Quelli che ce l’hanno con FriendFeed: un invito alle danze

January 2nd, 2009 § 25 comments

Mentre in giro per la Rete esplodeva l’ennesimo dibattito – stavolta innescato da un post di Gilioli– sulla natura di Facebook, da queste parti si manifestava, per la prima volta in modo evidente, una fronda anti FriendFeed, social network che uso con sommo gusto quotidianamente.

La cosa mi ha un po’ sorpreso, anche perché a mio giudizio FriendFeed riesce ad esprime e concentrare in un servizio solo molte cose del social Web che considero positive. Provo ad elencarle, poi do un’occhiata a cosa dicono di FriendFeed i suoi detrattori:

– aggregazione: FriendFeed è prima di tutto un aggregatore. Cioè ogni utente decide quali parti del proprio lifestream quotidiano – che normalmente è sparso su più servizi non interoperanti – costituiranno il suo feed. Per dire, io ci metto i post del mio blog e del mio tumblr, le mie twittate, le foto di flickr, i preferiti su Last.fm e altre cavolatine sparse qua e là. Così ho un “fiume” unico alimentato automaticamente dai vari “affluenti” e se uno ha una vita così triste da voler seguire tutto quello che faccio di social in Rete, basta che si abbona al mio FriendFeed e il gioco è fatto.

– conversazione: trovo che la conversazione su FriendFeed funzioni con le stesse dinamiche di Twitter ma senza il caos di quest’ultimo. Se su Twitter volevi rispondere ad un utente, la tua risposta finiva lì nel mucchio, elencata in puro ordine cronologico, con il risultato che i grafomani come il sottoscritto erano in grado di riempire 2 o 3 schermate di twittate in mezz’ora, se presi da una discussione che li interessava.

Il tutto su Twitter generava caos, scazzo e portava (ne parlo al passato perché lo uso pochissimo) al fenomeno per cui la gente ti chiedeva di scrivere di meno perché paradossalmente lo scrivere sul tuo Twitter invadeva i loro spazi.

Il vero problema, tuttavia, era che spesso non ci si capiva: mi è capitato più volte su Twitter di ricevere reply a cose scritte 2 giorni prima e non capire a cosa si riferivano. A volte la cosa avveniva in massa e il caos cresceva a dismisura.

FriendFeed da questo punto di vista offre tutti i vantaggi di Twitter con in più l’enorme feature di disporre le conversazioni per thread, ciascuna in ordine cronologico sotto il post che l’ha scatenata. Mi pare un incontestabile progresso, no?

 

– strumenti per migliorare la conversazione: oltre a favorire la conversazione, FriendFeed ha un paio di strumenti che la migliorano. Il primo è stupidino ma va di moda (è arrivato pure sui Tumblr) ed è il “like”. Se ti piace un intervento, esprimi il tuo apprezzamento premendo un pulsante e hai la possibilità di filtrare i vari interventi, isolando quelli a cui hai aggiunto un commento o un like: cosa utilissima per riprendere conversazioni lasciate a metà o passate (su Twitter, invece, o eri “qui e ora” o ti perdevi).

Ci sono, poi, strumenti di “moderazione”. Non amo particolarmente la categoria, ma sono molto light e rispettosi. Il più utile credo sia il tasto “hide”: se una conversazione non ti interessa, la nascondi. Ma questo non ti impedisce di parteciparvi (è paradossale, lo so) e soprattutto non impedisce agli altri di continuarla. Ed è un’opzione che si cambia con un singolo click.

Sorvolo sull’opportunità di rendere privato (decidendo chi lo legge e chi no) il proprio feed di contenuti, perché è un’opzione identica a quella di Twitter e non mi ha mai entusiasmato, perché non ne comprendo l’utilità (perché rendere privata una propria attività su un social network? non è un controsenso? o forse viene usato come misura anti stalker?).
In compenso si possono creare “stanze” tematiche in cui discutere liberamente, al riparo da occhi indiscreti (si vocifera, per esempio, di una stanza women-only in cui gli ormoni volano liberi come pterodattili su di giri).

C’è, in ultimo, lo strumento “block”, che permette di bloccare un utente. Il che non significa privare qualcuno del diritto di esprimersi, ma semplicemente decidere di non visualizzare più gli interventi di un utente sgradito, molestatore, deviante, spammer, ecc. L’utente sparisce dalla tua vista ma continua liberamente ad esprimersi: di fatto non gli togli nulla.

– allargamento della sfera degli amici: la feature che mi piace di più di FriendFeed è quella per cui – con dinamiche che non comprendo – il sistema ti mette a disposizione  anche gli interventi degli “amici degli amici”, così non leggi solo la tua combriccola di amichetti, ma vai oltre il solito giro di conoscenze.

