“Noi ve l’avevamo detto. Anzi, l’avevamo anche fatto”. Appunti di conversazione disordinati per lunedì alle 15

February 24th, 2013 § 35 comments

Questo post è una sorta di blocchetto per appunti che riempio di note disordinate ed emotive, più che altro perché mi tornerà utile lunedì, quando avremo scoperto che le elezioni non sono andate un granché.
Visto che abbiamo tutti capito come andrà a finire, forse è il caso di farsi trovare preparati.

Nota: è tutto ultra-soggettivo e in disordine e cose con altissima priorità convivono con minuzie che magari danno fastidio solo a me.
Se serve, integrate nei commenti con altri spunti.

 

-  ricordare che avevamo la vittoria in tasca: gli avversari sgretolanti e in rotta e nessuna competizione credibile a sinistra. E siamo riusciti a non stravincere. Anzi, nemmeno a vincere!

 

- far intendere che l’orgoglio ultras della dirigenza e del middle management romano del PD ha fatto guai seri, allontanando migliaia e migliaia di interessati, di neo-orbitanti intorno al centrosinistra. Gente che voleva fare politica, parlare di politica, cambiare davvero in meglio l’Italia. Li abbiamo spediti via (mi intristisco ancora a pensare al tizio che, su Twitter, mi ha detto “allora vota per Monti, non sei uno di noi!”; e la tristezza non è per la sua evidente stupidità, ma per il fatto che questo tizio faceva parte di una sorta di team di “dialogatori” online del PD su socialnetwork, team di cui parlo male dopo)

 

- dare come esempio pratico, nel piccolo, la parzialità di YouDem durante le Primarie: cosa scorrettissima (ma fortunatamente poco importante: resta il fastidio).

 

- far capire la vergogna che gente che si dice di sinistra si sia comportata, in modo organizzato e supportata dal partito, come bulli, con azioni stupide su social network e blog. Penso ai “300 Spartani” e all’arroganza dei “giovani turchi”: iniziativa sbagliata da tutti i punti di vista, dal naming (e relativi riferimenti culturali fascistoidi e di brano) alle pratiche (aggressione invece che inclusione), all’etica nell’approccio alla Rete (il bombing nei commenti, peraltro facilmente sgamato). Per fortuna, come nel caso di YouDem, roba di poco conto, ma che vergogna.
Credo che i responsabili di questa iniziativa sbagliatissima, tuttavia, debbano dimettersi e andare a fare danni altrove. Lo chiedo da militante e vorrei sapere chi è che ha approvato questa iniziativa e chi doveva vigilare.

 

- dare la colpa a una piega identitaria che, già sbagliata alle Primarie, è proseguita alle politiche; ricordare i cretini che dicevano “i voti di destra non li vogliamo”, non capendo che se arrivano al PD sono istantaneamente voti di sinistra.

 

- insistere sul tema di un programma pavido, condizionato psicologicamente e fattualmente dall’alleanza con SEL (cioè l’estrema sinistra antimoderna, antieuropea e notav, con un leader già colpevole di aver fatto cadere Prodi e quindi inaffidabile) e soprattutto dalla sudditanza psicologica alla CGIL (in particolare per quanto riguarda l’impiego pubblico e la scuola, dove non figurano il merito e la licenziabilità di fannulloni, ecc.).

 

- dire una verità scomoda: c’è stato un rinnovamento più sbandierato che effettivo (citare il caso della Bindi paracadutata in Calabria, dove alle Primarie parlamentari votano i pacchetti di tessere dei capibastone), con esiti a volte imbarazzanti.

 

- da comunicatore far emergere il giudizio negativo su una campagna tutta in difesa, da statici, da residui degli anni Novanta, senza innovazioni tematiche, senza aggiornare la visione sulla società.

 

- sottolineare l’incapacità di capire che le elezioni si vincono prendendo voti agli avversari, quindi voti da gente che non è come te e quindi chiudersi nel fortino identitario non è intelligente.

 

- mettere di fronte a tutti l’errore nello scegliere il competitor principale e i temi da opporre (cioè si è scelto Berlusconi e non Grillo, lasciando a quest’ultimo il tema cialtrone e di retroguardia – ma sentitissimo presso l’elettorato – dei costi della politica).

 

- esporre un problema tattico interno che è diventato un problema politico globale: l’orgoglio cialtrone che ha fatto sì che, finite le Primarie, non ci fosse sintesi col 40% che ha votato per Renzi, ma una situazione del tipo “non faremo prigionieri” a cui ha fatto seguito l’umiliazione di dover richiamare Renzi all’ultimo minuto quando ormai era troppo tardi e lo schiaffo morale di scoprire che “il nemico” era leale, autorevole, onesto e disponibile, oltre che infinitamente più bravo di tutti a comunicare.

