Chi voterò alle Europee (un endorsement un po’ geek e un po’ politico)

June 5th, 2009 § 24 comments

Lo so, questo weekend si vota e ci sono le elezioni europee. E so anche che la voglia di votare PD, che è il partito su cui ho messo la crocetta l’ultima volta, è decisamente bassa e non per snobismo, ma perché da quelle parti non ne hanno azzeccata una e personalmente ho le balle un po’ girate per lo strapotere dei cattolici all’interno di quello che dovrebbe essere (e a tutti gli effetti è) il più grande partito di sinistra del paese. 

 

LA VOGLIA DI NON VOTARE PD E LE ALTERNATIVE RIDICOLE

 

Insomma, la voglia di non votare per il “Grande Partito Unitario Del Centrosinistra” è tanta e i motivi comprensibili. 

Però mi guardo intorno e vedo il disastro: a sinistra del PD il nulla. Cioè in verità il contrario: un’accozzaglia di liste “comuniste”, tutte fatte da capetti vendicativi e insignificanti, con programmi politici deliranti. 

 

La lista peggiore è un cartello elettorale che si chiama Sinistra e Libertà ed è capeggiata dal politico più sopravvalutato della storia italiana, cioè Nichi Vendola: si tratta di un curioso agglomerato fatto da ex rifondatori bertinottiani, gli apprezzatissimi (…) Verdi di Pecoraro Scanio – pare tutti e quattro – i socialisti liberal di Boselli e gli ex diessini ritardati (quelli che si sono accorti nel 2007 che non gli era piaciuta la svolta della Bolognina di Occhetto nel 1991) di Sinistra Democratica. Sono talmente divisi e inconciliabili, animati solo da un astio delirante verso il PD e verso Rifondazione, da non essere assolutamente in grado di produrre un programma comune. Ma fortunatamente non ci hanno nemmeno provato: il loro unico selling point politico è “noi siamo quelli immediatamente più a sinistra del PD: ci votate?”.

 

E poco importa che su temi come la TAV, il lavoro, le infrastrutture, i salari, la responsabilità di governare, i termovalorizzatori, i rigassificatori, le discariche, ecc. quelli di SD e del PSI la pensino in maniera opposta ai Verdi o agli anticapitalisti bertinottiani. Basta non scrivere il programma e il gioco è fatto.

Ecco, finalmente, la politica fatta di puro posizionamento. Perché produrre contenuti, sintesi e idee quando bastano le coordinate? Siamo alle soglie della geografia. Materia che non amo.

 

Il resto mi sembra ancora più improponibile: liste che, al di là del fondatore, non hanno classe dirigente meritevole (Italia dei Valori), partitini insignificanti numericamente, partiti che voterei volentieri se non ci fossero due o tre temi che per me sono dealbreaking (i Radicali: vorrei tanto iniziassero a pensarla come Obama, su Israele, per dire) e poco altro. 

 

 

E INVECE QUESTA VOLTA SO COSA VOTARE E SONO PURE CONVINTO

 

La verità è che in quelle che dovrebbero essere le elezioni che dovrei affrontare con più incertezze mi trovo, invece, perfettamente conscio di chi voterò. E per una volta sono davvero convinto, non mi trovo a dover votare per disperazione.

 

Per farla breve, alle Europee – dove è possibile scegliere un partito e dare fino a 3 preferenze – darò un solo voto di preferenza a Roberto Placido, penultimo della lista del Partito Democratico, proprio sopra Scalfacoso.

 

 

UNA STORIA NERD CON HAPPY END

 

Perché voto per Placido? I motivi sono tanti e cominciano con una storiella un po’ nerd. Eccola.

 

Qualche tempo fa il Governo Berlusconi propose l’adozione degli ebook nella scuola pubblica. “Finalmente una cosa progressita fatta da quei pazzi clericofascisti che ci governano”, pensai. E invece il PD, per bocca del suo ministro-ombra per l’istruzione Maria Pia Garavaglia si oppose, peraltro con argomentazioni risibili (non avevano nemmeno capito bene cosa fossero gli ebook e credevano fossero libri da stampare a casa) e talmente ignoranti da irritarmi in modo bestiale.

