Rifondazione ultimo atto: un dramma in costume con venature di fantascienza

July 27th, 2008 § 99 comments

Seguo sempre con estrema attenzione tutti i congressi di Rifondazione Comunista. Dico sul serio: mi sorbisco ogni giorno tutte le pagine congressuali di Liberazione (che grazie al cielo ti fa scaricare ogni pagina in Pdf) e mi godo il cosiddetto dibattito interno nella mitica pagina delle lettere dell’organo ufficiale del partito di Bertinotti, Vendola, Ferrero, chicchessia.

Il motivo per cui mi sottopongo ad un simile suppostone di gergo comunistese concentrato non è frutto di sola propensione all’autolesionismo, ma anzi risponde ad una sana esigenza di intrattenimento paracinematografico.
Sì, perché vivo i congressi di Rifondazione come drammi in costume, peraltro quelli un po’ cheap in cui la ricostruizione storica lascia un po’ a desiderare, mitizzando le epoche: personaggi,parole, riti, gesti, completamente sganciati dalla realtà attuale e proiettati ad emulare un passato che non solo non ritorna, ma che come Baffone non si è presentato già la prima volta.

Insomma, giuro che ogni volta provo a prendere sul serio Rifondazione Comunista e le sue parole e ogni volta resto sconvolto dal totale sganciamento dalla realtà che si evidenzia nei suoi documenti congressuali e nei discorsi dei delegati.

D’altronde come reagire di fronte al fatto che una delle mozioni congressuali si pone come obiettivo (cito testualmente) “la realizzazione della società comunista” in Italia? Sì, ovvio, viene a tutti naturale un sano istinto di tenerezza.
Ma il problema è che non si tratta di una frangia minoritaria di ibernati nei sotterranei delle Frattocchie nel 1947 e scongelatisi 10 minuti fa: quello che ho citato è il documento congressuale e programmatico di una delle mozioni che, verosimilmente, farà parte della maggioranza congressuale di Rifondazione ed eleggerà (contestatissimo) segretario l’ex ministro Ferrero. Sì, proprio quel Ferrero che durante la sua attività di governo si è luminosamente distinto per… per… ehm… Cavoli non mi viene in mente niente.

Uno ci prova anche, visti i suoi trascorsi adolescenziali nella sinistra marginale, a prendere sul serio Rifondazione Comunista. E scopre che l’intervento più applaudito – l’unico in grado di unificare la platea congressuale, che prima e dopo si è gioiosamente presa a male parole, canzonacce e fischi come un qualsiasi congresso missino negli anni Ottanta – è quello del “semplice delegato” Bertinotti, che da ex presidente della Camera è tornato a fare l’autoproclamato “padre nobile”.

Certo, dall’ex segretario storico del partito ci si aspettano grandi cose: una linea unitaria, una prospettiva matura e serena sul futuro, idee brillanti, innovative, svecchianti.
La realtà è che i 7 minuti di standing ovation tributati dalla platea congressuale al prode Fausto sono dovuti in sostanza a due affermazioni che è sano riportare.

La prima è “ripartiamo dagli operai”, seguita da un “facciamo un grande sciopero generale”.
Ecco, lungi da me il trascurare la condizione operaia e la vita di quei pochi operai che rimangono in questo paese, ma credo che anche i muri più scrostati sappiano che i nuovi operai, i nuovi sfruttati, i nuovi non garantiti sono quei poveracci dai vent’anni in su che – magari con una laurea appesa nella cameretta in casa dei genitori, dove tuttora vivono – prendono la partita IVA e lavorano come dipendenti (ma senza le loro garanzie, senza gli straordinari riconosciuti, con solo 11 mensilità pagate ogni anno, ecc.) per imprese grandi, piccole e medie.
E quelli con la partita IVA, si sa, non possono de facto scioperare.

Insomma, dalle parti di Rifondazione si guarda, come al solito, ai soliti vecchi interlocutori. Cioè i pochissimi (sempre meno!) lavoratori salariati dipendenti delle grandi aziende e del settore pubblico. Gente che, peraltro, appena può vota Lega Nord (pur avendo la tessera della CGIL in tasca).
Difficile spiegare ad un rifondatore che lo scenario è lievemente cambiato negli ultimi anni e che quelli che loro chiamano “evasori fiscali” e “piccoli imprenditori vampiri” al 90% sono ventenni sfruttati, non garantiti, senza mutua, senza contratto e *costretti* a prendere la partita IVA pur di sbarcare il lunario.
E meno male che l’identità di sinistra si riconosce nell’ “interpretare il reale”!

Però io un’idea ce l’avrei: trasferire in massa Rifondazione Comunista in Cina o in India (militanti inclusi). Lì è pieno di operai e lì si concentra la maggior parte della produzione operaia e manifatturiera del pianeta. Sarebbe una liberazione (altra parola chiave del congresso dei rifondatori) e ci sarebbe pure molto lavoro da fare. Peccato che, per quanto riguarda la Cina, dalle parti di Rifondazione tifino per la parte sbagliata.

Le seconda frase trascina-applausi del subcomandante Fausto è “ritorniamo alla politica dei nostri avi”. Ecco, da persona che è “nata” nella cultura della sinistra posso anche capire questo appello. Peccato lo pronunci una persona che, prima di diventare segretario di Rifondazione Comunista, ha avuto in tasca solo una tessera: quella del PSI, per di più all’epoca in cui in quel partito spadroneggiava Craxi.
E poi, francamente, la storia del PCI non ha nulla a che vedere con Rifondazione Comunista, che è un partito settario e minoritario con evidenti e radicati flirt extraparlamentari (andati a buon fine: ora sono fuori dal parlamento) e più o meno riusciti tentativi di egemonizzare il movimentismo dell’extrasinistra.
Agnoletto e Caruso (e quelli come loro, maggioritari in Rifondazione, da oggi) non posso annoverare nella loro storia il PCI (nel bene e nel male).

Quindi io non so a che avi si appelli Bertinotti. Di certo non al PCI. E anche lo facesse – appropriandosi di qualcosa che non appartiene alla sua storia di craxiano e alla storia del suo partito – finirebbe per non produrre nulla.
Mi spiace dirlo, perché è parte della mia storia umana e politica, ma il PCI è quel partito che è stato 50 anni all’opposizione, che non ha sviluppato una cultura di mercato, che si è sempre distinto per antimodernismo, moralismo, scarsa propensione all’innovazione in ogni campo.

Esattamente a che cosa si vuole appellare Bertinotti? Cosa vuole fare? Cinquant’anni di opposizione? Visto come si è comportato le due volte che il centrosinistra è stato dolorosamente e brevemente al governo, direi che le premesse ci sono tutte.

Il fatto è che nel 2008 dobbiamo riconoscere che gli slogan non valgono più niente. Non si costruisce nulla con il crudo e solitario appello alle emozioni, peraltro un appello improprio ad una storia altrui.

E soprattutto non si costruisce nulla senza idee chiare. L’appello ai valori, il voto “alla memoria”, ecc. sono cose che producono uno zerovirgola di voti e la mazzata esiziale di aprile credo lo abbia dimostrato.
Cosa vuole Rifondazione Comunista? Fare l’opposizione per sempre? Vuole governare? E se vuole governare, con chi vuole farlo, visto che non conta nulla? E se poi disgraziatamente governasse, come governerebbe visto che non ha uno straccio di prospettiva o anche solo di visione sul presente?

Io, fossi un precario, mi incazzerei come una iena con l’orrendo spettacolo decadente che Rifondazione Comunista sta dando in questi giorni. Il Governo precarizza ancora di più il lavoro senza alcuna garanzia, senza alcun ammortizzatore sociale e questi stanno lì a Chianciano a blaterare di “partito degli operai”, quando la preoccupazione numero uno sarebbe quella di preoccuparsi del “partito dei consulenti da 1.000 euro lordi al mese”, che guadagna meno dell’operaio medio e non ha una singola garanzia.

Mi va anche bene che ci siano dei partitini estremisti e folkloristici, ma li vorrei seri, allineati al presente, capaci di proporre – – magari accompagnate da soluzioni bislacche – analisi ragionevoli e lucide dell’attuale stato di cose.

Mi consola il fatto che nei paesi più civili del nostro, cioè ovunque, i partitini trotskisti, le formazioni minoritarie assurde e il folklore politico di ogni colore contano pochissimo e sono meno che marginali sullo scenario elettorale.
Ma questo che vediamo – finalmente – morire oggi è un partito che fino a qualche tempo fa prendeva il 6-8% dei voti validi, pur non avendo un benché minimo programma di governo che non fosse la ridistribuzione del reddito.

Se c’è uno scenario politico da guardare in prospettiva – perché la misura di Rifondazione e della piccola umanità che la abita ancora prima della definitiva estinzione è irrisoria rispetto alla portata degli eventi importanti – è la sparizione dallo scenario politico dei partiti che pensavano che i problemi italiani si potessero risolvere solo con una diversa distribuzione della ricchezza presente.

