Giusto, tagliamo i fondi alla scuola pubblica, come sta facendo il governo Berlusconi

November 22nd, 2008 § 35 comments

Cosa volete che succeda?

Voglio proprio vedere come Berlusconi, la Gelmini e tutti i politici cattolici (alcuni pure nel PD) potranno venire a chiederci di togliere soldi alla scuola pubblica e regalarli alle scuole private (cioè diplomifici e scuole cattoliche), come peraltro hanno già fatto nel 2001.

Questo paese capisce i propri errori solo quando sanguina forte.

§ 35 Responses to Giusto, tagliamo i fondi alla scuola pubblica, come sta facendo il governo Berlusconi"

  • Luca says:

    Comunque se il Darwin è una scuola è da chiudere, in Italia le chiudiamo tutte.
    (ovviamente il discorso vale dopo aver controllato che non ci siano altri tubi di ghisa lasciati a penzolare nel controsoffitto).

    Cambiando discorso, ora mi aspetto un commento di Suzuki sulla Social Card….

  • stellavale says:

    Il problema è che li capisce per 5 minuti, e poi se ne dimentica…

  • antonio says:

    a mio modesto parere, sanno benissimo come fare per migliorare la condizione scolastica. Se non lo vogliono, deve esserci un motivo. L’unico che mi sembra verosimile è che troppe persone ben acculturate sono un problema per la gestione del consenso. la classe dirigente del nostro paese deve essere selezionata entro poche scuole di alto livello. Per il resto, serve una cultura solo nella misura in cui serve a lavorare.

  • Leolas says:

    @Apelle e gli altri contro Suzi

    Il punto è che saputo di uan tragedia simile, in un buon paese, lo stato deciderebbe di stanziare soldi per l’EDILIZIA delle scuole, per far sì che vengano riparate quelle messe peggio.

    In italia cosa succede?
    Stanziano 300milioni, che andranno divisi per migliaia di città e quindi migliaia/milioni di scuole.

    Inoltre, gli appalti per costruire le scuole, finiranno ad amici di politici che faranno i lavori alla loro, oppure verranno persi attraverso i soliti giochetti mafiosi.

    Ora, dato che il governo dice che 10’000 edifici non sono sicuri, mi aspetterei che stanziasse dei soldi, dei veri soldi per questi 10’000 edifici: 300’000’000/10’000= 30’000

    30mila € per ogni istituto messo male.
    Sapete, io non credo che 30mila euro bastino a ristrutturare un edificio scolastico…

    Ah, per la cronaca: un carroarmato costa come una scuola..
    Uno squallore..

  • mike says:

    Scusa Suz, ma non vedi qual’é la soluzione: è anche a Rivoli, in corso Francia 15. E c’è anche il liceo classico.

  • apelle says:

    Guarda, Suzuki, l’unico impianto generale che ho distinto nel tuo discorso riguarda la faziosità dello stesso.
    Faziosità politica, e faziosità nell’identificare i bersagli.
    Potrei darti ragione, dicendo che non ho argomenti. In effetti è abbastanza vero.
    Ma anche che i tuoi, in materia, sono parecchio confusi. Perchè se mi parli di sicurezza nelle scuole e poi mi dici che la 626 non c’entra sostanzialmente una cippa, mi viene da pensare che tu stia parlando di una cosa di cui non hai la più pallida idea.
    Se vuoi poi possiamo continuare a rinfacciarci i “marchettoni politici” a vicenda. Tu mi continuerai a dire che il governo quest’anno ha tagliato 23 milioni di euro sull’edilizia scolastica e che adesso correranno ai ripari (perché questo è ciò che dice l’opposizioni).
    E io ti dirò che non è vero, che i tagli sono su altre voci e che, anzi, l’edilzia scolastica è stata tenuta in gran conto alla voce “stanziamenti” (perchè così dice il decreto Gelmini, approvato prima della disgrazia. Quindi, dove sarebbero questi benedetti tagli sulla sicurezza della scuola su cui hai basato il tuo post?).
    Quindi evito, perché altrimenti non si finisce più.

