La storia si ripete

April 25th, 2011 § 5 comments § permalink

(l’ho scritto 3 anni fa e credo lo ripubblicherò ogni anno, come promemoria; soprattutto per me).

“L’autoblinda sparava rabbiosamente con la mitragliera da 20 incrociando su e giù, sicura del fatto suo.
Ma non aveva fatto i conti con la Bufalo da 13,2. Attilio Sola, il gigante del gruppo, se la portava di qua e di là come uno sten, aspettando il momento buono.
Si fece sotto sotto e quando l’autoblinda mise il muso fuori da un angolo morto gli infilò una raffica nel ventre immobilizzandola. Un urlo di gioia si levò dal crinale delle colline ed il combattimento si riaccese più violento”

tratto da “Banditi” di Pietro Chiodi – Einaudi, pagina 121.

Attilio Sola (il cui vero nome era Quintilio), di Vezza d’Alba, era mio nonno.
Prima coltivatore diretto al suo paese, poi operaio a Torino negli anni Cinquanta, spesso nei reparti punitivi perché iscritto al PCI (nonostante fosse un partigiano di Giustizia e Libertà, insieme a Beppe Fenoglio), poi pensionato stanco e povero come tutti quelli della sua generazione.

E’ morto qualche anno fa, restando una forza incontrollabile della natura fino a pochi istanti prima. Selvaggio, burbero, istintivo, silenzioso, non conciliante, irrequieto, non era e non è mai stato un “nonnino”.

Non aveva studiato, ma sapeva da che parte stare ed è stato dalla parte giusta. E non si è mai sentito un eroe per un singolo istante.
Non l’ho considerato un eroe nemmeno quando al suo funerale c’erano decine di partigiani in lacrime, la banda che suonava, la sua medaglia d’oro, i discorsi ufficiali, gli applausi e tutti lo definivano tale, ricordandomi che “non c’era pezzo di pane che tuo nonno non abbia diviso in due”.

Ricordo che tante facce anziane perlopiù sconosciute mi guardavano e mi additavano interrogandosi esplicitamente se in me – unico erede maschio della famiglia – ci fosse stato anche un solo millesimo di lui, del suo istinto che “per amore di giustizia travolge la prudenza”. Avevano legittimamente bisogno di continuità, di capire che non tutto si perde, di generazione in generazione. E non erano capitati benissimo.

Se sono sopravvissuto al senso d’inadeguatezza di quel giorno è perché quattro valori in croce li ho ereditati e li difendo, non mi sogno di negoziarli con alcunché e li trasmetto come e dove posso. E sono quelli per cui al mattino mi guardo allo specchio e nonostante tutto mi rispetto.

Ecco perché il 25 aprile è una festa di famiglia: perché festeggio quella minima eredità che riesco a sostenere e mi dà senso come uomo.

Ed ecco perché mi agito quando sento criticare una “festa di parte”. Ma perché, ci può essere un’altra parte? 

25 aprile for dummies

April 25th, 2011 § 1 comment § permalink

25 aprile for dummies:

(non riesco a riprodurla sul Tumblr, ma la vignetta di Makkox sulla Liberazione è bellissima)

Letizia In Translation

April 22nd, 2011 § 1 comment § permalink

Qualche giorno fa ho scovato tra le maglie del Web (non chiedetemi come) un’immagine che ritrae alcuni uomini travestiti da Batman che prendono il sole su un terrazzo.

Mi era sembrato simpatico mettere su Tumblr questa foto con una didascalia perfida che diceva “Moratti, ritratto di famiglia”, riferendosi al noto scandalo della bat-casa del bat-figlio dell’attuale bat-sindaco di Milano e alle polemiche che hanno seguito la sua costruzione.

L’immagine è stata accolta con un entusiasmo senza pari e ho perso il conto delle persone che, quotidianamente, la ribloggano.

All’inizio mi ero perfino concesso un pensiero ottimista: alla fine, mi dicevo, i milanesi sono rimasti schifati dalle pastette familiste del sindaco e l’immagine irriverente sta facendo il giro della città. Segno che qualcosa si muove e si può espugnare il berlusconismo nella sua capitale.

La verità è un’altra: il 99% delle persone che ribloggano l’immagine sono utenti americani ai quali evidentemente la fotografia, per motivi a me oscuri, fa proprio tanto ridere.
Gli italiani che hanno apprezzato la tenue battuta sono sì e no due o tre.

