Tra Jerry Calà e il futuro: riflessioni con un iPhone in mano

July 13th, 2008 § 43 comments

Eviterei di ripescare il vecchio concetto di “destino cinico e baro” per commentare il fatto che, dopo essermi fatto da tempo la fama di non-ammiratore dell’iPhone, l’attesissimo (da altri) telefono della Apple mi è stato regalato, in versione da 16 Gb, nera.

E’ ovvio che, se per caso esiste un dio delle piccole cose, ha una propensione allo scherzo degna di un Franti e merita perfino un po’ di scanzonata e laicissima devozione.

Da qui in poi parte un post in cui, con un iPhone 3G in mano, ragiono sul futuro della comunicazione mobile. Classico argomento scaccia-donne (tranne le geek girls, che sono le migliori!) che peggiorerà ulteriormente la vostra già sporadica e raccogliticcia vita sessuale, se siete maschi.
Ma in ogni caso il post è così lungo da impedirvi de facto una vita sessuale, perché vi impegnerà in lettura da qui all’andropausa.

Se proprio ci tenete a proseguire, cliccate qui sotto e buona lettura.

Allo stesso modo evito di ripetere considerazioni sull’iPhone in quanto gadget: dissi la mia già tempo fa, quando mi fu possibile provare la versione 2G e non è che sia cambiato molto. Anzi, me la cavo con un banale elenco puntato di cose che sono cambiate sull’iPhone 3G e che considero rilevanti e via:

– ha il GPS integrato e questo cambia molte cose; ne riparlo fra qualche riga

– ha il 3G e in effetti la differenza si sente, anche perché l’EDGE è davvero lento

– hanno finalmente cambiato un po’ il client di posta (che all’epoca trovai tanto brutto da essere deal-breaking), che ora è più umano, anche se chi è abituato ad un BlackBerry lo troverà poco reattivo e direi poco usabile per gestire tante mail al giorno

– ha, scaricabile gratis, un’applicazione che trasforma l’iPhone/iPod Touch in un telecomando Wi-Fi per iTunes ed è una cosa che vale da sola metà prezzo di un iPod Touch.
Insomma, senza limiti di raggio, è possibile avere per le mani un telecomando che ci permette di controllare che musica/video sta suonando iTunes sul nostro computer o su una Apple Tv, sempre che ne abbiano mai venduta una.
Non sembra, ma il telecomando dotato di schermo che ti permette il pieno controllo di iTunes è una bellissima novità, contando che un prodotto simile della Creative costa centinaia di euro.
Questo, per quanto mi riguarda, significa che finalmente posso controllare cosa suona il mac attaccato allo stereo senza dovermi alzare ogni volta dal divano. Ed è un ennesimo passo verso la creazione di un vero e proprio environment digitale in cui gli oggetti fissi e mobili interagiscono in modo intelligente. (sì, lo so, era meglio se ci facevo un post ad hoc, anche perché gli sviluppi potenziali del software sono tantissimi; diamogli tempo).

– e, sempre a proposito di applicazioni, ne ha un bel po’ a disposizione sullo store di iTunes. Certo, la libreria non ha ancora nemmeno lontanamente la quantità di software disponibile per Symbian o Windows Mobile, ma c’è tempo. Trovo tuttavia oltraggioso dei miei diritti di consumatore che Apple decida cosa è vendibile e cosa no per iPhone (niente Fring, per esempio…), ma non ci posso fare molto (legalmente).

Ecco, ricordandovi che continuo a patire l’assenza di una tastiera reale, considerate finita la mia recensione “tecnica” sull’iPhone. Tanto le recensioni sono tutte uguali e una vale l’altra. Leggete quelle degli altri, please.

Il fine di questo post è fare un paio di riflessioni più in là. Vorrei, in sostanza, ragionare sugli effetti pratici dati dalla diffusione degli iPhone. Sì, peché qualcosa cambierà, se gli iPhone si diffonderanno al di là della cerchia dei primi fan, ed è percepibile un potenziale di cambiamento notevole. Cerco di spiegarmi.

 

L’IRRUZIONE DEL “DOVE”

L’Italia è uno dei paesi in cui l’industria della navigazione satellitare prospera maggiormente. Per qualche strano motivo, all’italiano il GPS piace quasi quanto il cellulare (e infatti spesso li vendono negli stessi negozi, cosa che altrove non avviene così spesso).

Il fatto che l’iPhone abbia un’antenna AGPS integrata non è una novità: Nokia vende da tempo cellulari GPS, così come Research In Motion (l’azienda canadese che fa i BlackBerry) e altri.

Il selling point dei GPS installati sui cellulari, tuttavia, è la loro funzione come navigatori satellitari classici. Sono, insomma, copie delle funzioni base di un qualsiasi TomTom: metti un indirizzo e, passo dopo passo, ti guidano a destinazione.

Può sembrare curioso, ma Apple non mi è sembrata affatto frettolosa di far uscire sul suo store un software di navigazione satellitare, anzi gli sviluppatori di software di terze parti pare si debbano impegnare a non programmare funzioni di guida passo-passo per le applicazioni iPhone che usano il GPS.

La risposta al “perché?” è duplice. Da un lato è facile immaginare che Apple stia facendo un suo software di navigazione e si tuteli impedendo alla potenziale concorrenza di batterla sul tempo (evito qualsiasi commento sull’etica dietro a pratiche simili, perché sarei ripetitivo).
Dall’altro c’è l’idea che la presenza di un GPS su un dispositivo mobile e tascabile non serva solo alla navigazione satellitare, ma sia utile a far compiere un passo enorme alla comunicazione mobile: far emergere, finalmente, il concetto di “dove”.

Con un telefono dotato di GPS e – soprattutto – di software adeguato è facile creare applicazioni e servizi che tengano conto della posizione dell’utente. Ne parlavo circa un anno fa in una chiacchierata online con Vincos: mi piacerebbe arrivare in un luogo e capire automaticamente e live chi è lì, chi sta twittando, ecc. ed entrare facilmente in contatto con chi ho (localmente, perché remotamente è un obiettivo già ottenuto) intorno.

