveva ragione. Solo che, all&#8217;epoca, dire certe cose di Tiziano Ferro aveva come simpatica conseguenza l&#8217;assalto del blog da parte di un centinaio di negazioniste ululanti e praticanti l&#8217;astinenza dalla grammatica. (inquieta un po&#8217; notare come all&#8217;epoca avessi così tanto tempo da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Post inutile e vanaglorioso, per segnalare che già nel giugno 2006 <a href="http://www.suzukimaruti.it/2006/06/26/si-leggo-vanity-fair-e-perfino-le-interviste-a-tiziano-ferro-e-allora/" target="_blank">qui si aveva ragione</a>.</p>
<p>Solo che, all&#8217;epoca, dire certe cose di Tiziano Ferro aveva come simpatica conseguenza l&#8217;assalto del blog da parte di un centinaio di negazioniste ululanti e praticanti l&#8217;astinenza dalla grammatica.</p>
<p>(inquieta un po&#8217; notare come all&#8217;epoca avessi così tanto tempo da perdere in vane battaglie di trincea con le Sabbbry di turno)</p>
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		<title>Trofeo Berlusconi</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 00:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel giuoco (lui direbbe così) della pallavolo ci sono alzate talmente facili che quasi dispiace trasformarle in schiacciate micidiali, perché si rischia di essere banali e annoiare il pubblico a bordo campo. Ci sono anche occasioni in cui l&#8217;alzata è perfetta e gli avversari, già che ci sono, sono andati un attimo al bar. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel giuoco (lui direbbe così) della pallavolo ci sono alzate talmente facili che quasi dispiace trasformarle in schiacciate micidiali, perché si rischia di essere banali e annoiare il pubblico a bordo campo.</p>
<p>Ci sono anche occasioni in cui l&#8217;alzata è perfetta e gli avversari, già che ci sono, sono andati un attimo al bar. E la rete è alta sì e no un metro e venti a essere generosi. E il campo è enorme: impossibile tirarla fuori.</p>
<p>Di fronte a meraviglie come</p>
<blockquote><p>&#8220;statista di rara capacita, che conduce con responsabilità e lucida consapevolezza il Paese verso un futuro di donne e di uomini liberi che compongono una società solidale fondata sull&#8217;amore, la tolleranza e il rispetto per la vita&#8221;</p></blockquote>
<p>non vale nemmeno la pena schiacciare.<br />
Ma forse non ha neanche senso partire da casa col borsone e giocare la partita, suvvia.</p>
<p>Devo per forza fare una battuta su una cosa così? Non ce la faccio: troppo facile. O forse troppo difficile, perché si ride già.</p>
<p>La mia unica preoccupazione è che tra una cinquantina d&#8217;anni racconterò tutto questo ai miei innumerevoli nipoti e rischierò di non essere creduto.<br />
Già me li vedo: &#8220;Oh, raga, nonno è sclerato di brutto, forse l&#8217;adesivo per dentiere gli dà alla testa! Racconta da giorni &#8216;sta storia di Berlusconi e del premio come &#8216;statista di rara capacità&#8217;: ormai è andato del tutto e confonde i ricordi con <a href="http://www.youtube.com/watch?v=M67SNhF0HgM" target="_blank">Fantozzi</a>, come quella volta che ha cercato di farci credere che a un certo punto in Italia avevano candidato Pippo Franco!&#8221;. (prometto di diseredare gli eventuali nipoti, qualora parlino così street-style).</p>
<p>Ci sono casi in cui la realtà supera la più perversa delle immaginazioni. Ed è finita nuovamente così: hanno vinto loro. Si sono presi pure la satira. Loro, con milanesissima operosità, la fanno accadere per davvero. Mica come quegli sfaticati dei comici comunisti che si limitavano a scriverla sui loro giornalacci.</p>
<p>Il fatto è che loro incarnano perfettamente il concetto di &#8220;fantasia al potere&#8221;. Noi, invece, siamo prevedibili.<br />
E lo so già che nei prossimi giorni salterà fuori un generatore automatico online di premi del cazzo e tutti giù a pubblicarne i risultati sui socialcosi, tipo &#8220;paracadutista di rara simpatia, che conduce con responsabilità e lucida consapevolezza il catamarano verso un postribolo di donne e di uomini liberi che compongono una tavolata canterina fondata sul varietà, sui funghi porcini e il rispetto per la zia&#8221;.</p>
