A Tale Of Two Cities

September 19th, 2006 § 27 comments § permalink

Non è un caso che la prima puntata della nuova stagione di Lost si intitoli “A Tale Of Two Cities”, come il libro di Dickens. Un po’ perché Dickens è uno dei tanti ingredienti che gli autori hanno messo nel calderone della serie (ricordate? Desmond che legge tutti i libri di Dickens salvo “Our Mutual Friend”, che tiene per l’ultimo momento), ma anche perché “A Tale Of Two Cities” è forse una delle prime “serie”, sebbene letteraria.

Dickens, infatti, ha scritto il romanzo a puntate, settimana dopo settimana, su un periodico autogestito. E nel mezzo ascoltava e riceveva per posta i feedback dei lettori, adattando di conseguenza la trama e la caratterizzazione dei personaggi. Il pensiero che Lost sia fatto con lo stesso principio, almeno in parte, è ormai quasi una certezza: è la prima serie nata con un forum aperto in cui gli autori si confrontano con gli spettatori ed è cosa nota che il team degli autori legga ossessivamente siti e forum di appassionati, alla ricerca di spunti o di teorie da sbertucciare in video. In letteratura “A Tale Of Two Cities” si studia come romanzo “rivoluzionario” nei metodi creativi, chissà se un giorno si potrà dire altrettanto di Lost.

Esaurita la parte vagamente intellettuale, veniamo alle cose interessanti: di seguito ecco il promo della prima puntata di Lost (se YouTube non lo cancella). Avanti con le congetture.

Mancano 3 settimane

September 14th, 2006 § 15 comments § permalink

Ma vi rendete conto che tempo 3 settimane e siamo di nuovo lì, presi da Lost?

In verità non sono affatto preparato per la nuova stagione televisiva (quella americana): non ho lo spazio disco sufficiente per scaricare le 5 o 6 serie che sceglierò, non ho ancora fatto il calendario settimanale dei download (ma lo faccio e lo bloggo: datemi tempo) e soprattutto non ho ancora capito bene quando riuscirò ad avere il tempo per guardare tutta la roba scaricata, tra serie vecchie e nuove.

Temo farò come quest’anno: scarico mezzo mondo, durante l’anno lavorativo guardo il necessario e ad agosto recupero. Oppure mi deprivo completamente del sonno e guardo le serie fino a quando il quindicesimo esaurimento nervoso mi stronca. Oppure le faccio guardare a qualche amico e me le faccio raccontare.

C’è di bello che un buon 30% di serie finiscono per floppare a metà stagione, coi primi sweeps, e vengono impietosamente tagliate. Vedremo.

Intanto mi faccio un ripassino su Lostpedia.

PS Ieri ho intravisto su Sky uno speciale in italiano sulla prima stagione di Lost, cioè una sorta di riassunto di cosa è capitato pre-botola. Non per fare il paladino del video in lingua originale, ma Lost in italiano è ORRIBILE: tutte le voci sono sbagliate (Locke ha la voce da nonno, perché?), tutte le sfumature vanno perse, il gergo è tradotto pietosamente da qualcuno che non è uscito vivo dagli anni Ottanta (tradurre “dude” con “coso” va considerato un crimine contro l’umanità, non ci sono cazzi), i giochi di parole vengono tagliati senza pudore e i tremila nomignoli che Sawyer appone ai suoi compagni di sventura sono alternativamente tradotti in modo letterale o mal adattati (ad esempio il barbuto sovrappeso degli Others viene soprannominato Zeke, nome ovviamente riferito al bestione peloso del Muppets Show: come diavolo lo tradurranno qui in Italia? E quando chiama Locke Mr. Clean – cioè Mastro Lindo? Ci scommettiamo che lo doppieranno in “Mister Pulitino”?)