La scelta di lasciare agli sviluppatori di software piena libertà di utilizzo del GPS (tranne che per la navigazione) credo si rivelerà vincente. Siamo solo all’inizio, ma ci sono già a disposizione applicazioni che consentono di lasciare “note virtuali” nei luoghi. E chi ci passa può leggerle e lasciarne di sue.

Perfino un client di Twitter piuttosto basico come Twitterrific, nella sua versione per iPhone 3G consente di twittare le proprie coordinate, cosa che apre mille altre prospettive: il “cosa stai facendo?” di Twitter acquisisce una dimensione in più, il “dove”. E le potenzialità “social” di questo nuovo paradigma sono tutte da scoprire. 

 

BRUTTE FOTO NEI POSTI GIUSTI

Con la fotografia è ancora meglio.
Certo, la fotocamera dell’iPhone è una presa in giro per quanto è scadente in qualsiasi condizione, ma la presenza del GPS consente di geo-taggare automaticamente ogni fotografia.

Con le altre fotocamere è un’operazione tecnicamente possibile ma scomoda e prevede l’uso di strani aggeggi da installare sulla presa hot del flash o peggio ancora GPS esterni che tracciano tutti gli spostamenti di un fotografo e determinano a posteriori le coordinate delle fotografie, basandosi sul momento in cui sono state scattate.

Qui, in pieno stile Apple, è tutto poco controllabile, ma facile: scatti e l’Exif della fotografia già contiene i geotag, pronti a far bella mostra di sè sul mappamondo di Flickr.
Anche questo cambia molto: la possibilità di stabilire il “dove” di una foto apre mille possibilità di sviluppo (ne vedo a decine in campo turistico, senza spremermi troppo le meningi) e il fatto che questo, almeno negli Stati Uniti, possa diventare una pratica di massa rende il tutto più realizzabile.

 

GOOGLE MAPS, FINALMENTE

Non fatevi spaventare dall’avverbio nel titoletto. Il fatto è che Google Maps è un’applicazione tanto bella quanto inutile. Insomma, è un software che normalmente si usa/consulta nel momento in cui ti serve di meno: a casa o in ufficio, seduti di fronte al computer. E quando sei in giro, consultarlo non è facile.

Google cerca da tempo di diffondere le sue mappe in mobilità. E’ da quando è uscito l’E61 che ho sul telefono la versione mobile di Google Maps, che si interfaccia pure con il GPS, ma il suo funzionamento è così così, non trattandosi di un software specifico.

L’iPhone, invece, nasce con un accordo preciso tra Apple e Google e piazza tra le applicazioni una versione ad hoc di Google Maps, che in effetti funziona molto bene e sfrutta uno dei punti di forza dell’iPhone: lo schermo con una buona risoluzione.

Il risultato è che sull’iPhone finalmente Google Maps si libera da due suoi limiti, visto che
1) è consultabile in mobilità
2)non ha problemi a determinare (anche in tempo reale) la posizione dell’utente.

Cosa significa questo? Significa che se sono in giro, come mi è capitato, per un quartiere periferico di Milano e voglio trovare una pizzeria, mi basta aprire Google Maps, cercare “pizzeria” e scoprire dopo pochi istanti quali sono quelle più vicine a me. Il tutto aggiornato in tempo reale e con in più il tracciato per arrivare a destinazione segnalato direttamente da Google.

Anche in questo caso il potenziale è enorme: pensate quante informazioni location-based si possono offrire ai cittadini, ai visitatori, ai turisti, ecc.
Sì, vero, la Rete abbonda di servizi di questo genere (c’è stato un periodo in cui ogni mezz’ora usciva un servizio informativo basato su Google Maps), ma quanti ne usiamo realmente? Per quanto mi riguarda zero, perché accedere in mobilità al servizio che, per dire, trova il distributore di benzina più vicino è sempre stato scomodo, se non con un computer di fronte al naso.

Ecco un tema ricorrente dell’iPhone: non inventa niente, ma rende più abbordabili operazioni finora riservate ai soli smanettoni.

 

IL WEB SOCIALE IN MOBILITA’

Il fatto che sullo store di applicazioni per iPhone ci sia una sezione “Social network” non è casuale. Certo, la categoria è un po’ fumosa, ma a volte la pratica di un concetto è più comprensibile della sua teoria.

La novità è che, avendo a disposizione un device mobile connesso al Web e con uno schermo decoroso, l’accesso ai principali servizi “social” online è finalmente possibile, senza le restrizioni che a volte le versioni mobili portano con sè (per esempio, niente Direct Message sulla versione mobile di Twitter).

E’ notevole il fatto che al lancio dell’iPhone siano presenti due software che permettono di usare pienamente Facebook e MySpace con l’iPhone, utilizzando l’interfaccia del telefono e rendendo facile consultare e aggiornare i servizi: sono due tra le cose “social” più utilizzate negli Stati Uniti e rispondono alle esigenze di milioni di utenti potenziali che non vedono l’ora di poter aggiornare i loro spazi/profili in mobilità.

Se Facebook e MySpace sono di relativa importanza per noi non-americani, la notizia che il team di WordPress abbia pronto un client per poter bloggare direttamente dall’iPhone senza doversi scaricare tutta la dashboard e il backend non può che essere positiva.
C’è pure un video che testimonia il tutto e non resta che attendere che esca.

Per Flickr, che al di qua dell’oceano va per la maggiore, il problema è già risolto: ci sono già 5 o 6 servizi di terze parti che permettono di scattare una foto e pubblicarla nel proprio album online, così come consentono di consultare il servizio in tutte le sue funzionalità. Ma l’attesa è per un eventuale client prodotto da Flickr/Yahoo! stessa, che si spera sia di qualità.

Guardando in prospettiva, c’è il potenziale per cambiare davvero lo scenario del “fare rete” e renderlo davvero praticabile in mobilità. E non intendo solo l’uso “in giro” di servizi mobili, ma la vera e propria considerazione che – se si diffonderanno, come prevedibile, sempre più telefoni con integrato un GPS – il “dove” sarà un parametro rilevante dell’esperienza online.