 

Preso da una sonora indignazione e decisissimo a fare l’elettore rompipalle (cosa che dovremmo fare più spesso e in maggior numero, ragazzi), ho scritto una mail arrabbiatissima praticamente a tutti i politici locali degni di nota, spiegando che stavamo facendo un errore e che i libri elettronici a scuola erano una cosa progressista, intelligente, ecologica e di aiuto alle famiglie più povere.

 

Tra tutti quelli che hanno ricevuto la mia email, solo uno mi ha risposto: Roberto Placido, che peraltro è il vicepresidente del Consiglio Regionale.

E non mi ha mandato una mail precompilata o un suo sostitutivo liquidatorio: mi ha scritto “spiegami meglio”.

 

Tempo un paio di settimane e gli ho spiegato meglio: gli ho spedito un po’ di link, lui nel mentre si è documentato e ha riconosciuto che il suo/nostro ministro ombra e il partito intero si stava coprendo di ridicolo.

 

Che fare? Beh, rimediare. Placido si è attivato, ha reperito i fondi e ha attivato una sperimentazione della Regione Piemonte in una scuola superiore di Torino: una sezione, a partire da settembre, studierà sugli ebook, grazie ad un accordo – che è una prima assoluta in Italia – tra Simplicissimus di Antonio Tombolini (che è all’avanguardia nella diffusione della cultura dell’ebook in Italia), i principali editori di testi scolastici (in precedenza a dir poco recalcitranti alla sola idea di fare libri non di carta) e la Regione Piemonte.

 

Ecco un esempio di politica che funziona: un cittadino esprime un’istanza, la politica lo ascolta, si documenta se non è competente, accoglie le sue istanze, le trasforma in proposta politica/amministrativa e realizza qualcosa che – personalmente – trovo innanzitutto giusto e poi anche di sinistra, progressista e anche un po’ geek come piace a me.

 

CHIEDI AL TUO CANDIDATO SE HA MAI MANDATO UN POKE

 

Da quell’episodio lì – tenendo conto che con Placido ci conoscevamo già, ma in termini puramente non politici (lo ospitavo spesso in radio, perché ha un passato da deejay di cui va piuttosto fiero e avere la seconda carica del tuo Consiglio Regionale in studio a mettere dischi e cazzeggiare non guasta mai, anzi diverte) – ho visto nascere in un politico un interesse reale per le nuove tecnologie.

 

E’ un classico caso di politico che fa tutto da solo: ha voluto un blog (che usa eccome e non solo per fini markettari ed elettorali: per esempio ha beccato i furbetti che fregavano, non avendone diritto, i soldi del contestatissimo “buono scuola privata” voluto dalla precedente amministrazione regionale di destra e ha piacevolmente rotto le scatole a destra e a manca online) e lo usa decisamente bene. Si è aperto un profilo di Facebook (che usa lui, mica il suo staff) e lo alimenta personalmente, senza retorica elettorale o politichese. E usa pure FriendFeed, anzi verificate: potreste esservi beccati qualche suo like.

 

Lo ammetto, voto Placido anche per mera affinità di scelte: come tutti i politici che preferisco, non è un mestierante della politica, ma ha un passato da manager della comunicazione, anzi lavorava proprio in pubblicità e la cosa si nota (in città e non solo, alcune sue campagne sono rimaste memorabili). E’ un ex dj, ogni anno organizza un mega-concerto rock per il 25 aprile (quest’anno con gli Afterhours) e ha una passione evidente per la tecnologia. Beh, mi ci riconosco 🙂

 

 

UN PD LAICO E PIU’ DI SINISTRA: LAVORIAMOCI

 

Ma ci sono anche motivi più strettamente politici per cui voterò Roberto Placido e per cui vi invito a farlo, se state in Piemonte, Liguria Valle d’Aosta e Lombardia. 

Il più importante è che Placido è il primo politico del PD che dice *apertamente* che il partito è troppo poco di sinistra, che è troppo spostato al centro e che va riportato a sinistra, dove peraltro c’è la sua vera vocazione. 

E’ il tema portante della sua campagna: fare qualcosa di sinistra, campionando Nanni Moretti. 

