Riprendiamo(ci) le città

August 4th, 2008 § 55 comments

A conferma che siamo un paese costantemente in bilico tra l’inerzia di sinistra e la “fascistata” di destra, ecco i militari che presidiano le città, con il fantomatico secchiello di scuse della “sicurezza”.

C’è poco da aspettarsi da un governo che fa ministro della difesa nientemeno che Ignazio La Russa, poco più che un colonnello Buttiglione qualsiasi, senza nemmeno il portamento di Aldo Maccione: gente come lui ha il sogno bagnato dei militari in giro per le strade da anni.

Il prode ministro dichiara che la misura è apprezzata da tutti, tranne che dai malfattori e dai sessantottini e da quelli che gridavano “polizia fascista”, “ps-ss”, “basco nero il tuo posto è al cimitero” e quelli che pensano che i militari italiani siano golpisti.


ESERCITO ITALIANO: MEGLIO NON PARLARE DI STORIA

Il problema dei fascisti è il solito: macchiano di sangue le pagine di storia e finiscono per non leggerle mai, perché purtroppo la storia militare italiana è una collezione lineare di infamie riconosciuta dagli eserciti di tutto il mondo, tanto che i nostri militari storicamente passano per mal preparati, armati ancora peggio, voltagabbana e diretti da personaggi da operetta.
Ed è un disprezzo bipartisan, visto che, per esempio, ai tempi della Seconda Guerra Mondiale la pensavano così sia gli alleati dell’Asse, sia quelli dell’Alleanza.

E ricordiamo che all’esercito italiano va anche attribuito il merito di aver usato per primo al mondo su larga scala le armi chimiche, durante le sue patetiche guerre coloniali.
Ma poi, anni dopo, in Somalia si sono comportati decisamente meglio (ci terrei a far notare che l’articolo linkato proviene dal sovversivo bollettino denominato Famiglia Cristiana, roba da squatters).

Poi basta leggersi un qualsiasi libro di storia (questo è semplice, riassuntivo e focalizzato solo su di essi e non prevede una laurea in storia contemporanea per essere compreso) per scoprire che dietro il 100% dei tentativi di golpe italiani ci sono sempre state le alte sfere del mondo militare italiano.
Anzi, i Carabinieri (che, ricordiamolo, sono militari e non polizia) nell’ottobre 1957 sono pure riusciti a farne uno, coronando un’aspirazione frustrata dopo anni di tentativi falliti.
Fortunatamente (per noi) era a San Marino: se la sono cavata con un paio di camionette.

PAURA DEL GOLPE? NO!

Ora che vedo i militari marciare per le ex libere strade della mia città ho paura del golpe?
No, perché i golpe nel 2008 in un paese sviluppato non si fanno più così: una volta la forza militare serviva per conquistare i centri di potere e i centri di controllo del consenso (giornali, tv, radio, ecc.) e per reprimere o eliminare le voci discordanti, il dissenso.

Ora, in Italia, non serve più. Perché i centri di potere si conquistano tranquillamente con le elezioni, i centri del consenso li possiede e controlla direttamente il Presidente del Consiglio ed è inutile sparare alle voci che si oppongono, quando è più semplice renderle marginali grazie ad una potenza di fuoco mediatica infinitamente superiore.

Sparare ai giornalisti avversi? E’ fuori moda. Molto più semplice affondare la loro controinformazione in un mare di propaganda governativa assordante. Un servizio di due minuti su Lucignolo vale mille volte un qualsiasi editoriale su un giornale “contro”.

Quindi no, i militari non mi spaventano perché temo un golpe che è già in atto e operativo da anni, cioè da quando in Italia non esiste una legge che impedisca al proprietario unico dei grandi mezzi di comunicazione di candidarsi a governare e partecipare alla vita politica.


HO PAURA DELLA LORO PAURA (AKA: PLACANICA? NO GRAZIE)

In compenso temo una cosa più banale: la cialtronaggine dei militari italiani che, ricordiamolo, sono tra i peggiori al mondo e sicuramente i peggiori in assoluto tra i paesi occidentali.

Come in mezzo mondo, fare il militare è una scelta per disperati, per chi non ha più alternative e deve campare in qualche modo. E la qualità dell’universo militare italiano, la capacità di quel mondo di essere in sintonia con la realtà, la professionalità degli attori che lo animano, la modernità (…) delle strutture e dei metodi insegnati, ecc. credo che siano evidenti a chiunque abbia fatto il servizio militare.
E se per caso anche solo i 2 o 3 giorni di visita militare vi sono sembrati il trionfo dell’inefficienza kafkiana, la sagra dei raccomandati e un sostanziale spreco di tempo ed energie in mezzo a brutte persone con i gradi, oltre che un viaggio nel tempo negli anni Quaranta, beh sappiate che la vita militare reale è peggio.

Ecco cosa mi spaventa: mi spaventano i tanti potenziali Mario Placanica mandati allo sbaraglio, piazzati in una divisa, armati con i tradizionali fucili a banana (chiunque abbia fatto un salto al poligono durante il militare sa di cosa parlo) e pompati a suon di retorica contro un nemico inesistente e con una sola missione: la caccia al diverso, che può essere il primo zingarello che passa o il primo sfigato che assomiglia ad uno zingaro, ad un fricchettone o a chissà cosa.

Pensateci: per fare il poliziotto sono necessari anni di preparazione, di formazione specifica su un territorio che si conosce, di aggiornamenti, ecc. e tuttavia la polizia italiana già non brilla per efficienza ed efficacia. Figuratevi che cosa possono ottenere bande di militari invasati, totalmente impreparati ad azioni di polizia sul territorio e mandati a mitra spianato su un territorio che non conoscono, in una città che non è la loro, senza sapere nulla di quello che succede da quelle parti e, in certi casi, verosimilmente impauriti, inadeguati.

Ho paura? Sì, ho paura della loro inadeguatezza. Ho paura del ventenne disperato con un mitra in mano e in delirio da onnipotenza, ho paura degli abusi di potere, del bullismo, della violenza gratuita, del potenziale criminale che un esercito porta sempre con sé, frutto della paura e dell’arroganza.


PIU’ POLIZIOTTI, MENO SOLDATI

Il fatto è che la destra che spadroneggia in questo paese strumentalizza il concetto di sicurezza. Ci mette paura coi media che controlla e decide che per noi “happiness is a warm gun”, mentre personalmente il principio numero 1 del mio senso personale di sicurezza è non avere gente armata, impaurita e/o delirante tra i piedi, militari o criminali che siano.

La stupidità del provvedimento – che è tutto immagine e niente sostanza e risponde solamente a pure esigenze politiche (cioè far vedere alla ggggente che loro sì che si muovono per la famigerata “sicurezza”), oltre che a saziare qualche desiderio “greco” (nel senso dei colonnelli) dalle parti di Alleanza Nazionale – è evidente. E’ un mostrare i muscoli che non ha significato.

