“Se non applaudite abbbberlusconi vi ammazziamo come…

March 31st, 2011 § 3 comments § permalink



“Se non applaudite abbbberlusconi vi ammazziamo come cani!”*

Esattamente chi è questo signore? Perché è lì? Lo paga qualcuno? Per chi lavora?

Perché la polizia sta lì indifferente mentre uno sta minacciando – con toni mafiosi – delle persone? 

* (a parte il fatto che l’espressione “vi ammazziamo come cani” è odiosa 2 volte per il fatto che le persone civili non ammazzano i cani e quindi non esiste un “come”)

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March 30th, 2011 § 1 comment § permalink



Tirarmela via blog nel 2011 – aka The reports on blog’s death are greatly exaggerated

March 28th, 2011 § 6 comments § permalink

Esattamente come ai tempi di Splinder conservo una straordinaria abilità nel mettermi nei guai (qui un esempio su mille in cui mi prendo l’insulto più bello del pianeta: “testa di cazzo master!”) e tirarmi la rogna addosso.

Avevo scritto un post del tutto innocente sul nuovo plugin per WordPress che permette di far vedere bene i blog sull’iPad. Poi, come capita quotidianamente al nostro amato Presidente del Consiglio, sono stato malinterpretato e qualcuno (lui, lui e lui) ha evinto dal mio post che stessi affermando che i blog sono morti (o moribondi).

Visto che il drammone “il blog è morto?” credo abbiano iniziato a farlo quelli di Splinder già nel tardo 2002 con gli stessi argomenti di oggi, ci tenevo tanto a dire – in assenza di un Buonaiuti che lo faccia per me – che no, non penso che i blog siano morti e non intendevo iniziare questo dibattito, che oltre a un sacco di noia porta anche un po’ sfiga.

I blog moriranno il giorno in cui alla gente passerà la voglia di scriverci (da quando ci sono i feed, i lettori e i commentatori in loco non sono così utili, anzi). Purtroppo/per fortuna non è ancora il momento. Ci sono meno lettori o meno commentatori? Fa lo stesso!

Diciamo che attualmente il blog è nella fase “distinto signore” (nota: le fasi nella vita sono, in ordine cronologico: “che bel bambino – che bel ragazzo – che bell’uomo – che distinto signore – ancora in gamba – che simpatico nonnetto – sembra che dorma) e non può farci molto.
Tutto invecchia. Basta saperlo e farsene una ragione. Ma morire no, non ancora, almeno.

 

NOTA PER ISCRITTI AL RODARY CLUB:
(certo che, a pensarci bene, la cosa che ha fatto risorgere la blogosfera italiana per un paio di giorni è stato il dibattito sulla morte dei blog; proprio come in “C’era due volte il Barone Lamberto”. La trovo una coincidenza irresistibile. Fossi stato nel 2004 ci avrei fatto un post.)

Genialità quasi magiche lewis-carrolliane (a dimostrazione che…

March 28th, 2011 § 0 comments § permalink



Genialità quasi magiche lewis-carrolliane (a dimostrazione che l’Oulipo e l’Olimpo non sono poi così distanti)

via ilovecharts

Tirarsela via blog nel 2011 – aka Cattedrali touch nel deserto

March 24th, 2011 § 6 comments § permalink

Facciamo che hai ancora un blog, nel 2011.

Non lo legge più nessuno, perché la “statusfera” si è mangiata il 99% dei contenuti della blogosfera (c’era un tempo in cui ci sembrava naturale bloggare “ho fame” e ai lettori sembrava altrettanto naturale commentare “pure io”). Però lo tieni lì, come si tiene la cyclette in casa: una specie di polveroso monumento al fatto che un giorno ci avevi creduto. E sì, quel post ogni tanto che spari via perché ti annoi è esattamente come quella stanca pedalata che fai ogni tanto per raggiungere la soglia minima che ti fa dire agli amici “guarda che la uso, eh!”.

Ogni tanto arriva qualche soluzione che, se non risolve il problema della naturale vetustà del blog, permette di vestirlo di nuovo e tenere il fossile al passo coi tempi.
Tempo fa era uscito WP-Touch, il plugin che permetteva di rendere compatibili i blog con gli iPhone e più in generale i cellulari touch. Lo usa mezza blogosfera, a beneficio dei 3 o 4 lettori di blog rimasti.

Da qualche ora è uscito On-Swipe, che non si limita a rendere i blog su WordPress carini se visualizzati con un iPad: trasforma realmente la lettura di un blog in un’esperienza touch graficamente gradevole, piena di transizioni cool e di effetti a portata di polpastrello. Chi ha un blog su wordpress.com passa a On-Swipe con un click.
Per chi ha un blog su WordPress self-hosted, si tratta di installare il plugin di On-Swipe, sincerandosi di avere prima fatto l’aggiornamento a WordPress 3.1 e avendo attivato PHP5 sul proprio dominio.

