Specchio riflesso (gnè gnè gnè!)

March 25th, 2010 § 1 comment

L’ha fatto di nuovo. Attaccare qualcuno dicendogli “sei triste, perché ogni mattina ti guardi allo specchio”. L’aveva già fatto con un contestatore durante una conferenza stampa, l’ha rifatto con Mercedes Bresso.

Volgare, maleducato, maschilista? Sì, ma non lo scopriamo ora.

Quello che è notevole è la sua insistenza sullo specchio e sui suoi nemici che si alzano la mattina, si guardano riflessi e non si piacciono. A volte un insulto dice molto di chi lo pronuncia, perché racconta le sue paure.

L’unico che teme davvero lo specchio è lui, regina cattiva di una favola di cui ancora non vediamo il lieto fine.

E teme i riflessi di quello specchio perché non possono che dire la verità, senza decreti interpretativi, senza artifici, senza comunicati stampa “correttivi” di Bonaiuti.

E’ nervoso proprio perché ha paura di guardare negli occhi i segni del tempo e la miseria dei tentativi sempre più grotteschi di arginarli con l’artificio, la menzogna (che cos’è la chirurgia estetica se non un’alterazione della verità?).

Gli occhi rifatti, il collo liftato, i capelli trapiantati, il cuoio capelluto tinto di nero, il cerone, i denti finti, le continue liposuzioni, il levitra per il mignottone di turno: sa che ogni mattina lo specchio gli restituisce l’immagine di un post-uomo. Una figura che nell’alterazione della sua superficie racconta l’alterazione nel profondo.

Per l’immaginario collettivo non è certo una novità: da Joker a Michael Jackson siamo abituati all’immagine dell’uomo che rivela da subito la sua follia con l’eccesso di trucco, l’auto-violenza estetica ben oltre il cattivo gusto e il non chiedersi mai “forse sono ridicolo?”.

Il mostro che teme gli specchi, la Bette Davis agli ultimi metri del viale del tramonto è lui.
Magari imperverserà nelle nostre vite per altri 400 anni (tanto in Italia, da Andreotti in poi, siamo abituati a votare in massa per dei morti viventi), tenuto su a bamba e trasfusioni, ma dietro quel delirio rancoroso di vanità c’è un uomo che è morto da un pezzo.

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