 

Tra il dirlo e il farlo, mi rendo conto, ce ne passa. Ma anche da questo punto di vista Placido si è dato da fare. Giusto oggi ha organizzato una video-chat online con i più importanti esponenti del PSOE spagnolo (cioè, per i non informati, il partito di Zapatero). Tema della discussione, una politica europea di sinistra. E tra le priorità della politica europea di sinistra, Placido ha messo i diritti civili, la libertà di accesso alla Rete e la sua neutralità, gli incentivi per l’impresa che fa innovazione e – internamente – la collocazione del PD al Partito Socialista Europeo. Sarà difficile spiegarlo a certi baciapile cattolici candidati nel P, ma lui personalmente ha scelto. E mi pare una scelta condivisibile.

 

Tutto questo mi fa votare in modo convinto per Roberto Placido. Mi rendo conto che votando per lui non voto per questo PD, ma per quello che potrebbe esserci, se i Roberto Placido e le Debora Serracchiani fossero tanti, all’interno del partito.

 

Stiamo per affrontare le elezioni europee, quelle in cui è possibile dare una preferenza, scegliere, premiare esattamente le persone che ci piacciono e nelle cui idee ci riconosciamo maggiormente.

 

Punire il PD non votandolo è comprensibile, ma in questo momento è sbagliato, perché queste sono elezioni in cui abbiamo la possibilità di incidere direttamente nelle scelte del PD, far capire ai democristiani oscurantisti che si sono insediati nei suoi organi amministrativi che sono una minoranza non gradita e che la maggioranza degli elettori di sinsitra è laica, progressista e pure un po’ arrabbiata.

 

Credo anche che sia impensabile, anzi forse è risibile, immaginare che il futuro della sinistra in Italia passi da qualcosa che non sia la ridefinizione del PD. Cioè, rendiamocene conto: il PD non implode, per quanti pochi voti prenda. Semmai, se noi di sinistra ci allontaniamo dal Partito Democratico, finiranno solo per avere sempre più linfa vitale le Binetti e i Rutelli di turno.

 

Lo ammetto: ci fossero state le liste bloccate non avrei votato PD, meno che mai con Cofferati capolista nel Nord Ovest, uomo che riesce miracolosamente a racchiudere tutto ciò che detesto di certa sinistra: la vecchiezza della mentalità sindacale classica, che rifiuta la modernità, il suo essere un politico che ha lavorato ben poco nella vita, lontano dal paese reale, i gusti snob, l’antipatia, l’incoerenza (ma non si era dimesso per stare a Genova?), lo snobbare la Rete, l’attrazione per il potere a tutti i costi (personalmente *odio* chi si candida sindaco in una città in cui non vive; e lo odio anche se vince!).

 

QUINDI? VOTO ROBERTO PLACIDO E VI INVITO A FARE ALTRETTANTO

 

Grazie al voto di preferenza riesco a votare una persona che credo meriti il mio voto e in questi giorni si è meritata il mio supporto e pure un po’ della mia militanza. 

Tutto separa una figura come Roberto Placido, che è un self-made-man, figlio dell’immigrazione lucana a Torino, da Cofferati e da cosa rappresenta (l’arroganza di certi dirigenti del PD). 

 

Quindi voto Roberto Placido e mi rendo conto che saremo in tantissimi a farlo. Non è un caso che, alle scorse elezioni amministrative, sia stato il politico che ha preso più preferenze nel Centrosinistra in tutto il Nord Italia. Di fatto è una persona che si spende, che presenzia, che vuole capire. 

Potrà sembrarvi stupido, ma da qualche anno insegno – insieme ad una collega – a delle classi di pensionati come si fa ad aprire un blog di quartiere, con cui raccontarsi. E tra i “nonni tecnologici” mi ha sorpreso scoprire che, per motivi diversi, Placido è popolarissimo. Perfino quelli di destra lo conoscono, lo stimano e gli riconoscono lealtà e – cosa importante – presenza. Perché, non so bene come faccia, ma è dappertutto. E ogni nonno dotato di mouse poteva ricordare almeno un paio di eventi recenti in cui Placido si era palesato ad osservare, ascoltare, spiegare, capire.

