Riprendiamo(ci) le città

August 4th, 2008 § 55 comments

A conferma che siamo un paese costantemente in bilico tra l’inerzia di sinistra e la “fascistata” di destra, ecco i militari che presidiano le città, con il fantomatico secchiello di scuse della “sicurezza”.

C’è poco da aspettarsi da un governo che fa ministro della difesa nientemeno che Ignazio La Russa, poco più che un colonnello Buttiglione qualsiasi, senza nemmeno il portamento di Aldo Maccione: gente come lui ha il sogno bagnato dei militari in giro per le strade da anni.

Il prode ministro dichiara che la misura è apprezzata da tutti, tranne che dai malfattori e dai sessantottini e da quelli che gridavano “polizia fascista”, “ps-ss”, “basco nero il tuo posto è al cimitero” e quelli che pensano che i militari italiani siano golpisti.


ESERCITO ITALIANO: MEGLIO NON PARLARE DI STORIA

Il problema dei fascisti è il solito: macchiano di sangue le pagine di storia e finiscono per non leggerle mai, perché purtroppo la storia militare italiana è una collezione lineare di infamie riconosciuta dagli eserciti di tutto il mondo, tanto che i nostri militari storicamente passano per mal preparati, armati ancora peggio, voltagabbana e diretti da personaggi da operetta.
Ed è un disprezzo bipartisan, visto che, per esempio, ai tempi della Seconda Guerra Mondiale la pensavano così sia gli alleati dell’Asse, sia quelli dell’Alleanza.

E ricordiamo che all’esercito italiano va anche attribuito il merito di aver usato per primo al mondo su larga scala le armi chimiche, durante le sue patetiche guerre coloniali.
Ma poi, anni dopo, in Somalia si sono comportati decisamente meglio (ci terrei a far notare che l’articolo linkato proviene dal sovversivo bollettino denominato Famiglia Cristiana, roba da squatters).

Poi basta leggersi un qualsiasi libro di storia (questo è semplice, riassuntivo e focalizzato solo su di essi e non prevede una laurea in storia contemporanea per essere compreso) per scoprire che dietro il 100% dei tentativi di golpe italiani ci sono sempre state le alte sfere del mondo militare italiano.
Anzi, i Carabinieri (che, ricordiamolo, sono militari e non polizia) nell’ottobre 1957 sono pure riusciti a farne uno, coronando un’aspirazione frustrata dopo anni di tentativi falliti.
Fortunatamente (per noi) era a San Marino: se la sono cavata con un paio di camionette.

PAURA DEL GOLPE? NO!

Ora che vedo i militari marciare per le ex libere strade della mia città ho paura del golpe?
No, perché i golpe nel 2008 in un paese sviluppato non si fanno più così: una volta la forza militare serviva per conquistare i centri di potere e i centri di controllo del consenso (giornali, tv, radio, ecc.) e per reprimere o eliminare le voci discordanti, il dissenso.

Ora, in Italia, non serve più. Perché i centri di potere si conquistano tranquillamente con le elezioni, i centri del consenso li possiede e controlla direttamente il Presidente del Consiglio ed è inutile sparare alle voci che si oppongono, quando è più semplice renderle marginali grazie ad una potenza di fuoco mediatica infinitamente superiore.

Sparare ai giornalisti avversi? E’ fuori moda. Molto più semplice affondare la loro controinformazione in un mare di propaganda governativa assordante. Un servizio di due minuti su Lucignolo vale mille volte un qualsiasi editoriale su un giornale “contro”.

Quindi no, i militari non mi spaventano perché temo un golpe che è già in atto e operativo da anni, cioè da quando in Italia non esiste una legge che impedisca al proprietario unico dei grandi mezzi di comunicazione di candidarsi a governare e partecipare alla vita politica.


HO PAURA DELLA LORO PAURA (AKA: PLACANICA? NO GRAZIE)

In compenso temo una cosa più banale: la cialtronaggine dei militari italiani che, ricordiamolo, sono tra i peggiori al mondo e sicuramente i peggiori in assoluto tra i paesi occidentali.

Come in mezzo mondo, fare il militare è una scelta per disperati, per chi non ha più alternative e deve campare in qualche modo. E la qualità dell’universo militare italiano, la capacità di quel mondo di essere in sintonia con la realtà, la professionalità degli attori che lo animano, la modernità (…) delle strutture e dei metodi insegnati, ecc. credo che siano evidenti a chiunque abbia fatto il servizio militare.
E se per caso anche solo i 2 o 3 giorni di visita militare vi sono sembrati il trionfo dell’inefficienza kafkiana, la sagra dei raccomandati e un sostanziale spreco di tempo ed energie in mezzo a brutte persone con i gradi, oltre che un viaggio nel tempo negli anni Quaranta, beh sappiate che la vita militare reale è peggio.

