Qualcosa di nuovo sul gluteo sinistro, dopo 21 anni – aka namarcord*

September 30th, 2008 § 27 comments

Non so bene come giustificare il fatto che dopo 21 anni ho finalmente cambiato portafoglio. Sì, finora ho vissuto con il mio portafoglio dei 13 anni, una schifezza in acrilico e di taglio sportivo (ma può un portafoglio essere sportivo?), marca Sergio Tacchini e di colore verde zombie.

Il motivo di questo ventennio abbondante di perfetta aderenza tra la mia chiappa sinistra e il suddetto prodotto di Sergio Tacchini? Niente di serio: mi ero un po’ convinto che fosse un oggetto fortunato.
Profezie autoavverantesi, proiezione di positività su oggetti simbolici, pigrizia. Tutto insieme.

Ora l’ho sostituito con uno di quei portafogli miracolosi e ultrasottili, fatti col tessuto degli spinnaker delle barche a vela e quasi non mi sembra di portarlo in giro (e già lo so che rischio di perderlo alla prima occasione), tanto che mi tocco ossessivamente sulla tasca per controllare di averlo. Sembro un po’ un deviante per questo, ma vuoi mettere la leggerezza?

Dentro il vecchio portafoglio, tra l’altro, vent’anni di vita:

– la tessera da obiettore di coscienza con l’anno di scadenza taroccato (così per anni ho viaggiato in tram gratis)

– il tesserino dell’Ordine dei Giornalisti recuperato da un amico, con i dati cancellati e utile per tutte le operazioni di social engineering (con cui sono entrato nel Duomo mentre bruciava e ho raccontato la disgrazia in diretta radiofonica, salvo farmi arrestare e liberare seduta stante alla seconda ora di trasmissione; ma anche la tessera che mi ha salvato più volte da manganellate certe alle manifestazioni e la stessa con cui entro nell’outlet riservatissimo di Armani, dopo aver convinto le impiegate che noi giornalisti abbiamo una convenzione)

– il congedo illimitato provvisorio, casomai lo Stato mi chiamasse a fare il soldato come in un incubo kafkiano

– il foglio rosa: ho la patente, ma preso dall’ansia porto anche in giro questo, vai a capire perché: insicurezza?

– 2 fototessera di mia moglie in cui sorride e 2 fototessera mie di secoli fa in cui sembro un anziano e indosso un golfino grigio con la cerniera che metterebbe il magone perfino a Giumbolo

– una utilissima moneta da 10 lire, che rivela una mia segreta per i Cugini di Campagna e che stava nel portafoglio per un motivo preciso che ora non ricordo più

– un foglio a quadretti di un diario, estorto ad una festa, con su l’indirizzo e il telefono fisso di una tipa che mi piaceva a 17 anni e che non ho mai avuto il fegato di chiamare e di cui ora ho scordato il nome (mi pare Stefania, ma forse Noemi: due nomi davvero simili…)

– dei franchi svizzeri (strano, perché non metto MAI soldi nel portafoglio, li tengo sempre sparsi per le tasche) risalenti forse alla mia ultima visita in Elvezia, ma anche in questo caso non mi ricordo

– una pila di biglietti da visita, tra cui quello quasi porno di una fashion designer milanese incontrata ad un aperitivo di Style.it e a cui evidentemente non ho fatto caso o di cui non mi ricordo, varie moo-card tra cui un paio notevoli, varie tessere d’iscrizione a circoli ricreativi fasulli dietro cui si nascondono ristoranti più o meno validi

– vari scontrini scoloriti, tutti di regali fatti a terzi e frutto dell’ormai proverbiale “conservi lo scontrino se per caso il regalo non va bene o non è della taglia giusta”, per cui ogni giorno è il 27 dicembre (il giorno in cui si cambiano i regali) 

– qualcosa scritto di mio pugno su un foglio a quadretti e ormai sbiadito col tempo, che non riesco a capire se è una poesia ermetica di quando avevo 16 anni, la scaletta di un giornalino del liceo o una lista della spesa; avessi uno scanner, allegherei prova fotografica per scatenare il vostro istinto da piccoli Grissom.

– una collezione di card di Mediaworld, Fnac, Saturn che mi ricorda ogni santo giorno che non c’è un numero di flessioni sufficienti a nascondere al mondo il fatto che sono un nerd, sotto sotto

– un mozzicone fossile di post-it con su scritto “Loredana” e un numero fisso col prefisso di Alessandria, vecchio di 15 anni almeno (e non ho proprio idea di chi sia questa Loredana, anche perché dove lavoravo ad Alessandria erano tutti uomini, ma forse è un post-it che ho preso a Riccione: ho ricordi vaghi)

– una carta d’identità in cui sembro un ultras del Toro (con tanto di maglia ad hoc) e una patente ancora in carta-tessuto in cui sembro un b-boy e indosso una felpa molto “street”

– una sottilissima lamina di metallo, grande come una carta di credito con su scritto “Partito Comunista Italiano, oggetto numero 3854D” in argento su rosso comunistissimo e staccata da una cassaforte del PCI torinese dismessa

– un bancomat del Credito Cooperativo, bruttissimo a vedersi, senza nome e malfunzionante, una Visa sempre del Credito Cooperativo, piuttosto usata e in via di sbiadimento (ma tanto scade a breve)

Alla fine il povero rottame verde e ormai plasmato per l’eternità con la forma di parte del mio didietro è una sorta di capsula temporale, cioè quelle scatole ermetiche di metallo che seppelliscono o cementano nei piloni di un ponte, auspicando che i posteri un bel giorno ricordino i tempi che furono.

