Chi modera i moderatori?

July 7th, 2008 § 71 comments

Come temevo, il post polemico sui costi dell’iPhone ha prodotto i primi casi umani nei commenti.

Devo riconoscere che la “scena” è evoluta, perché fino a circa un centinaio di commenti il tono è rimasto entro i limiti del decoro, mentre in passato un post simile avrebbe generato centinaia di commenti scazzati a priori.

Bene, è un buon segno. E poi forse questo è un caso in cui sostanzialmente siamo tutti d’accordo: la triade Apple, Tim, Vodafone può farsi incornare nelle terga da un muflone, come suggerisce Eio.

 

ALL’IMPROVVISO ROMBO’ UN TROLL

Scrivo, tuttavia, con un bel po’ di delusione addosso, di cosa è accaduto dopo un po’.
E’ accaduto che è arrivato un troll.

Ve li ricordate i troll? Oltre a essere i personaggi fantasy noti per presidiare i ponti e rigenerare gli hit point, sono i commentatori idioti. Quelli arroganti, litigiosi, falsi, molesti, ecc. a seconda dei casi.

Bloggo ormai da un lustro e faccio cose digitali dai tempi delle BBS e delle costosissime chat su Itapac, quindi dovrei essere abituato ai casi umani che periodicamente infestano la Rete e, in certi casi, arrivano a “casa tua” a dare brutta mostra della loro molestia.

Beh, sarà perché da un po’ di tempo il blog ha una sua fisionomia e forse attira lettori educati, sarà perché qui sono generalmente consentiti i toni franchi, lo scazzo, ecc. e ho perso l’abitudine a fare il poliziotto, ma ho scoperto di essermi totalmente disabituato alla gestione di un troll.

E dire che questo è un blog in cui è possibile dire di tutto, agitarsi, sfancularsi e io sono il primo a non pormi limiti di tono, altrimenti non vale. Faccio io le regole e sono molto larghe.
Però il troll mi ha preso alla sprovvista e, come un cretino su un forum di Punto Informatico, mi sono incazzato e fatto trascinare nella spirale della sua dabbenaggine.

Guardando il bicchiere mezzo pieno, è stata un’incazzatura da scarsa abitudine: segno che i troll sono sempre più rari e non ho più tanto le misure per gestirli.
Guardando il bicchiere mezzo vuoto, sono un pirla perché ho perso del tempo dietro ad un cretino cercando di sgridarlo. Gli ho dato corda. Errore.

 

LA CONVERSAZIONE E IL PATTO DI ONESTA’

Non sono una persona umorale e non ho neanche l’incazzatura facile. Anzi, tendo all’indulgenza, principalmente perché la richiedo spesso. Però mi rendo conto che si sono cose su cui, peraltro inconsapevolmente, non transigo.

Una delle cose su cui mi sono sorpreso ad incazzarmi come una biscia è l’onestà intellettuale.
Ho un blog e converso con tutti, anche con gente da cui mi separano anni luce di differenze e la pensa diversamente da me su tutto.

Ci mandiamo anche volentieri a stendere, perché la conversazione pacata non fa per me, ma lo facciamo con un tacito accordo comune: vale tutto tranne la disonestà intellettuale, le bugie, le ipocrisie, le falsità.

Cioè nel mio modello etico (non esattamente lineare, ma fa lo stesso) l’onestà delle premesse e delle argomentazioni a supporto di una discussione vale molto di più dei toni della discussione stessa.

Meglio un onesto avversario con la bava alla bocca che un bugiardo felpato che magari mi dà ragione dicendo balle, insomma.

Cerco da mezz’ora di dirmi che non è una perversione mia, ma è un requisito della Conversazione con la “c” maiuscola. Cioè, il confronto si fa se ci si considera onesti entrambi. Altrimenti non vale.

E se nella blogosfera, tra persone costantemente conversanti, non ci fosse questo idem sentire, questa comune “cavalleria spirituale”, non sarebbe evidente la differenza tra i blog e gli ormai proverbiali forum di Punto Informatico, in cui per anni gli hooligan di qualsiasi causa nerd si sono scontrati con armi non convenzionali e spregio dell’ortografia .