    Passiamo alla riforma scolastica.
    Tu dici di essere a favore dei tagli, ma solo dopo che si è fatto un piano di riforma organico dell’istruzione.
    Io ti dico che in linea di massima potrei essere anche d’accordo sull’impostazione che dai a questa parte del ragionamento.
    Ma, purtroppo, succede che in Italia questa sia anche la classica premessa per non fare niente: ne’ riforma, né tagli.
    Perché le riforme non devono prevedere tagli, a prescindere.
    L’importante è cominciare ad aprire i tavoli di discussione: tavoli con i bidelli, tavoli con gli insegnanti, tavoli con i provveditorati, tavoli con i sindacati, tavoli con i rappresentanti di categoria, con gli assessori comunaliprovincialiregionali, con le associazioni….magari anche con tutti quelli che fino al giorno prima hanno fatto casino, hanno manifestato, hanno preteso affinché sul loro posto di lavoro ci fossero proprio quegli stramaledettissimi poggiapolsi anatomici di cui parli sopra. Perchè quella, magari, era la rivendicazione del momento.
    E intanto si ferma tutto. Anzi, si spendono soldi per un emerito cazzo. Perchè i tavoli costano, anche al netto del legno.
    E allora tagli siano, a prescindere.
    Anche se dubito che succederà veramente…

    Tornando invece al discorso sicurezza, se proprio vuoi ti dirò cosa penso che succederà. Oggi l’urgenza sono le scuole che crollano? Bene, finirà che si stanzieranno ancor più fondi. E, magari, si approverà anche una nuova legge, ad minchiam.
    Tra qualche mese capiterà una nuova tragedia. Stavolta magari in un ospedale. E allora si scoprirà (di nuovo, of course) che c’è “un’emergenza ospedali”. Che gli ospedali italiani sono fatiscenti, che vengono giù uno dopo l’altro. Che si fa? Si stanziano dei fondi, naturalmente, magari prendendoli da quelli che erano stati stanziati per l’emergenza scuola. Perchè, poi, alla fine i soldi non ci sono, i soldi sono sempre gli stessi. Presi ogni volta da un emergenza di cui non si parla più, e dirottati verso una nuova emergenza. Perchè, e questa è un’altra caratteristica tutta italiana, i fondi che vengono messi a disposizione spesso non vengono manco spesi dagli enti che ne avrebbero diritto.
    E così via.
    E qui si passa al prossimo livello.
    Perchè i soldi sono sempre gli stessi? Perchè, negli ultimi tre lustri, in Italia siamo stati impegnati a risolvere l’emergenza maxima: il risanamento dei conti pubblici, i parametri Ue, il patto di stabilità Europeo.
    Ecco, volessi buttarla in caciara, se volessi seguire il tuo modo di ragionare, adesso direi: il Patto di stabilità Europeo, uno dei tanti disastri del governo Prodi. Che oggi non permette al Governo centrale di spendere i soldi..
    Bello, eh? Facile scrivere ‘ste cose. Peccato che sia una scemata, come è una scemata dire che il patto di Stabilità con gli enti locali sia stato un’altro dei disastri voluti dal Governo Berlusconi. Per il semplice fatto che esso è diretta conseguenza del Patto di stabilità Europeo.

    Faziosità di bersaglio.
    Passiamo allora ai Governi perifierici. Che, in piccolo, scimmiottano in tutto e per tutto il governo centrale. E’ inutile dire che gli stanziamenti per le ristrutturazioni dipendono solo da Roma. Comuni, Province e Regioni non sono dei semplici passacarte. Hanno ampio potere decisionale per quanto riguarda i capitoli di spesa. Possono tranquillamente decidere, in base al proprio bilancio, dove, come e quando spendere i propri soldi. Siamo sicuri che questi enti spendano sempre al meglio le proprie risorse? Oppure, al pari del governo centrale, non è vero che spesso le dilapidano in progetti inutili?
    Siamo sicuri che la Provincia di Torino (è solo un esempio) abbia sempre speso i propri fondi in modo efficiente?
    Quanti festival di musica Gitana, quante Sagre della nocciola di Mondovì, quante rassegne di cinema Uzbeko, quante associazione, enti, fondazioni, congreghe, confraternite di salcazzocosafanno hanno finanziato il Comune e la Provincia di Torino? Sono solo esempi, neh!

    Insomma, quello che ti contesto è di aver faziosamente indirizzato i tuoi strali solo ed esclusivamente verso una determinata parte politica e solo ed esclusivamente verso un determinato soggetto. Utilizzando argomenti spesso discutibili.

    Per ultimo: avevo perfettamente capito a cosa ti riferissi parlando di negazionisti e Olocausto.
    Semplicemente, mi sembrava una metafora del cazzo.

    Saluti.

