Compagni che iniziano a sbagliare un po’

September 20th, 2011 § 35 comments

Prima di leggere il resto di questo post guardatevi questo video. Guardatelo tutto, fino in fondo, ché certe cose non vanno prese a piccole dosi ma ingurgitate fino alla fine.

httpv://www.youtube.com/watch?v=vuH3IAZrsA8

Visto? Alzi la mano chi ancora adesso ha un moto nervoso a vedere i dipendenti Mediaset che, molto oltre la line of duty, si prendevano la briga di interrompere le trasmissioni che conducevano per fare veri e propri comizietti a favore del loro datore di lavoro Berlusconi e  di Forza Italia, il suo partito-azienda. Tutti senza contraddittorio, tutti in spazi che non pertengono al dibattito politico. Belli apodittici e, poiché fatti da personaggi rassicuranti e familiari, micidialmente convincenti.

Su le mani, dai. Ecco: boschi battistiani di braccia tese. Perché danno un fastidio fortissimo. All”epoca nel mio caso la reazione più placida registrata in casa fu una mia ciabatta contro il televisore, fortunatamente ancora a tubo catodico.
Non è stupido chiedersi come mai questi simpatici interventi di Vianello, Ambra & c. infastidiscono, visto che qualcuno potrebbe dire che sono tutte azioni tutelate dal sacrosanto diritto di espressione delle proprie opinioni.

La risposta è semplice: percepiamo quelle azioni come abusi. E lo sono.
Abusi di un potere specifico: il “potere di essere in onda”, cioè di parlare a milioni di persone. E per di più con l’aggravante di farlo fuori contesto (cioè in spazi in cui normalmente si parla d’altro) e senza contraddittorio, senza che sia rappresentata la varietà di opinioni diverse da quella che ha voce.

Ora prendete il video in cui il metereologo Mercalli a “Che tempo che fa”, invece di parlare di clima, chiede la scarcerazione di due manifestanti notav arrestate in flagranza di reato durante un assalto militare – con armi non convenzionali, manifestanti armati di tutto punto, ecc. – fb al cantiere della futura ferrovia Torino-Lione, originato da un corteo non autorizzato (mi guardo bene dal linkarlo).

Forse non ci avete fatto caso, ma il metodo è lo stesso.
E, per quanto mi riguarda, il merito è ancora più antipatico (perché qualcuno, pagato coi soldi del canone, si mette a difendere in tv senza contraddittorio l’ala violenta di un movimento che attacca militarmente un cantiere, minaccia i lavoratori, dà fuoco ai camion delle aziende fornitrici e alle assemblee fa girare i nomi delle persone da “colpire”).

Riguardo al diritto di opinione: liberissimo Mercalli di pensare quello che vuole, anche se è un pensiero da fiancheggiatore dei violenti. Ma se abusa di una sua posizione dominante (lui parla in tv senza contraddittorio, chi la pensa come lui no), il diritto leso è il mio.

(E no – lo dico per scongiurare commenti stupidi o banali – non c’è nessuna violenza preesistente delle Forze dell’ordine che giustifichi una risposta ugualmente violenta da parte dei manifestanti: gli attacchi a un cantiere con sassi, fionde, mortai, ecc. durante manifestazioni illegali non sono autodifesa, sono un reato)

Da quel modo di pensare e agire  – cioè una finta emergenza per cui “vale tutto”, inclusa la violenza, incluso l’abuso nella comunicazione – al trovarci a piangere un altro Guido Rossa (e poi iniziare una serie di bizantinismi e prese di distanza), il passo non è così tanto lungo. Pensateci bene.

§ 35 Responses to Compagni che iniziano a sbagliare un po’"

  • suzukimaruti says:

    Paolo, entrambe le argomentazioni mostrano la corda di fronte a un semplice fatto: nel corso della storia italiana ci sono state opere che *con certezza e non sulla base di opinioni di parte ampiamente discutibili* che costituivano sprechi peggiori, disastri ambientali annunciati, ingiustizie, ecc.
    E in nessuno di questi casi ci si è agitati tanto, ma si è lasciato fare alla politica.

    Perché non si fanno le barricate contro il ponte di Messina? (quello sì che è una follia da tutti i punti di vista e non è strategico per niente) E per un dramma tipo il condono edilizio? (deturpante, ingiusto, costoso) Dov’erano gli spiriti sensibili che riempiono le manifestazion(c)i(ine) notav quando si perpetrava – adoro la parola – questo crimine governativo?

    Il problema di tutti i movimenti confusi e ormai vittima della propria retorica e dei propri schemi è come sempre la comunicazione e, a monte, l’identità. Ma allora è la protesta dei poveri valligiani che “difendono” il loro territorio dalle ruspe o è un movimento trasversale di indignazione nazionale per un’opera che a detta di alcuni costituisce un inutile spreco? Tu sembri suggerire la seconda ipotesi, no? Altri notav no. Mettetevi d’accordo.