Ecco cosa mi spaventa: mi spaventano i tanti potenziali Mario Placanica mandati allo sbaraglio, piazzati in una divisa, armati con i tradizionali fucili a banana (chiunque abbia fatto un salto al poligono durante il militare sa di cosa parlo) e pompati a suon di retorica contro un nemico inesistente e con una sola missione: la caccia al diverso, che può essere il primo zingarello che passa o il primo sfigato che assomiglia ad uno zingaro, ad un fricchettone o a chissà cosa.

Pensateci: per fare il poliziotto sono necessari anni di preparazione, di formazione specifica su un territorio che si conosce, di aggiornamenti, ecc. e tuttavia la polizia italiana già non brilla per efficienza ed efficacia. Figuratevi che cosa possono ottenere bande di militari invasati, totalmente impreparati ad azioni di polizia sul territorio e mandati a mitra spianato su un territorio che non conoscono, in una città che non è la loro, senza sapere nulla di quello che succede da quelle parti e, in certi casi, verosimilmente impauriti, inadeguati.

Ho paura? Sì, ho paura della loro inadeguatezza. Ho paura del ventenne disperato con un mitra in mano e in delirio da onnipotenza, ho paura degli abusi di potere, del bullismo, della violenza gratuita, del potenziale criminale che un esercito porta sempre con sé, frutto della paura e dell’arroganza.


PIU’ POLIZIOTTI, MENO SOLDATI

Il fatto è che la destra che spadroneggia in questo paese strumentalizza il concetto di sicurezza. Ci mette paura coi media che controlla e decide che per noi “happiness is a warm gun”, mentre personalmente il principio numero 1 del mio senso personale di sicurezza è non avere gente armata, impaurita e/o delirante tra i piedi, militari o criminali che siano.

La stupidità del provvedimento – che è tutto immagine e niente sostanza e risponde solamente a pure esigenze politiche (cioè far vedere alla ggggente che loro sì che si muovono per la famigerata “sicurezza”), oltre che a saziare qualche desiderio “greco” (nel senso dei colonnelli) dalle parti di Alleanza Nazionale – è evidente. E’ un mostrare i muscoli che non ha significato.

Vuoi aumentare la sicurezza in Italia? Assumi più poliziotti, pagali meglio, usali meglio, formali meglio, sceglili meglio e avrai forze di polizia sul *loro* territorio, più preparate, più volenterose, utilizzate in modo più efficace.
Cioè, caro governo da operetta, credi che la sicurezza sia un tema fondamentale e all’ordine del giorno in Italia? Bene, allora investi sulla nostra sicurezza. Metti dei soldi sul tavolo e onora la missione per cui sei stato disgraziatamente votato! Le parate militari, grazie, limitiamole al 2 giugno, tanto io vado al mare.

Invece accade il contrario: le Forze dell’Ordine, umiliate da questo provvedimento, reclamano paghe migliori, lamentano un taglio effettivo di fondi destinati alla sicurezza vera e i tanti bravi poliziotti che ci sono in Italia fanno una vita pessima.


RIPRENDIAMO(CI) LE CITTA’

C’è un solo rimedio al dilagare delle bande di militari nelle nostre città: marcarli ad uomo, difendersi, tutelarsi.

Facciamo come a New York, dove finalmente i cittadini hanno imparato che la tecnologia a volte giova alla trasparenza e può difendere effettivamente i cittadini: riprendiamoli.

Sì, non perdiamoli di vista un secondo: accendiamo le fotocamere, le videocamere, ecc. dei nostri telefonini ogni volta che disgraziatamente incappiamo in una di queste squadre armate. Registriamo tutto, non si sa mai. Mal che vada, una volta giunti a casa, si cancella tutto e ci si prepara alla prossima evenienza.
Facciamo girare la voce, creiamo comunità online di condivisione, uniamoci. Una sola videocamera non può nulla, migliaia sì.

E poi condividiamo, documentiamo ogni abuso di potere, ogni atto di arroganza, ogni fascistata derivata da questa occupazione militare indebita, inutile e assurda. State certi che ne capiteranno molte, purtroppo. E la soluzione sta nel portare all’attenzione dei media (magari quelli non italiani, visto il conformismo imperante entro i patri confini) ogni abuso.