  • pier says:

    su una cosa non concordo: tu scrivi:”piano di tagli scriteriato del governo Berlusconi (un vero e proprio inspiegabile attacco alla scuola pubblica)”.

    Invece è spiegabilissimo ed evidente. Come è evidente che la Gelmini la dovevano prendere a controsoffittate…

  • Alfredo says:

    Enrico, non capisco perchè perdi tutto questo tempo a convincere chi è felice di questa situazione.
    Lascia che le scuole crollino sulle loro teste; lascia che i loro genitori dipendenti dell’Alitalia rimangano senza lavoro, dopo aver protestato contro l’accordo di Prodi con Air France; lascia che dei simpatici ragazzotti trascorrano un noioso sabato sera bruciando un senzatetto; lascia che i giovani precari perdano anche quel posto precario, senza neanche avere la possibilità di rivalersi in tribunale; lascia che gli squadristi vadano in giro a sprangare chi non la pensa (?) come loro; lascia che i viaggiatori rimangano per ore negli aeroporti; nelle stazioni…
    Lasciali perdere, loro sono contenti di questa Italia volgare, violenta, in declino economico e culturale.
    E’ l’Italia che hanno scelto.

  • eloise says:

    per luca:
    ci sono stata eccome in quel liceo e ti assicuro che la maggior parte della aule erano come descrivo io.
    non so, forse tu sei stato più fortunato, ma se sostieni che la scuola fosse in buone condizioni…. ecco non le dire tu le cazzate.

  • Suzukimaruti says:

    apelle, non fare il finto tonto perché non hai argomenti. Hai capito benissimo che parlo di un certo modo di condurre le discussioni e non certo dell’Olocausto di per sè.
    Quindi fai meno lo scandalizzato e discuti in modo più corretto, please.

  • apelle says:

    Oddio, siamo arrivati addirittura all’Olocausto…
    Vabbe’, a questo punto mi fermo qui.

  • Veronica says:

    cari tutti. abito a roma a sabato mattina ho tenuto il cell spento fino a dopo pranzo. Ero in macchina e alla radio ho sentito “crolla tetto in un liceo di rivoli nei pressi di torino, muore un 17 enne”. Non sono brava a raccontare, ma potete capire come mi sono sentita se aveste avuto, come me, un fratello di 17 anni che va al Darwin di Rivoli. con la macchina ferma li’ dov’era ho bloccato una rotonda mentre cercavo di fare quella telefonata che si doveva fare, per uscire o entrare in un inferno. Lui era nella classe di fronte, era da poco a casa dove nella confusione totale si cercava di capire cosa fosse successo. Non vi racconto oltre, avrei tante cose da dire, incazzate, in disordine…, ma è chiaro che se lo Stato ci fa vivere queste cose, paghiamone tre di ICI…Perchè qualcuno quel giorno in quell’inferno ci è entrato per davvero e questo riguarda tutti noi, è nostra responsabilità quando dichiariamo cosa sia importante per noi a chi ci governa. A scuola non si muore. punto. Neanche nei floridi paesi del terzo mondo come il nostro.

  • Suzukimaruti says:

    apelle: non è che attaccandosi a singole parti (peraltro tangenzialmente pertinenti) di un discorso ne si contrasta l’impianto generale.

    Sono scene già viste ai tempi del negazionismo sull’Olocausto, coi negazionisti che contestavano i nomi di battesimo dei militari nazisti nominati nelle ricostruzioni dei superstiti, sperando di ottenere chissà che cosa.

  • apelle says:

    “I poggiapolsi ergonomici per la 626 ben vengano, ma mi pare che ci siano altre priorità, e cioè che muoiono gli allievi.”

    Oddio, proprio ieri qualcuno ha definito la 626 “la madre di tutte le leggi sulla sicurezza” e tu me la derubrichi citando i poggiapolsi ergonomici…
    Quindi immagino che un impianto elettrico che prende fuoco o una centrale termica che esplode o un tubo di ghisa pericolante (tanto per dirne tre) secondo te non siano assolutamente delle priorità 🙂

  • Suzukimaruti says:

    Un momento, Luca, nessuno sta dicendo che quel povero ragazzo che è morto a scuola sia stato ucciso da Berlusconi o dalla Gelmini. Se noti, non è scritto da nessuna parte.

    Quello che sto dicendo è che il piano di tagli scriteriato del governo Berlusconi (un vero e proprio inspiegabile attacco alla scuola pubblica) non potrà fare altro che rendere ancora più probabili disgrazie di questo genere.