 

I BLACKBERRY PIU’ LENTI DEL MONDO

Ecco, questa volta al centesimo commento “sano” e conversante è arrivato il troll e non ho saputo gestirlo.

Va detto a mia discolpa che era un troll della specie peggiore: falso e aggressivo.
E’ un limite mio, ma se dopo 100 commenti conversanti torna uno a fare la polemica su OSX vs Windows, mentre è in discussione ben altro e ho scritto nelle premesse del post che uso un Macbook pure io, mi cascano le braccia. Ma quello è il meno.

Il casus belli è semplice, anzi banale: il troll in questione ha provato, salendo in cattedra per circa un’ora, a convincere tutti che i Blackberry consegnano la mail 4 volte all’ora e che per questo sono schifezze.

Liberissimo di pensare quel che vuole sui Blackberry (nemmeno io li amo e trovo siano scarsi come interfaccia e usabilità), ma molto meno libero di dire balle. Anche perché gli utenti Blackberry in rete sono migliaia e tutti sanno che le mail arrivano subit 

Inutile dire che anche i bambini sanno che i Blackberry normalmente consegnano le mail all’istante, salvo malfunzionamenti, tanto che la gente li usa per chattare via mail. 
Una decina di commentatori ha provato a convincere lo sventurato troll (che peraltro ha un blog in cui si dà dei toni da giornalista tecnologico) e a smontare le sue panzane colossali, ma senza effetto.

E dire che tutti gli spiegavano “hey, ho un blackberry in mano e arriva tutto istantaneamente: piantala!”. Niente da fare.

I casi sono tre. O siamo tutti pazzi e ci autoconvinciamo che le nostre mail via Blackberry arrivano istantaneamente, o le mail arrivano solo ogni quarto d’ora e siamo tutti bugiardi, o siamo tutti così fortunati da mandare le mail proprio in quei 4 istanti all’ora in cui il server della RIM fa il check della posta 🙂 .

 

LE BUGIE IN RETE HANNO LE GAMBE CORTISSIME

Essendo un troll non si trattava di convincere un ignorante ma una persona in malafede.
Mi sono trovato di fronte uno che non ha mai provato il servizio Blackberry (e che sul suo blog, ironia della sorte, ne pubblica recensioni fasulle) e a cui serviva sminuirlo per fare una polemica iPhone vs resto del mondo assolutamente non richiesta e fuori topic.

Insomma produceva un falso per sostenere una tesi aggressiva.
Brutta storia, soprattutto perchè il livello della panzana era del genere “gli asini volano”.
Ecco la violazione del patto tra conversanti. Rafforzi la tua opinione (libera) con dati falsi: tradisci la fiducia di chi conversa con te. Per me è una cosa molto spiacevole.

Qui scatta un’altra riflessione. Dire bugie in Rete è un’arma a doppio taglio. Ne sono sempre più convinto.

Sul Web ti sgamano, se menti. E se non sei molto astuto, la cosa è istantanea. Le affermazioni, soprattutto scritte, sono troppo esposte alla verifica degli utenti e le fonti su cui verificare sono tutte a portata di mano e di click immediato.

Fossi stato preparato, fossi stato più lucido, ecc. avrei reagito diversamente. Invece mi sono incazzato. Ho preso le bugie del troll e il suo insistere contro ogni evidenza e ho considerato il tutto un affronto alla Rete e alla sua cultura.

 

ALZARE IL LIVELLO DELLO SCONTRO

Alè, alzare il livello dello scontro: un meraviglioso esercizio in cui noi di sinistra eccelliamo, abusando del concetto di “questione di principio”.
Se un cretinetti in evidente crisi di argomentazioni ricorre al falso, è vero che tradisce quel patto di fiducia tra conversanti. Ma non è Bin Laden. E’ un cretinetti e basta.

Io ho reagito come se fosse Bin Laden.
Un troll si zittisce a suon di fioretto. O banalmente lo si mette nello spam. Colpevolmente ho risposto con l’ascia bipenne.
E poco importa che il suddetto bugiardone insistesse negando l’evidenza. Se incontro per strada uno che insiste nel convincermi che il cielo è marrone, cambio marciapiede e non mi metto a discutere.

