Senza causa

October 14th, 2010 § 7 comments

Consulto pochissimo Facebook, ma ogni volta che do un’occhiata da quelle parti mi rendo conto che trabocca di gente presa da una o più cause.

Tutti hanno qualcosa da dimostrare o hanno dei proseliti da fare, hanno qualcosa da proporre, stili di vita da promuovere o – peggio – qualcosa da vendere
Ci sono quelli che pubblicano tutto lo scibile umano sulle malefatte di Berlusconi e si indignano in coro nei commenti. Ci sono gli interisti militanti, i ciclisti “no oil” (btw: spero sempre gli salti via il sellino, alla Fantozzi: sono riusciti a rendere odiosa una cosa semplice e popolare come la bici), gli adottatori compulsivi di cani e gatti, i meridionalisti incazzati, i postatori seriali di videoclip monotematici, i vegani molesti, le fashion victim, i “guarda che belle foto che faccio” e così via.

Forse sto invecchiando. O forse sto diventando – uccidetemi, nel caso – moderato (brrrrrr), ma non ho cause da proporre, non ho scelte di vita da presentare al prossimo (le tengo per me), non ho gruppi a cui appartengo che mi inorgogliscono più di tanto, non ho nessun posto o evento a cui invitarvi e no, non vi consiglio di aggiungere alcunché all’elenco di menate di cui tutti farciamo i nostri profili Facebook. E figuriamoci se ho qualcosa da vendere.

Eppure sono uno a cui non mancano le opinioni. Ok, è un eufemismo. Riformulo.
Eppure sono un fazioso di merda, ben oltre i limiti della sopportabilità, a cui non è affatto estraneo il concetto di militanza per cause grandi o piccole, serie e idiote (soprattutto idiote).

Però, boh, mi rendo conto che in questo diluvio di issues, di proclami, di inviti e di adunate non ho voglia di dire niente e non ho voglia di seguire niente e nessuno. E non è pigrizia. È che non sono mai convintissimo. O se lo sono, lo sono con dolcezza.

Faccio un esempio. Penso che Minzolini sia un servo patetico, ma non mi metterei mai in coda dietro a quelli che chiedono le sue dimissioni ai quattro venti, fanno le adunate col Waka-waka e si indignano. E dire che hanno ragione. Però proprio non ci riesco. E vale così per un miliardo di altre cause che quotidianamente infestano il mio Facebook.

In un periodo pieno di assoluti, ho solo pensieri morbidi. Il gruppo più accanito a cui riuscirei a iscrivermi su Facebook sarebbe qualcosa tipo “Forse sarebbe meglio che la gente guardasse di più Star Trek” o “Non maltrattate i panda ma non dategli neanche troppa confidenza, ché non si sa mai”.

Temo che, accantonata l’ipotesi della demenza senile precoce, il perché di questo rifiuto della militanza e dell’enfasi conseguente sia tristissimo. Mi sa che mi sono convinto che non ha senso sbattersi troppo, perché tanto il prossimo non ti capisce e viviamo in un paese (in un mondo?) di scemi. E non vale solo per la politica, ma anche per tutto il resto.

Insomma, il solito disperato “no future” del punk senza l’incazzatura nichilista, senza le spillette cool e senza il giubbotto di pelle, che fa tanto figo.

§ 7 Responses to Senza causa"

  • Concordo con Paola ed anche con Federico. Come dice il secondo infatti, la situazione che noti su Facebook è un aggregato, molto potente della nostra società. Ciò per cui la gente si indegna o finge di mobilitarsi sono le stesse cose di cui parla quando non è connessa a Facebook.
    Purtroppo, siamo in un momento storico in cui la società Italiana (e non solo) è questa e per cambiarla ci vogliono decenni, forse secoli, chi può saperlo?
    Ma mai snaturarsi per questo, sarebbe un peccato “non sbattersi più” solo per il pensiero della massa.

  • Facebook è (purtroppo) lo specchio del “paese reale”. La gente si indigna o si appassiona alle peggio cose, da caciaroni, all’italiana.

    Facebook, con i suoi milioni di utenti “dilettanti della rete” non fa altro che portare a galla questi comportamenti. E aggregarli.

    Il problema è quello che siamo. E Facebook che ce lo mostra. Ma non è una buona scusa per sopire e privatizzare le nostre passioni.

    Ciò detto ti lascio per andare a rispondere a un sondaggio sui gattini.

  • […] post di Enrico Da leggere. Ne riporto una breve pezzo […]

  • LivePaola says:

    Enrico: vale la pena di sbattersi, ma Facebook non è il veicolo giusto. E per fortuna non siamo ancora arrivati al punto in cui è l’unico.

  • raccoss says:

    A me le ostriche non piacciono. E ai mignottoni preferisco altri tipi di donne.
    Quanto all’acqua minerale tiepida… non possiamo fare neanche un Gavi o un Erbaluce?

  • suzukimaruti says:

    Non so. I nichilisti gaudenti erano quelli della belle époque, che si stroncavano di ostriche, champagne e mignottoni.
    Io al massimo riesco a prendere un risottino ai frutti di mare in trattoria, con un’acqua minerale tiepida. E i mignottoni se li è presi tutti la destra.

  • raccoss says:

    Secondo me i punk non erano mica tanto nichilisti, ci credevano in fondo in fondo nella possibilità di cambiamento. Siam noi (noi, visto che condivido gran parte di questo sentimento) che siam più nichilisti (con una sfumatura di epicureismo).

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