    O una o l’altra. Tra l’altro capirlo (o sceglierlo) sarebbe perfino utile in termini di “marketing” della protesta.

    Sui risultati elettorali, il problema è che la democrazia si esercita con il voto. Non era obbligatorio votare i partiti pro-tav ed era possibilissimo fare delle liste elettorali a tema.
    I cittadini della valsusa hanno votato gioiosamente e in massa i partiti pro-tav. E se davvero c’è un consenso nascosto e inespresso, che venga allo scoperto! Che voti e utilizzi gli strumenti che il nostro impianto democratico ci mette a disposizione.

    Ma la realtà che non vogliono ammettere i notav è che il movimento era una mera questione localissima, limitata alla bassa valle e peraltro sostenuta da una minoranza anche in quel contesto. Poi la cosa si è estesa, una volta scelta l’opzione rissosa e un capo tanto stupido quanto pericoloso (Perino è un ottuso provocatore che fa solo danni: dovrebbero capirlo, prima o poi), ai centri sociali e all’antagonismo.

    E attualmente è indifendibile: è una battaglia talmente persa nel merito, nel metodo e nella composizione dell’esercito da non fare nemmeno più notizia.

    E la mia richiesta di dire no alla violenza senza se e senza ma si è scontrata con i “se” e i “ma” di qualche ingenuo che non conosce la storia recente. O forse non l’ha capita.

  • Paolo says:

    Mi permetto di fare solo un paio di precisazioni, senza entrare troppo nel merito delle questioni sollevate.

    La prima è che parlare di sindrome NIMBY nel caso dei no-tav valsusini mi sembra una semplificazione grossolana e liquidatoria. Da almeno un decennio le argomentazioni dei no-tav si sono spostate sempre più dai potenziali impatti negativi di quella infrastruttura sul territorio della valle di Susa alla presunta inutilità dell’opera in sé. Ciò che gli oppositori dicono non è “non vogliamo il TAV in valle di Susa, se proprio volete fate passare la linea da un’altra parte”, ma “non vogliamo/non ha senso fare il TAV, qui come altrove”. Più che di sindrome NIMBY si dovrebbe parlare di sindrome NIABY (Not In Anyone Back Yard).
    A leggere le argomentazioni contenute nel documento sulle 150 ragioni contro il TAV mi sembrta che il nucleo centrale sia costituito dal raffronto fra i costi dell’opera (inn termini economici, ambientali, politici) e i presunti benefici (riduzione dell’inquinamento, velocizzazione e incremento dei flussi, ricadute economico/occupazionali etc.). Senza entrare nel merito, mi sembra evidente che si tratti di argomentazioni che per buona parte esulano dallo specifico valsusino, e che pongono al fondo una domanda abbastanza semplice: i benefici del TAV superano i suoi costi? Per controbattere a queste conclusioni una risposta del tipo “voi pensate solo al vostro orticello, mentre il TAV è un’opera strategica di interesse nazionale” mi sembra piuttosto debole, grossolana e liquidatoria.

    La seconda precisazione riguarda le percentuali che citi riguardo ai voti pro-tav / no-tav alle regionali scorse. A parte il fatto che sostenere che tutti quelli che hanno votato per Bresso o per Cota sono favorevoli all’opera è un’evidente forzatura (io per esempio ho votato Bresso, pur avendo un’idea molto critica dell’operato della sua giunta – e anche della sua posizione rispetto alla vicenda TAV – ma ritenevo Cota una iattura peggiore), i conti che fai non tornano. Su di un totale di 5457 elettori Cota e Bresso hanno ottenuto 2509 voti, il che equivale a circa il 46 % del totale. Questo ovviamente non vuol dire che il 54 % degli abitanti di Susa sia contrario al TAV – vale all’inverso l’argomento portato qualche riga più sopra. Semplicemente mi viene da dire che utilizzare i dati elettorali, che hanno una valenza generale, come argomento per desumere le posizioni dei cittadini rispetto a una singola posizione specifica non è appropriato. A maggior ragione non lo è in una situazione come quella attuale, dove il voto per “il male minore” sembra sempre più diffuso.

  • suzukimaruti says:

    “sei ceto politico!”, se non fosse che credo nasca da una profonda inimicizia con la lingua di Dante più che da un’effettiva opinione, è bellissimo! 🙂

    anyway, rispondendo a luca: la fonte sui nomi delle aziende/persone da minacciare è direttamente un notav, cioè Vittorio Bertola, consigliere comunale grillino a Torino. Schifato, si è tirato via dalla militanza attiva notav. E ha fatto bene.

    Quindi sì, se i camion di una delle aziende che hanno partecipato al cantiere della tav sono stati bruciati è sicuramente un caso. E qualcuno ha picchiato un imprenditore che partecipava ai lavori della TAV, ma gli hanno dato solo 10 giorni di prognosi, cosa vuoi che sia?

