Un mese con l’unto del signore – una recensione laica e personalissima dell’iPhone

August 9th, 2008 § 43 comments

E’ passato poco meno di un mese da quando mi è capitato fortuitamente per le mani un iPhone 3G e credo sia il tempo di un parere dopo un accurato tempo di utilizzo.

Quando mi capitò, anche lì per pura fortuna, di provare il primo iPhone a poche ore dal suo lancio negli USA, scrissi la mia recensione dopo poche ore di uso. Curiosamente, non fu una recensione-lampo dovuta a fretta editoriale o ad ansia di pubblicare qualcosa. Il fatto è che col primo iPhone mi erano bastati pochi minuti per accorgermi di pregi e difetti del melafonino, anche perché all’epoca c’era ben poco da fare: lo si poteva accendere, si poteva giocare un po’ con il software di sistema in dotazione e nulla più.

Il post è lungo, trattandosi di una recensione che tiene traccia di 30 giorni di molestie ad un prodotto tecnologico. Quindi se ci tenete a non bruciarvi il resto dell’estate, passate oltre. Se, invece, siete già stati in vacanza o contate di passare quel periodo seduti di fronte al computer, cliccate qui sotto e proseguite.

LA STORIA DI UN’EVOLUZIONE

Vorrei ripartire proprio da quella recensione ultra-rapida per far capire l’evoluzione dell’iPhone nel tempo.

Non ho timore a dire che, all’epoca del primo approccio, l’iPhone non mi impressionò più di tanto. Sì, perché l’iPhone era un telefono chiuso, su cui non si potevano installare applicazioni, per di più con una tastiera virtuale scomodissima da usare e un software di sistema tanto carino a vedersi quanto, inizialmente, lento e mal congegnato in alcuni aspetti (su tutti il client di posta). E, oltre a risultare irraggiungibile mentre si navigava, aveva un prezzo altissimo.

Le cose col tempo sono cambiate e pure tanto. Inizialmente non certo per merito di Apple.
Il prezzo altissimo, per esempio, era evitabile comprando l’iPhone in negozio e svicolando dalla sottoscrizione di un abbonamento. Apple si è fatta furba e ora ti danno il telefono in mano solo dopo che hai firmato per un contratto biennale con un operatore telefonico. Oppure lo paghi a prezzo pieno.

Il problema della mancanza di applicazioni di terze parti (cosa davvero mostruosa: cosa farsene di un cellulare che si dice moderno e su cui non gira nulla di simile a Fring?) è stato inizialmente risolto dall’hacking.
Contro la volontà di Apple e con un po’ di coraggio piratesco (che, ormai da decenni, è uno dei motori dell’innovazione: bisognerebbe che lo capissero tutti), ecco gli installer di terze parti, le applicazioni sviluppate anche da software house “serie” e piazzate sull’iPhone con vere e proprie capriole tecnologiche e i tentativi (tramite aggiornamenti di firmware) di Apple di impedire tutto ciò.

Ecco, il primo punto di distinzione (ed è un punto enorme) tra l’iPhone “originale” (che non mi stupì) e l’iPhone 3G (e i 2G aggiornati) è proprio questo: dal luglio 2008 il melafonino non è più un feature-phone, ma è un vero e proprio smartphone su cui è possibile installare programmi di terzi, sebbene ancora con dei limiti assurdi che vedremo dopo.

 

I PUNTI DI FORZA – LO SCHERMO

Tutti scrivono che il punto di forza dell’iPhone è il suo browser. E’ una mezza verità, che sa di comunicato stampa giornalistico. La vera killer-application dell’iPhone è lo schermo: 480×320 pixel di risoluzione sono esattamente il doppio del classico QVGA standard sugli smartphone più diffusi della concorrenza.

Non so se rendo l’idea: il doppio. Vuol dire piazzarci sopra il doppio delle cose, il doppio del testo, il doppio delle immagini, ecc. Non è una cosa banale. E mi chiedo come mai molti produttori di telefoni insistano con la risoluzione 320×240, che è palesemente troppo piccola per la navigazione, indipendentemente dalla raffinatezza dei browser “ottimizzatori” utilizzati.

Chi ha le antenne dritte – come la RIM – ha capito l’antifona (non ci andava un master, neh) e ora sforna telefoni con una risoluzione notevole. Per dire, il nuovo (e prossimamente mio) BlackBerry Bold ha una risoluzione di 480×360, così come il futuro Nokia “Tube” toccherà la vetta del 640×360: ci manca poco alla cara, vecchia, VGA, che sa molto di Windows 3.0, ma cerchiamo di dimenticarcelo.

No, non è una banalizzazione dello “straordinario lavoro fatto da Apple sull’interfaccia, eccetera, eccetera” (il disco con i mantra Apple mettetelo su voi): è una mera constatazione tecnologica. L’interfaccia tutta frizzi e lazzi è una conseguenza dell’adozione di uno schermo risoluto, che permette di dispiegarla in tutta la sua beltà. Una scelta vincente, senza dubbio.

 

I PUNTI DI FORZA – L’INTERFACCIA CHE NON SI VEDE

Ecco, parliamo dell’interfaccia, elemento che dalle parti della mela si tende a sopravvalutare. Mi ripeto: bella, ma secondaria. Insomma, gli effetti grafici “cool” dell’iPhone sono la parte più trascurabile dei suoi tanti meriti. Certo, ora che non è diffusissimo potete ancora stupire gli amici in pizzeria, ma dopo un po’ passa.

Quello che pochi colgono è che gli elementi vincenti dell’interfaccia dell’iPhone sono sostanzialmente due e non sono tra quelli “cool”.
Il primo è evidente perché non si nota: l’interfaccia raramente è invadente. Insomma, i 480×320 pixel dell’iPhone sono quasi totalmente dedicati al contenuto, alle applicazioni e non ci sono elementi strutturali “pesanti” del sistema operativo ad occupare spazio prezioso sullo schermo.

Penso a Windows Mobile e alle sue tremende barre di scorrimento standard (cioè larghe su un cellulare quanto sono larghe su un computer) e mi scappa da ridere: ci va tanto a capire che su uno schermo mobile ogni pixel è prezioso e se ne sprechi 50 per delle barre stai facendo una fesseria?
Ecco, sull’iPhone le barre di scorrimento non esistono. Anzi, no, esistono ma spariscono subito e sono sottilissime. Tanto si scorre il testo senza usarle: servono solo a far capire a che punto della pagina ci si trova.

Il secondo elemento “forte” dell’interfaccia dell’iPhone è il suo essere progettata per essere zoomata con facilità. Chi ha studiato l’iPhone si è posto con intelligenza la questione dei *limiti* di un terminale mobile. E i limiti sono chiari: per quanto sia risoluto, uno schermo piccolo non ti fa vedere molto di una pagina Web se non puoi farci lo zoom.

Ecco, il punto di forza dell’iPhone è che non fai degli zoom generici (quello lo fanno molti smartphone), ma è possibile zoomare localmente, cioè ingrandire una sola colonna e massimizzarne l’occupazione dello schermo in modo automatico: basta farci doppio click col dito.
Non ho bene idea di come funzioni tecnicamente questa feature (credo che il browser capisca quali sono le colonne e i riquadri delle pagine Web e vi si adatti), ma funziona e di fatto rende possibile un’esperienza Web ragionevole anche con uno schermino con una risoluzione non eccelsa, per quanto superiore alla media in ambito mobile.

Tutto il resto, cioè le animazioni, gli effetti, ecc. sono decorazioni di glassa che mi interessano poco e che, purtroppo, per molti utenti superficiali (i vari Jerry Calà di cui si diceva qui) sono il vero selling point della torta iPhone.