 

In effetti forse ho trovato qualcuno che, col suo scooter un po’ sgarrupato, gira più di me e dorme meno di me e va in giro a ficcare il naso, a fare domande, a cercare di capire. Anche solo per questo (e per il fatto che trova perfettamente normale convocarti per una riunione a mezzanotte) dovrei votarlo. E lo farò. Come, spero, molti di voi.

 

Se volete conoscerlo meglio, www.robertoplacido.it, oppure aggiungetelo su Facebook.

§ 24 Responses to Chi voterò alle Europee (un endorsement un po’ geek e un po’ politico)"

  • giovanni says:

    “Il seggio perduto dal PD va ad un leghista: contento tu…”

    Ecco magari sarebbe il caso di smetterla con questi ricattini ridicoli, l’impressione è che la politica del PD sia; “noi facciamo abbastanza schifo, ma attento; se non ci voti vincerà chi fa veramente schifo, quindi ti conviene votarci”
    Spero che le persone si stufino di andare a votare in questo modo perché è una cosa umiliante.

  • kiaramente says:

    suz, l’ultima volta che mi hai consigliato un voto era Saitta… e poi va con l’UDC! 😉
    scherzo, scelte obbligate, d’altronde il nano mai.

  • stellavale says:

    Peccato, ho letto solo ora…….

  • mario says:

    questo piddì dovrà sparire e sulle macerie potremo costruire un partito laburista europeo (non una cosa assurda all’americana) alla tedesca o alla svedese.
    meglio se sotto le macerie restano i vari d’alema, franceschini, fioroni, rutelli e simili…

  • Suzukimaruti says:

    Beh, è primo degli esclusi, tenendo conto che il PD nel NordOvest ha preso talmente pochi voti da ottenere un seggio in meno. A conti fatti il buon Placido è risultato il più votato a Torino. Contando che era penultimo in lista, è un risultato oltre le aspettative.
    Il seggio perduto dal PD va ad un leghista: contento tu…

  • mario says:

    leggo con piacere che il tuo amico risulta riccamente trombato.
    e vediamo quante ne prende il piddì alle amministrative (il primo turno già non depone bene).

  • Mike says:

    100% d’accordo con vb. Per il resto se proprio voglio votare un partito cattolico voto UDC, che almeno non dice, onestamente, di essere di centrosinistra. Ed anche nell’UDC, come del resto nella chiesa cattolica ci sono delle bravissime persone: se si fosse in un sistema maggiritario io potrei valutare la persona, ma in questo caso si trattava di un listone proporzionale che alla fine va a premiare il PPE (od il PSOE)

    Io mi domando perchè alle europee non si possa votare direttamente un partito europero, fra l’altro.

  • io il pd nn riesco a votarlo dai..è dimostrato che è stato complice per il regime monopolistico televisivo di berlusconi..io non riesco a sopportarli ho votato idv 3 nomi sconosciuti ho letto il profilo e mi sono fidato

  • Zoidberg says:

    Ho letto il tuo post, mi sono fatto un giro su youtube e ho ascoltato qualcosa di Placido, dopodichè gli ho dato la mia preferenza.

    Se lo eleggono, lo marco stretto e se fa qualche boiata, vengo a prendere lui e poi te! 😉

    saluti dalla (purtroppo ex) stalingrado d’italia

  • Lore! says:

    Bel ragionamento, ma forse l’ho letto troppo tardi e avrei potuto dare la mia preferenza anche a lui.

  • Io mi son rotto i coglioni di tutti e ho promosso una lista civica dal basso (collegata a Grillo, che però ci ha dato il beneplacito e basta; abbiamo fatto tutto da soli) e mi son candidato alla presidenza della Provincia.

    Vuoi mettere la soddisfazione di andare alle tribune politiche tra la Porchietta e Pippo Franco e sbattergli in faccia la realtà, che la gente muore di fame, che i miei coetanei sono precari e in mezzo a una strada, che il loro modello di sviluppo è fallito e il pianeta sta morendo… ma detto davvero, con sincerità e con rabbia, non con un finto personaggio su Facebook pagato con soldi di campagna elettorale che arrivano da chissà quali giri di soldi miei (di cittadino), che poi va a sostenere Pippo Franco Saitta che costruisce inceneritori e capannoni industriali e megaopere inutili perché gli amici ci devono guadagnare.