Insomma, vorrei poter fare sì dei post mentre sono in giro, ma vorrei anche poterli geolocalizzare e magari “appenderli” a determinate coordinate.
Cioè, se sono al mio ristorante preferito (o se lo penso) e mi viene voglia di fare un post che ne tesse le lodi, mi piacerebbe che chi passa lì di fronte in futuro potesse facilmente incappare nel mio post e in quelli di altri che sono passati in zona e hanno geolocalizzato un post lì.
Un programma come Graffitio per iPhone propone in nuce esattamente questa esperienza, ma io vedrei meglio un bel mash-up tra Google Maps e WordPress: in base a dove sei, vedi sulla mappa i post geolocalizzati lì vicino.

C’è la possibilità, insomma, di cambiare la prospettiva nell’esperienza Web e cioè passare da una navigazione in cui si cercano informazioni a proposito dei luoghi, ad una in cui girare fisicamente per i luoghi produce informazioni condivise socialmente.

Pensate che bello girare per una città che non si conosce e, luogo dopo luogo, essere costantemente accompagnati dai contenuti lasciati da altri utenti, siano essi nativi, residenti o di passaggio.
E’ cretino, ma l’esempio che rende meglio l’idea di questa nuova realtà possibile è – ehm – la pipì “territoriale” dei cani, che altro non è che una traccia lasciata nel mondo reale, che comunica qualcosa a chi passa. (l’altro esempio che mi viene sono le scritte sui muri: spero di essermi spiegato).

Certo, in un Web in cui la dimensione autoriale dell’utente è sempre più emergente, la tastiera virtuale dell’iPhone è un limite da non da poco, ma confido sempre nella concorrenza e nel fatto che Apple si svegli e produca un iPhone con una bella tastiera laterale a scomparsa, come un qualsiasi HTC fa già da tempo.

 

IL PARADOSSO DELL’INTERFACCIA

Parla con un amante della Apple e ripeterà la parola “interfaccia” almeno 10 volte in un’ora. A modo suo ha senso che lo faccia, vista l’attenzione che la casa di Cupertino pone nell’interazione uomo-macchina. Ma la realtà è molto meno trionfale di quanto ci dica la retorica.

Intendiamoci: come dicevo già ai tempi della prima prova, l’iPhone ha un’interfaccia facile facile, sicuramente di grande impatto estetico, ma credo che la sua dimensione di “terminale che profila un pezzo di futuro” non debba così tanto a questo fatto.

In parte ha il suo merito. Cioè, se la versione di Google Maps integrata è molto più facile da usare rispetto alle altre versioni mobili, è palese che l’interfaccia curata e a misura d’uomo serve.
Ma la realtà è che il telefono cellulare in quanto tale non ha bisogno di grandi rivoluzioni d’interfaccia. Insomma, sono anni che i telefoni sono sostanzialmente tutti uguali e non c’è molto da inventare.

Dove, invece, l’interfaccia dell’iPhone può fare la differenza è nel rendere “potabili” all’utente medio le funzioni dei telefoni cellulari di ultima generazione che normalmente fanno vendere l’hardware ma sono usate pochissimo.

Ecco perché, pur avendo dotazioni tecniche in molti casi palesemente inferiori rispetto alla concorrenza, l’iPhone sembra essere il “telefono dei miracoli che fa tutto”. “Sembra” è la parola chiave, ma è un’impressione suscitata dal fatto che rende relativamente facile all’utente medio usare la dotazione tecnica a sua disposizione. Insomma, la sua interfaccia compie un lavoro innanzitutto di awareness delle funzionalità avanzate del telefono.

Mi spiego con un esempio. Mi è capitato (attirandomi silenziosi sfanculamenti di ogni genere per il privilegio concessomi) di saltare la coda in un negozio di telefonia per recuperare l’iPhone omaggiatomi.
Nei pochi istanti in cui ho stazionato di fronte alla coda di poveri cristi che avevano preso mezza giornata di pausa dal lavoro per comprarsi un telefono ne ho sentite di tutti i colori (e non erano fans Apple, quanto piuttosto quel genere di persone che vuole avere il cellulare ultima moda). La più ricorrente era “finalmente con l’iPhone si può navigare su Internet col cellulare”.

Ecco, anche i muri sanno che coi cellulari si naviga su Internet da tempo. Ma il fatto che alla massa degli utenti sia giunto questo messaggio è dovuto certamente all’hype mediatico, ma anche al fatto che Safari Mobile è lì in primo piano, facile da usare e senza orridi equivoci tra browser reali e browser (rabbrividisco anche solo a scriverlo) WAP. E lo schermo dell’iPhone non sminuisce l’esperienza di navigazione, grazie ad una risoluzione più alta del solito.

Il problema, insomma, non è *dotare* gli utenti di strumenti avanzati per l’uso mobile, ma è farglieli usare!
Quindi è inutile concentrare le energie di sviluppo per offrire agli utenti feature sul telefono sempre più raffinate, se poi vengono usate solo dagli smanettoni. Meglio proporre prodotti medi, facili e funzionali, come sull’iPhone, e concentrarsi sul farli usare a tutti gli utenti.

La parola chiave, insomma, è “abilitazione”. L’iPhone ha la possibilità, se diffuso in massa, di essere una “tecnologia abilitante”, che teoricamente “battezza” gli utenti all’utilizzo di funzioni finora trascurate o usate poco.
Sarebbe un vantaggio enorme per tutti, se l’utenza della telefonia mobile “crescesse” come livello e profondità d’uso dei propri terminali.

 

LO COMPRERA’ JERRY CALA’

Che brutto fare le frasi al condizionale, come l’ultima del paragrafo precedente. Però è d’obbligo.
Sì, perché la scommessa è tutta da vincere. Insomma, le masse in attesa dell’iPhone vanno conquistate ad un uso più “profondo” della comunicazione mobile e delle possibilità che offre.

Certo, le premesse tecnologiche (buona interfaccia, facilità d’uso) ci sarebbero tutte. Ma, come spesso capita in ambito informatico, l’anello debole della catena è sempre l’uomo.