Il risultato è che ho dato il peggio di me, pur avendo smaccatamente ragione – ma la questione era talmente evidente da rendere inutile questo dettaglio.

E quando dico “il peggio di me”, intendo dire mettendomi in ridicolo con dei toni tronfi di cui rido ancora. Se volete goderveli, sono nei commenti del post precedente a questo. Mi inquieta la possibilità che io possa fare di peggio (e sappiate che posso assolutamente).

E solo tardi, dopo aver svarionato per un po’, ho adottato la soluzione giusta: i commenti del troll nella cartella spam e un po’ di mail “solidali” in giro ad avvertire che il suddetto troll è quel che è e come tale va evitato. Curiosamente le mail si sono rivelate inutili, perché il troll si è rivelato un caso umano di cui parte della blogosfera ridacchia da tempo.
Fesso io a perdermi questo gossip: l’avrei evitato alla prima battuta, cavoli!

 

CHI MODERA I MODERATORI?

Si spende molta fatica a dibattere su come è necessario comportarsi commentando un blog, ma ben poca o nessuna nel riflettere su come deve comportarsi il tenutario di un blog che riceve i commenti.

Avrò pure avuto ragione e sarà pure stato un troll particolarmente ignorante, arrogante e fastidioso, ma la verità che un po’ mi intristisce è che mi sono trovato a reagire male, senza stile.

E se reagisce male il titolare di un blog che si fa? Mi auto-metto in moderazione i commenti? (non sarebbe una brutta idea), mi auto-obbligo a postare 100 volte la frase “non devo dare retta ai cretini”? mi bacchetto col mouse sulle dita?

Siamo pieni di strumenti di moderazione dei commenti, cioè di quello che viene da fuori. Ma quando il titolare non dà bella mostra di sè, cioè il cattivo comportamento viene dal di dentro, non c’è Akismet che tenga.

Ho voluto condividere questa riflessione sul blog e, come tradizione su questo blog, ho deciso di non cancellare nulla proprio perché credo sia giusto ragionarne tra conversanti (no troll) in modo trasparente.

Da oggi capisco un po’ di più chi ha policies più strette per la gestione dei commenti. E capisco che servono anche ad evitare la tentazione dell’incazzatura e tutte le cadute di gusto che ne conseguono quando un troll infesta la tua casa.

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§ 71 Responses to Chi modera i moderatori?"

  • Daniele says:

    Non si tratta con i troll. Moderazione dei commenti, filtro facile su parolacce e accuse gratuite. Un blog è un sistema che vive e va difeso per il bene dei lettori.

  • Giovanni says:

    Solidali con te!

  • vaitrafra says:

    mi riservo di leggere meglio il post precedente e di visionare l’allegato per capire quale sia il certo prezzo del terminale che apple applica agli operatori italiani.

  • Suzukimaruti says:

    vaitrafra: il problema e’ il prezzo che Apple fa agli operatori. I 550$ che fa negli Stati Uniti non sono la stessa cifra che fa in Italia. Che e’ molto piu’ alta, evidentemente.

    Insomma, basta conoscere minimamente il mercato B2B per sapere che i prezzi non sono uguali da nazione a nazione, da caso a caso e variano in base ai volumi e alle potenzialita’ di ogni singolo mercato.
    Convertire in euro i 550$ e’ ingenuo, capiscilo. Quello e’ il prezzo per un mercato potenzialmente enorme come gli States, figuriamoci il prezzo in Italia (mercato piccolo e poco promettente, bacino linguistico limitato, presenza di Apple scarsissima e tutta da costruire, ecc.), costa ben piu’ dei 550$ e forse piu’ perfino dello stesso valore in euro.

    In ogni caso giusto stasera mi giunge notizia che Tim ha dichiarato che le tariffe dei suoi abbonamenti sono tutte (tutte) concordate con Apple. Concordate. Non che Apple e’ giusto informata. Concordate, ripeto, concordate.

    E direi che questo chiude tutti i discorsi e anche tutti i tentativi di difesa a priori.

