Sogni politici mostruosamente proibiti

July 16th, 2012 § 28 comments

Prima o poi ci toccherà votare, perché la ricreazione-Monti sta per finire e sarà nuovamente il tempo di avere un governo che abbia un’identità politica più che tecnica. Non so se sarà un bene, ma pare inevitabile (ché qui, fosse per me, si terrebbe il governo Monti per un’altra ventina d’anni).

Il fatto è che il partito che vorrei votare non c’è. E ho un (disordinato, umorale, provvisorio, incompleto, in costante mutamento, criticabilissimo, troppo generico, troppo specifico, ingenuo, idealistico, disilluso, speranzoso, odioso) elenco di cose che vorrei che il partito facesse (un po’ su sé stesso, un po’ una volta al Governo) che condivido qui, più per sfogo che per altro.

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Vorrei un partito che sui diritti della persona non ha tabù e su questo tema si erge a portabandiera di valori e istanze innovative, senza cincischiare, senza nascondersi dietro un sacco di tatticismi che portano all’inazione: favorevole al matrimonio omosessuale, favorevole alle adozioni da parte di coppie omosessuali, favorevole a tutte le forme più avanzate di fecondazione assistita, pronto a cancellare con leggi ad hoc la Legge 40 (una delle cose più incivili, intimamente fasciste, retrograde e crudeli approvate in Italia), pronto ad approvare una legge sul fine vita e legalizzare l’eutanasia.

Vorrei un partito che non teme la modernità e il mercato e, anzi, li favorisce. Un partito che capisca che il concetto di “sinistra” nel 2012 non coincide più con quello del ventesimo secolo e nemmeno con il suicidio antistorico della decrescita (che non potrebbe che essere infelice, tra l’altro).
Vorrei un partito che capisca che tra i nuovi conservatori ci sono la CGIL e la FIOM, che hanno una visione antica del mondo e del mercato e si ostinano a difendere gli assunti a tempo indeterminato ultragarantiti, mentre i veri precari del 2012 hanno quasi tutti la partita IVA (provate a telefonare alla CGIL e dire “buongiorno, sono una partita IVA, cosa potete fare per me?”: vi attaccheranno il telefono in faccia).
[anzi, forse ora più che mai ci vorrebbe un nuovo sindacato, cioè un sindacato che nasca su presupposti nuovi, che dia rappresentanza a nuovi soggetti, che sappia gestire in modo equo e non unilaterale il patto tra generazioni].

Da imprenditore, vorrei un partito che mette a programma come punto 1 in economia la riduzione massiccia del cuneo fiscale, cioè i soldi che un datore di lavoro deve fare fuori per dare una paga a un suo dipendente/consulente. E vorrei un partito che premia le assunzioni, defiscalizzando il pagamento dei neo-dipendenti per un tot di anni. E favorisce fiscalmente le imprese strategiche, che fanno innovazione, che non inquinano, che attraggono investimenti.
E stabilisce ed esige per legge i tempi dei pagamenti, annullando l’attuale sostanziale impunità per chi non paga i fornitori o li paga con tempi biblici.

Vorrei un partito che introduca la flexsecurity sul modello danese, approvando prima la flessibilità in entrata (così da tutelarsi da eventuali colpi di mano della destra) e poi quella in uscita. E che capisca che il modello welfarista può essere ritoccato, modernizzato, cambiato senza che questo implichi per forza metterlo in discussione in toto.

Vorrei un partito che abbia a programma un rialzo delle tasse sulle rendite finanziarie. Perché chi investe 10 milioni di euro in borsa paga molto meno tasse di chi investe 10 milioni di euro e apre un’impresa rischiando, dando da lavorare a molta gente e generando benefici a cascata.
Tassiamo di più chi si arricchisce senza far “girare l’economia” e favoriamo fiscalmente chi crea valore e benessere per gli altri, mentre si arricchisce (cosa – è ora di dirlo, cari compagni – che non è assolutamente un male, anzi, se fatta in modo onesto e civile).