Vuoi aumentare la sicurezza in Italia? Assumi più poliziotti, pagali meglio, usali meglio, formali meglio, sceglili meglio e avrai forze di polizia sul *loro* territorio, più preparate, più volenterose, utilizzate in modo più efficace.
Cioè, caro governo da operetta, credi che la sicurezza sia un tema fondamentale e all’ordine del giorno in Italia? Bene, allora investi sulla nostra sicurezza. Metti dei soldi sul tavolo e onora la missione per cui sei stato disgraziatamente votato! Le parate militari, grazie, limitiamole al 2 giugno, tanto io vado al mare.

Invece accade il contrario: le Forze dell’Ordine, umiliate da questo provvedimento, reclamano paghe migliori, lamentano un taglio effettivo di fondi destinati alla sicurezza vera e i tanti bravi poliziotti che ci sono in Italia fanno una vita pessima.


RIPRENDIAMO(CI) LE CITTA’

C’è un solo rimedio al dilagare delle bande di militari nelle nostre città: marcarli ad uomo, difendersi, tutelarsi.

Facciamo come a New York, dove finalmente i cittadini hanno imparato che la tecnologia a volte giova alla trasparenza e può difendere effettivamente i cittadini: riprendiamoli.

Sì, non perdiamoli di vista un secondo: accendiamo le fotocamere, le videocamere, ecc. dei nostri telefonini ogni volta che disgraziatamente incappiamo in una di queste squadre armate. Registriamo tutto, non si sa mai. Mal che vada, una volta giunti a casa, si cancella tutto e ci si prepara alla prossima evenienza.
Facciamo girare la voce, creiamo comunità online di condivisione, uniamoci. Una sola videocamera non può nulla, migliaia sì.

E poi condividiamo, documentiamo ogni abuso di potere, ogni atto di arroganza, ogni fascistata derivata da questa occupazione militare indebita, inutile e assurda. State certi che ne capiteranno molte, purtroppo. E la soluzione sta nel portare all’attenzione dei media (magari quelli non italiani, visto il conformismo imperante entro i patri confini) ogni abuso.

Dobbiamo difenderci, tutti. Non è una questione di destra o sinistra. In un qualsiasi paese civile, anzi, sarebbe la destra per prima ad insorgere di fronte ad una simile e inaccettabile ingerenza dello stato nella vita dei cittadini.

Documentare il presente, difendersi dall’arroganza del potere, difendere i propri diritti di cittadinanza, di libero arbitrio, ecc.: bastano una telecamera o un telefonino (possibilmente che faccia i video) e un po’ di attenzione e possiamo avere un’arma in più per difenderci, casomai fosse necessario.

Diceva una vecchia vignetta dei Peanuts, ormai diventata un piccolo riassunto esistenziale: “parla piano e vai in giro armato”. Di videocamera.

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§ 55 Responses to Riprendiamo(ci) le città"

  • raccoss says:

    Il proiettile della pistola di un assassino è più veloce di qualsiasi volante della polizia.

  • raccoss says:

    Non importa se sei colpevole o innocente, l’importante è stare dalla parte giusta del manganello.

  • newmediologo says:

    Sono pienamente daccordo sia con il fatto che il provvedimento di affiancare dei militari alle forze dell’ordine sia assurdo ed ingiustificato dallo stato attuale delle cose che mostrano la situazione della criminalità in Italia quale nettamente inferiore, sia per numero che per gravità di reati, a quella di altri paesi europei in rapporto al numero di abitanti.

    Sono anche pienamente daccordo sul fatto che bisogna riprendersi le città, viversi le città e farle vivere..

    Non sono assolutamente daccordo col giudizio espresso sui militari che risente forse di impressioni un tantino datate risalenti forse ad una brutta esperienza di leva visto che è esattamente quello che hai dipinto..

    Oggi le cose sono molto cambiate ed i “marmittoni” se ritenuti tali dopo un anno vengono rimandati a casa..

  • dino says:

    avete mai pensato che chi indossa una divisa ed ha un’arma in dotazione viene pagato per rischiare la vita e difendere 4 str… che con buona dose di cialtronismo e somma ignoranza sanno solo pontificare da un blog… e voi cosa fate per questo Paese. Se preferite, le strade sicure e la sicurezza di tutti (non solo la vs.) fate un referendum e chiedete di affidarla ai boy scouts o ai “leoncavallini” oppure fatela voi che siete tanto bravi e tanto str…

  • Luca says:

    Veramente.
    Intervieni Maruti, dì qualcosa alla tua claque, state rasentando il ridicolo.
    Dai, parlaci di qualche nuovo aggegio che conosci solo tu oppure butta un pò di drugia sull’iPhone (che si mangia qualsiasi telefono in insalata), vai… che è meglio.

  • for those... says:

    Suz, qualcuno ha avuto la tua stessa idea per altri casi: http://snipurl.com/3crb9

  • Claudio says:

    Mio dio no, sul serio avete visto un carabiniere armato!?

    Addirittura con un mitra poi….è l’avvento dell’anarcofascismo.

    Siamo seri, please.

  • abel says:

    @stellavale: in effetti è una brutta sensazione. mi è capitato più volte di vedere un mitra puntato quando ti fermano per un controllo in macchina. e non è neanche un militare ma un semplice carabiniere (E LA COSA FA PIù PAURA).

    concordo pressapoco con Suzuki per tutto il post, ma per informarmi meglio mi rileggo le sturmtruppen di bonvi…

  • stellavale says:

    A parte tutto, non so voi ma non mi esalta l’idea di imbattermi in un soldato armato di mitra…

  • palmasco says:

    Mi fa piacere che ci siano riconoscimenti internazionali di bravura per i soldati, non oso chiedere ovviamente come vengano assegnati, di certo quando poi i militari sono sul terreno vero, i riconoscimenti ottenuti non impediscono che si sparino addosso tra loro, il fuoco amico. Ma se sono reparti premiati a livello internazionale, beh… essere sparati per sbaglio fa meno male, immagino.

    A me i soldati in giro per NY non danno fastidio, semmai un senso di sicurezza.
    Quello che mi preoccupa a vederli in Italia, è la facilità all’abuso, che da noi colpisce chiunque abbia un minimo di potere. Tanto più quanto più, come dice giustamente Riccardo, i soldati nel complesso sono uno strumento, quello che conta è la testa che li comanda.
    Del passato di La Russa si conosce molto bene lo stile di comando e l’uso delle squadre, non c’è ragione di credere che non venga tentato di usarle di nuovo, adesso che ne ha di più, e addirittura premiate. Ci sono invece molti dubbi che resista alla tentazione, almeno per chi a Milano l’ha visto spesso la notte abbandonarsi a varie tentazioni.

