Antifascismo riflessivo: pensieri sul bruto che c’è in noi

March 20th, 2013 § 44 comments

Nei mesi passati, casomai non lo aveste notato :), ho supportato la corsa di Matteo Renzi alle Primarie del centrosinistra. (tranquilli, non è l’ennesimo post su Renzi, ma su una cosa molto più spiacevole)
Dal momento in cui ho dichiarato online il mio orientamento per le Primarie e il conseguente dissenso dall’attuale linea e classe dirigente del PD, mi sono accorto che su Twitter è iniziata una progressiva escalation dell’odio.

A ogni mio tweet sul tema PD e affini, cioè, corrispondevano sempre più risposte antipatiche da parte di altri utenti: spesso attacchi personali, polemiche pretestuose, provocazioni, eccetera.

Cosa curiosa: le persone più assidue in questi attacchi erano sempre le stesse, giorno dopo giorno.
Ho provato a controllare in giro: sempre loro, un gruppo ben definito, aggredivano altri utenti di Twitter non allineati con la linea bersaniana del PD. E lo facevano con toni aggressivi, talvolta offensivi e arroganti. Pura logica di branco: uno scrive e tanti arrivano ad aggredire, irridere, provocare (non a dialogare, che è cosa gradita anche se non si concorda).

Seguendo le tracce di uno degli utenti più aggressivi ho scoperto che era registrato a un sito: 300 Spartani.
E, con mia somma sorpresa (e fatica, ché mi è costato cliccare sull’avatar di tutti gli iscritti), mi sono accorto che gli aggressori digitali erano praticamente tutti lì, associati a quel sito.
Che sorpresa. Coincidenza?

Trecento Spartani sulla carta dovrebbe essere il volto “social” del PD: un gruppo di militanti digitali che fa campagna elettorale per il partito, dialogando sui social media con gli interessati.
A leggere questo articolo su Lettera 43 sembra proprio quello: tanti giovani volontari che fanno una campagna obamiana di inclusione digitale, allargamento del consenso, eccetera.

Nell’articolo si parla di “volontari a disposizione del dipartimento comunicazione del partito”, quindi le loro azioni sono ufficiali e su mandato del dipartimento comunicazione del PD. Il coordinatore del progetto, non a caso, è Tommaso Giuntella,  uno dei tre “scudieri” di Pierluigi Bersani durante la campagna delle Primarie (gli altri due erano Alessandra Moretti e Roberto Speranza, ora portavoce del PD alla Camera).

Imponendosi di non pensare male, possiamo essere così ingenui da pensare che la coesistenza del gruppetto d’assalto all’interno del sito Trecento Spartani sia pura casualità. D’altronde è evidente che tra i Trecento ci sono anche persone il cui agire online è civile e rispettoso e che non hanno partecipato alle squadracce.

A essere un po’ meno ingenui, invece, sorge il sospetto che non si tratti di una coincidenza e che l’azione di aggressione online del dissenso sia organizzata e parte del progetto.
A conferma di questo ci sono un po’ di fatti, al di là del riferimento culturale fascistoide nel nome (lo dico con dispiacere, amando quel fumetto e detestandone il film) e delle retoriche guerriere sbandierate qua e là sul sito.

 

AGGRESSIONI ORGANIZZATE?

Il primo fatto, e il più grave, è che il gruppo dei Trecento Spartani si è reso responsabile di un attacco di massa nei commenti al blog di Mantellini, a seguito di un suo post critico verso Bersani.
Niente di grave, materialmente (l’iniziativa era innocua negli esiti e Massimo ha visto di peggio), ma indicativo di un fatto: il gruppo compie azioni di attacco organizzate e coordinate e pare avere un focus sul disturbo del dissenso interno, più che sull’allargamento del consenso al partito.

Ieri sera il coordinatore del progetto ha confermato su Twitter qui qui e qui  che l’azione era organizzata da loro, cioè dai Trecento Spartani, e non spontanea. Ha ovviamente minimizzato: “era uno scherzo”, trascurando che quel gruppo lì agisce su mandato del PD e prima di fare cose simili deve pensarci due volte (e poi soprassedere).

Il secondo sono le rivelazioni dell’utente di Twitter @ArgoTone, uno tra gli utenti più attivi nella polemica, spesso con toni accesi (è un eufemismo).
Messo di fronte all’evidenza della presenza del suo profilo sul sito dei Trecento Spartani, ha riconosciuto di aver partecipato alla nascita del gruppo e di esserne uscito in seguito, in dissenso a suo dire con la linea e con le pratiche diffuse al suo interno.
Lascio alle sue parole, riprese dal suo profilo Twitter, la spiegazione del perché.

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Mentre ieri si dipanava la discussione con i protagonisti di questi attacchi, un bel po’ di persone su Twitter rivelava o realizzava di essere stata vittima di attacchi di gruppo organizzati da parte dei soliti difensori dell’ortodossia PD, a conferma che il fenomeno era diffuso su larga scala.