    Rendetevene conto: siete già arrivati a giustificare, minimizzare la violenza. O a trovare escamotage, bizantinismi, scappatoie logiche per dire che va tutto bene.
    Certo, il maalox non è un’arma impropria. Certo, le maschere antigas nemmeno. Però entrambi sono funzionali alla partecipazione a un corteo notturno non autorizzato, il cui scopo è assaltare un cantiere.

    Se volete vi suggerisco qualche scusa per i prossimi commenti:

    – erano un gruppo di escursionisti durante una passeggiata montana più lunga del solito

    – era una placida scampagnata in alta quota dello Slow Farmaco: club di degustatori di medicine

    – era una festa in maschera (antigas) in cui, giustamente, si prevedeva che il buffet sarebbe stato molto pesante (ecco perché il Maalox)

    – gli assaltatori in verità erano un manipolo di umarell che non vedevano l’ora di guardare il cantiere attraverso le recinzioni e borbottare “as fa nen parei” (non si fa così)

    Ricordo che un certo Silvio Berlusconi disse, a proposito del confino degli intellettuali antifascisti a Ventotene, che alla fine erano in villeggiatura e non c’era da lamentarsi troppo. State facendo la stessa cosa. E secondo me è un male piuttosto grave. E molti di voi (non tutti, eh) avrebbero anche il cervello necessario per capirlo.

  • luca says:

    credo noi abbia preso i commenti, li riporto in ordine

    1) con armi non convenzionali

    2)minaccia i lavoratori, dà fuoco ai camion delle aziende fornitrici e alle assemblee fa girare i nomi delle persone da “colpire”

    3) lui parla in tv senza contraddittorio

    4) gli attacchi a un cantiere

  • luca says:

    leggo il tuo articoletto e rispondo:

    …<>

    mascherine e malox per proteggersi dai lacrimogeni? sparati ad altezza uomo ancor prima che una sola persona fosse arrivata davanti alle reti?

    <>

    guarda sei una vergogna senza limiti.Mi piacerebbe sapere da quali fonti tiri fuori queste cazzate immani. Hai delle prove certe su ciò che dici? Ti ricordo che l’azienda dei famosi camion dati alle fiamme faceva parte di un cartello che si spartiva opere pubbliche, e qua in valle tutti sanno le belle amicizie della persona in oggetto, ma guarda un po’ e se fosse stata la mafia? giusto per farsi un’idea qua c’è un minimo di rassegna stampa sdei soggetti in questione (appalti truccati, truffa ai danni della regione, corruzione, fatture false, mazzette, insomma un’azienda linda a cui dare in appalto l’opera, vero?).
    A dire il vero c’era stata un’aggressione a Lazzaro il giorno dopo lo sgombero allaMaddalena, il movimento ha prontamente preso le distanze da questo fatto. Il buon imprenditore diceva di essersi rotto un braccio, il medico gli ha dato 10 gg di prognosi (!!!).

    quello delle assemblee dove girano foglietti con ipotetici nomi è un’infamata, ripeto, dimmi le fonti (Esposito?Numa?)

    <> senti è 10 anni che il movimento notav viene attaccato in maniera bipartisan e da tutti i giornali, in primis LaStampa, con attacchi personali a persone coinvolte e ai familiari di queste in pieno stile, questo si!, mafioso (vedi non ultima l’attacco al marito di Nina, una delle 2 ragazze arrestate, accusato di essere assieme a lei quella sera da Massimo Numa. Peccato che quella sera era all’estero per lavoro…)

    <> guarda che alla maddalena non c’è nessun cantiere, la famosa area di lavoro è molto più a monte, e non cantierata! i mezzi sono assolutamente fermi, l’unica cosa che c’è è un vero e proprio fortino militare degno della palestina (a detta di ragazzi palestinesi che hanno visitato la clarea qualche tempo fa) e un EX-museo su cui il ministero dei beni culturali aveva stanziato 750.000€ per l’ampliamento, diventato invece caserma. Vabbè ma non ci stupiamo di nulla. In questo paese dove hanno appena aumentato l’iva al 21% l’unica crescita esistente è quella delle spese militari.

  • simone says:

    invece io ti dico che i tuoi discorsi da ceto politico e da poltronaio fanno pena. Dici che il movimento notav ha debolissime ragioni, ne ha prodotte 150 tanto per iniziare, mentre chi è pro-tav riesce a ripetere il solito mantra del “Ce lo chiede l’europa” , “potremo andare a lione in gita con ben mezz’ora di risparmio”, “porterà lavoro” tutte baggianate! Intanto spiegami perchè bisognerebbe fare un’opera basandosi sui prestiti, perchè di questo si tratta, creare altro debito in un buco infinito che stiamo soltanto incominciando a pagare ora, il modello Alitalia insegna. Perchè bisogna fare un’opera quando tutti i dati, da quella della devastazione del territorio (vedi ad esempio il Mugello), a quelli relativi all’occupazione (perchè spendere miliardi per una grande opera quando si potrebbero creare posti di lavoro su tante piccole opere più utili al territorio italia), più democratiche (distribuire il lavoro a tante imprese edili che sono alla canna del gas anzichè alla solita nota coop. rossa che ha già devastato il mugello), di sicurezza (è appurato anche dal ministero dell’interno e dalla DIA come quest’opera stia facendo gola alle ‘ndrine ubicate nel territorio piemontese). Ma anche come direttrice di traffico, favorire quelle che vanno da sud a nord, dai porti ,dove arrivano i cargo dalla cina verso nord. Insomma parliamo sui dati reali di quest’opera non su percentuali e fuffa!