 

- far notare che non è stata fatta campagna sulle proposte (arrivate tardi e poco comunicate, vedi il taglio dei ticket), ma sull’identità di partito, con un’inutile foto del segretario.

 

- chiedere la testa su un piatto d’argento dei responsabili comunicazione del PD, sia per gli spot sbagliatissimi e incompleti, sia perché non c’è stato controllo sulla comunicazione spicciola, motivo per cui sono usciti video imbarazzanti (quello su “lo smacchiamo” è stato perfino insultato live da Nanni Moretti all’evento di chiusura della campagna), fatti da chicchessia. Il PD non può sperperare così la sua dignità, affidandosi a improvvisatori di bassa lega.

 

- far notare a tutti che non si è andati molto lontani dal solito 34% di tetto massimo storico della sinistra in Italia, come qui si diceva da tempo, suggerendo allargamenti non identitari che non sono stati fatti.

 

- a tutti i neorenziani che lunedì spunteranno come funghi dire “ve l’avevamo detto; anzi, l’avevamo anche fatto!”. E far notare che il partito in mano allo zoccolo duro viene votato solo dallo zoccolo duro e produce politica appetibile solo allo zoccolo duro. Il solito.

 

- zittire gli strenui difensori dello status quo, sulla cui lucidità politica sarà necessario interrogarsi, con un argomento irreprensibile: “ho votato PD nonostante tutto questo, per disciplina e responsabilità. E l’ho pure fatto votare” (nel mio caso fanno fede i rompimenti di balle da me praticati online e offline ad amici e indecisi).

 

- spiegare che nei paesi civili, dopo una performance del genere, il segretario si dimette e se ne vanno tutti i suoi scherani; e si rovescia il partito come un calzino, sperando non sia troppo tardi.

 

- diffondere uno slogan ispirato a Nanni Moretti: “Con militanti così non vinceremo MAI!”

§ 35 Responses to “Noi ve l’avevamo detto. Anzi, l’avevamo anche fatto”. Appunti di conversazione disordinati per lunedì alle 15"

  • Totalmente e completamente d’accordo, Enrico.

  • cherryon says:

    potrei sottoscriverlo. punto per punto.

  • livepaola says:

    A coronare tutto questo, un segretario che fa il comizio finale della campagna non in una piazza o in uno stadio, ma in un teatro. Un teatro! Come a dire “siamo pochi, siamo anziani, e fuori fa freddo.”

  • Elena Villa says:

    totalmente d’accordo, con aggravante che in questi mesi detto a tutti continuamente, in pubblico. mi son sentita rispondere che tanto valeva votassi per PdL tanto ero uguale, defollowa pure se non ti piace, eh già non tutti si confrontano e roba simile.

  • Quello che penso anch’io.

  • Totally agree, tantissimi errori in comunicazione e nella strategia del segretario, li avevo già intravisti ma sono ormai diventati cronici: hanno pensato che mettendo 300 persone online a fare i troll invece che chiamare professionisti o le agenzie che hanno fatto danni negli ultimi anni, fosse la soluzione giusta. E invece…

    http://usernet.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/01/11/pd-non-sa-comunicare/

  • - stampare, rilegare i (pochi) post di Suz su questa (brutta, moscia, moscissima, morta e in salita — in confronto, perfino la segreteria Veltroni aveva fatto cose spendide) corsa verso le politiche, e andare a sbatterli sul tavolo di un po’ di gente che so io.

  • Leda says:

    Ciao Enrico, ti rispondo così a punti. Come mi viene in mente.
    Il tuo post lungo quello su Renzi mi era così piaciuto che ho cercato di farlo leggere ad un sacco di persone. Sebbene non sia una tesserata PD, anzi, sarei stata disposta a votare PD se avesse avuto come candidato premier Renzi. E’ vero. E come me tantissima altra gente.
    Purtroppo ha vinto il potere. O la stupidità? Non so. Francamente non capisco se sia poca lungimiranza o malafede. Certo è che è stato fatto di tutto affinchè Renzi non vincesse. E certamente oggi ne pagano le conseguenze. Aveva ragione Renzi e io a questo punto aggiungo che la rottamazione andava fatta anche solo per un fatto di età. Non possiamo avere un presidente di 80 anni, dei candidati premier che superano già di molto la sessantina.. Monti che addirittura osa riproporre un Napolitano bis…. e Bersani che si ostina a dire che cercherà di governare con Monti….insomma. Totali incapaci. E forse è proprio una questione di età. Si è attaccati a idee che oggi non hanno molto più senso. Si è lontani dalla realtà. Si è convinti che se sei di destra non voterai uno di sinistra….invece ognuno di noi in testa ha un’idea diversa…io per esempio una volta ho seguito la logica di voto alle donne e così ho votato 3 donne, di diversi schieramenti politici.
    Dalle tue parole (da quello che ho capito hai circa 40 anni, io ne ho 44) si direbbe che sei un idealista, oppure nella tua provincia il PD si comporta bene. Quello che ho visto nella mia mi è bastato per decidere di non votarli MAI PIU’. Sono come la vecchia DC. Uguali. Disgustosi.