Quello che l’elettorato di sinistra tutto (non solo quello che votava per gli estremisti arcobaleno) dovrebbe capire è che i modelli che propongono diverse modalità di spalmare la poca Nutella su una fetta di pane sempre più grande sono totalmente inadeguati.
La giustizia sociale non si ottiene se non si riflette anche sul *modo* in cui la ricchezza si produce e se non si aumenta la dimensione di quest’ultima.
Insomma, o un certo pezzo di sinsitra pauperista si mette a produrre ottiche di sviluppo, o la sola mentalità ridistributrice è destinata al fallimento totale e all’inadeguatezza. E gli elettori se ne sono accorti.

E’ quindi con somma gioia e un po’ di sano sentimento di vendetta per il 1998 che vedo Rifondazione Comunista svanire nel nulla, presa nella sua inadeguatezza, nelle sue contraddizioni, nei suoi estremismi e nella sua totale a-storicità.
Se sparisce un partito simile è un bene per tutti:

– per la politica, che perde un protagonista irrazionale e da sempre funzionale alla destra berlusconiana

– per la sinistra, che perde un concentratore di voti incapace di esprimere una cultura di governo e responsabile, insieme ai Verdi e ai Comunisti Italiani, di alcune delle più grandi figure di merda della sinistra italiana

– per l’elettorato, che finalmente avrà l’occasione di farsi furbo e, per quanto riguarda la sinistra, maturare, crescere e capire che lo scimmiottamento apocrifo di vecchi riti di un partito perdente e antimoderno non è il futuro e non è nemmeno il presente.

Ha ragione, alla fine, proprio Bertinotti. Rifondazione deve fare come i suoi (i nostri) avi: giunta la sua ora, deve morire.

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§ 99 Responses to Rifondazione ultimo atto: un dramma in costume con venature di fantascienza"

  • Rifondazione Comunista sarebbe “finita male” perché si è opposta al bombardamento di Belgrado (perché “pluto-giudaico”? boh, tanto per parlare a vanvera come al solito naturalmente…) e perché ha partecipato alla mobilitazione contro la base USA di Vicenza, una base che nessuno vuole?

    C’è proprio gente che si atteggia ad esperto senza sapere neanche vagamente di cosa parla.

    Tra l’altro sarebbe curioso capire perché se i russi bombardano Gori “per difendere l’indipendenza dell’Ossezia” sono dei criminali di guerra che attentano all’integrità territoriale georgiana, mentre se l’Occidente bombarda Belgrado per staccare il Kossovo dalla Serbia e farne un suo protettorato (come noi denunciavamo all’epoca, mentre tutti gli ipocriti guerrafondai dicevano che assolutamente nessuno voleva frazionare ulteriormente la Jugoslavia), fa bene e chi si oppone è “ucronico”.

  • Bruno says:

    Scusa, ma la tua affermazione circa il passato politico di Bertinotti è semplicemente falsa.
    Come rivela un semplice consulto di wikipedia, Bertinotti è uscito dal PSI nel 1964 (ben prima dell’epoca in cui “spadroneggiava Craxi”) per entrare nel PSIUP e poi nel PCI. Non sono certo un simpatizzante di Fausto, ma verificare le proprie informazioni non è mai una cattiva idea.

  • Claudio says:

    Il vero problema di rifondazione comunista è stata la scissione che ha portato alla perdita di quelle componenti, che hanno poi dato vita all’ancora più moderno ed attuale partito dei comunisti italiani.

    Partito che annoverava tra le sue fila veri e propri astri dell’intellighenzia politica italiana.

    Come non ricordare, durante il bombardamento Nato di Belgrado, l’arrivo del compagno Cossutta, teso a portare solidarietà al boia Milosevic, vittima del complotto pluto-giudaico orchestrato dagli Usa?

    Che dire poi della fiera lotta del partito della rifondazione comunista contro l’ampliamento della base nato di Vicenza?

    Forse sono state anche posizioni come queste, un misto di ucronia ed antiamericanismo pret-a-porter ad avere sancito il triste e rapido oblio del partito di cui sopra.

  • “forse mi spiego male.”

    E’ l’unica cosa su cui sono d’accordo.

    “un partito che dice di fondarsi sulla questione operaia è innegabilmente antiquato e sicuramente gioca in difesa, senza ragionare sul futuro”

    E perché? Il bello è che invece dopo le elezioni tutti hanno detto che Rifondazione perdeva perché non aveva più il contatto con gli operai.
    Comunque è interessante, prima parli di “pochi operai”, poi quando ti dimostro che non sono affatto pochi dici che vabbe’, non importa, saranno anche tantissimi ma non contano niente comunque. E perché non contano niente? Chi lo sa, forse perché ti stanno antipatici.

    “ho seguito il congresso in modo serio, leggendo ogni singola riga utile, dai documenti delle mozioni ai transcript degli interventi”

    Non basta leggere per capire. Devi anche pensare.

    “mi chiedo come possa un sano di mente appartenere ad una corrente trotzkista nel 2008”

    Ecco, questa sì che è un’altra analisi molto approfondita: siamo tutti pazzi!

    “Se non è l’ultimo atto, questo, di un brutto partito inconcludente e vanitoso, che nella sua storia politica non ha conseguito nessun obiettivo costruttivo, non so cosa possa essere.”

    Impressionismo. E’ l’ultimo atto perché non ti piace. Mah. I tuoi desideri determinano la realtà?

    “alle Europee sparirà”

    Vedremo. Scommetterei proprio di no invece. Ed è per questo che la tua analisi non vale un soldo bucato.

    “anche grazie al fatto che probabilmente ci sarà una nuova legge elettorale, con uno sbarramento proporzionale serio.”

    Dai che Berlusconi ti farà contento! dagli il tuo sostegno perché faccia una legge-truffa anche per le europee (con quale motivazione poi? la “governabilità” di un governo europeo che non esiste?).
    Certo che se metti uno sbarramento alto fai sparire qualunque cosa, lo metti al 40 e “sparisce” pure Forza Italia. Ma politicamente, nella realtà concreta del Paese, questo cosa rappresenta? nulla. E’ solo un trucco.

    Comunque noto che sulla questione che dovrebbe essere più importante, ossia i precari, hai accuratamente dribblato. Non ne dubitavo. Qui non è questione di opinioni politiche, semplicemente manca un minimo di logica e di competenza, ma d’altronde la blogosfera è il posto perfetto per scrivere a vanvera.

  • Suzukimaruti says:

    Mauro vanetti: forse mi spiego male. Cerco di dire che indipendentemente dal numero degli appartenenti alla categoria, un partito che dice di fondarsi sulla questione operaia è innegabilmente antiquato e sicuramente gioca in difesa, senza ragionare sul futuro.

    Sarò io che mi faccio impressionare facilmente, ma l’enfasi sull’operaio come categoria eletta e superiore mi ricorda orride antropologie estremiste post-sessantottine, sfociate in gente che tirava pistolettate.

    Credo che l’ansia militante ti abbia impedito in qualche modo di leggere bene il mio post, in cui specifico che ho seguito il congresso in modo serio, leggendo ogni singola riga utile, dai documenti delle mozioni ai transcript degli interventi (Liberazione è un giornale delirante, ma grazie al cielo è leggibile gratis online in comodi pdf).

    Quindi so benissimo cosa è successo in quel congresso, cioè l’alleanza tra le correnti più “dure e pure” di Rifondazion e la minoranza di Ferrero-Russo Spena, per garantire a Ferrero uma maggioranza puramente numerica che gli ha permesso di vincere il cadreghino con uno scarto irrisorio di voti. Ma il problema è conciliare una maggioranza politica tra le mille correntine, i mille loro particolarismi (mi chiedo come possa un sano di mente appartenere ad una corrente trotzkista nel 2008) e i mille capetti che le animano, contando che i numeri sono così risicati che basta un singolo dissenso correntizio per andare in minoranza.

    Se non è l’ultimo atto, questo, di un brutto partito inconcludente e vanitoso, che nella sua storia politica non ha conseguito nessun obiettivo costruttivo, non so cosa possa essere.

    Francamente, dall’isolamento politico e dalla piega estremista presa da Rifondazione, non vedo nascere nulla. Se poi si tiene conto del fatto che la segreteria Ferrero è un castello di carte tenuto su da una maggioranza raccogliticcia e con frange distruttive, il gioco è fatto.

    Il futuro politico di Rifondazione lo vedo così: alle Europee sparirà, anche grazie al fatto che probabilmente ci sarà una nuova legge elettorale, con uno sbarramento proporzionale serio.

    E resteranno giusto le amministrazioni locali a mantenere tracce della presenza del partito, ma oltre al problema politico sorgerà quello economico: zero parlamentari uguale zero soldi.

    La buona notizia è che l’estinzione risparmierà a Ferrero e compagni l’imbarazzo di pensare ad una linea politica che concili isolamento, intransigenza, ideologismo, cultura del no ed estremismo politico conservatore.
    Anche perché o dicono “compagni, facciamo la rivoluzione col 2%” o devono trovare qualcosa di serio, credibile e di intelligente da dire. E con quelle premesse sarà dura.