Mi sembra una scelta vincente, oltre che buona e giusta. Prima di FriendFeed avevo un’area “blog che leggo” nel mio lettore di feed RSS. Li leggevo e morta lì: raramente aggiungevo nuovi nomi, perché ero costretto nella cerchia delle mie conoscenze.

Ora che ho FriendFeed, grazie allo strumento “amici di amici”, ho praticamente eliminato la cartella “blog che leggo” dal lettore di feed RSS (restano solo quelli che ancora non si sono convertiti) e leggo tutti su FriendFeed, con la differenza che leggo pure i loro amici (quelli non interessanti li nascondo) e ho scoperto un sacco di persone interessanti, che ora leggo quotidianamente.

 

LE CRITICHE

Ho letto, nei commenti ai post precedenti, varie critiche a FriendFeed. Provo a riassumerle per sommi capi:

è elitario: la principale tesi a sostegno di questa accusa è il fatto che FriendFeed è un servizio aperto solo a chi si registra. Quindi è sì uno spazio ordinato, ma perché si perde un po’ lo spirito selvaggio del blog, che è un porto di mare.

In parte concordo: sul blog può capitare lo sconosciuto – magari “illetterato” di social Web – che lascia un commento. Dopo quasi un lustro di esperienza bloggante, tuttavia, mi sono accorto che quegli illustri sconosciuti prendono la forma di 2 o 3 commenti al mese a post vecchi di 2 anni, scritti in stampatello da individui che immagino dotati di tentacoli (ecco perché così tanti refusi), che solitamente si lamentano perché “HAI SCRITTO CHE TZN FRR E GAY MENTRE NN E VERO: LUI MI AMA”. E tra l’altro usare FriendFeed non gli impedisce di continuare ad imbrattare di commenti demenziali e oscenamente sgrammaticati il mio blog, quindi dov’è il problema?

Riguardo alla registrazione, mi chiedo perché non ci si lamenti del fatto che sul 99% degli altri servizi online sia necessaria. Perché nessuno l’ha mai scritto di Twitter?

– è cazzone: non riesco a trovare una sintesi migliore, ma è quanto dice – peraltro in modo condivisibile – Mitì.
Il fatto è che in effetti chi si approccia a FriendFeed può trovare commentini di una riga, battutine che pochi capiscono, una diffusa aria di “qui tra noi blogger” e la conseguente implicita e involontaria chiusura a chi viene da fuori.

Riconosco, a tratti, questo difetto. Però mi sembra sia una fase comune e inevitabile dei social network: i prime movers che li colonizzano tendono a farsi comunità stretta e – come tale – tendenzialmente autoriferita.

Però è, appunto, una fase e mi pare di averla già affrontata in ambiti diversi, per esempio quando secoli fa aprii un blog su Splinder, poi quando mi affacciai su Twitter. C’è sempre una sorta di iniziale “disagio da social network nuovo”, perché chi è lì da prima ha più dimestichezza, ha più amici e oggettivamente si diverte di più. 

Alla fine è un fenomeno che, per quanto ne so, prima o poi finisce.
Su Twitter – e prima ancora nella blogosfera – è finito nel momento in cui ai pionieri del sistema si sono affiancati sempre più utenti.
Giocoforza finiremo per usarlo meglio, perché le platee si allargheranno, arriveranno sempre più utenti e non sarà tanto facile sussurrarci battutine che capiamo in tre in un luogo così pubblico. Se proprio vogliamo flirtare, apriamo una stanza apposita e la usiamo come pied-à-terre.

E poi, se il problema di uno strumento “buono” non è lo strumento stesso ma l’uso che se ne fa, forse ha senso iniziare ad usarlo bene, dando il buon esempio. Conoscendo FriendFeed, i buoni contenuti attirano buoni commenti, buoni utenti, ecc.

QUINDI?

Quindi il consiglio per tutti è di provare FriendFeed, perché mi pare funzioni davvero bene. E più siamo più la conversazione migliora come qualità, più le reti, i giri, le “cricche” si allargano. Da quando uso FriendFeed leggo abitualmente una ventina di blog in più, tutti meritevoli e tutti colpevolmente ignorati/trascurati in precedenza. Mi sembra un buon risultato.

E se inizialmente vi trovate male, pazientate, partecipate alle conversazioni altrui, fate un po’ di amici (non è stupido aggiungere come friends su FriendFeed i blog che si seguono di più, quelli sul blogroll, ecc.) e in tempo breve potreste trovarvi più a vostro agio. E’ un po’ come andare a ballare: ci si mette un po’ ad entrare nel mood della serata, ma poi appena si ingrana si fa l’alba. E in alcuni casi gli afterhour.

