Dubbi elettorali

May 26th, 2011 § Comments Off on Dubbi elettorali § permalink

Pare che Iva Zanicchi si esibirà al concerto di chiusura della campagna elettorale della Moratti.

Sono stati risolti i problemi di scaletta, che avevano messo in dubbio la sua partecipazione: può cantare tutto il suo repertorio, tranne “Zingara”.

 

Colpo di genio di Sara Montrasio

May 24th, 2011 § Comments Off on Colpo di genio di Sara Montrasio § permalink

Colpo di genio di Sara Montrasio

L’isolato che non c’è

May 23rd, 2011 § 12 comments § permalink

Credo che a quest’ora abbiate letto già tutti la news sul clamoroso abboccamento dello staff di Letizia Moratti allo scherzo di Sucate.
Se non l’avete fatto, ecco la spiegazione: la Moratti, nella ricerca disperata di trovare qualche forma di consenso in più per il ballottaggio, ha aperto in fretta e furia un account Twitter, promettendo di rispondere a tutti i cittadini che avrebbero inviato domande, appelli, ecc.

L’esordio del (futuro ex, speriamo) sindaco di Milano non è stato dei migliori. A chi le faceva notare che in 5 anni di amministrazione si è ben guardata dall’aprire un canale di comunicazione diretto con i cittadini, mentre in campagna elettorale è improvvisamente diventata una paladina della comunicazione disintermediata, ha risposto “Vi ho sempre seguiti tutti. Solo non su Twitter“. Valutate voi quali risvolti leggere nella risposta, se la paraculaggine o direttamente una minacciosa pennellata di stalking.

Oggi è andata peggio. Un utente della rete con la propensione al cazzeggio creativo (Lucah, un genio) ha pensato bene di iscriversi al canale Twitter della Moratti e rivolgere al sindaco un appello dal suo fantomatico quartiere – Sucate – contro una altrettanto fantasiosa moschea abusiva di prossima costruzione nell’emblematica via Puppa.
Uno scherzo cazzone, insomma, in cui non sarebbe cascato nemmeno un bambino di terza elementare particolarmente intorpidito da ore di Playstation.

La sventurata ha risposto. E lo ha fatto sul serio, rispondendo: “Nessuna tolleranza per le moschee abusive. I luoghi di culto si potranno realizzare secondo le regole previste dal nuovo PGT“.

Risultato: sono passate alcune ore, in cui mezza rete italiana è saltata sul treno per Sucate, inventandone di cotte e di crude su questo nuovo e finora inaudito quartiere di Milano in cui ben 4000 cittadini si proclamavano scontenti. E non sono state ore di inattività: per tutto il tempo il canale Twitter della Moratti ha continuato imperterrito a sfornare aggiornamenti autocelebrativi con solerzia meneghina.

Poi, finalmente, qualche berlusconiano che passava da quelle parti se ne deve essere accorto e ha risposto, chiudendo il caso e lasciando spazio alle risate postume.

Ha senso chiedersi cosa significa, cazzeggio a parte, questo episodio. Significa una cosa banale: nello staff della Moratti non conoscono Milano. O forse la conoscono male, così come posso conoscerla io che sono da 2 anni un torinese in trasferta.
E sono pure tonti, perché è evidente che la toponomastica patria, per quanto problematica in alcuni casi limite, non prevede un’area che si possa chiamare Sucate.

Credo che questo sia un dato politico decisamente più rilevante di molti altri: tra tutti gli autori e i lettori del profilo Twitter della Moratti non c’è stata – per ore – una singola intelligenza così attenta da rendersi conto che c’era un perculamento di massa in atto. E nessuno conosceva Milano così bene da accorgersi che in vita sua non ha mai sentito parlare del borgo di Sucate e di via Puppa, zone peraltro dove il conducator della destra si sarebbe trasferito istantaneamente, per ovvie affinità.
Alla fine dalle parti della Moratti rimediano all’ignoranza con l’unica soluzione a breve termine possibile: improvvisano. E lo fanno male.

(Poiché qui si ha – nonostante miliardi di prove contrarie – fiducia nel genere umano, abbiamo anche provato a darci delle spiegazioni razionali. La soluzione più gettonata è che il canale Twitter della Moratti sia gestito da un gruppo di ciellini: gente che, per definizione, manca di senso dell’umorismo e non è esattamente pratica quando si orbita intorno a sesso e affini; ma devono essere ciellini che vengono da una valle molto isolata e disabitata, in cui non ci sono le scuole medie, grado scolastico in cui si abusa del termine “suca” e di tutte le sue derivazioni)

Secoli fa, nello storico ballottaggio per la poltrona di sindaco a Roma, quando ancora non erano alleati, Rutelli tirò uno scherzo simile a Fini, chiedendogli – in un confronto al Maurizio Costanzo Show – dove avrebbe collocato un museo minore, ignoto ai più.
Fini, evidentemente impreparato, abbozzò una risposta e Rutelli infierì, spiegando che la sua domanda era un trappolone e quel museo aveva già una sede da anni e che – come rimase negli annali delle battute – “Fini di romano ha soltanto il saluto”.