Vorrei anche un partito che, per uscire dalle cattive acque economiche, fa una patrimoniale senza timori reverenziali. E la fa forte, colpendo i grandi accumulatori di ricchezza non investita con tassi ragionevolmente alti.
E vorrei un partito che, una volta al potere, tolga l’IMU e ripristini l’ICI: una tassa locale sulla proprietà, che “paghi a Torino e ‘vedi al lavoro’ a Torino” (mettete il vostro comune). Forse la tassa più giusta che c’era in Italia.

Vorrei un partito che metta a programma il progressivo smantellamento della spesa militare in Italia, che deve diventare un decimo dell’attuale, come minimo. L’Esercito Italiano è inutile, costoso, gestito da una manica di ladri graduati e totalmente inadeguato a un paese civile del 2012. Niente soldi per gli F-35, vendita delle caserme, vendita delle portaerei e del materiale militare inutilizzato e riduzione dell’esercito a pochissime unità (un paio di migliaia, intendo) di volontari d’èlite, formati su specifiche attività di pubblica utilità (gestione delle emergenze, principalmente).
Anzi, mi piacerebbe tanto una campagna “caserme x scuole“, con i soldi guadagnati dalla dismissione del patrimonio immobiliare militare riutilizzati per l’edilizia scolastica.

Vorrei un partito che abbia coraggio per quanto concerne i trasporti e si faccia pioniere della chiusura al traffico dei centro-città, imponga in tutte le grandi città la congestion-charge sul modello dell’Area C milanese, favorisca la riconversione del parco-vetture nazionale verso modelli ibridi o a basso impatto (sul modello californiano) e investa sui trasporti non inquinanti e veloci, come la TAV. E tassi enormemente le automobili inquinanti, pesanti e voluminose (con eventuali licenze per chi ha molti figli: il quoziente familiare, in campo automobilistico, avrebbe molto senso e ha un nome che si spiega da sé), seguendo il modello danese (ok, ho un debole per la Danimarca).

Vorrei un partito con la ruspa (fosse per me, la metterei nel logo), che si proponga di abbattere abusi edilizi, case non condonate, eco-mostri, eccetera e faccia leggi che snelliscano le procedure per arrivare alle demolizioni di tutto ciò che violenta il paesaggio italiano (che tra l’altro è il nostro unico selling point all’estero, oltre al cibo).
E lo faccia in fretta.

Vorrei un partito che, al Governo, si occupi fortemente del paesaggio italiano, della sua preservazione, della sua promozione e della sua qualificazione. Un po’ perché è giusto e bello che sia così, un po’ perché il turismo italiano potrebbe offrire e far guadagnare molto di più, se il nostro paese non fosse rovinato dal brutto in mezzo al bellissimo.
Ecco perché vorrei anche un partito che approvi a livello nazionale una legge che impedisce di costruire entro 2 km dalla costa (sul modello di quanto approvò Soru in Sardegna, preservando per alcuni anni le coste sarde dalla speculazione edilizia e dalla bruttezza delle villette a schiera).
Vorrei un partito che fa riconquistare il mare ai cittadini, de-privatizza le coste, rivede le concessioni delle spiagge riducendone la durata, si fa pioniere del diritto di tutti di accedere al mare liberamente (e fa smantellare a colpi di ruspa vergogne nazionali come gli stabilimenti sulla spiaggia di Paraggi)

Vorrei un partito che sappia realmente liberalizzare il sistema economico italiano, abbattendo privilegi e rendite di posizione, favorendo la concorrenza. Vorrei un partito che abolisce l’esame di stato per l’accesso alle professioni, abolisce gli ordini professionali, abolisce il valore legale dei titoli di studio (e marca a vista a suon di ispezioni le scuole private confessionali e non, a cui lo Stato non deve dare una lira, affinché non diventino diplomifici), abolisce le norme anti-concorrenziali (per esempio quella sulle farmacie), liberalizza le tariffe dei professionisti, liberalizza il mercato dei taxi, abolisce il più possibile il concetto di “licenza” e il suo mercato.

Vorrei un partito laico e aconfessionale, che proponga una legge chiarissima e semplice (che eventualmente cozzi contro i Patti Lateranensi, che potremmo tranquillamente abolire): “lo Stato Italiano non deve, per legge, pagare nulla alla Chiesa o al Vaticano a cui non corrisponda un’erogazione proporzionale e a prezzi di mercato di beni o servizi. Tutte le attività e le proprietà della Chiesa sono soggette alla legge e al Fisco italiano senza il riconoscimento di status speciali.”