 

I PUNTI DI FORZA – IL GPS E SOPRATTUTTO LA SUA INTEGRAZIONE NELLE APPLICAZIONI

Ho già scritto un post sul potenziale innovativo dell’avere un cellulare con al suo interno un GPS e un’adeguata dotazione di software che utilizzi le tante possibilità offerte dalla geolocalizzazione.
E in verità ho poco da aggiungere: stanno uscendo sempre più applicazioni che sfruttano il GPS. In generale sono fatte tutte ancora malino, ma col tempo gli sviluppatori cresceranno e credo riusciranno ad usare l’SDK di Apple in modo migliore. Se, poi, Apple consentisse ai suoi sviluppatori “terzi” di parlarsi e di fare comunità, oltre a fare una cosa intelligente, forse garantirebbe ai suoi utenti software migliore.

In ogni caso, il GPS integrato nel cellulare (che è ben diverso da un cellulare che ha *anche* una funzione GPS che usa solo per farti da navigatore) è uno degli elementi di crescita maggiori per l’iPhone. Già il fatto, con un’applicazione come Twinkle, di poter sapere istantaneamente chi sta twittando entro un certo raggio di metri da me, apre mille prospettive.

 

I PUNTI DI FORZA – IL BROWSER

Il browser, eccolo. C’è chi lo chiama Safari perché vuole credere alla panzana di Jobs per cui il browser dell’iPhone è parente del Safari che c’è sui mac, ma la realtà è che è un ottimo browser mobile. Ma resta, appunto, un browser mobile.

Il mini-Safari funziona bene, è relativamente veloce a caricare le pagine Web e riesce a rendere potabile la navigazione anche su siti Web reali, non obbligando l’utente alle forche caudine dei siti ottimizzati per dispositivi mobili.

Dopo un mese di utilizzo mi rendo conto che con l’iPhone e il suo browser riesco a gestire in modo efficace la mia routine online, cioè banalmente la lettura dei feed (con il client per iPhone di Bloglines, attualmente il migliore lettore di feed RSS per questo terminale, meglio anche di NetNewsWire), il chiacchiericcio su Twitter (con Twitterrific, ma fossi una persona seria utilizzerei Twinkle, di cui però detesto il look), la conversazione su FriendFeed (con la versione ottimizzata per iPhone) e la lettura di un po’ di giornali, nello specifico Repubblica, Corriere e NY Times, tutti con versioni ottimizzate o – nel caso del NYT – un client specifico (che crasha spesso e volentieri, ma ne riparliamo).

 

COSE CHE NON SO E/O CHE FUNZIONANO COSI’ COSI’

E’ un mese che ho l’iPhone e non ci ho fatto una singola telefonata. Non mi serve, ho già altri cellulari che svolgono perfettamente la funzione e restano accesi per giorni, cosa importante se il telefono serve a farti trovare, no?
Quindi non so dire nulla sulle funzioni telefoniche, ma insomma è un telefono. Sicuramente funzionerà. La rubrica è discretamente integrata col telefono, è facile da usare e, sebbene non sia un fulmine come sui Nokia, è decorosa in quanto a velocità. Di più non so e francamente non mi interessa, visto che uso un piano tariffario solo dati.

Tra le cose che funzionano così così metto subito i tanti (troppi, tutti brutti salvo qualche eccezione, cioè i 3 o 4 titoli più noti) videogiochi che escono sull’App Store. Sicuramente il sistema ha potenza grafica da vendere e infatti, complice lo schermo con una buona distribuzione di pixel in rapporto alle dimensioni, escono giochi graficamente apprezzabili. Ma, senza controlli fisici e con una batteria poverissima, l’esperienza videoludica è sostanzialmente riservata solo a chi gioca a casa con l’iPhone attaccato alla presa elettrica e non ama i giochi di azione.

Anzi, mi chiedo come mai escano tanti giochi che usano gli accelerometri dell’iPhone (poco utili e comunque ancora troppo poco reattivi quando si tratta di ruotare lo schermo) e non ci siano, invece, giochi “fermi” come gli strategici a turni, dove non bisogna ammazzarsi a premere tasti virtuali che fanno un po’ i comodi loro, ma si ha tempo per ragionare e premere le zone giuste sullo schermo. Tra l’altro sarebbero tra i pochi giochi compatibili con un uso in mobilità, visto che raramente abbondano di effetti 3D e altre menate grafiche.

Un’altra cosa che funziona così così è il supporto multimediale. Cavoli, per essere il frutto della relazione segreta tra un iPod e un cellulare, l’iPhone è schizzinoso e a volte incomprensibile per come si comporta con video e musica che si trovano in Rete.

Mi spiego: come è possibile che un telefono che suona senza problema gli mp3 che gli carico si rifiuti di suonarmi gli mp3 che trovo online? Cioè, se un sito presenta un link ad un file .mp3 c’è il serio rischio che l’iPhone non lo suoni, vai a capire perché. Coi video è peggio, perché la Apple insiste a privarci del supporto per i file DivX, sperando che – esasperati – compriamo film e serie tv su iTunes. E ovviamente tutti i video che utilizzano player Flash non c’è verso che funzionino (così come i video di YouTube che embeddo sul mio blog, nonostante l’iPhone sia compatibile con YouTube).

Ecco, il fatto di non riuscire ad ascoltare molte (troppe) radio online, tra cui la mia preferita Radio Nova, e troppe risorse musicali in Rete mi frustra un po’. Francamente ecco un’area in cui c’è del lavoro da fare. E dire che quando tutto funziona, l’interfaccia mutuata dagli iPod ha un suo perché.

Metterei tra le cose che vanno così così anche la posta push, i calendari push, ecc. No, non sto parlando del fallimento del lancio di MobileMe, destinato pare ad ereditare la sfiga di .mac. Parlo proprio della posta push, che push non è e non è nemmeno lontanamente parente del servizio BlackBerry.

In compenso, evitando MobileMe come la peste (peccato: adoro la sua icona), sono riuscito a sincronizzare un modalità push i miei vari Google Calendar con il calendario interno dell’iPhone, in modo del tutto gratuito grazie a NuevaSync
Non sembra, ma non è cosa da poco, contando che Google Calendar, appena capisce che hai un iPhone, ti presenta il calendario in una versione ottimizzata (anzi, pessimizzata) per iPhone in cui non puoi fare altro che consultare gli appuntamenti presi e nulla più.

Anzi, allargo il concetto: tra le cose che vanno così così per iPhone ci sono le Google Apps. Vanno ragionevolmente tutte malino o funzionano perfettamente in sola consultazione. Peccato, perché visto che l’iPhone non dispone di un wordprocessor, usare Google Docs mi avrebbe fatto davvero comodo. Ma per ora nulla, salvo usare servizi online minori e molto scadenti. 
In compenso, Google Talk – usato solo come chat – disponde di una versione online ottimizzata per iPhone che funziona davvero bene. Boh, speriamo che l’integrazione tra iPhone e Google prosegua, perché così è pochina. E l’uscita di Android potrebbe fermare tutto ciò per evidenti fini di concorrenza.

 

L’APP STORE: UNA COSA BELLA GESTITA MALE (E PIENA DI COSE INUTILI)

Come tutti sapete, l’iPhone ora accetta, anche senza hack, applicazioni da terze parti, basta che provengano dall’Application Store su iTunes. Insomma, in pratica Apple mette un’infrastruttura centralizzata per acquistare/scaricare applicazioni per gli iPhone e in cambio fa del caporalato sugli sviluppatori terzi, pretendendo un terzo degli introiti per sè: pratica commerciale discutibile e, credo, di futura analisi riga per riga negli uffici delle autorità antitrust di mezzo mondo, ma con il merito di fornire una sola repository sicura e garantita di applicazioni, con una sola interfaccia mono-click. Ricorda Synaptic su Linux? Esatto.

