Sei proprio una scema

June 17th, 2014 § Comments Off on Sei proprio una scema § permalink

Post breve, per i miei standard.

La mia fidanzata ha scritto un romanzo per Baldini & Castoldi, che si intitola “Sei proprio una scema”. Esce domani in tutte le librerie della galassia ed è disponibile subito in ebook (sotto ci sono i link, tranquilli).

E’ un giallo-rosa-noir (la combinazione di colori, per quanto evochi un giocatore svedese biondissimo con la maglia del Palermo, è molto bella, una volta convertita in narrazione) in cui si parla di giovani donne sulla trentina che si innamorano a vanvera. E il destinatario dell’amore malriposto è una figura archetipica di questi tempi precari: lo Stronzo*.

Copertina

Non vi anticipo altro della trama, perché altrimenti non c’è gusto a leggerlo. Ma penso che molti (molte) di voi si riconosceranno nella protagonista.

Non vi resta altro che correre (o anche camminare con passo lesto) a comprare il libro. Lo dico da interessatissimo fidanzato dell’autrice e anche da disinteressato lettore (che peraltro correrebbe a provarci con l’autrice alla prima occasione). E’ leggero in senso calviniano, fa ridere, a volte fa riderissimo e c’è pure un mistero di mezzo come in Lost e in Game Of Thrones, ma con meno morti.

Se siete curiosi o diffidenti, qui potete leggere il primo capitolo (gratis, lo dico per i diffidenti)

Se, invece, siete tra quelli che ho minacciato di rappresaglia in assenza di una prova certa di acquisto, potete spintonarvi domani in tutte le librerie per procurarvene una copia, oppure potete acquistarlo in formato Kindle su Amazon e averlo subito sul vostro lettore o sul vostro smartphone/tablet o, sempre su Amazon, ordinarlo in formato cartaceo.

Buona lettura! Attenzione che poi vi interrogo.

* Lo Stronzo è una tipologia di maschio a cui non appartengo, cioè colui che considera uno sport valido e meritevole far soffrire le donne con cui si accompagna, a colpi di assenze, fughe, ermetismi, disimpegno malcelato e mezze parole. Ci tenevo a dirlo, anche perché potrei scrivere un dramma in una settantina di atti dedicato alle Stronze incontrate finora, specie affine a quella presente nel romanzo, ma dotata di ulteriore perfidia e di solito di un aspetto gradevole. Si intitolerebbe “Compagno di stronze” e sarebbe il primo caso di typosquatting letterario.

Non è un romanzo su di me, casomai ve lo domandaste, nonostante ci sia un vinile in copertina (peraltro rotto, cosa per cui potrei fare una strage). La vita di noi maschi-limulo (nota: il limulo maschio è grande meno della metà del limulo femmina e vive buona parte della sua vita attaccato con le chele alla sua coda, tranne quando la femmina mette su “Honky Tonk Woman”, fa la voce di Neffa e dice ‘baby, vieni su’ e assolve ai suoi compiti riproduttivi) non è narrativamente interessante, perché comporterebbe lacrimevoli versioni in prosa dei testi degli Smiths e poco più. E peraltro ha già detto tutto Nino Buonocore in “Scrivimi“.

Ladri fascisti di biciclette

June 3rd, 2014 § 12 comments § permalink

Questa mattina all’alba la Digos di Torino ha fatto un’operazione contro la cosiddetta “area antagonista” torinese, arrestando un bel po’ di persone per vari atti di violenza avvenuti in città, tra cui molti attacchi vandalici alle sedi del Partito Democratico (non capitava da decenni).

La notizia non è particolarmente rilevante: l’area antagonista torinese è esigua nei numeri, nel peso politico e nei risultati e da sempre soffre di un umiliante complesso di inferiorità nei confronti degli antagonisti di altre zone d’Italia e non ha combinato molto, nel bene e nel male. Giusto un po’ di violenza anonima che confina quell’area alle pagine di cronaca e mai a quelle di politica.