<p>Poi Michele Serra scriverà (benissimo, come al solito) un&#8217;Amaca un po&#8217; comica e un po&#8217; triste, Stefano Benni si farà dare qualche pagina dall&#8217;Espresso e produrrà un pezzone divertentissimo inventandosi premi equipollenti per i ministri più in vista (già mi vedo il trofeo &#8220;minchia tanta&#8221; per La Russa e il premio &#8220;statura morale&#8221; per Brunetta) e sicuramente Repubblica farà una raccolta firme online o qualche giochino del tipo &#8220;fotografati mentre abbracci il Duomo di Milano per dire di no al premio a Berlusconi&#8221; e per settimane l&#8217;homepage di repubblica.it sarà invasa da fotografie dell &#8220;popolo delle guglie&#8221;.<br />
Qualcuno del PD dirà che &#8220;la Milano democratica, etc, etc&#8221; e la butterà sul serioso, Di Pietro tirerà fuori un paragone col fascismo e se va bene Capezzone farà una dichiarazione del tipo &#8220;siete tutti invidiosi, perché l&#8217;unica cosa che avete vinto in vita vostra è una minimarcia di Topolino&#8221;.</p>
<p>Insomma, è un film già visto, il nostro. Loro, invece, sono dei geni, ben oltre i Monty Python. Bisognerebbe premiarli per questo.</p>
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		<title>Et dona ferentes</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 17:16:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni è scoppiata una polemica sfinente su un evento (gli Stati Generali della Città di Catania), organizzato dal Comune di Catania, in cui sono stati ospitati &#8211; con vitto, alloggio e trasporti spesati &#8211; un tot di blogger o giù di lì. L&#8217;oggetto del contendere era la possibilità, ventilata dall&#8217;autore del thread linkato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni è scoppiata <a href="http://friendfeed.com/maxkava/638c5666/innovact-telecom-italia-parliamo-di-working" target="_blank">una polemica sfinente</a> su un evento (gli Stati Generali della Città di Catania), organizzato dal Comune di Catania, in cui sono stati ospitati &#8211; con vitto, alloggio e trasporti spesati &#8211; un tot di blogger o giù di lì.</p>
<p>L&#8217;oggetto del contendere era la possibilità, ventilata dall&#8217;autore del thread linkato qui sopra, che l&#8217;evento sia in realtà finanziato surrettiziamente da Telecom Italia e che il tutto sia una cortina di fumo, in cui le spese per il marketing e le PR dell&#8217;evento siano enormemente superiori ai soldi investiti per finanziare progetti innovativi.</p>
<p>Il tema può essere interessante, eh, ma personalmente chi se ne frega: mi sembra inevitabile che iniziative di questo genere siano più PR che sostanza e magari il main sponsor reale giochi a nascondino. Siamo sempre su quel brutto confine alla berlinese in cui da un lato c&#8217;è il marketing e dall&#8217;altro c&#8217;è la marchetta più o meno ben mascherata e non sai mai bene dove stai camminando. Dopo un po&#8217; ci si fa l&#8217;abitudine.</p>
<p>In compenso mi pare che sia molto più interessante capire in che modo il Comune di Catania, che <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200707articoli/24205girata.asp" target="_blank">aveva accumulato uno dei più grandi debiti al mondo</a>, con una situazione finanziaria disastrosa e una gestione politica berlusconiana che in passato ha fatto solo danni e <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/10/crac-scapagnini-coinvolto.shtml?uuid=7abcc5ca-9866-11dd-864f-1cb00e20a2dc&amp;DocRulesView=Libero&amp;correlato" target="_blank">prodotto 47 avvisi di garanzia</a>, si possa permettere di pagare vitto, alloggio e trasporti ai blogger e non si possa permettere di pagare i servizi basilari ai cittadini.</p>
<p><a href="http://www.gaspartorriero.it/2010/03/lo-sponsor-degli-stati-generali-di.html" target="_blank">Gaspar</a> ha notato che c&#8217;è uno sponsor piuttosto munifico che rende possibile l&#8217;esistenza della manifestazione. Pare sia <a href="http://www.onesrl.com/pages/homepage.php" target="_blank">un&#8217;agenzia di casting di Roma</a>, che non ha nemmeno un link sul sito della manifestazione e tra l&#8217;altro ha un sito incompleto fermo al 2007. Sì, infatti, chi glielo fa fare? Sarebbe bello saperlo, anche perché più che munifico, direi che lo sponsor è tendente all&#8217;autolesionistico, viste le cifre in ballo e la visibilità di ritorno, pari a poco più di zero.<br />
Ma forse sono io che penso male e nel paese governato dal partito dell&#8217;Amore c&#8217;è finalmente qualcuno che dà via i soldi così, svulazzando garrulo, senza chiedersi il perché. Finisco sempre per fare la parte della brutta persona: ho il nuovo miracolo italiano sotto gli occhi e invece che commuovermi mi insospettisco.</p>
