Rifondazione ultimo atto: un dramma in costume con venature di fantascienza

July 27th, 2008 § 99 comments

Seguo sempre con estrema attenzione tutti i congressi di Rifondazione Comunista. Dico sul serio: mi sorbisco ogni giorno tutte le pagine congressuali di Liberazione (che grazie al cielo ti fa scaricare ogni pagina in Pdf) e mi godo il cosiddetto dibattito interno nella mitica pagina delle lettere dell’organo ufficiale del partito di Bertinotti, Vendola, Ferrero, chicchessia.

Il motivo per cui mi sottopongo ad un simile suppostone di gergo comunistese concentrato non è frutto di sola propensione all’autolesionismo, ma anzi risponde ad una sana esigenza di intrattenimento paracinematografico.
Sì, perché vivo i congressi di Rifondazione come drammi in costume, peraltro quelli un po’ cheap in cui la ricostruizione storica lascia un po’ a desiderare, mitizzando le epoche: personaggi,parole, riti, gesti, completamente sganciati dalla realtà attuale e proiettati ad emulare un passato che non solo non ritorna, ma che come Baffone non si è presentato già la prima volta.

Insomma, giuro che ogni volta provo a prendere sul serio Rifondazione Comunista e le sue parole e ogni volta resto sconvolto dal totale sganciamento dalla realtà che si evidenzia nei suoi documenti congressuali e nei discorsi dei delegati.

D’altronde come reagire di fronte al fatto che una delle mozioni congressuali si pone come obiettivo (cito testualmente) “la realizzazione della società comunista” in Italia? Sì, ovvio, viene a tutti naturale un sano istinto di tenerezza.
Ma il problema è che non si tratta di una frangia minoritaria di ibernati nei sotterranei delle Frattocchie nel 1947 e scongelatisi 10 minuti fa: quello che ho citato è il documento congressuale e programmatico di una delle mozioni che, verosimilmente, farà parte della maggioranza congressuale di Rifondazione ed eleggerà (contestatissimo) segretario l’ex ministro Ferrero. Sì, proprio quel Ferrero che durante la sua attività di governo si è luminosamente distinto per… per… ehm… Cavoli non mi viene in mente niente.

Uno ci prova anche, visti i suoi trascorsi adolescenziali nella sinistra marginale, a prendere sul serio Rifondazione Comunista. E scopre che l’intervento più applaudito – l’unico in grado di unificare la platea congressuale, che prima e dopo si è gioiosamente presa a male parole, canzonacce e fischi come un qualsiasi congresso missino negli anni Ottanta – è quello del “semplice delegato” Bertinotti, che da ex presidente della Camera è tornato a fare l’autoproclamato “padre nobile”.

Certo, dall’ex segretario storico del partito ci si aspettano grandi cose: una linea unitaria, una prospettiva matura e serena sul futuro, idee brillanti, innovative, svecchianti.
La realtà è che i 7 minuti di standing ovation tributati dalla platea congressuale al prode Fausto sono dovuti in sostanza a due affermazioni che è sano riportare.

La prima è “ripartiamo dagli operai”, seguita da un “facciamo un grande sciopero generale”.
Ecco, lungi da me il trascurare la condizione operaia e la vita di quei pochi operai che rimangono in questo paese, ma credo che anche i muri più scrostati sappiano che i nuovi operai, i nuovi sfruttati, i nuovi non garantiti sono quei poveracci dai vent’anni in su che – magari con una laurea appesa nella cameretta in casa dei genitori, dove tuttora vivono – prendono la partita IVA e lavorano come dipendenti (ma senza le loro garanzie, senza gli straordinari riconosciuti, con solo 11 mensilità pagate ogni anno, ecc.) per imprese grandi, piccole e medie.
E quelli con la partita IVA, si sa, non possono de facto scioperare.

Insomma, dalle parti di Rifondazione si guarda, come al solito, ai soliti vecchi interlocutori. Cioè i pochissimi (sempre meno!) lavoratori salariati dipendenti delle grandi aziende e del settore pubblico. Gente che, peraltro, appena può vota Lega Nord (pur avendo la tessera della CGIL in tasca).
Difficile spiegare ad un rifondatore che lo scenario è lievemente cambiato negli ultimi anni e che quelli che loro chiamano “evasori fiscali” e “piccoli imprenditori vampiri” al 90% sono ventenni sfruttati, non garantiti, senza mutua, senza contratto e *costretti* a prendere la partita IVA pur di sbarcare il lunario.
E meno male che l’identità di sinistra si riconosce nell’ “interpretare il reale”!

Però io un’idea ce l’avrei: trasferire in massa Rifondazione Comunista in Cina o in India (militanti inclusi). Lì è pieno di operai e lì si concentra la maggior parte della produzione operaia e manifatturiera del pianeta. Sarebbe una liberazione (altra parola chiave del congresso dei rifondatori) e ci sarebbe pure molto lavoro da fare. Peccato che, per quanto riguarda la Cina, dalle parti di Rifondazione tifino per la parte sbagliata.

Le seconda frase trascina-applausi del subcomandante Fausto è “ritorniamo alla politica dei nostri avi”. Ecco, da persona che è “nata” nella cultura della sinistra posso anche capire questo appello. Peccato lo pronunci una persona che, prima di diventare segretario di Rifondazione Comunista, ha avuto in tasca solo una tessera: quella del PSI, per di più all’epoca in cui in quel partito spadroneggiava Craxi.
E poi, francamente, la storia del PCI non ha nulla a che vedere con Rifondazione Comunista, che è un partito settario e minoritario con evidenti e radicati flirt extraparlamentari (andati a buon fine: ora sono fuori dal parlamento) e più o meno riusciti tentativi di egemonizzare il movimentismo dell’extrasinistra.
Agnoletto e Caruso (e quelli come loro, maggioritari in Rifondazione, da oggi) non posso annoverare nella loro storia il PCI (nel bene e nel male).

Quindi io non so a che avi si appelli Bertinotti. Di certo non al PCI. E anche lo facesse – appropriandosi di qualcosa che non appartiene alla sua storia di craxiano e alla storia del suo partito – finirebbe per non produrre nulla.
Mi spiace dirlo, perché è parte della mia storia umana e politica, ma il PCI è quel partito che è stato 50 anni all’opposizione, che non ha sviluppato una cultura di mercato, che si è sempre distinto per antimodernismo, moralismo, scarsa propensione all’innovazione in ogni campo.

Esattamente a che cosa si vuole appellare Bertinotti? Cosa vuole fare? Cinquant’anni di opposizione? Visto come si è comportato le due volte che il centrosinistra è stato dolorosamente e brevemente al governo, direi che le premesse ci sono tutte.

Il fatto è che nel 2008 dobbiamo riconoscere che gli slogan non valgono più niente. Non si costruisce nulla con il crudo e solitario appello alle emozioni, peraltro un appello improprio ad una storia altrui.