  • Allora, tanto per cominciare gli operai in Italia ovviamente non solo solo un milione, ma, come ho scritto, “diversi milioni”, circa 7. Stiamo parlando quindi di 7 milioni sui 24-25 milioni di italiani economicamente attivi (ci sono anche gli ex operai ora pensionati, i futuri operai ora studenti o bebè, i familiari inattivi degli operai). Si aggiunga che nel concetto marxista di “proletario” ovviamente rientrano anche gli impiegati, gli insegnanti ecc., e naturalmente anche i precari citati da te. Tra l’altro, se secondo te un milione di persone sono poche, mi chiedo se hai idea di quante siano le “partite IVA supersfruttate” che citi come se rappresentassero gran parte dei lavoratori italiani (naturalmente esistono eccome, ne conosco di persona un bel numero, ma sono certo meno numerosi dei contratti di lavoro subordinato).

    Ma restiamo sui precari un attimo. Due leitmotiv di questo post e dei suoi commenti sono che Rifondazione è malvagia perché ha fatto cadere il primo governo Prodi (che qualcuno che non conosce la storia d’Italia definisce “il primo governo di sinistra della storia della repubblica” quando fu di centrosinistra e non di sinistra e non fu certo il primo di quel colore) e poi la scempiaggine che Rifondazione “odia i precari”. Eppure, domandina semplice semplice, chi ha legalizzato la precarietà in Italia con il più importante intervento liberista sul tema? Pensa un po’, proprio il “primo governo di sinistra” di Prodi nel 1997 col famoso pacchetto Treu. Se qualcosa può essere imputato a Rifondazione, è proprio di aver avvallato questa porcheria invece di fare quel che giustamente fece nel 1998! Tra l’altro ricordo che nel 1998 il governo cadde per lasciare posto ad un altro governo del tutto analogo, tra l’altro il primo governo con un presidente del consiglio ex comunista, che comincio subito alla grande con una bella guerra contro la Jugoslavia.

    La cosa più buffa del tuo post comunque è che semplicemente non hai capito cosa è successo al congresso. Pensi che Bertinotti abbia “unificato” la platea solo perché su qualche notizia di agenzia leggi che qualcuno lo ha applaudito calorosamente (e certo: la minoranza bertinottiana che ha perso il congresso!), mentre in verità quello che è successo a Chianciano è proprio che Rifondazione si è *disfatta di Bertinotti*, mettendolo in minoranza e scartando la sua proposta politica (la mozione 2 portata avanti da Vendola). Gran parte della tua “analisi” si basa sul discorso fatto da chi ha perso il congresso!

    Su che base poi questo congresso dovrebbe rappresentare “l’ultimo atto” del PRC? Sono solo affermazioni impressionistiche senza la minima aderenza alla realtà, come si vedrà d’altronde nei prossimi mesi. In verità quello che è avvenuto è che la base del partito si è mostrata capace di una reazione, di esprimere una volontà di rilancio delle idee comuniste. Quello che descrivi come un congresso “ridicolo” è stato uno dei pochi veri congressi di partito in Italia negli ultimi anni, un congresso in cui le cose *non sono andate come “dovevano”*, con grande scorno infatti di tutta la stampa, da “il Giornale” a “la Repubblica” a… “Liberazione” e “il manifesto”! Vendola doveva vincere, per ripristinare il ruolo del PRC costola del PD e determinato alla liquidazione dei comunisti, e invece nonostante il tifo di mass-media e PD ha perso.

    Un’analisi di un congresso combattuto che non capisce neppure su cosa si è combattuto e riduce tutto a “fischi e litigi”, non vale nulla. E’ come quando al bar Sport qualcuno parla di politica e qualcun altro tra una grappa e una birra taglia corto dicendo che “pensano solo a litigare ed è tutto un magna-magna”.

  • Suzukimaruti says:

    Mauro vanetti: chiarito il fatto che hai opinioni diverse sul concetto di “pochi” e per te 1 milione di operai sono tanti (ed evidentemente ti sembrano sufficienti per basare l’identità di un partito – nel 2008 – sulla “questione operaia”), per tutto il resto del post gradiresti segnalare le inesattezze, le approssimazioni e gli ambiti in cui manifesto un’incapacità congenita di affrontare un tema così complesso come l’estinzione di Rifondazione Comunista?

    O forse è più facile riempire di insulti l’autore di un post, piuttosto che affrontare ciò che scrive?

    Il destino gioca scherzi curiosi: un blog fazioso inondato da commenti iperfaziodi, da jihad islamica. Contrappasso dantesco.

  • PS: totale mancanza di analisi anche nella previsione che questo sia per Rifondazione “l’ultimo atto”. Sarà divertente rileggere profezie di questo genere fra qualche anno, posso scommettere qualsiasi cifra sul fatto che suoneranno ridicole. Per certi versi si potrebbe anzi dire che il congresso di Chianciano ha scongiurato il rischio di un’estinzione di Rifondazione Comunista.

  • Un post che trasuda ignoranza e qualunquismo. E’ divertente come chi non capisce qualcosa perché è troppo complicata, invece di avere l’umiltà o di studiarla meglio o di muoversi con cautela, spara giudizi che dovrebbero essere caustici ma si limitano a far sembrare ridicolo l’autore.

    Tanto per fare un esempio su come è facile tagliare le cose sull’accetta finendo così per dire sciocchezze: l’autore del post scrive “quei pochi operai che rimangono in questo paese”. Quanti sono i “pochi” operai rimasti in Italia? A quanto pare c’è chi ignora che si tratta di diversi milioni di persone, che costituiscono il più ampio ceto sociale del nostro Paese. Solo gli operai metalmeccanici sono circa un milione. E questo anche usando una definizione riduttiva, non marxista, di “operaio” (cioè salariato industriale che fa lavoro manuale).

  • Dottordivago says:

    Chi scrive è un uomo di destra che ha votato per Veltroni, e questo la dice lunga sulla mia attendibilità.
    Mi condidero di destra proprio per non essere confuso con gente come quelli di Rifondazione e vari cazzoni con l’eskimo, ma non ce la faccio a votare per Berlusconi che considero il vero cancro della politica italiana.
    Condivido in pieno il contenuto del post; proprio sull’argomento ho scritto un post che, se ne avete voglia, potete leggere qui http://bpm.altervista.org/?p=210

  • Andrea UK says:

    Quoto garethjax. E in piú mi sento di aggiungere che I problemi di RC e del PD sono fondamentalmente simili. Il primo mi sembra come dice SUZ assolutamente fuori dal tempo, tra l’altro teoricamente giá dimostrato da Popper nel 1914. Nella storia italiana piú recente l’assenza di responsabilitá di governo in nome di una coerenza identitaria hanno portato RC al punto dove la troviamo ora. L’irritazione mi nasce soprattutto nel leggere proclami di stampo rivoluzionario, quando effettivamente chi li sostiene sa benissimo di non avere la possibilitá di attuarli. Sono molto curioso di vedere come andranno le europee.. Il PD ha gli stessi problemi: un programma vero dovrebbe partire dall’analisi degli errori passati e dei problemi di fondo, ma cosí facendo dovrebbe essere falciata una buona parte della classe dirigente attuale. L’unica maniera di riprendere credibilitá (sia RC che PD) sta secondo me nell’individuare alcuni temi fondamentali (penso all’energia e all’occupazione che potrebbe portare) su cui costruire un’idea di futuro per questo paese (che ho abbandonato), che ora come ora non ha.

  • Luca says:

    Una delle cose che mi torturano il fegato (dopo la paura di rimanere disoccupato x colpa di un governo di puttane e di pagliacci) è il delirio che ha preso

    – da un lato il pd, che guarda con attenzione ai mafiosi stile cuffaro e casini in vista di un radioso futuro democristiano/affaristico/mafioso. Peccato che la vecchia dc abbia governato x 50 anni…

    – dall’altro il tafazzismo al cubo di RC e PdCI, che si candidano al ruolo di future attrazioni per parchi a tema e/o future riserve indiane con annesso casino (senza accento).

    Per uno come me, che ha versato lacrime e sangue da militante DS, che sperava in un grande partito di sinistra (sinistra, PUNTO. Senza altri aggettivi), capace di fare gli interessi del proprio elettorato, PULITO, senza ladri e rais, senza corti e cortigiane…

    Cosa è rimasto?

    Un cazzo!

    Se preferite, sostituitelo con un termine ANCORA più volgare.

    F..culo il politically correct!

    Mi scuso con Suzuki se pecco di vanagloria:
    anch’io sarei capace di scrivere con stile, citazioni e argomentazioni.

    Ma questi sono tempi da clava.
    Per il fioretto o lo swiffer verranno tempi migliori. Sperando (almeno io…) di essere ancora in vita x farlo.

    Nell’attesa, spero di incontrarti di persona, come mi ha promesso il mio amico/fratello Raffaele Bianco.