    Sapendo che hai una figlia e che, ragionevolmente, va a scuola lì dalle parti di Rivoli, credo non ti farebbe piacere – come genitore – che il governo tagliasse/bloccasse i fondi per renderla sicura, no?

    Riguardo ad Eloise, non fosse altro perché è mia cognata, confermo che ha fatto il liceo al Darwin, come peraltro decine di altri miei amici. 🙂

  • Luca says:

    Eloise ma che stai a dì???
    Io c’ero in quella scuola (ahimé) fino a 24 anni fa quando c’erano i soffitti alti 10 metri e c’erano 17 gradi in classe, ma non dire cazzate per favore, non dire cazzate ti prego.
    Una ditta lascia un tubo inutile di ghisa 20 anni fa nel controsoffitto, che c’entra la scuola la Gelmini Berlusconi Prodi l’ici e il padreterno, che c’entra?? a cosa vi attaccate? Anche se un governo qualsiasi avesse stanziato miliardi e miliardi di euro per le scuole quel tubo sarebbe caduto lo stesso, perché nessuno lo sapeva….mamma mia che tristezza che fate venire, speculate su disgrazie enormi per spiegare cose che non c’entrano niente. Fate pena eterni sfigati.

  • eloise says:

    concordo con suzuki
    io ho studiato e mi sono diplomata in quella scuola e posso dire in che stato fosse già 16 anni fa.. serramenti rotti, riscaldamento inadeguato, parti di controsoffitto che ogni tanto trovavamo per terra. per fortuna all’epoca erano solo elementi di tamponamento leggeri e non parti strutturali. abbiamo pure protestato tante volte per questo ma quasi invano. vedo che da allora non è cambiato nulla anzi è peggiorato.
    questo è il concetto di diritto allo studio che abbiamo in Italia. sono disgustata

  • Luca says:

    Scandaloso Suzuki.
    Stavolta non meriti neppure un vaffanculo.

  • titus says:

    concordo in pieno.
    e poi il nano parla anche di “fatalità”.
    dubito però che la grave emorragia serva a svegliarci…

  • Ly says:

    Terribilmente vero.

  • Suzukimaruti says:

    apelle: ma il problema è che l’adeguamento alle 626 (legge sacrosanta, neh) o i cani antidroga di fronte alle scuole, ecc. sono il limite dell’allocazione fondi per la “messa in sicurezza”.
    Cioè, qui crollano i tetti. I poggiapolsi ergonomici per la 626 ben vengano, ma mi pare che ci siano altre priorità, e cioè che muoiono gli allievi.

    Quindi non è una questione di fede politica, ma di semplice informazione. Questo governo sta defraudando l’istruzione pubblica, già in passato la sua stessa maggioranza ha regalato soldi a quella privata (in Italia composta perlopiù da diplomifici e scuole confessionali cattoliche) e ci vuole convincere che questo sia un bene.

    La risposta alla mia domanda di fondo è drammaticamente ingenua (proprio un caso di fede politica).
    Cioè, per ora sappiamo

    – che ci saranno tagli alla scuola fatti a casaccio (l’espressione “archetipo organizzativo scolastico” è ridicola: voglio sapere COSA tagliano e PERCHE’)

    – che i tagli andranno a scapito della qualità dell’offerta didattica (meno maestri, meno sperimentazioni, meno materiale didattico, ecc.). Quindi semmai, scuole più sicure, ma peggiori. Forse. Nella migliore delle ipotesi.

    – che non hanno idea di come questo possa migliorare la scuola

    Il tutto senza che ci sia nemmeno in prospettiva un’idea su come sia migliorabile, cioè manca un progetto.

    A me vanno anche bene i tagli e le ottimizzazioni.
    Ma prima si presenta un piano di riforma organico, strutturale, ecc. E *poi* e solo poi si procede ai tagli.

    ***La tattica del “tagliamo e poi vedremo”, permettimi, mi sembra sbagliata, pericolosa e dimostra quanto questo governo e la cultura (…) che esprime abbiano a cuore la scuola pubblica.

    Certo, il tragico è che la risposta c’è. Mi chiedo solo chi sia così stupido da crederci. E ti giuro che non è una questione di colore politico (per dire, ho idee sulla scuola che differiscono enormemente con cosa pensa il centrosinistra), ma di puro buonsenso.