<p>Boh, fossi stato un blogger (&#8230;), sicuramente avrei passato qualche minuto a cogliere l&#8217;involontario umorismo del <a href="http://www.statigeneralicatania.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=54&amp;Itemid=2" target="_blank">programma della manifestazione</a>, con convegni dai titoli-perla tipo &#8220;Catania città pulita&#8221;  (<a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/spazzini-catania/spazzini-catania/spazzini-catania.html" target="_blank">davvero?</a>) o &#8220;Catania città efficiente&#8221; (<a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/12/20/sicilia-bocciata-in-qualita-della-vita-palermo.html" target="_blank">sicuri?</a>).<br />
Poi, prima di farmi regalare un viaggio da un Comune di quel genere e in quella situazione politica, amministrativa e finanziaria, ci avrei pensato su due volte. Anzi, avrei detto subito di no, con tutto il fiato che mi resta, dopo le risate.</p>
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		<title>Il Venerabile Maestro e chi lo venera</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 13:25:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho prodotto la seconda puntata della mia panoramica sull&#8217;irriverenza online. La trovate come sempre sull&#8217;edizione online di Aprile. In questo caso si parla di détournement online, cioè della deriva di prodotti mediatici in altri prodotti mediatici, al fine di cambiarne il senso, spesso ribaltando il significato del prodotto di partenza. Alla fine, onde evitare di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho prodotto la <a href="http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=13623" target="_blank">seconda puntata</a> della mia panoramica sull&#8217;irriverenza online. La trovate come sempre sull&#8217;edizione online di <a href="http://www.aprileonline.info/" target="_blank">Aprile</a>.</p>
<p>In questo caso si parla di détournement online, cioè della deriva di prodotti mediatici in altri prodotti mediatici, al fine di cambiarne il senso, spesso ribaltando il significato del prodotto di partenza.</p>
<p>Alla fine, onde evitare di farla più lunga del solito, nell&#8217;articolo faccio tre esempi. Il primo è il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Google_bomb" target="_blank">Google bombing</a>, che in effetti rovesciava (uso i verbi al passato perché pare che ora non si possa più fare) il fine stesso del fare una ricerca, pilotandone i risultati.</p>
<p>Il secondo riguarda <a href="http://www.huffingtonpost.com/2009/11/09/glenn-beck-loses-claim-ag_n_351458.html" target="_blank">l&#8217;uso politico della registrazione di domini</a>. E&#8217; una tecnica decisamente originale e forse di scarsa applicabilità e ha colpito Glenn Beck, il più scorretto e retorico tra i predicatori di Fox News.</p>
<p>Il più interessante, però, è il terzo, perché credo meriterebbe un po&#8217; più di attenzione.</p>
<p>Accade questo: un gruppo di simpaticoni ha fondato per ridere un paradossale gruppo su Facebook chiamato &#8220;<a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=144271750751&amp;ref=search&amp;sid=698671800.712113624..1" target="_blank">Comitato per la integrale riabilitazione di Licio Gelli</a>&#8220;, ovviamente per stigmatizzare la contiguità politica tra il programma della destra berlusconiana al potere e il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_di_rinascita_democratica" target="_blank">Piano di Rinascita Democratica</a> prodotto dalla Loggia P2.</p>
<p>Nonostante il gruppo sia palesemente scherzoso e giochi sul paradosso &#8211; basta osservare che i due amministratori si fanno chiamare &#8220;Magister Venerabilis&#8221; e &#8220;Ics Ipsilon Zeta&#8221; &#8211; ci sono cascati in tanti. Curiosamente non gli allarmisti di sinistra, quelli che fanno le raccolte firme di Repubblica, ma i militanti di destra.</p>
<p>Basta dare un&#8217;occhiata all&#8217;elenco dei fan che vogliono riabilitare il Venerabile Maestro* ed ecco che vengono fuori la Gioventù Italiana dell&#8217;Alto Adige, Azione Giovani di Asti, la Giovane Italia di Asti, la Giovane Italia dei Nebrodi, Azione Giovani di Reggio Emilia, il Circolo PdL di Roccapiemonte, Azione Giovani di Rende e la Giovane Italia dell&#8217;Alcantara.</p>