    Riguardo a Tre, ancora non ha iniziato la trattativa con Apple. Novari parla, promette ma non sa i costi agli operatori dell’iPhone e fossi in lui prima di fare i numeri ci avrei pensato bene.

    Oh, speriamo che Tre cambi tutto, ma dubito si possa fare molto di meglio di quanto fanno ora gli operatori.

    Quello che ho notato e’ che gli operatori telefonici da oggi si sono vagamente impauriti ed e’ partita un’opera del genere “salvate il soldato iPhone” in cui cercano di spiegare che non spetta solo a loro la parte dei cattivi.

    Attendiamo 24 ore e si sapra’ molto di piu’. Quel che e’ certo, finalmente, e’ che Apple e’ parte in causa anche sulle tariffe. Come strenuamente cerco di spiegare da un paio di giorni.

    So che per alcuni e’ dura accettarlo, ma e’ cosi’. Se lo dico io, e’ facile pensare che sia una mia mattana. Se lo dice Tim o Vodafone…

  • mousse says:

    “20€ in più finiscono direttamente nelle loro tasche, non transvolano l’oceano.”

    Non c’entro col blog ma… come fai a dirlo?

  • vaitrafra says:

    Oh, mi pare l’ora di scendere dal pero.

    A parte il fatto che questo post non ha molto senso… un post intero a piangersi addosso perchè ci sono i troll e non siè più abituati a gestirli mi sembra quanto meno spinto dalla falsità.

    Hai infilato il post per raccattare commenti benevoli dai tuoi lettori, e questo comportamento mi puzza.

    Soprattutto con una esperienza (almeno) decennale come la tua, la regola aurea “don’t feed he troll” dovrebbe essere automagica nel tuo cervello.

    Ma vebbeh, non ci sono basi tangibili per dimostrare quello che penso a questo proposito, percui glisso e passo oltre.

    Nel post sulle tariffe iPhone sei partito pacato e aPolitico per finire a fare il mazzo tanto ad apple che vessa i consumatori e li piega ai suoi voleri capitalistici, facendo comunella con le mafie degli oligopolii.

    Boh.
    Parti dicendo che AT&T acquista i suoi iphone a 550$… poi nell’articolo questo 550$ viene magicamente convertito in euro con un tasso vicinissimo all’ 1:1.
    In verità, con questo prezzo di vendita, TIM e VF si portano a casa il prodotto per un 352€ tondi tondi. Lo vendono unlocked a quasi 200€ in più(giustamente direi) oppure gli abbinano dei contratti da ladri.

    Ed è proprio sui contratti che non vedo dove possa entrare Apple. Epple fissa dei prezzi consigliati per la vendita in abbinamento al contratto. In USA questi prezzi sono rimasti pressochè invariati perchè il mercato delle telco là è parecchio diverso dal nostro.

    Qui in Italy, TIM e VF si spartiscono un mercato duopolistico e applicanon il loro clima come vogliono. I 20€ in più finiscono direttamente nelle loro tasche, non transvolano l’oceano. E’ palese, e per un certo motivo non l’hai voluto sottolineare.

    Chiedere il perchè mi sembra a questo punto d’obbligo.

    Voglio anche sottolineare che per i cari gestori, i 100€ che passano dal prezzo del telefono venduto a contratto con il prezzo a cui lo comprano da apple(rispettivamente 259€ e 352€) sono ammortizzati al marketing dall’alto numero di acquirenti previsti, sottoscrittori di contratti di 24 mesi. A riprova di ciò, ognuno può chiamare l’operatore a cui è abbonato e dichiarare di voler conoscere la procedura per passare all’operatore concorrente. Vedrete le offerte da centinaia di euro GRATIS che vi vengono fatte.

    Inoltre, se fosse vero che i poveri operatori duopolistici siano stati costretti dalla Negra e Pestilenziale Aplle a gonfiare il costo dei loro poveri ed onesti contratti, non si capirebbe come mai 3 dichiara di voler entrare nel mercato iPhone a settembre con tariffe che oscillano tra il 20 e il 30 percento il meno(a detta dell’AD di 3 Italia).