    Parli bene di democrazia, ebbene sarebbe stato democratico un dialogo sull’opportunità o meno di fare quest’opera…invece si è solamente parlato all’osservatorio su come farla!
    Al fenomeno Ubikindred, sei ceto politico, parli come la TV, cambia canale!

  • Ubikindred says:

    Vabbe’, sui commenti di Simone non entro, credo che si possano inserire nella categoria dell’autedefinitorio. QUanto alla questione più su, tu continui a vederci esclusivamente un’aggravante morale. Io invece ci vedo una differenza notevolissima che discende da un nodo politico, che dà al tutto una valenza affatto differente.

  • suzukimaruti says:

    Al di là del fatto che ho sempre considerato il fatto di non comprendere il concetto di “ragionevole tempo di approvazione dei commenti” una sorta di indicatore della stupidità del commentatore, direi che il comizietto di Simone è la perfetta esibizione della debolezza del movimento notav.
    Che non avrà grandi interessi dietro (infatti ne ha di piccolissimi), ma continua, in my opinion, a essere in torto già solo nel metodo (non mi permetto il lusso di certezze assolute sul merito, perché appunto non sono un notav e ho la cultura del dubbio).

    Opporre al 100% della rappresentanza politica del resto del paese lo straordinario successo dei notav nella comunità montana della valsusa è un argomento talmente patetico da non meritare risposta.

    Ne merita una, invece, la brillante analisi delle performance elettorali in Valsusa: ha ragionissima simone a dire che la Bresso era pro-tav e in valle ha perso le ultime elezioni regionali. Solo che lo ha fatto nei confronti di Cota, che è ancora più pro-tav della Bresso e appartiene alla coalizione che qualche anno fa fece picchiare a freddo i manifestanti notav (quando ancora erano i valsusini e non i figli di papà dell’antagonismo in Erasmus in valsusa).

    Facciamo un po’ di conti? La Bresso – uso la circoscrizione di Susa per comodità – prese un misero 33%, Cota un notevole 46%. In totale il dato è lampante: alle elezioni in Valsusa il 79% dei voti è andato a persone, coalizioni, partiti, ecc. a favore della TAV. Il resto si è disperso in 8 liste diverse (tra cui la lista Forza Toro, l’Udeur, Forza Nuova, ecc.)

    Cioè, sono una minoranza anche in casa loro, i notav. E non riescono a capire che un treno che passa dalle loro parti non è un tema su cui hanno più competenza e più peso di uno che abita, per dire, a Pizzo Calabro. Perché sono opere che interessano tutti, spostano gente e cose. E vanno valutate nell’interesse generale, che nel caso specifico è nazionale e internazionale.

    Ma anche a voler ragionare da leghisti atomizzatori della sovranità, è un dato di fatto che quasi l’80% dei valsusini politicamente attivi vuole essere rappresentato da politici pro-tav.

  • simone says:

    Per riportare l’attenzione sulle motivazioni vi invio questo link dove il prof. Cancelli del politecnico di Torino analizza quelli che sono i rapporti oggi tra politica, magistratura e interessi mafiosi legati alle grandi opere.

    http://youtu.be/49yVTkseIqw

  • simone says:

    cos’è non ti piaceva il mio commento, diceva troppe verità? Riportava l’attenzione ai DATI che prontamente chi è Si-tav cerca di dribblare? E’ questa la vostra libertà d’informazione? La stessa che vi porta a criticare Mercalli per un minuto di difesa delle due manifestanti, quando il movimento no-tav è sottoposto ad un mombardamento mediatico da parte di tutti i media asserviti alla causa della grande opera?complimenti vivissimi

  • Luca says:

    Bravo Suzuki, quoto in pieno.

  • simone says:

    Guarda non ho letto mai tante sciocchezze come nel tuo post delle 9.53. se ti bevessi un po’ meno le cazzate di Massimo Numa sulla Stampa (giornale FIAT con enormi interessi sulla TAV) e ti facessi un giro in Valle a vedere com’è la reale situazione cambieresti idea. Poi rivoluzionari da poltrona da uno che pontifica rinchiuso nella sua stanzetta davanti al suo pc fa proprio ridere.
    La questione principale, che non si vuole capire, è che i Notav non hanno poteri forti occulti, fonti di finanziamento ecc, tutte sparate che scrivono coloro che sono poco e male informati.I notav si auto-finanziano con il merchandising prodotto, con contributi spontanei,perchè Movimento espressione del POPOLO perchè comprende tutte le possibili e immaginabili categorie di persone che animano la valle e non solo.
    Tu dici che sono una minoranza, se fosse così cosa ci fa Sandro Plano (dichiaratamente notav) alla guida della Comunità Montana alta e bassa valle di susa e val sangone? Come mai la bresso, attaccando i notav, ha perso le elezioni (ed è spoliticamente finita)? Come mai, se è un movimento nimby, in tutta italia si moltiplicano le contestazioni alle feste del PD?