  • vedraivedrai says:

    Francamente non condivido una parola di quello che dici, ma non è questo il problema.
    Temo che un pò tutti vi illudiate che con la scomparsa della sinistra non avrete più ostacoli per sconfiggere la destra (tralascio ciò che penso su come il PD fà opposizione). Tutto ciò non è affatto scontato, anzi le ultime elezioni dimostrano che ho ragione.
    In nome di questo continuate a sostenere leggi elettorali che rendano inutile il voto a sinistra, ben sapendo, come accaduto nel resto d’Europa dal secondo dopoguerra, che solo questo è lo strumento per eliminare la sinistra. Sarebbe molto più interessante misurarsi ad armi pari col proporzionale.
    Io mi ritengo comunista (pur tra le mille sfaccettature della dialettica e dell’evoluzione culturale) perchè penso che in quella famiglia è rimasto l’ultimo barlume di materialismo storico ed analisi marxista della società. Non penso certo ai consigli di fabbrica, i kolkoz e i soviet, ma ritengo che l’analisi del rapporto capitale-lavoro fatta allora è ancora strettamente attuale, se non di più.
    Da quì ne deriva l’intima convinzione che solo con questa “fermezza” sia possibile praticare riforme nel sistema.
    Tutto il resto è cinema, come dimostrato dagli ex comunisti del PCI-PDS-DS-PD che negli ultimi 20 anni hanno operato per demolire le stesse conquiste per le quali avevano lottato in precedenza.
    Ho apprezzato la capacità ironica del tuo post, ma, seriamente, ti invito a riflettere sul fatto che anche quando non ci saranno più i comunisti per voi non esiste nulla di scontato, perchè un movimento politico, da che mondo è mondo, lo si misura sulla capacità di analisi e la proposta politica.
    Ciao ciao

  • garethjax says:

    Gosh! Mi sono perso questa incredibile bagarre sinistrorsa perche’ ero in sicilia.
    Pero’ mi sono letto tutto e ho letto anche la dichiarazione programmatica della casa del popolo.
    Ecco… io oramai sono un completo ateo politico e il mio giudizio e’ che è scritta con una spocchia incredibile.
    Cito solo un punto che mi ha colpito per la sua cripticità “E’ parimenti necessario rilanciare l’indagine sulla morfologia del capitalismo contemporaneo, allargare il lavoro di inchiesta sulla nuova composizione di classe e sulle forme di organizzazione del conflitto.”.
    .
    Ma che vuol dire ?
    Cioè mi fa sentire un cretino, eppure ero sicuro di essere una persona abbastanza intelligente. Sapete, programmo in php5, conosco abbastanza bene il linguaggio SQL, ho quasi la qualifica di google adwords professional… E non riesco a tradurre in parole di senso compiuto questa frase.
    .
    Io sono da 3 anni un partitarolo ivato. Rifondazione non capisce che non e’ una scelta quella della partita iva e’ un obbligo. Se potessi prendere 3000 euro al mese netti con una busta paga, abbandonerei la partita iva senza troppe remore. Chiaramente se devo andare a lavorare su una piattaforma petrolifera ci penso un attimo.
    .
    Rifondazione non capisce o ignora (come gli altri partiti) che il problema non è il modo in cui viene ripartito il lavoro: il problema e’ che nessuna delle forze politiche ha la volonta’ o il coraggio di far ripartire l’economia e generare lavoro, investire sulla ricerca. Una mia amica dice “la precarietà genera insicurezza e questa può essere sfruttata per mantenere il potere politico”. E penso che abbia ragione.
    .
    Per questo sto progettando di andarmene da questo paese. Perche’ e’ spacciato. Gli operai sono sempre di piu’ migranti (mica facile integrarli nel tessuto politico), mettere su famiglia e’ sempre piu’ difficile. Ma non ci sara’ una rivoluzione “del popolo”, perche’ non c’e’ la forza per farla. Ci sara’ un lento appassimento e deperimento, come un malato terminale sempre piu’ debole.

  • stellavale says:

    Si proprio una gigantesca figura di merda. Poi ci si chiede perchè le persone di sinistra non sanno più cosa votare. E Luxuria all’isola dei famosi? ma vaff….

  • benty says:

    Suz, aspetto con tepidazione il tuo post al curaro sul PD dopo la vicenda vergognosa dell’astensione sulla votazione per l’affaire Eluana/testamento biologico. Sei un militante, ti prego, convincimi di non aver fatto una puttanata colossale ad aver dato il voto al “moderno e riformista” PD, se ci riesci. Senno’ continua a spalare merda sulla defunta rifondazione, va bene lo stesso

  • Ciocci says:

    si, inoltre il mezzo commento al post è un po’ troppo sintetico, mi astego quindi dal continuare rimandando alla prossima volta che magari ci incotriamo con calma davanti ad una birra…

  • Suzukimaruti says:

    Ciocci: ma infatti per amor di brevità ho banalizzato il concetto che volevo esprimere, ma che articolo meglio.

    Abbiamo bisogno di capire quali sono le risposte *giuste* (cioè risolutrici, eventualmente anche impopolari) e *nostre* (cioè compatibili con i nostri valori) da dare ai problemi del paese.

    Sul resto, cioè sul dibattito PD vs RC, non dico nulla perché non tifo per nessuna delle due parti. Certo, spero che RC sparisca per il bene dell’Italia e della sinistra intera, ma non sono certo un fan della politica praticata dal PD finora (sta cosa degli ebook di oggi mi ha mandato in bestia, davvero)

  • Ciocci says:

    Suz, in parte sono d’accordo con te, però ritengo che non si possa partire subito dal fare, perchè si possono fare tante cose, vedi di pietro che dichiara l’italia dei valori il partito del fare, vede le risposte alla pancia date dalla lega ed inseguite dal Pd. Penso che prima di fare bisogna capire cosa fare, e non è sempre semplice, perchè spesso, almeno per come la penso, il “fare la cosa giusta” non è in linea con il fare la cosa che potrebbe portare consensi subito. E’ questa la cosa da scardinare, per questo dico che il Pd pensa ad amministrare l’esistente, perchè per esempio, non penso che sia contro i rom, però alla ricerca del consenso insegue la lega ed il populismo invece di provare a creare cultura ed egemonia culturale, come dovrebbe avergli insegnato il PCI, ed il Pd secondo me, avrebbe i mezzi e la possibilità per farlo, ancora però è una semplice accozzaglia informe, per quanto mi riguarda, sicuramente peggio di Rifondazione. Perchè io, ad un Realacci, un Cuperlo, un Soro, una Melandri preferisco comunque un Giordano, un Ferrero, una Luxuria, un Caruso.

  • Claudio says:

    Non so se Rifondazione chiuderà i battenti in un futuro prossimo venturo o meno, quel che posso dire è che se il loro modo di fare politica rimarrà nei ristretti e mortificanti confini di slogan del tipo “fuori l’Italia dalla nato, fuori la nato dall’italia”, dei pugni chiusi e della fuffa marxista-leninista, allora non credo che ne sentirò in alcun modo la mancanza.

  • Claudio says:

    Rimango sempre stupito quando, ancora oggi, qualcuno riesce a tirare fuori un repertorio simile a quello esibito da posturanismo, un misto di pressapochismo, tautologie e contraddizioni in termini.
    Quale sarebbe il comunismo di cui parliamo?

    Se parliamo di un puro esercizio intellettuale fine a se stesso, allora possiamo dire (quasi) tutto quello che vogliamo, visto che compiutamente non si è mai realizzato, se invece vogliamo parlare dei cosiddetti tentativi di instaurare la società comunista nel mondo reale allora, per pudore, dovremmo attenerci un po’ di più ai fatti storici ed alle nefandezze che ne sono scaturite.

    Quando sento parlare di rivoluzione culturale, un brivido mi corre lungo la schiena, e non è eccitazione.
    L’omosessuale che inneggia a Cuba è poi un chiaro sintomo di annebbiamento mentale, il buon Che i gay li rinchiudeva nei campi di concentramento, ma le icone, mi rendo conto, sono dure a morire.

    Le rivoluzioni poi, si sono sempre fatte con i forconi e le pistolettate, se è questo che qui qualcuno vuole, almeno potrebbe avere l’onestà intellettuale di dichiararlo, invece di trincerarsi dietro affermazioni visionarie tipo “Il Comunismo, nell’accezione moderna, ha sposato la pratica della NON VIOLENZA come arma efficace per una rivoluzione culturale”.

    La verità è che la Chiesa laica del comunismo, come la definiva Hobsbawm, ha fallito per limiti intrinsechi, per la sua naturale predisposizione all’autoritarismo, al diniego dei dei più elementari diritti umani ed all’autodistruzione in campo economico.

  • Suzukimaruti says:

    Ciocci: è un problema noto e non strettamente limitato alla politica (per dire, i giornalisti musicali sono ossessionati dall’idea di dare/non dare etichette alla musica).

    Ma, come tante cose a sinistra, è un problema inutile, una pippa mentale. Credo che in questo momento la sinistra sia in crisi di iniziativa e di soluzioni. E da un lato gli estremisti pazzoidi puntano tutto su un fantoccio di identità che non gli appartiene e che scimmiottano.
    Dall’altro, il PD si perde in alchimie elettoralistiche, non capendo che se la destra prende il 60% dei voti non c’è somma di “altri” che possa portare la maggioranza.

    E se anche questo miracolo contro la matematica fosse possibile, non si riuscirebbe a governare un bel nulla perché mancano le RISPOSTE ai problemi.

    Non possiamo aspettare che la gente diventi di sinistra da sola e voti a sinistra per militanza come faccio io.
    La gente va convinta. E il discorso sulle etichette è il modo migliore per perdere ancora più voti e consumare energie su un problema inutile per tutti tranne che per noi stessi e le nostre vanità.