    Davvero tante discrepanze e tanta malafede in questi due post, per un cavalier bianco che inneggia all’onestà intellettuale e nella veridicità delle premesse.

    Valah, ora chiudo il mio macbook nero dalla tastiera perfetta(sarà che non digito a pugni, io) e vado a letto che domani si prospetta una giornata lunghissima.

  • senzastile says:

    Suz il succo del mio discorso è:

    Lui è stato stronzo, se dice il vero o no, non lo so.

    Tu ti sei incazzato troppo.

    Tutto qui.

    Riguardo alla questione BB io non ne ho le competenze per poterne parlare. Tutto quello che ho provato fin ora BB o e61 mi è sempre sembrato in tempo reale. Tranne la mia email aziendale, ma ho avuto modo di provarla solo sul mio e61i.

  • Suzukimaruti says:

    senzastile: se non hai il tempo credo sia ragionevole non lanciare accuse generiche, ma comunque.

    Ripeto: non nego di essermi incazzato, ci ho fatto un post in cui mi prendo le mie responsabilita’.
    Ti invito a capire i motivi per cui l’ho fatto. Non ossessionarti sui modi, ma guarda i contenuti.

    Il tuo amico dice il falso e, nonostante decine di persone lo invitassero a smetterla, ha proseguito negando l’evidenza. E’ questa la cosa grave, cerca di capirlo.

    Riguardo al BB sul Nokia e61, il pessimo funzionamento del client (pare per colpa degli operatori locali) ha fatto si’ che io prendessi anche un BB da affiancare al mio amato Nokia.
    Ma, immagino, tu avrai visto qualche client BB vero. E saprai benissimo che la mail e’ istantanea.

    Un consiglio. Abbiamo capito tutti che il troll e’ amico tuo. Credo tu gli faccia un favore maggiore ad aiutarlo psicologicamente piu’ che a tentare di difenderlo quando e’ palese che non ce n’e’.

  • senzastile says:

    Alec a me di tutta sta polemica non me ne frega na cippalippa! L’importante è che le mail arrivano. Ecco lo sapevo io che non lo dovevo scrivere…

    Cmq non lo so se arrivano in tempo reale, e non so se cattaneo sta dicendo la verità.

    Anche perchè tutto sommato sti cazzi…

  • Alec says:

    senzastile: “Inoltre io ho il servizio BB sul mio nokia. Sulla mia email aziendale i messaggi non arrivano in tempo reale, mentre sulla gmail si.”

    Allora sei della stessa schiera anche te?!?! Sui dispositivi NON RIM il servizio funziona in modo differente, non è un esempio valido…

    Io ho un Nokia E61 configurato per il servizio blackberry e succede ciò che hai appena scritto, ma sul blackberry 8800 le email arrivano sempre e tutte in tempo reale anche da indirizzi diversi

  • senzastile says:

    Suz non ho tempo di mettermi a evidenziare ogni cosa.

    Lui ha commentato, tu l’hai attaccato e si è scatenato il putiferio. Visione troppo semplicistica?? forse…

    Hai ragione poco importa se apprezzo i tuoi post.

    Anchio mi incazzo oltre modo in alcune situazioni, ma me le tengo per me. E prima di offendere ci penso su 1 2 o 3 volte.

    Inoltre io ho il servizio BB sul mio nokia. Sulla mia email aziendale i messaggi non arrivano in tempo reale, mentre sulla gmail si.

  • Suzukimaruti says:

    senzastile: evidenzia le singole minchiate.
    Io mi limito a parlare dei fatti.

    Il tuo amico è venuto qui affermando il falso e, a quanto mi dicono, continua a comportarsi in modo scorretto anche sul suo blog, cancellando commenti, editando il testo, ecc.

    Poco importa che tu apprezzi o meno i miei post. Conta come ci si comporta.
    Riguardo ai miei comportamenti eccessivi ho fatto un post di presa di responsabilità in tutta trasparenza.

    Poi ognuno ha i suoi sistemi di valori. Nel mio, incazzarsi oltremodo è meno grave che mentire e insistere a farlo.