E soprattutto non si costruisce nulla senza idee chiare. L’appello ai valori, il voto “alla memoria”, ecc. sono cose che producono uno zerovirgola di voti e la mazzata esiziale di aprile credo lo abbia dimostrato.
Cosa vuole Rifondazione Comunista? Fare l’opposizione per sempre? Vuole governare? E se vuole governare, con chi vuole farlo, visto che non conta nulla? E se poi disgraziatamente governasse, come governerebbe visto che non ha uno straccio di prospettiva o anche solo di visione sul presente?

Io, fossi un precario, mi incazzerei come una iena con l’orrendo spettacolo decadente che Rifondazione Comunista sta dando in questi giorni. Il Governo precarizza ancora di più il lavoro senza alcuna garanzia, senza alcun ammortizzatore sociale e questi stanno lì a Chianciano a blaterare di “partito degli operai”, quando la preoccupazione numero uno sarebbe quella di preoccuparsi del “partito dei consulenti da 1.000 euro lordi al mese”, che guadagna meno dell’operaio medio e non ha una singola garanzia.

Mi va anche bene che ci siano dei partitini estremisti e folkloristici, ma li vorrei seri, allineati al presente, capaci di proporre – – magari accompagnate da soluzioni bislacche – analisi ragionevoli e lucide dell’attuale stato di cose.

Mi consola il fatto che nei paesi più civili del nostro, cioè ovunque, i partitini trotskisti, le formazioni minoritarie assurde e il folklore politico di ogni colore contano pochissimo e sono meno che marginali sullo scenario elettorale.
Ma questo che vediamo – finalmente – morire oggi è un partito che fino a qualche tempo fa prendeva il 6-8% dei voti validi, pur non avendo un benché minimo programma di governo che non fosse la ridistribuzione del reddito.

Se c’è uno scenario politico da guardare in prospettiva – perché la misura di Rifondazione e della piccola umanità che la abita ancora prima della definitiva estinzione è irrisoria rispetto alla portata degli eventi importanti – è la sparizione dallo scenario politico dei partiti che pensavano che i problemi italiani si potessero risolvere solo con una diversa distribuzione della ricchezza presente.

Quello che l’elettorato di sinistra tutto (non solo quello che votava per gli estremisti arcobaleno) dovrebbe capire è che i modelli che propongono diverse modalità di spalmare la poca Nutella su una fetta di pane sempre più grande sono totalmente inadeguati.
La giustizia sociale non si ottiene se non si riflette anche sul *modo* in cui la ricchezza si produce e se non si aumenta la dimensione di quest’ultima.
Insomma, o un certo pezzo di sinsitra pauperista si mette a produrre ottiche di sviluppo, o la sola mentalità ridistributrice è destinata al fallimento totale e all’inadeguatezza. E gli elettori se ne sono accorti.

E’ quindi con somma gioia e un po’ di sano sentimento di vendetta per il 1998 che vedo Rifondazione Comunista svanire nel nulla, presa nella sua inadeguatezza, nelle sue contraddizioni, nei suoi estremismi e nella sua totale a-storicità.
Se sparisce un partito simile è un bene per tutti:

– per la politica, che perde un protagonista irrazionale e da sempre funzionale alla destra berlusconiana

– per la sinistra, che perde un concentratore di voti incapace di esprimere una cultura di governo e responsabile, insieme ai Verdi e ai Comunisti Italiani, di alcune delle più grandi figure di merda della sinistra italiana

– per l’elettorato, che finalmente avrà l’occasione di farsi furbo e, per quanto riguarda la sinistra, maturare, crescere e capire che lo scimmiottamento apocrifo di vecchi riti di un partito perdente e antimoderno non è il futuro e non è nemmeno il presente.

Ha ragione, alla fine, proprio Bertinotti. Rifondazione deve fare come i suoi (i nostri) avi: giunta la sua ora, deve morire.

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§ 99 Responses to Rifondazione ultimo atto: un dramma in costume con venature di fantascienza"

  • Posturanismo says:

    Marco purtroppo avevo postato la piattaforma politica approvata dalla maggioranza del PRC al Congresso ma Suz forse non è d’accordo…Credo sarebbe stato utile a tutti capire leggendo la piattaforma anzichè basarsi sulle veline cammellate dei media.

    Poi, ognuno può restare con le proprie idee, ma io che sono di Rifondazione non metterei naso (come non ho fatto) in un Congresso del PD perchè è una realtà che non mi riguarda. Invece presunti riformisti (seduti nel Pd solo per garantirsi una poltrona) pretendono da Rifondazione se segua la loro direzione ma io, se permettete, ci trovo dell’assurdo.

    qui trovate la piattaforma politica succitata: http://www.casadelpopolomola.com/2008/07/28/ricominciamo-una-svolta-a-sinistra/

  • Filippo Zuliani says:

    post sacrosanto, Suz. Nella sinistra italiana (tutta, non solo RC) ci devono ancora spiegare come mai in due anni di governo la legge30 e’ rimasta intoccata e indibattuta. In assenza di spiegazioni, fossero anche di accuse a personaggi noti e meno noti che si sono opposti ai cambiamenti, se fossi un precario voterei Lega o AN, che almeno il posto di lavoro cercano di difenderlo sul campo (con metodi opinabili, ma vabbe’).

    La sinistra bertinottiana e’ il classico esempio di come si possa dilapidare un decennale patrimonio d’immagine e sostanza pur senza concorrenti sul “mercato”. Peggio e’ riuscito solo al prode Pecorario Scanio, che in 15 anni ha affossato i Verdi a suon di isterie ambientalistiche fuori dal tempo. Congradulascions.

  • Suzukimaruti says:

    Matteo: in verità la voglia mi è già passata, perché mi rendo conto che è duro conversare se dall’altra parte c’è la Curva Sud 🙂

  • Suzukimaruti says:

    sara: anche tu vedo che non resisti alla tentazione di gettare il PD nel mix, quando è totalmente off-topic. E non resisti nemmeno alla tentazione di fare un elenco di *ismi, che sicuramente sono il core business della politica sloganistica di Rifondazione.

    Però, dati concreti, proposte concrete, temi concreti, ne vedo pochi. Anche perché la politica nel 2008 non si fa con gli *ismi. E credo che al paese che attende soluzioni reali, pratiche, concrete ai suoi problemi, un partito che si imbelletta di fatue parole d’ordine tanto macroscopiche quanto vaghe, interessi ben poco.

  • Suzukimaruti says:

    posturanismo: se parti con le teorie complottiste per cui i poteri forti boicottano le review congressuali, ovvio che scatta l’accusa di paranoia, contando che è un tentazione naturale per chiunque si dichiari comunista (e pure del Toro, ma è un altro discorso: non vi sto a dire le gioie quando le due cose coincidono) 😉

  • Matteo R says:

    Suz… nel frattempo noto che ti è ritornata una certa voglia di bloggare di politica… che era scemata dopo la botta elettorale….