    Da un governo liberale mi aspettere due cose.

    Primo: che non dia soldi alle imprese private, così per regalia (stato piccolo e non interventista, un fondamentale dell’economia liberale, no?). E quindi che non regali soldi alla scuola privata. Altrimenti mi chiedo perché non lo fa anche con le palestre private, per dire.

    Secondo: che mi presenti una bella e dettagliata riforma della scuola pubblica, con reali elementi di meritocrazia, accountability dell’operato dei docenti, ottimizzazione dei costi, taglio dei provveditorati (ente inutile), ecc.
    E non un piano tagli senza uno straccio di riforma, nemmeno una bozza.
    Ma d’altronde, visto che mettono una totale incompetente a gestire il ministero, cosa aspettarsi?

    Ma, appunto, questo non è un governo liberale e non è un governo serio.
    E i risultati si vedono.

    Ora tutti a cercare di salvare il salvabile, visto che questa morte sta facendo tanto rumore (oggi in piazza, con una manifestazione spontanea e senza colore politico, erano in tantissimi a chiedere risorse per la scuola e non tagli) e mette in evidenza la mostruosa impreparazione (e forse malafede) di questo governo quando si occupa di scuola.
    E dire che ne avremmo bisogno.

  • apelle says:

    Suzuki, facciamo a capirci.
    In quelle che tu chiami marchettoni si fa espresso riferimento solo ed esclusivamente alla messa in sicurezza e dell’ammodernamento degli edifici scolastici.
    Togli quindi ogni riferimento ad interveti tipo quelli che hai citato (Polizia e altri), che non c’entrano nulla.
    Non puoi poi citarmi la 626, facendo intendere che gli interventi fatti per adeguarsi a tale legge non siano da considerarsi tra quelli per mettere in sicurezza gli edifici scolastici….
    Quindi non esiste alcuna differenza tra la Provincia di Torino che dichiara di aver allocato un tot di fondi per la messa in sicurezza e la ristrutturazione degli edifici scolastici ed il Governo che dice di aver allocato un tot di fondi per la messa in sicurezza e la ristrutturazione degli edifici scolastici.
    E non l’hanno scritto adesso, con la tragedia.
    L’hanno scritto due settimane fa.
    Poi si può credere maggiormente ad uno piuttosto che all’altro, ma è solo un discorso di fede politica e stop.

    Rispondo poi alla domanda di fondo che fai (“E il tutto non risponde alla domanda che pongo da ormai quasi 2 giorni: qualcuno mi spiega come – togliendo soldi alla scuola pubblica – tutto ciò dovrebbe migliorare?”), citando di nuovo il “marchettone” che ho linkato: dove si dice che “Inoltre con la Finanziaria sono previsti risparmi ingenti nella scuola, intorno ai 7 miliardi di euro, e il 30% di questi risparmi – frutto di una serie di misure come l’accorpamento di alcune classi e il riordino dell’archetipo organizzativo scolastico – verranno reinvestiti nella scuola e proprio nella sistemazione o riammodernamento nell’edilizia scolastica.”

    Non si tratta quindi di mancanza di risposta (la risposta c’è), piuttosto di mancanza di fiducia.
    Tu poi sei liberissimo di non aver fiducia in questo governo, e ci mancherebbe.

  • garethjax says:

    e’ molto semplice: con una selezione! Ogni bambino al momento dell’avvio scolastico verrà vagliato e se non sarà giudicato idoneo, sarà scartato e mandato all’estero in adozione. E’ meglio una scolarizzazione selettiva e professionale: 300 studenti per istituto ! Tutti Spartani e iperattivi come Brunetta!
    .
    In alternativa ci vorrebbe una corresponsabilizzazione del rischio negli enti: ogni deputato o politico degli enti locali deve mettere un figlio o un nipote o un parente in età scolastica in un istituto tra quelli a rischio. Tra tutti quanti credo che 10.000 virgulti li troviamo? Questa condivisione del rischio dovrebbe sensibilizzare maggiormente la burocrazia. Chiaramente il ragazzo può essere mandato in una scuola privata, ma dopo aver terminato la scuola dell’obbligo nella scuola pubblica. In pratica se il genitore lo vuole reiscrivere alle elementari private, dopo che si è diplomato, la legge dovrebbe permettergli di farlo. I figli sono pezzo ‘e core, tanto vale metterli al sicuro per altri 13 anni dopo il diploma.
    .
    Riguardo al tuo commento sono in disaccordo totale: questo paese non capisce MAI i suoi errori. O meglio, oramai è una nazione di ipocriti: se anche vede gli errori, semplicemente si gira dall’altra parte.