    Se conosci personalmente il troll e tieni a lui, spiegagli che essere falsi è male. E aiutalo a maturare: ne ha bisogno.

  • senzastile says:

    Conosco personalmente il “Troll” in questione, e non avete idea delle minchiate e cattiverie che avete detto. Suzukimaruti mille volte ho letto e apprezzato i tuoi post/twit, ho comprato un e61 dopo aver letto la tua recensione, ma sta volta hai esagerato e non sei stato il solo. Detto questo anche Cattaneo ha esagerato, avete fatto tutto sto macello per niente.

  • Alec says:

    Hai ragione, gli servirà per il futuro speriamo… Non è colpa tua, sono andato fuori di testa quando ho visto cancellati i miei post (e non solo i miei). Sono solo deluso e chiedo scusa se ho inquinato il tuo post con dei commenti inutili! 🙂

  • Suzukimaruti says:

    Ragazzi, ok. E’ di nuovo colpa mia: ho scatenato un putiferio che sinceramente non merita.

    Prendersela con Marco Cattaneo è come sparare sulla Croce Rossa e direi che possiamo tutti vivere tranquilli senza che ogni sua malefatta mi venga segnalata.

    Penso, insomma, che sia giusto che gli si dia spazio per tornare nella sua irrilevanza dove, solo, forse troverà la voglia per crescere un po’.
    Ma non infierite, dai.

  • Ho notato che qualcuno si è preso la briga di citare una mia recensione così mi sento “invitato” a intervenire al dibattito 🙂

    Lo faccio qui anche se non mi pare il post più adatto, d’altro canto sul penultimo ci sono 200 commenti e passa, ed ho più voglia di assistere a una declamazione dell’opera omnia di Bondi piuttosto che leggermeli tutti, francamente.

    Allora, cerco di essere semplice e un po’ banalizzante, magari non preciso al 100%, a uso e consumo di qualcuno a cui davvero interessasse la faccenda ma che non fosse un esperto :

    Punto 1. Parlerò esclusivamente di servizi personali o small business (BIS), i servizi enterprise (BES) funzionano in maniera leggermente diversa e si basano su presupposti completamente differenti quali integrazione con un server exchange, ecc, che qui non mi pare il caso di approfondire.

    Punto 2. Prima di dire qualsiasi cosa mettiamoci d’accordo sulla questione terminologica e ARCHITETTURALE. Posta “push” non significa che la posta arriva subito, significa semplicemente che il terminale (in questo caso il blackberry) è parte passiva del processo di comunicazione, mentre nel caso di posta pull (vedi Nokia E71 ad esempio, ma anche il telefono di Apple) il terminale è parte attiva.

    Questa differenza, che comporta vantaggi e svantaggi, è sostanziale farla per tutta una serie di ragioni, anche non di marketing.

    Un E71 (iPhone, Samsung, ecc) agisce come un computer ovvero si connette alla rete in maniera tradizionale, contatta direttamente il server di posta che si occupa di memorizzare la posta (imap/pop) o consegnarla (smtp), gestendo l’intero processo di comunicazione attraverso i comandi standard definiti dalla RFC. Ad esempio se il server richiede un certificato SSL deve gestirne elaborazione e verifica, se richiede una password deve trasmettergliela, ecc ecc.

    Un blackberry, almeno per quanto attiene alla posta invece agisce da “dumb terminal” per la maggior parte del tempo, ovvero mostra sul suo schermo e memorizza al suo interno quello che gli dice un sistema centrale (che sta in Canada).
    Quando il blackberry si accende, se è impostato correttamente si connette al sistemone centrale RIM in canada attraverso una connessione criptata (VPN), e fa tutto attraverso questo sistemone. Tanto è vero che se dal browser provate ad andare su un sito che mostra il vostro IP, vi sarà mostrato un IP canadese.

    E’ il sistemone a controllare una, due, o dieci caselle di posta secondo logiche e tempi che vado ad analizzare dopo (e che mi paiono l’oggetto del contendere). Quando il “sistemone” riceve un nuovo messaggio in modalità “istantanea” lo “spinge” attraverso questo “tubo canadese” nel cellulare che riceve il tutto in tempo reale. Qualsiasi sia il vostro gestore (tim, vodafone, at&t) il “Tubo canadese” è sempre lo stesso. Questa è la posta push.