    In questo aveva ragione Chiamparino, che destò scandalo dicendo “io come Sindaco non sono di sinistra: sono un buon sindaco”. E infatti oltre ad essere un buon sindaco è stato riconfermato con il 67% dei voti. Facendo cose di sinistra. E la parola importante, qui, è “facendo”.

  • Ciocci says:

    purtroppo ancora non abbiamo iniziato ad indagare e cercare nuove categorie, servirebbero queste, per poter avere un nuovo alfabeto politico ed una nuova grammatica per il confronto. Perchè altrimenti discussioni come questa sono abbastanza grottesche, come la situazione di Rifondazione.
    Per questo ho condiviso il fatto che Bertinotti vedesse il comunismo come tendenza culturale all’interno delle culture della sinistra, perchè era un tentavo di provare ad andare oltre, anche alle identità ormai superate.

  • Massimo says:

    Ricordo ancora con un brivido la conclusione della campagna elettorale in piazza Carignano, con Diliberto che tirava in ballo i minatori del Sulcis, che si spezzano la schiena per far studiare i figli (che poi peró si trovano ad ingrossare le schiere delle partite IVA fittizie, di cui parla Suzuki, di quelli Diliberto non ha parlato).

    Detto questo, se dirsi comunisti oggi è ridicolo, anti-moderno etc etc etc, tutto condivisibile; non lo è altrettanto definirsi liberali? Io penso che oggi le dottrine socio-economiche che hanno le loro radici nell´800 – e nel caso del liberalismo anche prima – siano outdated. Sbarazziamoci del comunismo: bene. Ma non pensiamo che il liberalismo sia un´alternativa vitale e moderna, solo perché l´abbiamo scoperto da poco.

  • Suzukimaruti says:

    Posturanismo: è un problema tuo se Rifondazione esalta e difende la dittatura cubana, che oltre a reprimere il dissenso reprime gli omosessuali. E direi che è un problema doppio, essendo tu gay dichiarato.

    Anzi, scatta la domanda: come si concilia la tua identità gay con le assurde posizioni filocubane di Rifondazione?

  • Posturanismo says:

    ahahahahahaha! Il paradosso! I gay messi in carcere a Cuba???!?! Si, è davvero psicanalisi caro Suz. Io, in quanto omosessuale, sapendo di questo dovrei essere favorevole al regime Cubano? Siete assurdi. Scusate ma qui si parla di aria fritta. Continuate a mangiare cinese senza di me. Adios.

  • Marco says:

    @ Posturanismo:

    leggo le tue proposte, che non commento nel merito (in realtà molte sono solo sintomo di poco conoscenza dell’economia): sono TUTTE proposte da socialista populista, cosa c’è di comunista? tutte le proposte che fai sono perfettamente compatibili con il riformismo anni cinquanta della SPD in Germania o del labour party in UK… Tranne la parte sugli omosessuali che invece è rubata direttamente dal partito radicale (Pannella ancora si ricorda quando i comunisti lo chiamavano FROCIO…)

  • Suzukimaruti says:

    zen: concordo appieno, infatti credo che si tratti più che altro di psicanalisi, non di conversazione.

    Poi, volendo, raffiniamo il tutto e diciamo che il comunismo è una cosa altra rispetto al socialismo reale e in quanto tale mai è stato realizzato e il suo fascino è puramente intellettuale e teorico (coincide, a modo suo, col paese del Bengodi per tutti).

    Ma di sicuro, vivessi a Cuba o in Nord Corea, starei coi dissidenti. E la patetica militanza filocubana di Rifondazione (un luogo dove i gay vengono messi in carcere per il solo fatto di essere tali e dove il governo si permette di proibire libri non graditi) non è che l’ennesima dimostrazione che Rifondazione Comunista è un partito per malati di mente.

  • zen says:

    Suuuuuuuz, le discussioni con chi ancora oggi propone il comunismo, un sistema che è fallito (a meno che non consideriamo le oasi felici della corea del nord e della bielorussia), sono inutili.

    #@]*£$%& (inserire bestemmia significativa a caso)

    più leggo i commenti di questo post, più riconosco dei miei conoscenti completamente avulsi dalla realtà

    mestizia e disgusto
    ciao
    z

  • Ciocci says:

    penso che il PCI sia stato il più grande partito riformista d’europa.
    Penso anche che se ce la vogliamo dire tutta, l’unico partito oggi che può prendere l’eredità del PCI è il partito democratico. E lo dico da dirigente locale e militante di Rifondazione.
    Purtroppo ci riesce sempre bene fare le nostre favolose analisi, quanti discorsi e quante pagine scritte. A questo punto dobbiamo riuscire a fare lo scatto in avanti e provare a praticarle, perchè Rifondazione (a differenza del PD che si limita ad amministrare l’esistente) ha una prospettiva della società che vuole provare a costruire, purtroppo però ci fermiamo alla pura astrazione teorica, però possiamo sempre migliorare.
    E comunque, ebbene si sonounprecario, non mi sono mai definito comunista, perchè non mi riconosco a pieno in quella “tendenza culturale” che però giustamente deve fare parte delle culture della sinistra.

  • Posturanismo says:

    PS: dall’alto del vostro cinismo, e lo dico anche a te Suz, non potreste mai capire certe cose. Tutto ruota attorno ai soldi e ai cosiddetti “problemi pratici” eppure, il sistema che anche tu reputi perfetto, sta creando i suoi mostri (incluso il vostro astrattismo). Il PCI partito riformista? Ma perfavore…qui non state parlando di cavolfiori! Mi rendo conto che parlare di certe cose richiede anche qualche sforzo mentale in più. In fondo, vomitare acido sul proprio blog richiede semplicemente la capacità di dare un linguaggio alle proprie budella. Ne siamo tutti capaci.
    Qui pretendete di criticare rifondazione ma non c’è stato UNO DI VOI POLITOLOGI, che ha raccolto l’invito a leggere la piattaforma politica di maggioranza di Rifondazione. Allora, se volete prendere in giro la gente, facciamolo pure, ma non abbiate la presunzione di dare serietà alle cazzate.

  • Posturanismo says:

    Siete liberi di ridere e di credere a quello che volete ma non è che sminuendo i pensieri altrui sarete legittimati ad avere la RAGIONE. Mi è stato chiesto di dare degli esempi pratici e ve li ho dati a livello generale anche parlandovi di cifre percentuali. Non siete d’accordo? Benissimo. A me fa ridere il vostro pressapochismo borghese e perbenista.
    Votate PD e non rompete le scatole.

  • Luca says:

    Davvero, non ci sono parole.
    Fuori dal pianeta.

  • Suzukimaruti says:

    Posturanismo, diccelo che ti droghi! 🙂

    La gente si pone delle domande pratiche, ovvero quali soluzioni pratiche e politiche Rifondazione Comunista propone per i problemi del paese.

    E tu arrivi e ci produci una lezioncina teorica sul Comunismo, peraltro buttata lì (volendo c’è il bigino di Cafiero, se proprio uno ha bisogno di un corso accelerato di marxismo) e puramente teorica, vaga, ideologica e completamente staccata dalla realtà fattuale.

    Non una singola proposta, non una singola direzione reale, ma puro astrattismo teorico che, lo dico da persona che i “testi sacri” li ha letti e sottolineati (all’epoca entusiasticamente) tutti quanti, inclusi quelli minori, non porta a niente.

    Per dire, cercando di prendervi sul serio, volete fare la rivoluzione o siete un partito che accetta il sistema democratico e ne fa parte? Contestate il sistema capitalistico perché volete migliorarlo o volete abbatterlo? E se volete abbatterlo, cosa proponete di alternativo? Un bel sistemone socialista con la tessera del pane? (avreste un ottimo alleato in Tremonti, che vuole reintrodurla in Italia). Non sono domande da poco e sono contraddizioni che è meglio chiarire. Cioè, parliamo col militante di un partito che, per quanto psicotico e staccato dalla realtà, pertiene all’alveo democratico, o parliamo con uno che prepara la rivoluzione? E se sì, in che modo? Colpo di stato? Pistolettate? O cosa?

    Forse è meglio che chiarisci un po’ di cose. In primis con te stesso. Perché se vuoi fare la rivoluzione, ti si prende ancora meno sul serio. E non perché qui si è controrivoluzionari, ma perché ci scappa da ridere.

    Non c’è modo migliore per alienarsi l’interesse delle masse che propinargli la lezioncina assolutista sul comunismo o sulle 5 colonne dell’imperialismo, ecc, quando magari la gente necessita di risposte politiche e concrete (ripeto concrete) a domande tipo “perché a 25 anni non ho i soldi per mettere su famiglia?”, “perché in Italia le autostrade sono piene di camion e all’estero no?”, “come facciamo a risolvere il problema della criminalità derivata dall’immigrazione?”