  • Marco says:

    Posturanismo, ma cosa significa essere comunisti? Cioè, io non ho capito quale è la proposta di società di RC? Se RC ottenesse (dio ce ne scampi) il 51%, come funzionerebbe la società comunista che vuole creare (vedi preambolo del partito)? Perchè a quel punto dai NO dovrebbe passare ai SI a qualcosa. Solo che quel qualcosa non mi pare che a RC sia affatto chiaro.

  • Posturanismo says:

    Quoto Sara nonostante abbiamo appoggiato mozioni diverse, questo testimonia come in realtà Rifondazione non è affatto divisa!

  • sara says:

    Siccome io ero una che era a Chianciano e che ha sostenuto Vendola e non ho 100 anni, ma 29 mi chiedo: ma Di Pietro e il PD invece vivono la nostra epoca e costruiscono prospettiva futura? Appassionano? A me no, neppure lontanamente. Eppure credo che la nostra Democrazia si fonda sulla partecipazione e che questa non si esprime solo attraverso la critica ai partiti. Al momento sono quelli i luoghi della vita politica di questo paese, lo si voglia o no (visto che nessuno apre un dibattito sincero per proporre un’alternativa). Il dramma è che tutti questi contenitori, tutelati dalla Costituzione italiana, si son svuotati nel tempo e ci son rimasti fin troppi vegliardi che non costruiscono altra memoria collettiva se non quella utile a loro stessi.
    Il ruolo di Bertinotti è stato quello di ricucitore e il suo intervento è stato tutto mirato a questo.
    Per quanto sia mal messa Rifondazione in questi anni è stato l’unico partito italiano che ci ha provato a tener vivo il dibattito e a farsi portatore di certe idee, dall’antifascismo, al pacifismo, alla nonviolenza ai femminismi, solo per citarne alcuni.
    E’ tempo di abbandonare la cultura della delega e rendersi conto che la Democrazia funziona solo se viene agita. quotidianamente.

  • Posturanismo says:

    Suz, sei liberissimo di trovare antipatica anche una fetta biscottata con burro e marmellata di gelsi, ma hai bisogno di definire paranoici gli altri per poter rafforzare le tue idee? 😀

    Condivido appieno il post di Nishanga, in tutto. Davide, anch’io sono ancor più fiero del mio essere comunista e solo chi è cieco non può non incazzarsi per lo “stato di cose esistenti” creato da un sistema gestito dai soliti potentati. (non è slogan, ma REALTA’).

    Ad ogni modo, vi invito sul mio blog a parlare di Sinistra e a leggere il commento di chi al Congresso c’è stato per davvero: http://www.francescopietanza.com/2008/07/28/ferrero/

    Ovviamente Suz, l’invito è rivolto anche a te! sto trovando un certo piacere nel punzecchiarti. 😀

  • Suzukimaruti says:

    Davide: pure tu non riesci a non mettere la puntina sul disco dello slogan, vedo. Vabbè.
    E nemmeno quella sugli attacchi al PD, manco fossi un militante del suddetto. Ne sono stato un elettore, per il futuro vedremo.

    Nishanga: temendo che la mia antipatia pregressa verso Rifondazione mi avesse fatto vedere in negativo gli eventi congressuali, ho letto un po’ di opinioni in giro. Quando ho scoperto che a Mario Adinolfi (che considero politicamente credibile quanto Pippo Franco, pur avendo il secondo preso più voti di lui) il congresso è piaciuto, ho capito che ero nel giusto. 🙂

  • nishanga says:

    La discussione mi attira e, detestando i post kilometrici, spero in una sintesi chiara.
    Non ho mai militato in nessun partito, pur facendo politica attiva per oltre 40 anni, ma ho sempre seguito/partecipato con generosità, e in tanti luoghi diversi, a quello che in questi anni si andava svolgendo.
    Quindi ho seguito il congresso di RC su radioradicale.it, sacrificando ore di una rara giornata di sole (!!) berlinese per cercare di capire quello che stava succedendo, ma nella convinzione che questo congresso avesse più di una caratteristica dello scontro in atto e che il sacrificio mi sarebbe ritornato con la comprensione di qualche tassello in più; utile nell’impresa di riuscire a intendersi per poi trovare uno spazio comune e organizzarsi.
    Nel congresso ho apprezzato molte più cose di quante me ne sarei aspettate: nuova è stata la semplicità e la sincreticità del linguaggio, la priorità della ricerca di confronti rispettosamente democratici e, pure nuovo, il coraggio di mostrarsi disarmati senza la pretesa di avere in tasca soluzioni che, per altro, nessuno sembra avere.
    In tutto ciò, mi è piaciuto riconoscere una diffusa passione politica e un fondo di onestà che per ripartire mi sembrano già un buon viatico.
    Lo scontro è stato, com’è giusto che fosse, tosto, ma pur comprendendo circostanze e tensioni quello che proprio è risultato fastidioso sono stati i modi stonati e arroganti del famoso governatore!
    Tutti i miei auguri ai compagni di rifondazione perchè in un momento così difficile dove gli spazi vitali sono già così ridotti, sarebbe un danno se questo progetto non riuscisse a svilupparsi.
    Nishanga

  • Davide says:

    Ah, e a proposito, per il compagno che mi ringraziava per la mossa di resistenza… debbo dire, (inserisci-bestemmia-rafforzativa-perchè-noi-non-corteggiamo-casini)… che dopo il flop di dimensioni… CICLOPICHE, STORICHE, INCREDIBILI del partito democratico (stupidi noi a tentare di clonare l’operazione con la sinistra arcobaleno), che mi sento sempre più infastidito da queste tomelle democratiche, fatte da politichetti sempre più baciapile e confindustriali “ma anche” a favore dei precari.

    Divento ogni giorno più fiero di essere comunista, di testimoniare con le mie idee e con le mie azioni la Liberazione degli sfruttati, dei precari, dei lavoratori, di chi muore sotto le bombe, degli omosessuali, dei migranti. Ne sono fiero: esco a testa alta la mattina, e guardando questo schifo di nazione, questa orrenda globalizzazione, sono felice di poter dire: io sono contro. Lotto contro questa realtà, e per me lottare è come respirare.

    Quando la storia ci chiederà il conto di questa decadenza etica e sociale… io sarò stato dalla parte giusta.

  • Davide says:

    Sempre cosi. Ti piacerebbe, che si estinguesse alle europee, vero? Guarda che una cosa bella dei blog è che rimangono in rete, fra qualche mese ne parliamo.

    Vedremo sopratutto una prova di forza vera, alle europee, senza il vincolo del “voto utile” di una legge elettorale indecente… 1% 2% , ovvero meno di quello che si è preso alle ultime elezioni? Credo, invece, con una analisi politica SCONTATA, che con tutte le figuraccie inanellate dal PD e le ambiguità destroidi di Di Pietro, che riusciremo a tornare in sintonia con il nostro elettorato. Conta anche che alle europee vanno a votare tendenzialmente meno cittadini, quelli più informati e impegnati, e questo non premio i partiti rivista di plastica come PD e PDL.

