I princìpi sulle nuvole, le persone sulla terra – riflessioni su una battaglia che non potremo che vincere

February 5th, 2009 § 9 comments

Vorrei scrivere qualcosa di sensato e di freddo sul caso di Eluana Englaro, ma mi è difficile.
Proprio non ci riesco, nonostante gli sforzi, perché sul tema mi considero un pratico, un semplice, ma contemporaneamente un estremista. E ne sono fiero, perché credo che su una questione come questa non esistano posizioni intermedie.

Non si può mediare su un concetto semplice e contemporaneamente life-defining come la libertà di disporre del proprio corpo.  Non esiste sfera più intima, salvo il controllo del pensiero. Ma all’atto pratico siamo questo: siamo corpi più o meno vivi e ci definiamo esseri viventi e senzienti perché ne disponiamo volontariamente. Scegliamo, cioè, che farne. E la libertà di “agire” liberamente il nostro corpo è una di quelle che – nella mia visione – sta a monte di tutte le altre. Io sono mio, mi sembra un principio inalienabile e non negoziabile.

Ecco perché trovo assurdo che la destra italiana, insieme alla Chiesa, si schieri per la limitazione di quella che è la “libertà madre” di tutte le libertà. E non c’è etica che tenga: se voglio dettare le condizioni per la mia morte, se voglio disporre liberamente di me, intimamente di me, con riflessi solo su di me, è anti-umano. E’ disumano nel vero senso della parola che qualcuno decida per legge cosa posso e cosa non posso fare di me, del mio corpo, della mia vita.

In linea di principio – pur combattendolo – trovo meno barbaro che la Legge e la politica decidano di mettermi il naso in camera da letto o nel repertorio di idee che porto addosso. Ma il corpo è ancora più intimo, non abbiamo altro: è il nostro ultimo bastione. Da lì, mi spiace, ma non si passa.

L’etica, la bioetica, la filosofia, ecc. per quanto mi riguarda contano davvero poco, perché viene tutto dopo: è sovrastruttura, mentre qui stiamo a parlare di carne.
Vanno giusto bene per normare le zone grigie, quelle in cui la volontà del cittadino non è espressa, quelle in cui è ambigua. Ma se voglio mangiare un gelato o morire o fare dieci flessioni è una scelta mia e risponde solamente alla mia coscienza, ai miei valori e alle mie relazioni con gli altri. Ma inizia e finisce dentro di me.

Il vero estremismo pericoloso è proprio quella malata ideologia che si maschera da “difesa della vita”. Ed è veramente qualcosa che confina con il peggiore estremismo e che ha tratti paraterroristici, perché si basa su principi assoluti (e peraltro non so quanto condivisi), non sulla realtà.

Le persone di buonsenso parlano di episodi, di casi, di individui. Gli estremisti della “difesa della vita” parlano di simboli, di categorie , di “bene assoluto” imposto a terzi, senza pensare cosa ci sia nel mezzo.

Ho già visto quel modo di pensare lì, animato da ottime intenzioni sulla carta. C’era gente che pensava di riscattare le masse e salvare il mondo. Per farlo bisognava sparare a qualche uomo, ma suvvia: non erano uomini, erano simboli. E si sa che ogni rivoluzione ha bisogno dei suoi boia, ecc. Abbiamo già dato.

Io ho paura di quelle persone lì, indipendentemente dalla bandiera che sventolano, perché sotto sotto è una sola: quella dell’alienazione dalla realtà. Ho paura di quelli che parlano per categorie assolute e agiscono di conseguenza. Il vero estremismo è quello: restare indomiti sulla nuvoletta dei principi puri senza guardare cosa succede realmente là sotto, dove c’è il paese reale, che per una volta non è un’espressione comune ma siamo noi.

Mi consola una cosa: perderanno. E perderanno perché non hanno tenuto conto che la morte, la sofferenza, il dolore, sono cose comuni a tutti.

E non lo dico per ecumenismo: moriamo tutti e tutti scontiamo da vivi la morte di alcuni che ci sono accanto.
E a tutti, indipendentemente dal colore politico, è capitato di vedere soffrire tanto qualcuno vicino e lontano e trovarsi un giorno ad un funerale e dirsi che sì, dispiace, ma è meglio che sia andata così.

Tutti abbiamo avuto un nonno, un prozio, un vicino di casa, un cugino, ecc. per cui la nostra pietà umana ha, obtorto collo, augurato una fine , piuttosto che un prolungamento sine die del capitolo del dolore, dell’umiliazione, della non-vita.

E quando i brigatisti del “movimento per la vita” parleranno di assoluti, di diritto alla vita e di sacralità, cercando di imporci un’ideologia che è antitetica al nostro senso pratico e praticato di pietà umana, al nostro non voler veder soffrire inutilmente le persone a cui teniamo, noi tutti saremo lì coi piedi per terra e penseremo ai nostri morti, ai nostri parenti, conoscenti, amici, alle loro storie, alla loro sofferenza. E sapremo, come abbiamo sempre fatto, cosa pensare e cosa fare.

§ 9 Responses to I princìpi sulle nuvole, le persone sulla terra – riflessioni su una battaglia che non potremo che vincere"

  • Io in tutta questa confusione che stanno facendo giornali, telegiornali ed il mio vicino sul suo blog, non ho capito una cosa molto semplice: Eluana ha lasciato un testamento biologico? Uno scritto di suo pugno con le sue ultime volontà nel qual caso si fosse mai trovata a non poter decidere della sua vita?

    Nel qual caso credo che ascoltare le sue volontà sia legittimo.

    Ma se non c’è, è inutile che il padre, la madre, la nonna, la zia o la sorella sono sicure di quello che lei vorrebbe fare in questo momento.