    Insomma, mi sembri moooolto confuso.
    Così come mi sembra confuso chi si dice “comunista” nel 2008 (capisco invece chi lo dice in senso lato, cioè esprimendo che la sua storia politica è riferibile alla storia del PCI e dei suoi epigoni, contando che il PCI è stato un grande partito di massa democratico e riformista per buona parte della sua storia)

  • Posturanismo says:

    Ok, allora ricominciamo un attimo. Accolgo l’invito di Suz e del precario. Suz, lungi da me fare lezioni sul comunismo e su cosa è stato ma il Comunismo è stato nella storia un movimento collettivo in lotta e rivoluzione contro lo stato di cose esistenti. Un tempo, per abbattere quel sistema erano necessarie le armi perchè erano l’unico modo per poter ribaltare un sistema fortemente aristocratico e schiavistico. Non c’erano alternative. Il Comunismo, nell’accezione moderna, ha sposato la pratica della NON VIOLENZA come arma efficace per una rivoluzione culturale. Il comunismo è un modo di pensare che riguarda la Giustizia nel vero senso della parola. E la giustizia non è soltanto quella esistente nei tribunali è quella che fa capo al concetto di “pari opportunità per tutti”. E a proposito di questo, molti anti-comunisti hanno sempre inventato la solfa che il comunista è contro il ricco, che il comunista non può essere uno che ha il mercedes e la villa a Montecarlo. Falso. Se uno è ricco perchè ha lavorato, se ha rispettato i propri dipendenti, se non li ha sfruttati e se ha pagato le sue tasse, è un uomo giusto, corretto. Il comunismo è contro quella ricchezza derivante dallo sfruttamento degli altri, quella ricchezza che fa soltanto capo al profitto e questo profitto chiede continuamente “sacrifici umani”: morti sul lavoro, persone che pur di arrivare a fine mese o accettano uno stipendio misero oppure per averne uno normale devono ricorrere agli straordinari arrivando a casa distrutti, senza la voglia di pensare, riflettere, parlare. Il capitalismo è anche questo. Lo è stato con il Taylorismo, con il Fordismo. E’ un sistema che ti ammazza di lavoro (accadeva anche in Giappone con il fenomeno del “Karoshi”) al fine di non farti pensare, di non darti il tempo di dedicarti ai tuoi hobbies dopo il lavoro, non vuole darti la possibilità di sviluppare il dissenso perchè la stanchezza ti impedisce di farlo. Il comunismo è uno stato opposto a quello del capitalismo. Se nel Capitalismo è concepita l’esistenza dello sfruttatore e dello sfruttato (non soltanto a livello lavorativo anche a livello mondiale in merito ai fattori energetici, vedi le varie guerre nel medioriente, la fame nei paesi più poveri) perchè il Capitalismo insegue soltanto un obiettivo: il capitale, il profitto, l’interesse economico.
    Nel comunismo lo sfruttamento è bandito. Chi mi ricorda lo stalinismo, voglio ricordare che lo stalinismo non è stato più comunismo nel momento in cui è diventato DITTATURA. I movimenti di liberazione non possono concepire la dittatura. E’ un paradosso.
    E’ un paradosso pretendere di ripristinare il comunismo in Italia. Ma la rivoluzione culturale può prevedere interventi efficaci ed evasivi ed io reputo anche molto realistici:

    LAVORO: abbassamento dell’orario di lavoro da 8 a 6 ore. Ci sono lavoratori che lavorano 12 ore al giorno attraverso lo straordinario “obbligato”. Abbassandolo a 6 ore giornaliere, tu fai lavorare 2 persone nel turno che oggi è affidato solo ad una persona. 6 ore al giorno ti consentono di produrre e di dedicare altro tempo alla tua vita, ai tuoi hobbies, all’informazione, ai vari interessi, alla tua famiglia. Crea benessere psicologico. Aumento dei salari in funzione dell’aumento dei prezzi. in modo da non far prevalere lo sfruttamento delle lobbies mondiali in merito a petrolio, grano ecc…Rispetto sul posto di lavoro, ABBATTIMENTO DI OGNI FORMA DI PRECARIATO (siamo gli unici a chiedere l’abbattimento della legge 30 attuata anche dal Ministro PIDDINO TREU.) perchè il precariato non è soltanto una questione lavorativa, ma coinvolge tutti i settori della società. Se una persona è in ansia di non riuscire ad arrivare a fine mese (io ho provato questa sensazione quando dovevo pagarmi affitto e spese per la casa lavorando part time), di essere licenziato da un momento all’altro, questo si ripercuote in tutti i settori della sua vita. L’incertezza crea una società malata, insicura e paurosa. L’italia è nella bufera e lo vedete tutti. cosa propongono i comunisti? anzichè il precariato, un periodo di praticantato SALARIATO che poi serva per integrare la persona sul posto di lavoro dopo un tot tempo stabilito. Perchè in tutta Europa esiste il salario sociale per chi è disoccupato (anche se precario?). Il salario sociale è un ammortizzante economico di tot durata, che serve per aiutarti ad essere piì tranquillo nella ricerca di un altro lavoro e di non costringerti ad accettare il primo sfruttatore che ti capita a tiro solo perchè devi dare da mangiare alla tua famiglia. A tal proposito le politiche a favore delle donne lavoratrici sono identiche per quanto riguarda la maternità e l’integrazione post maternità attraverso la creazione di asili nido all’interno dell’attività lavorativa dove i genitori possano essere sempre in contatto con i propri figli anzichè abbandonarli a destra e a manca in ogni dove. Quindi, aumento degli asili nido PUBBLICI in modo da abbattere le graduatorie e le guerre tra poveri. Idem per la casa: in Italia viene speso il 5% per la costruzione di case popolari o case gestite da cooperative. Negli altri paesi europei l’investimento è del 20%, cioè, quattro volte quello che investe l’italia. Se aumenta questa possibilità, le lobbies edilizie si vedranno scalzare dalle case a basso costo e adegueranno i loro prezzi! Questo in Italia non verrà mai fatto fino a quando i partiti politici più grandi non smetteranno di scendere a patto con queste lobbies bancarie ed assicurative in cambio di appoggi in campagna elettorale ecc…
    La mancanza di politiche per la casa crea guerra tra i poveri, tra l’immigrato che UMANAMENTE vuole un tetto sotto cui dormire ed un italiano. La rivoluzione culturale comunista è quella che abbatte le “priorità di razza” che sono tipiche del capitalismo e del fascismo. Si parla di persone UMANE con gli stessi diritti fondamentali. La rivoluzione culturale consiste nell’abbattere la possibilità che si crei la lotta per il pane dando la possibilità a TUTTI di poterselo comprare. Ci sarebbe meno povertà, e meno assistenza per i più poveri.
    Diritti civili: tempo fa il comunismo considerava l’omosessualtà un fattore Borghese, un vizietto. Ora rappresenta, come il femminismo, un fenomeno di emancipazione e liberazione sociale che va sostenuto attraverso politiche di uguaglianza: unioni civili ed adozioni al fine di liberare le differenze marcate tra le minoranze e maggioranze. Integrazione religiosa attraverso la costruzione di moschee (che non intaccano la libertà religiosa dei cattolici e che impediscono invece, qualsiasi esplosione di focolai integralisti)…
    Differenza marcata tra scuola pubblica e privata. Taglio degli investimenti statali verso il privato che se vuole esistere deve autofinanziarsi. Miglioramento di tutti i servizi pubblici: scuola, sanità e trasporti. Attualmente in italia si da il 50% al privato e 50% al pubblico. Infatti vedete il pubblico in quali condizioni si trova….
    Non credo siano condizioni così astratte. Il comunismo è questo. Nè falce e martello nè altro. E’ un’idea di mondo, di giustizia sociale che nel corso dei secoli si è dotata di simboli lavorativi ma che in realtà rappresenta un fenomeno di trasformazione, emancipazione e liberazione sociale. Dove lo sfruttamento di qualsiasi tipo (anche quello sessuale) venga abolito e dove si creino le condizioni in cui si possa lavorare ed avere tempo per sè stessi non solo al weekend ma anche negli altri giorni settimanali, dove lo straordinario sia una scelta individuale e non una scelta OBBLIGATA da stipendi umilianti.
    Ora ditemi se siamo fuori dalla realtà, se il capitalismo è un sistema fallito e le borse mondiali sono sempre ad un passo dal fallimento, dove le energie come petrolio carbone in esaurimento, vengano sostituite da fonti energetiche rinnovabili anche nei paesi più poveri in modo che si possano creare condizioni di lavoro, sviluppo e crescita.

    Questa è rivoluzione. Un comunista non si limita a cantare l’internazionale. Quelli sono buffoni.

  • Posturanismo says:

    …..dicevo, se volete risposte sul comunismo, studiatevi Marx e capirete che esso ha previsto in maniera dettagliata le tendenze sociali, l’epoca del proletariato ed il conseguente periodo della schiavitù.

