In morte del telefono fisso

June 19th, 2008 § 24 comments

Mi rendo conto che l’oggetto più inutile che ho in casa (soprammobili a parte, ma cerco di non averne e fortunatamente ho un cane da incolpare se per caso ne giustizio qualcuno alla Goldie*) è il cosiddetto telefono fisso, che poi fisso lo è solo in parte, visto che abbiamo un cordless.

Mi basta dare un’occhiata alle più recenti bollette telefoniche e il dato è lampante: negli ultimi mesi non abbiamo fatto una singola chiamata col telefono fisso, salvo quelle gratuite ai vari numeri verdi di help perché non funziona l’ADSL o siamo rimasti al buio.

Forse è un segno dei tempi, ma il telefono fisso è un oggetto obsoleto, che prende inutilmente polvere. Di fatto non solo non lo usiamo per chiamare (perché il 99% dei numeri che chiamiamo sono cellulari e la chiamata fisso-mobile ha costi assurdi, da reato, fatti solo per fregare soldi agli anziani), ma in pratica non riceviamo quasi mai telefonate al fisso.

Anzi, mi rendo conto che è cambiata la percezione “sociale” della chiamata al telefono fisso. Cioè se squilla il fisso, in casa reagiamo male. Sì, perché una chiamata al telefono fisso ormai può solo annunciare disgrazie, operatrici di telemarketing, gente che ha sbagliato numero.

E se è per caso qualche parente/amico che chiama al fisso, la prima domanda è “come mai mi chiami al fisso?”. Perché ormai suona strano, è diventato il telefono delle emergenze e dei rompimenti.

Il post prosegue ed è lungo come una di quelle telefonate di quell’amico che ti chiama una volta l’anno ma ti aggiorna su ogni singola mezz’ora dei 364 giorni precedenti, con dovizia di dettagli. Vedete voi se riattaccare o subire. Tanto paga lui.

In effetti le uniche telefonate che riceviamo sono moleste. Disgrazia vuole che abbiamo ereditato il numero di telefono di una vecchia filiale (spero bruciata in un incendio doloso e con danni enormi) della Toro Assicurazioni, motivo per cui riceviamo spesso telefonate di gente che ci chiama per qualche sinistro.

Il brutto è che sono persone a cui spieghi che stanno sbagliando numero e che devono cancellare il numero che hanno in rubrica, ma nel 90% dei casi insistono.
Una mattina, alla terza chiamata di fila, una signora ha provato ad insistere “Ma *davvero* non è la Toro Assicurazioni? E’ sicuro?”. Ero tentato di risponderle “Cazzo, sono 6 anni che vado a dormire in una filiale della Toro e non me ne sono mai accorto: ecco perché il letto mi sembrava duro, era una scrivania!”, ma ho optato per un moderato sfanculamento, al che la signora mi ha risposto “Si calmi, neh!? Guardi che per quanto ne so *io* sto facendo il numero giusto”. Ovvio: è colpa mia che abito nel posto sbagliato.

L’altro grande filone di chiamate moleste ricevute da queste parti è composto esclusivamente da operatrici di telemarketing. E’ un appuntamento quotidiano regolare: una chiamata prima di mezzogiorno. E possono essere, nell’ordine, Telecom, Fastweb o Sky, più rari altri soggetti.

 

FASTWEB: TI VOGLIAMO A TUTTI I COSTI (CHE TANTO SOSTERRAI TU)

Fastweb è ossessiva: chiamano almeno 2 o 3 volte alla settimana. Non gli va giù che noi non siamo loro clienti. E’ tutta colpa nostra: 6 anni fa, facendo un sano scouting di mercato per capire che tipo di connettività mettere in casa, commettemmo l’errore fatale di contattare Fastweb e lasciargli i nostri dati. Da allora ci molestano con regolarità elvetica.

E dire che un paio di volte ho provato a spiegare all’operatrice e a farle scrivere nelle note: cliente impossibile: non ci vogliono fino a quanto non togliamo quella fregatura dell’IP non pubblico.
Eppure insistono, facendo proposte che ai loro occhi sembrano sempre più allettanti. 