Dopo 21 anni può andare tranquillamente in pensione (tempo 2 giorni e poi mi passa la nostalgia canaglia e lo butto), tanto il 90% dei pezzi di passato che tira fuori mi fanno produrre dei disastrosi “non ricordo”.  Attaccarsi al passato, soprattutto se remoto, non è così sano, no?

 

* non è un errore di battitura: è che davvero non mi è partito l’amarcord, anche perché non mi ricordo una mazza! E il simpatico calembour è parzialmente merito/colpa di Diletta.

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§ 27 Responses to Qualcosa di nuovo sul gluteo sinistro, dopo 21 anni – aka namarcord*"

  • Danxxx says:

    Saluti a tutte le Stefanie e Noemi delle nostre vite!!

  • djdona says:

    virus.. se i biglietti dell’autobus di siena non ti servono me li puoi passare? io ne consumo in quantita’ 🙂

    purtroppo il reset del mio portafoglio e’ stato effettuato 2 volte causa una volta perdita, un’altra furto… per me la tragedia non e’ stata perdere i soldi ma i migliaia di pizzini, tessere e tesserine che ci tenevo dentro…in particolare nell’era pre-cellulare (che per me e’ durata fino a 9 anni fa) ci tenevo tutti i numeri degli amici appuntati su carta…

  • mantopelo says:

    compro annate di Carpe Diem a prezzo da stabilire…. 🙂

  • stellavale says:

    Mah…. è un record!

  • Suzukimaruti says:

    il motivo per entrare nell’outlet Armani, altrimenti riservatissimo? Comprare roba Armani a prezzo bassissimo!

  • merlin0 says:

    21 anni attaccato al culo? E che cos’è? un precario dell’Università? 😀

  • stefano Emilio Porta says:

    quello che non capisco la necessità di penetrare nell’outlet di armani…

  • Suzukimaruti says:

    vb: verifico, potrebbe darsi. Ma in quel caso l’ho miseramente persa nel portafoglio, non c’era dolo 🙂

    Teoricamente dovrei avere a casa di mia madre l’intero archivio di giornalini del liceo, utilissimo per ricatti, agiografie, ecc. 🙂

  • vb says:

    Se è una scaletta del giornalino del liceo, è quella che ti ho dato io circa 18 anni fa e che tu negasti di aver mai ricevuto, provocando settimane di ritardo nell’uscita. Ridammela, bastardo.

    P.S. Fino a un decennio fa avevo ancora cataste di “Carpe Diem” nell’armadio della mia cameretta e poi in cantina, ma temo che mia mamma le abbia buttate quando mi sono trasferito. Ciò nonostante, penso che meriterebbe reperire delle copie di “Carpe Diem” da scansionare e mettere in rete, ad uso dei tuoi e miei biografi.

    P.P.S. Dancerjude, è provvisorio perchè se l’Italia entra in guerra ti richiamano!

  • Lori says:

    ammazza..sul loredana ho avuto un sussulto…ma essendo noi compari di pizel dubito che tu abbia il mio numero su un comunissimo e dinosaurico post it.

  • dancerjude says:

    accidenti, pensavo di portare in giro tanta roba, ma dal tuo elenco mi è venuto in mente subito Eta Beta…
    e poi mi hai fatto venire dei dubbi sul congedo, domani lo ritrovo e verifico cosa c’è scritto… si perchè se è illimitato, come fa ad essere provvisorio ??

  • Uddio voglio vedere la foto della comunistissima lamina!!! ?

  • axell says:

    Il nuovo portafogli(o) che ho visto oggi non mi piace… Ma sempre meglio del vecchio! Sembrava marcio!!! 🙂

  • regulus21 says:

    E comunque A POSTERIORI (autolol) pensavo che nel giorno del compleanno del Berlusca ti fossi fatto tatuare sulla chiappa destra “I * Berlusca”, dove l’asterisco sta per un bel ditino medio alzato 😀

  • Kluz says:

    Veramente io attendevo un nuovo post recensione tech ( ad es. su android) , però son rimasto stupito.
    Mi riconosco in pieno :
    Ho , davvero , comprato un portafoglio SergioTacchini celeste/verde acqua (non metterei la mano sul fuoco) con il suddetto taglio sportivo a 12 anni .
    Io stesso mi son trovato nella condizione di aver prolungato estremamente a lungo l’ utilizzo di tale accessorio (per almeno 6-7 anni) , alla fine, dato il materiale e il colore, era diventato vergognoso (fosse stato in robusto cuio nero o marrone 6-7 anni ci posson anche stare , ma quello no) .
    Finalmente son stato , in pratica, costretto a cambiare ed optai per uno in cuoio nero , che alterno tutt’ora ad uno di quelli ultra-slim.
    Mi son sempre chiesto perchè fui cosi scemo da tenerlo così a lungo , ma di fronte ai 21 anni qui , mi sento sollevato .
    Ad ogni modo tali portafogli debbono avere una maledizione .