L’effetto è bellissimo e, messe giù così, le menate che scrivi sembrano perfino interessanti, professionali e frutto di una seria impostazione editoriale. Sul sito di On-Swipe si interrogano se la “rivistizzazione” (bleah: si accettano suggerimenti per un neologismo migliore) dei blog possa fare seriamente concorrenza alla digitalizzazione dei periodici. Boh, secondo me sparano altissimo. Per quanto mi riguarda è già sufficiente che On-Swipe renda un po’ più aureo l’isolamento dei nostri blog.

 

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March 24th, 2011 § 0 comments § permalink



Derisi & Calpesti TV

March 16th, 2011 § 6 comments § permalink

Non prendetemi per leghista o per becero bastiancontrario, ma non ho molta voglia di festeggiare i 150 anni di unità italiana.

Certo, il Risorgimento è stata una fase importante della nostra storia patria, animata da una èlite consapevole e fatta *nonostante* il popolo. Anche perché quei trecento che provarono a fare l’Italia sbarcando a Sapri e convincendo le masse finirono presi a roncolate dai contadini stessi che volevano liberare.

Certo, la Resistenza è la pagina più bella dell’intera storia d’Italia ed è il fondamento di quel poco di dignità nazionale che ci rimane. Ma è stata fatta da una minoranza di persone, svegliatesi dalla truffa del fascismo a cui, in massa, la quasi totalità del paese aveva entusiasticamente aderito per un paio di decenni.

Non riesco a non pensare che le poche cose buone dell’Italia siano state fatte da poche avanguardie più o meno illuminate per rimediare alla straordinaria capacità degli italiani di trovarsi sempre e comunque dalla parte sbagliata della Storia, in compagnia dei peggiori infami.

Non riesco a festeggiare l’unità di un paese così. Un po’ perché statisticamente 150 anni di storia dimostrano che – lasciati a loro stessi – gli italiani fanno scelte stupide, sbagliate e autolesioniste. E si mettono in mano a leader imbarazzanti, disonesti.

E l’orgoglio patrio si basa tutto su azioni più o meno eroiche di cittadini che, da soli o in pochi, sono andati contro lo spirito nazionale, contro gli umori delle masse, contro le scelte sciagurate della maggioranza dei loro concittadini.

Capisco benissimo chi, esponendo il tricolore oggi, vuole celebrare quelle poche pagine belle del nostro libro di storia e i valori sani che, nonostante tutto, in qualche modo galleggiano qua e là come chiazze di pulito in un mare di cacca. E capisco chi piazza il tricolore sul balcone per contrastare in modo estetico l’idiozia leghista/nordista/localista.

Ma io non riesco a festeggiare, scusatemi.

Un po’ perché provo imbarazzo per questo paese disgraziato in cui sono nato e per la bruttezza umana dei suoi cittadini presenti, passati e – visto come stanno le cose – futuri.
Un po’ perché non sono così tanto convinto di essere altro rispetto a loro e di poter fare la differenza.

Non so come – sicuramente per un glitch nel software di…

March 16th, 2011 § 1 comment § permalink



Non so come – sicuramente per un glitch nel software di programmazione – a Radio Capital stasera stavano passando una cosa strana: suonava punk e funk contemporaneamente, con apprezzabili (o imbarazzanti: fate voi) fughe vocali con una voce maschile alle soglie dell’operetta, giri di basso facili, cazzeggianti e irresistibili. 
Ed era pure una cover live di Love Hangover di Diana Ross (che, by the way, è uno dei pezzi che dovreste suonarmi al funerale) (segnatevelo) (con comodo).

Perfetto, mi sono detto (se non riconosco subito un pezzo mi agito e ho bisogno di rassicurazioni), staranno sicuramente suonando un live degli LCD Sound System in stato di grazia.

Invece, complice Shazam e un po’ di memoria, è saltato fuori che quel pezzo in cui avrei giurato di aver sentito James Murphy ululare come un coyote sovrappeso era un estratto dalle Peel Sessions degli Associates. Roba del 1981/82. Trent’anni fa, quando Bergomi aveva i baffi.
(e dire che la stessa identica cover in studio è imbarazzante)

Danni cinematografici: in questi giorni gira per le radio…

March 13th, 2011 § 2 comments § permalink



Danni cinematografici: in questi giorni gira per le radio milanesi una pubblicità sull’imminente concerto di Peter Frampton. Notizia di per sè poco interessante, se non per il fatto che, da quando ho visto la versione cinematografica di “Alta fedeltà”, lui per me si chiama (e si chiamerà sempre) Peter fuckin’ Frampton.

Grazie dei fiori e delle opere di bene

March 12th, 2011 § 0 comments § permalink

È morta Nilla Pizzi.

Where am I?

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