[inutile divagazione personale]

Mi ricordano un tizio con cui secoli fa feci un’intervista di lavoro, dopo aver passato, unico non cravattato, un test scritto piuttosto duro su Windows NT.
Mi accorsi a metà colloquio che erano dei pazzi nazisti succhiasangue ispirati a quelle grandi società di consulenza che rovinano la vita ai loro dipendenti e feci di tutto per finire in fretta e non vederli mai più.
Commisi tuttavia l’errore di spiegargli per filo e per segno come mai non avrei mai voluto lavorare per loro. Tragicamente la cosa gli piacque, visto che era una società che faceva formazione: avevano apprezzato la chiarezza espositiva e poi ero arrivato primo nel test scritto.
Quindi insistettero per un mese per avermi, offrendomi paghe sempre più alte di fronte ad ogni mio “no”.

Una delle ultime chiamate del manager che mi aveva “colloquiato” fu bellissima, perché arrivò a dirmi “Ok, dottor Sola, la sua strategia si è rivelata vincente: le offriamo XYZ milioni (di lire) all’anno”, cioè esattamente il doppio dell’offerta iniziale.
Al mio ennesimo no si incazzò come una iena, spiegandomi che nessuno aveva mai detto di no ad una loro offerta di lavoro e che là fuori c’era la coda (e in effetti le loro selezioni erano affollatissime).
“Ecco, se c’è la coda prenda uno di loro, che fa pure una buona azione”, feci in tempo a rispondere, prima di suggellare il tutto con un bel click della cornetta.

Riuscì a chiamarmi ancora una volta, il giorno dopo (come al solito svegliandomi e facendomi arricciare le lenzuola causa giramento di balle) per spiegarmi  – e non scusarsi – che il giorno prima si era innervosito e che per lui era una questione d’onore, oltre che professionale (cioè se non mi assumeva passava per scemo in azienda). Lo autorizzai a correggere il suo report e scrivere che, on second inspection, ero inadeguato, nascondendo ai suoi colleghi una verità palese: era uno scemo.

Cioè, cose simili non le accetterei nemmeno da una fidanzata o aspirante tale, figuriamoci da uno che ricordava vagamente il fratello (più) brutto di Renato Brunetta e come esordio del colloquio mi fece notare che ero vestito in modo troppo sportivo (dio solo sa perché non gli ho rigato l’Audi A3 – perché gente così ha per forza l’Audi A3 o, ora che esiste, la BMW serie 1 – una volta uscito dal colloquio). 

[/inutile divagazione personale]

 

SKY: CI PIACI COSI’ TANTO COME CLIENTE CHE VORREMMO UN BIS

L’altro grande molestatore è Sky. E qui la situazione si fa paradossale, perché di Sky siamo già clienti da anni, anzi siamo switcher da Telepiù. Ma quelli dell’ufficio preposto al telemarketing evidentemente non lo sanno.
Non solo mi telefonano, ma mi scrivono. E così capita che il soggetto Enrico Sola riceva contemporaneamente la fattura per l’abbonamento (che peraltro è un abbonamento full, cosa gli devo comprare di più? I pornazzi? Gli orridi film in pay-per-view che non guarderei nemmeno se pagato? Il Milan Channel?) e pure le lettere d’invito ad abbonarsi, spesso tra l’altro corredate da foto di Buffon, che per me costituisce una seria tentazione di annullamento di qualsiasi abbonamento, oltre che un invito all’antifascismo militante.

Ho provato più volte a fargli notare, perfino via mail, che sprecano soldi e miei minuti preziosi se continuano ad invitarmi a fare un abbonamento che ho già fatto, ma evidentemente non si parlano fra reparti. Che noia.

 

TELECOM: L’INUTILITA’ DELL’ESCAPISMO

Telecom ha il difetto di chiamare la sera, rigorosamente in ore pasti. Pasti che, date le nostre vite scriteriate, sono variabilissimi come orario. Ma loro riescono inesorabilmente a chiamare al primo boccone. E rigorosamente propongono tariffe ancora più convenienti per chiamate che non facciamo.

Ogni volta decliniamo, ma ultimamente mi diverto a sperimentare escapismi dadaisti con le povere addette al telemarketing sarde che mi molestano e che chiedono sempre di parlare con la mia compagna, che è l’intestataria del contratto.