    Aggiungo oggi che Renzi successivamente non doveva prestarsi come ha fatto e mi ha fatto molto arrabbiare quando ha detto che Ingroia leva voti alla sinistra, ecc. Ma come??? Quando era lui che doveva vincere sapeva bene fare le critiche al suo partito. Ora quelle critiche non si possono più fare? Quantomeno stia zitto.

    Un’altra cosa che non ho gradito è stata la chiusura totale verso Rivoluzione Civile (così come la stracciatura della voto di Vasto). E’ chiaro che questa classe dirigente non vuole avere a che fare con la magistratura. E la cosa non depone a loro favore.

    Sono ormai profondamente convinta che il PD non è molto diverso dal PDL, hanno anche loro gli scheletri nell’armadio e non hanno intenzione di cambiare le cose.

    La vittoria di Bersani alle primarie, infondo, ha decretato che la linea che si stava segueno era quella giusta. Niente rottamazione. Convergenza verso Monti, ecc.

    Io ho votato Rivoluzione Civile. E questa volta credo che sia stata la volta in cui ho votato più convinta in vita mia.

    Vedremo cosa accadrà!
    Ti leggo sempre molto volentieri. Mi piace sapere cosa pensano gli altri e confrontarmi.

  • Scardanelli says:

    Hai ragione al 100%, smacchiare il giaguaro è lo slogan più idiota che abbia mai sentito nella mia vita di elettore. Purtroppo il PD è un reperto archeologico irriformabile e il suo gruppo dirigente (come sentenziò ma non ha avuto il coraggio di ripetere Nanni Moretti) una congrega di mummie ed ectoplasmi

  • mariangela says:

    proprio non capisco il senso di questo post. che amarezza.

  • Tommaso Giancarli says:

    Le urne sono aperte. Un minimo di rispetto per il lavoro e le idee di chi – in qualsiasi modo la si pensi – ha lavorato e sta lavorando per la vittoria del centrosinistra e della socialdemocrazia in questo paese avrebbe almeno suggerito di ritardare l’erezione di questo pulpito.
    Ma davvero un minimo.

  • Comunque volevo concludere: è davvero presto, troppo presto per fare un post così. E’ che da militante PD non vorrei ti avesse preso quel virus del “tafazzismo” che circola nel partito.

    Detto ciò, credo sia inutile dire (e farlo per eoni) “con Renzi avremmo vinto” oppure “ve l’avevamo detto” se l’analisi a posteriori (wait, ancora deve arrivare il risultato) deve essere solo questa.

  • Milton says:

    A urne aperte, questo revanscismo post-primarie non è granché responsabile. Soprattutto da parte di un militante. Perché nemmeno Renzi (che oggi avrebbe stravinto) ragiona e si comporta così. Poi, anche sulla matematica, che notoriamente non è un’opinione, ci sarebbe molto da ridire. E comunque in questa riflessione ci sono diverse incongruenze con la realtà.
    Sulla strategia elettorale e sugli atteggiamenti del sottopartito è tutto condivisibile e siamo d’accordo: non è poca cosa. Ma questi sono argomenti da congresso. Ora si pensa a vincere meglio possibile e a rafforzare con il lavoro questa maggioranza che uscirà domani, o no?

    p.s. Su Vendola e Sel qui hai postulato più di un falso storico; e soprattutto stiamo sempre parlando di uno che governa la Puglia da 8 anni, non di una banderuola capricciosa, tipo uno Zingales qualsiasi, che un giorno imbocca la Leopolda, e un altro fa e disfa movimenti ultraliberisti.

  • gabrio says:

    grazie. bel post. ero indeciso ma a questo punto credo che non voterò pd. tutti a casa!