App Store è una bella idea, realizzata così così. Il problema è Apple, che al solito agisce in modo poco trasparente. Ci mette settimane a pubblicare le applicazioni sullo store (e questo include eventuali upgrade, magari critici, tanto che molti sviluppatori scrivono “avremmo in uscita la versione 1.3 del nostro software, ma Apple non lo fa uscire, chissà perché: pazientate!”), visto che ne fa una review manuale; dispone della presenza delle applicazioni in modo del tutto autonomo e oscuro anche ai diretti interessati, togliendo dallo store applicazioni utilissime (il mitico NetShare, che rende l’iPhone un modem, permettendo il tethering) e magari consentendo un’assurda applicazione da 1000€ che non serve a nulla e che è lì per fregare i cliccatori disattenti (basta un click per comprare, su iTunes).

E poi ci sono ingenuità notevoli. Per esempio è impossibile provare il software: o lo compri o speri che qualcuno lo faccia prima di te e scriva una recensione.
In compenso chiunque può scrivere e far pubblicare su iTunes una recensione di un programma senza averlo provato. Fatevi un giro sull’App Store e troverete centinaia di recensioni di utenti che si basano sul look degli screenshot delle applicazioni. Può sembrare una minuzia, ma in realtà quelle recensioni – in assenza di versioni di prova – sono spesso l’unico modo per capire se un programma fa al caso tuo o no. E mai come un questo caso un filtro di qualità sullo user generated content è necessario.

Ora si parla di far crescere l’App Store, garantire lo sviluppo di versioni Beta, favorire la crescita dei programmi attraverso le prove degli utenti, ecc. Ma ora come ora lo store è elementare, poco raffinato e male organizzato. E francamente il 99,9% delle applicazioni presenti sono inutili, brutte e identiche tra loro. In compenso quello 0,1% è valido (come l’applicazione per WordPress, ora migliorata), funzionale anche se limitato (Facebook), ottimo (EverNote), sorprendente (BeatMaker) e grandioso (Remote). Ma resta una minoranza e ci sono troppe mancanze. 

(in più fa rabbia notare che l’App Store statunitense dispone di applicazioni come un client mobile per Last.fm o un client Google, che fastidiosamente non si materializzano qui in Italia, periferia dell’impero e aspirante repubblica delle banane)

 

COSA PROPRIO NON VA – LA TASTIERA (E IL PREDICTIVE TEST ANALFABETA)

Veniamo alle dolenti note, cioè le cose che ancora non vanno nell’iPhone.
La prima è nota: è la terribile tastiera virtuale. Lo so, me ne lamento ogni 5 minuti. Evidentemente un motivo ci sarà, no?

Funziona male, malissimo. E non solo perché è una tastiera virtuale e, quindi, inferiore sotto ogni aspetto alle tastiere reali. Fosse quello il problema, capirei.
Il vero dramma della tastiera è che non è intelligente, anzi è vessata da un sistema di predictive text che fa schifo, anzi che è uno dei motivi per cui talvolta detesto l’iPhone che ho per le mani.

Immaginate di avere difficoltà a parlare e, mentre vi esprimete lentamente, un tizio lì accanto completa le vostre parole, sbagliandole.
Il predictive text della tastiera dell’iPhone funziona esattamente così ed è stato programmato da un sadico o da un demente completo. Iniziate a scrivere una parola e, giunti alla fine, vi accorgete che è cambiata. Colpa vostra? No, colpa sua, dell’iperzelante predictive text.

Il problema è che la tastiera dell’iPhone è stata pensata per gli Stati Uniti e non ha accentate e apostrofi in prima battuta. Per accentare una lettera bisogna faticare un po’ (tenere premuta la lettera e aspettare che compaiano le alternative, da scegliere strisciando il dito e poi rilasciando), ma alla lunga si impara.
Purtroppo chi ha progettato il predictive text ha deciso che la suddetta operazione è troppo pesante per noi: ci pensa lui ad accentare e apostrofare quello che scriviamo. Il problema è che accenta ed apostrofa TUTTO.

Provi a scrivere una parola banale come “ma” e lui scrive “m’a”. Gran parte delle parole che finiscono in “o” vengono accentante, perché il sistema adora il passato remoto. Peggio ancora, una parola usatissima come “che”, diventa “chè”, per di più con l’accento chiuso. E tutte le volte che scrivi “sto”, lui scrive “stò”, facendoti pure passare per ignorante.

Il risultato è che, una volta padroneggiata la tastiera virtuale, il 90% del tempo di digitazione è speso a correggere gli errori fatti dal predictive text. E correggere gli errori sull’iPhone non è facilissimo, al punto che non sto a spiegarvi come si fa perché è lunghetto. Fidatevi. Ci vorrebbero proprio delle belle frecce direzionali da qualche parte, ma niente.

Teoricamente il predictive text dovrebbe imparare dai propri errori, per cui all’ennesimo “che” trasformato in “chè”, dovrebbe capire. Il problema è che il sistema non solo non tiene conto della “popolarità” di un’espressione (cioè, è ragionevole pensare che un utente scriva più spesso “ma”, rispetto ad espressioni che iniziano con “m’a…”) quando si tratta di fare delle correzioni, ma è duro di comprendonio. Dopo un mese d’uso, sono ancora lì che correggo i “chè”.

Per di più la tastiera non è intelligentissima. Personalmente contesto il fatto che in prima battuta non ci siano tasti come il punto, la virgola, lo slash e la chiocciolina (che compare in certe configurazioni della tastiera, tipo quando si digita il campo destinatario di una mail).
Il fatto è che sono tasti di uso comune, nel Web del 2008 in cui spesso si digitano indirizzi email per accedere ai propri account e si digitano indirizzi Web che richiedono punti e slash.

Insomma, la tastiera resta il più grande punto debole dell’iPhone ed è il motivo per cui, oltre alla non-pushaggine della posta, sconsiglio vivamente il melafonino come solo terminale per un uso business in mobilità.

 

COSA PROPRIO NON VA – LA BATTERIA, MIO DIO!

La batteria se la gioca con la tastiera in quanto a difetto-killer dell’iPhone. Dura pochissimo, non ci sono mezze misure, consigli di ottimizzazione o argomenti di dibattito.

Mi rendo conto che nel primo mese di utilizzo uno smanettatore di professione come il sottoscritto possa “spremere” un po’ troppo un terminale mobile.
Però quotidianamente mi capita di iniziare ad usare l’iPhone verso la tarda mattinata (tipo le 11 passate) e ritrovarmi con la batteria a zero verso ora di cena. E dire che faccio di tutto per risparmiare: ho eliminato la ricerca di WiFi liberi, ho ridotto la luminosità dello schermo e, poiché non lo uso per telefonare, quando guido metto il telefono in modalità “volo in aereo”, completamente sconnesso dal mondo.

L’unica scusa che posso garantire all’iPhone è che, nel mio caso, avendo Tre come operatore, è sempre attivo in modalità 3G, che notoriamente consuma più che la connessione EDGE o GPRS. Però, capitemi, è un terminale con cui non faccio e non ricevo telefonate o SMS: non può consumare tutta la batteria dopo 6 o 7 ore, contando che non lo uso come iPod, non guardo quasi mai video di YouTube e uso molto poco il GPS.

Insomma, ho fatto tutto il possibile per dare la colpa alle mie modalità d’uso, ma quando ho letto che all’ottimo Marco Formento (che è persona di prestigio, molto più morigerata di me nell’abuso delle tecnologie) l’iPhone 3G è durato sì e no 3 ore a Barcellona, mi sono un po’ cadute le braccia.
E tra l’altro mi si è confermato il sospetto che l’iPhone, in presenza di poco segnale, consumi come un maggiolone in prima.