    E, debbo dire, grazie a questa svolta storica, ottenuta in un congresso vero e sofferto (a quando il vostro, suzu 😉 ), ci siamo liberati di una certa spocchia intellettualistica avanguardistica – mai piaciuta ai movimenti e spaventosa per le classi popolari.

    In definitiva: non vi liberete mai di noi… quando l’ingiustizia è tale e tanta, un comunista nasce sempre – per citare Bertinotti.

  • Suzukimaruti says:

    Posturanismo: in effetti un po’ di sana paranoia andava aggiunta all’attuale irresistibile mix di Rifondazione. 🙂

    Il problema, semmai, è a monte. Se già Rifondazione era un concetto antistorico e anti-logico con la vecchia gestione, figuriamoci con quella nuova che, oltre a dare pessima mostra di sè durante il congresso, non fa che accentuare i tratti più psicotici del partito.

    E lo dico da persona che si è letta tutte le mozioni congressuali, tutti i resoconti di Liberazione, tutte le trascrizioni degli interventi principali, ecc.

    Ferrero non lo boicotta nessuno, anzi credo che una Rifondazione tutta retorica e moschetto sia funzionalissima alla destra al potere (che da sempre coccola Rifondazione sulle sue tv, soprattutto Bertinotti che, vanesio, non mancava un appuntamento su Mediaset).

    Mi chiedo anche quali prospettive politiche abbia un movimento simile. Varrà sì e no l’1-2% dei voti, non ha alleanze in vista e ha seri problemi ad elaborare programmi concreti.
    Per quanto ne so, si estinguerà definitivamente alle prossime europee, contando che con una nuova legge elettorale non dovrebbe avere più rappresentanza.

  • Suzukimaruti says:

    Massimiliano: esattamente dov’è il problema, che mi sfugge?

  • Massimiliano says:

    sono in moderazione per il commento di qualche giorno fa?
    guarda che scherzavo, io l’iphone lo avrei preso

  • Massimiliano says:

    Ben venga la fine di RifCom, detto da uno che li votava.

    Ben venisse anche la fine dell’ipocrisia, detto da uno che legge questa frase:

    magari con una laurea appesa nella cameretta in casa dei genitori, dove tuttora vivono

    ma ricorda questo tuo commento:

    http://yaccs.rateyourmusic.com/yaccs/commentsn?b=90000025327&e=6859885345#9448301

  • Fausto says:

    Suz. Peccato davvero leggere i tuoi commenti acido/rancorosi sull’unico partito che ha cercato, senza riuscirci (grazie a quei geni di Treu, Maroni, ecc.) d idifendere la situazione dei precari inclusi i più sfigati di tutti, ovvero i precari delle grande aziende tipo call center, aziende che hanno invece reclamato e ottenuto, senza che si levasse un solo voto contrario in commissione , l’abolizione anche della norma di reintegro degli stessi in caso di illegittimità del contratto a termine.
    Bei risultati e voti utili davvero quelli al PDL e al PD senza L ..

  • Posturanismo says:

    I congressi sono aperti agli iscritti proprio per evitare cammellaggi di tutti i tipi (e nonostante fosse stato svolto in questo modo, le cammellate ce ne sono state…eccome!!). Ad ogni modo, voglio darti un dato di riferimento che dovrebbe farti riflettere: tutta la stampa ed i tg si sono preoccupati solo delle parole di Vendola mentre nessuno di loro, tranne radioradicale.it e nessuno.tv hanno tramesso i video degli interventi pacati di Paolo Ferrero.
    Questo dovrebbe farti capire la stranezza di queste improvvise preferenze per Vendola (che fino a ieri era cattivo come noi) e quali poteri governano la nostra informazione e decidono cosa dobbiamo sapere e cosa invece non si deve sapere.
    Come mai questo boicottaggio verso Ferrero?
    Alla faccia della trasparenza dell’informazione!

  • Suzukimaruti says:

    Quindi ne deduco che la realtà congressuale è una cosa per i soli pochi intimi che hanno partecipato a tutte le fasi del congresso.
    Beh, è un problema di comunicazione di Rifondazione, non certo il mio.

    Quello che mi inquieta è proprio il “programma politico di riferimento”, anche perché al di là dell’irrilevanza numerica, mi chiedo come possa incidere sul reale un partito che per definizione non si candida a governare.

    E nota che non discuto nemmeno dell’appeal elettorale di Rifondazione, ora che è tutta “fenotipo comunista” e, fino a prova contraria, niente sostanza.

  • dario says:

    Ah, Suz, se t’incazzavi la metà di quanto te la sei presa con quello del Blackberry ritardato…

  • Luca says:

    Come al solito mi son fermato alla 18ma riga seppur apprezzi molto la tua scrittura e la tua arguzia.
    Quanto basta per esprimere il mio autorevole parere e cioè che seppur nel paradosso totale del loro essere presenti nella scena politica, sono sicuramente più seri del vostro PD, la cui leadership malgrado la legnata apocalittica che si è presa, continua imperterrita al proprio posto come se niente fosse.
    E poi i rifondaroli son meglio di quel selvatico di dipietro.
    Ciao.

  • Posturanismo says:

    A parte che di punti esclamativi ne vedo veramente pochi. Forse la vittoria di Ferrero ti provoca allucinazioni? (è un punto interrogativo).
    Ci credi che non considero Rifondazione sganciata dalla realtà? Anzi, forse un tempo quando votavo per i DS la vedevo così ma poi, grazie ad un cervello autonomo e pensante, ho pensato che Rifondazione invece rappresenta il partito più ancorato alla realtà (o meglio, lo è stato e lo sarà adesso dopo diverso tempo di assenza). E questo, al di là del veleno tout court da te sparato sulla croce rossa, ti dovrebbe far capire che certe dinamiche congressuali ti sono sfuggite proprio perchè non sei stato presente ai percorsi che ci sono stati prima di quel congresso. Non li puoi sapere per ovvie ragioni: erano dinamiche appartenenti ai consigli di circolo che tu ovviamente non potevi conoscere.
    La vittoria di Ferrero non è quella di un veterocomunista. Non è nemmeno una vittoria. Per noi compagni la vittoria è soltanto verso il sistema, non tra di noi. Vuoi negare che il sistema non sia marcio, corrotto, privo di qualsiasi riferimento e malato? Io non lo nego, molti compagni posseggono gli strumenti mentali per capire la realtà e affrontarla. Solo in una nazione dove le minoranze non sono schiacciate dalla maggioranza si può parlare di democrazia, di stato di diritto, di welfare sociale. Li trovi slogan? E il tuo post sulla vecchiaia di Rifondazione non sono slogan riformisti accompagnati dalle ragnatele? Basta con questa storia. E’ dal 1989 che ce lo state dicendo. Rifondazione non può e non deve fare la fine del Pd e non è certo il PRC a dover salvare il PD! Da Settembre si inizierà a lavorare sul serio. Quello che vi chiedo è la responsabilità di non usare pareri pregiudizievoli, di non fasciare la testa a nessuno perchè qui la testa nessuno se l’è rotta. Un Congresso faticoso è finito e dietro di esso c’era il fantasma di Occhetto che ha minacciato nuovamente la nostra comunità. Vendola purtroppo è irriconoscibile. Con Ferrero, c’è una forte speranza ma noi non ci appoggiamo ad un leader, ma ad un programma politico di riferimento.

