Cose che ho capito non facendomi capire

April 16th, 2008 § 74 comments

Ho letto in ritardo, ma li ho letti tutti (e proseguo, visto che ne arrivano ancora), i commenti al post che ho fatto stanotte per commentare il boom dei voti al centrodestra tutto.
Mi scuso, ma un po’ per necessità e un po’ per piacere ho preferito impiegare la giornata a consolarmi con delle belle persone in riva al mare, in attesa che Tremonti venda pure quello.

Sarò franco, sono delusissimo di quello che ho letto.
Ok, la voglia di sfogarsi è tanta e c’è confusione, enfasi, emotività. Ma ho capito di non essere stato in gran parte capito. E mi sono un po’ inquietato perché ho letto e continuo a leggere vecchi schematismi spaventosi di certa sinistra.

 

ARRICCHIRSI: CHE ROBA, CONTESSA

Ho letto un bel po’ di commenti inorriditi alla mia constatazione: in un’Italia in cui i miei diritti e i miei stili di vita sono minacciati e non garantiti, il denaro è l’unico modo per garantirmi la libertà, l’informazione corretta, il mantenimento dei miei valori e una vita laica e rispettabile.

E altri sono sobbalzati al corollario inevitabile: per salvarsi da questa Italia bisogna arricchirsi.

Ecco, per il solo fatto di aver detto quanto sopra, mi sono preso del berlusconiano, del venduto, dell’evasore fiscale, del corrotto.

Questo è uno dei motivi per cui la sinistra (che, ricordo, è la mia parte politica, la mia categoria interpretativa della vita, ecc.) perde socialmente perfino contro quel miles gloriosus di Berlusconi.

Perché se il verbo “arricchirsi” diventa automaticamente una mostruosità, allora sì che siamo fuori sintonia col mondo.

Solo arcaismi culturali di una sinistra fuori dal mondo possono fare l’equazione per cui arricchirsi equivale a rubare, abbrutirsi, diventare berlusconiani, frodare il fisco, essere cattive persone, ritirarsi nel privato, imborghesirsi, parcheggiare il SUV sui marciapiedi, ecc. (il prossimo che mi fa ancora la polemica sui SUV lo arroto con la mia Punto: perdiamo per stronzate di questo livello, rendetevene conto: su certe cose siamo infantilmente patetici!)

Ho per caso scritto che voglio arricchirmi con mezzi illeciti o abbrutendomi umanamente e culturalmente?
Ho per caso scritto che arricchirsi è un fine?
Ho per caso scritto che avrei rinunciato ad un singolo valore per arricchirmi? (mi pare di aver scritto esattamente il contrario) 
Ho per caso scritto o anche solo implicato che la necessità (perché di questo si tratta) di arricchirsi per difendere i miei valori e il mio stile di vita avrebbe minato il mio impegno affinché la libertà che “compro” spetti di diritto a tutti?
(mi permetto di autovirgolettarmi: “Questo non vuol dire che smetterò anche per un solo centesimo di secondo di lottare affinché questo spetti di diritto a tutti, anche a chi non ne capisce l’importanza“)

Sarò franco: mi spaventa questo automatismo quasi pavloviano per cui l’idea di arricchirsi – seppure funzionale al mantenimento di libertà, idee e valori sani – fa scattare immediatamente la reprimenda da parte di molti che si definiscono di sinistra.

Che poi, diciamocelo, è un’ipocrisia bella e buona. E lo sapete. I soldi fanno comodo a tutti e non c’è niente di male a farli o ad aspirare ad averne di più, se si è onesti, se non ci si vende, se non si è volgari. Mai sentito parlare di moralità del profitto?

Personalmente guadagno in modo onesto (nei limiti di onestà di chi lavora nel campo del marketing e della comunicazione, per cui c’è un girone apposito in Purgatorio): lavoro a tempo più che pieno da quando ho 18 anni – sono giusto 15 anni di contributi INPS – e nel mezzo ho sempre trovato il tempo per fare politica, quella anonima, faticosa e senza poltrone. E non ho mai fatto un singolo euro in nero o evaso alcunché.

