Io non sto con Erri. Sto con la libertà di parola. E con la nonviolenza

October 19th, 2015 § 19 comments

“Un uomo è quello che ha commesso. Se dimentica è un bicchiere messo alla rovescia, un vuoto chiuso”

Queste parole sono di Erri De Luca, prese dal suo “Il peso della farfalla”. E sono per voi, avventati, che avete fatto di quest’uomo un eroe.

BENE, L’ASSOLUZIONE DI DE LUCA

Voglio chiarire subito un punto: dopo qualche riflessione – e un approfondimento sul reato di “istigazione a delinquere” – mi sono convinto che il processo a Erri De Luca per le sue dichiarazioni in cui esortava a compiere violenze e sabotaggi contro la TAV sia stato un errore che ha fatto danni notevoli, perché ha processato ingiustamente un uomo per dichiarazioni avventate (ma non reato) e soprattutto perché ha trasformato un cattivo maestro in martire e gli ha dato una tribuna enorme.
È un bene che sia stato assolto.

Concordo: le sue parole sulla TAV non costituiscono reato. Restano parole orribili, che auspicano la violenza come metodo politico e la giustificano. È legale dirle. È fuori legge – e fascista e violento – seguirle, metterle in pratica.

Può darsi che la deriva retorica notav abbia fatto perdere lucidità a molti, per cui ad alcuni sembra perfettamente normale e accettabile che una persona dica che se qualcosa non è gradito – anche se espressione della volontà democratica della maggioranza dei cittadini – è legittimo praticare atti violenti per impedire che avvenga.
Sbagliano di grosso, perché è un pensiero antidemocratico (la democrazia prevede che le maggioranze democraticamente elette decidono e gli altri si adeguano), ma faccio una proposta di “igiene” per questo post: non parliamo di TAV, così magari qualcuno la prende con più calma.

 

CHI È DAVVERO ERRI DE LUCA, CON PAROLE SUE

La mia idea è che, giustamente assolto per le sue parole su violenza e sabotaggi, Erri De Luca rimanga una persona con delle idee antidemocratiche, violente, culturalmente affini all’uso della prevaricazione come metodo politico e del tutto antitetiche alla sinistra e alle culture di pace.

Penso che molti che in questi giorni stanno facendo di quell’uomo un eroe stiano sbagliando. Spero per ignoranza o per superficiale faziosità notav, che li porta ad abbandonare il buonsenso.

Vorrei offrire qualche elemento in più, per favorire un giudizio, perché forse molti di voi non sanno chi è Erri De Luca, qual è la sua storia, qual è il suo rapporto con la violenza politica in Italia e credono che si tratti di un povero scrittore che ha osato dire la sua, finendo inguaiato.

Visto che è piaciuto nel post precedente, faccio un elenco puntato, incompleto e disordinato di fatti di cui tenere conto nel formarsi un giudizio umano e politico su Erri De Luca:

– è stato per anni il capo del “servizio d’ordine” romano di Lotta Continua, cioè del plotone responsabile delle violenze di piazza. Un vero potere manesco all’interno di Lotta Continua stessa, che ha praticato violenze arbitrarie, assalti contro singoli, minacce, e perfino una bella repressione con botte nei confronti delle donne della stessa Lotta Continua. Dall’estremizzazione del servizio d’ordine di Lotta Continua è nata Prima Linea, che ha fatto della lotta armata una ragione d’essere. Sul tema della violenza in Lotta Continua, ha dichiarato, fieramente: “No, no. Un servizio completamente dentro all’illegalità. Lotta Continua era tutta illegale, l’illegalità era la pratica diffusa (…) Proteggere dei latitanti era illegale, scontrarsi con le forze dell’ordine era illegale, fabbricare delle bottiglie incendiarie era illegale (…) Tutta la nostra attività era una attività armata”

– riguardo all’omicidio Calabresi, quando gli è stato chiesto se sapeva chi fossero i responsabili, si è trincerato dietro la più classica delle bocche cucite omertose: “Preferisco non risponderti. Non mi sento libero di parlare di questo… ne parleremo quando non avrà più rilevanza penale.”. Sembra quasi che preferisca la protezione di eventuali assassini rispetto alla verità, alla serenità di chi ha avuto un familiare ucciso.

– a proposito del terrorismo e delle Brigate Rosse ha dichiarato: “La lotta armata? Non fu terrorismo. In quegli anni era guerra civile” e anche “Le Brigate Rosse non posso­no considerarsi un gruppo di terro­risti.”

