Tryin’ to cause a big s-s-s-sensation

February 25th, 2011 § 2 comments § permalink

Guardo questa copertina del Time e mi viene da pensare che i ragazzi del Mediterraneo in rivolta hanno davvero qualcosa per cui essere fieri.

Berlinguer che scriveva che la lotta per migliorare il mondo può riempire degnamente una vita. Questi non solo lo stanno facendo, ma vincono. Li ammiro, davvero.

Poi guardo le foto e la gente della settimana della moda e mi vergogno della mia generazione (me incluso, ci mancherebbe).

Poi le riguardo e penso che probabilmente questi ragazzi lottano, tra le altre cose, anche per poter avere la libertà un bel giorno di fare la settimana della moda pure loro. E mi incupisco un po’.

E poi mi ri-incupisco perché mi sono incupito per una ragione un po’ fascista, ché la libertà è anche permettere di fare agli altri cose che personalmente ti stanno sul culo.
Dovrei ricordarmelo.

[è che questi eventi pubblici, vissuti collettivamente a livello planetario, per qualche strano spirito da bastiancontrario mi portano all’introspezione]

Lego StarWars: Graffiti | Ads of the World™

February 23rd, 2011 § Comments Off on Lego StarWars: Graffiti | Ads of the World™ § permalink

Lego StarWars: Graffiti | Ads of the World™

"Berlusconi non ha fatto che applicare alle relazioni internazionali le tecniche di adulazione con…"

February 23rd, 2011 § Comments Off on "Berlusconi non ha fatto che applicare alle relazioni internazionali le tecniche di adulazione con…" § permalink

“Berlusconi non ha fatto che applicare alle relazioni internazionali le tecniche di adulazione con cui i vecchi cumenda lombardi stordivano il cliente da intortare. Disposti a tutto pur di compiacerlo, considerando la dignità non tanto un accessorio quanto un ostacolo alla conclusione di un affare. Qualche lettore penserà: il cumenda di Stato è solo meno ipocrita degli altri. Verissimo. Ma a me sta venendo il dubbio che l’antica ipocrisia «borghese», contro cui da ragazzo mi scagliai anch’io, fosse preferibile all’attuale sguaiataggine.
(Massimo Gramellini)”

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=951&ID_sezione&sezione

23 dicembre 2010: Berlusconi si bulla di essere amico di 4…

February 22nd, 2011 § 1 comment § permalink

23 dicembre 2010: Berlusconi si bulla di essere amico di 4 dittatori su 4. 

Ne sono già crollati 2 e altri 2 sono lì lì. 

Quest’uomo porta sfiga.

Morire per delle idee

February 21st, 2011 § 20 comments § permalink

Parte tutto da questa vignetta di Makkox sul Post. Più che una vignetta, è un editoriale. E mi ha fatto male, perché dice la verità. Ed è una verità antipatica, che mi procura un malsano odio autoriferito.

Mi urta anche solo pensarlo, perché speravo di meritare qualcosa di meglio, ma è assolutamente vero che la cifra identitaria di una generazione, della mia generazione, è Berlusconi. No, non l’opposizione a Berlusconi: la sua stessa esistenza, la sua irruzione nelle nostre vite, il nostro cercare colpe, meriti, eroismi, identità e il nostro sperare che, come un male non curato, vada via da solo.

Makkox ci chiama – e si mette anche lui nel mucchio – “kamikaze vili”, disposti a “morire per”, ma non a lottare. E ha ragione, purtroppo.
Perché pur di vederlo uscire dalle nostre vite, dalle nostre teste, dalle nostre conversazioni, ci siamo appigliati a tutto. E questo “tutto” era sempre al di fuori di noi e non era “noi”.
Insomma, per l’ennesima volta, come tutti i pigri e i passivi, abbiamo perso la speranza che esistesse una soluzione interna e di sistema al problema-Berlusconi e ci siamo affidati all’unico fattore di rinnovamento possibile in Italia: il caso (eventualità che comprende anche la morte).
C’è stato un momento in cui, evidentemente, ci siamo tutti convinti – io incluso – che è inutile darsi da fare e agitarsi e che questo male qui non va via con l’impegno, con la lotta, con la politica.