Magari sono problemi di gioventù, risolvibili via firmware con una migliore gestione di come il telefono interagisce con le SIM e con la rete telefonica (ad esempio ho l’impressione che il firmware 2.0.1 abbia allungato un po’ la vita alla batteria), ma credo che per un telefono che non ha la batteria intercambiabile, un’autonomia inferiore alle 12 ore in uso/standby sia inaccettabile.
Mi va anche bene un telefono da caricare ogni santo giorno, ma voglio che mi permetta di farmi un’intera giornata in giro senza schiattare poco dopo l’ora del te.

 

COSA PROPRIO NON VA – LA FOTOCAMERA

Potrei dire che, dopo la fotocamera sul Treo 650, quella sull’iPhone è la peggiore che sia capitata tra le mie mani. Del tutto priva di feature, con un sensore pessimo, con una bruttissima resa dei colori, è un “di più” sull’iPhone. Non riesco a pensarla diversamente.

E dire che la uso tanto, perché sto usando l’iPhone per fare un po’ di life-blogging fotografico sul mio Tumblr grazie ad un’applicazione specifica, ma finora – dopo circa 400 foto di  – non sono riuscito a produrre una sola fotografia apprezzabile o comparabile con le foto che facevo con il vecchio Nokia 6630.

Insomma, un cellulare con un profilo “alto” come l’iPhone merita una fotocamera migliore, un flash e un software di gestione che non si limiti al solo “point and shoot”, contando che lo “shoot” peraltro funziona in modo demente e il pulsante dello scatto si attiva quando si toglie il dito dallo schermo, non quando lo si preme.

C’è poi un problema accessorio di cui credo vi siate resi conto se passeggiate dalle parti del mio Flickr: non riesco a postare le foto dritte. Uso un programma che si chiama Mobile Flickr (anzi, ora Mobile Fotos), ma non azzecca mai l’orientamento delle immagini.
E purtroppo Flickr è uno dei siti che funziona male con l’iPhone, quindi non riesco a girare le foto storte se non usando un computer e un browser “vero” (e in generale vi perdete tutto il bello di Flickr, con l’iPhone: niente slideshow, niente drag and drop, ecc. al punto che uso la versione mobile per amor di rapidità).

 

COSE DI CUI SI SENTE TANTO LA MANCANZA – IL COPIA-INCOLLA!

Oltre alle cose che non vanno, ci sono elementi, funzionalità, ecc. di cui si sente enormemente la mancanza sull’iPhone e che, data la natura del telefono, dovrebbero assolutamente esserci.

La prima è il copia-incolla. Apple ci ha raccontato che erano così presi dal trambusto di sviluppare l’iPhone che se ne sono dimenticati, considerando il cut&paste una feature trascurabile. Non ci credo (non credo mai alla Apple: è troppo poco trasparente ed etica, per i miei gusti), ma in effetti non riesco a spiegarmi la mancanza di questa feature essenziale se non con un attacco di follia autolesionista collettiva.

Il fatto è che il copia-incolla serve tantissimo, soprattutto se si vuole fare dell’iPhone il terminale per i nuovi servizi online. Che me ne faccio di un client per WordPress, per Twitter, per FriendFeed, per Facebook, ecc. se non riesco a copiare una URL e linkare una pagina Web?

Mi capita più volte al giorno di incappare, mentre navigo con l’iPhone, in cose divertenti o interessanti che vorrei tanto segnalare in giro e ogni volta desisto, a meno che abbiano URL facili che mi imparo a memoria e digito a mano. Ma si può? Così si perde tutto il potenziale “social” della navigazione. Se non posso segnalare, non condivido e non partecipo all’intelligenza connettiva, ecc.

Credo che Apple dovrebbe capire che il copia-incolla è un elemento essenziale in un telefono di questo genere e non può non esserci. Mi chiedo cosa ostacoli questa feature, che peraltro non mi sembra niente di stellare. Se non riescono a farlo per il testo delle pagine Web (perché magari il browser le trasforma in grafica, chi lo sa?), che almeno permettano di copiare-incollare le URL, sarebbe già un passo avanti notevole.

 

COSE DI CUI SI SENTE TANTO LA MANCANZA – FLASH

Siamo tutti d’accordo che Flash, inteso come quella iattura che per anni ci ha obbligati ad attese snervanti senza nemmeno il sollievo di uno “skip intro”, deve morire e con esso gli ultimi pubblicitari analfabeti di tecnologia, abbagliati come gazze da tutto ciò che luccica e si muove, che continuano a tenerlo in vita con un accanimento terapeutico da far invidia a certi circoli cattolici.

Però esiste del Flash funzionale, non estetico, che fa funzionare meglio alcuni siti e servizi. Per dire, i tanti player audio-video in Flash, siti come Flickr, ecc. Se usato in piccole dosi e con un’ottica sana, Flash va bene.

Però l’iPhone non ne vuole sapere. E se ovvia alla flashaggine di YouTube con un’applicazione ad-hoc, non lo fa per migliaia di altri siti che usano Flash, togliendoci la possibilità di usufruire di molti contenuti.

No, non voglio giocare ai giochini in Flash. Banalmente, vorrei drizzare le foto storte su Flickr, ascoltare qualche radio online, guardare qualche video che non sta su YouTube (e no, non è YouPorn) e in generale avere garantita un’esperienza Web il più possibile completa.
Mi chiedo come mai un device meno costoso e complesso come l’Archos 605 WiFi sia compatibile con Flash e l’iPhone, su cui girano videogiochi 3D potenti, no.

 

BILANCIO

Elencati pregi, cose medie, difetti, ignoranze e cose che mancano, è opportuno un bilancio.

Sarò franchissimo: l’iPhone è una tecnologia estremamente affascinante e credo che ogni appassionato di tecnologia dovrebbe averne uno, non fosse altro perché è il gadget del momento e un bel po’ di novità arriveranno da quelle parti.

Lo consiglio? Lo consiglio, sì.
Anzi, per alcuni (i nerd) lo caldeggio. Ma a determinate condizioni.

La prima è che non lo usiate come unico telefono, perché davvero non ce la fa con la batteria.
La seconda è che non lo usiate come strumento di lavoro, perché la sua posta push è un po’ un pacco, il client di posta è carino ma non è immediato, veloce e funzionale come quello dei BlackBerry e per chi è in mobilità la tastiera virtuale è scomodissima, soprattutto se ha necessità di dover scrivere molto.

Ecco, se siete sopravvissuti alle due condizioni, correte a comprarlo.
In pratica se avete bisogno di un Internet Tablet che davvero funzioni bene e vi stia in tasca, non avete alternative e attualmente non c’è concorrenza, contando che il pur ottimo N810 Nokia richiede un cellulare in abbinamento, per navigare in mobilità.

Però abituatevi a girare con due cellulari, perché non c’è alternativa. Il gingillo, se usato per navigare in modo non sporadico, dopo un po’ esaurisce la batteria e non c’è modo di sostituirla con una carica (altra grave cazzata di Apple per spillare qualche decina di euro in più agli utenti).

La fatica di scarrozzare due telefoni è ripagata dal pregio di avere realmente una bella fetta di Internet sempre in tasca a disposizione, con tutti i vantaggi che ne conseguono. Attenzione: non si tratta di un accesso “minore” al Web: l’esperienza di navigazione e di gestione dei principali servizi online è assolutamente gratificante, salvo alcuni casi.