  • Dylan says:

    Secondo me potevi anche farcela ad aspettare quelle 18 ore prima di pubblicare l’analisi della sconfitta, caro signor Tafazzi.

  • chamberlainn says:

    C’è da dire che è bellissimo: avete blaterato di vittorie certe senza conoscere la legge elettorale al Senato, che prevede vittoria in Lombardia e Veneto per avere una maggioranza solida, regioni che si vincono per miracolo, e in cui eravamo sotto anche con Renzi.

  • Kit says:

    Al di là dell’opportunità o meno della pubblicazione di questo post adesso, non si può fare a meno di condividerlo anche nelle virgole.

  • suzukimaruti says:

    Un po’ di risposte

    Milton: su Vendola colpevole di aver tolto la fiducia a Prodi ho detto un vero storico, non certo un falso. E’ una colpa gravissima di cui non ha ancora fatto ammenda. E il solo fatto che candidi in posizione sicura alla Camera gente come Curto (nel collegio di Torino e provincia), un capetto notav aggressivo, capace solo di stare all’opposizione (peccato che in Consiglio Comunale sia in maggioranza e faccia solo guai, polemiche, tranelli, iniziative contro la sua stessa maggioranza, ecc.), la dice lunga su cosa significa allearsi con SEL. Gente così non deve sedere in Parlamento.

    Per tutti gli altri: no, lo spirito leniniano per cui “facciamo cose imbarazzanti ma non diciamolo perché ci sono le urne aperte” è dannoso. Tanto non è che qui si spostano voti.
    Anzi, quel tacere e il mandar giù in nome della Causa le peggio cose è quello che ha trasformato il più grande partito della sinistra italiana in una schifezza poco raccomandabile.
    Anzi, a chi viene qui a dirmi “potevi tacere” oppongo questo: potevi non tacere, quando paracadutavamo la Bindi in Calabria, facendola votare dai signori delle tessere locali alle primarie parlamentari. Perché non hai detto niente? E potrei andare avanti così, riavvolgendo il nastro, sulle mille occasioni che avevamo per fare qualcosa e non l’abbiamo fatto.

    E notate che non ho parlato di MPS, delle complicità interne al PD, tutte di area DS, che è da dove proveniamo. Tutti zitti, in nome della Causa.
    Ecco, mi va benissimo che mi si chieda di votare PD lo stesso, nonostante tutto. Obbedisco, lo faccio e chiedo agli altri di votarlo per disciplina e responsabilità.
    Però che non mi si chieda di stare zitto, perché criticare il partito, stimolare i militanti affinché si sveglino e capiscano i propri errori, far capire a chi è si è schierato contro il rinnovamento alle Primarie i danni che ha fatto è utile al partito. Servono più voci critiche. Tante.

    E serve svegliare i militanti, perché questa volta il danno l’hanno fatto loro, votando male alle Primarie e soprattutto – e questa è la cosa grave – mettendo su uno spirito aggressivo, iper-identitario, borioso (comportarsi da vincitori senza aver giocato è da juventini), incattivito verso quel 40% di persone che hanno scelto di rinnovare la sinistra anche dopo le Primarie.

    A chi dice che è revanscismo post-Primarie, no, non è questo. Il revanscismo lo fa chi non ha votato e fatto votare PD. E visto che l’ho fatto ho i titoli per parlare e lamentarmi della linea politica demenziale schiacciata verso il passato (non a sinistra: nel passato o nella fantasia di Vendola e della Camusso), dei silenzi imbarazzanti sul pubblico impiego, dei tentennamenti sulla patrimoniale, dei ritardi nelle risposte sul tema “costi della politica”.

    L’errore grave, insomma, non è che avete votato male alle Primarie (cosa che continuo a considerare un errore), ma è che dopo le Primarie non si è fatta la sintesi e, Bersani a parte, si è fatta avanti una masnada di brutte persone, pompata da questa vittoria, convinta che avrebbe spazzato tutto, stra-convinta che la chiusura al nuovo e agli altri fosse la soluzione, ultra-convinta che si sarebbe vinto “essendo noi stessi” il più possibile.
    E chi ha votato male alle Primarie lo ha fatto proprio scegliendo l’opzione sbagliata tra “essere più di sinistra e non negoziare un po’ di identità” e “stravincere le elezioni, rinnovare il partito e il paese”.
    Colpa vostra? Sì, tantissimo.

    Colpa anche nostra, che ci siamo svegliati tardi e abbiamo lasciato che il middle management concentrato a Roma prendesse le redini del partito e lo trasformasse in quel fossile che è ora.