E non credo ci sia nulla di male nel dire che in 20 anni di militanza ho forse trascurato un po’ il vivere, tra una battaglia e l’altra. 
Ho fatto mia per anni questa frase di Enrico Berlinguer: “Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, *del suo benessere*, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Al di là che perfino l’ormai remoto Berlinguer parlava di benessere, senza i pauperismi banali che mi è capitato di leggere oggi nei commenti, è vero che la militanza e l’impegno politico riempiono una vita.

Reclamo, tuttavia, il diritto di definire forme di impegno più serene e più compatibili con la mia felicità. Perché ogni tanto vorrei essere felice, pur sapendo che il mondo è una merda e bisogna continuare a lottare, lottare, lottare.
E poi da un po’ mi sono convinto che l’essere migliori e più felici sia parte della lotta. E forse ci aiuta a vedere lo tsunami e non la cacchina irrilevante che vi galleggia in mezzo.

§ 74 Responses to Cose che ho capito non facendomi capire"

  • Hologr4m says:

    Sono assolutamente d’accordo con te. Speriamo qualcuno si accorga che siamo nel 2008.

  • Francesca says:

    La tua lucidità mi commuove. Le parole che io sempre non trovo, tu riesci a renderle. Complimenti davvero

  • vb says:

    Uriel: Hai risposto a un sacco di cose che non ho detto, dall’office automation (??) ai brevetti sul software (????) per non parlare dei salotti che frequenterei (??????), e ancora non mi hai spiegato quale sarebbe la tua proposta per far salire gli stipendi…

  • Kangaceiro says:

    Siccome le parole hanno un peso, e qui se ne sono spese tante, ho convenuto sulla ineluttabile presa d’atto del divario generazionale che contraddistingue i frequentatori di blog (vedi NOVA 24 di questa settimana); e da qui, il disagio, il senso di inadeguatezza (mio, è sottinteso), la percezione di distanza (sempre mia, sottintesa). Ho abbandonato per strada il desiderio (non in questo momento la capacità di sintetizzare gli argomenti che avrei voluto portare) di contribuire direttamente al dibattito su ricchezza, felicità, arricchimento. Mi hanno colpito però, per il tono e l’argomentazione, i posto di URIEL, dallo sventolio dei libretti universitari a colpi di esame sostenuti in poi; e lo ringrazio perchè, dopo avere passeggiato nel SUO blog, ho aggiunto un altro pezzo importante alla diversità assoluta che fortunatamente può distinguere ancora la nostra società, il modo di pensare e di essere persone. Alla fine, la felicità la si può raggiungere in molti modi diversi; partendo anche e proprio dallo spirito di “diversità”. Auguro ad URIEL infinito successo ed un prossimo premio nobel per l’economia e per le sue tesi davvero interessanti. Ma spero che lei SUZ, recuperi in fretta e con urgenza il suo accume e la sua lucidità; i suoi interventi sono tra i più interessanti che mi sia capitato di leggere in rete, dove, dopo le elezioni, gira davvero di tutto…

  • felice bisonte says:

    premetto che non ho letto tutti i commenti per difetto di tempo e voglia. solo una cosa vorrei sottolineare: possibile che nessuno faccia notare come questa presa di posizione – l’arricchimento – non abbia assolutamente nessun valore sul piano sociopolitico?

    mi spiego meglio: al di là di idealisti puri e duri (che sono meno di quanto si possa immaginare) io non credo che uno non sia contrario all’idea di fare i soldi e diventare ricco sfondato. credo che lo pensi non solo l’imprenditore, ma anche il libero professionista, il dirigente d’azienda, l’impiegato, l’artigiano, l’operaio. no, i soldi non fanno schifo a nessuno.

    il fatto è che qui non si tratta di approvare o meno un atteggiamento di questo genere. è che si tratta di un ripiego individualista e piccino piccino, un’ammissione di sconfitta totale della politica in primis, ma anche di qualsiasi speranza di cambiare, di ottenere un miglioramento connaturato al vivere in una società e non di farsi un pacco di cazzi propri senza pensare a come butta al di fuori del proprio ambito. funziona, questo atteggiamento?

    forse sì, se uno ha concrete possibilità di arricchirsi. suz ha una partita iva che dopo qualche anno ha una certa reputazione, e ora immagino che ritoccherà le sue tariffe e sceglierà i clienti in base a quanto sono disposti a pagarlo meglio. evitando magari lavori più interessanti, comodi e/o agevoli perchè pagati meno. ok, è una scelta di vita, ma cosa c’entra questo con un’elezione persa, e persa nel modo peggiore? prima, quando c’era prodi al governo, non valeva? francamente, non capisco perchè adesso questa direttiva va in auge, e prima no.