Insomma, l’iPhone può diventare il principale strumento di divertimento in mobilità. E con “divertimento” non intendo solo lo svago dei giochini, ma tutto il piacere che c’è nel comunicare, nell’informarsi, nell’andare alla scoperta, nel creare (a questo proposito ho scaricato un programmino con drum-machine, multi-effetto e sequencer con cui mi sfondo i timpani nei tempi morti) e nel confrontarsi con una comunità di pari online.

 

IL COLPO DI SCENA

Una recensione prolungata e sostanzialmente positiva, in alcuni tratti entusiastica, però, si trova a fare i conti con una situazione che in territorio Apple si verifica abbastanza raramente.
Il fatto è che l’iPhone 3G è un prodotto che fa bene un sacco di cose, ma ha un difetto non trascurabile: funziona davvero male.

Allo stato attuale, l’iPhone 3G è “buggy”, pieno di errori di gioventù grandi e piccoli che lo rendono ben poco affidabile. Fatevi un giro online e scoprirete che la tradizionale affidabilità dei prodotti di Cupertino, come previsto, è andata a farsi friggere non appena le vendite sono cresciute.

Per esperienza personale, tra l’altro estremamente fortunata, posso dire che l’iPhone mi va in errore 5 o 6 volte al giorno. Spesso sono cose da poco, solitamente Safari che si impalla ed esce o l’applicazione per leggere il New York Times che va in crash, ma sui grandi numeri la realtà è ben altra, con una non trascurabile porzione di utenti costretti a decine di ripristini del telefono (3 ore ogni volta), altri con l’iPhone vessato dall’equivalente jobsiano del Blue Screen Of Death (il White Apple Logo Screen Of Death: WALSOD), tantissimi che hanno riscontrato errori in fase di aggiornamento, applicazioni instabili, ecc.

Non è un caso che Apple abbia diffuso in fretta e furia il firmware 2.0.1 (con una procedura di aggiornamento che si è rivelata problematica per molti) per apportare qualche miglioria richiesta a gran voce dalla base utenti che, scontenta, reclama una 2.0.2 perché molte magagne non sono sparite e nessuno ha voglia di attendere il firmware 2.1 questo autunno, passando l’estate con un telefono “ballerino”.

E’ il destino del successo tecnologico. Tutti pensavano che Apple avesse la bacchetta magica e aziende come Microsoft solo informatici brocchi, ma la realtà è che più utenti hai, più i tuoi prodotti rischiano sotto il profilo qualitativo e più hai difficoltà ad affrontare le issues che la tua base d’uso ti presenta.

C’è poi un fattore psicologico in più, in tutto ciò. Il fatto è che l’iPhone viene venduto come un telefono, ma ha un tasso di errore da computer (e richiede un minimo di competenza informatica per essere usato), cosa che spiazza non poco alcuni utenti, in primis i neofiti che hanno comprato l’iPhone perché è di moda e si lamentano perché non riescono ad installare iTunes sui loro Pentium 3 Packard Bell con sopra Windows ME.

Leggere i forum specializzati, in questi giorni, è a modo suo divertentissimo, perché si assiste a discussioni psichedeliche tra evangelisti della mela di vecchia data e tamarroni che hanno comprato l’iPhone per non sfigurare al bar e si disperano perché non riescono a metterci su la suoneria di Bella Topolona.

Confermo, in ogni caso, che l’iPhone non è attualmente un prodotto stabilissimo. Io, in attesa di tempi migliori, me ne sono fatto una ragione. Ma tenetene conto prima di decidere se comprarlo.

 

POSTILLA – CHE CI FAI CON L’IPHONE?

Già, che ci faccio con l’iPhone?
In gran parte ci navigo, come dicevo prima: leggo i feed e i quotidiani e faccio un po’ di chiacchiera/conversazione online su Twitter, FriendFeed, Facebook.

In più, da qualche giorno faccio delle prove tecniche di life-blogging sul mio Tumblr. Tradotto in termini comprensibili, cerco di postare immagini e testi che tengano traccia degli eventi rilevanti delle mie giornate (ma anche e soprattutto di quelli meno rilevanti: vado un po’ a ruota libera, ecco) e permettano pure di capire, grazie alla geolocalizzazione, *dove* si svolgono.

Per fare tutto ciò, uso un’applicazione specifica per iPhone che funziona benino (su Tumblr e Blogger), se non fosse che ha l’ossessione di scrivere ogni parola con la prima lettera maiuscola, rendendomi ancora più odiosa la scrittura con la tastiera virtuale.

Un’altra cosa che faccio è caricare in tempo reale su Flickr (storte) un po’ di foto che faccio in giro. Ma sono talmente brutte che meditavo di parcheggiarle su un account Flickr gratuito, per separarle da quelle che faccio con la reflex che mi piace pensare siano un po’ più potabili come qualità.

Uso spesso anche Evernote, che è un’applicazione molto bella per prendere note, appunti, registrare suggestioni, ecc. Funziona sia sul computer che sull’iPhone e sincronizza perfettamente i due sistemi, così le note prese al telefono (vocali, testuali, immagini, ecc.) sono presenti anche sul computer e viceversa. Provatelo: è gratis e funziona davvero bene, oltre a favorire il pensiero creativo.

Nel tempo libero dal cazzeggio online, uso tantissimo Remote, controllando ogni mattina la mia libreria iTunes e improvvisando playlist sparate a volume 11 sullo stereo mentre cerco di svegliarmi. Funziona benissimo e ne ho già parlato qui. Se Remote cresce bene, potrà diventare un programmone. Già è uscito un software che serve a controllare in remoto le presentazioni fatte con Keynote e la filosofia è quella: usare l’iPhone come terminale mobile di un sacco di cose, basta che siano dotate di WiFi.

Se sono proprio privo di risorse, faccio una partita a biliardo, gioco a cui sono poco più che nullo in quanto miope, maldestro e dotato di una mira proverbiale in quanto a fallacia.

In compenso faccio un intenso uso notturno dell’iPhone, tranne quando uso l’Archos 605 WiFi per godermi un film in DivX direttamente nel letto (continua ad essere il migliore player video portatile in circolazione).

Di fatto uso il melafonino come lettore di e-book. Grazie ad un’applicazione che si chiama Files, posso trasferire documenti di ogni genere sull’iPhone (che viene visto in rete come un host con spazio disco, dotato di un proprio IP, volendo protetto da password) e poi leggerli comodamente sia in modalità portrait, sia in modalità landscape.
Il vero pregio di Files è che il suo lettore di file PDF interno ha una feature che molti altri reader, anche ufficiali, non hanno e che è fondamentale per leggere i libri elettronici: tiene il segno e permette di specificare segnalibro personalizzati all’interno di un testo.

Come regalino demenziale, se vi collegate a questo blog da un iPhone, dovreste vederlo in versione ottimizzata per il suo schermo, con tanto di menù, effettini e finezze varie, tutto merito di un plugin facile da installare e che non disturba la visione “normale” del blog. Se avete WordPress aggiornato al 2.5.1, fateci un pensierino.

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§ 43 Responses to Un mese con l’unto del signore – una recensione laica e personalissima dell’iPhone"

  • postoditacco says:

    Caspita, che recensione!
    Se prima avevo qualche dubbio sull’iPhone, dopo avere letto qui non ho più dubbi: non lo comprerò.
    Ciao 🙂

  • stefano says:

    ottima rece Enrico, complimenti, come già fu illuminante quella sull’ e61..
    ho preso l’iphone 3g, e, tutto sommato, ne sono soddisfatto.
    ciao, Stefano

  • Eazye says:

    Grande!!! Mica lo sapevo che Nova fosse la tua radio preferita!
    é pure la mia… mi ci sveglio tutte le mattine!
    vogliamo parlare di
    “The Camel” dei Fat Freddy’s Drop featuring Alice Russell???
    Che non riesco a scaricare nulle part!!!

