Dracula in Brianza – aka A ciascuno il suo (dungeon)

May 2nd, 2011 § 5 comments

Catturano Saddam Hussein e lo tirano fuori con la barba lunga da un tugurio sotterraneo, triste e disadorno, arredato come una seconda casa in Liguria.

Arrestano Totò Riina e lo trovano in una masseria mezza diroccata e un po’ zozza, alle prese con bibbie, santini, volantini di Forza Italia in mezzo a un mare di monnezza.

I telegiornali fanno uno scoop sul “nascondiglio extralusso” dell’ennesimo boss della camorra e si scopre che di extralusso c’è tuttalpiù un televisore LCD nemmeno troppo recente, un paio di DVD vecchi e una camera da letto modello Arabesque, rigorosamente di Aiazzone.

E oggi sparano a Bin Laden, ammazzandolo. E scopri che questo sceicco miliardario già alla nascita ha passato gli ultimi anni della sua vita a vivere in grotte sul confine afgano-pakistano e come massimo lusso si è concesso una casa nell’hinterland di Islamabad, senza Internet, senza telefono. Ha vissuto per anni, almeno dal 2005, confinato in un brutto edificio coi muri di recinzione altissimi e il filo spinato, con poche finestre e arredato in modo pietoso, almeno a giudicare da quanto si vede nel video trasmesso dalla ABC che ritrae gli interni della casa oggetto del raid.
Cioè, sei il nemico numero 1 dell’umanità, hai messo in crisi gli Stati Uniti d’America e mi vai a finire in una villetta-fortino in un luogo che sembra Corsico? (personalmente mi sono sorpreso quando ho visto dove era il paese che ospitava nascondiglio di Bin Laden: un posto di periferia “normale”, coi negozi, la statale, i camion, le insegne luminose, i bar, ecc.)

Credo che valga la pena chiedersi che senso ha fare la parte del “cattivo”, se poi – come in tutte le narrazioni più classiche e nei videogiochi – il ruolo ti costringe a vivere in un covo brutto, scomodo e puzzolente (o direttamente in un dungeon, nel caso dei videogiochi).

Tanta sete di potere, tanto esercizio di cattiveria verso il prossimo, tanta fatica per poi ritrovarsi rintanati in un buco? Mi sa che è vero il motto per cui – almeno a certi livelli – il crimine non paga. Forse è vero che i cattivi sanno fare bene il loro mestiere ma poi non sanno godersene i frutti.
Avessi avuto tutti i soldi di Bin Laden, mi sarei ritirato alle Bahamas a vita. E la cosa più terroristica che avrei fatto sarebbe stata far servire cocktail agli amici senza l’ombrellino di ordinanza, a bordo piscina.

Scendendo un (bel) po’ nell’ordine dei cattivi della storia e dimenticando per qualche minuto le ragioni politiche per cui l’individuo risulta odioso e dannoso a tutte le persone di buon senso, perfino Berlusconi mi sembra un cattivo stupido.
Pensiamoci: è l’uomo più ricco d’Italia e si ostina a vivere ad Arcore, cioè un posto orribile, in mezzo al nulla della Brianza di pianura (tutta capannoni, fabbriche, rotonde, discoteche con ampio parcheggio e villette a schiera vista statale), in un paese noto prevalentemente per il suo semaforo che genera code estenuanti nelle ore di punta e per la presenza di uno stabilimento della Rovagnati. (non me ne vogliano gli abitanti di Arcore – ciao Precario – ma è un posto che fa proprio cagare!)
Sì, sì, capisco che ha una villa faraonica: ma continua a essere in un posto dal clima sgradevole come la pianura padana, trafficatissimo, brutto a vedersi, inquinato. Chi glielo fa fare?

Considerazioni politiche e identitarie a parte, viene davvero spontaneo chiedersi che capacità di discernimento può avere uno che, potendo andare ovunque, sceglie pervicacemente di vivere in un posto orribile. So per certo che una persona così non vorrei mai che decidesse per me.

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