    anche perchè come atteggiamento è puerilmente individuale. cioè un lavoratore dipendente di un consiglio del genere non sa cosa farsene, non può neppure prenderlo in considerazione. per chiunque non abbia l’età, la bravura, la fortuna e la posizione che gli consentono una scelta del genere, è un’attitudine che lascia a dir poco perplessi. anche un po’ offensiva, volendo.

    e quel che è peggio, è che in realtà è sottesa a quello che dice berlusconi. “fate i soldi e vedrete che mi darete ragione”: il suo messaggio in fondo è sempre stato quello. e che suz sia PER QUESTO MOTIVO vicino all’ideologia di destra, è una cosa che mi stupisce ma che boh, non riesco a trovare modo di smentire. boh?

  • Suzukimaruti says:

    Uriel: l’astio non giova alla conversazione. Poiché non ti ho (almeno che io sappia) rubato la fidanzata, rilassati.
    .
    Detto questo, visto che mi ci tiri per i capelli, il dire “hai dovuto fare una specifica moralista sull’arricchirsi” + “certa gente a sinistra ha problemi con l’arricchirsi” *quindi “sei come i moralisti e hai problemi con l’arricchirsi” (quest’ultima affermazione indiscutibilmente un’analogia) è un sillogismo categorico. Ma stiamo comunque andando fuori dal seminato, così come tuoi deliri volutamente polemici sull’Università (non so nemmeno in che città l’hai fatta: non ho fatto Filosofia ma Scienze della Comunicazione, a Torino).
    .
    Non sto a spiegarti la terza volta che ho dovuto fare un secondo post per specificare alcune cose che evidentemente alcuni lettori della “sinistra de panza” di questo blog non capiscono, sperando di aprir loro gli occhi.
    Più che scrivere espressamente che la cosa mi delude non so cosa fare.
    E se tu non capisci è perché hai voglia di non capire e sei qui a fare il gradasso.

  • Uriel says:

    Mi sfugge comunque quale sarebbe la tua idea alternativa su come creare lavoro e ricchezza.
    —-

    Non c’e’ una MIA idea.Ci sono dottrine economiche riconosciute alivello accademico. Che non prendono l’ultimo evento alla moda come simbolo della modernita’, comefai tu.

    Perche’ e’ tipico del provinciale confondere la modernita’ con l’ultima moda.

    Ti consiglio un libro interessante. E’ uno dei capisaldi delle teorie economiche moderne (quelle che Walter Weltroni e/o Berlusconi non conoscono. E neanche Montezemolo). Si intitola “La produzione di merce su merce”. E’ di Srena, edito da Einaudi, credo (sull’editore non sono sicuro).

    E ti mostra (e te lo dimostra matematicamente,btw, quindi non c’e’ dibattito. E’ cosi’ e basta.) che non esiste una politica della produzione in grado di agire sui salari, perche’ contrariamente a quanto pensava Marx, su scala macroeconomica il salario non inficia la produzione.

    Continui a confondere, tra l’altro, l’ Office automation (cioe’ l’innovazione dentro gli uffici,) con l’ R&D, cioe’ l’innovazione dentro le industrie.

    Ah, si’: in Europa il brevetto sul software non c’e’. Cosi’ come non esiste (per via di Basilea II e altre leggi sul rischio bancario) il concetto di business scouting da parte delle banche. L’azienda che vive su un’idea te la sogni. Idem l’azienda che viene finanziata per l’idea.

    Non puoi prendere dei casi statunitensi (per quanto modaioli) e trasporli in italia,solo perche’ e’ un trend molto fiko nei salotti che frequenti.

    Questa crassa, velleitaria, pretenziosa ignoranza con la quale si pontifica dall’alto dell’ultima moda e’ una delle principali cause della sconfitta del PD.

    E a quanto vedo, “non state capiti”.
    Ce ne vogliono altre, credo.E piu’ dure.

