[bignami] Et dona ferentes

March 22nd, 2010 § 12 comments

[I post “bignami” sono versioni condensate, sotto forma di elenco puntato, dei miei soliti post lunghi, ideali per chi non ha tempo o non ha voglia]

Il post originale (quello lungo) è qui.

– Scopro leggendo qua e là sui blog che su FriendFeed c’è stata una mega-polemica sugli Stati Generali della Città di Catania, evento a cui sono stati invitati un tot di blogger interamente spesati dal Comune

– la cosa di per sé non farebbe nemmeno troppo notizia, se non fosse che il Comune di Catania ha accumulato in passato 700 milioni di euro di debiti (sì, hai letto bene), frutto di 15 anni di amministrazione berlusconiana.

– tantini, eh?

– c’è poi una polemica accessoria per cui non si capisce bene chi sia lo sponsor dell’evento: pare una curiosa agenzia di casting/modelle di Roma.

– il motivo per cui un’agenzia di modelle di Roma si metta a sponsorizzare (pare per cifre rilevanti) un evento sull’innovazione tecnologica a Catania, ricevendo peraltro in cambio zero visibilità, mi sfugge.

– ma forse è meglio darci un’occhiata, ché la cosa puzza un po’ di bruciato (o io e altri abbiamo le traveggole nasali)

– tra l’altro qualcuno, nel thread di FriendFeed che ho linkato, insinua che dietro quel convegno in verità ci sia Telecom, sebbene in modo surrettizio

– quel che è certo è che se fossi un blogger girerei molto alla larga dall’attuale amministrazione della Città di Catania

– e girerei pure alla larga da un convegno che celebra Catania come se fosse una città-modello scandinava, mentre è uno degli inferni d’Italia, con una qualità della vita che cola a picco di anno in anno in tutti i rilevamenti possibili

– al che, o questo convegno è una marchetta in cui gente di destra se la suona e se la canta (e visti certi partecipanti c’è quantomeno da sospettarlo), o mi scappa da ridere.

– e mi sa che non vale dire “mah, era solo un convegno sull’innovazione…”. Può anche essere un convegno sulla Madonna, ma stai attento a chi ti regala cosa e perché. Io i soldi di quella gente lì non li vorrei nemmeno in regalo.

– ok che la blogosfera ha perso l’innocenza, ma c’è modo e modo

– la vera notizia è che per tutto il post sono riuscito a non ironizzare sul fatto che il chairman di tutta la baracca è Michele Cucuzza (sì, quello lì).

– ma il tragico è che quando ho letto il suo nome ho pensato “beh, poteva andarci peggio”

– quel che è certo è che un bel giorno ricorderemo questi anni e ci faremo un po’ schifo a posteriori. E non avremo nemmeno un Heinrich Böll a farcelo notare.

§ 12 Responses to [bignami] Et dona ferentes"

  • suzukimaruti says:

    Hamlet: in generale non me la prenderei con chi ha partecipato all’evento: non hanno fatto nulla di male e sono, salvo rare eccezioni, persone che stimo. Anzi, mi spiace che un po’ del fango di friendfeed sia finito dalle loro parti.

    La puzza di bruciato viene semmai dal versante organizzativo e dallo sponsor. Magari è un fuoco di paglia, eh. Però, così a occhio, mi sembra che ci sia come minimo qualcosa da chiarire.

  • Hamlet says:

    mah, un conto è essere invitati da un comune gratis et amore dei, un conto è essere invitati da qualcuno con vitto, alloggio e trasporti pagati. Un blogger avrebbe potuto dire “Grazie dell’invito ma non mi faccio pagare vitto, alloggio e trasporto da un comune indebitatissimo (che potrebbe usare quei soldi in maniera migliore per i suoi cittadini); pagherò vitto, alloggio e trasporto”. Ogni accettazione di soldi e/o benefit vari implica un “regalo di ritorno” o una sorta di endorsement. O forse chi accettato l’invito ha pensato “pecunia non olet”?

  • Davide says:

    Hai Ragione: deve essere stato un errore mio di lettura. Rettifico

  • suzukimaruti says:

    Peccato che nessuno faccia riferimento a Step1, in questo post.