– riguardo al rapimento di Aldo Moro (e della sua esecuzione, inerme, dopo giorni di prigionia) e della contestuale uccisione degli uomini della sua scorta, ha dichiarato che non si è trattato di un’aggressione a una persona inerme, “perché la scorta era composta di uomini armati.”.

Tutte queste affermazioni sono relativamente recenti (i virgolettati sono presi verbatim dalle interviste che ha rilasciato e verificati una seconda volta su WikiQuote). E De Luca non ha mai fatto autocritica per le sue idee sul metodo della violenza politica, sulla lotta armata in Italia, sul terrorismo, ecc. Anzi, ha spesso rincarato la dose.

Lascio al vostro giudizio e alla vostra coscienza il compito (credo facilissimo) di farsi un’idea su chi sia Erri De Luca. Per me con le sue idee è nemico di tutto quello in cui io, uomo di sinistra, democratico e pacifista, credo da sempre.

E proprio perché ho, come tanti, valori completamente diversi da lui, trovo giusto che sia stato assolto nel processo per istigazione a delinquere. Un esito ben diverso dal processo che le Brigate Rosse – un gruppo di educande, mica di terroristi! – hanno riservato ad Aldo Moro. La differenza tra l’Italia democratica e la gente come Erri De Luca è tutta qui.

Chi di voi ha giocato con l’hashtag #iostoconerri sta in una zona grigia (tendente al nero) nel rapporto con la democrazia e con la violenza politica, se non prende le distanze dalle idee di quest’uomo nell’istante in cui ne difende la giusta libertà di espressione.
E mi indigna che una testata come Valigia Blu, che per me ha perso qualsiasi dignità e che accuso di pericolosa leggerezza nella gestione di questo tema, sia stata in prima fila – acriticamente, spesso con toni agiografici – in questa iniziativa.

Credo, come tutti i cittadini democratici, che la libertà di parola vada difesa, in questo paese. Ma penso che lottare per questa libertà non debba farci dimenticare il dovere del giudizio – politico, etico, culturale, storico – sulle parole e sulle loro conseguenze.

§ 19 Responses to Io non sto con Erri. Sto con la libertà di parola. E con la nonviolenza"

  • ipsedixit says:

    Trovo considerazioni simili e condivise anche su questo blog. Pare un’opinione che in molti stanno maturando.
    https://fulviolunaromero.wordpress.com/2015/11/12/non-lo-so-se-iostoconerri-o-con-tutti-gli-altri-e-vi-spiego-perche/

  • Flavio D'Atri says:

    Sono abbastanza d’accordo con quanto hai scritto, Enrico.

  • erdoc says:

    A furia di prenderlo in culo vi è iniziato a piacere. Fottuti radical chic

  • Massimo G. Pittella says:

    Partecipo alla tua istanza di coerenza, Enrico. Condivido l’orrore per la violenza espressiva di De Luca e per il consenso che raccoglie. Ma non mi indigno, convinto che anche l’indignazione sia violenza. Avendo bisogno di capire, ho provato più volte a risalire i fiumi della violenza e tutte le volte ho trovato la stessa fonte, che io vedo nel principio della contrapposizione confutativa. Siamo stati addestrati a interpretare a nostro modo il mito manicheo del bene contro il male, che però ci imprigiona in una dimensione dove le uniche cose che possiamo fare sono lottare gli uni contro gli altri ed essere infelici. Te la sentiresti, con il tuo talento, di esplorare invece la strada della comunicazione non violenta? Abbiamo davvero un grande bisogno di esempi che ci sappiano ispirare e che però siano ricevibili da tutti, sia dai De Luca sia da chi, come te e me, inorridisce allo spirito delle sue parole.

  • giulianetto says:

    De Luca ha scritto la prefazione al libro di Prospero Gallinari. Da leggere. (la prefazione 🙂 )

  • suzukimaruti says:

    quando vi è arrivata l’autostrada in valsusa – quella sì, realmente deturpante – non avete battuto ciglio. Anzi, hanno raddoppiato il tunnel del Frejus e non c’era mezzo notav a manifestare contro.
    Due pesi due misure, a dimostrazione che il movimento non è serio ed è eterodiretto.

  • Stefanyo says:

    quandoti ti arriverà una tangeziale a fianco casa tua e le tue domande e istanze non verranno raccolte da nessuna istituzione pubblica, i tuoi parenti manganellati di notte e le tue azioni pacifiche ribaltate sulla stampa come violente ne riparliamo di cosa vuol dire vivere in valsusa e predicare il sabotaggio di un opera per difendere una cosa che appartiene ai nostri figli… il territorio.