 

ESISTONO QUINDI I PICCHIATORI DIGITALI DEL PD?

La situazione è spinosa. Credo non ci siano le prove provate per affermare con certezza che il PD ha attivato un gruppo di “attivisti digitali” il cui focus purtroppo non è stato fare campagna elettorale o promuovere le idee del partito, ma aggredire sistematicamente e in modo organizzato e di gruppo il dissenso online su Twitter.
Ci sono però tutti gli elementi per sospettarlo. Ognuno si faccia la sua opinione.

La mia idea, che esula un po’ dal problema in sé, è che il “bullismo di sinistra” (ricordate l’hashtag “scagnozzixbersani“? ora mette un po’ i brividi, a ripensarci), spuntato durante le Primarie a difesa dell’ortodossia bersaniana, è dilagato a Primarie concluse e ha fatto danni elettorali, punendo il PD intero e mandando via tanti elettori dubbiosi, orbitanti, “di area”, ecc.
Mi rendo anche conto che il bullismo tanti-contro-uno è parte delle (deprecabili) grammatiche della conversazione online. Di solito si fa contro il potente/famoso di turno; chi di noi non si è divertito a impallinare Formigoni o la Santanché? Mi pare, tuttavia, che la questione sia diversa come valori e come gravità se il tutto è compiuto contro singoli utenti ed è fatto da parte di un gruppo spalleggiato dal PD.

Di certo c’è il fatto che il gruppo dei Trecento ha rivendicato, attraverso il suo coordinatore, un’azione di massa e organizzata di attacco a un blog che esprimeva dissenso verso la linea Bersani.
Per me, elettore PD, è una cosa gravissima (come metodo: gli esiti sono da ridere). E trovo ancora più grave che sia riconducibile al partito.
Mi chiedo se la dirigenza PD ne è al corrente e cosa ne pensa.
Come avreste reagito se una cosa simile fosse stata fatta dai berlusconiani o dai grillini più ultras? Pensateci.

E’ anche inoppugnabile che al suo interno ci sono protagonisti degli attacchi sistematici su Twitter a chi non sposava la linea Bersani. Un caso? O no?

Ciò che è evidente, però, è un dato politico: finite le Primarie, le forze a supporto di una parte del PD (quella bersaniana) sono state cooptate per gestire la comunicazione del partito per intero.
Si sono, cioè, presi i miliziani di una parte (gente che non va esattamente per il sottile e a cui è toccato il lavoro sporco) e li si è messi a comunicare con tutti e per conto del partito. Hanno fatto danni enormi per inesperienza, insipienza, inconsistenza dei responsabili, limiti personali dei protagonisti.
Chi li ha messi in quel ruolo ha fatto un errore evidente. (Già, chi?)

Questo ha fatto sì che la comunicazione sui social network fosse un fallimento da ogni punto di vista, con elettori dubbiosi mandati via, derisi, aggrediti, offesi. Ieri erano in tanti a lamentarsi di questo. Un ottimo modo per perdere voti.

 

GUERRIERI AUTOLESIONISTI AKA FRIENDLY FIRE

La mia critica politica ai Trecento Spartani, anche al netto della loro eventuale missione di repressione del dissenso, è proprio questa: aver agito prevalentemente, con i crismi del partito, per fare polemica interna e aver difeso l’ortodossia e non aver prodotto risultati credibili nell’unico campo utile, quello elettorale.

Il gruppo di “conversatori” del PD, insomma, ha conversato ben poco, al di là dell’urlare dietro a renziani e non allineati. Non ha fatto notizia, non ha guidato il dibattito, non ha prodotto consenso.

(No, non ci sono dati a supporto che possano convincermi: seguo il dibattito politico online con molta attenzione e confermo che gli Spartani non hanno combinato nulla di buono o interessante, a livello di contenuti e conversazione, anzi con buona probabilità molti di voi li sentono nominare oggi per la prima volta)

Di questa cosa, da elettore, chiedo conto alla dirigenza PD. Vorrei sapere chi ha deciso l’esistenza di questo gruppo, chi l’ha impostato in questo modo, con quali criteri sono stati scelti i partecipanti, chi ha dettato la linea e, in ultimo, quanto ci è costato (eventuale retribuzione del coordinatore, costo del sito, costo degli “esperti europei”, eccetera), visto che il partito campa coi soldi pubblici.
Perché se un progetto è inutile o, come in questo caso, fa danni, forse è il opportuno che qualcuno, comportandosi da adulto, si faccia avanti e agisca con responsabilità.
Se il PD è veramente cambiato negli ultimi 15 giorni (faccina ironica), sono certo ci farà un’operazione di trasparenza.

 

IL BRUTO NELL’ALBUM DI FAMIGLIA 

C’è una parte ancora più triste, in questo post. Ed è la considerazione che – seppure vaccinati al brutto della Rete, agli eccessi della conversazione e al sistematico emergere del “rumore di fondo” (fatto di meschinità, trollaggi, cliché, eccessi verbali, facilonerie, eccetera) – provo un dispiacere personale fortissimo quando il comportamento brutale, il cosiddetto “fascismo di metodo”, avviene a opera di gente della mia parte politica o quasi.