    Le Primarie, se devo dirlo, hanno fatto solo male al PD. Perché hanno mandato i vincitori in delirio di onnipotenza. Ed era gente già pronta a questo. Si sono convinti che menando le mani si vincono le elezioni. Peccato che così forse si vincono (nemmeno troppo bene) le Primarie e giusto quelle.

  • suzukimaruti says:

    chamberlainn: ecco, tu sei uno dei tanti bulli bersaniani che hanno imperversato in questi mesi e durante le Primarie. E infatti vieni qui e vaneggi di gente che non conosce la legge elettorale al Senato e non so a cosa e a chi ti riferisci.
    E poi fai una valutazione elettorale che esiste solo nei circoletti dei 300 spartani, visto che qualsiasi sondaggio su questo pianeta dava un PD in grandissima crescita con Renzi candidato premier. Non a caso in campagna elettorale è stato chiamato proprio a risolvere le carenze del PD nelle regioni in bilico: Lombardia, Veneto, Sicilia.

    Il risultato è che dici una cosa che non si capisce e un’altra falsa. Ti leggo da tempo e so che puoi fare di meglio.

  • Dylan says:

    Nessuno ti ha detto di tacere, ti si suggeriva di adottare il comportamento che ha assunto Renzi dopo la sconfitta alle primarie (per la cronaca, io ho orgogliosamente votato Renzi). Il tuo piagnisteo contro i “bulli bersaniani”, oltre che patetico, è davvero fuori luogo.

  • Andrea says:

    Se a sinistra si ragionasse in questo modo il mio voto lo avreste conquistato da tempo. E vi posso assicurare che siamo VERAMENTE tanti a pensarla in questo modo.
    Leggetevi cosa scriveva il Prof. Zingales e tenete ben a mente che solo in Lombardia, prima del fattaccio Giannino, Fare per Fermare il Declino veniva accreditato di qualcosa come l’8-9% dei voti, tutta gente cui e’ stato di fatto IMPEDITO di votare le primarie e che avrebbe votato per Renzi ad occhi chiusi. Bersani, perche’ non hai voluto i nostri voti?

    http://www.huffingtonpost.it/fermare-il-declino/bersani-perche-non-vuoi-i_b_2190466.html

  • silvia says:

    mi permetto di farti presente che Renzi concorreva nelle primarie per scegliere il candidato premier della coalizione “Italia Bene Comune” formata dal Pd con Sel, i Socialisti e i Marxisti per Tabacci :-)

  • Nicola says:

    Ottima analisi.
    Da notare che probabilmente, se si riesce a prendere un 30%, nonostante tutto il male che i soliti personaggi sono riusciti a fare al PD, saranno in tanti a festeggiare a far finta di niente, e a dire che Rosy Bindi in Calabria ci stava tutta, e che alla fin fine gli italiani hanno scelto comunque loro.
    Qualunque sia il risultato che uscirà fuori dalle urne credo che la situazione non cambierà minimamente, lasciando inalterata quella palude che continuiamo a chiamare PD.

  • chamberlainn says:

    Enrico, la mia idea sui sondaggi in epoca primarie è che fossero sondaggi senza contendenti, con il Pd sulle prima pagine dei giornali ogni giorno, e quindi non possano essere presi come un riferimento certo. Il mio discorso è un altro: fermo restando che posso essere o non essere d’accordo con quello che scrivi, e comunque pensare che in un partito di massa debbano imparare a convivere posizioni di maggioranza, e di minoranza, il punto è che si è confusa la tendenza nazionale con quella delle singole regioni. Chiedi a chiunque faccia politica in Lombardia, e ti dirà che nonostante Formigoni, nonostante la ‘ndrangheta, con Ambrosoli si partiva indietro, e di parecchio. Le aspettative di vittoria facile maturate durante le primarie – da parte dei sostenitori di entrambi i candidati – erano fondate su un errore: si prendeva la tendenza nazionale senza considerare le singole regioni, e il Senato. Prendere il 40% alla Camera perdendo Lombardia e Veneto avrebbe portato esattamente alla situazione in cui ipotizzi ci troveremo. L’appeal elettorale di Renzi da queste parti non lo nega nessuno, ma pensare che la sua presenza avrebbe significato vincere facile – in Lombardia, Veneto e Sicilia – è un discorso campato in aria. (Sul bullismo percepito: se i bersaniani sono stati bulli, i renziani facevano i marchesi del grillo, ed era un continuo io so’ io, e voi nun capite un cazzo.)

  • nunzio says:

    si candida autorevolmente al titolo di post piu’ stupido dell’anno

  • suzukimaruti says:

    speriamo vinca, diamine.