    I militari italiani in realtà hanno una pessima fama, di tradimento e inefficienza, maturata in anni di storia. Come tutti i militari usano la forza soprattutto quando non incontrano resistenza, o incontrano debolezza.

    Bisogna ricordare che se davvero sono stati premiati, lo sono dalla stessa gente che si sparacchia addosso sui campi di battaglia, il fuoco amico, o nelle battute di caccia tra amici, Cheney.
    Gente maldestra (una parola davvero azzeccata), nell’uso della forza.

  • Cachorro Quente says:

    Più che gli eventuali abusi di potere, a me spaventa la mentalità dell’emergenza dietro al provvedimento dei militari.
    Emergenza immigrazione. Emergenza terrorismo. Emergenza criminalità. Anche se nessun dato oggettivo suffraga queste preoccupazioni.

  • Giacomo says:

    Mi trovo daccordo su tutto ciò che dici…il governo ha paura di ciò che fa..teme la diffidenza perchè in cuor suo sa bene che provvedimenti che sta prendendo lo rendono impopolare…dunque quale miglior deterrente di far star buoni i cittadini (non certo gli immigrati irregolari che non possono controllare), che mandare maree di pattuglie per le strade affiancate a sturmtruppen dell’esercito..

    Un caro saluto

    Giacomo

  • Luca says:

    Oppure potete rimpiangere i 2 annetti del governo Prodi, indimenticabile, me lo ricorderò finché campo.
    Lui l’immondizia non la butta sotto il tappeto, la lascia per le strade, manco quello è stato capace.

  • for those... says:

    Questo paese si merita Berlusconi e la sua incapacità totale, il suo essere vanaglorioso e le sue soluzioni di facciata che piazzano la rumenta sotto al tappeto,

    Sono triste perché il popolo è esattamente all’altezza del suo governo. Facciamo antropologicamente schifo.

    Beh, ormai sono ca 15 anni che è così. Dovresti aver supaerato la fase dello scoramento. Ormai o ti sei già suicidato, o sei emigrato oppure ti sei “iscritto ai terroristi” (© Magnotta)

  • Suzukimaruti says:

    pecus: grazie per l’amicizia 🙂

    E’ che non mi sembra così fuori dal mondo essere un normalissimo antimilitarista come formazione, cultura e sensibilità. A stretto giro di logica, in effetti, l’antimilitarismo è un pregiudizio. Non so quanto ingiustificato, a dire il vero.

    Il mio scoramento è dovuto al tono un po’ troppo poco allarmato (per i miei gusti) di fronte ad un’azione che nei principi (fortunatamente non ancora nei fatti, ma è meglio vigilare) trovo tremenda, oltre che comica, sbagliata, ecc., cioè cose su cui siamo tutti d’accordo.

    Ma il vero problema non è sul blog: è fuori. Il conformismo che sento nella gente è inquietante. Questo paese si merita Berlusconi e la sua incapacità totale, il suo essere vanaglorioso e le sue soluzioni di facciata che piazzano la rumenta sotto al tappeto,

    Sono triste perché il popolo è esattamente all’altezza del suo governo. Facciamo antropologicamente schifo.

  • “Agisci in modo da trattare l’uomo sempre anche come fine e non mai solo come mezzo”

  • hobo says:

    Non so, alla fine mi pare che questa cosa dell’esercito in città sia la logica conseguenza di almeno quindici anni di lavorìo sulla paura. Di menate sulla sicurezza siamo bombardati costantemente, dalla rozzezza di certi fogli tipo Torino Cronaca al lavoro (poco) più raffinato della televisione, ogni giorno c’è un’emergenza, un allarme, un cataclisma, e ogni giorno c’è un nuovo colpevole (albanesi, zingari, romeni, tossici, prostitute, lavavetri, venditori di rose e via così). Oramai è luogo comune dire che la sicurezza è un valore, mentre nessuno parla più dei valori che sono le cause prime della sicurezza (tipo la capacità di convivere, per dirne una un po’ generica). Questa cosa dei militari in città mi sembra l’effetto di una rimozione, dell’ansia di vedere i problemi risolti sempre da qualcuno d’altro e il più possibile in maniera sbrigativa e semplicistica (più polizia e più galere, e la società italiana tornerà a splendere e i bambini a giocare per strada).
    Non mi spaventano gli alpini a spasso per Torino, non più di quanto mi possano spaventare dei ragazzetti in divisa azzurra (o qualcuno crede veramente che la polizia abbia una preparazione adeguata? Come sarebbe stata possibile Genova se ciò fosse vero?). Mi spaventa molto invece il fatto che si parli di sicurezza solo in termini repressivi, mentre la prevenzione, il ristabilimento di uno standard minimo di solidarietà sociale, siano considerate idee da radical-chic parassiti che “abitano in collina e non sanno come vive la gente”.
    Qualche anno fa avevo partecipato a una ricerca sulla sicurezza, nella quale si chiedeva agli abitanti di un quartiere semi-periferico di Torino di spiegare che cosa volesse dire per loro quel concetto. Beh, ai primi due posti c’erano la sicurezza intesa come protezione dal traffico e dai suoi danni e la sicurezza sociale, vista come la necessità di un rapporto dignitoso tra lavoro, reddito, welfare. Molto più semplice lanciare un’emergenza al giorno che affrontare questi nodi.

  • pecus says:

    ciao suz,

    prometto poi non commento più in questo thread 🙂

    io non ho nulla contro la difesa dai soprusi, che è legittima e doverosa. e comprendo anche che la si elevi a necessaria (monitoraggio) in risposta a una decisione idiota.
    E quoto “I principi non si fanno un tanto al chilo. Sono assoluti e sono fermi, definiti.” Però ripeto, l’obiettivo non sono i militari (così come non sono la soluzione al presunto problema). Cioè, mi sembra che tutto questo non tolga il (tuo) pregiudizio verso i militari.

    Lo scoramento finale poi proprio non ci sta (ti pare che siam diventati tutti obnubilati e nanoadoranti o peggio, indifferenti?). Io non credo che queste poche critiche siano un atteggiamento disfattista, che hanno vinto loro, etc. NESSUNO qui condivide la decisione politica che ha messo i militari nelle strade delle nostre città. semplicemente si cerca di togliere la pula dal grano (qui siam tutti piemunteis ne?).

    comunque se ti vedo che riprendi i militari (io non li ho ancora incrociati), ti invito a fare due chiacchere: metti mai che ci raccontino un barzelletta sui carabinieri che ancora non sappiamo 😀

    (un abbraccio che mi sei triste)

  • pier says:

    Condivisibile quello che scrivi, in particolare sulla differenza tra polizia ed esercito: come preparazione ma anche come, e questa è la mia opinione personale, deontologia. Non scordiamoci che le barbarie compiute dalle forze dell’ordine a Genova sono venute fuori anche grazie alla testimonianza di molti poliziotti e dirigenti della digos…

    E’ propaganda, e forse la Sinistra italiana poteva essere più efficace nel denunciare una simile buffonata… Anche in questo caso un poco troppi pensieri strategici, attenzione a non scontentare nessuno e timidezze oramai congenite hanno influito. Ma si, dai partiamo ancora in Pullman a chiedere una firma contro il governo! Ma poi non lamentiamoci se quello che raccogliamo sono pernacchie!