E’ una situazione in cui mi duole più per chi compie la malefatta che per i suoi esiti.
E’ un po’ brutto a dirsi, ma mi vergogno per loro. Perché mi assomigliano, perché è gente che probabilmente ha le mie idee al 90% ma non possiede o ha perso di vista, complice forse un clima da esaltazione da ultras, il tacito codice etico condiviso che regola comportamento online.

Se poi il cattivo comportamento è organizzato ed è di gruppo, tanti-contro-uno, mi viene la nausea.
Il branco mi fa schifo. E mi fa schifo ancora di più se ha i miei colori.

Ora non so dire se le logiche di branco siano state progettate dall’alto (sarebbe gravissimo e non ci voglio nemmeno pensare) o semplicemente siano emerse in modo naturale, vista l’origine di parte del gruppo, nato con le Primarie, fatto di fan ultra-ortodossi del segretario e volto più alla polemica e all’esclusione identitaria che all’inclusione e all’allargamento del consenso.

So che mi dispiace che una cosa così sia esistita. E mi sarebbe dispiaciuto anche se fossi stato bersaniano. Anzi, credo dispiaccia a tutti indipendentemente dagli orientamenti. E se ci fosse stata una cosa simile ma di natura renziana l’avrei attaccata con tutte le forze.

In questo dobbiamo essere, in tutti i modi, diversi dai grillini. Tanto. I più diversi possibile.

Capitelo – lo dico a tutti: dirigenti (spero dimissionari a breve, per colpe più gravi di questa, beninteso, ma anche per questo) e militanti: cose così non si devono fare.

L’atteggiamento da gradassi spalleggiati dai compari, l’arroganza di gruppo e la logica da branco non appartengono alla nostra cultura (in cui vivono benissimo i toni forti, le iperboli, gli scazzi, eccetera, non facciamo le mammole nemmeno per finta).
E in quanto uomo di sinistra combatto queste attitudini e questi comportamenti anche se me li ritrovo in casa.
Se l’antifascismo è un valore (e lo è), sta a noi combattere il fascismo in ogni sua forma. Anche quella riflessiva.

 

POSTILLA SUI PANNI SPORCHI E SULLA POSIZIONE DELLA LAVANDERIA

Non pochi, su Twitter, hanno sollevato l’annosa questione: “Restiamo uniti”, “Laviamo i panni sporchi in famiglia”, eccetera. Insomma, la critica è la solita ed è figlia di anni di centralismo democratico: non scanniamoci in pubblico.
Il tema è complesso e ho già scritto abbastanza. Ma è utile condividere cosa penso.

Penso che l’unità sia un valore, ma in certi casi – quando diventa connivenza o complicità su cose esecrabili – non lo è. E fa danni, ispira mentalità sbagliate e va oltre la mia personale soglia etica.

Se un mio compagno di partito, per dire, ruba, lo denuncio. E non lo denuncio al partito, ma alla Polizia (nota: è un comportamento che critichiamo alla Chiesa riguardo i preti pedofili: cercano la soluzione interna, zitti zitti).
Allo stesso tempo penso che l’unanimismo o la cultura del “parliamone a porte chiuse” sia da evitare quando reprime la dialettica. In un partito aperto e trasparente, che fa le Primarie come regola e che ha vocazione maggioritaria, è normale che non ci siano vincoli di unità così stretti.

In un caso come quello dei Trecento Spartani mi sembra inevitabile che la discussione e la messa in evidenza delle responsabilità siano pubbliche: stiamo parlando dei danni politici e d’immagine fatti da un gruppo di volontari che rispondono al dipartimento di comunicazione del PD, non di una bega di condominio.

 

SECONDA POSTILLA SULLA SINTESI

No, su certe cose che hanno a che fare con l’etica non c’è sintesi. Per me si risolve solo con la sparizione del gruppo dei Trecento Spartani e l’impegno affinché una cosa simile non avvenga mai più, soprattutto con la benedizione del partito.

Il problema è politico e riguarda comportamenti, ruoli, responsabilità e identità all’interno del PD e nella sua orbita più stretta.
Quello che è emerso non è qualcosa che dà fastidio a me e solo a me, ma è un problema complesso e trasversale, che ha fatto danni a tutto il partito.
Forse è perfino un problema che cela al suo interno le radici del problema più grande, cioè le ragioni della sconfitta elettorale del PD nel 2013.

Pensiamoci, parliamone, anche con toni accesi, paroloni, eccetera. Ma tra persone.
Gli altri modi, le bande tutti-contro-uno non ci appartengono. Ricordiamolo.

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§ 44 Responses to Antifascismo riflessivo: pensieri sul bruto che c’è in noi"

  • Ho sempre sospettato l’esistenza di queste organizzazioni (Non solo per la politica). Grazie del racconto!