  • Stefano says:

    Condivido quasi completamente il tuo post, che leggo solo ora. Solo una cosa: io sono di SEL, e SEL (che conta nulla, naturalmente) non è fatta di trinariciuti inconsapevoli, come sembri credere. Anche perchè con frasi tipo “questi non devono sedere in parlamento” finisci per avere lo stesso atteggiamento aggressivo e superficiale che giustamente contesti. Ciao

  • spidermars says:

    Sbagliato votare Bersani alle primarie. No, non sono d’accordo. Bersani era quello che garantiva maggiormente la coesione tra le diverse anime della coalizione. Se queste elezioni si sono perse (o non vinte a sufficienza) è perchè c’è stata una perdita di voti a sinistra, non perchè ci si è alienati il voto dei (orribile termine) moderati. L’affermazione di Renzi avrebbe forse intercettato qualche voto al centro ma avrebbe aggravato la diaspora a sinistra. Prova ne è che in coalizione Vendola è stato ampiamente al di sotto delle aspettative e questo perchè la sua base si è orientata in parte verso Ingroia e largamente verso il movimento 5 stelle.. La questione centrale è un’altra. Dove vuole andare il PD? Queste elezioni hanno dimostrato che noi non abbiamo piu’ quasi nulla da spartire con la sinistra estrema. Tentare di mantenere insieme anime cosi’ distanti porta solo a linee politiche incerte e a campagne elettorali balbettanti dove si ha paure di dire con forza qualsiasi cosa perchè qualcuno potrebbe dispiacersi.
    Durante la campagna elettorale ho avuto da discutere con due mie amiche che ritenevano offensivo il manifesto di Bersani perchè nella foto che lo ritraeva, la fede nuziale era troppo evidente; in questo loro leggevano un subliminale appoggio alla famiglia tradizionale…Ecco. Come cazzo si fa a convincere gente così a votare per il PD? Arrendiamoci all’evidenza (io per primo). Siamo il partito di una media borghesia acculturata che agisce in seno a un’ economia liberale. I (tra virgolette) “proletari” oramai votano altro. Spero che al congresso questo dato di fatto sia dato per assodato e che ci si orienti in quella direzione, ma non sarà un passaggio indolore. Perderemo altri consensi. Ne arriveranno di nuovi ma saranno molto piu’ volatili. I renziani hanno iniziato un lavoro molto interessante che però è a mio avviso ben lungi dall’essere compiutamente sviluppato.

    Altre considerazioni:

    Per non uscire dalla metafora: è’ vero. Se vinci 2 a 0 all’andata è deleterio giocare il ritorno con l’intento di pareggiare. Quello che rimedi è una bella scoppola memorabile…

    E’ ultra vero….due cazzo di validi esperti della comunicazione non ce li potevamo proprio permettere?

  • suzukimaruti says:

    spider (e altri): vedo emergere una forma mentis che trovo fallace, cioè pensare che qui si stia dicendo “dovevamo mettere Renzi perché prende più voti al centro”. Mai pensato (meno che mai scritto) niente di tutto ciò.
    Quello è un ragionamento da PCI/PD che fa danni mostruosi.

    Le ragioni per scegliere Renzi erano altre e riguardavano la natura stessa del partito e del centrosinistra. E sì, Renzi non avrebbe tenuto insieme le anime della coalizione, per un semplice fatto: la coalizione era sbagliata! Avrebbe candidato il PD da solo, facendo andare via Vendola e i quattro gatti che lo votano.

    Ma di nuovo, il problema non è meramente elettorale. Renzi significava un partito nuovo, diverso, totalmente rifondato, con volti e pratiche nuove, nuove parole d’ordine, una discontinuità totale dal vecchio partito vecchio (non è un refuso).
    Sarebbe stato qualcosa di diverso anche dal punto di vista formale: un’occasione di comunicazione enorme, cioè poter dire finalmente all’elettorato – con una reason why comprensibile – “siamo cambiati, abbiamo fatto il rinnovamento”.
    Pensa, a livello di comunicazione (che ti sembrerà superficiale, ma la comunicazione funziona così) avremmo avuto finalmente il primo leader che non ha avuto a che fare con il PCI, avremmo avuto il segretario politico più giovane d’Italia, avremmo avuto finalmente la liberazione dal carico ideologico che bene o male ci portiamo dietro e che ci danneggia, perché ci rende tuttora inappetibili a tanti.