  • Marco says:

    Però scusa, dare del craxiano a Bertinotti è fortemente ingiusto, ovviamente per Craxi. Il quale, pure ladro sarà stato, ma un paio di cose positive per il paese le ha fatte…

  • Suzukimaruti says:

    Senti, al di là dei tuoi tanti punti esclamativi, continuo a farti notare che al mio post sconsolato su Rifondazione rispondi con accuse al PD.

    Facciamo anche finta che siano vere. Il fatto è che mi sembrano assolutamente irrilevanti rispetto al tema della discussione.

    Che il PD sia più o meno una merda, cambia per caso il giudizio sull’inadeguatezza storica di Rifondazione, che è l’argomento di questo post e di questa discussione?

    Avessi scritto “Rifondazione è una merda, votate PD”, capirei. Ma ho scritto altro. Ti chiederei di essere all’altezza della discussione. E di lasciare stare Berlinguer, in nome del buon gusto.

  • Posturanismo says:

    Suz, senza clientelismi, banche, assicurazioni e lobbies varie, anche il PD sarebbe poca cosa (anche in termini di voti). Ma tant’è, è facile fare accordi in cambio di aiuti economici in campagna elettorale, sui media…sui giornali…
    Lasciate stare Rifondazione, è troppo per voi. Lo era già dalla spaccatura del PCI. Ora, Berlinguer sarebbe con Ferrero!

  • Suzukimaruti says:

    Mi sembra palese che in quel che resta di Rifondazione Comunista sono rimasti solo più gli hooligan (e neanche dei più brillanti), visto anche il livello e i contenuti dei commenti, che confermano pienamente il post pur non rendendosene conto.

    Continuo a ripeterlo, è per caso un post sul PD, questo?

    E un’eventuale bruttezza o addirittura intimo abominio del PD in che termini sminuisce o annulla i rilievi che ho fatto all’inadeguatezza storica di Rifondazione Comunista e alla sua cattiva politica (auto)distruttiva e narcisista?

    Cioè, se il principale argomento a difesa di quello spettacolo triste che è Rifondazione è “ma il PD puzza”, mi sa che siamo alle solite: totale incapacità non solo di analisi politica del presente, ma anche di semplice discussione politica.

  • Posturanismo says:

    Mah…mi colpisce come un piddino come Suz si diverta a guardare i Congressi di Rifondazione. La spocchia di definirli “folkloristici” a dispetto degli antidemocratici congressi del PD dove il neofintofrancescanesimo spalma miele sulla platea peggio di un patè di fegatini su crostini abbrustoliti. Resto perplesso dai commenti critici. Ma cosa pretendete da Rifondazione se siete SOCIALDEMOCRATICI?!?!?!? Rifondazione è COMUNISTA, non è socialdemocratica. E mi accorgo di quanto folklore ci sia nei vostri commenti dopo la vostra incapacità di imbarazzarvi verso questo PD salottiero e alla volemose bene con la mantide Silvio Berlusconi. Voi, che avete spalato sterco sulla sinistra arcobaleno con la sirena del voto utile (inutile) e che avete spaccato una forza importante del Paese per non dispiacere i Calearo, i Colaninno, le Binetti, i Bobba ecc…
    State lontano da Rifondazione. Non guardatela. Pensate piuttosto alla vostra incapacità ma sparare a zero su Ferrero senza conoscerne NULLA è pressochè presuntuoso oltre che ingeneroso. E caro Suz, mi fa piacere che tu perda la tua militanza sui congressi del PRC anzichè andare nella sede del tuo partito e vedere come fare opposizione a berlusconi. Vi attaccate al discorso della p.iva ma voi cosa pensate del precariato? e della legge 30? dei diritti civili? degli inceneritori? E dei Bassolino-Iervolino presenti nel vostro partito?

    E’ vero, duri e puri ma MAI INDAGATI.Magistratura comunista? è reale quanto la Sirenetta.

    Lasciateci fare la NOSTRA politica, e se scendete dagli scranni su cui avete spalmato le vostre noci di cocco, imparate un pò a fare opposizione che solo Dipietro (che è di destra) vi è rimasto.

    PS: per le confessioni Padre Casini a che ora riceve?

    Complimenti al Compagno Davide per la RESISTENZA! 😉

    Socialdemocratici, GO HOME.

  • Carlo says:

    Non credo si potesse dire meglio. E lo dico anche e soprattutto da finto libero professionista obbligato alla partita IVA.

  • Axell says:

    ci sono commenti più lunghi del post… ma siete mica matti??? 🙂

  • hobo says:

    Suzuki, io ho smesso di pensare di dovermi identificare politicamente con chi voto dopo il mio primo voto, e certo non ho ripreso a volerlo adesso. Però resta un fatto, ossia che oggi come elettore (ma la vita politica non si esaurisce nell’urna, sia ben chiaro) mi sento schiacciato fra l’antigovernismo paroliero rifondarolo et similia e la mancanza di prospettive politiche/strategiche/programmatiche del PD, che mi sembra incapace di lavorare per un futuro diverso. Prendiamo la questione immigrazione: ci sarà pure una via di mezzo (anzi, una via diversa) fra il dire “siamo tutti fratelli” e far finta che non ci siano conflitti e non fare nulla per favorire l’integrazione e assecondare le voglie di legge & ordine che vengono dal ventre molle della società (magari non prendendo le impronte ai bambini, ma costruendo strutture extra-legali come i CPT)? Magari studiare norme più chiare e veloci per l’ottenimento della cittadinanza, o per il rinnovo dei permessi di soggiorno, costruendo strutture decenti per i richiedenti asilo, etc. O sull’ambiente, davvero l’alternativa è fra il rifiuto degli impianti di incenerimento e la rimozione della questione della riduzione dei rifiuti prodotti? E così via, mille altri esempi sono possibili.
    Il fatto è che non tutte le scelte politiche sono facili e popolari, specialmente se ci si pone con una prospettiva di lungo periodo. E non tutta la politica può essere ridotta a un’alternativa fra sì e no (anzi, secondo me tutte le volte che ci si pone dentro una visione in bianco e nero la politica ha perso). Le soluzioni reali non possono essere trovate solo per i bisogni di oggi, ma per quello che si può bisognerebbe cercare di anticipare i bisogni di domani (di nuovo sulle questioni ambientali, senza uno sguardo ai tempi lunghi perché mai dovremmo preoccuparci del consumo eccessivo dei combustibili fossili? Solo per il prezzo della benzina?).