Come per il fascismo, come per mille mali profondi di questo paese e delle nostre vite quotidiane, non ci salviamo. Ci salvano. O il male passa da solo. O succede qualcosa di così grosso che, anche se finiamo nei guai o ci ricopriamo di merda, almeno ci liberiamo di lui.
E in assenza di salvatori, e visto che Berlusconi non accenna a schiattare, non ci resta che sperare nella terza soluzione: una disgrazia. Tutti morti, tutti finiti, lui incluso.
Siamo arrivati a questo: un cupio dissolvi collettivo, perché dal male così profondo non c’è fuga, perché è radicato, perché è ineluttabile.

E’ dal 1994 che viviamo così. E per molti di noi, per quanto ci sforziamo a non ammetterlo, Berlusconi è diventato una presenza quotidiana, un riferimento costante, un “qualcosa” che, anche se non nominato, anche se volutamente ignorato, è presente.
Ne parlavo, tempo fa, con un amico. Ci raccontavamo di come, sotto sotto, entrambi vivessimo con la cognizione di un “dopo” in cui, liberate le nostre vite dalla brutta presenza di Berlusconi, tutto sarebbe cambiato. Magari marginalmente in meglio, eh. Ma ci sarebbe stata una condizione in cui tutti gli sforzi sarebbero valsi un po’ più la pena. Ora no: questa situazione, che dura ormai da 17 anni, è un killer per qualsiasi entusiasmo. E’ un problema psicologico collettivo, più che un fatto politico. Ma non riesco (più) a nascondermi che vivo ogni giorno sperando in un “dopo”. Qualsiasi “dopo” che sia civile, fossero anche 50 anni di destra al potere. E non mi piace vivere sperando.

Sono gli anni di Berlusconi e mi fa schifo il solo fatto di viverci e di aver fatto pochissimo per porvi rimedio, giusto un po’ di militanza in campagna elettorale, il voto a sinistra (quello utile, senza velleità bertinottiane), qualche telefonata per convincere gli amici di tendenza astensionista, una secchiata di vacui post faziosi sul blog in cui ci si dava torto/ragione tra gente già convinta. E basta: tutte soluzioni comode, da divano.

In verità mi vergogno per il solo fatto che sto qui a chiedermi cosa posso, cosa possiamo, fare di più.
C’è il Mediterraneo in fiamme e a 40 miglia di mare sta succedendo qualcosa che qui non ci sogniamo nemmeno. Forse è nel destino di questa penisola incrostarsi, fossilizzarsi su un regime e vedere quelli che chiamavamo “barbari” superarci in modernità. E lentamente – o velocemente, a seconda di come la vedete – invaderci, scassare le nostre abitudini, entrare nelle nostre vite, cambiarle e dare una botta al motore della storia patria, che gira a vuoto – o all’indietro – da troppo tempo.

Credo che il declino, quello di un popolo, sia questo: osservare impotenti e indolenti il male, accorgendosi che l’unica forma di lotta che ci siamo concessi è stato il tentativo di assomigliargli un po’ meno. E aspettare che arrivi qualcuno, da fuori, a rompere lo specchio.

Stato di pulizia

February 21st, 2011 § 1 comment § permalink

In Libia il regime massacra i civili e la prima reazione del Governo italiano è preoccuparsi per il potenziale aumento di sbarchi di clandestini.

Io i berlusconiani proprio non li capisco: dev’essere gente che, di fronte a un amico preso a coltellate, si preoccupa perché gli macchia di sangue il tappeto del salotto buono.

Puntini sulle "j"

February 21st, 2011 § 5 comments § permalink

Ehi, tu. Sì, tu che sei della Juve e magari te la tiri da democratico e progressista.

Ecco, sappi che tra i maggiori azionisti della tua squadra c’è quel dittatore brutto e cattivo (e ridicolo) che tutti stiamo sperando sia cacciato a calci nel didietro dalla Libia.

Così, giusto per informarti da che parte stanno i tuoi beniamini.

Sta succedendo qualcosa via www.caglecartoons.com

February 20th, 2011 § Comments Off on Sta succedendo qualcosa via www.caglecartoons.com § permalink

Sta succedendo qualcosa

via www.caglecartoons.com

Il racconto, ahimè, di una generazione Kamikaze | Makkox

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Il racconto, ahimè, di una generazione

Kamikaze | Makkox

Anti-Fascism ! (by Ben Heine)

February 18th, 2011 § Comments Off on Anti-Fascism ! (by Ben Heine) § permalink

Anti-Fascism ! (by Ben Heine)

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