  • Davide says:

    No voglio rinfocolare la polemica, ma mi sembra corretto sottolineare che il Step1 a cui si fa riferimento è la blogzine degli studenti dell’Università di Catania, ovvero questa
    http://www.step1.it/

    Ciao

  • suzukimaruti says:

    Wolly; buona! 🙂

  • Wolly says:

    Aggiungo altre notize che forse tu che non c’eri ti sei perso:
    1) alle 8 in punto c’è stato l’alzabandiera con l’inno di forza italia e sfilata con il passo dell’oca
    2) per ogni ivitato c’era almeno un escort a disposizione
    3) per tutta la durata del convegno c’erano ei signori con l’impermeabile e con il giornale aperto con i buchi che ci seguivano
    4) alla fine c’è stata una cerimonia dove tutti donavano il proprio sangue in una coppa e poi a turno si beveva da quella coppa, e veniva sacirifcata una vergine comunista al dio Berlusconi.
    5) ogni invitato ha ricevuto un conto cifrato in dono
    6) ho rotto il segreto solo per darti la possibilità di convalidare il tuo post , ora io sarò terminato, almeno hi fatto una cosa buna.

  • suzukimaruti says:

    Catepol, mi ripeto: distinguiamo chi partecipa da chi organizza/maneggia e, insomma, su di te metterei la mano sul fuoco. 🙂

    Il problema non è che è vietato farsi ospitare da un Comune. Il problema, ma è un problema mio, è che ci sono comuni da cui non mi farei ospitare, per le ragioni che ho esposto.

    Andando sui contenuti, sicuramente il convegno sarà stato eccelso, ma il fatto che la situazione disastrosa di Catania sia stato un rimosso collettivo mi piace poco. Mi sa di marchettone trionfalistico (tutto il convegno sembra esserlo), a cui sicuramente gli ospiti, salvo i soliti noti berlusconiani, non intendevano partecipare.

  • catepol says:

    E chi abbassa la guardia? Sarò cecata, sorda e stupida ma (almeno per quanto riguarda la mia partecipazione all’evento) a telecom, cucuzza, l’agenzia di modelle & co non mi si può correlare. Tantomeno alla destra che se la canta e se la suona. Non solo non ho visto niente di tutto ciò, ma all’evento qualcosa di interessante c’è stato.

    I blogger non possono essere ospitati da un Comune? E cazzarola, l’anno scorso al materacamp abbiamo anche cercato di vedere di avere modo di ospitarvi anche gratis (e siamo riusciti ad avere solo delle convenzioni, ma perchè ci siamo mossi tardi)…

    Il barcamp era parte dell’evento, non era l’evento. Certo mancavano i fotografi delle dive per definirlo un vero e proprio barcamp e mancavano i blogger cazzeggioni, quelli che, qualunque cosa si faccia, incuranti e irrispettosi di chi sta parlando o presentando qualcosa, si alzano in massa e vanno a cazzeggiare fuori… forse per questi due dettagli non lo definirei barcamp…

    E per il resto, per quel che mi riguarda, leggerezze non ce ne sono state.

  • gigicogo says:

    Caterina, mai abbassare la guardia. Dasvidania tovarish, ora capisco DM, mail, e altri fenomeni delle ultime ore sull’argomento 🙂

  • suzukimaruti says:

    Ma no, Catepol. Lungi da me prendermela con i partecipanti, che semmai hanno peccato di leggerezza, ma è un’opinione mia. Di certo non hanno organizzato la cosa.

    La mia preoccupazione è che i blogger finiscano per essere carne da cannone in operazioni non trasparentissime. Vigiliamo.

  • catepol says:

    io ti sembro una di destra che se la canta e se la suona? no, così per capire da quali fonti trai le informazioni. Non capisco come chi non c’era, enrico, te compreso, abbia informazioni relative alla nostra partecipazione, ignote a chi c’era… Faccia congetture, verifichi le fonti che gli fanno comodo piuttosto che altre ecc. Cose così…

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