  • Adesso smascheriamo un altro gruppo che secondo me esiste nelle viscere del web: Quelli che si fingono simpatizzanti della fazione opposta/avversaria sembrando ridicoli, con scarse argomentazioni e tanti errori grammaticali.

  • ztomiolo says:

    Ciao Enrico, bravo. Una cosa, il mio timore è che tutta questa gente fosse lì a titolo gratuito e senza coordinamento, e in virtù di questo non si riusciva a pretendere. Il digitale è una cosa seria e non va improvvisato.
    Ciao,
    Zeno

  • suzukimaruti says:

    Zeno, la gente – cioè i militanti comuni – credo proprio di sì. Il coordinatore del progetto (che – parole sue – “risponde alla direzione comunicazione del PD”) credo sia pagato ed è una figura di spicco del rutilante e apprezzato PD di Bersani, amato dagli elettori.

    Cioè, è un progetto ufficiale del PD con i volontari non pagati. Ma ufficiale resta.

  • ztomiolo says:

    Ok, allora siamo di fronte a un caso di eclatante incompetenza e non comprensione in generale di come si conquistano elettori di aree diverse e, in particolare, del mezzo digitale. (ricordiamo anche “lo smacchiamo” di youdem).
    Ciao, grazie
    Zeno

  • Gran post, grazie.

  • Claudio says:

    Enrico, tu ne sai molto più di me di comunicazione, il web concorderai è una piazza virtuale ed in quanto tale ha le medesime dinamiche, ma ulteriormente accentuate dalla distanza fisica che limita i freni inibitori.
    Ricorderai che quando scendevamo insieme in corteo ci si fronteggiava per prenderne la testa e pur esistendo una organizzazione, un responsabile, vi erano sempre singoli o gruppi di singoli che sfuggivano al controllo.

  • suzukimaruti says:

    Claudio, ricordo bene. Ma qui è una questione diversa. L’attacco al blog di Mantellini, per dire, è stato fatto perfino dallo stesso Giuntella (che, astuto, ha pure caricato una sua foto). E tra gli attaccanti ce n’erano alcuni il cui indirizzo IP rimandava alla sede al Nazareno.
    Il problema è proprio la cultura hooligan e di branco che ha animato quel gruppo (non credo tutto, forse solo quelli nella sede di Roma? non so!). E ha fatto danni enormi: guarda quanta gente se ne lamenta tuttora.

  • Corretto. Me ne sono accorto anche io, e ho dovuto trasformare i commenti in mailing list per tenerli fuori.

  • Claudio says:

    Enrico, oggi ho visto post di persone che si lamentavano di attacchi che ti assicuro non essere di origine spartana (perchè conosco i soggetti attaccanti ed io non li ho invitati a partecipare ai 300 perchè fuori dalla logica di tale gruppo).

  • Costanza says:

    A proposito di bullismo, mitomania violenta da pc, chilafalaspettismo e altre amenità: «Maurizio, c’è la speranza di vincere le Primarie e il congresso e cacciarli dal partito uno a uno, a mazzate (nel caso prenoto Fassina tutto per me!). Buona parte dei trombati cercherà di riciclarsi da Vendola o chissà dove. Ma vanno proprio cacciati. Bisogna riprendersi il partito». Indovina chi l’ha scritto?

  • Stefano says:

    Caro Enrico, ti prego di prendere la mia come una riflessione costruttiva e non come una polemica: ma tu ti rendi conto di quanto estremiste e pugnaci (pur nel campo della dialettica PD) risultino le tue esternazioni via Twitter? Se per caso non te ne fossi reso conto, ad un occhio esterno tu non sembri un renziano, ma un arcirenziano, un ultra’, uno che fa la dialettica interna di partito coi toni della polemica politica piu’ aspra. Io ti avevo letto sul post con “il post di Renzi, quello lungo” e pur da bersaniano che non condivideva una virgola dei contenuti mi ero incuriosito di quel post ben scritto e argomentato. Dando nei mesi successivi un’occhiata al tuo profilo Twitter sono pero’ rimasto molto perplesso… Tu sei uno che scrive che Fassina e’ meglio si accomodi fuori dal partito! Che tutti i bersaniani che hanno avuto qualche ruolo devono dimettersi e sparire! Che le idee degli altri non sono diverse dalle tue, sono semplicemente “vecchie” incrostazioni ideologiche, inevitabilmente inaccettabili!
    Ora, chiariamoci: e’ ovviamente PIU’ CHE LEGITTIMO che tu abbia queste opinioni, e sacrosanto che tu le esterni, ma non credo tu possa poi lamentarti se attiri numerose e focose reazioni. Voglio dire, se io scrivessi su Twitter che Renzi e’ il volto di un’operazione politicista di certa classe dirigente che da anni coi suoi soldi e i suoi giornali mira a distrugere la sinistra italiana con un’operazione confindustriale e neocentrista, poi non mi sorprenderei se orde di renziani furenti, riconducibili o meno a strutture organizzate e comitati elettorali, venissero a rispondermi con il coltello tra i denti!
    Insomma, visto che mi sembri un ragazzo intelligente: ma come vuoi che ti risponda un bersaniano se scrivi “Fassina se ne vada a SeL”? Pensi che ti risponda: “be’, ipotesi affascinante ma discutibile, discutiamone pacatamente”??? È normale che ti mandi a quel paese, scusa!
    La domanda chiave che ti faccio, e che avrei voglia di fare a tanti renziani, e’: sei proprio sicuro, tu, di avere ancora voglia di parlarci, coi bersaniani? Non e’ che in realta’ hai voglia di farti la tua casa e rompere con coloro che vedi troppo radicati e compromessi con un’identita’ lontanissima dalla tua?
    Perche’ se e’ cosi’, anche se e’ dura, e’ meglio che ce lo diciamo per tempo e ci separiamo in pace piuttosto che provare a sterminarci a vicenda.
    Saluti.