    Sul nimby ti sbagli, anzi riduci. Non è un movimento nimby ma nimbby (not in my big backyard) perchè il grande cortile è quello italiano, che per salvarsi deve rifiutare l’ennesima opera basata sul debito (le chiamano project-financing) che pagherà tutta italia (vedi “socializzazione delle perdite” tipo Alitalia,per questo il discorso nimby si scioglie come neve al sole)!

    Rientriamo allora a discutere sul merito e sull’utilità dell’opera, cosa da cui i pro-tav si sono sempre ben guardati dal farlo. Quando e come volete, anche perchè gli stessi documenti di LTF si contraddicono…
    Vi lascio con l’ultima chicca, ovviamente passata sotto silenzio dai media. La lettera dell’ Osservatorio Liberalizzazioni nelle Infrastrutture e Trasporti http://www.ferpress.it/?p=22373

  • layos says:

    a) se dice qualcosa che non vi piace, vi incazzate come delle iene

    Fidati, per quello che vale, non è così.

    Mille volte capita in mille trasmissioni che persone che fanno altro in trasmissioni che parlano d’altro, lancino appelli di varia natura. A me per esempio capita di sentire spessissimo che si lancino appelli pro Tibet o contro la caccia o contro le pellicce (e potrei andare avanti all’infinito) senza che vengano invitati a replicare ambasciatori cinesi, cacciatori e produttori di fucili e allevatori di cani o conciatori di pelli. Purtroppo la televisione è un media che ha questo difetto: l’unilateralità.

    E’ certamente discutibile che si usi la tv per fare appelli di qualsivoglia tipo, è certamente deplorevole che nella tv di Tiio si perori la causa di Tizio essendone stipendiati ed avendo le proprie fortune personali strettamente dipendenti dalle sue. (e non stiamo parlando dei mercanti d’arte di Corbelli che ne chiedevano la scarcerazione).
    Non sono cose minimamente sovrapponibili, dal mio punto di vista. E non certo perchè si sono dette cose sulle quali posso essere più o meno d’accordo (per esempio io non ho nulla contro le pellicce ne meno che mai contro la caccia).

  • suzukimaruti says:

    Mike: la realtà è che in Valsusa i notav sono una minoranza trascurabile, peraltro solo di certi paesi della bassa valle (guarda i risultati elettorali!) e il “popolo notav” sono di fatto il giro dei centri sociali, allargato a qualche straniero professionista dell’assalto alla polizia.
    I numeri parlano chiaro: pochi gruppetti di estremisti della stupidità che hanno optato per la soluzione guerresca, riuscendo nell’intento di squalificare definitivamente una causa persa in partenza e sbagliata nel merito, isolando e mettendo al margine i cittadini della valle che erano notav e trasformando il tutto in una rissa permanente tra fascisti rossi e fascisti blu (nel senso delle divise), con gli operai nel mezzo a prendersi le pietre nel nome dell’ideologia nimby, che è la più retrograda del mondo sviluppato.

    Non che sia una sorpresa, ma è un movimento odioso, carico di odio e che genera violenza e odio per una causa sbagliata e antimoderna. Ed è un movimento che non conta niente. Che ha perso. Ora si tratta di svegliare le menti a qualche ingenuo rivoluzionario da poltrona e tornare a farlo ragionare, prima che la crisi definitiva del movimento notav abbia il suo episodio finale (che sarà il più violento di tutti) e tutti voi supporter dei violenti siate chiamati moralmente in correità.

  • suzukimaruti says:

    Signori, mi spiace rendermi conto che esiste per voi una doppia morale per cui se il tizio che legge (con una lentezza esasperante) le estrazioni del Lotto in tv cessa la lettura e si mette a raccontarci le sue opinioni,

    a) se dice qualcosa che non vi piace, vi incazzate come delle iene

    b) se dice qualcosa che vi trova d’accordo ha fatto bene, perché il diritto di espressione, ecc.

    Se provaste a uscire dalla terribile ideologia per cui il fine giustifica i mezzi, forse vi rendereste conto che quella è una violazione bella e buona delle regole di comunicazione: un vero e proprio blitz scorretto, così come lo erano le lecchinate di Vianello & c. a favore di Berlusconi (che sì, a tutti noi stanno sul cazzo molto di più perché sono servili, ma il modello è lo stesso: cambia solo l’intenzione, che in un caso è poco etica e nell’altro è – imho – semplicemente stupida).