Vorrei un partito che si proponga di scoraggiare il più possibile i pagamenti denaro contante (nemici della trasparenza), rendendo digitali e peritabili la maggior parte dei pagamenti.
E vorrei un partito che non abbia paura di instaurare quello che la destra chiama “stato di polizia fiscale” (spauracchio degli evasori, ma atto di civiltà che in altri paesi – come gli Stati Uniti – è la norma), continuando a colpire privilegi e veri e propri furti ai danni della collettività con perquisizioni, raid (come quelli a Cortina e altrove di qualche mese fa) e controlli a tappeto. Far pagare a tutti le tasse dovute è una condizione necessaria per poterle ridurre.

Vorrei un partito che ha come primo nemico i furbi, che in Italia sono tantissimi tra i cittadini e tra le imprese. Un partito che lotti contro le aziende che fanno cartello (per esempio le Assicurazioni e le compagnie petrolifere), un partito che per esempio favorisca – una volta al governo – una grande campagna di ri-valutazione, fatta da medici terzi, di tutti gli invalidi civili italiani (quanti saranno quelli falsi? credo tantissimi), un partito che lotti contro l’elusione fiscale, contro le ordinanze-canaglia di alcuni enti locali.

Vorrei un partito che, al Governo, riduce gli sprechi al minimo. E taglia tutte le forme di finanziamento all’editoria, taglia il 100% delle auto blu, mette un tetto massimo ragionevole allo stipendio dei manager pubblici (non è fantascienza: lo sta facendo Hollande in Francia). (Update: la notizia riguardo Hollande è una bufala; quindi è fantascienza, ma questo non significa che dobbiamo smettere di desiderarla, anzi: vogliamo un mondo come quello di Star Trek!)

Vorrei un partito che capisca che l’immigrazione è un fatto inevitabile della Storia e faccia proposte politiche per gestirla, non per tentare vanamente di arginarla. E vorrei un partito che lavora per l’integrazione e contemporaneamente per l’espulsione di chi sbaglia. Un partito che non fa pagare l’immigrazione ai bambini: chi nasce in Italia è italiano.

Vorrei un partito che smetta di far pagare gli insegnanti in modo uniforme e lotti affinché siano pagati i meritevoli con stipendi più alti, stabilendo criteri di valutazione a livello nazionale sulla loro preparazione, sul loro aggiornamento, sulla loro efficacia. E vorrei un partito che renda licenziabili quei dipendenti pubblici che lavorano male, non producono, sono assenteisti, rubano e non hanno uno spirito di servizio nei confronti dei cittadini.

Vorrei un partito che crei una commissione d’indagine parlamentare sulle violenze al G8 di Genova. E faccia partire un’azione a tutto campo contro il fascismo e il sadismo nelle Forze dell’Ordine, isolando a ogni livello i singoli colpevoli ed educando le forze di polizia alla democrazia.
E che imponga l’uso di numeri identificativi leggibili e ben in vista sulle divise dei membri delle Forze dell’Ordine impiegati sul campo.

Vorrei un partito che abbia una classe politica di competenti in costante rinnovamento, che non si arrocchi nella “dittatura dei dirigenti” e d’altro canto non si annulli nell’apertura plebiscitarista al primo che passa, che è la morte della democrazia rappresentativa. Vorrei un partito che studia, che forma i suoi militanti, che si guarda in giro e non ha paura di mettersi in discussione.
Vorrei un partito coraggioso – in un’epoca in cui chiunque grida porcate sentendosi legittimato da un mandato popolare che non ha – che faccia proposte forti (non pazze: forti), senza perdersi in mezze parole.

Vorrei un partito in cui le proposte e le idee contano il 90% e le alleanze solo il 10%. Vorrei un partito in cui i parlamentari fanno un numero limitato (variabile in base ai meriti acquisiti) di mandati, dirigenti inclusi; un partito che fa le primarie aperte a tutti per ogni tipo di elezione, incluse quelle di quartiere .