  • A me mette straordinaria tristezza tutti i ragionamenti fatti sopra per tantissime ragioni in primis per il senso di confusione culturale. Da quando il nanopiualtodelmondo e’ andato al potere (15 anni) io potrei definire il mio Stato/Patria/Paese come un aggregato di pulsioni viscerali senza obiettivi comuni, che non chiamerei post-fascismo ma medianismo. Un tempo la carriera militare (in altri stati e in altri paesi) la si sceglieva per senso dello Stato e sicurezza di ideali. Ora il ragionamento di Riccardo (persona colta e anche pare preparata -non su una storiografia francese ma prussiano-inglese e son due scuole di pensiero ben distinte e diverse) la risultante (mia marxiana) e’
    1) si paga poco e si ottiene nulla con alti livelli di demotivazione (spalare la monnezza non dovrebbe essere demotivante. Si fa un lavoro UTILE alla societa’ malsana. E dovrebbe essere altissima la motivazione!)
    2) si paga tanto e si ottiene poco, obiettivi politici inesistenti (si mettono in carcere i delinquenti e il giorno dopo son gia’ fuori, allora facciamo che si elimina la figura dell’avvocato si fa prima)
    Volendo proprio fare le pulci: se il militare/opoliziotto/carabiniere venisse pagato BENE saprebbe fare BENE il proprio lavoro? (stiamo parlando del capitalismo quello vero)
    L’organizzazione del lavoro non e’ una banale istanza politica e la chiarezza di principi etici sul/del lavoro non esimono dalla responsabilita’ di idee politiche (precise). Se la politica latita non significa che l’esercito, la polizia etc. militare debbano lasciare a casa il cervello. Esiste la responsabilita’ individuale e su quella bisogna lavorare nonche’ una responsabilita’ di corpo. E’ chiaro che se si continua a sfiduciare esercito, magistratura, e via dicendo non si puo’ non essere d’accordo con Suz sulla medianizzazione culturale e sulla pochezza propagandistica. Ma in sintesi sia Riccardo che Suz dicono la stessa cosa: organizzazione degli obiettivi e finalizzazione della spesa pubblica danno migliori risultati che 3000 soldati sparsi su un vasto territorio. E’ come dare la caccia a Osama in Afghanistan. (Mi pare che sia morto. Mi pare che l’abbiano preso. Mi pare che si stia ben nascondendo, e mi si scusi la greve ironia). La Russa/Gatto Silvestro fa propaganda, ed e’ meglio cosi’ per tutti voi . Dovesse fare politica qui non staremmo neanche piu’ a dibattere e discutere.

  • xlthlx says:

    eh l’idea che fosse soltanto fumo e niente arrosto ce l’avevo anche prima di vederli.
    ma no, ti garantisco che inesperti non sembravano proprio, e il fatto che fossero fisicamente vicini ai poliziotti e poco piu’ in la’ ci fossero anche i carabinieri mi fa pensare che non siano degli stupidi, e capiscano i loro limiti. a me hanno rassicurato, altro che paura, o stato militare.
    di sicuro dietro a tutto questo c’e’ la volonta’ di farci paura, appunto.

  • Claudio says:

    Scusami Suz, capisco le tue preoccupazioni, ma continuo a pensare che siano quantomeno eccessive, e pensare che 50-100 militari che presidiano Torino corrispondano ad una militarizzazione della città è onestamente difficile, manco fossimo a Berlino Est.

    Militare in città=stato di polizia proprio non mi convince, anche se potrei essere io a sottovalutare il problema.

    Per indole personale e cultura non credo molto nei proclami, ma credo nel lavoro costante e poco appariscente che produce risultati non nell’immediato.
    Ecco perchè mi trovo a disagio nel paese della perenne emergenza, dei decreti legge immotivati e dell’incapacità di programmare il futuro, di vedere le soluzioni prima che i problemi si incancreniscano.

    Tutto questo mi intimorisce molto più della presenza di qualche militare in città, che è operazione simile ad invitare le ballerine del bagaglino quando Putin è ospite di Berlusconi in Sardegna.

    E’ solo fumo.

  • Riccardo says:

    * piccola precisazione che va fatta per i non addetti ai lavori: il neorealismo che ho citato non è quello cinematografico ma quello che si chiama anche realismo strutturale, Kenneth Waltz.

  • Riccardo says:

    La realtà è ben altra? Ti ho già detto che i tempi dei 3 giorni sono finiti e che il tempo della leva scazzata è terminato.

    Questo non vuol dire che su 114mila uomini (15 anni fa erano quasi 300mila!), in particolare su 12 Brigate operative, ci siano delle punte di eccellenza e delle punte di fancazzismo… purtroppo nei grandi organismi (e dispendiosi in termini monetari; addestrarsi vuol dire pagare munizioni, mezzi e tempo) è palese che
    ci siano reparti meno coperti ed anche individui fancazzisti o mediocri.

    All’estero non sfiguriamo se non per le assurde regole d’ingaggio e caveat.
    Come insegna Von Clausewitz e qualsiasi studioso o politico di media cultura, l’esercito è uno strumento, la testa è la politica. Se la politica non ha ben chiari obiettivi, strategie, interessi da perseguire non c’è bravo militare che tenga.

    Sulla faccenda palestinese non entro, anche perché ragiono in termini neorealisti e quindi la mia posizione non è capibile dagli idealisti…peggio ancora dalle anime belle.

    Immagino che il corso base a cui siano stati sottoposti i militari abbia riguardato le nozioni di agente di polizia giudiziaria ed agente di pubblica sicurezza quindi le norme relative all’uso legittimo delle armi, della legittima difesa, dell’ordine pubblico.
    Rimane il fatto che i militari (tranne i Carabinieri ed il Reggimento Tuscania – Carabinieri Paracadutisti- e la GdF) non sono agenti od ufficiali di polizia giudiziaria e non sono autorizzati all’uso delle armi o della forza, a chiedere documenti, a perquisire (se non preventivamente autorizzati), ad arrestare (se non come privati cittadini; tutti possiamo fermare), ad elevare contravvenzioni. (tranne che per legge temporanea vengano dotati di status di agente di P.G.)
    Questo i militari lo sanno, alcuni saranno più tonti ma di sicuro queste nozioni gliele hanno insegnate più che bene. Tutto ciò senza tenere conto delle teste calde o di coloro che potrebbero essere coinvolti per caso, sculo, in operazioni concitate e complicate.