  • degra says:

    Azz! Allora no sono l’unico a cambiare portafoglio ad ogni era geologica.
    Quello che ho adesso ha stranamente fatto la muffa, da quanto spesso lo apro, e la cosa più strana/divertente che contiene è la tessera mensa dell’università, con una foto che è tutta un programma…

    Però, caspita, come fai a tenerlo sulla sinistra? Il portafoglio si tiene sulla chiappa destra!

  • Smeerch says:

    Cioè non sono l’unico a buttare un’occhio, di quando in quando sul blog di Diletta? 😀

  • wrapper says:

    solo una precisazione per gli amanti del plurale: 2 fototessere…

  • nives says:

    Credo che piuttosto che cambiare portafoglio potrei cambiare ancora casa ( e qui Beggi avrebbe molto da dire!) Il mio, che mi ha regalato la Mamma che ancora andavo al liceo( e di anni ne sono passati ben più di 21!!), presenta da qualche tempo uno strappo nella fodera del taschino per gli spiccioli, che quindi scappano per tutti gli spazi interni: la soluzione più ovvia sarebbe cambiarlo, ma la sottoscritta ha trovato un apposito pezzetto di stoffa che in un giorno di pioggia userà per rappezzare il suo amato portafoglio. E’ genovese, direte, cosa volete aspettarvi! Non credo che si tratti di genovesità, ma del fatto che disfarmi del mio vecchio portafoglio, che nel suo perenne caos, conserva comunque la mia organizzazione mentale comporterebbe un lungo e laborioso lavoro di riadattamento che non ho voglia assolutamente di affrontare: si tratta di autoconservazione

  • regulus21 says:

    Secondo me dal tuo foglietto scritto a mano a 16 anni è partita tutta la bojata del Pendolo di Foucault di Eco 🙂

    E poi… scusa… ma… TUTTI sanno che la 10 lire sostituisce l’euro nei carrelli, e la 500 sostituisce la 2 euro 🙂

  • titus says:

    quando avevano progettato il mio, non c’erano ancora tutte ste tessere, tesserine, bancomat e ammennicoli vari, e dunque neanche il relativo spazio all’interno del portafoglio.
    il miò è in acrilico, della energie, a scacchi bianco-neri, ma è gonfio all’inverosimile di tutte ste cazzate inutili. lungi da me l’idea di cambiarlo.
    di soldi manco l’ombra.

  • virus1973 says:

    Io ho fatto un po’ di pulizia (diciamo ho tentato) nel mio l’altra settimana. Il problema è che butto sempre via troppo poco…
    Ho trovato di tutto: La foto di Martina una mia cagnolina a cui ero legatissimo, due biglietti della U-Bahn Berlinese uno del 2003 e uno del 2008, un giornaliero per sci di fondo a Ceresole, la prima tessera dei DS, tessere Mediaworld, Saturn e COOP. Tessera biblioteca Civica Circoscrizione 6, due biglietti bus di Siena (?!)biglietto da visita di ristorante in Costa Azzurra forse tenuto per via di cameriera gnocca in periodo pre-matrimoniale, la dichiarazione di volontà sulla donazione di organi del ministero della sanità del maggio 2000 (ma è valida?), biglietto da visita del Granata Store, la tessera Agip, la tessera Associazioni sportive Confindustria, la shopping card HP per le cartucce della stampante e la tessera LAV…
    ovviamente soldi …pochissimi 😀

  • joshuavox says:

    … e ma sei mancino? cioè se io pesco il portafogli dal didietro uso la mano destra; mano destra —> chiappa destra. no?
    perdona il commento idiota 😛

  • Iron Mauro says:

    Secondo me non lo dice perchè ha ancora il cuore spezzato. Non è che va in pensione: si è biodegradato…

    Mi viene in mente un numero di Topolino in cui Zio Paperone rompe gli occhiali, e dice: “peccato, erano QUASI nuovi. Li ho fatti fare nel ’22″…

  • Ma no! Il mitico portafogli verde muschio va in pensione? E lo dici così?

  • Giovy says:

    Tu hai grossi problemi, Suz… ma davvero…
    Uno psico-qualcosa, ma di quelli bravi, può aiutare in situazioni del genere… 😛

  • diletta says:

    No, non lo è. Ma mi consola sapere di non essere l’unica ad aprire il portafoglio e veder uscire, anziché soldi, decine di scontrini (giuro, anche quelli del caffé…), foto, lettere, piercing e quant’ altro. Il problema è che l’ho ridotto così in meno di 21 anni… è grave?
    post divertente suz!

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