Little Boots: la mia musa del momento

April 10th, 2008 § 15 comments

Da queste parti ci si esercita a far scoppiare piccole mode di nicchia: cose carbonare, per pochi aficionados, tanto per non morire di noia in questi giorni tristi.

La mia musa del momento, tanto per cambiare in arrivo da un’intuizione di Giorgio Valletta, è Little Boots, ragazzina inglese (di Blackpool, per la precisione, che è come nascere all’Aquafan di Riccione quando è nuvoloso) improvvisatasi one-man band e capace di produrre un pezzo immenso come “Stuck On Repeat“, classico quattroquarti digitalissimo con voce femminile, a metà tra “Fine Day” degli Opus III, “I Feel Love” e qualche drittone da disco di provincia.
Un pezzo che si ferma giusto un millimetro prima di diventare tamarro. Bellissimo. E ancora più bello e struggente se lo ascoltate in versione acustica, suonata da lei in pigiama nella sua cameretta (solo abbiate un po’ di pietà per il pigiama). 

Il bello è che il piccolo genio dietro questo pezzo è una ragazza (e carina, by the way, sul genre Dolcenera) che nel tempo libero riempie il suo canale di YouTube di suoi cazzeggi musicali, francamente uno più curioso dell’altro. Per dire, la sua cover di “Wearing My Rolex” di Wiley (qui l’originale) spacca.
Ma pure la sua esecuzione in mutande di “What Is Love” di Haddaway (nonsense tamarrissimo degli anni Novanta più commerciali) ha un suo perché.

Cioè, nel caso di Little Boots è palese che siamo un passo più in là rispetto al cazzeggio amatoriale su YouTube, non fosse altro perché le cover sguaiate dei suoi video sono belle, divertenti, arrangiate in modo originale e raramente banali (cosa ne sa una ragazzina degli Human League?).

Cioè, la figliola ha talento. E qualcuno se n’è accorto, visto che pare che il suo pezzo sia stato prodotto nientemeno che dagli Hot Chip.
Intanto io mi sono abbonato al suo canale di YouTube, ma oltre ai suoi video di cazzeggio musicale resto in attesa di qualche sua uscita discografica. Intanto non meravigliamoci se “Stuck On Repeat” inizia a girare pure in radio e nei club. E’ un pezzo da 3 di mattina e “hands in the air!”. Quindi su le mani! 

 

§ 15 Responses to Little Boots: la mia musa del momento"

  • daiwojima says:

    Grazie Suz, ho le lacrime agli occhi per la versione di “Don’t You Want Me”. Ho avuto la fortuna di vedere gli Human League dal vivo in una sgrausissima discoteca di Bournemouth – che sta a Blackpool come Milano Marittima sta a Riccione – nell’1982, annus mirabilis per la vittoria ai mondiali e per..(bollino rosso) con una diciannovenne milanese (io non ne avevo neanche sedici).

  • Amedeo says:

    È brava, sì, ma meno dilettante di quanto possa apparire a prima vista. Si chiama Victoria Hesketh ed è stata la cantante delle Dead Disco, un gruppo con quattro single e un album all’attivo (il video di You’re Out credo che si sia visto anche da noi). Curiosa comunque questa regressione – momentanea? – alla dimensione amatoriale…

  • Suzukimaruti says:

    Pure a me ha risposto via MySpace. Bella, brava, gentile (bruna come piacciono a me), giovane. Cosa voglio di più? (potrei fare un elenco, ma vi lascio immaginarlo).

  • Smeerch says:

    Contattata via YouTube, Little Boots è stata gentilissima. Mi ha mandato l’mp3 originale del brano “Stuck On Repeat” e mi ha permesso il suo utilizzo nell’ultima puntata di SmeercHouse, il mio programma radiofonico del sabato sera. 🙂

  • Suzukimaruti says:

    vb: conta che lei inizia a cantare sì e no al quarto minuto. Ma prima c’è un bel drittone moroderiano che merita.
    E immaginandoti preso – come me all’epoca – ad assemblare .mod sull’Amiga so che non potrai non apprezzare.
    Anche perché in quegli anni lì – dico a cavallo tra gli ottanta e i novanta – la roba che si produceva non era poi così distante da questi suoni. (anzi, una notte di mooolti anni fa riempimmo mezza Lega dei Furiosi di alienati suonando happy hardcore rigorosamente in mod con 2 Amiga e un mixer)

  • vb says:

    Ho provato a metterla su (oltretutto, 10-15 anni fa anche io usavo l’Amiga per sintetizzare a manetta). Però, dopo un minuto di moog sintetico in cui lei non aveva nemmeno iniziato a cantare, ho provato l’urgenza insopprimibile di premere “stop” e mettere su il disco di Serj Tankian.

  • Rob says:

    Stuck on repeat mi fa impazzire.

  • BMV-Pedrita says:

    No, i Franz Ferdinand neanche un po’. Giorgio Moroder molto.
    Bellissimo 😀

  • Feba says:

    Ovviamente non mi pronuncio su gambe e quant’altro, ma posso dire che mi sono gustata i pezzi 🙂 E’ che sono troppo pigra per trovare da sola chicche su tuotubo, perciò grazie 😉

  • JustAman says:

    Adorerei “Stuck on repeat” se solo non mi ricordasse un po’ troppo un pezzo dei Franz Ferdinand, “Matinée” o qualcosa del genere. Ho adorato però la cover di What is love, una canzone che (mi vergogno a dirlo) mi ha svezzato. Che infanzia…

  • Raibaz says:

    Molto carina ed evidentemente talentuosa (la cover di What is love è genio puro!), peccato sia dedita a un genere che non riesco a sopportare come il nu-rave o fluo che dir si voglia 🙁

  • JustAman says:

    Stuck on repeat è veramente un bel pezzo. C’è solo un particolare che la rende irritante: la somiglianza (forzata forse, ma le mie orecchie questo sentono) con un pezzo dei Franz Ferdinand, Matinée o qualcosa del genere.

  • Smeerch says:

    “un passo più in là rispetto al cazzeggio amatoriale su YouTube”. Per restare in tema: io in questo periodo adoro l’italianissima AverageSinger (Fidanzatina d’arte).

  • Suzukimaruti says:

    belle gambe, peraltro. 🙂

  • riccardo says:

    l’esecuzione in mutande è SOLO per maniaci. e su questo sono categorico.

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