    Dunque, per tornare al tema del post, non sono affatto contento che Rifondazione si sia avvitata in una deriva identitaria e chiusa all’esterno, allo stesso modo in cui non sono contento dell’ipergovernismo concentrato sull’oggi del PD. Diciamo che auspicherei un PD più socialdemocratico (non nel senso di Longo e Vizzini…) e una sinistra più radicale e realista – forse in questo caso è sbagliata la forma partito, chissà. La mia impressione è che se non si creano queste due condizioni (entrambe) il berlusconismo sopravviverà a Berlusconi – noi speriamo che ce la caviamo.

  • Matteo R says:

    Grande Suz, la tua spietatezza marziale è catartica. Prima che buona analisi politica la tua è bella prosa.

  • Suzukimaruti says:

    concordo con mantopelo (che peraltro concorda con me e così ce la suoniamo e cantiamo a vicenda): c’è in giro un clamoroso puzzo di frittura d’aria.

    Mi spiego. Ragiono sui contenuti di Rifondazione Comunista e ciò che ottengo in cambio sono slogan completamente privi di significato reale o attacchi al PD.

    Potrei dedurne una cosa perfida ma forse veritiera e cioè che la militanza in Rifondazione si definisce attraverso questi due parametri: non essere del PD e farsi abbindolare dagli slogan identitari, per quanto apocrifi (ora più che mai, avendo Rifondazione un segretario totalmente estraneo al PCI e alla sua storia).

    Mi è difficile rispondere a Davide, non per carenza d’argomenti da parte mia, ma perché credo che le forme di ciò che scrive dicano molto di più dei contenuti. E’ tutto un profluvio di “duri”, “a pugno chiuso”, “incazzati”, “contro ogni forma di sfruttamento…”. Tutte espressioni da corteo, da slogan. Roba che conosco bene.

    E dietro il nulla, giacché oltre ad una generica manifestazione contro “il precariato” attendiamo ancora una proposta concreta e credibili da parte di Rifondazione Comunista sulla questione precari con la partita IVA.
    Anzi, forse attendiamo che Rifondazione capisca che i nuovi “operai” sono proprio loro.

    Ecco lo sganciamento dalla realtà, la mancanza di lucidità, la visione “ginnica” della politica che rende Rifondazione, fin da quando esiste, una sorta di MSI coi colori rossi, ora perfino nel modo di gestire i congressi.

    Rispondo anchea Hobo. Capisco il tuo disorientamento, che è pure il mio. Bisognerebbe interrogarsi su cosa significa “sinistra” in Italia e su che risposte un’eventuale sinistra dovrebbe dare ai problemi del paese (ad esempio, che vogliamo fare sull’immigrazione? giuro che non so cosa rispondere).

    Ma per quanto mi riguarda la certezza è una sola: mai più cespugli a sinistra del PD, che non hanno cultura di governo, sono sfascisti, immaturi, viziati da personalismi e con un elettorato fondamentalmente (mi spiace dirlo) stupido e narcisista.

    Ovvio, quel 3-4% che rappresentano a modo suo fa comodo elettoralmente, ma rende impossibile governare. Se bisogna riscrivere la parola “sinistra” in Italia, si può fare benissimo senza quei cascami antimoderni, antimercato e – nel caso di Rifondazione – “anticapitalisti”.

    Quindi mi interessa poco vincere o perdere le elezioni localmente. Per quanto mi riguarda la nuova identità di sinistra deve vincere la sfida sul campo della modernità e non sui soli numeri.
    Altrimenti finisce come nel 2006: un governo ostaggio dell’ultimo stronzo che Rifondazione ha fatto eleggere.

    Sinceramente dopo certe figure agghiaccianti, dopo i ministri che manifestano contro il loro stesso governo e dopo il cumulo di rifiuti in Campania voluto dalla politica dissennata di chi non vuole i termovalorizzatori e le discariche, gli estremisti conservatori di Rifondazione e dei partitini arcobaleno sono un’anomalia storica, una bruttura che è giusto che il tempo cancelli.

    E fa un po’ ridere che qualcuno (giusto i diretti interessati, a dire il vero) pensi che quel 3% degli arcobaleno sia l’unico depositario di lotte, valori, temi che in verità sono presenti nella sinistra tutta e affrontati con molta più serietà.

    Se muoiono Rifondazione, i Verdi, ecc. non muore “la sinistra”, anche perché sono forze da sempre estranee alla sinistra storica in Italia, che è erede del PCI e del PSI migliori. Paradossalmente sono (state) più affini a certo extraparlamentarismo anticapitalista e fricchettone che alla sinistra di governo. Non vogliono e non possono farcela: è (era! :-)) più forte di loro.

    Di fatto muoiono partitini politicamente e numericamente insignificanti, portatori di una brutta politica antimoderna e antimercato, che non fa onore nemmeno all’estremismo politico (che rispetto tantissimo) e in certi casi mette pure tanta tristezza estetica e umana.

    Quello di cui dovremmo renderci conto è che non c’è modo di fare argine a questa destra proponendo riedizioni più o meno efficaci di schemi rivelatisi perdenti in passato.

    Bisogna ri-inventare, andare oltre agli schemi. E francamente se in Italia esiste ancora un 3% di folli scriteriati che vota per Rifondazione, i Comunisti Italiani e i Verdi, chi se ne frega.
    Il problema non è dove prendere i voti, ma *cosa proporre* per fare bene all’Italia.

    La sinistra in Italia ha un problema politico, non matematico.
    E’ mera illusione sperare che un giorno questo paese diventi “di sinistra”. L’unica è fare sì che le proposte della sinistra siano così irresistibilmente buone da farsi votare dalle persone di buon senso in modo non ideologico e non identitario.

    Ma per farlo, cazzarola, bisogna iniziare a ragionare su queste proposte. E lo si può fare solo senza i partitelli vanitosi del “no a tutto”. Perché è palese, credo, che la giustizia sociale non può esserci senza sviluppo. E i partiti che pretendono la prima senza lavorare per il secondo sono mostruosamente fuori dal tempo.

    Insomma, il futuro della sinistra è rispondere ad esigenze reali con soluzioni reali e moderne, competitive con il qualunquismo caudillista della destra nostrana.

    Rifondazione Comunista, da sempre, risponde solo ad esigenze personali di autorappresentazione dei suoi elettori.
    E a parte aver fatto cadere (una volta volontariamente, un’altra per aver candidato gente inaffidabile) gli unici due governi di centrosinistra della storia italiana, non si segnalano suoi atti politici rilevanti.

    Può sembrare curioso, ma il fatto che sparisca è totalmente irrilevante perfino per le categorie (quelle sbagliate, peraltro) che dice di voler difendere.