In sostanza invento scuse sempre più paradossali per segnalare che “la signora non c’è”. E’ una sorta di escalation per cui ho iniziato dicendo che il numero, che è una linea business, rispondeva ad una fantomatica “sala composizione cadaveri” di un’agenzia di Pompe Funebri e che non era proprio il caso di chiamare e l’ultima volta ho spiegato dettagliatamente che la signora “fa l’inviata per National Geographics ed attualmente è in Birmania, ma se vuole le do il numero dell’Hotel Savoy di Yangon e la può contattare: non si preoccupi, il centralino parla un discreto inglese”.

Niente, pur abboccando alle mie peggior invenzioni e producendo una quantità eccessiva di “ci scusi”, non vogliono chiamare fino in Birmania, sti braccini.
E dire che mi propongono sempre dei piani telefonici interessantissimi in cui le chiamate all’estero costano poco più di una caramella: potrebbero usarli anche loro, no?

 

TELE2: UNA QUESTIONE DI CORNA

C’è, poi, una questione di corna: Tele2.
Ogni tanto chiamano e chiedono di noi. Sì, perché tecnicamente saremmo loro clienti, nel senso che attivammo il famigerato 1022 secoli fa e ci guardammo bene dall’usarlo.

Già non usiamo mai il telefono fisso, figuriamoci se ci mettiamo a comporre 4 cifre prima del prefisso per pagare qualche millesimo in meno. Che me ne faccio di un servizio che sconta un prodotto che non consumo mai?

Il problema è che a Tele2 hanno un servizio telemarketing malinconico. Chiamano e dicono cose del tipo “ecco, non ci usate mai, ingrati!”.
E in effetti è vero. Ma il loro servizio è senza canone, quindi non gli devo niente. E visto che non consumo niente, che danno gli faccio? Se non mi chiamassero, gli costerei ancora meno.
Cerco sempre di farglielo notare, ma finisce sempre che mi propongono la loro tragica ADSL, di cui sento solo dire male e che si sospetta filtri il traffico P2P: un successone.

 

E’ PER TE: UN TAL “MERCATO”…

Il risultato è che ogni volta che squilla il telefono ci prendiamo male. Di fatto regaliamo il canone alla Telecom per non avere nulla di utile in cambio. Però non possiamo fare diversamente.
Non ci penso nemmeno a cambiare operatore di connettività e avere un’ADSL di altri, perché il rischio che facciano traffic shaping penalizzando il P2P è troppo alto e Telecom, almeno finora, si comporta bene, soprattutto con le linee business come la nostra.

In verità un po’ mi spiace non dover/voler usare più il telefono fisso, perché si sono perse alcune vecchie maniere che adoravo, tipo presentarsi, capire con chi avevi a che fare a seconda di come rispondeva, superare le barriere di fratelli/padri/madri per farsi passare una tipa, ecc. Un po’ ci si affeziona ai modi di fare, anche se sono arcaici. Ora chiami un cellulare e sai già chi ti risponde e con buona probabilità lui sa chi sei: cambia tutto.

Ai tempi dell’Università studiai un libro intitolato “Storia sociale del telefono“, interessantissimo pur essendo scritto in “accademichese” con fastidioso autocompiacimento dell’autore (o del traduttore).
Ecco, se mai ristampassero questo libro, che credo sia ancora nelle bibliografie di un bel po’ di corsi universitari tra Sociologia e Scienze della Comunicazione, dovrebbero aggiungere un capitolo sulla morte del telefono fisso nelle utenze private.
Anche perché scopro che molti amici vivono da anni senza telefono fisso in casa e non ne sentono la mancanza. E sinceramente, a parte la necessità di avere un telefono fisso per avere l’ADSL di Telecom, non vedrei alcuna ragione di avere un fastidioso telefono sulla scrivania: ho già 2 cellulari che bastano e avanzano.

Non solo, ho dato un’occhiata al traffico dei miei telefoni cellulari e mi sono accorto che alla fine chiamo quasi esclusivamente altri cellulari. E se chiamo qualche linea fissa è per parlare con il centralino di qualche azienda o tuttalpiù con qualche interno (in media uffici amministrativi in cui pietisco news su mie fatture non pagate), ma negli ultimi 4 mesi non ho chiamato un singolo numero fisso di un privato.

