Alle prese col tuttofono – una recensione del Sony Ericsson Xperia X1 quando ormai Beggi ha già detto tutto

December 20th, 2008 § 4 comments

Normalmente il citofono in ore indecorose (per i miei ritmi) porta brutte notizie, al 99% multe che il postino mi porge con occhio compiaciuto.

L’altra mattina no, anzi era un corriere perfino di bell’aspetto che mi consegnava nientemeno che un Sony-Ericsson Xperia X1, cioè il nuovo smartphone (e modello di punta) di casa Sony.

Grazie mille a chi me l’ha fatto arrivare, ma qui a caval donato si guarda in bocca eccome. Per questo motivo ho tenuto per un’intera settimana l’X1 con me, trascinandolo peraltro nei 7 giorni più intensi di tutto l’anno, quelli in cui lavori di meno e cazzeggi di più, tra feste, GGD, cene, saluti aziendali, ecc.

L’intenzione era buona: fare una bella recensione puntigliosa basata su una settimana di uso intenso e prolungato, usando il telefono per tutte le mie attività quotidiane.
Peccato che nel mentre il buon Andrea Beggi abbia fatto una recensione che dice tutto quello che volevo dire io, peraltro con meno parole e più credibilità tecnica.

Quindi mi tocca ripetere un po’ di considerazioni beggiane, perché sono assolutamente condivisibili, e aggiungere giusto un po’ di impressioni soggettive.
Impressioni che potete leggere – tanto sotto Natale non avete niente da fare se non digerire i quintali di cibo che avete incamerato nonostante la crisi – se avete un bel po’ di tempo a disposizione e se nella vostra esistenza ha senso leggere migliaia di caratteri su un telefono cellulare.

 

Un piacere per le mani

Partiamo da queste ultime. L’impressione, sostanziata da un incredibile interesse femminile mostrato  nei confronti del telefono, è che l’X1 sia un prodotto estremamente “piacevole” da maneggiare.

Ok, siamo al minimalismo e alla pornografia geek, ma in effetti è così: l’X1 ha un hardware che brilla per qualità percepita. I materiali sono ottimi, perfettamente assemblati (per dire, lo schermo non fa filtrare luce da nessuna parte, non si vedono angoli mangia-polvere, la tastiera non scricchiola, ecc.), le finiture sono di alta qualità e il design ha un senso e un’armonia percepibili.

Su tutto, il meccanismo di apertura della tastiera a scomparsa è emblematico della qualità costruttiva e della bontà del progetto X1: i pannelli scorrono con un movimento che è perfettamente bilanciato tra scorrimento, pesi, resistenza e “soddisfazione” della mano.

Affrontiamo subito l’ansia competitiva di qualcuno: sì, l’X1 come hardware e come qualità percepita al tatto e alla vista dà più soddisfazioni (a me) dell’iPhone, un po’ perché pesa di più, un po’ perché ha una finitura metallica (satinata), ideale per tenerlo in mano, mentre l’iPhone è tutto liscio e lucido ed è perfetto solo senza ditate, cioè per i primi 5 minuti d’uso. E sembra volerti scivolare via dalle mani alla prima occasione, complice la forma un po’ a saponetta.

 

Hardware: ecco finalmente il “tuttofono”

A livello di dotazioni hardware, l’X1 è il “tuttofono”. Pensate ad una tecnologia di alto livello nel settore mobile e l’ammiraglia Sony-Ericsson ce l’ha.

Qui vi potete leggere le specifiche, ma vi basti sapere che è uno dei telefoni più all’avanguardia come somma di feature tecnologiche, tra HSDPA, AGPS, WiFi, memoria (la mia versione ha una micro SD da 8Gb al suo interno) e, ovviamente, la tastiera integrata qwerty che si ritrae sotto al display.

Non volendo stare a riscrivere pregi e difetti hardware (tanto ha fatto tutto Beggi), mi soffermo sull’elemento più sorprendente dell’X1: lo schermo.
 La risoluzione del display del gioiellino Sony è davvero notevole, perché ha pochi pari nella telefonia mobile: 800×480, cioè quanto un EeePc da 7”.

Contando che il display ha una notevole risoluzione ma è piuttosto contenuto come diagonale, il risultato è notevole: uno schermo con un numero spaventoso di punti per pollice, bellissimo a vedersi in ogni occasione e capace di mostrare nitidamente anche caratteri piccolissimi, perfettamente resi.