    Domani vado, prendo la scheda gialla delle provinciali e tiro una croce sul nostro simbolo che porta il mio nome a fianco, io come cittadino qualunque, uno di tanti soci alla pari di un gruppo di cittadini stufi che vogliono costruirsi un futuro, al posto di questi vecchi pezzenti e incapaci che ci governano.

    E alle europee votate chi vi pare, ma io se devo proprio votare qualcuno piuttosto voto Sonia Alfano a cui la mafia ha ammazzato il padre, o voto Ciro Argentino che è un operaio che non ha accettato di tacere nel processo ThyssenKrupp, o voto Luigi De Magistris che è stato emarginato per aver indagato su Mastella quando stava al governo col PD.

    E poi basta con il votare turandosi il naso, basta con l’adorare facce di politici in carriera, qui le istituzioni ce le dobbiamo riprendere dal basso, grazie alla rete, alla faccia di tutti i Partiti Depressocratici del mondo…

  • Come ho già detto al diretto interessato, trovatemi un clone di Roberto Placido nel collegio Centro, e ci sto… ma la vedo moooolto dura…

  • CESARE says:

    Ti invidio molto.
    Quanto ci sarebbe servito nella Circoscrizione Italia Meridionale un candidato come Placido.
    I nostri non si possono guardare.

  • Roberto Orsini says:

    Bel ragionamento. Come dovrebbe essere in un sistema proporzionale.
    Se andro` a votare, votero` Rifondazione (il PD ha fatto almeno un paio di cose che non gli posso perdonare), ma riconosco che il tuo sia il modo giusto di rapportarsi a queste elezioni.

  • Suzukimaruti says:

    Andy: no, Scalfarotto non lo voto. Non mi piace, lo ritengo troppo inesperto e poverissimo di contenuti. E sono in totale disaccordo con le sue posizioni filoisraeliane.

  • mario says:

    ma neanche se mi paghi! mai più pd, neanche si presentassero berlinguer, ingrao e occhetto.

  • iFLUK says:

    “Mi rendo conto che votando per lui non voto per questo PD, ma per quello che potrebbe esserci, se i Roberto Placido e le Debora Serracchiani fossero tanti, all’interno del partito.”
    Il tuo post è bello, interessante, intelligente e, soprattutto, istilla dubbi. Ma.
    Votare il partito che vorresti è diverso dal partito che uscirà dal voto, è la stessa storia del voto utile con cui il PD sta provando a fare la guerra ai suoi (potenziali) alleati, invece che “sferrare l’attacco al cuore” del nemico, parafrasando: è inutile votare il 6° o 7° della lista ché tanto non ce la farà, vota il PD e i primi della lista. A proposito di S&L: insieme al dubbio che sia un’inutile accozzaglia di riottosi e vendicativi capetti inconciliabili fra loro, non pensi che quello spazio che si propongono di coprire (con tutte le contraddizioni del caso) sia proprio quello che la base (anche tu, mi pare) del PD chiede a gran voce venga riconquistato, magari riaprendo il dialogo con questa parte della sinistra che, finalmente dico io, si è liberata di simboli e nostalgie anacronistiche? Insomma il Sig. Placido è, traspare dalla tua descrizione, un (non)politico moderno che sa relazionarsi sui social, che a stimolo del cittadino (che conosce però, vorrei avere la prova del 9 con un perfetto sconosciuto e che non fosse una, ti prego passamela, blogstar) si mette in moto e risponde con atti e fatti: molto bene, complimenti. Lo stesso, forse, si potrà dire della Serracchiani (che guarda caso viene esiliata in Europa invece di essere spesa qui dove potrebbe essere più immediatamente utile): donna, giovane, intelligente coraggiosa, tutto molto bello. Ma gli altri nomi in lista li avrai certamente notati, le liste del centro e del sud, non ti saranno sfuggite e non ti saranno sfuggiti i primi 3 o 4 posti da chi sono occupati (eccezione per Rosaria Capacchione). Insomma il PD, anche in questa tornata elettorale resta un partito costruito a freddo su di un’utopia e demolito a caldo su di una realtà: la co-gestione delle briciole del potere che cadono dal piatto dell’unto del signore, dopo aver abbandonato di fatto qualunque valore potesse EFFETTIVAMENTE renderlo diverso dalla destra e “fit to lead Italy”. Io mi auguro che la tua speranza sia più forte della mia disillusione e che il risultato delle europee (e delle amministrative, non dimentichiamolo) ci consegni un PD diverso: più determinato, più laico edi sinistra.
    (prolissità… adesso è tutto così…)
    🙂

  • Mi piacerebbe sentire da te qualche riflessione sulla relazione tra partito e candidato.