Confesso che, dando un’occhiata alla gente in fila per avere l’iPhone (fila è una parola impegnativa: diciamo piccole code di pochi minuti dentro ai negozi), la prima impressione sull’utente medio è stata pessima.
Ecco, potrei sprecare una ventina di righe in perifrasi ed eufemismi, ma alla fine si capirebbe subito che volevo scrivere “tamarri” (la maggior parte) e “fighetti” (meno di quanti credessi), con qualche sparso fan Apple facilmente riconoscibile perché più ansioso degli altri.

Dice bene – in base alla mia esperienza, che come tale ha valore statistico zero, beninteso – Luca Sofri nella sua serie di post sull’iPhone: finirà per essere un prodotto che vedremo nei film dei Vanzina. Uno status-symbol per buzzurri al di là del suo valore tecnologico effettivo.

Ecco perché, non appena i ragazzi del negozio di telefonia si spendevano a spiegare le funzionalità dell’iPhone ad ogni cliente, la maggior parte di quelli che ho visto tagliava corto dicendo “tanto lo uso solo per i messaggi e per telefonare”.
Sarà dura far evolvere gente così verso un uso più consapevole e profondo del proprio terminale mobile.

Mi piacerebbe poter credere che si è trattato solo di una mia brutta esperienza, ma tutto mi porta a pensare di averci azzeccato.
Il primo pensiero è una mera considerazione statistica: gli utenti “consapevoli” tecnologicamente sono una minoranza e quelli Apple una minoranza della minoranza. Il mass-market è fatto in gran parte da altri e da questo non si sfugge.

Il secondo pensiero mi è sorto facendo un giro sui vari forum dedicati all’iPhone, che seguo da circa un anno.
Prendiamo per esempio il forum del valido MacityNet, seguito da molti. Da qualche giorno si notano sempre più messaggi di gente che si è comprata l’iPhone ed è totalmente incapace di usarlo o anche solo attivarlo e pare non avere la minima idea di cosa ha per le mani. Gente nuova, iscritta da venerdì, che si dispera, si agita e chiede aiuto in un profluvio di “nn” e di “k” al posto della “c” dura e che si vede palesemente che è fuori posto, lì. E tanto di cappello ai poveri utenti storici del forum che provano ad aiutarli.

L’impressione che ne traggo è che sui forum di utenti Apple si siano riversati un bel po’ di utenti che prima gravitavano in un mondo tutto suo, che è quello degli appassionati di telefonia cellulare: gente che frequenta forum tipo queli di Telefonino.net (peraltro, Telefonino.net è un’istituzione che esite da un decennio, nonostante il tamarrume che bazzica forum), in cui l’utente medio ha l’avatar di Totò Schillaci e tutto ciò che ne consegue.
(mi rendo conto della laconicità di questa frase, ma non posso fare altro che invitarvi a dare un’occhiata al forum per capire che il livello è bassino, ad essere buoni; poi, ovvio, ci sono le dovute eccezioni)

Insomma, i tamarri (non riesco a trovare sinonimi più graziosi) appassionati di telefonini & c. (quelli a cui sono rivolte le pubblicità delle suonerie in TV tipo “bella topolona”, quelli che cambiano cellulare ogni tre mesi in un costante processo di compravendita, quelli che trafficano con le SIM, quelli che si fanno gabbare sulle aste online da truffatori che riconoscerebbe anche un sordocieco, ecc.) temo siano corsi in massa a comprarsi l’iPhone, che peraltro è ben poco tamarro nelle premesse, negli intenti e nel look (a parte il profluvio di parti lucide attira-ditate).

Gramscianamente potrei gioire di questo fatto: ecco una chance per educare le masse ad un uso consapevole di quanto la comunicazione mobile ha da offrire. Nella realtà mi preoccupo, perché non so quanto siano educabili, se nell’iPhone vedono solo lo status-symbol.

 

IL MOTORE DEL DUEMILA (E QUALCOSA)

Visto in prospettiva, il potenziale dell’iPhone è notevole, al di là degli ormai triti e risaputi limiti dell’hardware, che fanno sì che io lo consideri un ottimo *secondo* telefono e in assoluto il migliore Internet Tablet tascabile che ci sia in giro, ma non lo utilizzerei mai come unico cellulare.

In un certo senso ha ragione Samuele a dire che l’iPhone è il “simbolo” del futuro. Ovvio, l’entusiasmo nel suo caso ha giocato la sua parte, ma la realtà è che se il futuro della comunicazione mobile è la combinazione sinergica di geolocalizzazione, rete always-on, multimedialità e telefonia standard, l’iPhone è un passo nella direzione giusta. E se riesce ad educare i tamarri che, oltre agli utenti consapevoli, se lo comprano, i passi possono essere molti di più.

Se, poi, gli piazzasse una stramaledetta tastiera slide laterale, anche a scapito della proverbiale sottigliezza dei prodotti Apple, riuscirebbe a venderlo perfino ad una parte degli utenti business. E perfino a me.

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§ 43 Responses to Tra Jerry Calà e il futuro: riflessioni con un iPhone in mano"

  • Axell says:

    ovviamente per la cronaca parlo del mio 2G unlocked… che ha la possibilità da tempo di usufruire di circa un migliaio di applicazioni free…

  • Axell says:

    guarda… avrà il GPS, ma ti assicuro che sotto buona copertura le google map sanno dirti dove sei con il wifi… strano, ma vero. E lo uso anche parecchio…

  • Barabba68 says:

    D’accordo sul fatto che l’iPhone ha il pregio di rendere più semplici funzioni che esistono da tempo su altri telefoni ma ache nessuno usa.

    Ottima considerazione!