  • Mercalli ha detto la sua opinione, non è la prima volta che lo fa e di certo non sarà l’ultima. Ha spesso parlato di TAV, nucleare e rinnovabili e nessuno ha mai fiatato, a parte i soliti che fiatano sempre. Quindi può essere considerato un opinionista a tutti gli effetti. Se ha detto una castroneria (non lo so), qualcuno lo smentirà, come lui stesso ha detto, dal momento che tra non più di due o tre puntate ospite della trasmissione sarà Manganelli. Quindi non vedo dove stia il problema. “Che tempo che fa” è un programma fatto di opinioni, e chi lo guarda ne è consapevole, al contrario della casalinga che nel mezzo della “Ruota della Fortuna” si becca un bel pistolotto in favore di Silvio: mi spiace ma faccio davvero molta, molta fatica a paragonare le due situazioni…

  • Mike says:

    Tu comunque nel chiedere il contraddittorio di comporti come il generico tirapiedi di Berlusconi quando c’è qualche trasmissione che va contro il Pensiero Unico Berlusconiano.

    Il PD ha il Pensiero Unico sulla TAV, almeno nei vertici, con Merlo ed Esposito che fanno sembrare al loro confronto Maroni una persona ragionevole. Hanno dato il Piemonte a Cota per non ascoltare la base.

    Poi se ti piace pensare che i no tav diano fuoco ai camion delle aziende fornitrici o che in val di Susa ci siano 80000 terroristi e fiancheggiatori io non ci posso fare nulla.

  • Leonaltro says:

    sì, hai ragione, non è una trasmissione che seguo, e quindi non conoscevo il ruolo di Mercalli. Se è come dici tu, l’abuso c’è, mea culpa. Però (adesso mi sono guardato il filmato) i due casi continuano a sembrarmi distantissimi. Provo a fare un paragone io: accostarli mi fa un po’ venire in mente quelli che, alla notizia che un consigliere comunale del PD ha commesso un qualche illecito in favore della sua amante, fanno subito l’accostamento – assolutorio – con Berlusconi e ti dicono: “visto, destra, sinistra sono tutti uguali”. E quel “sono tutti uguali” è importante parte del motivo per cui abbiamo i politici che abbiamo, secondo me.

  • Federico says:

    Come altri hanno fatto notare prima di me, nonostante si tratti di comportamenti scorrettissimi e un po’ (tanto) subdoli in entrambi i casi, quello di Vianello & co. è un comportamento ancora più odioso perché fatto per il loro ‘padrone’.
    Per il resto anche essere stupidi è un diritto, e questo Mercalli ci rientra in pieno: detto questo però non penso che nessuno si metterà a dare fuoco ai lavori della tav perché lo dice Mercalli (o, molto più semplicemente, nessuno cambierà opinione sulla tav ‘grazie’ a Mercalli).
    Poi io starei molto attento a invocare sempre e comunque il contraddittorio, perché altrimenti rischiamo davvero di dover chiamare qualcuno della camorra quando parla Saviano (a me al liceo è successo: una mia fascistissima compagna di classe pretendeva che ci fosse un contraddittorio quando venne a scuola un partigiano)
    Per concluedere vorrei che il mio partito, il PD, non si sentisse sempre in dovere di commentare le cretinate del Mercalli di turno: davvero, queste cose lasciamole ai Gasparri, in Rai avvengono porcate di vari ordini di grandezza peggiori

  • suzukimaruti says:

    scusami layos, ma vedo che sbagli in modo sistematico il nome di Mercalli (e lo sbagli sempre nello stesso modo), quindi dubito tu conosca bene la trasmissione. ma al di là di questo, ripeto: mercalli non è lì a fare l’opinionista, ma il metereologo. non è un’opinione ma un fatto. non prendiamoci in giro, eh.

    certo, il lecchinaggio padronale dei conduttori mediaset nel 1994 fu ancora più imbarazzante perché gli sventurati parlavano bene del loro padrone, ma è un’aggravante morale.

  • layos says:

    Un po’ come se il telecronista di Sky durante una partita si mettesse a fare una perorazione contro la costruzione delle moschee in Italia.

    Perdonami ma insisto nel dissentire 🙂
    Conosco bene la trasmissione e so che Macalli è un opinionista fisso (del resto come Gramellni che perora altre sue cause in maniera altrettanto unilaterale).

    Quello che trovo improprio nel paragone non è tanto che possa ritenere giusto che un opinionista non neutrale usi una tramissione per perorare senza dibattito una causa non pertinente, o anche palesemente off topic, quanto che gli esempi che hai ripescato degli endorsement verso B. erano fatti da persone che ne avevano e ne hanno un diretto tornaconto economico, professionale e sociale. Macalli non ha perorato la causa di un miliardario che gli paga lo stipendio e ne decide sorti e carriera, ma di due sfigate che, anche facendo errori e reati, stanno solo difendendo il proprio backyard da una colata di cemento.