Lost: lo Sri Lanka Video

September 12th, 2006 § 4 comments § permalink

In questi giorni sta girando – e gettando scompiglio – lo Sri Lanka Video di Lost, cioè un filmato fatto incollando i 70 frammenti video ottenuti dai partecipanti al gioco The Lost Experience (che è un gioco un po’ inquietante che ha coinvolto gli spettatori americani e britannici, chiamati in prima persona a risolvere alcuni misteri sulla Dharma Initiative, navigando online, telefonando ad alcuni numeri di telefono, risolvendo enigmi, ecc.: un caso di estremo successo di “real life game”, sul modello della promozione che fu fatta all’epoca del lancio di Donnie Darko negli Stati Uniti: lì addirittura alcuni attori ti chiamavano a casa per coinvolgerti nella storia).

Teoricamente il video contiene decine di spoiler, ma va sottolineato che è relativo al gioco The Lost Experience e non alla serie, quindi alcune cose potrebbero cambiare, essere sbagliate o essere del tutto irrilevanti al fine della serie.

Nel dubbio, seguite quanto dice LostPedia: ovviamente se non volete essere “spoilati”, non cliccate, non guardate il video e vivete in una botola sottoterra fino al 4 ottobre, giorno in cui parte la terza stagione di Lost.

In ogni caso, se volevano ottenere l’effetto di rimettere in agitazione tutti noi Lost-maniaci, ci sono nuovamente riusciti.

[opinione antipatica con spoiler]
Poi se proprio vogliamo dirla tutta, la storia di coinvolgere un matematico italiano, cioè Valenzetti, e una sua mitica equazione salva-mondo, mi ricorda un po’ troppo Alias con le opere esoteriche di Rambaldi. Ma sono finezze: stiamo a vedere.
[/opinione antipatica con spoiler]

Videoteca addio: ci pensa Amazon

September 8th, 2006 § 58 comments § permalink

Amazon ha lanciato il primo servizio serio di distribuzione video online. Questo significa, cari appassionati di serie tv e anche di quello strano hobby fuori moda e si chiama cinema, che per quanto mi riguarda le videoteche possono anche fallire tutte (tanto a catalogo hanno praticamente solo monnezza).

Il servizio si chiama Amazon Unboxed e ha un catalogo gigantesco, con decine e decine di serie televisive, centinaia di film, cartoni animati, documentari, ecc. La forza di Amazon è il suo catalogo: oltre alle ultime novità ci sono film vecchi, alcuni vecchissimi (quelli di Stanlio e Ollio, per dire), film minori, serie complete stagione per stagione (c’è tutto Star Trek serie classica!!!! Ma anche tutto “McGyver”, “Ai confini della realtà”, i 3 “CSI”, le serie classiche della BBC come “Doctor Who”, tutta “Buffy”, “24”, “South Park”), intere annate di cartoni animati, ecc.

Per amore di decenza, evitate nei commenti i paragoni con iTunes, che ha un’offerta video incomparabile, meno elastica e assolutamente più limitata nella qualità materiale dei video (nota: la ABC sta rescindendo il contratto con Apple, così addio a “Lost” e “Desperate Housewives” su iTunes): qui c’è tutta la potenza commerciale di Amazon, che ovviamente non si limita a vendere poche puntate delle serie del momento, ma crea realmente un’alternativa alla videoteca, con un’offerta numericamente imbattibile e TUTTO rigorosamente in qualità DVD. Infatti i download sono decisamente impegnativi, se tenete conto che un film pesa la bellezza di circa 2,5 Gb.

Le modalità d’acquisto sono varie e ci sono un bel po’ di novità.

Per le serie Tv il modello è classico: si scaricano le puntate a 1.99$ ciascuna, senza limitazioni di tempo: si possiede la puntata. Ma se uno vuole può scaricare un’intera stagione ad un prezzo scontato (anche se in quel caso spesso conviene il DVD, soprattutto se la serie non è di gran successo).

Per i film ci sono due modelli.

Il primo è il noleggio: scarichi un film e lo “affitti” per 30 giorni (poi non funziona più). Per esempio “Walk The Line” costa 3.99$, cioè decisamente meno di quanto costa affittare un film per 2 miseri giorni in una videoteca (e senza il rompimento di balle di andare in videoteca, fare la coda; con in più una scelta decisamente più ampia e molto meno mainstream e tamarra rispetto alle videoteche).
Ci sono anche affitti più cari: diciamo che i prezzi variano da 2.99$ (convenientissimi) in su, fino ad un massimo di 9.99$ (decisamente meno convenienti). Un giorno capirò con che criterio Amazon fa i prezzi, ma se non ho capito male questi saranno molto fluttuanti. Per esempio “The Candidate“, che è un film del ’72 con Robert Redford e non è esattamente un pilastro del cinema mondiale costa 9.99$.