  • Suzukimaruti says:

    apelle: io per primo ho citato la ricerca del ministero dell’Istruzione sui 10.000 edifici scolastici fuori norma che linki da un altro marchettone filogovernativo.

    Gli interventi governativi per la “sicurezza” nella scuola tristemente riguardano in modo non esclusivo l’edilizia proprio perché dietro il termine sicurezza mettono di tutto, dalla polizia di fronte a scuola con i cani antidroga agli adeguamenti normativi (tipo l’adeguamento di aule e laboratori alla 626), ecc.

    E’ ben diversa l’allocazione fondi della Provincia di Torino, che è specifica per la messa in sicurezza degli edifici scolastici (non “la sicurezza nella scuola”, che è fumoso- poi non c’è dubbio che da ora in poi diranno che sono tutti per l’edilizia, i furbacchioni)

    E per di più non cambia il filo del discorso: sono stati stanziati pochissimi soldi, un taglio enorme proprio sull’edilizia scolastica. E il Patto di stabilità (altro disastro berlusconiano) impedisce agli enti di spendere gran parte dei soldi propri (lo spiega bene il Presidente della Provincia di Torino qui.

    Aggiungo una cosa: c’è un balletto di numeri da parte del governo, che sta agendo in maniera scomposta. I milioni di euro per l’edilizia scolastica per le scuole a rischio sismico (e solo per essere, è citato perfino nella fonte del tuo commento precedente, a fine articolo) sono, a seconda delle fonti, 70 o 100. Ne ballano 30, che sono una bella differenza del 30%.

    E sono comunque pochi e allocati alla cazzo di cane (ripeto: è crollata una scuola nel Nord non sismico e personalmente – a Torino, mica ad Eboli ad inizio secolo – ho fatto il liceo in una scatola di amianto, eternit, cartongesso e altre schifezze che, attualmente demolita, sta dando non pochi problemi per la bonifica).

    E il tutto non risponde alla domanda che pongo da ormai quasi 2 giorni: qualcuno mi spiega come – togliendo soldi alla scuola pubblica – tutto ciò dovrebbe migliorare?

  • apelle says:

    Non mi sembra che “adesso” il governo voglia pararsi il culo, dopo che è successa una tragedia.
    Basterebbe leggere quanto sta scritto qui, datato 5 novembre 2008:
    http://www.governoberlusconi.it/detail.php?id=220

    Ma capisco che anche questo potrebbe sembrarti un marchettone filogovernativo (non si capisce però perché non debbano essere filogovernative le dichiarazioni della Provincia di Torino sui loro investimenti… ma vabbe’….)

    Secondo, non capisco perchè gli interventi per la sicurezza delle scuole debbano riguardare solo marginalmente l’edilizia scolastica.
    Chi lo dice, scusa?

    Tra l’altro anche i fondi stanziati dalla Provincia di Torino riguardano la sicurezza negli edifici scolastici, e sono anch’essi investimenti che riguardano più anni.

    Terzo, i fondi non sono solo per le aree specifiche soggette a rischio sismico: basta leggere.

    Saluti.

  • Suzukimaruti says:

    Apelle: non è un’inesattezza, basta leggere bene e magari non usare come fonte un marchettone filogovernativo.
    Primo: i fondi stanziati sono per “la sicurezza” nelle scuole e questo riguarda solo marginalmente l’edilizia.

    Secondo: sono fondi spalmati su 3 o 5 anni.

    Terzo: sono fondi per tutte le scuole di ogni ordine e grado e non solo per i licei.
    Fai un po’ di matematica e scoprirai che su un centinaio di distretti provinciali italiani la quota per ciascun distretto è ridicola, cioè 3 o 4 milioni di euro, da allocare tra tutte le materne, elementari, medie e superiori. Fai tu il conto di quanto fa per ciascuna scuola, in media? Sì, viene una cifra a tre zeri.

    Quarto: gli interventi specifici per l’edilizia sono riservati a 100 scuole in “aree a rischio sismico” e ieri è morto un ragazzino in un liceo del Nord, nella ricca cintura torinese e non nel degrado.
    E ovviamente i soldi per le 100 scuole sismiche finiranno in Sicilia, a tamponare i danni fatti dal modello Comune di Catania (manda in bancarotta il Comune e scappa).