    Peccato poi ti perda in una lezione di sociologia di basso profilo, con generalizzazioni sui tamarri, che utilizzano l’iphone, i film di Vanzina e tutto il resto. L’iphone spopolerà nei film di natale? Si, forse e vero, ma chi siamo noi per dare giudizi di merito? Sarà usato dai fighetti? e chi se ne importa. Io non sono un fighetto ma l’interfaccia mi piace. (Ho usato interfaccia ma non sono di Apple :=))

    E poi non sono d’accordo che i telefono sono così da almeno 10 anni e non si può inventare niente. L’iphone lo fa. Il suo touchscreen è avanti di almeno 10 anni, fidati.

    Gli scimmiottamenti dei vari Smasung e HTC non si avvicinano nemmeno lontanamente…

    barabba

  • Luca says:

    “Sarà dura far evolvere gente così verso un uso più consapevole e profondo del proprio terminale mobile.”
    Ciao Suzuki, volevo renderti partecipe del fatto che sono qui spaparanzato sui lettini della piscina dello splendido Capri Palace ad Anacapri e sono piegato in 2 dalle risate arrivando a leggere questo punto del tuo post, nel quale speravo di trovare le risposte per decidere che iPhone regalare a mia moglie che è interessata allo splendido telefono (che qui hanno TUTTI meno noi coi nostri spartani BB) e che tariffa scegliere per una giovane donna che lo userebbe solo “per mandare sms e telefonare”, ma questo post non fa per noi, qui si parla di “uso consapevole e profondo del terminale mobile”!!!! Ma va a caghé!!!!
    (a parte gli scherzi, grazie del lavorone)

  • Giovanni says:

    Suz sempre perchè tu prendi te stesso come parte in causa. L'”utente medio”, non riuscirebbe comunque a fare le stesse cose su un altro telefono.
    Credimi, ho passato sei mesi a rispondere al 190.
    Ecco le prove:
    http://estrablog.net/2006/01/19/215/

    😉

    p.s.
    Fai usare all’alieno i due OS per un po’ e poi chiedigli quale vorrebbe installare per gestire la navicella spaziale, poi ne riparliamo 🙂

  • Suzukimaruti says:

    Sono un giovane d’oggi senza più valori, ecco! Mi chiedo come mai non sono in giro a tirare sassi dai cavalcavia. 🙂

  • Claudio says:

    Nichilista!

  • Suzukimaruti says:

    Ah, dimenticavo: l’iPhone in regalo non ha nulla a che vedere con quanto scrivo sul blog. E’ una banale cosa business.

  • Suzukimaruti says:

    Claudio: dai, stacca la puntina dal disco! 🙂

    Credo che il discorso che ho fatto sia chiaro, ma ci riprovo: le differenze strutturali tra i sistemi operativi per computer (allargo ancora il discorso così non scatta il riflesso pavloviano del “Mac vs Pc”) sono minime se comparate alle differenze tra l’interfaccia di iPhone e quella degli altri sistemi operativi per telefoni.

    Insomma, quello che intendo dire è che se Apple riuscisse a portare nel mondo dei sistemi operativi per computer l’innovazione e la cultura “abilitante” che ha messo nell’interfaccia dell’iPhone, forse riuscirebbe ad avere più della sua quota di mercato, che resta piccola per quanto in lenta crescita.

    Invece il delta percepito è solo di performance e stabilità (cose non da poco, beninteso, ma la natura dei prodotti è assolutamente simile).

    Detto da utente di Leopard e di buona parte dei sistemi operativi Apple degli ultimi anni, l’hype che vi gira intorno è assolutamente sproporzionato alla realtà.
    E’, in sostanza, un sistema a finestre che funziona bene. Non è una rivoluzione, come il software e l’interfaccia dell’iPhone (con tutti i suoi limiti, ovvio).

  • Claudio says:

    Windows ed osx simili se non addirittura uguali?
    Può darsi, non fosse che il secondo è infinitamente più stabile del primo, a meno che non consideri piacevole il tempo passato a deframmentare oppure a dare la caccia ai vari files che si installano nelle parti più recondite del registro e che rendono la disinstallazione di una qualunque applicazione operazione in grado di incanutire i più.

    Il fatto che ti abbiano regalato un iphone è situazione degna del contrappasso dantesco.

  • Suzukimaruti says:

    Giovanni: temevo di trovare un commento cosi’, ma gia’ sai che dissento. Cioe’ non dissento totalmente, ma sono molto piu’ cauto e freddo (sono un utente laico).

    Il fatto che l’iPhone renda piu’ potabili e comunicabili molte funzioni avanzate dei telefoni di ultima generazione, magari al prezzo di renderle piu’ povere (vedi la fotocamera, per dire) e meno controllabili, non significa che questo sia un’esclusiva della Apple.

    E soprattutto non significa che sia una cosa in cui Apple riesce SEMPRE.
    Lo stesso vale per OSX, che trovo chomskianamente identico a Windows. Cambiano i dettagli, ma siamo li’: il modello e’ identico.
    Con l’iphone, rispetto al resto dei sistemi operativi per telefoni, la differenza e’ molto piu’ marcata, alle soglie del rivoluzionario.
    Ma se arrivasse un alieno e gli facessimo vedere OSX e Windows (uno qualsiasi degli ultimi, dal 95 in poi), direbbe una frase che lascerebbe di sasso molti fans della Apple “sono grossomodo uguali, quindi?”.

    Un approccio laico ai prodotti e alle marche prevede che si sia freddi nei loro confronti. E non e’ detto che cio’ che vale per l’iPhone (la semplificazione, anche al prezzo della mancata smanettabilita’) sia vero per altre cose.
    E se e’ vero, non e’ detto che sia necessariamente buono.

    Lo dico dopo aver passato due ore oggi a smadonnare con un Airport Express (quella sana: la prima era difettosa) e il suo pessimo sistema di installazione/gestione, molto facile da usare *se tutto va bene* ma disastroso se per caso qualcosa non va. E ho trovato un sistema che, rispetto ad un qualsiasi router Wi-Fi e’ molto meno controllabile, personalizzabile, smanettabile, ecc.
    Insomma, cio’ che voglio da un telefonino (semplicita, anche al costo di non sapere cosa succede) non e’ lo stesso che voglio da un computer.
    Ecco dove ogni tanto io e la Apple non ci capiamo.