Il secondo modello è l’acquisto classico: scarichi un film e te lo guardi senza limiti di tempo, senza licenze che scadono e altre diavolerie. Anche qui il modello del pricing è incomprensibile (almeno a me), ma credo sia sostanzialmente basato sull’idiozia congenita dell’americano medio. Non so spiegarmi altrimenti il fatto che un bel film come “Ogni cosa è illuminata” si compri a 8.99$ (cioè meno che affittare per 30 giorni altri film) e una merda con Jennifer Aniston vestita costi 19.62$.

Ci sono anche un bel po’ di film adesso nelle sale (da noi), tipo il remake di “Le colline hanno occhi“, che costa 13.99$, cioè un prezzo ultracompetitivo rispetto all’andare a vederlo al cinema in 2 o acquistarne il DVD (e un prezzo ragionevole rispetto all’andarci da soli). Con la differenza che qui il film resta a disposizione tutta la vita.

L’idea mi pare funzioni, anche perché ho visto a catalogo (e il catalogo riporta circa 1300 film, senza contare le serie e i programmi tv) dei film che in Italia non passano mai e che mi piacerebbe vedere (e per i quali non vale la pena di comprare il DVD), incluse alcune chicche di serie Z (tipo questo mitico slasher di sinistra da cui ha preso il nome l’omonimo gruppo).

Amazon Unboxed pare funzioni già da subito con l’Italia (ma niente film in italiano, per ora; meglio così: dopo anni di schiavitù, in casa ci siamo liberati del doppiaggio e finalmente cominciamo a cogliere le battute, le sfumature, ecc. in film e serie tv).

Ovviamente per ogni film o puntata c’è tutto il paratesto di Amazon: recensioni, giudizi degli utenti, perfino i wiki (aperti agli utenti come lo è Wikipedia), i trailer, ecc.
Il bello è che per ciascun acquisto/affitto si ha facoltà di scaricare in aggiunta (senza sovrapprezzo) la versione ottimizzata per dispositivi mobili (principalmente tutti i player video portatili compatibili con Windows Media, cioè per dire il qui tanto decantato Creative Zen Vision M [no iPod, sorry]): un altro colpo di intelligenza di Amazon.

Come tutte le cose innovative da quindici anni a questa parte (fateci caso: cose rivoluzionarie come Napster, eMule, Skype, Google Talk, Google Earth, ecc. sono state per anni esclusive per Pc e solo molto più tardi sono sbarcate su altre piattaforme, nemmeno tutte) per ora il servizio è disponibile solo per Pc. Ma è probabile che tra un annetto anche le altre piattaforme possano aggiornarsi alle naturali evoluzioni del mercato.

Il tutto avviene scaricando un apposito player di Amazon che, al contrario di iTunes, non pretende di diventare il monopolista di tutti i file media presenti sul computer, ma si limita a visualizzare i video scaricati da Amazon, senza rompere le balle in alcun modo. Non ho ancora capito se per rendere più spediti i download il player utilizza una tecnologia peer-to-peer tipo BitTorrent (per dire, World Of Warcraft lo fa per rendere scaricabili in tempi umani le patch gigantesche del gioco), ma Amazon ha pubblicato i tempi medi di download e mi sembrano umani.

Una di queste sere lo provo e vi dico.

Bagnun di acciughe e altre amenità

September 4th, 2006 § 7 comments § permalink

Il titolo del post è psichedelico, lo so. E per i non edotti sulle genovesità dico subito che il suddetto bagnun di acciughe altro non è che una zuppa di acciughe decisamente sapida. Se amate le acciughe (e io le amo smisuratamente), la prossima volta che capitate a Genova fatevi un bagnun e godetevi il momento mistico.

Ci sarebbero da scrivere righe e righe sulla fascinazione che noi piemontesi proviamo per l’acciuga, tanto da farne – noi terricoli – il nostro “piatto nazionale”, ma in verità sono righe che ha già scritto benissimo Nico Orengo e vi rimando lì.