Alla fine forse stiamo tornando a vecchie ansie. Quando nacque commercialmente il telefono, i borghesi dell’epoca erano spaventati all’idea che l’apparecchio telefonico fosse un’irruzione del mondo esterno nel privato delle loro case. Temevano, insomma, che il Quarto Stato si attaccasse alla cornetta e si manifestasse dietro i paraventi del perbenismo di quegli anni, turbandoli: una versione telefonica di “Teorema” (nel senso di Pasolini, non di Ferradini! [che poi il testo lo ha scritto il grande Herbert Pagani]), per capirci.

Ora lo scenario è simile: mi rendo conto che lo squillo del telefono fisso annuncia una sgradita irruzione nel privato delle case. Solo che dall’altro capo non c’è il temuto (…) proletario pronto ad insidiare le signore borghesi, ma il Mercato, desideroso di spennare noi neoproletari a colpi di offerte irrinunciabili.

* oh, io questo video lo adoro e da anni sogno di presentarmi alla Mostra della ceramica di Castellamonte e giustiziare gli oggetti di cattivo gusto a colpi di randello

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§ 24 Responses to In morte del telefono fisso"

  • Ma, stanti così le cose, non converrebbe lasciarlo staccato?

  • Mike says:

    Il telefono fisso e` vero che viene utilizzato di meno, rispetto al cellulare. Sul mio CV ho messo sia il fisso che il cellulare, ma ovviamente non c’è stato mai nessuno che mi abbia chiamato sul fisso, probabilmente perché tutti si pensa che sia più facile trovare qualcuno sul cellulare. Il fatto è che se sono a casa il cellulare a volte lo spengo, altre volte lo lascio da qualche parte e non lo sento squillare, mentre il fisso lo sento di più.

    Ah, poi a dimostrare la mia anzianità se qualcuno lascia il cellulare in giro e suona, io rispondo ed intanto lo vado a cercare. Mio fratello lo sa e non ci fa caso, chi chiama dall’altra parte rimane spiazzato.

    Infine Sky. Quando gli ho chiesto, di dirmi come dovevo fare per farmi cancellare dai loro elenchi ai sensi della legge 196, hanno smesso. Testuali parole: “senta io il ricevitore via satellite ce l’ho già e mi guardo i canali liberi. Sky non mi interessa. Se gentilmente mi dice come farsi cancellare dagli elenchi, fa un favore a me e faccio risparmiare dei soldi a Sky” (dette in maniera *molto* scazzata)

  • elofoolish says:

    io invece provo l’ebrezza dell’ADSL di tele2…
    un servizio veramente deprimente.
    non vedo l’ora di cambiare casa e di ritornare a telecom!
    e comunque io tra le 18 e le 21 di sera non rispondo piu’ al telefono, ci chiama anche la bofrost a noi!

  • vb says:

    Ho fatto così anch’io: casa nuova, e linea fissa solo per ADSL. Il problema è che la società è ancora a misura di fisso ubiquo, in particolare per utenze, assistenze e simili, che ti richiedono di chiamare numeri 800 o 848 che risultano bloccati da cellulare, o numeri 199 che da cellulare costano un mutuo al minuto. Purtroppo i dirigenti italiani hanno 60 anni per gamba e non si sono ancora accorti del fenomeno… o se ne sono accorti ma non hanno voglia di sbattersi per risolvere il problema. Nel frattempo, io evito il più possibile le aziende che non ti danno assistenza su un numero chiamabile da cellulare a costi normali…

  • Johnny says:

    Mah, fondamentalmente hai ragione: anche io ogni volta che suona il fisso ho questa sensazione orrenda che sia sempre uno scocciatore, la banca, una disgrazia, ecc. Ovviamente con la sezione scocciatori a prendere il 99,9% delle chiamate.

    Tanto è vero che sono stato tentato più di una volta dal richiedere un nuovo numero di telefono o lasciarlo del tutto scollegato: ma la mia povera nonna di 83 anni e altre persone che la pensano come lei non sono d’accordo e allora lo lascio così e sopporto questo terribile stillicidio di chiamate inutili.