  • suzukimaruti says:

    Leonaltro, layos, credo entrambi impostiate il ragionamento su una premessa fallace e cioè che Mercalli fosse ospite della trasmissione, cioè una persona invitata lì a dire la sua come fanno tanti altri a “Che tempo che fa”.

    Invece non è così: Mercalli ha un ruolo fisso nella trasmissione e si occupa di previsioni meteo. Quindi il suo intervento non è stata la libera espressione di un opinionista chiamato in trasmissione (e come tale sottoposto alle regole di equilibrio e di rappresentazione della pluralità di opinioni), ma l’intervento a gamba tesa di una parte terza che ci si attende “neutra”, visto che è di fatto uno dei conduttori della trasmissione.

    Un po’ come se il telecronista di Sky durante una partita si mettesse a fare una perorazione contro la costruzione delle moschee in Italia. Che si sia d’accordo o meno, sarebbe una violazione del ruolo e un uso a fini personali/politici del potere consentitogli. Capite?

  • Leonaltro says:

    A me il paragone non sembra calzare per niente. Vianello, Mike e tutti gli altri (nel filmato ne mancano un casino, primi tra tutti la Zanicchi e Gerry Scotti), sfruttavano le PROPRIE trasmissioni per fare propaganda politica.

    Qui la trasmissione è di Fazio, ed è un Talk Show, nel quale mi sembra normale che l’invitato dica un po’ quello che gli pare, e poi ovviamente se ne prenderà la responsabilità. Ha detto una stronzata? Ha detto qualcosa di non condivisibile, di aberrante? Okay, criticalo sul merito di quello che ha detto. Ma l’assenza di contraddittorio non c’entra una mazza, altrimenti dovresti vietare tutti i talk show alla Letterman, che per definizione non possono avere un contraddittorio. E men che meno c’entra il paragone con chi sfruttava trasmissioni proprie per fare propaganda politica a favore del proprietario della rete.

  • layos says:

    Conosco poco la questione delle due ragazze della val Susa, ma se questo fosse il paradigma allora quando la gente chiede libertà per il Tibet bisognerebbe sentire anche le ragioni di Pechino o se qualcuno chiede di sospendere una condanna a morte in Texas anche le ragioni del boia o dei parenti delle sue vittime.

    Il video che hai linkato è urticante non tanto perchè quelle persone parlano fuori posto di una cosa di cui non dovrebbero parlare, ma perchè lo fanno da dipendenti del tizio che sostengono e c’e’ un vago retrogusto amaro di parole dette unicamente per tornaconto e senza che nemmeno venga fatto per fanatismo o idolatria (basti ricordare che all’epoca Mediaset era con un piede dentro al tribunale una volta tanto di propria sponte per portarvi dentro i libri contabili).

    Se non altro Macalli, rispetto a quello che ha detto non ha nessun interesse diretto o indiretto e, sbagliato o giusto che sia quello che sostiene, lo fa per convinzione e senza che gli venga niente in tasca.

    Quindi direi come paragone è un bel po’ fuori del secchio.

  • Fabs says:

    Concordo 100%: a me diede fastidio perfino l’abuso commesso da Benigni da Biagi parlando del candidato B in regime di divieto. E non perché era contro la legge, solo perché è sempre sleale approfittarsi della propria posizione per un fine.

  • Mi accodo a quanto detto da altri… una presa di posizione senza contraddittorio è certamente fastidiosa (ma a ben vedere, può essere sempre garantito il contradditorio, anche nel varietà?), ma se delle presa di posizione beneficia il tuo datore di lavoro e queste prese di posizioni non sono una tantum ma rappresentano una strategia… Si può pensare che Mercalli sia scorretto, fazioso, magari un po’ matto. L’altro comportamento è UNA ANOMALIA, qualcosa che nel resto nel mondo non esiste e che noi, chi più chi meno, abbiamo accettato. Perchè il senso della democrazia degli italiani si sa sviluppare solo tramite il TELEvoto.

  • giorgio says:

    Complimenti. Ringrazio Massimo Sestili che mi ha segnalato il link. Bravo\i.

  • suzukimaruti says:

    Mah, l’abuso televisivo per me è lo stesso. Semmai la piaggeria verso il proprio padrone è un’aggravante morale. Ma trovo peggio perorare la causa di due persone arrestate durante un palese assalto armato notturno a un’opera pubblica.
    Nel primo caso – i vari Vianello, Ambra, ecc. – c’è un fastidio per la miseria umana che porta a certi atti. Nell’altro, non essendo Mercalli un poveraccio, c’è un azzardo e una linea di pensiero sbagliatissima e pericolosa.

    Insomma, chiedere la scarcerazione di due persone palesemente colpevoli di partecipazione/supporto a un atto violento contro la cosa pubblica per me è folle e credo dovrebbe esserlo per tutti: vanno processate e va ribadito a chiare lettere che assaltare i cantieri è sbagliato, è reato ed è pure un po’ fascista.