  • maronna mia quanto ti sbatti! 🙂

  • Suzukimaruti says:

    Axell: solo in WiFi mi sembra povero. Ha senso unlocked. Ed e’ per quello che l’iPhone 2G unlocked gode di maggiore considerazione, da queste parti, rispetto a quello locked pre-11 luglio.

    Il primo iPhone (locked, cioe’ cosi’ come era pensato da Apple) era un telefono ancora piu’ chiuso di adesso, senza la possibilita’ di installare applicazioni. Ora le cose cambiano. Ma giusto da venerdi’.

    La vera differenza e’ fatta dal GPS integrato bene nelle funzioni telefoniche e disponibile per i vari software. Ed e’ una feature del solo iPhone 3G.

  • Axell says:

    su alcune cose ci sei arrivato, in ritardo, ma ci sei arrivato, bastava chiedere a chi lo usa anche solo in wifi… (nella versione 2G).
    Per altre sei il solito… ma ti vogliamo bene lo stesso.
    Per le foto scarse, forse nel 3G hanno fatto un downgrade perché il mio fa le foto meglio dell’N95 che ha 5 MP (3 in più) e non è neanche lontanamente comparabile.
    Per la tastiera, è solo una questione di abitudine, anche se in effetti per la mole di messaggi che scrivi tu potrebbe essere un bel limite, e qui non si può che darti ragione.
    Ti ho sempre detto che è un oggetto “non perfetto” che abilita verso nuovi scenari, poco praticati… Vedremo.
    Intanto spero che i competitor si diano da fare ed escano dallo stato di “sonnolenza” in cui drammaticamente versano da almeno 3 anni…

  • Suzukimaruti says:

    Kurai: se facessero un iPod Touch con il GPS e uno slot SIM in cui piazzare un abbonamento dati mobile e nessuna funzione telefonica tradizionale, farebbero un prodottone e sfrutterebbero pienamente l’iPhone per quel che e’: come dico da tempo, il migliore device per avere Internet per le mani.

    Ma gia’ avere un iPod Touch, un (metterei l’apostrofo se fosse femminile, ma mi resta il dubbio) con il Remote sopra e’ cosa buona e giusta.

  • degra says:

    Suz, con il riferimento ai film dei Vanzina mi hai fatto rabbrividire: mi è venuto in mente “Fratelli d’Italia” (che non è dei Vanzina, ma è del genere: un cult), in cui l’oggetto “figo” è una Fiat Tipo.

    Domanda tecnica: ma la tastiera touch dell’iPhone è come quella del TomTom (meglio/peggio)? Se sì, so già che non è compatibile con le mie dita, come qualsiasi terminale touchscreen (anche quelli delle stazioni): pigio una lettera ed esce quello che vuole non so chi… (e non ho le dita grosse)

  • Mr Oz says:

    “non inventa niente, ma rende più abbordabili operazioni finora riservate ai soli smanettoni”. Cristallino, con un solo “ma”: non è un tema ricorrente dell’iPhone, ma di tutta Apple. Da sempre. Del resto uno dei motto preferiti da Jobs&Co. è

    ” for the rest of us.”

    Leggendo questo tuo post, che condivido, mi rendo conto che sono i clienti laici come te che hanno determinato il successo di Apple, non i fanboys. Lo sai vero?

    Ah, no, c’è una cosa che non ho capito: in cosa trovi migliorato il client di posta? A me sembra praticamente identico.

  • Tom says:

    Bel post, gli argomenti che meritano approfondimento sono tanti. Riguardo agli utenti medi, credo che in Italia non ci si possa aspettare niente di diverso, ma in fondo non possiamo lamentarci se mandrie di tamarri avranno l’iPhone senza sfruttarlo a pieno.. fatti loro.

    Piuttosto sarà forse il momento buono per vedere il web diventare veramente mobile, come già sta succedendo con i maggiori quotidiani online, e per (forse?) vedere calare le tariffe dati.

  • Mr Oz says:

    E hai trovato una buona pizzeria?

  • mousse says:

    Suz: certo non è che io dico “aaah non comprate l’iphone perchè vi spiano”, dico che bisogna pensare sia ai pro sia ai contro. Ogni tecnologia (tranne la pentola a pressione :p) ha delle cose positive e delle cose negative.

    Giustamente magari un qualche tipo di limitazione “legale” allo spam potrebbe essere una buona idea (o semplicemente dei sistemi antispam migliori :p).

    Per tornare intopic credo che il punto non sia la tecnologia, quanto la raggiungibilità della stessa. I blog han fatto approdare online chiunque sia in grado di usare un PC.. Ma non cambia molto dal punto di vista tecnologico rispetto ai siti personali fatti col Notepad ^_^

  • Giovanni says:

    Penso che il senso di tutto il post si racchiuda in questa frase: “Il problema, insomma, non è *dotare* gli utenti di strumenti avanzati per l’uso mobile, ma è farglieli usare!”.
    Per la prima volta (almeno sul blog) ti sento ragionare sulla capacità di apple di mettere a disposizione “tutto” e renderne facile l’utilizzo, cosa in cui nessun altro è mai riuscito (sia in ambito OS che mobile). Che significa? Significa che puoi fare pure i nokia più strafighi del mondo con tutte le funzioni che vuoi, ma se l’utente medio (quelli che hai incontrato in fila al negozio) non le usa, non serve a niente.
    Questa dell’iPhone è un esperienza derivata proprio da questa consapevolezza della Apple in ambito OS: permetti a chiunque di utilizzare tutto (anche se vincolandoti ogni tanto) e in maniera semplice, ma agli “manettoni” di fare esattamente le cose che fanno tutti gli altri “smanettoni”.
    E io sono assolutamente d’accordo sul fatto che tutto questo debba avere un prezzo.

  • Raibaz says:

    Detta come l’hai detta tu, pare che il vero tallone d’achille dell’iPhone sia il target di massa a cui punta, che è principalmente lo stesso dei film dei Vanzina, e io non mi sento di dissentire…a sto punto, resta da sperare che il tamarro scopra che il gingillo non serve solo a fotografare Corona nei locali ma c’è del divertimento nel traffico dati in mobilità e quindi contribuisca a farne abbassare le tariffe.