Un’altra cosa che mi è piaciuta particolarmente è la foto-videocamera. Contando che questo è uno smartphone e non un “cellulare fotografico” (ormai fanno prodotti che altro non sono che fotocamere da 8 megapixel che incidentalmente fanno anche le telefonate), la qualità di foto e video è molto buona, con una nota di merito per i video: anche riprendendo scene in scarse condizioni di luce, la resa è ottima e – credo – lo schermo 800×480 contribuisca non poco all’effetto.

 

I controlli: un telefono per persone decise

L’X1 non è un telefono per indecisi.
Mi spiego: i sistemi di input di questo smartphone sono molteplici. Volete usare lo stilo e il touchscreen? Potete. Preferite usare i tasti dedicati? Ben venga. Magari volete usare il telefono in modalità landscape e usare la tastiera a scomparsa? Va bene pure quello. E se vi piace prendere a ditate lo schermo, in certe occasioni potete farlo.

Accade lo stesso se volete scrivere, visto che potete scegliere tra la tastiera qwerty reale, una tastiera virtuale a misura di stilo e, casomai non vi bastasse, anche un buon vecchio strumento di riconoscimento della scrittura chirografica, stile Graffiti.

In questo ambito, tuttavia, tante opzioni non sono per forza una bella notizia. Anche perché alcuni metodi di input funzionano bene e altri no.
Partiamo subito dal limite più grosso, che è il touch-screen. Per quanto lo schermo sia adorabile e non abbia ancora visto di meglio su uno smartphone, è uno schermo di tipo resistivo e non capacitivo.
Questo significa che è necessario usare uno stilo per interagire in modo ottimale, con però il vantaggio che gli schermi touch resistivi permettono il riconoscimento della scrittura manuale.

Ecco, la scelta del touchscreen resistivo mi fa arrabbiare, perché vedo anche Nokia fare lo stesso errore. Il fatto è che gli schermi tattili capacitivi sono tutta un’altra cosa, si controllano con le dita e permettono una gestione facile del multitouch e dei gesti compiuti dalle singole dita. L’iPhone, per dire, ha lo schermo capacitivo e si usa agevolmente con una mano sola. Provate a farlo con uno stilo…

Il motivo di questa scelta pare che siano le economie di scala globali a livello industriale.
In sostanza in Oriente è importante il riconoscimento dei caratteri scritti a mano, motivo per cui chi vuole presidiare quei mercati deve per forza usare gli schermi resistivi, gli unici che permettono il riconoscimento della scrittura.

Quindi, in tempi di terrorismo tremontiano, se volevate un motivo in più per prendervela coi cinesi, eccolo qua! Ma vale anche – e soprattutto – per i giapponesi. Anni e anni a tifare per Mazinga e per Jeeg e questi ci ripagano così…

 

Vecchio iPaq, quanto tempo è passato

Vorrei darvi una bella notizia: usare il nuovissimo X1, un prodotto che esce alle soglie del 2009, è  stato un gioco da ragazzi.
Davvero, appena l’ho acceso l’ho usato istantaneamente in tutte le sue funzioni, incluse quelle avanzate, senza leggere una singola riga di manuale.

Il problema è che tutto ciò è avvenuto perché il sistema operativo dell’X1 è Windows Mobile che, tristemente, non è cambiato per nulla rispetto quello che c’era sul mio vetusto e amatissimo (all’epoca) Compaq iPaq 3850, pagato in lire e usato per anni.

Ecco il più grande limite del Sony Ericsson Xperia X1: l’unico pezzo di cui Sony non è diretta responsabile è un disastro.
Attenzione: non sono uno di quelli che pensa che Windows sia il male, che demonizza Microsoft, ecc.  Anzi, scrivo questa recensione da un Sony Vaio SZ che uso per lavorare e che in 2 anni e mezzo d’uso non mi ha dato un singolo problema, un riavvio, un blue screen, prima con XP Professional, poi con Vista Ultimate.