Dobbiamo difenderci, tutti. Non è una questione di destra o sinistra. In un qualsiasi paese civile, anzi, sarebbe la destra per prima ad insorgere di fronte ad una simile e inaccettabile ingerenza dello stato nella vita dei cittadini.

Documentare il presente, difendersi dall’arroganza del potere, difendere i propri diritti di cittadinanza, di libero arbitrio, ecc.: bastano una telecamera o un telefonino (possibilmente che faccia i video) e un po’ di attenzione e possiamo avere un’arma in più per difenderci, casomai fosse necessario.

Diceva una vecchia vignetta dei Peanuts, ormai diventata un piccolo riassunto esistenziale: “parla piano e vai in giro armato”. Di videocamera.

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§ 55 Responses to Riprendiamo(ci) le città"

  • Enrico P. says:

    Militari, Poliziotti, Telecamere….siamo caduti in basso. In ogni caso sono sempre della stessa idea da sempre, io, onesto, vedo una divisa come un qualunque vestito, tu delinquente rispettala e cambia strada. Nella mia città hanno messo molte telecamere, sapete qual’è stata la contestazione? “Ma caspita, se mi metto le dita nel naso vogli farlo in pace senza che nessuno veda”. Nessuno ha ancora capito che l’uso del video pubblico, come qualsiasi altro controllo, se usato bene non viene adottato per “le dita nel naso” ma per proteggere chi ne può aver bisogno.

  • Fable says:

    Grande post, che condivido in pieno. Credo lo linkerò al mio blog. Congratulazioni.

  • bimodale says:

    bello il blog e eccellente post, scritto bene.
    io per fortuna ho conosciuto solo polizziotti e finanzieri gay. non lo so come fossero in servizio, quando dovevano essere maschi (li odio),
    però non capisco, perché tutte ste pallottole? dottordivago, tutto sto sangue, perché è più normale la morte che il sesso? secondo me molti militari gay, passivissimi oltretutto, dovrebbero fare proselitismo gay. Secondo me il male dell’italia è il maschilismo, soprattutto quello delle donne… del presidente! cioè troppi machi al potere che non capiscono nulla, hanno i paraocchi e pretendono di fare solo il proprio interesse, sono scintificamente privi di empatia, altrimenti non mi mandi un ventenne in situazioni di stress. questo tipo di macho militarista, secondo me, dovrebbe solo fare lavori tipo l’agricoltore, comunque non dovrebbero occupare posizioni di rilievo, in cui è in gioco anche la vita degli altri. i machi non dovrebbero fare i politici, perché non riescono a vedere aldilà del proprio naso, non potrebbero fare i militari, perché il loro cervello quindicenne anche a cinquantanni il rende felici se hanno vinto la battaglia. cioè questi sono orgogliosi di aver ammazzato qualcuno, sono orgogliosi di essere tutti di un pezzo, sono orgogliosi d’essere nevrotici, e caparbi, ostinati, muli.
    è questa la soluzione. magari un ventennale di fascismo gay con tanto di camere a pene per machi omofobici guerrafondai e pedofili.
    ovviamente l’estrema ‘razionalità’ la freddezza che li caratterizza, la loro arida incapacità di soffrire, rende vano qualsiasi reazioni ai loro spavaldi e idioti giochetti di potere. la soluzione è che bisogna dirgli sempre di sì oppure incatenarli e trattarli come loro tratterebbero una donna (ovviamente il logo oggetto preferito, specie se minorenne).
    🙂

  • Dottordivago says:

    Mi faccio un auto P.S.
    Con il pensiero finale sui fatti di Genova, non intendo giustificare i fatti della Diaz o i passanti che si sono presi una manganellata in testa.
    Voglio solo dire che una dozzina di persone che attaccano un mezzo dei carabinieri con l’intenzione di farne più del “canaro della Magliana”, si meritano una pallottola in mezzo agli occhi. Punto.

  • Dottordivago says:

    Tutto ciò che di male si può dire del nostro esercito è riduttivo: siamo solo buoni a fare delle pastasciutte per le popolazioni colpite da guerre o calamità -fatto in sè positivo- ma si tratta di pastasciutte che a noi contribuenti costano come vagonate di tartufo d’Alba.
    Concordo totalmente su stupidità, ignoranza e cafonaggine delle nostre forze armate.
    Sono totalmente inutili, anche sulle strade, ma dannosi no, salvo che per le nostre tasche.
    Però, se due vecchietti o la signora Maria si sentono più tranquilli, ben vengano i soldati per strada.
    Quanto a Placanica, la sua vera colpa è stata di sparare ben DUE colpi e di averne steso UNO solo…
    Dottordivago

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