    La domanda è se questa scoperta dipenda dal tamarro stesso o da chi i servizi dati in mobilità glieli propone, e data la gente che sostiene che “finalmente con l’iPhone si può navigare dal cellulare” c’è da sperare che il gadgettino qui funzioni degnamente come testa di ponte per massificare i dati mobili e quindi ridurne i costi.

    A ben vedere, è successa la stessa cosa con l’ipod: i lettori mp3 portatili esistevano già prima, ma l’ingresso di Apple nel mercato lo ha reso di massa e quindi ne ha abbattuto i costi e alzato la qualità generale…speriamo 🙂

  • pecus says:

    suz, condivido l’analisi, in tutto tranne un punto su cui non posso essere d’accordo e che mi manda tutto in mona, anche se non inficia il ragionamento: l’uso come puro internet terminal.

    Se c’è infatti un pregio nell’integrazione oltre quello di portarsi dietro meno roba (macchina fotografica, lettore mp3, telefono, orologio, agenda, rubrica, navigatore, etc.) è anche quello di agevolare l’uso dei singoli strumenti stessi. Oltre all’esempio foto+gps, per esempio rubrica + calendario (gestione appuntamenti, memo, chiamate appuntamenti, etc.) o rubrica + social network (profili completi delle persone con cui interagisco).

    Un po’ mi scoccia (e ce l’ho con Apple e le Telco per questo, infatti il ragionamento alla base della tua recensione fila) che se devo prendere uno strumento versatile e integrato per problemi di tariffe e logica lock-in (vd. anche http://www.fsf.org/blogs/community/5-reasons-to-avoid-iphone-3g) mi ritrovo a dovermene portare dietro un altro, un po’ meno fico e moderno, che assolva ai compiti base (telefonare e mandare sms).

    ciò detto, vergognati.

  • Suz, la tua analisi è perfetta. Devo dire che da convinto sostenitore delle tecnologie di geolocalizzazione sono assolutamente d’accordo (tempo fa avevo anche progettato un servizio molto vicino a quello che tu descrivi: vai in vacanza e ti fai guidare dalle note lasciate dagli altri viaggiatori.
    Il GPS è uno dei motivi per cui questo iPhone mi interesserebbe, vedremo a settembre.

    Se però il Blackberry bold avesse un buon browser… vedremo.

    Cazzo, ti ricordi pure il primo Boldi di Antenna tre. E magari anche gli sketch con Teocoli e Ossario.

  • TheEgo says:

    Ah non sapevo… Il fatto è che non avendo alcun piano, al momento accedendo da IE su WM6 alla versione ottimizzata di gmail per leggere la posta, mi costa appena pochissimi cent… tipo 4 o 5 cent per controllare le intestazioni e circa come un sms per leggere qualche messsaggio. Pensavo che consultarla così in 3g costasse enormemente di più! 🙂

  • Suzukimaruti says:

    The Ego: le tariffe del traffico non dipendono dal cellulare che usi. Dipendono solo dalla quantita’ di traffico (o di tempo, se hai la tariffazione a tempo, ma in quel caso sconsiglio fortissimamemte l’iphone) che uno fa.
    E all’operatore non fa differenza che tu ti colleghi in GPRS, EDGE o 3G. I Kb costano uguale indipendentemente dalla velocita’ con cui li scarichi.

    Quindi se hai un piano con un tot di traffico dati gratuito, valuta se ti puo’ servire un iPhone. Se paghi ogni singolo Kb che fai, a meno che tu li paghi pochissimo, ma non conosco tariffe cosi’ generose, meglio passare ad un’altro piano telefonico. O rinunciare all’iPhone.

  • TheEgo says:

    Quindi mi confermi che quello che pago con l’accesso web.omnitel.it attualmente con un HTC spenderei tale e quale navigando con safari aprendo le medesime pagine alla lumacosa velocità gprs? O a parità di APN poi conta che uno si collega in 3g mentre io ora uso gprs?

  • Suzukimaruti says:

    The Ego: l’APN e’ personalizzabile, quindi metti quello che vuoi (anzi, quello che “puoi”, cioe’ quello compatibile con la tua SIM).
    Attivi l’iPhone con una qualsiasi SIM e poi ci metti la SIM che vuoi tu (anche la stessa con cui lo hai attivato).
    Da quel punto di vista li’, massima liberta’.

  • TheEgo says:

    Capit… grazie! Altra questione che non mi è chiara: se uno mette dentro una banale sim vodafone e apre con il browser una pagina web… DEVE usare l’ap dedicato di iphone o può usarne anche un altro? Tipo l’accesso web.omnitel.it funzionerebbe? Se uso l’ap di iphone con vodafone senza piani flat, quanto costa a kb scaricato? Quanto costa per esempio accedere a gmail e leggere anche solo le intestazioni delle mail?

  • Suzukimaruti says:

    TheEgo: l’AGPS dell’iPhone (che sta per Assisted GPS) consuma un po’ di banda. In pratica usa la posizione fissa delle “torri” GPS per triangolare piu’ in fretta e consentire la localizzazione rapidamente.
    In assenza di segnale GPS, funziona normalmente (cioe’ ci mette un minuto a capire dove ci si trova)
    Ma il consumo di banda e’ trascurabile.

    Il vero consumo e’ dato da Google Maps, che scarica le mappe live man mano che le si visualizza. Ovvio che guardando le mappe wireframe il consumo di dati e’ basso. Con le mappe satellitari, cioe’ fotografiche, e’ tutto un altro discorso.

    Non so quantificare il consumo, ma credo che in giro ci sia qualcuno che ha fatto i conti. Con la tariffa di cui parlo nel post seguente a questo, non e’ un problema da porsi: c’e’ banda sufficiente! 🙂

  • TheEgo says:

    Ah: letto. Non avevo notato il nuovo post 🙂

  • garethjax says:

    Comunico all’audience che ora sono sviluppatore Iphone 🙂 (senza possedere l’apparecchio) …ora devo solo imparare a farci qualcosa.