Però quando un sistema operativo è vecchio e inadeguato non c’è molto da fare. Windows Mobile 6.1, mi spiace, è tremendo e deve andare in pensione presto, prestissimo!
Il fatto è che è un sistema totalmente inadeguato alla risoluzione del display, ha un browser giurassico praticamente inutilizzabile e, graficamente, non prescinde dallo stilo, anche perché è obbligatorio cliccare secchiate di pulsantini e iconcine per compiere qualsiasi operazione.

Insomma, dire che l’X1 ha una pessima usabilità software è eufemistico.
E il bello è che è tutta colpa del sistema operativo, visto che l’hardware è notevole e, addirittura, per usare meglio il telefono presenta una sorta di “scroll wheel ottica”, cioè un pulsante su cui scorrere il dito, che funziona come la rotellina del mouse in orizzontale e in verticale. In sostanza fa scorrere le pagine e, premendolo, clicca. Davvero un’invenzione originale e ben funzionante, se opportunamente calibrata.

Però vedere tutto questo ben di dio hardware sprecato da un sistema operativo che fa così tanto anni Novanta, con le sue inutili e orride barre di scorrimento a grandezza naturale (che sullo schermone dell’X1 non sono un dramma, beninteso) sa di occasione sprecata.

Intendiamoci: non è che Windows Mobile non funzioni, anzi milioni di utenti in tutto il mondo (principalmente utenti business) continuano ad usarlo nonostante abbia i suoi anni.
Il fatto è che questo sistema operativo fa tutto e non impedisce nessuna delle tante funzionalità dello smartphone, però ne ostacola tantissime con un’interfaccia inadatta, farraginosa, datata e brutta a vedersi.

Volendo buttare lì una metafora automobilistica, l’X1 è una Ferrari con gli interni sfondati e pieni di zecche di una carrozza di seconda di un vecchio regionale di Trenitalia e avrebbe *tanto* bisogno di un tappezziere interventista e creativo.

E’ tempo di Android

La buona notizia è che Sony ha testé aderito all’associazione internazionale tappezzieri interventisti , ovvero all’associazione di aziende che intende utilizzare Android (per i non pratici: l’ottimo sistema operativo mobile e open source sviluppato da Google, assolutamente competitivo con il software dell’iPhone come funzionalità, facilità d’uso, naturalezza dell’interfaccia, ecc.) sui propri prodotti futuri.

Ecco, tenete conto che un Sony Ericsson Xperia X1 con sopra Android (e magari un bello schermo capacitivo) potrebbe essere il cellulare definitivo, quello che sbaraglia tutti i concorrenti e offre davvero all’utente un set completo di funzionalità di altissimo livello supportate da un sistema operativo all’altezza.

Anche perché un telefono così, che fa di tutto, ha una connettività HSDPA davvero veloce, un AGPS che aggancia la posizione in tempi record (perfino più rapidi dell’iPhone quando è in giornata) e ha uno schermo eccezionale e una batteria che, incredibilmente, dura un giorno e mezzo d’uso inteso, merita un sistema operativo degno di questo nome.

E visto che si vocifera di installazioni “grezze” di Android sull’X1, figuratevi cosa potrebbe fare Sony-Ericsson, aggiornando tutti gli X1 ad Android (e se l’adeguamento avesse un prezzo, tipo intorno ai 100 euro, sarei dispostissimo a spendere pur di averlo)

 

Impressioni d’uso

Ora che l’ho raccontato “da fermo”, un paio di note sull’uso dell’X1.
Di suo il telefono è comodo da portare in giro e – cosa che apprezzo – non è leggerissimo ed è perfettamente bilanciato.

L’uso con una mano sola è impossibile, non c’è nulla da fare. Le dita sul touchscreen resistivo fanno pietà, cliccano dove gli pare e bisogna usare per forza lo stilo.

Telefonare non è un problema: il telefono prende bene, ha tutte le bande possibili e ha un vivavoce un po’ da Kraftwerk come sound, ma tuttavia utilizzabile.

In compenso navigare è un problema. Cioè, non è nemmeno un’opzione se si pensa di usare Pocket Internet Explorer, che sarebbe come usare adesso Netscape 1.0 sul Web attuale.

Con Opera, che giunge già preinstallato, la resa delle pagine è perfetta, il browser è veloce e si può perfino fare il doppio click di zoom con le dita (peccato che non faccia lo zoom esatto sulle colonne di testo, come fa Safari sull’iPhone). E scrivere su FriendFeed con la tastiera qwerty mentre ci si gode il sito nello splendore degli 800 punti orizzontali dello schermo è veramente una gioia.