    Riguardo all’arruolamento ti posso dire che si accede alle carriere iniziali dei corpi di polizia con concorso vincolato: prima si va nell esercito – marina – aeronautica e poi si transita nelle FFOO.
    Sul cosidetto addestramento si favoleggia…sembra che debbano insegnare loro chissà cosa… Fare un corso significa studiare quello che ho detto più sopra, significa usare qualche tecnica di difesa per ordine pubblico, sostenere qualche esame di diritto e ulteriore abilitazione alle armi, tutto sommato non è niente che renda un ragazzo un poliziotto-carabiniere pronto a tutto ed esperto di tutto.
    I film americani, le series hanno portato a credere che gli addestramenti siano roba ultraterrena, pratiche da iniziati, roba paranormale che entra nel corpo del giovane e lo fa diventare seduta stante un super uomo.
    Sono uomini e devono fare esperienza. Mettere un militare insieme ad un poliziotto ed un CC gli semplifica notevolmente l’apprendimento sul campo.

    Comunque i militari sono impiegati essenzialmente in compiti istituzionali ossia mostrare la loro uniforme, fare presenza, ricordare che c’è chi guarda…esattamente quello che fanno i CC o PS quando fanno i papa charlie (posti di controllo) o vigilano su obiettivi sensibili (ambasciate, stazioni, consolati, edifici, tribunali etc).
    La vera azione di repressione è fatta da gente che se la vedi per strada la identifichi come sbandati e gentaccia; il controllo e la repressione si fa con la mimetizzazione nell’ambiente, con la conoscenza e perché no con risolutezza e forza bruta.

    Una volta uscito dall’univeristà, un giovane è forse un capace professionista? ha imparato qualcosa?
    Io non ho imparato nulla, non so tu.

    Il provvedimento , come ho detto, non mi piace. A mio avviso è inutile se non in termini populisti e di una certa storicità. Rimane il fatto che dire “ci vorrebbe l’esercito” è una moda italiana, un meme si potrebbe dire! Il popolino lo dice spesso e ciò affonda le radici in una concezione dell esercito come enorme massa di fancazzisti, come “un anno sprecato”. L’italiano è sempre stato così, siamo proprio noi che abbiamo una cultura particolare (ahimè la radice è prettamente meridionale), del laissez faire, del cerchiobottismo, dello scaricabarile. Tutto ciò è legato ad aspetti socioculturali ( e religiosi: differenze fra cattolicesimo e protestantesimo; fra lavoro come paradiso e buonismo come paradiso, fra espiazione attraverso il fare ed espiazione attraverso il non fare o chiedere perdono od obbedire passivamente) ma è meglio non dilungarsi e già l’ho fatto.

    Destinare i militari, ad esempio, a spalare monnezza è degradante. A napoli, fuori dalle discariche, ci sono anche persone che si addestrano tutto l’anno e che hanno davvero rischiato in Afghanistan, gente che obbedisce ed ora spala monnezza. Cosa direbbe un impiegato di banca dell’ufficio contabile (ad esempio) se di punto in bianco fosse messo allo sportello?! apriti cielo, poveretto, dopo tanti anni…

    In definitiva questo decreto è solo un paravento, una mossa pubblicitaria, un niente confezionato da mostrine e qualche parvenza di ritrovata autorità. Inutile.

    Visto che criticare senza dare alternative è stupido, dico che la soluzione ideale sarebbe la semplificazione delle leggi, una codificazione chiara e concisa. La magistratura non deve interpretare (in alcuni settori caldi, sia chiaro) deve applicare e basta. Se un tizio viene preso in flagranza di reato non è bello rivederlo fuori per una interpretazione. Non esistono terroristi o resitenti a seconda di chi giudica.
    Pagare meglio gli operatori delle FFOO, dare loro i soldi per lavorare e dare loro un po’ di certezza nel loro lavoro che è sempre borderline.
    Tutto ciò non è difficile da fare come non è difficile punire le FFOO dove sbagliano ma richiede cambiamento, strategia, definizione di obiettivi, tutte cose che noi come popolo non abbiamo e che politicamente abbiamo avuto pochissime volte…

    Ops, scusami per la lunghezza.

  • Suzukimaruti says:

    Credo ci sia un equivoco: non sono uno di quelli che grida “polizia fascista”, pur sapendo che storicamente le divise in Italia hanno colpe mostruose e dovrebbero fare pulizia al loro interno (tutte le divise).

    Anzi, sto chiedendo esattamente il contrario di ciò di cui mi si accusa: voglio più forze dell’ordine in questo paese. E le voglio più preparate, meglio pagate, più motivate, ecc.

    Però voglio quelle giuste. Non i militari a presidiare le strade, che è solo una scena da film porno for fascists only.

    E lo stesso vale per il resto dei dubbi. Non voglio i militari nella mia città. Vuol dire che tifo per gli sfascia-vetrine? No. Vuol dire che tifo per i criminali? No.

    Cerco di spiegare da un paio di mesi che c’è un’alternativa tra la “fascistata” e l’inerzia o le connivenze di certa sinistra.
    Esiste un modo civile per combattere la criminalità. E non è certo militarizzare gli spazi dei cittadini.
    E solo un’esasperata retorica berlusconiana, rilanciata dai media, può far pensare che chi non vuole l’esercito in casa sua sia automaticamente un criminale o un casseur.
    In quanto reazionario di sinistra, mi guardo bene dall’esserlo. Ma in quanto uomo libero, scusatemi se mi viene l’ansia a vedere l’esercito per strada.
    Vi sembra davvero così normale?

    Però, ecco, io considero la militarizzazione della mia terra un crimine ben superiore ad una scritta sui muri o ad un’autoradio rubata.

    Qui c’è ben poco del tifoso (che peraltro sono, ma entro i limiti dello svacco calcistico) e tanto del cittadino preoccupato per i suoi diritti. E un cittadino libero non ha i militari tra le palle, in casa sua.

    Oppure devo constatare che la retorica di chi ci governa si è spinta molto più in là di quanto io temessi. “Suvvia, sono solo un po’ di soldati, che male fanno?”: ogni volta che sento queste parole rabbrividisco. Perché tutto (il male) inizia così. E perché di frasi di quel genere, in contesti diversi, ne ho sentite a decine, dal “suvvia le ho solo dato due sberle, non lo faccio più”, al “suvvia, un paio di pere e poi smetto quando voglio”.

    I principi non si fanno un tanto al chilo. Sono assoluti e sono fermi, definiti. Altrimenti la pensiamo come Scajola: un paio di morti valgono la pena, se dopo c’è una bella Opera Pubblica da inaugurare.
    Ecco, io credo che un paese civile non debba MAI imporre la presenza militare e l’occupazione del territorio da parte dell’esercito ai suoi cittadini, salvo disgrazie, guerre, invasioni, ecc.

