Massimo rispetto a Solomon Burke, che lascia questa valle di…

October 10th, 2010 § 0 comments

Massimo rispetto a Solomon Burke, che lascia questa valle di lacrime. 

Tutti vi diranno che è diventato famoso per “Everybody Needs Somebody To Love” ed è vero, anche se ha scritto e cantato molto altro.
 
Fatevi un favore: ascoltate la sua versione, perché dà i brividi.
Racconta il momento in cui la musica afroamericana era a un bivio, indecisa se restare confinata nelle chiese o se uscire e cantare anche l’amore più profano e carnale.

“Everybody Needs Somebody”, nella sua versione originale, è proprio questo: la predica di un pastore (molto black, con tanto di fedeli che rispondono “yeah” a ogni verso e – immagino – sventolando quei curiosi ventagli da chiesa) sull’amore universale. Una predica fatta da un pastore vero, perché Solomon Burke era prima di tutto un religioso.

La canzone/predica sta lì, sospesa sul filo dell’equivoco: è un amore sacro o uno romantico? Cioè, ci dice di amare il nostro prossimo o ci dice che abbiamo (fisicamente) bisogno di qualcuno da amare?

Non c’è da meravigliarsi: per un bel po’ di anni i primi cantanti black hanno giocato su questo confine labilissimo tra passioni divine e carnali.
Non è un caso che la quasi totalità dei divi del primo soul afroamericano abbiano avuto una formazione ecclesiastica, chi all’organo e chi alla voce. Una formazione che è rimasta negli anni, se si pensa che perfino Donna Summer nella seconda metà degli anni Settanta aveva seri problemi etici a mugolare “I Feel Love” e “Love To Love You Baby”.

Il fatto è che ai tempi della nascita discografica del soul i canti di chiesa erano molto noti, spesso erano vere e proprie arie popolari, conosciute in tutto il paese. E molte delle canzoni del soul primitivo non erano altro che adattamenti di grandi classici religiosi in cui i “my baby” sostituivano i “my lord” o i “jesus” e gli “alleluja” lasciavano il posto agli “oh yeah”.

Qualcuno si scandalizzava. Altri si arrendevano al groove, divino e profano al tempo stesso.

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