    Stefano

  • suzukimaruti says:

    Costanza, l’ho scritto io. Appunto io. Tralasciando il fatto che la gente è in grado di distinguere il linguaggio figurato da quello reale, fosse anche vero che desidero aggredire fisicamente Fassina (forse un po’ sì, dannazione), io sono io. Parlo per me sul mio Facebook, sul mio blog, eccetera. Agisco da solo e non faccio parte di un gruppo di “conversatori” organici al PD, iscritti a una piattaforma del PD e coordinati da un dirigente del PD, le cui azioni “rispondono alla direzione comunicazione del PD”.
    Capisci la differenza?
    Proprio perché c’è la possibilità che io sia un mostro assetato di sangue, non faccio comunicazione (o bullismo) con addosso la casacca del PD.

  • suzukimaruti says:

    Stefano, mi sa che non hai capito la questione riportata nel post. Il problema non è lo sfanculamento occasionale (o ripetuto) conseguente alle mie opinioni sui social network. Anzi, il problema non è mio, essendo abituato a ben altro livello polemico, fin dai tempi delle BBS.

    Il problema è che queste risposte polemiche sono state organizzate da un gruppo di militanti organici al partito, che agivano in massa in modo provocatorio, offensivo, eccetera. Ripeto: gente organizzata dal partito, coordinata da un dirigente del partito e le cui azioni riportavano “alla direzione comunicazione del PD”.

    Chi se ne importa degli sfanculamenti: siamo adulti.
    Il problema è se il PD affida la propria comunicazione sui social media a una banda di ultras con logiche di branco, il cui unico risultato è allontanare gli elettori potenziali.

    Capito?

  • Stefano says:

    Ok, su questa questione sono decisamente meno informato. Certo, se l’operazione fosse quella che dici tu sarebbe gravissimo, ma da quel che ne ho capito vorrei gettare un po’ d’acqua sul fuoco.
    Non credo esista un’operazione squadrista, in questo senso, e credo che l’equivoco nasca dal fatto che tra i membri di quel gruppo di comunicazione, che e’ piuttosto allargato e informale direi, non c’e’ una distinzione netta tra opinioni espresse come membro di 300 spartani ed opinioni espresse come utente individuale di twitter.
    Sono una serie di individui 1) ferventi bersaniani 2)utenti molto assidui di twitter. C’e’ qualcuno che e’ dentro 300 spartani, qualcuno che e’ mezzo dentro e mezzo fuori, qualcuno che e’ fuori.
    E tu sei un bloger renziano piuttosto noto in rete e con un alto numero di followers. Il fatto che vi incrociate spesso, e su toni duri, non e’ cosi’ sorprendente, e non richiede secondo me di essere spieato ipotizzando un’aggressione organizzata.
    Grazie comunque del chiarimento.

  • Massimo Sestili - @argotone says:

    Le mie risposte polemiche sono, e sempre sono state, farina del mio sacco, senza la minima organizzazione. E infatti molte persone a me vicine mi criticarono per questo, e tutt’ora mi cazziano. Ma d’altronde il mio impegno politico lo esercito sul territorio, tra la gente, peraltro con buoni risultati (quartiere storicamente di destra, lì abbiamo vinto con un distacco notevole rispetto al dato nazionale): lì faccio la personcina seria, e a quanto pare paga.

    Mi chiamarono a collaborare ai 300 dopo le primarie, in quanto esperto di social network, di comunicazione e conoscitore delle dinamiche di Twitter e dei suoi principali “opinion leader”.

    Me ne andai per i motivi sopra descritti, più che altro perché la ritenevo una perdita di tempo controproducente: dall’esterno sembravano un gruppo di esaltati, che non avrebbe spostato un voto (far perdere voti neanche: primarie ed elezioni han dimostrato che i social network e i TT non riescono a incidere sui risultati elettorali: una perdita di tempo, ben raccontata qui: http://www.valigiablu.it/elezioni-2013-non-ha-vinto-internet-abbiamo-perso-noi/).
    Tutt’ora non sono in rapporti poi così buoni con gli spartani, se è per questo. Abbiamo opinioni diverse, evabbè.