<p>Sono tutte associazioni organiche al PdL. Tutti gruppi e associazioni che si dichiarano senza problemi fan di un tentato golpista e apertamente antidemocratico. Il tutto in uno scenario in cui perfino Berlusconi stesso, che era iscritto alla P2, ha sempre vissuto la cosa con estremo imbarazzo, non certo un&#8217;attività di cui andare fiero.</p>
<p>Paura, eh?</p>
<p>Chissà cosa ne dicono il PdL di Asti, di Reggio Emilia e dell&#8217;Alto Adige.</p>
<p>In verità, più che  ciò che mi spaventa di più è constatare che i suddetti berlusconiani, dall&#8217;Alcantara ad Asti, non sono stati in grado di distinguere una pagina apertamente paradossale e scherzosa da una seria. Ci sarebbe riuscito perfino un bambino, neanche tra i più svegli. Il fatto che si siano associati pubblicamente a idee mostruose, semmai, è un&#8217;aggravante.</p>
<p>* risparmiatevi pure le ironie sul fatto che tra  gli iscritti c&#8217;è pure l&#8217;Associazione Giovani Organettisti, perché in privato le abbiamo già fatte tutte.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>(we don&#8217;t need this) Fashion Groove Thang*</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 02:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla fine sono riusciti a trascinarmi. Anzi, a dire il vero non hanno dovuto nemmeno insistere troppo, perché lo spirito dell&#8217;antropologo della domenica è prevalso su quello dello snobbettino di sinistra. Fatto sta che sono andato a visitare il negozio milanese di Abercrombie &#38; Fitch, pur avendo anticipato &#8211; nell&#8217;ovvio disinteresse generale per le mie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine sono riusciti a trascinarmi. Anzi, a dire il vero non hanno dovuto nemmeno insistere troppo, perché lo spirito dell&#8217;antropologo della domenica è prevalso su quello dello snobbettino di sinistra.</p>
<p>Fatto sta che sono andato a visitare il negozio milanese di Abercrombie &amp; Fitch, pur avendo anticipato &#8211; nell&#8217;ovvio disinteresse generale per le mie &#8220;posizioni&#8221; &#8211; che non avrei comprato nulla di quella marca lì <a href="http://www.wittgenstein.it/2009/08/26/sulla-felpa-che-noi-portiam/" target="_blank">da italiani all&#8217;estero</a>.</p>
<p>Snobismi a parte, nei tre piani del negozio di Corso Matteotti non ho visto un singolo capo che mi interessasse, salvo una giacca esibita in una teca di vetro e introvabile tra gli scaffali, ma chi se ne frega. Il fatto è che mi è sembrato davvero impossibile occuparmi di vestiti in una discoteca.</p>
<p>Sì, una discoteca, perché Abercrombie &amp; Fitch è quello. L&#8217;intera store-experience è mutuata dal mondo del nightclubbing e per qualche motivo è un effetto ricercato: qualcuno nell&#8217;ufficio marketing di A&amp;F deve averci pensato e si è convinto che la discoteca è un&#8217;ottima evoluzione estetica del buon vecchio negozio. Avrà le sue ragioni.</p>
<p>Sarà che mi evoca antipatici ricordi pre-cortina di ferro, ma le file di fronte ai negozi mi stanno sulle balle a priori. Da Abercrombie &amp; Fitch non c&#8217;è modo di non fare la fila: te la fanno fare i buttafuori all&#8217;ingresso, proprio come in discoteca: è una tecnica da quattro soldi del clubbing e serve a far credere alla gente che il locale sia strapieno, per generare il solito ovvio effetto: la gente va dove c&#8217;è altra gente, possibilmente tanta.</p>
<p>Dopo 10 minuti di coda (inutile, visto che il negozio è tutto tranne che strapieno), l&#8217;ingresso regala visioni che possono stare nell&#8217;album dei ricordi di qualsiasi avanzo di balera: buttafuori con la faccia cattiva di fronte alle porte e, dopo i loro grugni, un ambiente buio e senza luce naturale, illuminato da pochi faretti e pervaso da musica quattroquarti fortissima, roba per cui parlare coincide col gridare.</p>
<p>Per rafforzare l&#8217;effetto disco (quella deleteria anni Ottanta, con l&#8217;ingresso donna, il tavolino a bordo pista e un 12 pollici a caso di Baltimora che suona a volumi insani), ecco i cubisti e le cubiste. Sto parlando del famigerato &#8220;personale-immagine&#8221; che pare sia un&#8217;apprezzatissima caratteristica dei negozi Abercrombie &amp; Fitch e sia diventato un piccolo mito qui nella provincia tristanzuola dell&#8217;Occidente: ragazze e ragazzi carini (non direi esattamente fotomodelle e fotomodelli di prima o seconda scelta, ma comunque bella gente, con un canone estetico ben preciso, molto wasp: maschi palestrati e femmine rigorosamente bionde coi capelli lisci) che, in una sorta di divisa da boscaiolo accoppiata con delle inspiegabili infradito, balla negli angoli morti del negozio, sculetta e, se incrocia il tuo sguardo, ti rivolge un cordiale &#8220;Hello, what&#8217;s goin&#8217; on!&#8221; sempre uguale.<br />