    E probabilmente avremmo fatto un programma diverso, con contenuti più liberal e numerosi punti in cui saremmo stati competitivi con Grillo (l’unico ad aver capito che il problema era Grillo è stato Renzi, che continuava a dire “con un tot di proposte nostre su temi come il costo della politica gli facciamo concorrenza”; non le abbiamo fatte!), non saremmo stati attaccabili per la questione MPS (che era merda della vecchia gestione “ex-comunista”), avremmo avuto noi il vessillo dei rinnovatori (e perfino un po’ degli anti-sistema, che in quest’epoca vende molto) e non lo avremmo lasciato al movimento 5 stelle.

    Quindi no, non cercavamo la solita stupida soluzione dei “voti di centro”, per i quali continuiamo a candidare democristiani qua e là, con risultati imbarazzanti. Cercavamo di essere diversi e prendere voti da tutti, senza steccati. Anche voti da chi ha scelto Berlusconi le volte prima e si è pentito.

    E non sarebbe cambiato così tanto il quid fondativo del partito. Non è che con Renzi saremmo diventati un partito di destra: saremmo diventati un partito meno attaccato alle icone formali della vecchia sinistra, ma comunque e sempre un partito di sinistra (se a qualcuno interessa ancora la collocazione rispetto alla possibilità di risolvere i problemi nel modo più equo possibile).

  • Paolo says:

    Suzuki, a me sembra che per il PD i problemi siano principalmente due.
    1) l’identità: è un partito socialista? socialdemocratico? liberal-democratico? liberale? popolar-democristiano? Al momento è tutte queste cose, e probabilmente anche altre, dunque nessuna di esse. E questo secondo me spiega alla radice le sue mostruose carenze sul piano comunicativo: in assenza di contenuti decisi si è parlato (male) di responsabilità, si è cercato di dire che i problemi li si affronterà con buon senso, un aggiustamento qui e un ritocco là e la crisi passerà. Il fatto è che non si può continuare a proporre sacrifici, magari più morbidi e equi, senza dare una prospettiva, senza dire che cosa dovrà essere la società di domani. E per dirlo, bisogna averlo in mente.
    Su questo piano probabilmente con Renzi la storia sarebbe stata diversa, nel senso che il PD avrebbe assunto un’identità più precisa, tipo lib-dem o qualcosa di simile, anche se credo che i tre mesi che son passati dalle primarie non sarebbero bastati per cancellare tutte le tracce di PCI/PDS/DC. E forse, ma questa è solo una sensazione, un partito tipo il PD di Renzi la maggioranza di voti in questo paese non riuscirebbe comunque ad averla.
    .
    2) la credibilità, quella che deriva dai comportamenti (dei) politici quotidiani. Non è che il caso MPS sia una roba isolata, per lo meno non sul piano della commistione fra politica e affari. I consiglieri piddini del Lazio magari non indossavano maschere da maiali, ma non è che rendicontassero in maniera trasparente ogni euro di rimborso. Penati è stato per un certo periodo il braccio destro di Bersani. Un noto sindaco ha lasciato la sua città col più alto debito pro-capite d’Italia, e subito dopo è diventato il presidente della fondazione che controlla la banca verso la quale la città è più esposta. I consigli di amministrazione di miriadi di società pubbliche e para-pubbliche sono pieni di personaggi (non necessariamente competenti, non necessariamente onesti) nominati anche dal PD. Insomma, anche rifiutando l’idea che i politici siano tutti uguali – non lo sono, perfino fra leghisti e berlusconiani – è difficile negare come il PD abbia una sua posizione consolidata all’interno di un sistema di potere per lo meno inefficiente, e talvolta corrotto.
    Su questo piano la cura d’immagine di Renzi credo sarebbe valsa a poco, almeno sul breve termine, perché un partito che occupa posizioni di potere da lungo tempo e che vuole opporsi al berlusconesimo viene giudicato (almeno da una fetta di elettorato, diciamo un 5%?) per quello che ha già fatto, non per quello che promette di fare.

  • spidermars says:

    Si’ Enrico, forse mi sono espresso male. Non si trattava solo una questione strategica. Lo è diventata in prospettiva dell’imminenza delle consultazioni, come giustamente accenna Paolo forse non c’era tempo per essere pronti. Quindi siamo andati allo sbaraglio con quello che avevamo di pronto e cioè una ricetta che risultava stantia. La cosa buona di questo disastro (se proprio ne vogliamo trovare una) è che a questo punto non ci sono piu’ scuse che tengano.O il PD si libera dagli steccati o muore. O cavalchiamo il riinnovamento o siamo destinati a scomparire

  • suzukimaruti says:

    O cavalchiamo il rinnovamento o siamo destinati a scomparire, già. Diciamo che qualcuno non ha atteso la mazzata elettorale più grave della storia del Dopoguerra per rendersene conto.
    Dire, come suggerisce Paolo, “forse era troppo tardi perfino per Renzi” avvalora ancora di più la tesi, ormai direi fondata e ragionevole, che la scelta conservativa bersaniana (al netto del fatto che Bersani è un brav’uomo, ecc.) è stata un errore clamoroso da tutti i punti di vista.