Vorrei un partito che ha più paura di perdere dignità e coerenza che perdere le elezioni.

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In verità mi accontenterei di un partito che mettesse a programma anche solo il 10% di quello che ho scritto in fretta e furia qui sopra.
E francamente mi interessa davvero poco stabilire se un partito simile sarebbe – secondo le trite categorie novecentesche che ci ostiniamo a usare – di sinistra, di centro, di destra o chissà cosa.

Per me è un *partito di sinistra del 2012 secondo parametri del 2012*, perché è progressista, lotta contro l’ingiustizia, impone il merito come criterio fondante di ogni forma di promozione sociale, favorisce il benessere di tutti senza odi sociali verso chi raggiunge o ha raggiunto la ricchezza, laicizza lo Stato e permette ai cittadini una completa autodeterminazione del proprio corpo.

Questo post è la cosa più stupidamente ingenua che ho scritto da quando ho aperto un blog (e forse in vita mia, escluse forse certe lettere d’amore da adolescente, ma dovrei verificare) ma a questo punto possiamo prenderci il lusso di dirla tutta.

E poi votare il meno peggio, come al solito.

§ 28 Responses to Sogni politici mostruosamente proibiti"

  • Leggo questo post solo oggi e ne condivido il 98%
    Purtroppo allo stato attuale tale partito non c’è e già so che a breve dovrò – come sempre – turarmi il naso. Grazie per l’ “ingenuità” 😉

  • Che intendi per crescita/decrescita? Se intendi che si può consumare all’infinito (ad esempio fonti energetiche non rinnovabili o sfruttamento di suoli e aria) allora ti ricordo che c’è qualche legge fisica che dice il contrario. Se invece ti riferisci ad indicatori come il PIL, allora si può essere favorevoli alla crescita; ad esempio la valorizzazione di arte e paesaggio può aumentare il PIL con un limitato consumo di risorse.
    E il mercato cos’è? Quella cosa astratta in cui vincono i migliori imprenditori con i migliori prodotti o non piuttosto quella giungla di server che fa miliardi di transizioni al secondo sui derivati che da soli valgono 8 volte il pil mondiale? Stai parlando di economia reale o di finanza? Stai parlando della borsa dove i risparmi dovrebbero finanziare l’imprenditoria oppure di quella fogna dove si costruiscono scatole cinesi che finiscono inevitabilmente alle Cayman? La proposta di tassazione delle rendite è una foglia di fico dato che è impossibile localizzare movimenti così veloci e massicci su scala mondiale a meno che non ci si metta d’accordo col resto del pianeta. Se mi avessi detto che volevi un’abolizione di tutti gli strumenti finanziari ad eccezione della azioni e delle obbligazioni non strutturare (a cominciare dai Credit Default Swap e da tutti i derivati che non abbiano un ragionevole scopo assicurativo sulle commodities) ti avrei preso sul serio.
    Potrei continuare su questo tenore anche su gli altri punti e non voglio nemmeno cominciare sul punto della valutazione della scuola dato che ci sono dentro e potrei scrivere un romanzo sulla valutazione, sia in Italia che all’estero.
    Questo è solo un esempio di come vedo un po semplicistico il tuo discorso, un po troppo slogan. Insomma anche Grillo e Di Pietro (nonchè Bersani) sono bravi a stilare un programma di slogan. E non mi pare che qui si facciano passi avanti.
    Diciamo più onestamente invece che questo è il programma politico che calza bene ad un imprenditore di idee progressiste. Ovviamente il tuo atteggiamento è assolutamente lecito, l’importante è non fare come i media sussidiati di regime (da repubblica al manifesto) che cercano di spacciare come idee “universalmente giuste” ciò che invece sono interessi di una parte.
    L’atteggiamento che vedo nei commenti, di disprezzo per le persone che ragionano “di pancia” che sono “ignoranti” nasconde in realtà un atteggiamento di disprezzo verso la democrazia, verso tutti coloro che non fanno parte di un’elite di illuminati cioè, in sintesi, di tutti quelli che la pensano diversamente. Un atteggiamento che è già costato un ventennio di Berlusconi/Lega. E se domani avremo un ventennio di Grillo/Di Pietro sarà proprio grazie a questo atteggiamento.
    Buona sinistra a tutti
    Andrea

  • suzukimaruti says:

    No, Vitto, il programma del movimento innanzitutto non esiste, visto che è condizionato periodicamente agli umori variabili della base che vota per democrazia diretta assembleare. E già questo è contro il mio modo di vedere la politica (detesto le forme di democrazia diretta: la gente deve decidere chi decide per lei, perché da sola non ce la fa).