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§ 25 Responses to Quelli che ce l’hanno con FriendFeed: un invito alle danze"

  • Fabs says:

    “Dear FriendFeed community, We wanted to let you know that FriendFeed will be shutting down soon. We’ve been maintaining the service since we joined Facebook five years ago, but the number of people using FriendFeed has been steadily declining and the community is now just a fraction of what it once was. Given this, we’ve decided that it’s time to start winding things down. Beginning today, we will no longer accept new signups. You will be able to view your posts, messages, and photos until April 9th 2015. On April 9th, we’ll be shutting down FriendFeed and it will no longer be available. We want to thank you all for being such a terrific and enthusiastic community. We’re proud of what we built so many years ago, and we recognize that it would have never been possible without your support. – Benjamin Golub, The FriendFeed team”: http://ff.im/1kTIyn

  • CyberGigi says:

    A me sembra una sorta di bazar di risorse web 2.0!

  • Mitì says:

    Ecco, vado via 8 giorni e proprio in quei giorni mi inviti a una discussione. Scommetto che se io usassi FF lo avresti saputo, perché per 8 gg vi avrei bombardato di fondamentali messaggi tipo “Va in Spagna”; “Sale sull’aereo per Madrid”; “Mamma che freddo fa a Salamanca”; “Avila è bellissima”; “Che ganzo era il Goya”; “Buone le tapas!” ecc.
    Invece l’avevo semplicemente scritto sul blog, che ovviamente non viene più letto da chi usa FF (scherzo eh? ;-D*).
    Mi spiace tesoro, ma resto sempre di più della mia idea, per tutti i motivi che ho elencato uniti anche a quelli esposti qui da altri.
    Mi vuoi bene lo stesso? ;-*
    E a Catepol che nei tuoi commenti FF si chiede chi mi faccia le soffiate su certe cose buffe scritte su FF che riporto sul placidotumblr, rispondo che non si tratta di spionaggio o complotto. Io leggo regolarmente e da quando son nati vari FF, proprio per cercare di capire e studiare lo “strumento”; talvolta trovo battutine carine che annoto sul tumblr, ma lo farei anche se le sentissi pronunciare attorno a un tavolo mentre si cena, o mentre prendo un caffè in un bar.
    In ogni caso, se non è concesso a chi non è iscritto a FF leggerne o riportarne linkati i pubblici contenuti espressi dal gruppo degli Adepti, prometto contrita che da oggi eviterò accuratamente di farlo
    😉

  • stellavale says:

    Ci proverò!

  • zeno says:

    E’ vero, FF favorisce la serendipity attraverso il meccanismo degli amici degli amici ma il tutto, per come è utilizzato dalla più parte delle persone che conosco, mi sembra ridondante rispetto ad altri SN.
    Concordo con Silva, insomma.
    Il punto è poi la natura accentratrice. Essendo un mezzo basato sulla persona più che sul mezzo stesso, c’è troppa roba, mi ci perdo e personalmente nn riesco a gestire, senza considerare che nel lifestream di una persona, chiunque, c’è tanta fuffa, troppa fuffa e ahimé c’è bisogno di ordine e tempo.

    Con gli RSS, al limite con FB, il giro-blog e la proverbiale serendity, posso (già?) – riesco – decidere ciò che mi interessa di più degli aspetti di varie persone, escludendone alcuni lati che nn mi interessano.

    Delle tue argomentazioni ammetto che FF è mooolto meglio di Twitter di cui peraltro continuo a ignorare le ragioni del suo pseudo-successo, posto che quello delle conversazioni è più simile ormai ad un dogma e al cazzeggio che altro.

    FB, invece, benché limitante sotto alcuni aspetti mi sembra più omnicomprensivo e, in confrotno a FB, più organizzato. Ma qui andiamo sui gusti personali.

    Sono poi fermamente convinto che i commenti sul blog siano più di sostanza e meno di apparenza e cazzeggio come sono su FF. Noto infatti più sotto nella pagina che questo post ha ricevuto “24 likes” e 66 commenti” mentre prima di me, sul blog, hanno scritto “solo” 18 persone. La mia impressione è che i commenti su FF siano abbastanza fuffa.

    Dubito che qualcuno abbia sentito la mia mancanza ma questo è il motivo per cui nn mi iscrivo a FF.