    Anche perché per la prima volta nella città in cui vivo da sempre mi sento meno sicuro. E ho paura di qualcuno. E non sono i criminali. Anche perché definire Torino una città insicura è pura fantascienza. Serve giusto ai media per fare un po’ di propaganda a chi ci specula politicamente.

    E siamo alle solite: si combattono (male) le manifestazioni fenotipiche del male e non si combattono mai le radici, le cause.
    Solo gente disposta a votare La Russa può pensare che a furia di “picchiare i negri” finisca lo spaccio di droga.
    Contando che è la stessa gente che impedisce per legge agli investigatori di indagare su chi gestisce il mercato vero della droga e rifornisce “i negri”.

    Leggere i commenti, oggi, mi ha messo una tristezza incredibile. Hanno proprio vinto loro. E molti di voi usano le loro parole, ormai completamente brainwashed. Mio dio.

  • Claudio says:

    Inizio premettendo che i militari dovrebbero essere adibiti a mansioni più consone alla loro esperienza ed allo loro specifica preparazione; nonostante questo, non posso essere d’accordo con te Suz quando fai una rappresentazione caricaturale di alcune situazioni.

    Io non ho paura di un soldato, non credo che chi indossa una divisa debba per forza essere un picchiatore fascista ( o comunista), altrimenti ci mettiamo gli abiti di quelli che allo stadio passano novanta minuti ad insultare polizia e carabinieri, a prescindere da qualsiasi comportamento da questi tenuto.

    Aver paura di sparuti gruppuscoli di soldati, ipotizzando non so quale abuso di potere da parte loro, credo sia paradossale: a meno che non si pensi che chi indossa una divisa sia per forza di cose una testa calda ansiosa di menare le mani.

    E non dimenticare che la realtà di una grande metropoli americana è assai diversa da quella della provincia dell’impero, vuoi filmarli? Se credi fallo, ma ti faccio una domanda, non polemica, il tuo senso civico è così allertato e vigile anche in presenza di altri reati, oppure il tuo senso di ragno entra in funzione solo per prevenire possibili prevaricazioni da parte delle forze dell’ordine?

    Perchè temo, e sottolineo temo, che si stia un po’ smarrendo la misura in alcune reazioni che si hanno, ribaltando grottescamente problemi e soluzioni (seppure palesemente poco efficaci).

    Insomma, meglio un bel corteo di centri sociali, con devastazioni annesse, che tre alpini a Porta Palazzo?
    Poi però non ci chiediamo come mai la sinistra perda le elezioni, se appena vediamo due divise pensiamo subito che ci vogliano purgare con l’olio di ricino.

    L’inadeguatezza del governo attuale non la scopriamo certo ora, la smania del “fare” fa passare in secondo piano cosa poi in concreto si faccia, ma non esageriamo.

    Israele e Palestinesi? Bel tema, forse ci si potrebbe dedicare un post.

  • quotato in toto, suz! ottimo!

  • Suzukimaruti says:

    pecus: però, messa così, non ci dà nessuna possibilità di difesa dai soprusi.

    Parliamo pure ai militari (al 100% volontari e francamente io non ho una bella opinione di chi parte militare volontario, ma forse è un limite mio), ma se – come immagino – non ci rispondono, non disertano, non disubbidiscono e anzi ci rifilano due pedate in quanto “comunisti di merda”, come ci difendiamo?

    Vero, capiamo anche il lato umano del “povero militare” mandato lì (ricordo: è un volontario, non una vittima del sistema), ci mancherebbe.
    Però chissà perché mi viene prima da preoccuparmi per la mia incolumità, per la libertà della mia città, per i miei diritti individuali, ecc.

    Riprendere i militari che scorrazzano per le nostre città non fa male a nessuno. Se gli uomini in divisa si comportano bene, non c’è problema.
    Se abusano del loro potere, abbiamo strumenti in più per dimostrarlo, per denunciarlo, per difenderci e per individuare i colpevoli.

    Insomma, a New York l’occhio elettronico dei cittadini sta facendo letteralmente pulizia tra le forze dell’ordine cittadine. E le mele marce, i sadici, i violenti, i bruti, i prevaricatori, ecc. iniziano ad essere scoperti.

    Non vedo perché questo dovrebbe fare male ai militari italiani, ipotizzando che si comportino bene.
    Hanno per caso qualcosa da nascondere?

  • Suzukimaruti says:

    Luigi: invece no, da queste parti si parla anche di politica spesso e volentieri.

    So che chi ci governa vorrebbe lo si facesse sempre meno, ma qui si tende a scontentarli.

    So anche che a qualcuno possa dispiacere che i palestinesi si riproducano con maggiore intensità rispetto alla velocità con cui Israele li stermina, ma un alto tasso di natalità non è un argomento a difesa di un alto tasso di mortalità causa esercito, no?

  • Luigi says:

    Vabbe’ con quest’ennesimo post intriso di propaganda politica (non mi piace né quella di dx né quella sx) penso che provvederò a eliminare l’ “abbonamento” via feed. Poi, quella sugli israeliani che starebbero “sterminando” i palestinesi è una menzogna bella e buona. Le parole hanno un preciso significato, non si è mai visto un popolo “sterminato” che ha un incremento demografico continuo negli anni.

    Pensavo, a torto, che in questa sede si parlasse prevalentemente di tecnologia.

    Saluti

  • pecus says:

    suz, non è che si banalizzano i militari nelle città, ma ripeto, il militare in città è stato messo lì, e non puoi dimenticarlo.
    anzi, visto che è militare è uno dei pochi che deve sempre dire sissignore (salvo rari casi che il regolamento consente quando l’ordine è in contrasto con l’ordinamento democratico, altri ordini, etc.).

    parlare con i militari rispetto a filmarli ha comunque vantaggio (e lascia stare capanna, altri tempi e altre contrapposizioni). il vantaggio è che invece che fare canali su youtube, monologhi a senso unico che servono solo a farci incazzare di più, o farci contare per poi scoprire che tanto siamo minoranza (storica e “programmaticamente” perdente), presenta alcune ragioni poco belliche e molto sociali, di minoranza.

    I militari italiani, che giudicati da altri militari internazionali si prendono, come dice riccardo, bei riconoscimenti (e pensa quanto si avviliscono a passare da missioni internazionali ad un insulso pattugliamento in periferia), hanno una caratteristica che li ha fatti apprezzare anche dai civili. brava gente è stantio, ma pur nella gerarchia e nell’ottusità militare, all’estero è più quello che hanno ascoltato i civili che non le direttive dei comandi stranieri.

    io preferisco che uno che non ha molta voglia di stare lì sappia che anche io avrei preferito facesse altro, e cosa penso di questa paura inculcata ad arte. qualcosa filtra.

    se tutti cominciano a pensare che sia un provvedimento idiota, non per parte politica, ma per palese ridicolaggine, potrebbe anche cambiare qualcosa.