Il fenomeno di candidati e staff che non conoscono la città ha avuto manifestazioni patologiche a Torino, città in cui, fin dagli anni Novanta, la destra non è riuscita a candidare sindaco di Torino un torinese o anche solo una persona pratica della città o un residente da lunga data.
Nell’ordine ha candidato il leghista Comino (di Morozzo, CN), l’ex ministro liberale Costa (ras di Mondovì, CN), l’attuale sottosegretario transitato in FLI e poi tornato a riscuotere all’ovile berlusconiano Roberto Rosso (di Trino Vercellese, VC) e poi la magia della candidatura di peso: l’allora berlusconiano Rocco Buttiglione, gallipolino di nascita e forte di ben 4 anni di liceo (neanche tutti e 5) a Torino, mezzo secolo addietro.

Le cronache politiche raccontano il gran divertimento dei candidati sindaco del centrosinistra, pronti a spiazzare l’avversario con banali riferimenti topografici, la crisi dei candidati e del loro staff, perennemente col Tuttocittà in mano (non era ancora tempo di TomTom e GPS) e l’ansia di perdersi qualche mercato rionale, le perfidie dei taxisti “ma Piazza Vittorio o Corso Vittorio, dottò!?” e, in generale, un senso di Caporetto perenne (Caporetto, amici del PDL, non Cavoretto, quasi omonima borgata collinare di Torino, voi capire?).

In verità sotto la Mole siamo abituati a scenari di questo genere: anni fa Berlusconi pensò bene di fare un discorso in città. Riempì per metà un teatro coi suoi pensionati a libro paga e, nel tripudio generale, lesse un credibilissimo discorso sui problemi dell’area portuale. In effetti aveva ragione, Torino ha il problema più serio del mondo col suo porto: nessuno è mai riuscito a trovarlo, forse per il solitamente trascurabile dettaglio che qui non c’è il mare.

A fine giornata – di nuovo con molta calma, segno che i contenuti politici non sono esattamente il primo pensiero della destra nostrana – arrivò una placida smentita da Forza Italia: Berlusconi aveva enunciato a Torino lo stesso discorso che aveva letto a Genova pochi giorni prima, tanto – parole sue – “sono città simili”. Ovvero città del Nord che non hanno abboccato al berlusconismo e che sono piuttosto fiere di non avere nulla da spartire con la Padania.

Ricette facili e veloci: il mondo via Marc Johns.

May 23rd, 2011 § Comments Off on Ricette facili e veloci: il mondo via Marc Johns. § permalink

Ricette facili e veloci: il mondo

via Marc Johns.

Alla Stampa dovrebbero spiegare che le prove per la nuova…

May 20th, 2011 § Comments Off on Alla Stampa dovrebbero spiegare che le prove per la nuova… § permalink

Alla Stampa dovrebbero spiegare che le prove per la nuova homepage si fanno di notte, quando c’è poca gente che legge.

(comunque con quella piattaforma in .asp legnosa, La Stampa continua ad avere il peggior sito tra quelli dei grandi giornali)

Il 31 luglio SKY chiude Current: facciamo qualcosa

May 19th, 2011 § 2 comments § permalink

Scrivo live da una mini-conferenza a Roma tenuta da Al Gore. Ci sta spiegando che il 31 luglio SKY chiuderà l’accesso satellitare a Current Italia. Di colpo.

Il motivo? Pare una rappresaglia: Murdoch ha in uggia Current, le sue posizioni, le sue indagini scomode sui potentati di ogni genere, il suo non essere allineata e allineabile. E allora, dopo un duro confronto sui servigi di Keith Olbermann (il programma “Countdown”), Murdoch ha fatto il colpaccio: via Current Italia da SKY.
E auguri a trovare l’approvazione governativa per una frequenza digitale terrestre (dimenticando i costi che avrebbe, tra l’altro).

Il risultato è che lo strapotere monopolistico di due persone sole (Murdoch che possiede tutto il satellitare italiano e Berlusconi che controlla tutto il resto della tv attraverso la pubblicità e le leggi), in Italia rischia seriamente di sparire un canale indipendente di informazione. L’ennesimo. E forse l’ultimo di quelli “grandi”.

Forse è il caso di preoccuparsi. E magari, da abbonati a SKY, farsi sentire.
Volevate toccare con mano i frutti del monopolio (o della spartizione duopolistica) sui media? Eccoli: Murdoch si sveglia male e chiude Current in Italia, pur non essendo sua. E l’alternativa è chiedere permesso a quel gran democratico di Berlusconi, notoriamente molto aperto con la libera informazione.

E no, cari deterministi, la Rete non basta. Non è profittabile a sufficienza. Senza l’etere, il giornalismo libero e “d’avanguardia” di Current non ce la può fare, perché costa troppo.
Come sempre, money matters.

E visto che il denaro è l’unica cosa che compra/difende i diritti e le libertà in questo paese, l’unica è prendere Murdoch per la borsa. Farsi sentire come abbonati (se lo siete) e come potenziali abbonati (se non lo siete) e far pesare l’unico potere che ci resta: quello del portafogli.