    Uriel

  • Uriel says:

    un’analogia basata su una supposizione è un sillogismo, ma evitiamo le disquisizioni di logica pura (esame che peraltro ho apprezzato, btw).
    —-

    Io ne ho dati 4, col vecchio ordinamento. Pero’ a matematica. E stai dicendo delle cazzate. Non per nulla, la filosofia oggi e’ solo un parassita della matematica. Tra parentesi non ricordo il tuo nome in commissione di laurea. Vola piu’ basso, please, che i titoli accademici non li avete solo nel PD. Anzi. Anzi. Vedo piu’ velleita’ che altro.

    —-
    Ma, ripeto, ho DOVUTO.
    —-

    Ma, ripeto: il fatto che tu “debba” farlo presso la tua audience E’ il tuo problema. Problema che altri non hanno. Mai avuto il problema, sul mio forum, di spiegare questa cosa. Forse perche’ e’ un blog anarcoliberista?

    Che poi qualche legge della fisica ti obbligasse o meno a farlo, ci credo poco. Ti sei sentito in dovere di farlo, non hai “dovuto”. E la tua audience e’ la causa del fatto che ti sia sentito in dovere di farlo. QED.

    Uriel

  • Suzukimaruti says:

    Uriel: un’analogia basata su una supposizione è un sillogismo, ma evitiamo le disquisizioni di logica pura (esame che peraltro ho apprezzato, btw).
    .
    Come già ho scritto, ho DOVUTO in seconda battuta specificare un discorso sull’eticità della ricchezza perché questo blog è pieno di gente che non ha capito il mio primo post.
    Ma, ripeto, ho DOVUTO.
    .
    In prima battuta – ingenuamente – me n’ero ben guardato, considerando normale che l’anelito di arricchimento materiale non contenga in sè nulla di eticamente condannabile.
    .
    Su tutto il resto di quello che hai scritto non rispondo, perché non riguarda cose che ho scritto io.

  • Suzukimaruti says:

    otzi: ognuno fa quel che può. Ma se può consolarti, tra una scopata e un arricchimento, mi masturbo e bestemmio 🙂
    .
    Scherzi a parte: l’intenzione è – pur militando, facendo politica, ecc. – “vivere” di più, perché non reputo sano considerarmi permanentemente in guerra nei 5-10-15 anni in cui spadroneggerà la destra. Voglio vivere lo stesso *nonostante* Berlusconi.
    Ovvio che ognuno fa quello che può. Chi può scopare scopa, chi non può scopare si adegua, chi può arricchirsi (in linea teorica possiamo tutti: c’è chi ci riesce e chi no). Ma l’intenzione è vivere vivere vivere. Alla faccia di Berlusconi.

  • otzi says:

    questa cosa di lanciarsi nell’arte degli affari l’hai inserita nel capitolo: che fare?
    ecco cosa la rende un po’ incongrua. non il fatto che i soldi siano una brutta cosa sporca. sai, io avevo l’idea che gli elettori e i sostenitori della sinistra, messi in condizione di arricchirsi, lo facessero anche prima di questa consultazione elettorale.
    con molta onestà, hai ammesso più volte nel post di essere un privilegiato. uno sforzo per arricchirti è la tua risposta ai tempi duri che si profilano: benissimo. “scopare per resistere” è una cosa che ti commuove: umano.
    adesso però fammi capire la congruenza tra il proposito di scopare e fare soldi con l’analisi di una sconfitta politica. certo è una risposta piu originale di quelle di diliberto, magari un po’ estroversa. c’è chi per consolarsi può cercare di scopare di più e fare ancora più soldi, e c’è chi, non potendo, si masturberà molto di più e bestemmierà. vorrei capire se secondo te la prima
    risposta, che certo è più efficacemente consolatoria, racchiude anche un valore da socializzare, degli spunti di interesse collettivo. e se invece chi si masturba e bestemmia, ti fa delusissimo.

  • vb says:

    Uriel: Ma no, non può succedere a tutti, però può succedere a molti, magari non di metter su Facebook, ma di metter su un’azienda di 5 persone con cui si campa bene facendo progetti e consulenze. D’altra parte, in un sistema socio-economico-tecnologico che vive sull’innovazione, chi innova produce valore e guadagna, chi sta lì non produce valore e quindi non guadagna.
    Mi sfugge comunque quale sarebbe la tua idea alternativa su come creare lavoro e ricchezza.