  • pier says:

    quali sono stati I riflessi nel mondo reale di tutto l’ impegno e l’elaborazione politica di PRC? Manifestazioni, slogan, salamelle e poi? Hanno fatto cadere per puro bisogno di visibilità il primo governo di sinistra della storia della repubblica, e già questo basterebbe… Progetti e proposte che non siano “no alla precarietà” O per tutelare i nuovi lavoratori a partita iva? Il nulla, non solo perché non Rifondazione non è MAI stata in grado di interpretare il mondo, ma perché a Bertinotti e compagnia non è mai importato un fico secco di questa nuova classe sfruttata. Rifo è stata sempre l’opposizione che un qualsiasi partito conservatore e incompetente come quelli che abbiamo in italia si augura! Urlano, strepitano, manifestano ma non concludono mai una beata fava. Anzi si accontentano di qualche finanziamento alle loro testate e un poco di spazio in televisione, come platinette da Costanzo.

  • mantopelo says:

    mi impressiona constatare come quel paio di trollari forcaioli similfasci (nel senso che essi pensano di sè di esser tali, sostanzialmente ignorando cosa sia la realtà) che infestano ciclicamente il blog di SUZ, bene, proprio loro non si siano fatti vivi stavolta.
    mi viene da pensare che questo post ed i relativi commenti siano una foto della realtà sociale odierna: “la sinistra” a titolo vario discute e si discute addosso, il mondo va avanti peraltro leggermente a puttane e “gli altri” nel frattempo adeguano senza contrasto le cose alle loro esigenze personali, vedi leggi, normative e quant’altro di questi ultimi mesi, senza nemmeno l’interlocuzione di un’opposizione degna almeno di questo nome.
    sono addolorato sinceramente di questa cosa, soprattutto perchè esattamente come SUZ anche io mi porto dietro e dentro una storia personale e famigliare di sinistra e non so….non mi ci ritrovo più. quante chiacchiere vuote in risposta a parole (quelle di Suz) completamente da condividere…

  • hobo says:

    E dopo il diluvio? Dopo che Rifondazione sarà sparita, dopo che il PD si attesterà sul 30% (o c’è qualcuno che crede veramente che quel partito, così com’è, con quel personale politico e quella capacità di intercettare le masse possa diventare partito di maggioranza, da qui a cinque anni?), dopo che non ci sarà altro che un pulviscolo di partitelli insignificanti, che si fa? Un bel centro-sinistra con Cuffaro? O col redivivo Mastella? O si spera che l’Italia dei Valori diventi qualcosa di più decente di quel che è e che raccolga voti sufficienti?

    Va bene, danziamo sulle rovine fumanti di Rifondazione, ma poi?

    Se i miti che guidano il PD sono l’innovazione e la governabilità (il governo per il governo, spesso/quasi sempre, ma questo è un mio giudizio di parte) allora bisognerebbe trarne le conseguenze. Nel primo caso bisognerebbe immaginare una società futura almeno in parte diversa da quella attuale (un po’ più equa, un po’ meno inquinata, un po’ meno disgregata), e su questo costruire i propri programmi – non sull’inseguimento delle parole d’ordine della destra e delle paure di pancia degli italiani. Nel secondo caso mi sembra che ridere e gioire della dissoluzione della principale forza a sinistra del PD sia un po’ da coglioni (scusa il berlusconismo). Senza i tanto vituperati rifondaroli la situazione in gran parte delle amministrazioni locali diventerebbe come quella nazionale; per parlare delle zone dove abito la Regione (Piemonte) andrebbe ai vari Ghiglia e Rosso senza quasi bisogno delle urne, quasi tutte le province e i capoluoghi delle medesime sarebbero del centro-destra (forse si salverebbe solo Cuneo città, ma tanto lì sono democristiani comunque, cambia nulla) e anche Torino sarebbe a fortissimo rischio. Se la governabilità è un valore allora il futuro della sinistra-che-non-è-PD dovrebbe stare a cuore a chi, come te, in quel valore crede. Sperare nell’autosufficienza del PD e soprattutto nel suo saper rappresentare la sinistra mi sembra una pia illusione. Visto dall’esterno a me sembra che il PD sia molto più Rutelli che Zingaretti, e francamente non credo riuscirò più a votare per un partito del genere (e se l’alternativa è fra i fini-strateghi-che-è-dieci-anni-che-sbagliano-tutto-imitano-le-parole-della-destra-e-perdono-pure-le-elezioni, quel forcaiolo demagogo di Di Pietro, i nostalgici della mummia di Lenin, credo che sarà difficile scegliere).

    Ah, questa storia che chi ha la partita iva sono i nuovi proletari e che i dipendenti son residuati bellici non mi convince per nulla. A parte lo snobbismo di segno opposto rispetto a quello dei rifondaroli, mi sembra una di quelle cose che mette tutto in un calderone senza far distinzioni. La partita iva ce l’hanno gli immigrati sfruttati, i giovani italiani di belle speranze sfruttati e sotto-pagati, e i peggio padroncini, industrialotti, speculatori. Anzi, magari trovare forme contrattuali diverse potrebbe non essere male. Poi non so, ma io in quanto precario non riesco a vedere capacità né analitica né tantomeno politico/strategica in nessun pezzo della rappresentanza politica attuale, non in Rifondazione ma ancor meno nel PD (qual’è il futuro che disegnano questi due partiti? Di Rifondazione lo so, e lo trovo per gran parte sganciato dal reale, del PD proprio non riesco a vederlo, anche con buone lenti, forse perché la loro analisi è così ancorata al contingente da confondersi con esso).

    Scusa lo sproloquio, ma alla fine c’è che il tuo discorso mi è sembrato un po’ troppo da militante e un po’ poco lucido

  • effemmeffe says:

    Metto a cuocere i popcorn mentre aspetto la replica di Suz a Davide…

  • Davide says:

    😀
    militare nel pd è un po’ come:
    correre da fermo
    bere la sabbia
    gestire una bottiglia d’acqua
    discutere con un criceto
    trombare un sasso

    ovvero.. una frase le cui parole, prese separatamente, hanno un senso: ma se le metti assieme, non vogliono dire nulla. Militare in un partito comunista: vedi, suona molto meglio. Ha più senso, no? 😉

    Rifo fa quel che può fare un piccolo partito, con toni forti e accesi, tenendo viva l’attenzione su alcuni temi -a mio giudizio fondamentali- che altrimenti nessuno porterebbe avanti: la pace, i diritti civili e la laicità, i diritti sociali del lavoro.
    Anche io ho partita IVA: la precarietà è da combattere sempre, qualche che sia la forma in cui si manifesta. Rifondazione, per tua informazione propone il reddito di cittadinanza proprio per non “discriminare” le forme della precarietà.