    Punto 3. Vantaggi e svantaggi.
    Il vantaggio enorme di un sistema del genere è che il sistemone anzitutto comprime tutto quello che passa nel “tubo canadese” ottimizzando sia il tempo di trasmissione (il dato è già pacchettizzato, non c’è attesa di risposta ai comandi) sia la banda, e poi da non sottovalutare: ti mostra solo pochi byte di ogni email (scarica un messaggio lungo man mano che lo scorri), una anteprima a bassa qualità degli allegati prima di scaricarli tutti, e così via.

    Dal momento che di venti email che io ricevo sul blackberry ne cancello quindici dopo aver letto le prime dieci righe, come probabilmente fa chiunque controllando la sua casella di posta, il vantaggio in termini di banda è notevolissimo anche solo per questi tre fattori.

    Il risparmio di banda aiuta anche molto la durata della batteria perchè il telefono consuma la maggior parte della batteria durante l’effettiva operazione di trasmissione e ricezione dei dati, se un contenuto che con l’e71 occupa 50kb (tra messaggio completo, html, codici di controllo, attese, ecc), con il BB impiega 7kb di connessione diretta sempre con un unico “sistemone”, consumerò molta meno batteria.

    Il terminale non sta lì a fare connessioni inutili e non ha neanche bisogno di stare sempre collegato (dando comandi noop e idle) a un server di posta esterno con tutto quello che questo comporta: quando il server gli dice “c’è roba”, lui attiva il trasferimento dati e trasferisce dati già “digeriti”, se capite cosa voglio intendere. Al posto di doverli masticare lui.

    L’ iPhone invece, così come tutti i terminali della sua specie (windows mobile, symbian, ecc), comunica direttamente col server di posta mandando comandi tcp-ip attraverso la normale infrastruttura IP del gestore che si sta usando, e deve scaricare i contenuti per intero senza nessuna possibilità di ottimizzazione, come fosse un computer connesso a internet.

    E’ il motivo per cui io almeno col blackberry non supero gli 80-100mb al mese stando alle bollette, mentre con un iPhone farei con tutta probabilità 300-500 megabyte con lo stesso traffico.

    Punto 4. Tempistica.

    Sull’iPhone o simili per avere una email veramente push devi usare una cosa che si chiama “comando IDLE” sul server imap. Il che implica ovviamente che ti serve un server imap4 ben funzionante (non pop3, non imap con idle disabilitato, che non si blocchi possibilmente, che non ti disconnetta a tradimento dopo periodi di inattività, ecc). Il risultato è che per ottenere dall’iPhone 3G un sistema simil blackberry la batteria durerebbe (per come lo usano certi) a stento una giornata di lavoro. Altrimenti imposti connessioni regolari via Pop3, non più di una ogni mezz’ora per non drenare la batteria possibilmente, e via.

    Venendo invece alla tempistica del blackberry, pur mantenendone tutti i fattori di efficienza che derivano da un design orientato alla posta è DECISAMENTE possibile ottenere email totalmente push.
    A) La soluzione più semplice è impostare una copia forward di tutta la propria posta sulla casella email nativa del blackberry (es pippo.pippo@mobileemail.vodafone.it), così arriva tutto in tempo reale.
    B) Oppure basta utilizzare una casella gmail, gmail for domains, yahoo, aol, o altre con accordi di push diretto con RIM
    C) basta ricevere molta posta. Il sistemone del blackberry infatti si adatta al tuo flusso di posta, se ricevi parecchia posta arriva a controllare l’imap a intervalli di un minuto e il pop3 a intervalli di 3-5 minuti. Per economizzare le risorse di rete se ricevi solo una email ogni due ore, può arrivare a controllare la posta ogni 15 (20?) minuti. Il che significa un tempo di attesa che in media potrebbe risultare vicino ai 10 minuti, con ovviamente casi eccezionali in cui un messaggio lo vedi dopo 15 (magari addirittura 20, non mi è mai successo pero’) minuti.
    Se dunque ricevi solo tre email in una mattinata, ma hai comunque bisogno che siano puntuali, converrà impostare un forward su una casella gmail, o sulla casella vodafone.it/tim.it del blackberry.