    Gli “altri” sono peggio? Who cares. Comportiamoci meglio noi. (un “noi” a cui peraltro non appartengo, ci tengo a dirlo da fiero pro-tav :)).

    Non c’è una violenza che rimedi a un’altra violenza, come suggerisce juri. Mercalli ha fatto un doppio errore, forzando la mano e di fatto istigando al supporto di due persone che hanno violato la legge.

  • juri says:

    Devo dire che il paragone mi pare assai forzato: sia quello fatto con l’epoca del terrorismo, che tende solo a delegettimare un movimento popolare che nessuno ha il coraggio di guardare in volto, sia Mercalli con Mike Bongiorno ed i servitori di Berlusconi (tra cui Vianllo che mi era pure simpatico). Silvio ha tre reti ed innumerevoli testate, il movimento No Tav ha nulla! Dal TG3 Piemonte in poi nessuno fornisce informazioni oggettive ne sul movimento e tanto meno sulle ragioni, legittime in democrazia, del no. Solo accuse di violenza e tanta demagogia (mi spiace Sola ma esattamente come nel Suo commento). Mercalli ha fatto quello che poteva, spezzando la verità dogmatica pro opera permettendosi una parola contro corrente: apriti cielo. Fazio ha legittimato il ritorno dei Savoia, con le dirette a favore di Emanuele Filiberto, ricorda?, ma li andava tutto bene. Povera Democrazia, povera Libertà, Povero Parlamento di melassa e concertazione totale.

  • Ubikindred says:

    Come spesso accade parecchio d’accordo con Enrico tranne che per un qualcosa (ma è un qualcosa di cui sento il peso), ovvero la reazione berlusconoide del PD (e anche se non lo nomini, il punto è anche e ovviamente questo). Non possiamo irridere il regime che sostiene che Saviano non può parlare senza contraddittorio (come disse Travaglio: “La prossima puntata chiameranno la Camorra”) e poi prendercela allo stesso modo se parla Mercalli (chiunque egli sia). Sento già le obiezioni: Saviano non è Mercalli, la Camorra non è la TAV and so on, obiezioni corrette nel merito, ovviamente, ma non nella sostanza della colpa imputata, ovvero: il principio non cambia. Il paragone fatto non è pienamente calzante perché il problema (e l’abuso) percepito in quei messaggi, era l’abuso di qualcuno che in TV faceva politica, magari facendo pure finta di non farla, A FAVORE DEL PADRONE DELLA SUA AZIENDA. Era l’abuso che nasce direttamente dal conflitto di interessi, vero e unico centro pulsante dell’abuso. Nel caso del meteorologo non direi che si possa affermare la stessa cosa ed è una differenza dirimente. E lo dico da notorio pro-TAV e sostenitore (spesso incazzato) del PD. Inutile aggiungere che condivido pienamente il ripudio di ogni sostegno a chi agisce con violenza e al di fuori della legalità (e questo è stato fatto dai no-TAV, mi dispiace, ma è così).

  • raccoss says:

    Non ho seguito la vicenda, ma di sicuro posso dire che pastiglie per il mal di pancia e maschere antigas non sono “armi” in nessun luogo del mondo e in nessun contesto. E in nessuna definizione di alcun dizionario italiano.

  • suzukimaruti says:

    Andrea, cosa ci facevano lì – a quell’ora, in quel posto, vestiti così – quei bravi ragazzi? Assaltavano un cantiere (per fare male: sassi, biglie, ecc.).

    Quindi sì, chi si perde in bizantinismi per non condannare quell’atto violento deve spiegare qualcosa.
    E mi sa di gente che parlava di “compagni che sbagliano” a proposito dei terroristi, che si dichiaravano “né con lo Stato, né con le BR”, ecc.

    O di qua o di là. (le opinioni sulla TAV, rendetevene conto, non sono parte in causa).

  • Andrea says:

    Armi non convenzionali?
    Il malox? Le maschere?
    Fiancheggiatore dei violenti?
    Guido Rossa?
    Bum!!!
    Enrico cazzo, dai. Fermati, per favore.

  • mgz999 says:

    Sono d’accordo in parte co il tuo intervento. Condivido quanfo dici che i soggetti tipo vianello e c (ricordo ancora quella puntata di pressing con sommo disgusto) hanno abusato del fatto di essere in onda, per cui in ciò vale la similitudine con Mercalli. Però vorrei sottolineare che il fatto ancor più schifoso era che osannavano a pagamento uno che li pagava fingendo di farlo perchè ci credevano davvero e non perchè erano pagati. Queto era il fatto veramente disgustoso, l’essere prezzolati. Sicuramente questo a Mercalli non lo possiamo dire

  • Devo dire che molte di queste scene non le ricordo (per fortuna ho guardato meno televisione di quello che pensavo). Ma la clamorosa balla di Mike Bongiorno secondo cui Berlusconi non avrebbe mai licenziato nessuno è agghiacciante.
    Tutto il resto lo è ancora di più, insomma, non so, ho bisogno di un antiemetico.

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