    E ora, dato che sei un po’ sotuttoio, fammi questo favore: scegli fra questi il partito che ha lanciato e portato avanti la questione della precarietà in italia, che ha incominciato a dire che non vi è differenza fra flessibilità e precarietà, e che questa distinzione era un giochetto modello due tempi per prendere in giro i lavoratori:

    DS-Margherita-PD (beep: risposta sbagliata, pacchetto treu)
    Forza Italia-PDL (beep: risposta sbagliata, legge 30)
    Rifondazione Comunista (bip, manifestazione da 200.000 persone contro la precarietà il 4 novembre 06, sempre e comunque a pugno chiuso contro ogni forma di sfruttamento del lavoro)

    Capisco la verve del “pas d’ennemi à gauche”, ma… sul tema della precarietà non ci cogli impreparati 😉

  • Suzukimaruti says:

    Davide: forse un giorno capirai che il partito in cui finora hai perso tempo non solo non si è mai ribellato, ma non ha fatto NULLA in favore delle cause che dice di difendere.
    E di fatto, oltre ad una proclamata ribellione, all’atto pratico cosa propone? Di tornare agli operai.
    E i precari, quelli veri, continuano ad essere dei nemici. Gente che ha l’odiata partita IVA.

    Tutto il resto, perdonami, sono slogan patetici di chi non sa nemmeno da lontano cosa sia la militanza politica seria.
    E lo dico da militante da quando ho 14 anni.

  • Davide says:

    Sganciato dalla realtà, precario? E’ più semplice: io questa realtà non la accetto. Non la voglio. La odio.
    Per questo la cambieremo, per questo immagino un altro mondo.

    La differenza fra me e te? Io sono un precario, e ho la potenza di immaginare una società in cui la precarietà sia bandità.
    Tu sei precario, e vuoi cambiare lavoro.

    😀

  • pier says:

    Erano veramente 10 anni, dall’inculata di Bertinotti a Prodi I IL MIGLIOR GOVERNO CHE QUESTO PAESE ABBIA MAI AVUTO, che aspettavo questo momento. se allora Bertinotti & compagnia avessero agito pensando al paese e non alla loro cadrega oggi l’Italia sarebbe un paese diverso, e Berlusconi e il Berlusconismo sarebbero solo un lontano ricordo del milennio passato.

  • C.v.d.:
    Davide. “E la cosa più bella è che non ce ne andremo, come tu speri: rimarremo qui a rompervi i coglioni, fino all’arrivo del mondo nuovo, fino all’alba.”
    Suz. “Il fatto è che nel 2008 dobbiamo riconoscere che gli slogan non valgono più niente. Non si costruisce nulla con il crudo e solitario appello alle emozioni, peraltro un appello improprio ad una storia altrui.”
    Davide. “Noi militanti di Rifondazione, la votiamo e la gestiamo per un motivo che chi è come te non potrà mai capire.
    E’ la rabbia verso il sistema, l’odio verso le ingiustizie, l’incapacità di rassegnarsi a essere schiavi.”

    Suz. Insomma, giuro che ogni volta provo a prendere sul serio Rifondazione Comunista e le sue parole e ogni volta resto sconvolto dal totale sganciamento dalla realtà che si evidenzia nei suoi documenti congressuali e nei discorsi dei delegati.
    Davide. “E’ vero, il livello culturale e sociale del nostro paese diventa sempre più basso, e quindi noi siamo sempre meno – è logico.
    Ma anche per questo siamo sempre più ribelli, sempre più incazzati, sempre più radicali.”

    Suz. “D’altronde come reagire di fronte al fatto che una delle mozioni congressuali si pone come obiettivo (cito testualmente) “la realizzazione della società comunista” in Italia
    […]Certo, dall’ex segretario storico del partito ci si aspettano grandi cose: una linea unitaria, una prospettiva matura e serena sul futuro, idee brillanti, innovative, svecchianti.”
    .
    E per inciso, Suz, l’unico precario ufficiale qui sono io 😛
    Comunque sto resistendo sulla partita iva, quasi quasi mollo e vado a fare altro, ora vediamo. Tanto cos’ho da perdere?
    Sono abituato a vivere in una condizione da roulette russa; e ora con la nuova poposta riderò tanto nel vedere la faccia di tutti i pagliacci della mia età o giù di li quando, si metteranno a cercare il primo lavoro, senza averne mai fatto uno in 24 anni.

  • Davide says:

    Noi militanti di Rifondazione, la votiamo e la gestiamo per un motivo che chi è come te non potrà mai capire.
    E’ la rabbia verso il sistema, l’odio verso le ingiustizie, l’incapacità di rassegnarsi a essere schiavi.

    Ribellarsi alla guerra, a chi sfrutta il nostro lavoro (che esso sia precario o indeterminato, manuale o cognitivo), a chi ci priva dei nostri diritti civili.

    E’ vero, il livello culturale e sociale del nostro paese diventa sempre più basso, e quindi noi siamo sempre meno – è logico.
    Ma anche per questo siamo sempre più ribelli, sempre più incazzati, sempre più radicali.

    E la cosa più bella è che non ce ne andremo, come tu speri: rimarremo qui a rompervi i coglioni, fino all’arrivo del mondo nuovo, fino all’alba.

  • #6 says:

    Il 6-8 % lo prendeva(no) finche sono stati nel CSx.
    Appena fuori, il loro “vero” elettorato, cioè che li sceglie per programma o ideologia, si è contato per quel che è: quattro gatti.

  • Francesco says:

    Se Rifondazione sparisce è un bene per tutti. Io vedo in Università che danni ha fatto un certo tipo di mentalità dei sinistra. Quella di rifondazione non è lotta di classe, è lotta per mantenere i privilegi. Sembra un’invettiva senza cervello, ma leggete Bourdieau per credere.

  • elena says:

    Non ho seguito il congresso, diciamo che la tua è la prima cronaca, impressionante, che leggo.
    Rispetto a Ferrero, lo ricordo bene per aver cambiato il sistema di finanziamento agli enti locali per le tematiche sull’immigrazione. Infatti con Ferrero non si sono più dati i soldi agli enti locali per sviluppare i propri progetti (che non sono loro che hanno a che fare con il sostegno all’integrazione e quelle robe li, no no), ma ha emesso un grande bando nazionale. Poi non saprei dire cosa è stato finanziato.
    Io a dire il vero non sono tra quelli che auspicava la morte di rifondazione, sono tutt’ora convinta che qualcosa a sinistra del PD ci possa essere, di certo non è il partito che dice le cose che hai riportato, perchè è fuori da questo tempo.
    E non è solo per gli operai, non è solo per gli avi. E’ per tanti piccoli motivi che potevano essere letti in positivo fino a quando la gente stava sostanzialmente bene, ma quando c’è la crisi nessuno può prendersi il lusso di non saper leggere la realtà.

  • regulus21 says:

    Miiii, come sei caustico! Ma ci sei andato in ferie o ci devi ancora andare? 🙂 🙂 🙂

  • Raffaele says:

    Ferrero rappresenta in pieno la gente di rifondazione comunista ovvero tutto e niente. è riuscito a rompere i coglioni a tutti i ministri nei suoi due anni di governo senza mai fare nulla di sua competenza, lo ricordo ancora in valle a parlare di tav. senza essere il ministro delegato. forse è la volta buona che rifondazione scompare!

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