Quello che mi sorprende è nascosto al fondo di questo articolo: tra i vari oggetti rinvenuti durante lo sgombero di una palazzina occupata (che, ci tengo a specificarlo, non era un centro sociale aperto al quartiere) sono state trovate alcune biciclette del bike sharing della città di Torino.

Era già successo qualche tempo fa: alcuni antagonisti erano stati sorpresi mentre danneggiavano le biciclette di TO-Bike (che è la versione sabauda del Bike-MI, avviata dopo un intenso lavoro di naming) e nel giro di una notte, a seguito di alcuni arresti in area notav, erano state danneggiate e rubate numerose biciclette pubbliche, forse per rappresaglia, chi lo sa.

Detto che non mi scandalizzo per le occupazioni (non sono pregiudizialmente contrario, se intervengono sul tessuto metropolitano e producono benefici, coscienza sociale, mutualità) e neppure per la violenza politica (la condanno, ma da quell’area priva di contenuti non mi aspetto altro), per le biciclette del bike-sharing distrutte e rubate mi indigno. Anzi, non me lo spiego.

Non mi viene in mente niente di più innocuo, di più sano e di più rappresentativo della natura buona e giusta di un bene pubblico comune come le biciclette del bike-sharing, un servizio che è aperto a tutti, ha un costo irrisorio che lo rende accessibile a tutti, si diffonde sempre più al di là del centro città, favorisce una mobilità ecologica, a misura d’uomo e mi pare (giuro che mi sono sforzato a trovare qualche pecca) totalmente indiscutibile dal punto di vista politico, anche il più estremista e ostile.

Mi agito, quando non mi spiego le cose. Vorrei poter parlare con qualcuno dei responsabili di quel gesto per capire le sue motivazioni, perché davvero non le afferro. Riesco al massimo a rifugiarmi dietro la macchietta dell’antagonista che se la prende con le “biciclette borghesi”, ma appunto siamo al teatrino.

Quello che so è che un antagonista – che teoricamente dovrebbe essere uno che fa della sua vita intera una battaglia per un mondo più giusto – nel momento in cui danneggia o ruba le biciclette del bike-sharing fa un atto che non solo è intimamente sbagliato (come tutte le violenze), ma fa un furto e un danno a tutti noi. E deruba/danneggia una cosa bella che abbiamo noi, “noi” come società. Quindi un antagonista che fa un’operazione del genere viene perfino meno al suo ruolo (se fosse prendibile sul serio, beninteso).

E no, non c’è rabbia adolescenziale o spirito distruttivo punk dietro quel gesto, anche perché l’età media in quei giri antagonisti è  alta, a partire dai caporioni che sono ben oltre la cinquantina e qualche tardo scimmiottatore di slogan orribili ormai coi capelli brizzolati.
Anzi, c’è pure la contraddizione per cui questi violenti si riempiono la bocca di ecologismo militante quando si tratta di parlare di TAV, ma poi all’atto pratico distruggono e rubano le biciclette pubbliche ai cittadini, colpendo peraltro i più poveri e i meno garantiti (e, ma questa è una cosa nota, non fanno niente quando nella stessa valle scavano un secondo tunnel per l’autostrada).

Non mi interessa dire nulla sugli stili di vita, sulle retoriche e sul modo di condurre la lotta politica da parte di quel mondo lì. Non è la mia parte (lo è stata brevemente anni fa, con tutte le riserve del caso) e mi rendo conto che non è una parte con cui cercare un terreno comune.
Ho solo voglia di dire che questa cosa mi fa schifo come militante – perché fa solo male, squalifica il movimento e crea danno a quelli che teoricamente dovrebbero stare a cuore ai “duri e puri”  – e mi indigna come cittadino, perché è un furto a tutti noi, è un atto di fascismo puro, una rappresaglia gratuita senza senso.

La prossima volta che a qualcuno verrà in mente di giustificare le violenze di quest’area, perché magari colpiscono una parte politica sgradita, forse sarà meglio pensare a questo. E capire che quella violenza cieca e assurda fa male a tutti, anche a chi è così avventato da gioire perché gli antagonisti hanno devastato le sedi del PD.

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