  • Suzukimaruti says:

    xlthlx: invece inesperti lo sono e l’età non dà esperienza, nel senso che a quegli uomini-uomini manca qualsiasi nozione di come si compiano azioni di polizia sul territorio, cose che si imparano dopo mesi e mesi di preparazione e per le quali gli aspiranti poliziotti vengono formati, addestrati e opportunamente scelti dopo accurati esami.

    Il fatto che fossero tre di numero, invece, credo confermi la ridicolaggine del provvedimento. Una fascistata, così per ridere

  • Suzukimaruti says:

    Riccardo: lo vorrei pure io un esercito fatto tutto di corpi sceltissimi e preparatissimi, adibiti a compiti ultra-specifici (tipo gli scava-macerie israeliani, con tutto che odio quell’esercito per come sta sterminando il popolo palestinese sulla sua legittima terra), ma la realtà è ben altra.

    Infatti, visto che sei tanto preparato sull’esercito, ci informi sulla preparazione specifica a cui sono stati sottoposti i soldati generici che il governo Berlusconi manda a presidiare le città?

    Anzi, il fatto che, come riporti, gran parte degli appartenenti alle Forze dell’Ordine proviene da un’esperienza militare, conferma che ad un militare generico è richiesta una preparazione specifica per diventare un poliziotto.

  • unodiRoma says:

    come te pare suz, a Genova c’erano migliaia di videocamere e hanno filmato tanto di quel sangue che manco Dario Argento….chi ha pagato?

    non voglio essere disfattista anzi sicuramente se diventasse una pratica comune servirebbe a distinguere la maggioranza (credo) di militari/carabinieri/poliziotti “per bene” da qualche fascistello.

    per i mitra non scherziamo:

    -le guardie si fanno minimo in due e le armi non sono cariche (i caricatori sono nelle gibberne)
    -ci sono delle regole d’ingaggio mica siamo nel farwest.

    a Parigi vidi questa scena:

    in pieno centro davanti ad un hotel a 5 stelle una macchina era parcheggiata sulle strisce, arriva un vigile che intima il guidatore di togilersi (nella macchina sul cruscotto c’era una sirena e la targa diplomatica) il guidatore esce e tira fuori una fascia della polizia.

    il vigile si è incazzato come una iena! il tipo ha fatto pippa e se ne andato.

    ma quando mai una scena del genere la vedi in Italia.

    ps pero ad onore del vero mi è successo mille volte in Italia di trovare vigili/carabinieri comprensivi che chiudono un occhio se ti fermi davanti alla farmacia in divieto di sosta (senza intralciare) due secondi per comprare le medicine.

    in francia come sgarri ti segano.

    morale della favola? boh

  • xlthlx says:

    ah-ehm. le grandi forze militari che ci sono oggi in stazione centrale a milano sono tre uomini [non ragazzini] tranquillissimi insieme ai poliziotti. tre persone tre. e non mi sembravano per niente inesperti.

  • Riccardo says:

    Che i nostri militari siano i peggiori in assoluto è un luogo comune, non sono nemmeno i peggiori d’Europa, anzi se proprio dobbiamo essere precisi i corpi di reazione rapida e quindi quelli che proiettiamo all estero sono tra i più bravi per gli standard NATO. Gli Alpini operano in stretto contatto con gli analoghi reparti statunitensi e britannici, molte tecniche siamo stati noi ad affinarle.I nostri marò ed i reparti speciali sono in continuo addestramento joint con USA, GB e tutti gli altri paesi europei e non EU.
    Questo discorso vale per quasi tutta la nostra forza utilizzabile.
    I nostri reparti di Special Operations sono sempre fra i primi in classifica, perché, come credo tu non sappia, ci sono continue campagne di addestramento multinazionali, continui test per uomini e mezzi, continue verifiche anche per ciò che non ti immagineresti tipo il settore industriale, commerciale, amministrativo.

    Detto questo è ovvio che non siamo la punta di diamante del mondo ma nemmeno gli ultimi arrivati. I tempi della leva sono finiti e soprattutto sono finiti i tempi in cui si poteva tagliare la Difesa fino all’osso che tanto c’era il lungo braccio USA a fare per noi. Oggi dobbiamo fare da soli, basterebbe la finissimo con sta manfrina dei “soldati di pace” che per altro è un ossimoro.

    La leva non c’è più, ci sono i VFA (volontari in ferma annuale) che sono meno specializzati (meno mesi di corso e nessuna operazione all estero) ma non sono operativi, sono di supporto alle caserme e non sono in giro per le città italiane. La gran parte degli effettivi ed operativi sono VFB (volontari in ferma breve,ferma di 3 anni più rinnovo) oppure in SPE (servizio permanente effettivo).

    Almeno tu finiscila con i luoghi comuni.

    Ah, la leva è finita anche per i CC e la PS. Chiedi più poliziotti ma sai chi sono, da diversi anni, i poliziotti ed i carabinieri? sono proprio loro, i militari. Si entra nei CC o nella PS (ai gradi di truppa) solo dopo aver fatto minimo 1 anno nell EI, nella MM o nella AM da VFA oppure direttamente dopo aver fatto il VFB. I poliziotti, i CC sono gli stessi militari che oggi vedi in giro, solo che quelli di oggi metteranno la divisa scura o celeste fra qualche mese-anno e dopo qualche mese di aggiornamento.

    Io sono contrario a questo provvedimento. L’ Esercito è uno strumento di politica estera e tale deve rimanere, deve servire per proteggere o perseguire interessi nazionali e non deve operare all’interno del territorio nazionale (così come l’ US Army, la Guardia Nazionale esiste per tale motivo). Tutto ciò degrada l’alta professionalità dei militari ed è un inutile spreco di risorse, sia economiche che umane.

    Abbiamo 110mila CC, 100mila PS, 65mila GdF, più le polizie locali…non abbiamo bisogno di 3mila militari.

    L’ultimo tuo paragrafo è senza senso, degno di una deriva antisociale (nel termine di comunità non del concetto “massmediatico” di criminale). Lo Stato che fagocita se stesso, il cittadino, povero, inerme, pauroso che deve difendersi da se stesso oppure dal mito degli “altri”…come nei migliori X Files con il complotto sempre nella canna delal pistola (ora c’è pure un nuovo film, toh).
    Il Leviatano si può anche creare in via indiretta e questo comportamento è un viale verso quel futuro.