    Pero’ vedi credo che in fondo sia una combinazione di cose. Sospetto che il numero di telefono di cui parli l’hai ottenuto da pochi anni, magari in occasione dell’ultimo trasloco, del matrimonio ecc, quindi già in piena era “telefonino”, tutti gli amici sono abituati a contattarti al telefonino, ecc.

    A pochi hai dato il fisso e pochi te l’han chiesto. Magari se uno ha una casa con un numero di telefono fisso sempre uguale da 30 anni è molto più facile che qualcuno tenti di raggiungerti lì perchè il mezzo è consolidato da prima che iniziassero a usare il cell.

    Poi probabilmente hai anche poca esigenza di essere contattato per ore al telefono, cosa che rende indispensabile la chiamata al fisso per via dei costi, magari perchè usi strumenti più moderni tipo email, skype, cazzi e mazzi.

    Ah si ovviamente NON FATE FASTWEB proprio per la storia dell’ip condiviso. Una ragione da aggiungere alla lista: io ultimamente non riesco ad accedere più ai blog blogspot.com perchè google mi ha bannato l’ip (lo stesso che usano altri 1000 clienti, qualcuno avrà fatto qualche stronzata e io ne pago le conseguenze) e quindi niente, mi attacco al tram, e a fastweb non gliene fotte na mazza manco a dirlo 😉

  • Dj Torba says:

    Attenzione attenzione! é arrivata l’estate…
    … ed é di ritorno il peggerrimo per antonomasia… con un altra scoordinata selezione musicale…

    Mesopotamia ?????? ????? Production é lieta di presentarVi:

    Su(m)mer

    “Like an Akkadian, a Babylonian or an Assyrian”
    ‘tracks selection entirely from two-thousand-eight !!!’

    Una solare compilation selezionata esclusivamente per Voi da

    Dj Torba

    RAPIDI RAPIDI CHE STAVOLTA é UNO ZIPPONE UNICO!!

  • andrea says:

    ma tiscali fa il traffic shaping? a me sembra che mi funzioni bene, ma mi hai inquietato…oddio avrò il traffic shaping?! c’è una cura?

  • Mitì says:

    In casa abbiamo due fissi; fastweb (da quando è uscito, credo di essere stata la terza a Genova ad avere il contratto) e Infostrada (nella parte nuova della casa). E le telefonate pubblicitarie sono praticamente nulle, a parte miei fornitori abituali da anni come San Lorenzo o Olio Costa.
    Usiamo moltissimo il telefono fisso, sia per lavoro che con le famiglie. Il cellulare solo con gli amici vagabondi o per rapidissime comunicazioni di lavoro.
    Io personalmente sto iniziando a non sopportare più il cellulare usato per lunghe conversazioni; mi dà proprio un fastidio fisico. Starò invecchiando? ;-D*

  • Mr Oz says:

    Ciò che dice Gianluca è verissimo. Sono stato in alcuni callcenter (dopo ti ci vuole almeno un mese in India per riprenderti dallo sciòc): hanno un copione stampato su carta, penso per i casi di blackout della rete, e diversi percorsi a schermo, da seguire a seconda dell’azienda per cui chiamano/rispondono. Alle pareti è pieno di enormi poster motivazionali con delle gran stock image accoppiate a frasi di una banalità sconcertante, ma tutti senza “brand”. Astuti eh?

    St4rZ, la Svizzera (su alcune cose) è avanti millenni. Io *adoro* i parcheggi a parchimetro di Lugano dove puoi sfruttare il tempo lasciato da quello prima. Si innesca un meccanismo per cui tutti pagano sempre e lasciano un po’ di tempo a chi arriva dopo. Un po’ come il caffé pagato, solo che lì funziona davvero.