    Di fatto i soldi sono pochi (molti meno delle Finanziarie precedenti), mal distribuiti e allocati in modi fumoso. E gli stanziamenti per l’edilizia finiranno ai soliti noti.

    Visto che gli edifici a rischio sono ben più di 100 e sono in tutta Italia (lo dice un’indagine del Ministero stesso), che si fa?

    La realtà è che ora al Governo stanno cercando di pararsi il didietro, dopo questa disgrazia che ha evidenti colpe politiche.
    E il fatto che ieri la Gelmini sia stata pesantemente contestata a Rivoli mi sembra emblematico.

  • apelle says:

    Sembra che quelli della Provincia di Torino abbiano scritto una grossa inesattezza, sui fondi stanziati dal governo per l’edilizia scolastica….

    http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2008/11/23/955497-gelmini_subito_controllo_cento_istituti_rischio.shtml

  • Roberto says:

    Non so chi debba pagare per cosa, nella manutenzione degli edifici scolastici. Ricordo solo che quando andavo a scuola io al massimo cadevano pezzi di cornicione all’esterno dopo una nottata di vento forte.
    Mi sembra che il punto qui sia semplice: abbiamo dei costi della macchina statale spaventosi e invece di tagliare dove si dovrebbe si tolgono fondi alla sanità, alla scuola, alle infrastrutture (a meno che qualche ministro non vinca l’appalto).

  • Filo says:

    Ieri a Radio3 intervistavano il ministro dei tornelli.
    E Brunetta, forse senza renderne conto ,ci ha confermato la strategia politica intrapresa dal governo Berlusconi.
    Si parti facendosi voce del malessere comune, additando gli sprechi, i fannulloni nella scuola pubblica come nella magistratura.
    Poi si tira fuori un bel decreto legge miracoloso: con tanti di quei tagli che nemmeno Freddie Krueger.
    Ma non è tanto l’approvazione in parlamento che conta, dato che ormai è stato esautorato dalla sua funzione.
    Si fa credere agli italiani che sia per il loro bene. Basta entrare in un caffè, per rendersene conto. È nei bar che vengono approvati i decreti, ormai.

    Ieri ha iniziato a parlare di malsanità. Bisonga assolutamente che inizi a coprirmi di più, non vorrei ammalarmi.

  • Suzukimaruti says:

    Ah, aggiungo da un comunicato stampa della Provincia di Torino di martedì 11 novembre(che, appunto, è l’ente di competenza):

    ***”per la Provincia di Torino la scuola e’ una priorita’. La Provincia infatti nel 2008 ha investito circa 10 milioni di euro per l’edilizia scolastica, poco meno di quanto il Governo pensa di impegnare nel 2009 per tutte la scuole d’Italia”***.

    Ripeto il concetto: la Provincia di Torino (amministrata dal centrosinistra) ha stanziato per l’edilizia scolastica 10 milioni di Euro, che è poco meno di quanto il Governo ha messo a bilancio per tutte le scuole d’Italia sommate (!)

    Iniziamo a capire di chi sono le colpe politiche e, soprattutto, che considerazione ha questo governo di destra della scuola pubblica?

    (la fonte, volendo, si trova qui)

  • Suzukimaruti says:

    Riccardo: il tono saccente non implica per forza competenza. E su questa cosa sei male informato. Non intendo minimamente avviare un dibattito “io vs te”, perché è una perdita di tempo. Sappi che sbagli, verificalo.

    Mi occupo di politica scolastica da praticamente 20 anni e se ti dico che l’edilizia dei Licei in Piemonte è competenza per proprietà della Provincia (la manutenzione è un discorso più complesso) è perché è così. Libero tu di smentirmi, se ci riesci. Ma non ci riesci, fidati.

    Ma qui sfugge il problema.
    E il problema non è l’ente di competenza. E’ il fatto che chiunque esso sia non riesce a mantenere le scuole, che in Italia sono notoriamente fatiscenti (pensa, lo dice il Governo Berlusconi in una sua recente indagine: “10.000 edifici scolastici non sono sicuri”).

    E non ci riesce perché non ha fondi. E non ha fondi perché i trasferimenti di fondi dallo Stato agli Enti Locali sono stati tagliati pesantemente, perfino in temi critici come l’edilizia scolastica.