    E poi la TAV non è solo un problema locale: è la dimostrazione pratica di una concezione del mondo e delle sue sorti: progresso e mercato vs decrescita e sentimenti anti-mercato.

    E poi c’è il problema – rilevantissimo – dello ius soli, su cui Grillo si è espresso. E quello da solo è deal breaking.

    E sulle tasse non so se un movimento così populista riuscirà a pensarla come me, soprattutto sulla patrimoniale.

    E poi lo sai: il problema del M5S non è cosa vuole, ma ciò che è e ciò che può essere.
    L’ottica distruttiva, le banalizzazioni che fanno di tutta un’erba un fascio, il vellicare le peggiori reazioni di pancia della gente ignorante e inadeguata, sono terreno fertile per derive ben poco democratiche. E non c’è da fidarsi.

    Poi, ovvio, su molto può darsi si converga (ma parlo di te personalmente, ché sei mille volte più intelligente e preparato del grillino medio e infatti vieni dalla militanza a sinistra e sei di sinistra), ma c’è la questione della decrescita – che continuo a considerare uno dei più grossi errori politici in cui certa sinistra sta incappando – che per me è dirimente.

  • Ma questo per il 90% è il nostro programma! Toglici la TAV (che quando aprirai gli occhi ti renderai conto pure tu che è una stupidaggine) e per il resto siamo lì…

    Vittorio Bertola
    Movimento 5 Stelle, Torino

  • livefast says:

    ma sì, dai, diciamo che questo partito che dici tu, benché non mi trovi d’accordo su ogni singolo punto, io lo voterei anche volentieri. peccato che, considerato quanto siamo rappresentativi io e te del Paese Reale, alle elezioni prenderebbe il 3%.

  • Riccardo says:

    @nonunacosaseria dice una cosa verissima. Io per esempio ho criticato l’idea di patrimoniale elevata. Pero’ saro’ pur disposto a mettermela via se mi si assicurano tutti gli altri punti. Il fatto e’ che 1) la maggior parte delle persone non e’ disposta ad piegarsi neanche su un punto, piuttosto vota 5stelle, sebbene non sappia nulla del suo programma (a proposito, chi dice che questo e’ simile al programma del Movimento, ma stiamo scherzando vero? Se e’ una battuta non fa ridere, quando mai un grillino parla di cuneo fiscale, di legge 40, di immigrazione? Qualcuno sa qual e’ il loro programma o puo’ arrogarsi la rappresentanza dell’intero movimento?) 2) Il PD non assicura nemmeno uno di quei punti, perche’ tutto e’ ritrattabile.. Ci vuole piu’ chiarezza!

  • Dave says:

    “Vorrei un partito che ha più paura di perdere dignità e coerenza che perdere le elezioni”.

    Il dramma di essere sognatori. 🙂

  • Vito C says:

    Come voi, concordo con lo spirito del post e viene anche a me spontaneo sollevare delle obiezioni su alcuni punti dell’elenco! Però ho da studiare che ho un esame lunedì, quindi non ho tempo per mettermi a scrivere su cosa dissento e ad argomentare con puntualità il perché. Mi limito allora a segnalarvi questo post sulla questione dell’abolizione del valore legale dei titoli di studio che ho scritto verso metà aprile, insomma quando il governo ne aveva discusso a aveva promosso una consultazione on-line sul sito del MIUR: http://vitocontardo.wordpress.com/2012/05/02/il-governo-vuole-riformare-il-valore-legale-dei-titoli-di-studio-inchiesta/ …ovviamente sono ben accetti commenti, anche e soprattutto se critici.