  • riccardo says:

    Ciao

    intanto complimenti per la recensione. E’ scritta molto bene e credo che tutti si siano fatti un’idea del telefono.. pur senza averlo mai usato.
    Dopo averne lette molte altre sui vari forum mac.. mi sono fatto più o meno l’idea che è un ottimo “aggeggio” per navigare in mobilità (eccetto x flash), un ottimo ipod ed un buon telefono… certo costa uno sproposito.. ma è un Apple… si sa. Del resto i macbook pro costano il triplo di un normale notebook pari caratteristiche… ma se ami la mela è cosi. (parlo io che, per diletto, tra vecchi e molto vecchi di Mac a casa ne ho un esercito).
    Ha di certo molti “nei” secondo me:
    Fotocamera molto scarsa, senza flash o AF
    No Video (forse in futuro ci sarà qualche App)
    No Modem (oppure sbaglio?)
    No MMS (..vabbè… poco male..)
    No Edit di filew Word ( e questo non è bello…) A tal proposito non ho capito bene… ma davvero non si possono usare le google Apps??? e se voglio scrivere un file doc come faccio? ci sono altri servizi online??

    In giro sento sempre di più parlare di HTC diamond e di Samsung Omnia.. beh… costano uguali ma offrono il triplo delle funzioni…

    in virtù di un potenziale acquisto non saprei che pesci prendere!

    Cmq bella recensione davvero!! 🙂

    ciao!

  • Ivy says:

    Ho provato ad usare Files su iPod Touch, peccato che Vista non ne vuole saprire di aprirmi il collegamento per caricare i documenti.
    Suggerimenti?

  • valterb says:

    Clamorosa novità nel firmware 2.0.2: il predictive text funziona, ma deve essere addestrato.
    Dopo 4 rifiuti della trasformazione di ma in m’a, che in ché, sto i stò, ecc., ecc. il sistema impara e non propone più le correzioni “improprie”!

  • roberto says:

    ho letto tutto il post con grande attenzione perchè un po l’iPhone mi attrae… ma alla fine con tutte le vostre osservazioni e i vostri commenti sono ancora DAVVERO contento della mia scelta, anche se risale a quasi 2 anni fa. Ho un Mio A701 e mi trovo davvero bene. Lo scelsi perchè all’epoca aveva un processore bomba e una poderosa memoria, ma dopo tanto tempo passato insieme so che non potrei fare a meno del copia e incolla e sono contento che la mia batteria duri ancora tre giorni. il suo GPS (anzi i suoi, visto che cambiando SD ne posso usare uno terrestre e uno nautico) funzionano in maniera fulminea a patto di scaricare periodicamente le effemeridi, la sua rubrica mi sembra efficiente, dandomi la possibilità di scrivere proprio tutto di un contatto e l’agenda è decente. essendo di provenienta PALM (dal glorioso Pilot, al III quando ancora erano 3com.. passando per l’handspring…) sono contento che Bill abbia deciso di imitare il PalmOS e di lasciare la scrittura graffiti style con la quale mi trovo benissimo. chiaro che avendo uno schermo piccolino la navigazione è carente ma per quello che serve a me basta e avanza (meteo più che altro).
    come difetti direi che la fotocamera fa letteralmente schifo, l’audio è carente se non si pompano gli mp3 prima di caricarli e che WMobile è…. WMobile… i crash ci sono ma grazie ad un software di backup automatico, quando fa troppe bizze faccio un hard reset e in 5 minuti ho il device rimesso a nuovo con tutti i dati che c’erano prima. dell’iPhone mi manca soltanto una cosa: la linea ed il design davvero belli.. mentre la linea del Mio A701 fa davero pietà. in compenso trovo il melafonino troppo grande anche se sottile… certo se si vuole lo schermo grande…. ma è davvero troppo ingombrante… a questo punto meglio un eepc.

  • gerri says:

    bellissima recensione. condordo quasi con tutto…mi permetto di fare solo un’osservazione sulla parte mail e calendari.
    sono anche io un “addicted” al bb, che uso in versione BES (ossia sincronizzato con il server aziendale), nonostante cio’ l’iphone mi ha dato la possibilita’ di gestire in parallelo piu’ account (aziendale e privato/i) e di vedere molto meglio gli allegati.
    non ho trovato particolari problemi sulla sincronizzazione di agenda e mail.
    certo se devi scrivere molto la tastiera fa la differenza…

  • aenima says:

    Il problema della tastiera secondo me e’ molto relativo.
    Mi spiego: se hai le dita abbastanza “grandi” le lettere sono difficili da selezionare, sono minuscole e spesso infatti si seleziona quella di fianco alla desiderata.
    Ammetto che inizialmente neanche a me piaceva molto, ma dopo due giorni di utilizzo intenso ora mi trovo bene e mi sono abituata al meccanismo. Il t9 effettivamente e’ qualcosa di osceno e ti do pienamente ragione.
    La batteria… sono rimasta molto perplessa dalle tue righe.
    Come unico telefono ho l’iPhone e lo uso soprattutto per telefonare e navigare su internet. A volte apro Palringo per msn e jabber, cazzeggio un po su youtube e lo uso anche come iPod. E ti giuro che la batteria dura 2 giorni se lo uso molto, quasi 3 se lo uso poco.
    Come fa a durarti meno di 24h?

    Vabbe’.
    Per il resto, ottima recensione.

  • Nino says:

    Alcuni difetti (dal mio punto di vista) dell’Iphone:

    1. sms che si leggono a schermo intero al loro arrivo: chiunque può leggerli per periodo di grazia che iPhone impiega per spegnere lo schermo (nel mio caso 1 minuto).

    2. La posta push non serve a niente (e anche i reminder del calendario) se iPhone ti avvisa con suoni loffi a stento udibili in ambienti perfettamente silenziosi figuriamoci sui marciapiedi in corsa in mezzo al traffico assordante. Purtroppo Apple non permette di modificare i suoni di sms e notifiche a meno che non si osi un jailbreak, che non voglio fare avendo appena speso 569 euro.

    3. sincronizzare le Apps con iTunes dura una vita.

    4.L’annosa questione di dover cancellare per forza tutta la conversazione con una persona se si vuol cancellare un singolo sms ricevuto da essa.

    Un suggerimento infine per la batteria che ha salvato il mio iPhone da una tempestiva rivendita su eBay:
    prova a fare 2-3 ricariche dalla presa elettrica e non attraverso il computer: ho notato che quest’ultimo metodo apparentemente ricarica per intero, dando un falso positivo, in realtà ricarica solo per una piccola frazione.
    A me adesso la batteria dura dai due ai tre giorni a seconda, con utilizzo intenso come iPod e accensioni continuo e compulsive dello schermo…

    Un altro trucchetto che ha allungato la vita della batteria: su Impostazioni/Generali disattiva il servizio di localizzazione, tu che ami il geotagging lo troverai un insulto ma la differenza di durata è sensibile…

  • valterb says:

    Grazie a Michele per il tip su come far imparare all’iPhone come si scrive in italiano 🙂
    Armato di buona volontà ho postato la cosa su Apple – Support – Discussion – Forum.
    Dopo circa 60 secondi dal mio post mi è arrivato questo gentile messaggio:

    Thank you for your enthusiasm and desire to help Apple make our products even better. We appreciate your comments and encourage you to share them with Apple on our feedback page:

    http://www.apple.com/feedback

    As part of submitting feedback, please read the Unsolicited Idea Submission Policy linked to the feedback page.

    Apple Discussions is designed as a user-to-user support platform to address technical questions. To keep this focus we have removed your topic, “I know how to make iPhone learn my text,” which is copied below.