    Butto lì qualche spunto di riflessione sui punti che capisco meno.

    Il partito non ti soddisfa, il candidato sì e arrivi al voto con convinzione. Ma il candidato potrebbe non essere eletto, oppure potrebbe non essere sistematicamente altro dal partito, ecc.
    Del resto il partito che citi, e molti in Italia, sono fortissimamente per il maggioritario, cioè per un “privilegio” chiaro del partito sui candidati che possono essere eletti anche solo perchè “trascinati” dal risultato della lista e, sopratutto, perché il partito li ha messi in lista.

    Insomma al cadidato il partito piace e all’elettore no. Non porta questo alle liste, ovviamente create dal partito, “uno per tipo” (un operaio, un nero, un handicappato, una donna, un giovane, un pensionato, un informatico, uno che viene dalle “primarie”, ecc.)?

  • Andy says:

    Immagino che Scalfacoso sia Scalfarotto. Perche’ non dai la tua preferenza anche a lui? Non mi sembra che il suo profilo sia poi tanto diverso da Serracchiani e Placido.

  • virus1973 says:

    First of all welcome back ! Scusa l’inglese ma è in onore di Barack Obama e del suo splendido discorso al Cairo.
    Il tuo è un post che devo dire arriva giusto in tempo anzi se lo pubblicavi prima a quest’ora avevo già fatto “spam” a tutti i contatti mail, facebook etc…
    Lo scoglio più arduo sarà all’interno della famiglia visto che mia moglie è incantata dalle sirene di Rifondazione and friends dopo la delusione PD. Placido piace molto anche a me ed è uno dei pochi motivi per cui rivoterò PD (perchè anche io ho attraversato giorni di grossa crisi con relative convulsioni da tossico in piena astinenza di vera opposizione)certo il difficile diventa convincere anche tutte quelle persone che non conoscono la parte valida e veramente di sinistra del PD. Che dire con il tuo permesso invierò il link del tuo post ad amici, parenti e perchè no pure a qualche nemico sperando di riuscire a scongiurare almeno in parte lo spreco del voto o ancor peggio il rischio molto alto dell’astensione.
    Saluti
    Roberto

  • la mia missione è cercare di dare una voce a laicità e riforme liberali
    è una piccola voce, se ce ne fossero tante, al prossimo congresso rutelliani e teodem avrebbero sempre meno voce
    è per quello che ho preso la tessera del pd, che non manco una riunione del mio circolo, è per quello che sono candidato alle amministrative, è per quello che nel mio piccolo voglio e posso fare

  • mb says:

    Questa volta non si può non votare PD. Non è il momento della protesta, dietro l’angolo non ci sono solo nani e ballerine, c’è l’uomo nero e se qualcuno non ha ancora capito a cosa si va incontro…pensi a Genova 2001, a quello si va incontro. Abbiamo l’arma delle preferenze, sfruttiamola come il blogger ci suggerisce. Ma votiamo PD, poi troveremo (dobbiamo trovarlo) il modo di comunicare il dissenso.

  • Non so, io sono veramente demoralizzato.
    Il voto al PD non vorrei proprio darlo per comunicare il mio dissenso alle (non) mosse degli ultimi anni.
    Non andare a votare non fa parte del mio DNA.
    Un voto di protesta? Bonino? Sto anche pensando a Margherita Hack…
    Ci penso ancora un pò…

  • Alfredo says:

    Ero mooooolto combattuto sul da farsi.
    Poi ho visto un comizio di D’Alema e ho letto questo post e mi sono convinto.
    Perà se voto Placido a Roma mi annullano la scheda!
    Comunque, in bocca al lupo al mio quasi-corregionale!

    P.S. Scusa se non ho perso questa antica usanza di commentare sul blog e non su FF! 😛

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