Mancavano giusto un privé con un assessore craxiano e i bagni con la gente impastata di bamba ed era un tuffo perfetto nella Milano da bere.</p>
<p>No, non voglio cascare in vecchi schematismi d&#8217;epoca. Però l&#8217;impressione generale è che la strategia del &#8220;diffondi la figa nell&#8217;ambiente e la gente arriverà in massa&#8221; sia l&#8217;unica vera scelta strategica di A&amp;F nei suoi negozi. E le facce di gran parte dei clienti maschi presenti in loco (le uniche che credo di saper giudicare) sanno di comitive di turisti gabbati dalle entraineuses nei night dell&#8217;Est Europa, di gente che fa la fila all&#8217;Hollywood per guardare da lontano le modelle e di adolescenti che non hanno ancora capito che la cameriera bona è una feature della birreria, non una speranza concreta.</p>
<p>Fedelissimo da tempo immemore al motto &#8220;God is a dj&#8221;, sono l&#8217;ultima persona che può mettersi a fare del trito moralismo sulle discoteche e meno che mai lo farei su un negozio che ha &#8220;discotechizzato&#8221; la sua in-store experience, anche se è una scelta di cattivo gusto.</p>
<p>Però sono uscito &#8211; frastornato, come tutti &#8211; con seri dubbi sulla strategia di A&amp;F. Pur amando il clubbing mi sono chiesto quanto sia intelligente produrre un&#8217;esperienza di quel genere. Abercrombie &amp; Fitch alla fine è un posto rumoroso (in cui peraltro suonava della house commerciale vocale di infimo livello) in cui si vede male, si cammina un po&#8217; storditi nella penombra e in cui non si capisce la logica con cui sono disposti i prodotti.</p>
<p>Anzi, l&#8217;impressione è che i signori Abercrombie &amp; Fitch abbiano buttato i vestiti qua e là alla cazzo di alce (l&#8217;espressione &#8220;alla cazzo di cane&#8221; la riserviamo per la <a href="http://www.harmontblaine.it/">Harmont &amp; Blaine</a>, casomai i suoi negozi fossero disordinati). Ecco, più che una discoteca il negozio milanese di A&amp;F ricorda il guardaroba di una discoteca. Uno in cui hanno fatto casino con i tagliandini numerati.</p>
<p>Fortunatamente trovo orribili i vestiti A&amp;F, perché in un ambiente ansiogeno di quel genere non riuscirei a comprare nulla, anzi avrei perfino difficoltà a parlare coi commessi, visto che bisogna gridare per farsi capire.<br />
Certo, sorge maligno il dubbio che qualcuno nell&#8217;ufficio marketing di A&amp;F abbia letto malamente &#8220;<a href="http://www.anobii.com/books/I_persuasori_occulti/9788806113766/01fc0de7162c8663d8/">I persuasori occulti</a>&#8221; e si sia convinto davvero che il consumatore opportunamente stordito è più propenso a spendere e a farsi menare per il naso, ma non vorrei sopravvalutare il management. Quella è gente che di solito non legge niente, mai, per nessun motivo.</p>
<p>Immaginando che qualcuno &#8211; magari un sordomuto &#8211; riesca a comprare vestiti in un contesto danzereccio, c&#8217;è da questionare l&#8217;intelligenza di mettere maschi palestrati e femmine notevoli, vestiti con gli abiti in vendita, a due passi da gente &#8220;normale&#8221;. Cioè, magari tu sei una ragazza che sta provando faticosamente un paio di jeans, scoprendo che ti tirano sul culo e ti vanno lunghi e nel mentre passa una venere con 15 anni meno di te a cui gli stessi jeans sembrano dipinti addosso col pennello da miniature. Boh, a me passerebbe la voglia.</p>
<p>Alla fine la visione più rassicurante erano le ragazze che facevano le pulizie. Persone normali, in grembiule, un paio perfino carine e non biondo-stereotipo. Mentre ramazzavano i pavimenti talvolta parevano lanciare sguardi solidali, forse complici: là fuori c&#8217;è un mondo un po&#8217; più vario e meno asfissiante. Abbiamo guadagnato l&#8217;uscita, con sollecitudine.</p>
<p>*qui non si è persa la mania per i titoli criptici, che rispondono a mie intime derive musicofile di cui, evidentemente, non posso fare a meno</p>
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