    Non mi risultano botte trecentesche coi renziani (durante le primarie sì, ma non erano organizzate, tant’è che ho proseguito a farle anche dopo: per me è un piacere, anche perché sono abituato a dire ciò che penso): gli spartani, al contrario, spammavano entusiasti cose come Renzi/Robin spalla amichevole di Batman/Bersani, e i “Pd Brothers”. Io, ovviamente, mi sono ben guardato dal condividerle.

    Dubbi? Domande?

  • suzukimaruti says:

    Stefano, da come ne parli sembri piuttosto informato, eh.

    Restando sui fatti: il problema non è Spartani vs me. Il problema è “PD che crea gli Spartani” e il conseguente “Spartani che fanno danni online, sfanculando gli elettori potenziali, non ultras bersaniani”.

    Sul fatto che siano aggressioni organizzate non c’è la prova, se non il buonsenso (e qualche indizio pesante qui http://www.europaquotidiano.it/2013/01/25/se-sparta-e-di-stanza-al-nazareno/) e l’evidenza che un’aggressione organizzata c’è stata ed è stata fatta ai danni di Mantellini proprio dagli Spartani.

    Non credo sia una colpa di tutti i 300. Può darsi che i peggiori e i più dannosi siano i 20 che orbitano nella “war room” (sic) romana del PD (cioè, gente che lo fa *dalla sede!*). So chi sono, so cosa hanno fatto.

    L’unica cosa che mi interessa è che smettano di farlo, i responsabili vadano via e una cosa simile sparisca dalla rete e non si faccia mai più, perché è una vergogna.

  • Stefano, ma cosa ha a che fare, come giustamente ha detto Enrico, la retorica fascista (non fascistoide) sia di Sparta che dei 300 spartani sia dei 300 spartani che conoscete voi, quelli del film, con un Partito Democratico anzi, come voi lo intendete, con un Partito Socialdemocratico? E’ stupidità prima di ogni altra cosa.

    L’immortale Nanni Moretti direbbe “che pretendere da una classe dirigente della FIGC che si è formata discutendo nei pomeriggi dell’ultima puntata di Happy Days, e lo dico perché io c’ero” ?

    Ecco, la futura classe dirigente – Dio ce ne scampi – si forma su cose di questo livello…

  • Alessandra says:

    Filippo. Alla Federazione Italiana Gioco Calcio davvero facevano queste discussioni? Ma guarda . Alla FGCI per fortuna pensavamo ad altro.

  • Stefano says:

    Guarda, chiarisco subito ogni possibile equivoco: sono informato perche’ sono un militante PD (e GD) attivo, ho fatto parte di un comitato per Bersani nella citta’ (all’estero) in cui vivo e seguo con grande attenzione le vicende del partito, ma non sono di Roma, non conosco nessuno nel PD romano, ne’ in 300 spartani ne’ nella struttura bersaniana “centrale”, se cosi’ vogliamo dire. Non sono un web activist e uso twitter da “osservatore”: ho fatto 10 tweet in tutto di cui l’ultimo piu’ di un anno fa.
    Ho approfondito vicenda e ho cercato di capire un po’ a seguito del post in merito che ha pubblicato oggi sul Post (perdona il gioco di parole) Stefano Nazzi. Sono rimasto colpito dalla pesantezza delle accuse e ho cercato di capirci qualcosa di piu’, tutto qui.
    Non voglio quindi alimentare paranoie ;)
    Detto questo, stiamo a parlare di sensazioni, puo’ darsi che tu abbia ragione, e comunque anche fosse un eccesso di militanza come penso io l’assalto “mille contro uno” e’ sempre molto spiacevole e andrebbe evitato.

  • Massimo Sestili - @argotone says:

    Io ho scritto la mia nei commenti poco sopra, eh. Attendo ancora risposte.

  • suzukimaruti says:

    Massimo, che risposte ti attendi? It’s not about you.

  • Stefano says:

    Filippo, 300 spartani e’ un brutto nome dato ad una brutta idea, concordo. Secondo e’ un’idea che nasce subalterna (“ehi! ho sentito che ora vanno di moda quelli che c’hanno gli attivisti web, facciamolo anche noi!”).
    Sui dirigenti PD di quella generazione, pur accettando l’immortale battuta di Moretti, sono rassegnato ad avere opinioni di minoranza.
    Devono andarsene, sono d’accordo, perche’ il loro tempo e’ finito e perche’ la gente ha bisogno di leader in cui riconoscersi OGGI.
    Ma credo siano stati spesso buoni dirigenti, tutto sommato seri, onesti e qualche volta perfino coraggiosi.

  • Massimo Sestili - @argotone says:

    Riguarda me eccome, Sola. E nel mio commento non parlo solo di me.
    Leggilo bene.

  • Purtroppo è, mutatis mutandis, e con la citazione storicistica d’obbligo “da tragedia a farsa”, la rivisitazione dello schema culturale Stalin vs Trockij. In estrema sintesi.