  • “Divento ogni giorno più fiero di essere comunista, di testimoniare con le mie idee e con le mie azioni la Liberazione degli sfruttati, dei precari, dei lavoratori, di chi muore sotto le bombe, degli omosessuali, dei migranti. Ne sono fiero: esco a testa alta la mattina, e guardando questo schifo di nazione, questa orrenda globalizzazione, sono felice di poter dire: io sono contro. Lotto contro questa realtà, e per me lottare è come respirare. Quando la storia ci chiederà il conto di questa decadenza etica e sociale… io sarò stato dalla parte giusta.”
    …E quindi? Come lotti? Cantando “Internazionale”?! Siamo in due a sentirci diversi da questa società brutta, schifosa e puzzolente, dove le persone fanno i debiti per andare in vacanza (per dire).
    Però il paladino sei tu, sei tu l’eroe che lotta come se respirasse (in che modo? Guardandoti allo specchio? sentendoti “diverso” e quindi fico?). E qui veniamo al come.
    .
    Nelle cose “il come” è fondamentale.
    Volete cambiare la realtà? Sì, ma come?
    Volete impedire una globalizzazione indiscriminata? Sì, ma come?
    Volete fermare la guerra? Sì, ma come?
    Volete difendere gli omosessuali? Sì, ma come?
    Volete eliminare il precariato? Sì, ma come?
    .
    E sono solo alcuni esempi questi. Perché oltre agli slogan c’è di più, come direbbe Sabrina Salerno. Voi parlate di legge 30, di globalizzazione, ecc…ma avete una minima idea di cosa voglia dire vivere con un contratto a progetto? Sapete cosa dice la legge 30? Sapete cosa c’è dietro alla parola globalizzazione? Non vi sto dicendo di dare un’esame di sociologia dei processi di globalizzazione (che avrei volentieri evitato, lo ammetto), ma nemmeno di prendere le cose per partito preso e basta.
    .
    Siamo di sinistra no? Parliamone. Cioé sono tutte cose lodevoli, non fraintendetemi, ma se prendiamo 100 italiani e proviamo a spiegargli un paio di cose, dopo 2 minuti ci ritroviamo in 10. E di quei 10, 6 sono sordomuti; gli altri 4 siamo io, Davide, Suz e Posturanismo.
    .
    Infine, caro Davide, nemmeno io accetto questa realtà, anzi ci combatto ogni giorno incazzandomi e rodendomi, probabilmente inutilmente. Ci sono tante di quelle cose che mi fanno imbestialire che tu non immagini. Altrimenti non avrei aperto un blog per tirarmi seghe mentali e passarle agli altri, per dire.
    .
    La differenza fra me e te? Sono anche io un precario e tu avrai anche la potenza di immaginare una società in cui la precarietà sia bandita, magari senza accento sulla “a”. Ti dirò di più, io, con la mia folle immaginazione, arrivo fortemente a pensare una società dove la precarietà non esista nemmeno come parola. Ma poi arriva la razionalità e penso che in questa società capitalistica, dove struttura e sovrastruttura sono piene di falle atomiche, purtroppo non è possibile, almeno per ora, abolirla. La legge 30 però sì, per esempio.
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    Ma non è nemmeno possibile che tutti siano ricchi sfondati, che nessuno rischi nulla sul lavoro. Questa è la realtà e nel frattempo dobbiamo conviverci, che lo vogliamo o no. Potremmo star qui a parlarne per giorni.
    .
    Io sono precario e voglio cambiare lavoro, sì: primo perché non mi piace quello che faccio; secondo perché, dopo che stai qualche mese senza guadagnare un soldo, prima o poi devi mangiare. E non sono i pugni chiusi a darmi da mangiare, nemmeno i sogni purtroppo. Io non accetto certe condizioni, a suo tempo ho “combattuto” nel call center dove lavoravo, inutilmente, perché poi ti guardi intorno e vedi altri 100 “stronzi” che accettano comunque di lavorare a condizioni ai limiti della schiavitù.
    .
    Se vogliamo, se volete cambiare mondo fate una cosa: partite da voi stessi.
    La mattina, quando ti guardi allo specchio, comincia a chiederti se per caso stai sbagliando qualcosa.
    Ti sentirai ancora più rivoluzionario.

  • Posturanismo says:

    sono un precario, lo sono anch’io. Studente universitario e lavoratore part-time in un CALL CENTER. Continuo a dirvi di no, perchè non mi sento un ultrà, perchè nella mia vita ho sempre avuto spirito critico al punto da votare Sinistra Arcobaleno turandomi il naso ma l’ho fatto. Una cosa che vorrei chiedere a tutti coloro che parlano di “distacco dalla realtà, comunismo finito, curve sud ecc..” ma voi fate militanza politica oppure vi interessate della politica attraverso i tg? Vi chiedo questo non per snobbismo ma perchè entrambe le cose creano mondi diversi e modi di pensare diversi.
    Caro precario, pensi che le tue frasi non siano slogan? Lo sono, è quello che ci sentiamo dire continuamente. A te secca che si faccia opposizione al PD, beh caro precario, se il PD è d’accordo con il PdL nell’alzare la soglia di sbarramento per le elezioni europee perhè vuole impedire ai partiti di Sinistra di essere eletti, è anche lui l’avversario politico da abbattere! Forse non vi rendete conto di cosa sta facendo il PD. Le pressioni sui giornali che tutti all’unanimità tifavano per Vendola. A tal proposito, Repubblica ha dimostrato un servilismo politico senza precedenti. Io non leggerò mai più Repubblica! Mai! Tu ci accusi di essere distaccati dalla realtà ma mi dici quale partito è contro il precariato? contro le leggi ad personam di berlusconi? contro le politiche a favore di Confindustria e dei poteri forti che spingono alla costruzione degli inceneritori, contro l’assenza di piani sociali per la casa, contro i fenomeni che portano alla guerra tra poveri ecc? Questo lo ha fatto solo la Sinistra. Il PD, so che vi dispiace, ma ha scelto altre politiche. Ha scelto il centro, ha scelto i poteri forti.Questa non è cultura di Sinistra!
    Poi,continuo a dirlo: ma se non siete d’accordo con Rifondazione, se non vi sentiti rappresentati da essa, mi spiegate cosa pretendete? Vi aspettate che rifondazione vi dia quello che il Pd non è stato in grado di darvi? E’ assurdo. I motivi per cui ci non ci hanno votato alle scorse elezioni sono vari e molteplici e non perchè siamo distaccati dalla realtà, ma perchè nella SOCIETA’ NON C’ERAVAMO PIU’! L’abbarbicarsi nei salotti buoni, organizzare incontri nei bar di Via Veneto a Roma per essere radical chic non appartiene a quell’elettorato che non ci mette mai piede in quel bar per motivi economici!
    A voi manca l’analisi politica perchè vi manca la politica attiva nei partiti. Fare politica basandosi solo su tg e carta stampata è completamente riduttivo. se qualcuno di voi ha intenzione di votare Rifondazione, ci militasse almeno un pò all’interno attraverso vertenze sul territorio DIRETTE.
    Il resto, continuo a dirlo, sono solo pregiudizi di persone che continuano a ripetere la stessa pappardella non rendendosi minimamente conto di offendere ragazzi come me che investono del tempo precario nell’attività politica nonostante il marasma generale per quanto riguarda la nostra generazione abituata ad aspettare il Messia, ad ascoltare il Grillo di turno per gridare in piazza e poi tornare a casa senza aver concluso nulla di fattivo. Questa è la differenza tra chi continua a lamentarsi di Rifondazione senza averci mai militato, senza aver contribuito al processo di emancipazione e di rivoluzione culturale perchè poi alla fine, la vera rivoluzione non è quella con le armi e la baionetta: è quella culturale.

    Se in Italia c’è una cultura spostata a destra la colpa è certamente dell’assenza di una sinistra. Il PD insegue la pancia degli italiani spostandosi secondo le convenienze (infatti si sposta sempre più a destra) mentre Rifondazione aspira ad un riferimento opposto a questo modello e a questa tendenza. Se voi non vi rivedete in questo modello opposto, non siete obbligati a votarlo. Dire che rifondazione è staccata dalla realtà quando la nuova piattaforma politica non è ancora iniziata è sintomo di pressapochismo politico. E scusate per i toni, ma se devo essere offeso per dire semplicemente quello che avviene nel MIO partito, aspettatevi che i toni siano altrettanto duri.

    Poi, se volete le risposte alle domande sul comunismo (comunismo non è un concetto fermato agli inizi del 900…la rivoluzione francese che del 1789 è stata comunista, il risorgimento, la breccia di porta pia anche senza i simboli di falce e martello A CUI IO NON SONO LEGATO. A me non importa nulla dei simboli, a me importano nel intenzioni, i programmi politici. Io, che sono di Sinistra, voglio un programma di Sinistra e con Paolo Ferrero si sta realizzando questo mio desiderio. Se in futuro la nostra proposta politica la troverete inaffidabile, non votatela)

  • Posturanismo says:

    Ciocci, se ti secca essere minoranza, allora non sei mai stato comunista e penso non lo sarai mai. Se ti alletta l’idea di essere sempre sulle poltrone del governo, cambia partito, vattene nel Pd e fai una bell’alleanza con l’Udc ma finitela, e finitela davvero, con queste panzane della falce e martello e sull’identità perchè Rifondazione non ha mai perso il suo simbolo, quindi non è che ci siamo ritornati! Il fatto è che tu e alcuni vendoliani (ovvero CETO POLITICO) rifiutate la sovranità democratica dell’esito del Congresso. Io non voglio essere subordinato al PD, non voglio avere a che fare con un PD che cerca alleanze con l’Udc! Minoranza? Opposizione? Benissimo, ma saremo credibili perchè finalmente non dovremo scendere al ribasso con dei compromessi fatti solo per una questione di poltrone in parlamento!
    Chiedi scusa a chi hai offeso con quello che hai scritto anzichè chiedere scusa a Suz per noi caro “Compagno”!