    E i Comuni non hanno nemmeno più l’ICI (una tassa giusta: la paghi a Torino e la “spendono” a Torino, per cose vicino a te: vero federalismo fiscale), motivo per cui i servizi tutti sono stati tagliati ovunque.

    L’oggetto del mio post è semplicemente porre una domanda *a cui nessuno di voi berlusconiani dà una risposta* ovvero come è conciliabile il taglio dei fondi alla scuola publica (che per quanto mi riguarda è già un crimine di per sè) a fronte di questo scenario.

    Mi spiegate come con meno fondi potremo avere edifici scolastici in cui si rischia un po’ di meno di morire?

  • Riccardo says:

    Il dsicorso che tu fai sull ICI e sul taglio ( che nei fatti non si è verificato ) è un tipico esercizio di logica del piano inclinato…e dico così solo perchè è u pelino più raffinato del mitico “Piove governo ladro”.

    Logica del piano inclinato, esercizio deleterio in una conversazione, autodistruttiva in un dibattito.

  • Riccardo says:

    quando parli di politica o di cose di cui normalmente non ti occupi crei sempre degli arrosti.

    Già in passato ti scrissi per parlare meglio dell’argomento difesa e su alcuni sfondoni che tirasti, ora raddoppi con questa cosa.

    La manutenzione delle scuole è competenza dei comuni con incarico agli assessorati ed ai supervisori delle circoscrizioni.

    I fondi per la manutenzione, per l edificazione, per le utenze ( acqua, luce, gas ) per le mense, per gli arredi sono a carico del comune.

    I comuni pagano queste cose non tramite i fondi del ministero dell istruzione ma tramite propri fondi ed alcune ripartizioni statali.

    Il Ministero dell Istruzione paga solamente il personale docente e non docente delle scuole pubbliche. Il resto non è a carico suo. Da sempre.
    Stesso discorso per le Università…tranne che per i progetti di ricerca e per i fondi agli assegnisti.

    Ancora una volta, prima di parlare, informarsi.

    Cordialità

  • Suzukimaruti says:

    Ma sì, ovvio, preoccupiamoci del fatto di cronaca e non delle responsabilità politiche.
    Quindi se la scuola non l’ha “costruita questo Governo” (le scuole le costruisce lo Stato, semmai, ma l’educazione civica ormai è materia per pochi cultori) allora sono incolpevoli.

    Però vorrei proprio capire come i tagli al già esiguo (visto lo stato delle scuole italiane) budget della scuola pubblica possano impedire che una tragedia simile si ripeta.

    Me lo spiega qualche berlusconiano?

    Perché per quanto ne so, meno soldi per la scuola pubblica = meno soldi per la la manutenzione degli edifici scolastici, ergo maggiore rischio di disgrazie come questa.

    Allora, caro Andrea Moretti, produci un bell’esercizio di stile in cui riesci a spiegarci come, con molti meno soldi a causa dei tagli di questo governo, le scuole pubbliche italiane dovrebbero smettere di crollare?

    (se poi vuoi informarti meglio scoprirai che la scuola, come tutti i Licei in Piemonte, dipende dalla Provincia che, a causa del taglio dei trasferimenti di fondi statali agli enti locali voluto da Berlusconi – per la promessa berlusconiana di non far pagare l’ICI – non ha i soldi per la manutenzione delle scuole; al che scatterebbe la domanda: preferite non pagare l’ICI o essere sicuri che vostro figlio a scuola non schiatta perché gli crolla l’aula addosso?)

    Le responsabilità politiche di questa morte sono chiarissime. E i tagli alla scuola pubblica del governo Berlusconi gettano le basi per nuove disgrazie di questo genere.

    E ricordiamoci che l’ultima volta che si è vista una disgrazia simile (cioè una scuola che crolla sulla testa degli allievi; cazzo, una scuola, quello che dovrebbe essere l’edificio in assoluto più sicuro insieme agli ospedali!) è accaduto ad Haiti, il paese più povero dell’Emisfero Nord, pieno Terzo Mondo.

  • Andrea Moretti says:

    Ma fammi il piacere!!!!
    Questa scuola, secondo te, è stata costruita durante l’attuale governo Berlusconi???
    Ma ti rendi conto della cazzata che hai scritto?

    Si tratta di una tragedia e chi la strumentalizza con patetica propaganda politica dimostra di avere lo stesso Q.I. del tubo di ghisa che ha ceduto facendo crollare quel soffitto…

    Andrea Moretti

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