  • antonello says:

    davvero curioso questo post. renzi ha fatto un’intera campagna elettorale er le primarie additando davanti a folle urlanti tutti i dirigenti della sinistra italiani come il male assoluto (che pena chiedere applausi attaccando i tuoi compagni di partito), siamo arrivati al punto che qualcuno – prendendolo alla lettera – ha messo un fantoccio di d’alema sotto le ruote del camper. ha detto che in questi vent’anni i governi di centrosinistra sono stati schifosi quanto quelli di centrodestra. ha portato acqua con le orecchie alle tesi di grillo. ha usato un termine come rottamazione che vuol dire sei un ferro vecchio e inutilizzabile, il tuo destino è lo sfasciacarrozze. e adesso tu, renziano doc, fai questo post da mammoletta. dai su, un minimo di serietà e pure di coerenza.
    p.s.
    grillo, che tutti hanno preso a modello di comunicazione, fa esattamente il lavoro che attribuisci agli spartani che, in confronto, sono degli angioletti.
    col tuo post vorresti dire la gentilezza al potere. ma renzi di gentile non ha nulla. e questo non è un fatto, è un’opinione. e poi, vuoi espellere dal pd quelli che non ti piacciono e poi, ripeto, fai la mammoletta. siamo gente del popolo, se ci danno una sberla la tentazione è quella di restituirla, magari ci tratteniamo, ma non ci facciamo dare lezioni da chi le sberle le mena a destra e a manca.

  • Massimo Sestili - @argotone says:

    A proposito di cose per cui vergognarsi, vi ricordate di “Martina Alice De Carli”?
    http://sestilimax.blogspot.it/2012/04/decarlisessuali-nel-pallone-e.html

  • suzukimaruti says:

    Antonello, no, non funziona così. Una cosa è un movimento che chiede il rinnovamento interno del partito, anche con forza. Non c’è niente di male. E se per caso – come indichi – c’è qualcosa di male, MI ASPETTO CHE NON VENGA IMITATO. Giusto?
    (e so che non sei così stupido da rispondermi con “occhio per occhio”, ecc.)

    Un’altra è un partito che organizza squadre di guastatori che vanno a provocare/insultare le persone sui social network, fanno bombing sui blog, eccetera. Nota la differenza. Un partito che si candida a governare. Pensaci.

    E aggiungo: il problema qui non è renziani vs bersaniani. E’ un problema del partito tutto: c’è gente reclutata dal partito il cui compito era reprimiere il dissenso interno e che ha fatto perdere voti al PD allontanando i dubbiosi. Da elettore PD chiedo che i responsabili di questo errore clamoroso si dimettano.

    postilla:
    nella classifica del mio fastidio verbale personale le espressioni “siamo gente del popolo” e “non ci facciamo dare lezioni/non accettiamo lezioni” sono seconde solo all’orrido “dal basso”.
    non sono gente del popolo e accetto tutte le lezioni possibili.

  • antonello says:

    le parole che usi su twitter, che io non avevo letto perché non le uso, ma che ho letto qui sono orride davvero. non dal punto di vista linguistico, ma sostanziale. ho capito come la pensi: dai sberle e pretendi carezze. non funziona così nella vita, ancor meno in politica.

  • Sparta per Sparta, credo sia qualcosa di genetico, a questo punto.

  • Il Metapapero says:

    la storia e’ brutta, brutta, brutta e mi ricorda sempre quanto raccontava Bocca ne “Una Repubblica Partigiana” in cui i capi partigiani discutevano sul fatto che i loro uomini, sebbene comunisti o socailisti, comunque ragionavano come fascisti, perche’ per 20 anni avevano vissuto in quel mondo. E si ci sono dei berlusconiani anche tra noi, anche se tifano Bersy

  • pdanzola says:

    Enrico Sola, il bullismo, il non ascolto, il disprezzo verso gli altri è sempre deprecabile. Quindi non posso che essere d’accordo con te. Ma purtroppo i tifosi, i non rispettosi ci sono ovunque. Ti ricordo che il gruppo “scagnozzixbersani” si costituì ironicamente come reazione al “fine” Reggi che definì “scagnozzi” coloro che sostenevano con calore Bersani. Per chiarezza: io ho sostenuto e sostengo Bersani (dopo che sostenni Franceschini per la segreteria, Bersani mi sembrava e mi sembra meglio per il governo), ma ho sempre contrastato la tifoseria non rispettosa verso Renzi e penso che Renzi (che non mi convince, salvo sulla comunicazione) sia una risorsa importante per il futuro del PD e del centrosinistra.

  • uqbal says:

    Antonello

    Stiamo parlando del Renzi che Bersani ha voluto accanto a sé in campagna elettorale? Là perché andava bene? Non è una domanda retorica: perché? Grazie di già per la risposta esauriente.

    E’ veramente avvilente poi sentire un militante PD che parla di restituire sberle, che giustifica il comportamento degli Spartani prendendo come pietra di paragone quel Grillo che Bersani esecra un giorno sì e pure l’altro.

