Cristina D’Avena canta l’Armageddon

December 1st, 2009 § 4 comments

[piccola spiegazione che faccio la prima volta: la categoria “ho visto cose” è una specie di videoteca di cose che non mi aspettavo e che non è automatico che mi augurassi, eh]

Non so come e non so perché, ma sono capitato su questo video di Tiny Tim, che è una sorta di menestrello tradizionalista folk americano, armato di ukulele e conciato come un ibrido tra Patti Smith e Pierrot, famoso in tv nei tardi anni Sessanta.

httpv://www.youtube.com/watch?v=8DEoOdcYKbc

E’ materiale da Telefono Azzurro: un cantante con un look da Alice Cooper, movenze da Branduardi sotto ketamina e – poveri loro – un pubblico di bambini modello Zecchino d’oro, sicuramente obbligati da qualche produttore tv a resistere a favore di camera mentre il baubau si contorce. E alla fine tutti ad applaudire oppure niente merenda e vi mandiamo in camerino da soli con quel signore lì, eh!

Sì, perché quella cosa lì è psichedelica e fa pure un po’paura. Ma è il meno, se si tiene conto del testo.
Non bastava, infatti, il look del cantante a mandare in analisi per i 30 anni successivi migliaia di frugoletti, ci voleva pure una canzone in cui si parla gioiosamente di uno tsunami che ricopre le terre emerse e, nel mezzo, l’umanità, le automobili, le case e così via. Il tutto condito da un po’ di catastrofismo biblico, visto che la marea cancella il mondo “per lavare via i peccati” dell’umanità.
Cose al cui confronto le attillature ardite del mago Zurlì (mi sono sempre chiesto come possano aver proposto in tv in fascia protetta un cosplayer in calzamaglia color ghiaccio evitando la censura Rai) sembrano uno scherzetto.

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