    In famiglia non siamo molto fortunati: tra nonni, zii, prozii ecc ecc in parecchi hanno avuto la loro piccola “croce” da portarsi addosso. Chi da un ictus, chi da un’emorragia celebrale, chi da un embolo, chi da un tumore in parecchi sono stati resi tutti gravemente invalidi e non autosufficienti e per diversi di loro sinceramente ho visto nella morte la fine delle loro infinite sofferenze.

    Ci metterei la mano sul fuoco che parecchi di loro quando pienamente in salute avrebbero preferito morire piuttosto che vivere e soffrire come hanno sofferto: attaccati ad una macchina, umiliati quotidianamente dal loro corpo inerme e sofferente.

    Quando si sono però trovati in bilico tra la vita e la morte, si sono attaccati alla prima anche se questa era fonte di sofferenze ed umiliazioni anche non di poco conto.

    Io sinceramente in questi casi non saprei come comportarmi neanche di fronte alla volontà della persona (espressa quando era nel pieno delle sue forze) di farla finita in anticipo.

  • pantegana says:

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    SUBSONICA
    07/02/09 01:23
    ORE 11 PIAZZA CASTELLO TORINO

    manifestazione contro ddl sul caso Eluana.
    La paraculaggine vaticanista di Berlusconi è una buona parte del problema ma il Pd rutelliano che a Torino è ben rappresentato dall’esponente locale Gianni Vernetti è un’altra faccia inquietante della stessa medaglia
    . L’ex leader di Lotta Continua è riuscito, infatti, a bacchettare la presidentessa Mercedes Bresso, ritenendola troppo radicale nei confronti del clero.
    In molti a Torino stanno facendo colletta per acquistare una macchina del tempo e mettere di fronte l’ex sinistroradicalissimo (“compagisevvatelefila!!!!” ) -che con il suo megafono nelle manifestazioni anni ’70, gracchiava insulti al Partito Comunista “allineato/modevato e in combutta con il poteve”, -alle sue più recenti dichiarazioni. Dichiarazioni nelle quali l’ex guerrigliero/barricadero attacca le posizioni eccessivamente laiche, quindi estremiste, di alcuni amministratori del suo stesso partito (Mercedes appunto).
    In tutto questo Berlusconi riuscirà nuovamente a cucinarsi allo spiedo i suoi avversari politici, inoffensivi, perché armati semplicemente dei propri “ma anche!”.

  • kiaramente says:

    berlusconi oramai è invasato. si crede penso dio. presto destituirà ratzinger e ne farà il suo segretario.
    la conclusione è che lui ritiene di disporre di vita e morte degli italiani.
    Aggiungo che se ne fotte bellamente della Costituzione e del Presidente della Repubblica (che fino ad ora ha firmato qualunque porcata proposta, meno male che ha avuto questo lampo di genio)…
    Mi dispiace per Eluana ma sinceramente anche alla nostra nazione stanno staccando la spina e gli italiani oramai vegetano senza accorgersi mai di niente.

  • Giulia says:

    Secondo la Chiesa Cattolica, la tua vita non è tua, è di Dio. Pertanto, Dio decide come e se riprendersela. Non essendosi ripreso ancora le funzioni vegetative di Eluana Englaro, secondo la Chiesa Eluana è viva.
    Le religioni vanno per assoluti, non per relativi. Qui il problema non è la Chiesa, è la teocrazia.

  • mario says:

    allora, i brigatisti hanno vinto, stavolta, silviolo ha fatto il decreto ed eluana non può più essere liberata.
    sua bassezza berlusca si è tirato il paro e lo sparo, ed ha deciso che sulla pelle non di eluana, che è morta diciassette anni fa, ma del padre e della madre di lei, può raccattare qualche voto in più e contemporaneamente pagare i suoi debiti con la gerarchia ecclesiastica.
    dall’altra parte assordante silenzio di veltroni, costretto in un angolo dalla parte baciapile della sua nomenclatura.
    signori, il prossimo passo è la comunione obbligatoria a pasqua e le prediche di conversione a loro spese per i mussulmani e forse anche per gli ebrei, visti i tempi ed i vescovi.

  • Suzukimaruti says:

    Dipende. Se parlarne significa fare pornografia del dolore come stanno facendo i media adesso per il caso Englaro, allora concordo. Non parliamone, soprattutto non così.

    Invece credo che del problema dell’autodeterminazione del corpo si debba parlare eccome, anche perché si tratta di un valore che tutti dovremmo difendere con forza. Ma tutti, perché il corpo che abbiamo è uno e non c’è differenza.

  • axell says:

    Mi sembra che l’unica cosa da fare sia non parlarne.

  • stetto says:

    Sei riuscito a scrivere qualcosa di sensato. Perché l’unica cosa sensata è fermarsi a ragionare e capire cosa ognuno di noi prova di fronte a fatti così importanti. Io sento d’essere d’accordo con le tue conclusioni, anche se credo che non tutti quelli che partono coi piedi per terra arrivano poi alle tue stesse conclusioni. Ho vissuto casi in cui le “sovrastrutture” agivano anche nel vivo del dramma vero. Dunque sì, perderanno, ma ci toccherà giocare la partita testimoniando le nostre esperienze.

  • degra says:

    Anch’io sono prima di tutto un pratico, e infatti sono totalmente d’accordo.
    Soprattutto sul fatto che la battaglia la perderanno. Come hanno perso le altre sui temi “sensibili”.
    Solo quella sulla fecondazione è andata diversamente, ma perché il problema non era tanto sentito ed è prevalso il menefreghismo (d’altra parte questa brava gente se ne sbatte di ciò che non li tocca da vicino).

    Tu li chiami brigatisti, e a me vengono sempre in mente gli antiabortisti USA che fanno saltare in aria le cliniche per “preservare la vita”.

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