  • Manuel says:

    Mi dispiace ma la tua equiparazione di Erri De Luca e di Lotta Continua ad organizzazioni terroristiche è fuorviante e pericolosa e l’interessato potrebbe perfino denunciarti per calunnia. Erri De Luca non ha mai fatto parte delle Brigate Rosse o di Prima Linea, Erri De Luca non è mai stato un terrorista. Per esempio Erri De Luca si trovava a Belgrado quando il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in qualità di Ministro della Difesa del governo Massimo D’Alema, bombardava la Serbia in operazioni Nato. Quello che tu poni, è comunque una questione interessante, cioè il ruolo della sinistra extraparlamentare negli anni di piombo. Il ruolo politico e sociale. Ebbene, è vero che molti della sinistra extraparlamentare hanno fatto la scelta armata, scelta, a mio modo di vedere, sbagliata, esecrabile, inopportuna, ingiusta, controproducente, scelta che dobbiamo condannare e che io condanno con fermezza. Ma è anche vero che molti altri non hanno fatto questa scelta, alcuni come Miccichè o Cicchitto, sono diventati onorevoli in Forza Italia, ad esempio, nel centrodestra. Miccicchè e Cicchitto hanno fatto parte di Lotta Continua, così è cominciata la loro carriera politica. Tutt’ora Cicchitto è un onorevole di maggioranza di governo, sostiene, da destra, il governo, per me sedicente, di centrosinistra. Anche la scelta di questi onorevoli, per me, è da condannare con fermezza. Altri, come Erri De Luca non hanno fatto nè la scelta armata, nè quella della carriera politico-partitica, hanno fatto una scelta altra coerente con i loro ideali che non erano ideali di lotta armata, ma erano ideali rivoluzionari. E la rivoluzione, c’insegna Gandhi, si può fare veramente anche senza la lotta armata, ma non senza la lotta!! Chi si professa di sinistra dovrebbe ricordarlo questo e dovrebbe, pur con la difficoltà del caso, partire a rivoluzionare se stesso. Il vero cambiamento è quello che parte dall’interno di sè.

  • henryblake says:

    @Daniele Minotti
    Ci provo: è già difficile costruire un’istigazione a delinquere realizzata da chiunque attraverso un’intervista ad un giornale (non a caso anche la “ampiezza” della norma penale è fascista), a maggior ragione lo è se l’intervista proviene da un intellettuale mentre è impegnato in un dibattito pubblico, come è accaduto nel caso di Erri De Luca.
    Considera che vengono rilasciate interviste con contenuti anche più forti di quella che ha costituito “il mezzo del reato” che non portano ad alcun processo.
    La verità è che si è voluto processare Erri De Luca per quello che ha detto nello specifico dibattito in cui si era impegnato come “intellettuale”, e lo si è fatto attraverso una norma fascista.
    PS ovviamente non condivido neanche l’impianto della sentenza del Tribunale di Roma sopra riportata.

  • @henryblake
    Fammi capire: non dovevano processarlo in quanto *intellettuale*?

  • henryblake says:

    L’unica cosa – veramente – fascista è la norma penale che hanno azionato accazzo per sottoporre a processo un intellettuale, con conseguenze morali ed economiche che nessuno gli risarcirà e il tutto con soldi pubblici.

  • J. Tevis says:

    C’è chi si chiama Erri e chi no.

  • Carlo says:

    Quella libertà di parola nata dalla rivoluzione francese….;)

  • andrea says:

    perfettamente d’accordo. La violenza è sempre sbagliata. è sbagliato invitare a sabotare è sbagliato irridere (Charlie) le altre religioni ed allora cosa facciamo a chi si oppone ad un’altra violenza (per poter costruire un inutile traforo che non servirà a nessuno ti distruggo la tua casa e la tua terra e ti irroro l’aria con amianto ed Uranio)? lo arresto, lo uccido? Non va più di moda ma l’episodio della vigna di Naboot (Bibbia 1 Re, 21) è emblematico

  • arachidestereo says:

    tutto giusto, anche per me è stato difficile difendere chi non avrei voluto, ma era troppo importante, e troppo forte il silenzio di tanti che appena 9 mesi fa stavano con Charlie. Nella fattispecie, credo comunque che parlare di sabotaggio sia legale solo se si predicano azioni di resistenza nonviolenta, altrimenti è reato.
    (quasi ot, ma Salvini e i suoi sotto l’albergo a Bormio? un fascicolo io l’avrei aperto)

  • henryblake says:

    Continua a ripeterti che sei di sinistra, magari funziona

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