    E cmq preferisco leggerti via RSS!
    ciao
    z

  • Axell says:

    un ottimo strumento per conversare, richiede più tempo ed è meno immediato di Twitter.
    Alla fine per ora favorisce gli interstizi.
    E per questo mi piace a metà.
    Credo anche che una sua ipotetica “esplosione” ne minerà profondamente lo sviluppo. L’interfaccia non è adatta e rischia già ora il collasso.
    Secondo me rimarrà di nicchia, per gente un po’ “geek” come noi.
    Le conversazioni vere sono su Facebook e alla fine è lì che parla la “massa critica”. La battaglia è dura.
    Ma forse stiamo parlando di cose diverse.
    Comunque la puzza di élite si sente lontano un miglio. Per ora.

  • Frequento FF da pochissimi giorni nonostante l’avessi conosciuto da qualche mese. La prima sensazione che ebbi fu caratterizzata negativamente dal sovrapporsi e dalla successione di threat che creavano confusione rispetto a TW.
    Ho sperimentato per un paio di giorni Plurk che da risposta alla dispersione dei commenti con una interessante timeline che risolve alcuni problemi di TW e da ottime indicazioni sulla cronologia.
    Sono approdato su questa spiaggia convinto che non sia l’ultima (e chi ha mai pensato che lo fosse?) La trovo, al momento, certamente la più attrezzata. Cabine in ordine, ombrelloni, allineati, percorsi ben tracciati, pulita la sabbia dell’interfaccia.
    Quando hai capito il significato delle poche icona tutto appare più ordinato. Ottime le “stanze”. Ottimo come aggregatore dei quarantaquindicimila servizi che sottoscrivi e che si sviluppano ed espandoo altrove.
    Evviva la interazione e straevviva la integrazione.
    Nulla a pretendere!!

  • lapaoly says:

    mi spiace dirtelo ma… concordo con tutto! 😉 però tra gli effetti collaterali aggiungerei che può creare dipendenza. Mica a tutti però. Ad esempio io smetto quando voglio, smetto quando voglio, smetto quando voglio…

    (prima avevo scritto il commento nel post sbagliato. che pirla. abbi pietà)

  • interessante articolo.. sono perfettamente d accordo sul fatto che rispetto a twitter, che anch io uso poco, ff sia molto meglio e consenta di arricchire le conoscenze.. sul like e sugli amici degli amici a quanto mi pare di aver capito sono dipendenti, ovvero visualizzi qualcosa di amici di amici se l’amico ha commentato o like quel contributo.. ma non ne sono sicuro..

  • Samuele says:

    A me sinceramente non fa impazzire.
    Mi sembra un assurdo duplicato.
    L’ennesimo calderone in cui infilare tutto.

    La prima cosa che mi viene da pensare: “E’ dispersivo”. Ci sono troppe cose infilate dentro senza senso. I tuoi post, i twitter di risposta ad un twit di tre giorni fa, i commenti, le frasi, qualcosa che arriva da facebook… tutto senza una logica apparente. Anzi, senza logica.

    Io inserisco i miei post in twit, in facebook, nel feed RSS e appaiono tutti e tre. Perché non sceglie solo una fonte anziché mischiarle?

    E poi c’è questa cosa dei commenti duplicati che davvero è terribile. Ci sono due filoni di commenti (uno datato misteriosamente 1969) e poi quello vero. Quale devo seguire? Non sarebbe meglio fare in modo di chiudere i commenti su FF? Chi vuole commentare si dirige sul blog e buonanotte… Se voglio commentare sul tuo blog un altro commento preso da FF come faccio? Devo iscrivermi a FF? Oppure riporto tutto nei commenti tradizionali?

    A questo punto Twitter cosa dovrebbe servire?

    Cioè tutti scrivono su twitter e poi di rimbalzo (in contemporanea su FaceBook e FriendFeed). Un incrocio pazzesco… ridondante e inutile… una marea di cazzate (quando va bene) che si propaga all’infinito raggiungendo le stesse persone anche 3/4 volte.

    Quindi non una critica precisa ma un ammasso di sensazioni poco piacevoli…

  • kOoLiNuS says:

    che dire, provero’ a lanciare Twhirl senza twitter e solo con FF e vediamo come mi trovo ….

    tenere un tab del browser aperto per qualunque altra cosa “dialogante” mi porta via troppo tempo e richiede un livello di attenzione che non ho …

    ps #1: una delle cose che mi piacciono e’ il poter riportare sul proprio blog i commenti come leggo qua sotto …

    ps #2: per il resto, cosa aveva che NON andava Jaiku ? Il meccanismo (mancante) dei like ?