    In primis perché ha confermato la continuità di gestione (nei fatti e nel percepito, anzi ha fatto emergere una certa ostilità difensivista dell’apparato, con punte di scorrettezza e arroganza), in secondo luogo perché oltre al segretario (sempre il brav’uomo di prima) ha confermato un gruppo dirigente vecchio e neovecchio (perché i “giovani turchi” sono pura continuità con il raggio della morte di D’Alema, solo un po’ più giovani anagraficamente e stravecchi politicamente, ma già abbondantemente stronzi e “romani”).

    L’errore più grande è stato fare le Primarie così come sono state fatte:

    1 – stupide: come si fa a fare le primarie per un candidato Premier, avendo già stabilito le alleanze? (e quindi, immagino, un programma comune su cui tali alleanze si basano).

    2 – chiuse e identitarie, peraltro col trucco (non mi dilungo, la storia è nota e molti che si erano avvicinati al PD per votare si sono sentiti offesi dall’atteggiamento di chiusura, fatto per garantire la vittoria a Bersani

    3 – improduttive: ci si è divisi, si è fatto a botte e il partito ne è uscito più debole, perché nessuno si è arricchito dalla diversità dell’altro. E non c’è stata una sintesi. E’ stato un “ho vinto, faccio tutto io e voi muti”.

    Riassumendo:

    - un partito fatto di potentati fossilizzati e incrostati agli scranni e che non si risolvono solo con un ricambio generazionale, perché purtroppo esistono dei giovani in piena continuità con la vecchia gestione che non è nemmeno più da rottamare (l’ha già fatto il paese).

    - una base militante attiva vecchia (l’altro giorno su Repubblica è comparsa la foto di una sezione durante una riunione di commento ai risultati elettorali: c’erano 4 nonni col cappello e un tremendo televisore a tubo catodico, polverosissimo: mi è venuto il magone per un’ora), conservatrice e in parte lontana dal paese reale; una base, tra l’altro, che non ha molto da spartire con l’elettorato certo e meno che mai con quello potenziale.

    – un passato di cui finalmente possiamo vergognarci, fatto di flirt con certo potere bancario (tutto per il bene del partito, ma sempre illegale/imbarazzante anche se non ci sono arricchimenti personali) e due o tre casi, penso a Penati, di cui vergognarsi e basta.

    Cosa serve?

    Serve un bagno di sangue, per dirla cruda. Cioè, un repulisti millimetrico, un cambio totale del materiale umano che anima il PD, dal segretario all’ultimo degli uscieri.

    E serve che i nuovi arrivino e chiedano scusa al paese e agli elettori, prendano le distanze e annuncino la totale discontinuità da quanto fatto finora dal partito a livello nazionale.

    Forse serve addirittura un atto formale forte (sciogliere il PD e rinascere diversi con altre premesse? Togliere la direzione del partito da Roma e dalle pastoie di potere che vi albergano?).

    Perché dopo una mazzata così, una politica così e una totale afasia e aprassia così, non c’è altro che morire e sperare di rinascere. Diversi, diversissimi.

    Ci vuole coraggio. E con questi dirigenti ed elettori la vedo dura.

  • spidermars says:

    Ci sono anche i tanti che alle primarie hanno votato convintamente Bersani, non è che puoi liquidarli facilmente. Concordo anche che le suddette siano state organizzate male tanto che hanno anche rischiato di creare delle fratture insanabili, pero’, come ho detto prima, non è che un passaggio di rinnovamento sia una cosa indolore.
    L’atto formale mi sembra un po’ apocalittico. Cominque comprendo sia il tuo stato d’animo che la tua posizione. Io mi sento depresso come se mi avesse mollato la fidanzata…

  • Alessandro says:

    Avevo letto e condiviso sui social quel tuo post su Renzi (quello lungo), non pensavo potessi ripeterti. Ottimo post, analisi da insider intelligente e assai “poignant”. Complimenti, lo condividerò sul wall di un mio ex professore, militante del circolo PD romano. Vedremo cosa ne uscirà! Complimenti

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