    Thank you for your understanding.

    Kind Regards,

    Apple Discussions staff

    ++++++++++

    A copy of your message for reference:

    I’m using iPhone 3G in Italy, with italian language set.
    It seems that iPhone here doesn’t learn what I write and continues to predict incorrect text (this is a very common complain here in Italy). I want to write “ma” but it changes in “m’a”, “che” is changed in “chè”, and so on for many many, word.
    Now, we have found how to change this and teach iPhone how to learn our way of writing.
    The problem is related with file and directory permission, so we have to change them. Unfortunately to do this we have to jailbreak the phone and make a “chown -R mobile /var/mobile/”.
    Since I don’t want to jailbreak my phone, please, people at Apple that are monitoring this dicussion forum, correct this behaviuor with the next update.
    Thanks.

  • nexusdue says:

    Ok lo compro. Telefono poco quindi è perfetto per me. Mi hai convinto. Non appena apro la partita iva ti copio

  • stellavale says:

    Pensa che il tuo iphone è il primo e unico che ho visto. Commosso?

  • frap1964 says:

    Ho avuto l’iPhone 3G e il Samsung i900 tra le mani. E non c’è paragone (peso, fotocamera, Java, ecc. ecc). Il Samsung vince alla stra-grande. E soprattutto non ha in bundle il piccolo grande fratello che blocca le applicazioni “non gradite”.

    http://www.samsung.com/it/microsite/omnia/

  • raccoss says:

    Ho risparmiato 500 euro e risparmio 3 ore di vita al giorno a correggere gli accenti.
    Per me l’ iPhone è stato un affare niente male!
    Ci ha patito un poco il mio blog comatoso, ma non ne è morto nessuno.

  • Suzukimaruti says:

    no, sostituisco il blackberry 8700 con un Bold

  • Amedeo says:

    “il nuovo (e prossimamente mio) BlackBerry Bold”

    Questo vuol dire che tradirai Nokia, alla fine? Abbandoni il tuo E61? E’ un annuncio storico…

  • Kluz says:

    E si , quando con sole 3 righe di commento si riesce a suscitare profonda pena in , presumo, pressochè ogni sapiens che lo legga , è una cosa molto triste. Per esse , tra l’ altro ,il fatto che scripta “restant” è na ulteriore piccola tragedia.

    Per quanto , se non ci fosse stato Cerne , mi sarebbe sembrato anche troppo banale e mieloso dirlo , apprezzo copiosamente le recensioni di Suzuki . Pregievolissime e esaustive .
    Dopo averla letta , pur non avendolo mai maneggiato , se non di sfuggita per 5 minuti da un conoscente, ho , con un buon grado di sicurezza, nessun dubbio sul fatto che l’ iPhone possa fare o meno al mio caso.

  • Ishmael says:

    Ottima (nel senso che mi sembra serena) recensione, solo una cosa a mio avviso non torna:
    A proposito della batteria dici “non c’è modo di sostituirla con una carica (altra grave cazzata di Apple per spillare qualche decina di euro in più agli utenti)”
    In realtà non si tratta di spillare qualche decina di euro ma, per grandissima parte del parco utenti, di spillare altri cinque/seicento euro per riacquistare l’Iphone nel momento in cui la batteria inizierà a durare quanto lo spazio che il TG4 dedica all’opposizione.
    Credo, almeno spero, che prima o poi si potrà comprare online un kit con batteria di ricambio ed eventuale kit di smontaggio.cosa che però non credo faranno in molti.
    Gran parte degli utenti andranno al centro Apple non per farsi cambiare la batteria (btw, qualcuno sa se Apple lo farà?) ma solo per comprare il modello 3.0 con la grandiosa novità del CTRL+V e capace addirittura di mandare gli mms 😀

  • Suzukimaruti says:

    mi inquieta sempre che esista chi, a fronte di una recensione di in cellulare (peraltro iper-positiva) riesca a produrre un “fottiti”.

    Infanzie irrisolte, brutto problema.

  • BMV-Pedrita says:

    cerne: gli è stato regalato. 🙂

  • DvD says:

    Ti ringrazio sentitamente per il paragrafo “Siamo tutti d’accordo che Flash, inteso come quella iattura…”.

    Per quanto riguarda l’iPhone, la situazione attuale conferma il teorema per il quale un qualsiasi prodotto Apple, per quanto figo o meno, vada goduto e comprato per un uso soddisfacente solo alla terza revisione: la prima è il botto di marketing, la seconda serve a sgrezzare le rogne macroscopiche. La terza arriva con un due anni dal lancio. Se non si arriva alla seconda revisione, significa che il Cube non è più da solo in cima alla classifica.
    E lo dico da orgogloso e critico utente Apple.
    Ottima review btw.

  • Cerne says:

    ma fottiti.. non è adatto alle tue esigenze? non lo compri, così non stai a criticare ste cose.
    se per esempio vedi che il flash non c’è, la tastiera è virtuale ( cose che da quanto ho capito non ti piacciono), eviti di comprarlo.. cos’è te ne sei accorto solo adesso che non ha queste cose?

  • Luca says:

    Mai crashato in 3 settimane.

  • ste says:

    “C’è chi lo chiama Safari perché vuole credere alla panzana di Jobs per cui il browser dell’iPhone è parente del Safari che c’è sui mac”

    Guarda che non e’ una panzana. Hai qualche elemento per supportare questa affermazione cosi’ perentoria oppure, come dicono oltreoceano, did you pull it out of your ass?

  • Suzukimaruti says:

    dav: la tastiera è il motivo per cui, se non mi fosse stato regalato, non avrei comprato l’iPhone. Ed è il motivo per cui lo sconsiglio a chi lavora in mobilità e ha bisogno di scrivere tanto ed essere sempre presente al telefono.

    Sconsiglio i cellulari con sopra Windows Mobile: il sistema operativo è tremendo.

    La soluzione per avere un dispositivo tascabile con la potenza di un EEE Pc e la versatilità di un telefono è, in my opinion, il mitico Nokia E90, che ha tutto: ottimo schermo, tastiera decente, HSDPA, un bel parco software, ecc.
    Ovviamente si presume che tu ne voglia fare un uso business.

    Per il cazzeggio (calvinisticamente limitato a poche ore, causa batteria, l’iPhone basta e avanza)

  • dav says:

    Ho letto con molta attenzione la tua recensione (sono alla ricerca di un qualcosa con le potenzialità di un eee-pc ma con la tascabilità di uno smartphone) .. solo una cosa non ho capito: tutte le cose che fai (email,chat,blog,…) richiedono un uso intenso della tastiera, ma dici che proprio la tastiera è il tallone d’achille dell’iPhone (e pur non avendolo provato non fatico a crederti), quindi come fai a trovartici così bene? Insomma non c’è nessun altro dispositivo mobile che unisca ai pro dell’iPhone una tastiera decente? .. mi verrebbe da pensare a vari palmari tipo htc o simili, ma non ne conosco i dettagli, opinioni a riguardo?

    Comunque grazie per l’ottima recensione, che chiarisce perfettamente cosa fa (e cosa non fa) l’iphone.

  • m4rc0 says:

    Ciao,
    tra una recensione e l’altra è venuta la malsana voglia di iphone anche a me..
    Il problema è che non riesco a trovarne uno!
    Sono passato dal “non è possibile venderlo senza contratto” (Saturn di Beinasco) al “si è possibile ma occorre prenotarlo ed aspettare circa 2 mesi” (negozio di Torino), il tutto condito da altre “voci” discordanti. Sarà il periodo estivo ma non sarebbe male trovare gente preparata in questi punti Tim (o Vodafone)!