In verità l’esperienza genovese non era prevista, ma è stata assolutamente piacevole oltre ogni aspettativa. Vale, come sempre, il concetto di serendipity, per cui ti trovi bene e a tuo agoi in situazioni inattese.
Il tutto perché il weekend al mare era partito con ben altri (più modesti) obiettivi: acchiappare l’ultimo briciolo d’estate, goderselo e prepararsi a quella valle di lacrime (climatica) che è l’inverno. Poi è capitato che il tempo fosse così così e oggi in macchina il termometro mi segnalasse 32 gradi esterni, ma si sa che la vita è dispettosa se non stronzetta.

In ogni caso il programma era assolutamente del tipo solitario: vai al mare, sai che non c’è nessuno (nemmeno i vicini di casa brianzoli urlanti di cui solitamente scrivo male dopo le mie visite in Liguria), prendi quel poco sole che resta, fai la Settimana Enigmistica e poi torni a Torino, in crisi d’astinenza da Wi-Fi.

Però è successo tutt’altro. Nell’ordine:

– mentre pedalavamo aerei nel traffico di Arenzano abbiamo incontrato (cioè, ci hanno riconosciuti loro e chiamati a gran voce, giacché se sento gridare “Enrico!” non mi volto, ma se sento gridare “Suzukimaruti!” sono seriamente convinto al 60% che stiano dicendo a me) nientemeno che un terzetto composto da (in ordine alfabetico) Andrea Beggi, JTheo e il fratello granata Samuele Silva!
Ora, non sto a calcolare le probabilità che un evento simile si possa verificare (di fatto in Liguria ci sono ad occhio un milione e mezzo di abitanti: beccarne tre che siano blogger e che per di più conosci e stimi, oltretutto non stazionando a Genova ma in un paese di qualche migliaio di anime, ha del miracoloso), ma sicuramente è una sfida alla statistica!
Sfida vinta in ogni caso, con tanto di gioiosa foto che testimonia l’avvenuto contatto casuale. Peccato che ci fosse un traffico infernale e che i boys stessero di fatto fermando mezza Liguria in direzione Genova, altrimenti li avremmo volentieri invitati a bersi qualcosa (ma il loro look – in quanto reduci da un matrimonio – mi fa pensare che avessero riempito lo stomaco a sufficienza :-)).

– Non contenti, la sera dopo abbiamo finalmente conosciuto de visu (perché de facto è come se fosse di casa) nientemeno che Lia – Haramlik! (che era una cosa che ci auguravamo da tempo, ma immaginavamo che comportasse un costoso viaggio al Cairo). La cosa divertente è che è esattamente come te la immagini. Ma anche diversa. Ok, mi sto contraddicendo ma è difficile dare una definizione ragionevole di quello strano effetto che si sente nel momento in cui incontri un blogger che leggi e stimi e con cui condividi un centinaio di migliaia di punti di vista. Anzi, un giorno nella pletora di libri sui blog che escono in giro qualcuno ne farà uno ragionevole in cui si cercherà di discutere proprio quest’aspetto: il paradosso per cui ti trovi a conoscere benissimo una persona che non hai mai visto in faccia/sentito al telefono. In ogni caso è stato bellissimo incontrare Lia e i suoi due chaperon genovesi, cioè Pier e Marzia, con cui ci siamo subito trovati.
Il tutto si è concluso con un’esperienza umano-gastronomica (non nel senso che abbiamo mangiato i nostri amici) di alto valore: cena al Porto Vecchio in un’osteria (dolorosamente rinnovata nel look ma non nella proposta mangereccia), con tanto di scofanamento del bagnun di acciughe di cui sopra, il merluzzo brandacujun e quello che a Genova chiamano il “latte dolce fritto”, che altro non sono che i comuni semolini fritti che noi torinesi mangiamo nel fritto misto e che sotto la Lanterna sono serviti come dessert (con una puntina di acqua di fiori d’arancio nell’impasto).
Sicuramente ripeteremo l’evento, anche perché noi genovesi e torinesi parenti siamo un po’.