    Sembra davvero di leggere una lettera degli arditi o di figli della lupa…sono basito.

  • antonio says:

    Spinto dal commento su facebook di Teresa Cardona ho letto un poco il materiale del link fino a che ce l’ho fatta. Enrico, quante menate! Forse era una cosa organizzata pagata dalla direzione del partito, picchiatori digitali, gente offesa che si allontana. Vai alla procura della repubblica e fai indagare. Vuoi fare di meglio? Difendi le tue idee e basta, contraddicendo gentilmente chi pensi voglia confrontarsi con te oppure mandando a quel paese oppure ancora non rispondendo a chi pensi sia un provocatore. Il web è l’amplificatore delle cose buone e delle cose cattive. Non riesco ancora a immaginare un “grande fratello” che si metta a dirigere il traffico digitale (per fortuna!). Libera la tua mente, vola, spero che tua non sia uno di quei masochisti del blog che rilanciano sempre dopo l’intervento precedente raddoppiando il volume di parole. Passo e chiudo. Buona fortuna.

  • Andrea says:

    Condivido nei miei canali.
    Ottime riflessioni.
    Grazie
    Andrea

  • spidermars says:

    Ammetto la mia ignoranza sull’argomento , ma se fosse vero (concedimi un margine dil dubbio anche se non ho alcun motivo per dubitare di te) sarebbe estremamente grave, letteralmente indegno di un partito di sinistra. Ciò detto, da elettore del PD in procinto di diventare militante dico che è triste, molto triste, constatare come l’alto livello di conflittualità all’interno del partito stia degenerando a questi livelli, e per quanto non paragonabile con lo “squadrismo di rete”, i renziani non sono esenti dall’aver alimentato questo clima (mi ricordo per esempio un certo trattamento riservato al povero Staino, colpevole di aver espresso delle perplessità sulla linea Renzi). Se l’obiettivo è attrarre nuovi elettori, non credo che questo clima da resa dei conti nel vicoletto buio sia propizio. Per uscire dal linguaggio forbito e diplomatico, andrà a finire che tra “renziani” e “bersaniani”, l’elettore potenziale manderà a cagare entrambi

  • Faccio notare che Bersani chiama Stumpo “il mio delinquente”.
    C’era una volta in America ce fa ‘na pippa

  • Emiliano Marino says:

    Da coordinatore locale del PD di Castelletto Ticino (e Tesoriere Provinciale) mi vergogno con te di quanto leggo, ti assicuro che metodi da Spartani li ho misurati troppo spesso anche off-line… grazie per la riflessione che hai prodotto.

  • Arnaldo says:

    Molto interessante. Anche tu, però, basta fare il bullo con Sel! :)

  • umanesimo says:

    Quindi ha ragione Grillo quando dice che ci sono troll pagati dal piddì che infestano il suo blog? Non è una domanda retorica, chiedo perché non lo so.

  • A questo punto io lo voglio dare per certo, leggendo Enrico da anni mi fido di lui. Mi capitò sott’occhio, mesi fa, una sorta di “bando” della sezione romana PD per cooptare attivisti in Rete, e per un buon periodo ho incrociato sempre gli stessi gruppetti. Nel post leggo un unico passaggio che mi lascia perplesso: quel “dobbiamo essere diversi dai grillini”. Nella sola, sufficiente definizione di “grillini” c’è il simbolo di tutta la difficoltà di affrancarsi da un certo settarismo. Di fatto, concordando con tutte le parti del post devo evidenziare una contraddizione: se il “bullismo organizzato e diretto” è più disdicevole di “focose reazioni”, allora altro che Cinque Stelle. Questo modo di agire squalifica il valore del dibattito interno di un partito che “popolo” e “lezioni” a parte non ha più spinta. Le reazioni scomposte di gente con scarsa cultura politica e conviviale infastidiscono anche me, ma siamo anni luce da scenari del tipo “Esercito di Pierluigi”, parafrasando Berlusconi. Il PD non è uguale al PDL, ma ha assunto in diversi tratti una somiglianza inquietante, che ha allontanato tantissimi elettori, me compreso. Un abbraccio a cinque stelle, facciamo meno dietrologia e cerchiamo punti in comune, grazie.

  • Luisaloffredo says:

    Io non riesco proprio a capire come si possa votare ancora PD! L’ho fatto per anni turandomi il naso, ho esultato quando è nato perché credevo che fosse l’unico modo per abbattere la destra che notoriamente si ammucchiava in occasione delle elezioni mentre la sinistra restava divisa in una infinità di partiti! Poi ho visto cosa hanno fatto una volta arrivati al governo! Poi ho visto come hanno tenuto il gioco a Belusconi! Oggi che B non c’è più, sono venuti allo scoperto con tutto il loro squallore: i vedrini vi hanno fatto credere che per colpa di Grillo si sono dovuti mettere assieme eppure l’associazione Vedrò è datata 2005! Non dimenticate mai che se siamo al 69esimo posto per la libertà d’informazione è anche grazie al PD!

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