  • E’ quasi tutto accettabile, quasi tutto fattibile. Basta volerlo.
    Ora dicci come si fa.
    Molti dei commentatori dicono che tu vuoi un partito che non c’è. Pochi altri indicano radicali e M5s.
    Io rifletto anche sui sogni che sono quelli da te elencati. Rifletto e ragiono sul fatto che un partito non è fatto solo dei massimi dirigenti che tengono saldamente nelle mani i braccioli delle loro sedie. V’è ne sono tanti in piedi, che sono legati al loro territorio e ad una visione altra, più alta.
    Lo spettacolo del 14 luglio è penoso come quello dei disperati sul ” viale del tramonto” . Dentro al PD apparentemente monolitico come un blocco di marmo, vive il fermento. Cominciamo a togliere un pezzo di marmo alla volta e liberiamo le pulsioni sane: le astensioni e i voti contrari erano molto, molto di più dei risultati annunciati ufficialmente. E’ solo l’inizio.

  • comunque – nota a margine – su 18 commenti la maggior parte (tra cui io, che ho dato il via alle danze) dice “bello, però” e butta là una sua obiezione: e manca questo e quest’altro non va bene e quest’altro ancora è ingenuo…
    addirittura si arriva a parlare di quella forza politica che potrebbe essere d’accordo e qualcuno replica “ma no, ma che stai a dì?”
    io lo trovo bellissimo e anche emblematico della sinistra.
    metteteci che ognuno di noi è ben poco disponibile a rinunciare alla propria obiezione (o alle proprie preclusioni verso qualcuna delle forze politiche possibili alleate) e avrete chiaro per quale motivo l’unità a sinistra è una chimera.

  • Marco says:

    Vedo una sola soluzione possibile: fondalo, questo partito 🙂 Avrai il mio voto.

  • Riccardo says:

    Sottoscrivo!!

    Un piccolo appunto sulla patrimoniale. Qui si gioca col fuoco. Se solo si avverte il rischio di una patrimoniale sulle attivita’ finanziarie questi capitali lascerebbero il Paese in mezzo secondo (il tempo di internet) portandoci velocemente alla bancarotta. Se invece si intende tassare gli immobili, beh qui c’e’ gia’ l’IMU. Non basta? Chiedetelo alle famiglie italiane, magari a qualche pensionato che si e’ costruito la casa risparmiando ed ora con la pensione ci paga solo l’IMU. Inoltre poco piu’ avanti dice, giustamente, chi e’ ricco, se e’ per meriti non va demonizzato. Giusto, quindi perche’ la patrimoniale? Uno il patrimonio se lo csotruisce lavorando e gia’ PAGANDO le tasse. Perche’ deve pagare ancora?

  • Keper says:

    Al di là della minchiata della TAV, sono in d’accordo in toto.

    Quindi niente PD per le prossime elezioni?

    Praticamente è tutto quello che propone il M5S, tranne TAV e vecchio e ritrito (quello sì) concetto di Crescita infinita, ma so già che inorridirai.

  • alessandro says:

    Lorenzo
    17/07/2012 at 11:51

    “Per molto di quel che scrivi un partito esiste, e sono i Radicali”

    ma mi faccia il piacere…la setta radicale è improponibile, detta piu’ soft sarebbe solo misera perdita di tempo

    ps: per il dott. Sola, se si candida con sto programma la voto anche fosse a presidente del mio condominio
    azzilandro

  • Matteo says:

    Concordo su tutto ad eccezione delle spese militari. Su quelle bisognerebbe fare una chiacchierata senza pregiudizi e con molto del buonsenso di cui sono pienissimi tutti gli altri punti.

  • Matteo R. says:

    Quando tira aria di elezioni il vecchio suzukimaruti rispolvera i megapostpolitici. Ah… che ricordi di gioventù tradita….

    Cmq sottoscrivo buona parte dei tuoi punti e come te mi accontenterei di iniziare a realizzarne alcuni. Ma andandoci di petto, senza indugi.

  • Lorenzo says:

    Per molto di quel che scrivi un partito esiste, e sono i Radicali

  • mari says:

    mi sei costato 1 ora di rol per leggerti
    ma dove credi di stare, in Svezia?

    puntiamo pure a quel 10% , che mi sembra abbastanza romantico e insieme concreto.
    ma facciamolo subito.