Passata la festa, ecco che ne arriva un’altra, nel senso che nel weekend affronterò un matrimonio, come non protagonista. Per l’occasione indosserò una sahariana trendy da paura per cui potrò sembrare alternativamente un gentiluomo di campagna in visita alle sue piantagioni di banane e pronto per essere giustamente fucilato da un commando di campesinos incazzati (e se sfuggo alla rivolta anticoloniale mal che vada vendo tutto e apro in Cina una fabbrica/lager di iPod che rivendo a milioni di progressisti illusi di comprare qualcosa di eticamente superiore alla Microsoft), oppure un reduce malconcio del Camel Trophy che ha sbiellato il Defender.
Grazie al cielo il matrimonio non è di mattina, altrimenti, causa occhiaie, sarei sembrato un procione con addosso una sahariana di Armani (abito che è giustamente un ossimoro: comprarsi un vestito da esploratore firmato Armani è assurdo come comprarsi un fuoristrada da 100.000 euro marchiato Porsche). In ogni caso, auguri!

Ah, manca esattamente un mese alla partenza di Lost. Inizia il conto alla rovescia. Anzi, meglio di no, altrimenti ne succedono di tutti i colori. Sono ufficialmente in crisi d’astinenza, lo dichiaro senza pudore. Il tragico è che la serie verrà trasmessa in due fasi. Subito 6 puntate di fila. Poi 3 mesi di pausa (in cui temo mi drogherò per sopravvivere) e poi di fila una puntata dietro l’altra fino a fine stagione, senza interruzioni di sorta.

Cose serie

August 23rd, 2006 § 6 comments § permalink

Non è che sto poltrendo post-ferie (classico meccanismo per cui più sei riposato e più riposeresti). Anzi, sto preparando un maxi-post sulle nuove serie che stanno via via esordendo negli Stati Uniti. Il problema è che sono tantissime, quindi il pre-lavoro mi porta via un po’ di tempo. Ma entro la settimana dovrei farcela. Così sappiamo cosa guardare e cosa non guardare quest’anno (oltre a Lost e Veronica Mars, naturalmente).

Lost – season finale della seconda stagione

May 26th, 2006 § 17 comments § permalink

Non è che ho molto da dire. Facciamo che da ora in poi fate un po’ di attenzione mentre passate sotto qualche cavalcavia con la vostra automobile, perché il sottoscritto (temo insieme ad altri colpiti dalla stessa malattia) si metterà ufficialmente a lanciare i sassi per impiegare il tempo da qui ad ottobre. Sappiatelo.

Sul season finale potrei dilungarmi per righe e righe. E già so che mi arrovellerò in congetture da qui all’autunno su questioni infinite

[spoiler – scritti in giallino; per vederli bene, evidenziate il testo]

cosa significa quel mozzicone di statua (con solo 4 dita, come nei cartoni animati…)?

cosa è capitato nel momento in cui i numeri non sono più stati immessi?

chi cacchio sono gli "Others"? (ora sono 2 stagioni che ce lo chiediamo, no?)

dove va a finire Michael con suo figlio?

cosa ha in mente Penelope Widmore? (ovvio: ritrovare il suo amato, ma come fa a sapere che per trovarlo deve cercare anomalie elettromagnetiche in giro per il mondo? Non è che per caso c’è lo zampino di suo padre?)

e in tutto questo la Dharma Initiative cosa centra?

[/spoiler]

Avendo ormai contagiato decine di persone con la passione per Lost, mi sa che presto (magari questo sabato sera) mi toccherà la classica e adorabile serata a sparare congetture varie. Avverto solo che chi tira ancora fuori le due teorie proibite (sono tutti morti – sono tutti in purgatorio/inferno) verrà inesorabilmente picchiato.

Lost: ancora una puntata

May 23rd, 2006 § 16 comments § permalink

Innegabilmente la serie si fa sempre più inquietante e ormai mi viene addosso una strana elettricità prima di guardare ogni puntata. Il tragico è che giovedì prossimo ci sarà il season finale e poi fino all’autunno saremo ko, presi da congetture che ci trascineremo dietro per mesi. E vi assicuro che scervellarsi da fine maggio a ottobre è decisamente pesante.