    Punto 5. Pregi/Difetti

    Le email che mandi dal blackberry sono sempre in whitelist, non vanno a finire in spam. Se mandi una email col tuo cellulare da un network mobile e non hai impostato appropriato record SPF e altro invece non coincidendo il dominio con la connessione potresti avere problemi.

    Ovviamente se il sistemone canadese si blocca, è successo per diverse ore circa tre volte dal 2007 (anche se sempre in ore off-peak per l’Italia), rimani senza posta fin quando non ti rimettono in pista.
    A onor del vero sono più le volte che si è bloccata l’infrastruttura IP del gestore (per cui saresti rimasto a piedi con lo smartphone tradizionale), che quella di RIM, ma insomma, a volerla dire tutta ovviamente il sistemone RIM è un single point of failure, sebbene gestisca così tanti milioni di clienti che ha una ridondanza tale da renderne molto difficile il guasto.

    Se ovviamente ti si ferma la casella esterna di posta rimani senza messaggi in entrambi i casi visto che sia il sistemone sia lo smartphone alla fine devono andare a parare lì.

    Conclusioni.
    Con tutto questo non voglio dire che una infrastruttura è superiore all’altra (sono sincero, non ho neanche letto il post originale quindi non so dove si sta andando a parare!), semplicemente i sistemi hanno caratteristiche diverse e vanno bene per utilizzi diversi.
    Se hai bisogno della email tutta la giornata e ne ricevi molte è superiore di gran lunga il BB, è progettato apposta! Del resto ha la tastiera, ecc. Come si farebbe a sostenere il contrario rimane per me un mistero.
    Sennò sicuramente altri smartphone (tra cui l’innominabile di Eppol) potranno risultare molto superiori come interfaccia, browser web, funzionalità aggiuntive, ecc.

  • Marco Siriani says:

    Suz, hanno appena beccato il troll che sul suo blog modifica il post al volo per correggere le cazzate e cancella pure i commenti che gli danno contro:
    Leggi qui

    A questo punto non ci sono dubbi: questo Marco Cattaneo è ridicolo e continua con una tattica suicida a rendersi sempre più ridicolo, facendosi beccare dalla gente.

  • Alec says:

    Marco Siriani: avevi proprio ragione, ho riletto ora il tuo commento in cui scrivevi che avrebbe cancellato i commenti… Ha fatto così con 2 dei miei… Sta diventando veramente una pagliacciata il suo post di “difesa” sul suo blog, modifica il post senza segnalare le modifiche… Cancella commenti…
    Il bello dei blog è proprio la libertà di espressione di tutti, sia se sono in accordo sia se non lo so…

  • Alec says:

    Ho appena scritto 2 post su marcocattaneo.com spiegando che aveva completamente torto riguardo al Blackberry e guarda caso sono stati cancellati…

    Non ho parole ragazzi, davvero non ho parole

    P.S. Complimenti per il blog Suz, l’ho scovato grazie al post precedente. Davvero ben fatto

  • Roberto says:

    Sulla questione del Blackberry ero scettico, visto che anche GMail accede agli account esterni con un “polling” di circa 60 minuti, quindi mi sembrava irragionevole sostenere che il Blackberry non solo faceva meglio, ma riduceva l’intervallo di “polling” addirittura a zero.
    In realtà la risposta è che non fa polling, la consegna è effettivamente istantanea, quindi non “hanno ragione tutti e due”, ma solo Suz. Questa pagina spiega la differenza tra il metodo tradizionale del controllo posta e quello Push, tipico dei BB: http://en.wikipedia.org/wiki/Push_e-mail.

  • konron says:

    ma guarda, io ti credo, non ho bisogno di conferme.
    Ci tenevo solo a dire che forse cattaneo non spara cazzate al 100%, magari esagera, magari usa termini sbagliati ma penso ci sia un fondo di verità.

    detto questo, non avendo un BB…non ho nient’altro da dire 😀

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