Compagni che iniziano a sbagliare un po’

September 20th, 2011 § 35 comments § permalink

Prima di leggere il resto di questo post guardatevi questo video. Guardatelo tutto, fino in fondo, ché certe cose non vanno prese a piccole dosi ma ingurgitate fino alla fine.

httpv://www.youtube.com/watch?v=vuH3IAZrsA8

Visto? Alzi la mano chi ancora adesso ha un moto nervoso a vedere i dipendenti Mediaset che, molto oltre la line of duty, si prendevano la briga di interrompere le trasmissioni che conducevano per fare veri e propri comizietti a favore del loro datore di lavoro Berlusconi e  di Forza Italia, il suo partito-azienda. Tutti senza contraddittorio, tutti in spazi che non pertengono al dibattito politico. Belli apodittici e, poiché fatti da personaggi rassicuranti e familiari, micidialmente convincenti.

Su le mani, dai. Ecco: boschi battistiani di braccia tese. Perché danno un fastidio fortissimo. All”epoca nel mio caso la reazione più placida registrata in casa fu una mia ciabatta contro il televisore, fortunatamente ancora a tubo catodico.
Non è stupido chiedersi come mai questi simpatici interventi di Vianello, Ambra & c. infastidiscono, visto che qualcuno potrebbe dire che sono tutte azioni tutelate dal sacrosanto diritto di espressione delle proprie opinioni.

La risposta è semplice: percepiamo quelle azioni come abusi. E lo sono.
Abusi di un potere specifico: il “potere di essere in onda”, cioè di parlare a milioni di persone. E per di più con l’aggravante di farlo fuori contesto (cioè in spazi in cui normalmente si parla d’altro) e senza contraddittorio, senza che sia rappresentata la varietà di opinioni diverse da quella che ha voce.

Ora prendete il video in cui il metereologo Mercalli a “Che tempo che fa”, invece di parlare di clima, chiede la scarcerazione di due manifestanti notav arrestate in flagranza di reato durante un assalto militare – con armi non convenzionali, manifestanti armati di tutto punto, ecc. – fb al cantiere della futura ferrovia Torino-Lione, originato da un corteo non autorizzato (mi guardo bene dal linkarlo).

Forse non ci avete fatto caso, ma il metodo è lo stesso.
E, per quanto mi riguarda, il merito è ancora più antipatico (perché qualcuno, pagato coi soldi del canone, si mette a difendere in tv senza contraddittorio l’ala violenta di un movimento che attacca militarmente un cantiere, minaccia i lavoratori, dà fuoco ai camion delle aziende fornitrici e alle assemblee fa girare i nomi delle persone da “colpire”).

Riguardo al diritto di opinione: liberissimo Mercalli di pensare quello che vuole, anche se è un pensiero da fiancheggiatore dei violenti. Ma se abusa di una sua posizione dominante (lui parla in tv senza contraddittorio, chi la pensa come lui no), il diritto leso è il mio.

(E no – lo dico per scongiurare commenti stupidi o banali – non c’è nessuna violenza preesistente delle Forze dell’ordine che giustifichi una risposta ugualmente violenta da parte dei manifestanti: gli attacchi a un cantiere con sassi, fionde, mortai, ecc. durante manifestazioni illegali non sono autodifesa, sono un reato)

Da quel modo di pensare e agire  – cioè una finta emergenza per cui “vale tutto”, inclusa la violenza, incluso l’abuso nella comunicazione – al trovarci a piangere un altro Guido Rossa (e poi iniziare una serie di bizantinismi e prese di distanza), il passo non è così tanto lungo. Pensateci bene.

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