  • Grazie. Non sono al 100% convinto sulla TAV sul modello attuale (avrebbero dovuto adoperarsi per l’altro progetto, quello del raddoppio della vecchia Torino Lione).

    Aggiungerei anche che sul modello danese si potrebbero tassare le bevande in bottiglia per sostenere il riciclo delle confezioni a spese del produttore.

    E inoltre un partito che non abbia il tabù del mantenere l’acqua come risorsa pubblica.

  • Popinga says:

    Su alcune cose dissento, ma un programma così in generale lo sottoscrivo. Da quanto ho capito non voterai di certo il PD…

  • Gian Carlo says:

    Dov’è che si raccolgono le firme per presentare questo partito che non c’è?

  • marcello poletti says:

    a parte che la tav in val susa è una guazzabuglio di minchiate, mi pare qua e là tutto
    piuttosto ragionevole.

  • Dellaplane says:

    Sottoscrivo. Espliciterei due punti, anche se conseguenti al resto: la lotta alle mafie e l’innovazione tecnologica. L’infrastruttura di cui il paese ha bisogno è la rete, efficiente e diffusa capillarmente per far girare le idee prima e ancor più delle merci e delle persone. Un terzo punto è la cultura da salvaguardare nella sua esistenza e promuovere nella sua indipendenza.
    Ma come è possibile che buon senso e poco di più fatichino tanto ad essere presi in considerazione?

  • Mosè Bottacini says:

    mi piace molto di quello che hai scritto, però su certe cose la tua posizione è paurosamente semplicistica O_o ma i sogni sono belli così 🙂

  • stefano says:

    Il partito che descrivi (ancora)non c’è, ma chi vuole può aiutarci a costruirlo: http://www.noi-giovani.it
    Tu dici che non ti interesserebbe nulla delle categorie novecentesche in cui verrebbe inquadrato, noi vorremmo “creare un movimento, non caratterizzato ideologicamente, che rappresenti tutti i giovani nella loro trasversalità, nelle loro differenze d’opinione e nei loro interessi.”

  • enver says:

    1 SI’ ma favorire in tutti i modi l’adottabilità di bimbi già nati invece di procrearne altri
    2 NI (non si dànno più diritti ad alcuni se se ne tolgono ad altri. Garanzie per tutti)
    3 SI e impedire alle imprese di chiudere qua per aprire dove il lavoro costa zero
    4-5-6 SI
    7 SI’ quoto col sangue (spese militari)
    8-9 SI’
    10 SI’ (aboliz. esame di stato e valore legale titoli di studio)
    11 SI’
    12 SI’
    13 SI’
    14 NI (tagliare fondi all’editoria implica che solo i miliardari possono stampare)
    15 SI’
    16 SI’ ma ricordare che insegnanti sono pagati poco, far cominciare storia dal 1789
    17 SI’ (abbestia su fascismo sbirri e numero identificativo dei belanti medesimi)
    18 utopia, ci abbiamo già sbattuto il grugno sia io che te
    19 si può fare (ops)

    promettimi l’indipendenza delle Venezie (o anche solo della laguna sud) e mi metto fin da ora a fare campagna per te, accetto anche il granata quale colore, ché altro non è che un rosso più vivo (bella squadretta vi state facendo)

  • Concordo su quasi tutto tranne: sicuro che Monti (anche con altra maggioranza) farebbe anche solamente il 10% di quanto hai elencato?
    Non leggo lotta alle mafie ma, forse, quando parli di “tutela del territorio” e utilizzo della ruspa, non solo nel logo, intendi questo.
    Ciao.

  • sono d’accordo su tante cose (la maggioranza) e il post non è stupidamente ingenuo.
    casomai è ingenua la proposta di chiudere al traffico i centri storici: non perché non sia tecnicamente fattibile (al di là delle obiezioni delle varie confesercenti e ascom), ma perché ogni centro storico ha le sue esigenze e non è detto che quel che vale a lucca non valga a pistoia (o viceversa).
    e poi, tra tutti quelli a cui l’ho chiesto, non ho ancora trovato una risposta veramente convincente e non ideologica all’abolizione del valore legale del titolo di studio.

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