  • Maurizio says:

    Quanto hai ragione, Suz…
    Ormai la linea fissa è un piccolo pegno sociale da pagare, per avere un’ADSL flat coi costi che più si avvicinino al tollerabile.
    E ci sono un’infinità di altre categorie che, avendo capito dopo anni che la gente lavora e forse non è in casa durante il giorno, chiamano inesorabilmente all’ora di cena. E se né un mese fa e né oggi voglio un tappeto o una fornitura di Olio Carli, perchè li dovrei volere tra un mese? Idem per la casa: non la voglio vendere, non conosco nessuno che stia vendendo e, in ogni caso, farò sempre l’omertoso nei confronti di chi ha da speculare con queste informazioni.
    Una cosa mi ha sempre incuriosito e sarei stato tentato di accettare, giusto una volta in vita mia e per scoprire cosa accade DOPO: quando annunciano che “la fortuna Le sorride, ha vinto un viaggio”. In realtà so che la fortuna non mi sorride (è cieca o, quando ci vede, si scompiscia dalle risate), è solo pura curiosità su come sarò poi ricattato a vita, per aver accettato un viaggio con qualche agevolazione ma, fondamentalmente, a mie spese.
    Ed infine i parenti vecchi, vecchi nel modo di pensare, che hanno un cellulare coi nostri numeri, ma si ostinano a telefonare al fisso. Con sguardi preoccupati tra me ed i miei, mentre pensiamo tutti la stessa cosa: “è per te; no, è per te”. E come sempre è mia madre, la più vicina al telefono, a diventare la portavoce dell’infausta chiamata di turno.

  • St4rZ says:

    Questa non é una pubblicità come sembra, era solo per dire come certe cose cambiano di paese in paese. e non é che gli operatori svizzeri siano meno arraffoni di quelli esteri eh.

  • St4rZ says:

    Sui costi della telefonia fissa é tutto un fatto di ideologia. In svizzera ci sono tre operatori, swisscom (ex monopolista), sunrise e orange.

    Ora, telefonia fissa, io mi sono abbonata a sunrise, perché anche i miei abbonamenti internet e telefonia mobile sono di sunrise.
    Questo mi permette di risparmiare, perché da fisso a mobile sunrise non pago NIENTE, fisso-fisso nemmeno, e sinceramente di quei 39 ct all’ora su tutte le altre reti non mi frega granché.

  • ChiaretaFranklinPD says:

    Io parlo al fisso con mio nonna. E’ una goduria. Il mio cellulare, di non so quanti anni fa, smette spesso di squillare di sua iniziativa. rivincita del fisso.
    Non credo che il cellulare si possa consapevolmente spegnere con facilità. Troppi problemi “dopo”.. quando lo riaccendi. Il lato buono è che puoi perdertelo.. per casa, nelle nostre immense borse, nella giacca dentro qualche armadio.. e se lo perdi con il “silenzioso” è fatta.
    A proposito.. dove l’ho lasciato?

  • Matteo says:

    Caro Enrico, io faccio il bastian contrario.
    Non uso il cellulare, amo il fisso.
    Se qualcuno mi vuole chiamare lo deve fare quando sono a casa e punto.
    Se mi chiama qualche operatore telefonico gli passo senza meno “chi si occupa in casa delle bollette” ovvero mio figlio di 5 anni, Giosuè, il quale con molta calma spiega che noi stiamo bene con il nostro attuale contratto.

  • gluca says:

    la cosa buffa è che al 99% è sempre lo stesso callcenter in outsourcing che chiama, e interpreta una volta Fastweb, una volta Sky, una volta Tiscali, ecc… all’interno fanno corsi di recitazione.

  • Roberto says:

    Umf… ma come siete antichi.
    Allora, effemmeffe, alla presa per il doppino ci puoi anche attaccare il modem/router. Il problema è che Telecom non ti porta l’ADSL se non paghi anche il canone. Ma non sei obbligata a tenerti il telefono fisso, solo a pagarlo.
    Io ho solo l’ADSL (Suz, Tiscali non fa traffic-shaping, è una delle poche aziende che ha dichiarato di NON farla, gli altri al più tacciono) e per non rinunciare al piacere del fisso senza le pene del fisso uso uno di quei telefoni che si collegano ad una porta Ethernet del mio router. Godo delle tariffe VoIP, di tutti i numeri geografici che voglio (ora ne ho sette) e gli scocciatori questi numeri non ce li hanno, perché non sono MAI stati sugli elenchi.
    Allora, la vogliamo buttare a mare Telecom e le sue sorelle?
    Ah, Suz, bell’articolo.

  • eio says:

    Non dimentichiamo che il telefono cellulare ha questo vantaggio che il telefono fisso non ha. Puoi spegnerlo. Basta un dito.