  • Suzukimaruti says:

    mousse: uno storico sketch del primo Boldi era quello in cui gridava, intimorito, “son contrario alla pentola a pressione!”. 🙂

    Ovvio, nuove tecnologie personali portano nuovi rischi di controllo. Ma non credo che il limitare il progresso sia una soluzione. Piuttosto spendiamo piu’ energie per fare si’ che la politica sia rispettosa di quel pacchettino di diritti inalienabili, ecc.

  • TheEgo says:

    Vaffanculi a parte per il regalo piovuto dal cielo, letto tutto… interessante disquisizione e pienamente condivisibile. La domanda d’obbligo però è: bello il gps ovunque, ma consuma dati? Quanti in particolare? Quanto mi costa collegarmi con il gps e sapere la posizione sulla mappa o fare una semplice ricerchina di pizzerie limitrofe? (con quale tariffa e di quale operatore?)

  • mousse says:

    Personalmente il sapere di avere GPS in un dispositivo mobile che si connette ad internet (e che potenzialmente può farlo anche a mia insaputa) mi inquieta un pò.

    Idem la possiblità di lasciare “messaggi geografici” diciamo così.

    Entrambe le cose aprono un mondo di possibilità d’uso sterminate, ma ne aprono altrettante d’abuso. Pensate solo se a qualcuno venisse in mente di usare il sistema per tracciare la mia posizione in maniera semplice e che usasse questi dati: potrebbe sapere dove mi trovo e non potrei, ad esempio, mentire a mia moglie dicendogli che sto lavorando mentre sto con l’amante. Costui potrebbe ricattarmi o peggio.

    Ok, ammetto che sia paranoia..

    Ma questa seconda ipotesi è più credibile: immaginatevi la comodità di ricevere, quando passate davanti a un negozio ed entrate col telefono nel sito del medesimo, informazioni sulle offerte e sui prodotti del punto vendita. Ora immaginatevi di ricevere queste informazioni in modo massiccio e NON richiesto (a nessuno viene in mente lo spam via email?). Già ora ricevo SMS di “spam” dal mio gestore telefonico e da MediaWorld. Non oso pensare a cosa potrebbe succedere con un cellulare wifi col gps…

    Sarebbe… Geospam?

    Per le altre cose boh, devo ammettere che io il telefono l’ho sempre e solo usato per telefonare e solo da poco sto usando le connessioni a internet in mobilità (peraltro un puro “gadget” che non mi serve a granché).

    Idem il voler dire a tutti i costi DOVE sono e COSA faccio, come se interessasse a qualcuno saperlo. Non solo ma essere sempre connessi genera un circolo vizioso di “Oddio se ho perso quella mail?” “Aiuto! non sono online!” e via così in cui SO che entrerei senza possibilità di uscirne 🙂

    Insomma, io sono convinto che è meglio che i computer facciano quel che fanno i computer e che i telefoni facciano quel che fanno i telefoni.

  • Suzukimaruti says:

    Lawrence: ho giusto scritto un post al brucio per raccontare che tariffe uso per potermi permettere l’always-on con l’iPhone.
    Eccolo qui.

    La strategia per cui se parlo male di qualcosa me lo regalano per ora ha pagato. Ora faccio un post in cui dico che la nuova Ferrari California e’ una vaccata. Si sa mai 🙂

  • gigasoft says:

    Ottimo articolo, condivido i tuoi ragionamenti, in particolar modo quelli sull’interfaccia.

    La vera innovazione sta nel rendere accessibile a tutti le funzioni già esistenti da altre parti, ma sviluppate con un approccio meno “umano”. 🙂

  • Beppe says:

    bel post, ne viene fuori un prodotto notevole, in un certo senso senza veri concorrenti, giustificherebbe quasi una tariffa differenziata rispetto a quella degli altri cellulari 😉

  • Beh secondo me hai analizzato bene la situazione ma per essere always on, geolocalizzati e avere luoghi “social network enabled” bisogna per prima cosa abbattere i costi. E con una scure. Non parlo del costo del terminale (che verosimilmente tra 6 mesi costerà un pezzo meno) ma del puro ladrocinio che sta dietro le tariffe Italiane di questo telefono. Bisogna anche avere infrastrutture (leggasi wifi) abilitate a questo tipo di scenario, un po’ ovunque

    Ok diciamo che l’iPhone apre un po’ di porticine, i tamarri ne chiudono altre, i costi ne precludono altre ancora.

    ps. ma se parlo male della BMW me ne regalano una 😛 ?

  • TheEgo says:

    Un vaffanculo te lo meriti tutto caro Suz! 🙂

  • catepol says:

    Ecco la prima geek girl che l’ha letto tutto. Interessante la prospettiva suz. E’ un giocattolino in mano a grandi masse di utenti. Si spazia dai tamarri ai fighetti passando per qualche geek che proverà a stressare tecnologicamente il suo iphone. Le masse lo utilizzeranno come status symbol e per telefonare, per far vedere come si vedono bene le foto e i video con quello schermo così.
    Io non vedo l’ora di tornare in aula a settembre solo per contarvi e darvi il dato statistico di quanti ragazzini ce l’hanno in mano e che cosa ci fanno.
    Bè però se molti di questi cominciano a capire che ci si possono fare cose diverse, che internet sempre con te può significare tente belle cose nuove…c’è speranza.
    Speranza di veder abbassare i prezzi del traffico dati?
    Speranza che i prezzi di altri gioiellini tecnologici che fanno le cose che piacciono a noi si abbassino.
    Speranza di avere più accesso alla rete in giro…

    vediamo che succede insomma

  • Lore! says:

    Un ottimo post, come sempre. Complimenti.
    E hai detto tutte quelle cose che ho sempre pensato e che non sono mai riuscito a scrivere (decentemente).
    Complimenti ancora.

  • stark says:

    Tutto questo post per criticare un regalo che ti han fatto. Maleducato!

    (io lo riciclerei. sabato era il mio compleanno. sei ancora in tempo. non mi offendo)

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