    Esisterà ancora un negozio in Torino con un 16Gb nero (senza contratto) disponibile per la vendita????

    A questo punto converrebbe aspettare le offerte di 3.. ma dato che la schedina 3 solo dati c’è già… 🙁

    In ogni caso.. grazie per le tue concise e precise recensioni!

    Ciauuuu

  • Suzukimaruti says:

    jakala è che l’eee non si usa in modo istantaneo e non è tascabile. Insomma, non è un gadget palmare, pronto subito.

  • Jakala says:

    Per come lo usi devo ancora capire il vantaggio rispetto ad usare un eeepc con una chiave umts.
    Avresti uno schermo migliore e la possibilità di sceglierti un mare di software linux-based, visto che per tua ammissione non lo usi come telefono.

    Cmq grazie per la dettagliata analisi

  • ignaxio says:

    si, ma senza la suoneria di bella topolona non abbiamo che farci di questo AIFON

    XD

  • Suzukimaruti says:

    il problema della batteria è limitato, per quanto ne so, ai soli iphone 3g. Gli altri vanno in edge e consumano molto meno

  • Federico D'Ambrosio says:

    Interessante.

    Due piccole critiche:
    – La mia batteria non muore così ma dipende molto probabilmente dall’utilizzo che se ne fa.
    In caso di emergenza ci sono pure le batterie esterne da attaccare al connettore Dock per fargli una “peretta” di energia. Ne ho provata una, funziona.

    – MobileSafari discende VERAMENTE da Safari. Entrambi sono praticamente interfacce di Webkit, basato su KHTML, che tra l’altro è utilizzabile anche dagli sviluppatori.

  • Mang_ says:

    bella recensione!

    – io non trovo così orribile la tastiera, solo il correttore è peggiorato da 1.1.4 e non capisco come mai!

    – batteria: a me dura 24h senza troppi problemi

    – bug: netto peggioramento da 1.1.4 a 2.0 penso dovuti al fatto di aprire in scrittura il filesistem e alle nuove features.

  • mr oz says:

    Anche il mio crasha poco. Credo dipenda dalle app di terze parti che uno installa/usa.
    Sarò vecchio e lento, ma non capisco l’urgente utilità della posta push. Mentre trovo utilissimi il calendario e la rubrica pushati.
    Bello il blog ottimizzato per iPhone!

  • Axell says:

    Concordo su molte cose anche se ho un banale 2G…
    Una cosa mi lascia un po’ perplesso. Sarà culo, ma a me iPhone 2G non è mai andato in crash. Mai. Idem per la macchina fotografica, sarà un 2M, ma è meglio di quella del mio N80… Non ci sono dubbi. Fatti un giro sul mio flickr. Sarà culo.
    Aspettiamo i figli che verranno.

  • ste says:

    Io ho trovato piu’ di un sito in cui i video embedded da youtube funzionavano perfettamente. Se mi ricapita cerco di capire qual e’ la gabola tecnica.
    Il fatto che Flash non c’e’ e probabilmente non ci sara’ mai credo sia comprensibile: una volta aperte le porte a Flash, hai automaticamente perso il controllo dell’interfaccia utente. E per Apple il controllo della UI (specialmente sull’iPhone) e’ quasi tutto.
    Riguardo alla scomparsa-ricomparsa-riscomparsa di NetShare, credo c’entri qualcosa il fatto che i termini d’uso di AT&T vietano esplicitamente il tethering (comunque e’ vero che l’App Store e’ gestito un po’ con i piedi, almeno per ora…)

  • Gio says:

    Ok..l’ho trovato;)

  • Gio says:

    Come inserisci il link diretto all’appstore? Non ho trovato da nessuna parte il link nella pagina di itunes…

  • alessandro says:

    – “il GPS è ottimo, altro che Nokia.”

    Dipende da che Nokia, il mio E71 (con a-GPS come l’iphone) è velocissimo nel fix dei satelliti.

  • Claudio says:

    Più che una recensione, sembra la versione 2.0 dell’Ulisse di Joyce, ma i consigli che dai al possibile acquirente di iphone sono puntuali e concordo sul fatto che il vero elemento nuovo sia la presenza di qualche bugs, cui Apple non ci aveva abituato.
    Alcuni blocchi di sistema fanno tanto windows mobile e devo dire che non li avevo messi in preventivo.
    Vedremo ora se si tratta di peccati di gioventù e del tempo che occorrerà perchè qualcuno ci metta una pezza.

    Alcune considerazioni:

    -Apple avrebbe dovuto apporre sulla confezione dell’iphone una pecetta con la scritta “Astenersi tamarri”

    -la mia batteria non ha una resa così scadente, se di notte lo spengo mi dura tranquillamente due giorni, è vero che il mio uso del device non è particolarmente intenso ( ad esempio non lo sto usando molto come ipod, avendo un touch riservato per musica e film)però lo uso anche come telefono ed ho notato un miglioramento della durata della batteria dopo la prima settimana di utilizzo ed alcuni cicli completi di ricarica.

    -Se l’iphone implementa la tecnologia push, credo che lo stia facendo nel modo sbagliato oppure io non ho ben capito bene cosa faccia la medesima.
    Anzi, a volte proprio non mi invia la posta (con qualunque account), ma mi si impalla su “connessione in corso” oppure su “controllo posta” per parecchi minuti, senza riuscire ad agganciare il server di posta.
    L’irritante bug di cui sopra lo risolvo riavviando il device ma è comunque piuttosto misterioso.

    -la navigazione in internet è godibile come su nessun altro dispositivo portatile di queste dimensioni.

    -il gps è ottimo, altro che nokia.

    Complessivamente credo che l’iphone sia uno smartphone in divenire, con grosse potenzialità di crescita, l’importante è che apple ripulisca il sistema operativo dell’apparecchio e ci restituisca la stabilità cui eravamo abituati.

  • michele says:

    Secondo me hai dimenticato una cosa tra i punti di forza: il touch screen è molto meglio di qualsiasi altro abbia visto, più preciso, più sensibile, non da la sensazione di “gommoso”.

    Invece il problema della correzione automatica che non impara l’ho risolto ieri sera e ho scoperto che il più classico problema di sistemi unix: permessi.

    A volte, in alcuni telefoni, a caso, alcuni file o directory appartengono all’utente sbagliato. L’unico modo di correggere è jailbreak e ‘chown -R mobile /var/mobile/’ e questo risolve anche l’altro problema che avevo di Safari che non salvava i cookie.

    Per il resto, condivido, solo non odio così tanto la tastiera. La batteria invece sì.

    Aggiungo un paio di appunti che non hai potuto notare non usandolo come telefono: ignora completamente i biglietti da visita VCard inviati via SMS, ma non nel senso che arriva un SMS che non capisce, no, non arriva niente, quindi tu non saprai nemmeno mai che ti è stato mandato. Secondo l’applicazione SMS ci mette quaranta minuti ad aprirsi; speravo l’avessero risolto nel 2.0.1, ma così non è.

    E grazie per l’hint di NuevaSync.

  • Raibaz says:

    Gran recensione come al solito, anche se stavolta non mi hai convinto all’acquisto come con l’Archos 605 wifi, la PS3 e l’EEE.

    Prevedo già un turbinio di flame nei commenti per il passaggio sulla stabilità del gingillo: il fatto che i prodotti Apple paressero più stabili/sicuri/solidi solo per via della user base più ridotta a me è sempre sembrato lapalissiano, ma il fondamentalismo e il trendfollowing sono brutte bestie e il passato è stato intasato di gente che “io uso il mac perchè windows si pianta”; adesso che la mela inizia a diventare mainstream, anche grazie all’iphone, ci sarà da ridere 🙂

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