Noantri 2.0

April 15th, 2011 § 8 comments

In questi giorni sta girando su Facebook questo appello qui:

Secondo i sondaggi il 70% degli italiani non sa che il 12 e 13 giugno si voteranno i referendum. Questo significa che TU dovrai trovarne almeno 3, informarli e portarli a votare 4 Sì per bocciare la privatizzazione dell’acqua, il nucleare e il legittimo impedimento.

Risultato: buona parte dei miei contatti sui socialnetwork ha ri-condiviso l’appello online. E nessuno di coloro che hanno l’hanno diffuso (ripeto, nessuno: ho controllato caso per caso) ha scritto, nei giorni seguenti, una cosa del tipo: “ok, ho convinto mia nonna e il mio vicino di casa”.

La mia impressione è che per molti sia bastato ripubblicare l’appello su Facebook o simili per illudersi di aver fatto qualcosa di realmente utile alla causa. Risultato: ci giriamo l’appello a vicenda, tra gente già informata.

Qualche tempo fa ci eravamo presi, meritandocela, l’accusa di essere “kamikaze vili” da Makkox: gente che di fronte al male berlusconiano è disposta a immolarsi ma non a lottare. Insomma, gente a cui pesa di più la fatica che la morte.

Makkox aveva ragione e all’epoca mi aveva ispirato un pensiero autocritico accessorio: oltre a essere kamikaze vili, siamo kamikaze pigri, cioè persone che, di fronte al male, producono reazioni più per scrupolo di coscienza (“con un click ho fatto la mia parte: sono a posto”) che per reale volontà (e speranza?) di cambiare.

Va a finire che la socialsfera nostrana, che pare trabocchi di fini analisti dei media, mi crolla su una semplice questione. E cioè che se anche la maggioranza degli utenti di Facebook andasse a votare ai referendum di giugno, il raggiungimento del quorum sarebbe lontano.
Forse è il caso di capirlo (e di capire che “fare cose in Rete” in questo paese significa ancora fare cose numericamente marginali, soprattutto a livello politico) e di agire di conseguenza, il che significa sporcarsi le mani con tutto quel pezzo di vita fuori dalla rete che tanto ci fa orrore.
Oppure non fare niente e non sperarci.

§ 8 Responses to Noantri 2.0"

  • Keper says:

    Scusami Paolo come dicono da queste parti ridicolo pa tant, ma al di là delle questioni energetiche che potrebbero avere pro e contro, sulla questione “rischi” non è che bisogna essere dei luminari per capire l’enorme pericolo e soprattutto la mancanza di mezzi per arginarlo.

  • Lo stesso fenomeno in base al quale oggi prolifera l’articolo 1 della Costituzione su FB. Thanks Repubblica. Molto utile.

  • Paolo says:

    Scusami, ma la frase “Risultato: ci giriamo l’appello a vicenda, tra gente già informata.” ha una evidenza scientifica? No dimmi, credi veramente che la gente sia informata? Sul nucleare?? A prescindere se uno è favorevole o contrario, nel 99% dei casi al massimo la persona X che vuol parlare di nucleare ha letto 2-3 articoletti di blogger che credono di essere scienziati.

    Tra tutti i miei conoscenti sono l’unico che si è degnato di leggere un saggio scientifico sul nucleare (http://libriblog.com/libri-inchiesta/lopzione-nucleare-in-italia-quali-prospettive/), con opinioni sia favorevoli che contrarie. E se non ne sono venuti a capo degli esperti, figuriamoci che consapevolezza possiamo avere noi che di questioni energetiche globali non ne sappiamo nulla.

    Il referendum è una boiata, la gente non sa nulla del nucleare. Sarebbe come fare un referendum su quale tecnica chirurgica utilizzare per l’operazione alla cornea… a meno che uno non sia medico non ha senso che si esprima a riguardo.

    Invece noi siamo abituati a sentirci esperti di tutto dopo aver letto due articoletti su internet con 2 dati scientifici in croce.

    Semplicemente ridicolo.

  • Jean Pieri says:

    anche il buon Maddox aveva analizzato questo tipo di problema. ovviamente a suo modo

  • suzukimaruti says:

    Al: non ancora, ma giusto perché organizzare una seduta spiritica prende tempo.

  • Al says:

    Ma allora alla fine tua nonna l’hai convinta?

  • Tambu says:

    Trovo condivisibile tutto trame che si informano gli informati. Se io condivido raggiungo anche non informati, tendenzialmente 7 su dieci se è vera la statistica

  • sono profondamente d’accordo con la tua tesi, sia sull’aspetto di “lavacro delle coscienze” con un click, sia sulla pigrizia, sia sulla scarsa utilità nel reale. Non ricordo a che proposito ma su una faccenda del genere avevo commentato a un amico qualche mese fa: “ti renderai conto che potrebbero accusarci di essere tutti chiacchiere e distintivo?”
    E infatto pochi giorni dopo una mia amica finlandese (che già anni fa aveva definito l’Italia “Berlusconia”) a un mio ennesimo post antiberlusconiano su FB mi commentò qualcosa tipo “basta parlare andate e rovesciatelo”.
    Tipo Tuco in “il buono il brutto e il cattivo”: “Quando si spara si spara! Non si parla!”

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