[spoiler]

Detto questo, proprio solo nel mondo della fiction accade che la gente non si accorge di cose palesi come la finzione di Michael. Ma si sa che senza gli equivoci non ci sarebbe commedia (e nemmeno il dramma). In ogni caso, meno male che c’è Sayid a drizzare le antenne. 

[/spoiler]

Ah, nel mentre è pure finita Veronica Mars, ovviamente col botto (nel vero senso della parola) e come di consuetudine con un cliffhanger in sospeso per la prima puntata della prossima stagione. Se tra la prima e la seconda l’ìinterrogativo era "chi ha bussato alla porta?", ora siamo ad un classico alla Pulp Fiction: "cosa c’è nella valigetta"?

Elaborare la puntata 20 della seconda stagione di Lost

May 9th, 2006 § 13 comments § permalink

Ok, ci siamo già presi male in un Off-Topic nei commenti del post precedente a questo, ma in effetti la questione merita un post tutto per sè.

La puntata 20 di Lost è quella che simpaticamente potremmo definire una mazzata ben assestata sulla nostra nuca, assolutamente di sorpresa e senza che nessuno di noi se la aspettasse (anche se a vedere due protagonisti copulare vigorosamente a cielo aperto, un mezzo pensiero al fatto che il binomio eros-thanatos è un classico nelle sceneggiature anglosassoni lo avremmo dovuto fare [ma scommetto che molti di noi erano presi dall’emozione di vedere volare via la canottierina nera: l’ormone oscura l’intelletto, si sa]).

Come dicevo già nei commenti, a fine puntata sono rimasto per circa un’ora a fissare lo schermo nero del televisore, incapace di qualsiasi atto o pensiero. Innegabilmente i signori che scrivono Lost hanno una capacità incredibile di prenderci alle spalle. Visto quanto sono perfidi, mi sa che i veri Others sono loro.

In ogni caso, la serie – come stressavo nei commenti – è in chiaro "deficit di gnocca" e bisogna che la situazione si equilibri maggiormente, che se sparisce la protagonista più sexy, poi gli spettatori maschi debbono ripiegare i pensieri impuri su Kate (non che sia da buttare, anzi: ma l’altra era meglio), il che fa molto prima stagione.

La consolazione (non di tipo estetico, ovviamente, almeno per me maschio etero) è che nelle prossime puntate dovrebbe tornare Desmond, col suo accento un po’ scozzese e un po’ antillano.

E già che ci sono, tanto per complicare le cose, è pure nato il nuovo sito della Hanso Foundation, che ovviamente si presenta ancora più inquietante e ricco di misteri rispetto al precedente. E’ assolutamente da vedere, a vostro rischio e pericolo.

A proposito di lutti: cominciamo a prendere in considerazione l’idea che mancano solo più 3 puntate alla fine della seconda stagione (ma l’ultima è doppia). Poi inizia il triste periodo di giugno, in cui non ci sono più serie Tv. E l’attesa per la terza stagione ci porta fino ad ottobre. Contando che normalmente il season finale ci lascia con quel miliardino di interrogativi (motivo per cui d’estate si è di cattivo umore: non si dorme la notte mentre ci si arrovella sui misteri di Lost e Veronica Mars!), è palese che bisogna reagire.

Per occupare il tempo e non trovarmi senza Toro e senza serie tv a lanciare i sassi dal cavalcavia vicino a casa, durante la stagione mi sono messo da parte Surface e Ghost Whisperer da guardare (di entrambe ho visto le prime puntate e nulla più). In più ho un’intera stagione di Simpsons e South Park da recuperare e la seconda stagione di The 4400 da guardare per bene, che l’ho gestita male e ho perso il filo.

Per chi ha visto la nuova puntata di Lost

April 13th, 2006 § 16 comments § permalink

Questo è il brano musicale da avere.

Brano che – tra l’altro – è un classico per ogni romantico che si rispetti.

Non ci è concesso di sapere se gli isolani si salveranno, ma di certo sappiamo che balleranno un sacco di lenti.

Where Am I?

You are currently browsing the lost category at Suzukimaruti.