  • diletta says:

    Anche io lo trovo superiore rispetto a tutti gli altri. E’ un collettore (aggregatore, detta bene), e come tale utile per chi è presente, come giustamente dicevi Suz, da più parti contemporaneamente. L’ubiquità non è fattibile nemmeno sul web, ma non per una questione di presenza, quanto di attenzione (tipo che nella vita si deve lavorare e fare altre diecimiliardi di cose 🙂
    Le conversazioni, grazie all’apertura che offre la modalità post/commenti di amici e amici di, spesso diventano stimolanti e ricche di spunti. E’ ordinato, tuttosommato. Insomma, tutte ste cose le ha già dette molto meglio suz, quindi come dire, io ci metto un “like”. 🙂

  • Kluz says:

    Boh, a me FF pare molto figo, le altre critiche/analisi le lascio fare a chi interessa farle e a chi è più dentro il mezzo di me.
    L’ unica, forse, pecca è che, lascia a mio modo di vedere, uno filo di ambiguità su un aspetto.
    Sul blog si sa che va bene commentare, con un “sei il meglio / sei un pirla”,ad es., l’ ultima recensione di un smartphone da parte di suzukimaruti, anche se non lo si conosce personalmente ne di sponda.
    FF, pur essendoci per le conoscenze vere FB apposta, un po’ lo scrupolo lo fa venire, anche se non ti rimbalzano all’ ingresso con un “festa privata” il dubbio di essere inopportuno c’è.
    Quale è il target esatto ?

    Il problema è acuito da fatto che, come si è scritto poco tempo fa qui, una grande parte del “materiale da blog” (quindi non roba personale etc.) ultimamente par essere confluita proprio su FF.

  • gibilix says:

    Concordo in pieno.

    E’ social più di Facebook
    E’ ordinato e funzionale più di Twitter
    E’ divertente molto più di una chat
    E’ più veloce delle dinamiche d’interazione tra bloggers

    Mi ha colpito, in questi giorni che l’ho usato di più, la simultaneità di interazioni pseudo-cazzar-divertenti con discussioni serie ed accese… spesso con le stesse persone!

    Spero solo non venga mai infestato da troppe applicazioni come FB. Mi piace molto la sua semplicità e spero resti tale.

  • Grazie Enrico, ho visto anche che crea feed ad hoc.
    Mannaggia alla beta di bloglines che non li fa aggiungere.
    Vabbuò andiamo avanti dal sito. 😉

  • Suzukimaruti says:

    twhirl (ma l’interfaccia Web è il massimo)

  • Mi consigliate, se esiste, un client desktop per FF?

  • Sid says:

    Concordo su quasi tutto, tra le critiche aggiungerei soltanto la discreta quantità di tempo che porta via. Si badi, non tempo perso ma impiegato 🙂
    (il meccanismo degli “amici degli amici” credo sia questo: un tuo amico commenta o mette un like ad un “non amico” e il 3d compare nella tua pagina)

  • degra says:

    Ti dirò: dissento leggermente. Ovvero, per me le cose che vengano criticate sono le cose che mi piacciono di FF: è (pseudo)elitario, quindi c’è meno casino, meno niubbismo, meno fan di TZN; è cazzone, e questo è altamente positivo; ci sono risposte di poche righe, e questo è ancor più positivo (che per scrivere tanto quanto vuoi ci sono i blog). Mentre trovo negativa la cosa degli “amici degli amici”: perchè se decido di seguira N persone, mi devo trovare anche tutti i post cazzoni di Ndecine di persone che non so manco chi siano? Ok che c’è posso nascondere, ma se sono tanti è sbattimento. La cosa proprio non la capisco, e non dà utlità: la maggior parte degli “amici degli amici” la posso conoscere leggendo i commenti che lascia sui post/attività degli amici comuni.
    Invece concordo sulla conversazione e sul suo miglioramento.

    L’obiezione sul “ma bisogna iscriversi” è la stessa che sentivo nei (miei) primi tempi di Splinder. Poi, chissà come mai, quelle persone che si lamentavano hanno tutte aperto un blog 😀

  • Suzukimaruti says:

    Napolux, mi daranno un iPhone a breve 🙂

  • Napolux says:

    Tutto chiarissimo e condivisibile. E il sottoscritto è sbarcato su friendfeed seriamente solo durante queste feste natalizie. Ora resta solo da capire quanto ti stia pagando Friendfeed per la pubblicità. 😛

  • catepol says:

    amen. No scherzo…bel post suz utile a capire cos’è e coa non è FF. Me lo segno.

  • In realtà Friendfeed non è per me nient’altro che un Forum “2.0”. Ed il real-time la chat. 🙂

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