(metterei dei link ma sono live: arrangiatevi, please)

The Queen is dead (or hiding in a bunker somewhere)

May 18th, 2011 § Comments Off on The Queen is dead (or hiding in a bunker somewhere) § permalink

Intervistato a proposito della monarchia britannica, Morrissey l’ha messa giù così

The very existence of The Queen and her now enormous family – all supported by the British taxpayer whether the British taxpayer likes it or not – is entirely against any notion of democracy, and is against freedom of speech. For a broad historical view of what The Queen is and how she “rules”, examine Gaddafi or Mubarak, and see if you can spot any difference. You won’t be able to.

adamweinstein: If the UK had launched the raid against Osama…

May 4th, 2011 § 3 comments § permalink

adamweinstein:

If the UK had launched the raid against Osama bin Laden.

(via @chrisalbon)

Honest logos

May 4th, 2011 § 1 comment § permalink

Honest logos

Dracula in Brianza – aka A ciascuno il suo (dungeon)

May 2nd, 2011 § 5 comments § permalink

Catturano Saddam Hussein e lo tirano fuori con la barba lunga da un tugurio sotterraneo, triste e disadorno, arredato come una seconda casa in Liguria.

Arrestano Totò Riina e lo trovano in una masseria mezza diroccata e un po’ zozza, alle prese con bibbie, santini, volantini di Forza Italia in mezzo a un mare di monnezza.

I telegiornali fanno uno scoop sul “nascondiglio extralusso” dell’ennesimo boss della camorra e si scopre che di extralusso c’è tuttalpiù un televisore LCD nemmeno troppo recente, un paio di DVD vecchi e una camera da letto modello Arabesque, rigorosamente di Aiazzone.

E oggi sparano a Bin Laden, ammazzandolo. E scopri che questo sceicco miliardario già alla nascita ha passato gli ultimi anni della sua vita a vivere in grotte sul confine afgano-pakistano e come massimo lusso si è concesso una casa nell’hinterland di Islamabad, senza Internet, senza telefono. Ha vissuto per anni, almeno dal 2005, confinato in un brutto edificio coi muri di recinzione altissimi e il filo spinato, con poche finestre e arredato in modo pietoso, almeno a giudicare da quanto si vede nel video trasmesso dalla ABC che ritrae gli interni della casa oggetto del raid.
Cioè, sei il nemico numero 1 dell’umanità, hai messo in crisi gli Stati Uniti d’America e mi vai a finire in una villetta-fortino in un luogo che sembra Corsico? (personalmente mi sono sorpreso quando ho visto dove era il paese che ospitava nascondiglio di Bin Laden: un posto di periferia “normale”, coi negozi, la statale, i camion, le insegne luminose, i bar, ecc.)

Credo che valga la pena chiedersi che senso ha fare la parte del “cattivo”, se poi – come in tutte le narrazioni più classiche e nei videogiochi – il ruolo ti costringe a vivere in un covo brutto, scomodo e puzzolente (o direttamente in un dungeon, nel caso dei videogiochi).

Tanta sete di potere, tanto esercizio di cattiveria verso il prossimo, tanta fatica per poi ritrovarsi rintanati in un buco? Mi sa che è vero il motto per cui – almeno a certi livelli – il crimine non paga. Forse è vero che i cattivi sanno fare bene il loro mestiere ma poi non sanno godersene i frutti.
Avessi avuto tutti i soldi di Bin Laden, mi sarei ritirato alle Bahamas a vita. E la cosa più terroristica che avrei fatto sarebbe stata far servire cocktail agli amici senza l’ombrellino di ordinanza, a bordo piscina.

Scendendo un (bel) po’ nell’ordine dei cattivi della storia e dimenticando per qualche minuto le ragioni politiche per cui l’individuo risulta odioso e dannoso a tutte le persone di buon senso, perfino Berlusconi mi sembra un cattivo stupido.
Pensiamoci: è l’uomo più ricco d’Italia e si ostina a vivere ad Arcore, cioè un posto orribile, in mezzo al nulla della Brianza di pianura (tutta capannoni, fabbriche, rotonde, discoteche con ampio parcheggio e villette a schiera vista statale), in un paese noto prevalentemente per il suo semaforo che genera code estenuanti nelle ore di punta e per la presenza di uno stabilimento della Rovagnati. (non me ne vogliano gli abitanti di Arcore – ciao Precario – ma è un posto che fa proprio cagare!)
Sì, sì, capisco che ha una villa faraonica: ma continua a essere in un posto dal clima sgradevole come la pianura padana, trafficatissimo, brutto a vedersi, inquinato. Chi glielo fa fare?

Considerazioni politiche e identitarie a parte, viene davvero spontaneo chiedersi che capacità di discernimento può avere uno che, potendo andare ovunque, sceglie pervicacemente di vivere in un posto orribile. So per certo che una persona così non vorrei mai che decidesse per me.

Where am I?

You are currently viewing the archives for May, 2011 at Suzukimaruti.