Il vero dramma giunge quando bisogna cliccare su un link: riecco lo stilo obbligatorio e, detta tutta, una qual certa fatica a far capire al sistema che vogliamo cliccare proprio lì.
Una vitaccia: tutti limiti dello schermo resistivo e del sistema operativo, col suo fastidioso “menù di contesto da click col pulsante destro” che si manifesta ogni volta che si preme lo stilo sullo schermo più a lungo del dovuto. Un problema che c’era già ai tempi del mio ormai impolverato e pensionato iPaq e che riscontro tuttora.

In compenso ho scoperto un uso meraviglioso dell’X1: è uno straordinario reader di file PDF e, complice lo schermo, non bisogna passare il tempo a scrollare le pagine in orizzontale o a fare zoom.
Basta cliccare e si legge, cosa volete di più?

 

Che fare?

Alla fine, è uno smartphone che merita? Dipende.

Se siete utenti Windows Mobile, se il sistema vi piace , più probabilmente, non potete che usare quello, correte ORA a comprarvi l’X1 perché è il migliore telefono con sopra Windows Mobile che io abbia mai provato e – con buona probabilità – il migliore del mercato.

Anche perché una piccola analisi della concorrenza in campo Windows Mobile non rivela altri prodotti competitivi. Certo, c’è HTC che fa un (grossino: lo schermo è di ben 3,8”) HTC HD, che però non ha la tastiera QWERTY e non si sa se uscirà mai un HTC HD PRO, cioè la versione con la tastiera a scomparsa.
Per il resto, il vuoto assoluto, salvo forse il Toshiba G900, che però è un prodotto di quasi 2 anni fa.

Per chi non ama o non conosce Windows Mobile, il consiglio è provare. Sì, perché l’X1 ha sicuramente l’appeal per far dimenticare perfino un po’ di bruttezze del sistema operativo.

Il merito potrebbe essere l’interfaccia a pannelli che Sony Ericsson sovrappone a Windows Mobile.
Si tratta, in sostanza, di pannelli funzionali intercambiabili (per esempio un pannello tipo “today screen” che indica appuntamenti, mail ricevute, previsioni del tempo, ecc.; oppure un pannello con gli update di Facebook – che attualmente crasha il telefono – o uno con il campo di ricerca di Google, uno con un mediaplayer, ecc.), con una grafica ottimizzata per la risoluzione dello schermo e, pare, facili da programmare, personalizzare, ecc.

Tra quelli forniti in dotazione e quelli scaricabili online, finora, non è che ho trovato nulla per cui strapparsi i capelli, ma graficamente sono in gran parte belli a vedersi e nascondono le brutture del sistema operativo.

In effetti uno dei meriti di Windows Mobile è che consente ai singoli produttori di hardware di sovrapporre al sistema operativo un layer grafico e funzionale personalizzato, quasi una skin attiva che permette di  personalizzare maggiormente l’esperienza d’uso.

In alcuni casi l’imbellettamento funziona.
Per esempio, l’interfaccia Touch Flo degli HTC funziona benissimo ed è bella a vedersi, ma è molto più “profonda” rispetto ai Panels dell’X1, che tuttavia sono una novità e chissà che col tempo non migliorino come qualità e quantità.

Se, in ultimo, siete dei temerari  (o dei ricchi scriteriati) potreste prendervi un X1 e tenerlo lì in attesa che un bel giorno ci si possa mettere sopra Android ed essere felici.

§ 4 Responses to Alle prese col tuttofono – una recensione del Sony Ericsson Xperia X1 quando ormai Beggi ha già detto tutto"

  • stellavale says:

    Io non ho neanche imparato tutte le funzioni del blackberry! che, peraltro, secondo me ha qualche impostazione sbagliata. Uff….

  • zio Gil says:

    La recensione sarebbe anche convincente, se io non fossi uno schiavo che ha già deciso di volere l’aifón. È che lì ci sono le applicazioni sceme 😀

  • Ohi, signori produttori che leggete Suzuki e gli regalate i telefoni, sono il vostro uomo per testare il samsung omnia. 😀

  • Smeerch says:

    Fossi il direttore di un giornale Hi-Tech pagherei per avere pezzi così…

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