  • degra says:

    Io, invece, a casa uso solo il fisso, e mi fa specie che certe persone chiamino sul telefono “sbagliato”: i parenti che chiamano sul cellulare e gli amici che chiamano sul fisso.

    Delle telefonate commerciali ormai ho perso il conto, e sono tutte di telefonia.
    Tutti a propormi l’ADSL quando non arrivava fino a casa mia: “Ma guardi che è vantaggioso, telefona gratis”…
    E ora Tele2 e Infostrada a convincermi che è meglio mandare a quel paese Telecom (unica azienda che porta l’ADSL per via dell’Anti Digital-divide).

    Vero che quelli di Tele2 sono lamentoni: quando ho disdetto, mi hanno detto “se vuole smettere di risparmiare sono affari suoi” 😀

  • Dottordivago says:

    Sto riscoprendo il fisso: mi fa sentire come uno di quei cazzoni che collezionano moto inglesi e pipe da marinaio.
    Ovviamente ho incamminato Telecom, che continua a mandarmi il meglio delle sue offerte; con Tiscali risparmio qualcosina, poca roba, ma a fronte di un’offerta nettamente migliore.
    Sono così vintage che mi sono fatto la rubrica -di carta!- con i numeri fissi degli amici, i quali si stupiscono ogni volta che li chiamo non sul cellulare.
    Un mio amico, col cellulare si mangia lo stipendio e non se ne rende conto: ho dovuto spiegarglielo io ( http://bpm.altervista.org/?p=141 )
    E’ che io, col cellulare, ho un rapporto di merda, a differenza loro che lo amano come una squadra di calcio: lo cambiano tre volte all’anno ma continuano ad amarlo, come una squadra che cambia i giocatori, ma la maglia è sempre la maglia.
    Dottordivago.

  • effemmeffe says:

    Scusa, ma staccare direttamente il fisso dalla presa ed usare il doppino solo per andare nel router non si può?
    Chiedo perché se un giorno telecom decidera di portare adsl anche nel mio paese io la vorrei, ma vorrei anche continuare a non avere il fisso come ora…

  • Invece poi c’è SKYPE che ha fatto questa cosa meravigliosa di farti pagare 7 euris e puoi chiamare dall’estero numeri fissi di un solo paese da te scelto per quelli che non hanno skype (cioè gli anziani sprovvisti di computer). E hai diritto a miliardi di telefonate ed è cosa bella e giusta…e il telefono fisso non è più un oggetto polveroso…no tanto per fartelo notare…

  • newmediologo says:

    Per quanto riguarda la prima parte del post hai esattamente la stessa identica percezione che ho io, le cose funzionano proprio come ha descritto.. Se suona il telefono fisso vado in paranoia..

  • Stefania says:

    Quanto è vero!!! Da quando sono partita da casa non ho MAI avuto il telefono fisso .. lontano ricordo ..
    Tante cose sono cambiate nella comunicazione, ma non mi pare il luogo adatto per svolgere la traccia data alla maturità :D. Chissà cosa hanno scritto i GGGIovani che non hanno provato l’ebrezza del superare le barriere del genitore del fidanzatino che risponde, e poi era divertente anche guardare i TUOI genitori quando rispondevano .. ahhh ricordi ..

  • Tambu says:

    io ho realizzato la combo mortale: Mi chiama Fastweb per propormi Sky via Videostation. La tengo mezz’ora al telefono cianciando della banda e dell’ADSL che va nemmeno a 4, che se me la portano a 6 sottoscrivo volentieri qualsiasi cosa, e quando arriviamo al dunque (il dunque è “non ti garantisco nulla, però se firmi mi fai un favore”) cambio strategia e le dico: “guardi ma tanto alla fine la TV la guardo ben poco, giusto i telefilm”. e quando la pesciolona cade nella rete e annuncia tronfia “ma noi li abbiamo i telefilm, tutti quelli che vuole E ANCHE PRIMA DELLA TV PUBBLICA” la gelo con un “eh no, io guardo quelli che voi ANCORA NON AVETE, e che forse in Italia non ci arriveranno mai” e poi siccome al telefono non si possono fare le emoticon ammiccanti ho concluso con un “dai, che ha capito…” 😉

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