Politicamente non mi lamento più di tanto (voto a Torino e comunque andrà sarà una merda).
Però temo che là fuori ci sia un nutrito manipolo di americani che ora credono che “Moratti” sia il nome di Batman in italiano.

Il che era esattamente l’effetto che avevo in mente, ma ha colpito il target sbagliato e con fini diversi.

Quindi: DEAR AMERICAN READERS, “MORATTI” DOES NOT MEAN “BATMAN” IN ITALIAN (WE ACTUALLY CALL HIM BATMAN TOO: “UOMO PIPISTRELLO” JUST SUCKS): IT’S THE SURNAME OF THE (HOPEFULLY FORMER, IN THE NEAR FUTURE) MAYOR OF MILAN.
AND EVEN IF HER SON HAS A BAT-CAVE IN HIS LOFT, SHE’S NOT RELATED TO THE SUPERHERO. (SHE’S QUITE EVIL).

(postilla: alla fine mi sento come quei furbacchioni che avevano aperto una sezione del PDS a Parigi e si vantavano di avere sempre un sacco di gente – francese – alle riunioni)

Modi eleganti di farti capire che sei un maiale.

April 21st, 2011 § Comments Off on Modi eleganti di farti capire che sei un maiale. § permalink

Modi eleganti di farti capire che sei un maiale.

Cose da fuorisalone (nello scenario “video degli Happy…

April 16th, 2011 § Comments Off on Cose da fuorisalone (nello scenario “video degli Happy… § permalink

Cose da fuorisalone (nello scenario “video degli Happy Mondays” di via Ventura): la radiolina che suona solo Radio Maria (e i brani dei Justice)

(edit per i bibliofili: e letture da Fedrigo Tozzi)

Noantri 2.0

April 15th, 2011 § 8 comments § permalink

In questi giorni sta girando su Facebook questo appello qui:

Secondo i sondaggi il 70% degli italiani non sa che il 12 e 13 giugno si voteranno i referendum. Questo significa che TU dovrai trovarne almeno 3, informarli e portarli a votare 4 Sì per bocciare la privatizzazione dell’acqua, il nucleare e il legittimo impedimento.

Risultato: buona parte dei miei contatti sui socialnetwork ha ri-condiviso l’appello online. E nessuno di coloro che hanno l’hanno diffuso (ripeto, nessuno: ho controllato caso per caso) ha scritto, nei giorni seguenti, una cosa del tipo: “ok, ho convinto mia nonna e il mio vicino di casa”.

La mia impressione è che per molti sia bastato ripubblicare l’appello su Facebook o simili per illudersi di aver fatto qualcosa di realmente utile alla causa. Risultato: ci giriamo l’appello a vicenda, tra gente già informata.

Qualche tempo fa ci eravamo presi, meritandocela, l’accusa di essere “kamikaze vili” da Makkox: gente che di fronte al male berlusconiano è disposta a immolarsi ma non a lottare. Insomma, gente a cui pesa di più la fatica che la morte.

Makkox aveva ragione e all’epoca mi aveva ispirato un pensiero autocritico accessorio: oltre a essere kamikaze vili, siamo kamikaze pigri, cioè persone che, di fronte al male, producono reazioni più per scrupolo di coscienza (“con un click ho fatto la mia parte: sono a posto”) che per reale volontà (e speranza?) di cambiare.

Va a finire che la socialsfera nostrana, che pare trabocchi di fini analisti dei media, mi crolla su una semplice questione. E cioè che se anche la maggioranza degli utenti di Facebook andasse a votare ai referendum di giugno, il raggiungimento del quorum sarebbe lontano.
Forse è il caso di capirlo (e di capire che “fare cose in Rete” in questo paese significa ancora fare cose numericamente marginali, soprattutto a livello politico) e di agire di conseguenza, il che significa sporcarsi le mani con tutto quel pezzo di vita fuori dalla rete che tanto ci fa orrore.
Oppure non fare niente e non sperarci.

Moratti – ritratto di famiglia

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Moratti – ritratto di famiglia

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April 13th, 2011 § 1 comment § permalink

Concerto per gravità e legnetti

April 12th, 2011 § 2 comments § permalink

Concerto per gravità e legnetti

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