Ha fatto tutto lui

November 15th, 2009 § 2 comments § permalink

Visto che qui, titolare a parte, è tutto nuovo o quasi, nel backstage di questo blog si svolazza con la fantasia, pregustando i mille usi del nuovo giocattolo.

Prima che passi l’entusiasmo, ché certi sentimenti sono tanto belli quanto fugaci, meglio inaugurare una nuova rubrica, frutto appunto di quell’entusiasmo fantasioso di cui sopra.

Più che una rubrica è un giochino. Uno di quelli scemi che, se sei al terzo drink, ti sembrano anche intelligenti. Se sei al quinto drink e hai la ciucca buona, finisce pure che tiri in ballo la letteratura generativa, Burroughs, Breton e pure Nanni Balestrini. Come sempre, il mattino dopo ti fai prendere dall’imbarazzo per le fughe da ‘mbriaco e ti scusi con tutti, a partire dalla signorina Richmond.

In sostanza, senza pretese avanguardiste, facciamo così: una volta alla settimana prendiamo Google, diamo in pasto qualche parola alla sua funzione “suggest” e lasciamo che ci racconti una storiella o vada direttamente sul poetico.

Sta, poi, a noi gettarci nell’interpretazione di quello che ha detto. Tanto la fantasia non ci manca.

La prima storiella suggerita da Google è qui. Ed è pure un po’ triste, perché parla di un amore finito male.

P.S. Il giochino ha una categoria tutta sua, chiamata “anafore”. Anafore, non anfore. Non equivocate, please.

[bignami] Fai l’irriverenza

November 13th, 2009 § 2 comments § permalink

[i post “bignami” sono versioni condensate, sotto forma di elenco puntato, dei miei soliti post lunghi, ideali per chi non ha tempo o non ha voglia]

Il post originale (quello lungo) è qui.

– Da oggi, ogni venerdì scrivo di tecnologia, Web e società su Aprile Online, che è una testata di sinistra

– Per le prossime 3 settimane faccio una panoramica sull’irriverenza politica in Rete.

Qui c’è la prima puntata.

– Dalla quarta puntata in poi non lo so (anzi, se vi viene in mente qualcosa, ben vengano spunti, suggerimenti, scopiazzature, ecc.)

– (mi sono sempre chiesto chi mai si sarebbe comprato un dominio .info)

[bignami] Le epigone della casa del vino

November 12th, 2009 § 1 comment § permalink

[i post “bignami” sono versioni condensate, sotto forma di elenco puntato, dei miei soliti post lunghi, ideali per chi non ha tempo o non ha voglia]

Il post originale (quello lungo) è qui.

– Amy Winehouse è una sorta di gallina dalle uova d’oro per l’industria discografica (ed è pure brava, suvvia).

– Però tende all’autodistruzione (casomai non ve ne foste accorti nonostante i 120 articoli alla settimana) e i discografici devono trovare qualche valida alternativa da propinarci.

– In precedenza hanno provato a proporci Adele e Duffy. Brave, eh. Però, ecco, non spiccano il volo.

– Alla fine qui si tifa per una soluzione shock: un gruppo di soul australiano che si chiama Cooking On Three Burners e ha un suo notevole perché.

– Sì, sì, lo so: ho scritto soul australiano senza nemmeno fare una battuta perplessa. Nel post lungo c’è. Non è colpa mia se avete fretta e leggete i post condensati.

– (e poi qui si ha un’insana passione per le cover strane di pezzi di Gary Numan)

[bignami] (we don’t need this) Fashion Groove Thang

November 12th, 2009 § 1 comment § permalink

[i post “bignami” sono versioni condensate, sotto forma di elenco puntato, dei miei soliti post lunghi, ideali per chi non ha tempo o non ha voglia]

Il post originale (quello lungo) è qui.

– Sono andato da Abercrombie & Fitch per vedere da vicino l’effetto che fa

– Più che un negozio è una discoteca

– Anzi, una discoteca anni Ottanta, pura Milano da bere venti e passa anni dopo

– Mi interrogo per un tot di righe sull’intelligenza di far comprare i vestiti in una discoteca, cioè in un posto ansiogeno

– E poi boh, non so quanto è intelligente farti sfilare fotomodelli ultrapalestrati e fighette biondo-stereotipo a cui i vestiti sembrano dipinti addosso mentre tu fatichi a entrare in un paio di jeans o sembri Fantozzi mentre si prova una t-shirt

– (per tutto il post cerco di dare l’impressione di essere un osservatore ragionevole, ma in verità sono mio malgrado un fottuto veterocomunista a cui quei posti lì, quel mondo lì, quella gente lì dà fastidio per definizione; consideratelo una sorta di mio handicap personale)

– (anzi, potremmo istituire una sorta di punteggio di invalidità per veterocomunisti, anche perché mi rendo conto che siamo inadeguati tuttora a questo mondo meraviglioso)

[bignami] Ciao sono io

November 12th, 2009 § 1 comment § permalink

[i post “bignami” sono versioni condensate, sotto forma di elenco puntato, dei miei soliti post lunghi, ideali per chi non ha tempo o non ha voglia]

Il post originale (quello lungo) è qui.

– passata la sbornia post-socialnetwork ho ripreso a bloggare

– nel mentre ho cambiato indirizzo e ora bloggo su un dominio che ha il mio nome e cognome

– mi mancava un po’ la capacità di approfondire, cosa difficile sui socialcosi

– comunque le cattive abitudini del vecchio blog sono invariate.

Sarò breve (no, davvero)

November 12th, 2009 § 10 comments § permalink

Credo sia merito (o colpa) di Follini l’abuso del termine “discontinuità”. Sarà perché sono anni bui e da una parola in su tutti vogliamo rompere la continuità temporale e cambiare, cambiare, cambiare.

A fare i perfidi si potrebbe dire che qui è cambiato l’indirizzo del blog, è cambiato il template (ora ce n’è uno che non ricorda automaticamente l’edilizia popolare cecoslovacca degli anni Settanta), ma la musica è sempre quella.
Cioè, per quanto ci si sforzi a cambiare il blog, il tizio che ci scrive sopra è sempre quella testa di cavolo lì. Insomma, la discontinuità non si vede.

Sì, mi sono posto il problema. E ho prodotto una soluzione o quantomeno un innocente e speranzoso tentativo.

Bisogna cambiare qualcosa di rilevante? Detto, fatto. Ecco cosa succede. Farò post brevi.

No, non svenite.

Farò *anche* post brevi.

Anzi, farò versioni brevi (spesso brevissime) dei post lunghi che scriverò.

Se avete tempo e voglia, vi sorbite le versioni chilometriche. Se siete di fretta o il tema non vi emoziona più di tanto, vi buttate sulla versione compatta.

Anzi, se siete abbonati a Selezione del Readers’ Digest e proprio patite i post lunghi e volete leggere solo le versioni condensate, potete direttamente abbonarvi al feed RSS dei post brevi. Oppure, se non usate gli RSS, potete leggere i post sotto la categoria “bignami” e vi evitate le verbosità. Piace?

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