  • Essì, curva sud è il termine esatto. Sembra di avere a che fare con i tifosi di una squadra di calcio che danno la colpa delle loro sconfitte a tutti meno che alla “squadra” per cui parteggiano. Solo gli altri sono brutti, cattivi e non capiscono niente. Loro il mondo lo hanno compreso appieno, hanno capito tutto dalla vita ed hanno la ricetta per risolvere le cose con la bacchetta magica. Wow! Siete voi i duri, ragazzi, cambierete il mondo ora, proprio adesso. Perché poi siete gli unici a volerlo fare.
    .
    Per cambiare il mondo, leggendo i vari programmi nelle passate elezioni, si leggono cose come gruppi di acquisto solidale, democrazia partecipativa e tante altre cose bellissime, che rimangono sogni, appunto. Vi siete mai chiesti perché non vi caga più nessuno? Nemmeno uno come me che dovrebbe essere il primo a votarvi? Sembra che viviate in un’altra dimensione, siete distaccati dalla realtà come i politici che tanto critichiamo. Viviamo in un paese di merda, dove le casalinghe guardano il tg4 e buona domenica ed un’altra buona parte di paese non sa nemmeno cosa sia il consumo critico, la democrazia (figuriamoci quella partecipativa!) vera o cosa voglia dire cambiare le cose “dal basso”. A chi cavolo parlate?! Ah sì, tra voi compagni.
    .
    Rendetevene conto, vi comportate alla stessa stregua dei berlusconiani o dei pidini snob.
    “Complimenti al Compagno Davide per la RESISTENZA!” e “Socialdemocratici, GO HOME” sono solo due dei numerosi esempi che avete proposto. Vi comportate da vittime sacrificali, poi però non avete ancora risposto ad una – e dico una – obiezione o domanda che vi hanno fatto. Le risposte sono attacchi, giusti per carità, al PD o chi per lui. Se prima era solo Berlusconi, ora il cattivo è chi vi ha lasciato nella merda, forse l’unica mossa giusta fatta dal PD.
    .
    La realtà che infatti viene fuori dalle parole di voi “compagni” è che vi brucia ancora fortemente la sconfitta colossale, epocale. Ma ancora non vi chiedete e non vi spiegate il perché. E in Italia, paese di livello culturalmente basso e poco interessato o impegnato politicamente, non vi siete ancora accorti che in televisione ci finite solo attraverso immagini in cui il leader di turno (Ferrero o chi per lui), saluta la platea a pugno chiuso o saluta “i compagni”, ecc… Insomma non avete proprio capito niente.
    Le cose si cambiano, ma non così.
    .
    Perché fin quando ci sarà questa merda di società, fin quando ci sarà Berlusconi, fin quando ci sarà questa televisione, unico vero governatore di un paese di pagliacci (e non è razzismo intellettuale di sinistra questo, constato la realtà) e fin quando voi parlerete con termini come “sistema”, “compagni”, ecc… continuerete a fare queste figure.
    Siete vecchi, marci, completamente staccati dalla realtà; il fatto che non ve ne rendiate conto è sintomatico. Continuate a parlare tra voi.
    .
    Io non ho votato né PD, né sinistra arcobaleno. Ma sveglia, non avete perso solo perché il PD vi ha mollato; avete perso perché non vi hanno votato. Però non siete staccati dalla realtà e dalla gente secondo voi. Ma certo. In effetti nel 2008 parlare di rivoluzione comunista è attualissimo. Anche il PD ha preso mazzulate su mazzulate, ma infatti non lo voterò mai (questo PD).
    .
    Però, cari compagni, leggere i vostri commenti oggi, luglio 2008 fa davvero sorridere. Perché siete come i peggiori berlusconiani che negano un’evidenza macroscopica; con la differenza che siete molto più intelligenti di loro. Ragionate quindi…
    [fine prima parte del commento :P]

  • Ciocci says:

    Da militante di Rifondazione, penso di dover chiedere scusa a Suz per quelli che hanno scritto prima. Sono tornato da Chianciano ed ancora non riesco a capire quello che è successo, anche in Rifondazione ha vinto la pancia, quella che propone ricette facili, basta una falce e martello, qualche bandiera rossa, un pizzico di pugni chiusi et voilà: ritorna il glorioso partito comunista.
    Purtroppo non penso sia minimamente così, perchè alle persone che tentiamo di rappresentare non gli frega un benemerito cazzo di quanto c’hai grossa la falce e martello o quanto comunista sei.
    Ma poi, che cazzo vuole dire comunista oggi? Io personalmente non saprei dirlo adesso, e non mi interessa nemmeno, perchè penso che non ci sia bisogno di definirsi comunisti oggi, per cambiare lo stato delle cose presenti. Il movimento di Genova non era comunista, sarà che quella è la mia radice, però attaccarsi alle identità oggi vuol dire finire nel minoritarismo e personalmente mi fa schifo l’ottica del continuare ad esistere ed essere minoritario.
    Non so come si possa uscire da questo gorgo, perchè oggettivamente e non è un accusa, il Pd in questo momento è tutto tranne che di sinistra, peccato che alla sinistra del Pd non c’è un progetto chiaro e serio di cosa sia la sinistra, perchè a mio avviso l’unico che poteva avere qualche speranza, quello del processo costituente di Vendola, purtroppo è uscito sconfitto, ripartiremo da Rifondazione per la Sinistra, ci proveremo, tenteremo, senza però arrendersi.

  • Suzukimaruti says:

    Posturanismo: mi sembra che hai risposto a Luca nel modo sbagliato. Ovvero: il mondo è pieno di gente a cui del comunismo non importa nulla (me incluso).
    Che rapporto ha il comunismo, per di più quello millantato e marginale di Rifondazione, con il resto del mondo che comunista non è?

    Insomma, non è una domanda banale e merita una risposta concreta.
    Ovvero: “ok, siete comunisti; di grazia, ci spiegate gentilmente cosa intendete fare e – soprattutto – come e con che mezzi, che atti concreti e che numeri intendete migliorare il mondo?

    Insomma, un’ “avanguardia” (mi scappa da ridere a pensare che qualcuno di Rifondazione possa essere definito tale, ma tant’è) cosa cavolo combina?
    Se non dialoga con quelli come Luca e come me in quanto “non interessati al comunismo”, che fine fa? E che combina?

    A meno che il comunismo sia diventato oggetto di pertinenza dei soli autodefiniti comunisti doc: una sorta di rotary esclusivissimo. E dire che una volta aveva pretese universali e universalistiche…

  • Posturanismo says:

    Luca se non lo sai, e se non ti interessa il comunismo, che chiedi a fare?

  • g.v. says:

    Due aspetti positivi dell’esito del congresso di Rifondazione:

    mi ha fatto sentire molto giovane.
    il ritiro dell’appoggio di Rifondazione al governo regionale calabrese a guida PD.

  • nishanga says:

    @Suz
    Sorry, mi dimenticavo di passarti questo link a suo modo mooooooolto interessante
    http://www.radioradicale.it/scheda/258236
    una convenscion degli under 40 pidiessini che si raccolgono sotto il nome ” I mille ” -pensa tu.. – e che quà si incontrano per organizzarsi e.. “uccidere il padre” – ripensa tu.. –
    Anche questo tempo speso dietro stè cose quà è il prezzo della mia passione politica solo che per più di un motivo – e questo lo devi scoprire tu che i mezzi non ti mancano – più che farmi incazzare mi anche un pò divertita..
    i mille ??..uccidere il padre ??..
    e quà non ti viene da parlare su quanto sò antichi ma del fatto che non sanno che cazzo di pesci acchiappare, bhe, questo lo grida
    l’evidenza!
    see you!

  • Luca says:

    Sarebbe stato interessante che i nostri delegati 29 enni comunisti che passano il tempo ai congressi della rifondazione a Chianciano qui presenti rispondessero alla semplice domanda di Marco invece che menarcela con le varie correnti.
    Come si fa in Italia a pensare di governare proponendo il “comunismo”?

  • nishanga says:

    @ Suz
    E’ cosa rischiosa verificare le proprie impressioni su l’altrui pensiero.
    Pensa che il governatore famoso ha fatto un mucchio di buone cose nella mia regione, oggi ovunque i commenti sono quelli che sai ma ciò non toglie che il piglio dei suoi interventi mi racconta che il tempo passa e le cose cambiano oggi più rapidamente di sempre..
    Secondo me questa è una caratteristica più che interessante anche se la più difficile da gestire; tutto và troppo velocemente per potersi concedere il lusso della distrazione.
    Se ciò non fosse, tu pensi che mi sia giocata alla leggera una splendida giornata di sole in questa piovosa estate nordica?

  • Posturanismo says:

    Suz, vedi come sei fatto? Se uno difende le proprie idee e le argomenta perchè deve essere definito un ultrà? Proprio non ti riesce il rispetto delle posizioni altrui… 😀

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