  • p-e-r-f-e-t-t-o!

    allo spettacolo rispondiamo con altro spettacolo!

    http://selvaggia-mente.blogspot.com/2008/07/repressione-civilt.html

  • degra says:

    Suz, hai ragione: la telecamera è l’unica difesa.
    D’altra parte siamo l’unico paese che vieta l’uso di videofonini a scuola perchè altrimenti riprendono il bullismo che, come tutti sappiamo, a telecamere spente non esiste.
    Dall’altra parte, però, la sentenza sui fatti del G8 genovese di qualche settimana fa, lascia assolutamente sconfortati, visto che davanti all’evidenza le condanne sono state risibili e solo per gli esecutori. Infatti i mandanti stanno al governo.

    Dalle mie parti penso che di militari non ne vedrò mai, ma ci sono rimasto parecchio male nell’estate del 2001, quando una sera, ero seduto al bar, vedo una decina di mezzi di Polizia e Carabinieri invadere piazza Cavour (Vercelli).
    Davvero mi sono sentito militarizzato, ma poi le nostre forze dell’ordine, con tutto ‘sto schieramento da circo, si sono fermate solo a prendere un caffè.
    Però, arrivato a casa, un’occhiata a Televideo l’ho data, che non si sa mai…

  • Tambu says:

    “hey tu! che stai facendo con quella telecamera? non si può! poi che fai la metti su youtube? disgraziato nerd brufoloso, dammela qua! c’è la privacy, te la faccio passare io la voglia di fare il furbo, VIENI QUA HO DETTO!”

    CRASH! STUMP! AHIO!!

  • Rhadamanth says:

    @Luca: ah, come si è tutti virili e maschi lontano dall’azione…

  • Suzukimaruti says:

    detto questo, è ovvio che il nemico vero è chi ha preso questo provvedimento scellerato, cioè il Governo e i partiti che lo compongono.

    Ma il pericolo sulle strade sono i ventenni col mitra, alla caccia di chissà che cosa.

    Anche perché solo una destra di stupidi come quella italiana può pensare che la criminalità sia solo una questione di ordine pubblico. Sempre più manganellatori e fucilieri, sempre meno investigatori e sempre peggio pagati. E leggi sempre più avverse a chi indaga (vedi le intercettazioni).

    Questo è il programma per la “sicurezza” della destra. Ventenni in giro per la mia città col mitra spianato. E gli investigatori con le mani legate.

    Sono proprio sicuro, ah sì..

  • Suz, la mia era solo una battuta. Anche amara, tra l’altro.

  • Auro, purtroppo a quanto pare questo è il mondo che vuole la maggioranza degli italiani. Io ultimamente sono parecchio scoraggiato, su questo fronte. Sarà che prendo troppo l’autobus.

  • Suzukimaruti says:

    kurai, pecus: credo che il mito degli “italiani brava gente” e dell’armata “s’agapò” sia un po’ stantio.

    L’idea di “parlare coi militari” è, perdonatemi, un po’ ingenua. Questi non sono lì che girano per strada da soli o a gruppetti: sono squadre di militari, con dei capi, degli ordini, delle gerarchie.

    Insomma, l’idea di intervenire sul “lato umano” della fascistata per quanto ne so non ha grandi precedenti storici, salvo un caso in cui Mario Capanna riuscì a far commuovere un plotone di celerini inviati dal Sud, con la retorica del paesino e del proletario in divisa, ecc.

    Purtroppo riscontro ancora in certa sinistra questa banalizzazione del problema-militari, figlia di una sottovalutazione (e di qualche ammirazione militaresca di troppo nel PCI) del potenziale violento e di ingiustizia che un esercito al di fuori delle sue funzioni e al di fuori del suo ambito si porta dietro.

    L’operazione Vespri Siciliani oltre ad essere una delle azioni politiche più fallimentari contro la mafia, produsse un paio di morti per errore, impose il coprifuoco in certe zone della Sicilia, di fatto privò i cittadini siciliani di alcune libertà.
    E due morti sono due morti di troppo.

    Il risultato? Zero mafiosi presi.

  • Luca says:

    Si si una paura da farsela addosso.
    Comunque ho sentito che l’iniziativa è presa molto bene dalla popolazione, ah, ma che stupido, a Suzuki e a voi altri questo non interessa minimamente.
    Poi vorrei soffermarmi su Placanica, cosa doveva fare? Farsi ammazzare da quegli animali? Gli stessi che piagnucolavano alla Diaz o Bolzaneto il giorno dopo…
    Madonna cosa avrei dato per essere un poliziotto quai giorni a Genova….

  • Semerssuaq says:

    sono stata in periferia oggi (a MI) e non ne ho visto nessuno

  • Auro says:

    a me fa una paura pazzesca sta cosa. davvero. credo che la paura a me inizi a venire adesso.
    soprattutto davanti alla condiscendenza con cui la gente li approva e li plaude.
    io non credo che questo sia il mondo in cui voglio vivere.

  • pecus says:

    quando kurai mi sintetizza e anticipa proprio ci soffro.

  • pecus says:

    suz,non ho stima né dei poliziotti né dei militari, e sicuramente c’è un fondo di verità in questo tuo pezzo.
    ma mi sembra anche estremamente polarizzato, come quando si aggredisce chi scopre il furto e lo si sospetta invece del ladro ormai lontano.
    perché il “colpevole”, l'”inadeguato”, l'”impreparato” più che il militare è il politico.

    In Sicilia l’operazione vespri siciliani non ha piegato la mafia, ma non ha nemmeno mandato in ospedale o all’obitorio civili innocenti. certo il clima è diverso, ma francamente mi sarei cagato sotto molto di più allora e là che oggi qui nella nostra città.

    quindi vorrei che la vera azione collettiva fosse di parlare con i militari, di non lasciarli isolati nelle città a dar retta a politici tracotanti, generali obbedienti ad un potere che rispettano anche quando li umilia, e squadristi che li applaudono augurandosi di avere le spalle coperte nelle future spedizioni punitive a toxic park o altrove. parlare con ragazzi che sicuramente non hanno voglia di stare lì, forse montati di loro, ma certamente pompati in una missione che spesso non esiste, perché la vera paura nelle città è fomentata e artificiosa, non autentica (l’ordine pubblico è un problema leggermente diverso, consentitemelo).

    filmarli li rende o pedine da sputtanare o giganti da platea mediatica. io francamente non auguro a nessuno (e nemmeno a un militare) né l’una né l’altra cosa (vedrei bene su youtube il politico che carica la escort, ma siccome la va a prendere a casa niente 500 euro di multa). così più che filmarli magari mi fermo a fare due chiacchere. parlando e spiegando il mio punto di vista di cittadino.

  • Per fortuna Genova (per ora) è stata risparmiata da questo sfacelo.
    Da voi a Torino ci sono gli alpini: portateli nei bar a bere vino e ve li levate dai piedi 😉

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