  • Uriel says:

    Quanto a ricerca e sviluppo, viviamo nell’epoca dove un 23enne con un PC inventa Facebook e diventa miliardario in un anno… la disponibilità di capitale (e quindi le dimensioni dell’azienda) sono poco rilevanti, quel che servono sono le idee e il contesto giusto per metterle in atto.
    —-

    E poiche’ e’ successo ad uno, questo e’ quanto potra’ succedere a tutti, dunque e’ la strada da seguire.

    mala tempora currunt….

    Uriel

  • vb says:

    Roldano: A parte che faccio l’imprenditore nelle nuove tecnologie per cui qualcosa ho visto, nel tuo intervento non vedo grandi dimostrazioni di come una dimensione nazionale sia migliore di una locale, in un contesto in cui il mercato è globale (quindi il tuo Stato, grande o piccolo che sia, non può regolarlo o controllarlo direttamente) e in cui ciò che ti serve da uno Stato è essenzialmente un ambiente favorevole: tasse le più basse possibili, servizi i migliori possibili, infrastrutture, sicurezza, certezza del diritto… tutte cose su cui l’Italia fa peggio di chiunque altro, e non solo nel mondo sviluppato, e quindi arranca. L’efficienza però è più facile nel piccolo che nel grande, e per questo le amministrazioni locali sono più facilmente di quelle nazionali dei gestori efficienti.
    Quanto a ricerca e sviluppo, viviamo nell’epoca dove un 23enne con un PC inventa Facebook e diventa miliardario in un anno… la disponibilità di capitale (e quindi le dimensioni dell’azienda) sono poco rilevanti, quel che servono sono le idee e il contesto giusto per metterle in atto.

  • Uriel says:

    Uriel: fai sillogismi azzardati. L’excusatio sui soldi è, per una volta, petita.
    —-

    A parte il fatto che si trattava di un’analogia e non di un sillogismo (ma io non essendo di sinistra sono troppo ignorante per capirlo) , a parte il fatto che stavo proponendo un discorso *analogo* ove l’errore fosse piu’ evidente, mi sa che ti sfugge un concetto.

    Se nel 2008 stai ancora a discutere dell’eticita’ della ricchezza, hai un problema: e consiste nel fatto che *nel 2008 stai ancora a discutere dell’eticita’ della ricchezza*. E’ un’antinomia, lo so.

    Poi, ovviamente, io sono un evasore settentrionale gretto , egoista ed ignorante, razzista e ipnotizzato dalla TV. Non so e ovviamente non capisco. Almeno, non quanto voi che chiamate sillogismi le analogie.

    Per questo c’e’ una domanda che mi tormenta, nella mia profonda ignoranza che mi rende cosi’ inferiore al popolo di sinistra : ma se faccio cosi’ schifo, se sono solo un evasore gretto ed ignorante ipnotizzato dalla tv, un pezzo di merda razzista e disonesto che vuole solo tette e culi, un razzista ignorante delle valli, perche’ volevate il mio voto, voi che siete la parte migliore del paese? Non vi faceva schifo mescolare i vostri voti onesti, intelligenti, colti , con il mio?

    Voglio dire, non siete un po’ contenti che uno come me non vi abbia votati? Anzi: non siete contenti che milioni di persone come me non vi abbiano votati?

    Uriel

    P.S: io voto dove votano gli operai. E se gli operai votano lega, gli intellettuali devono chiedersi dove sbagliano. Perche’ gli operai hanno sempre ragione. Per questo un operaio fa la sedia dove sono seduto e non si rompe, mentre gli intellettuali fanno un partito e perdono le elezioni.

  • Sottoscrivo in toto quello che hai scritto. E comprendo benissimo il tuo intento sull’arricchimento. Non è egoismo: è una sana, forse eticamente discutibile, ma razionalmente ineccepibile, fuga nella sicurezza individuale in una realtà in cui il senso del vivere collettivo si sfalda.

    E, a proposito di Marianna Madia, la signorina è la ragione per cui non ho votato. A Roma potevo scegliere tra Berlusconi e un PD che metteva come capolista una pariolina che voleva portare la sua “straordinaria inesperienza” in Parlamento (parole sue). Come fanno notare nell’entourage di Prodi a denti stretti, forse se Veltroni candidava meno segretarie, amici e parenti qualche voticino in più lo prendeva, Ma questo non si può dire, no?

  • Attila says:

    Ma scusatemi… il Berlusca ha detto alla “finta” precaria che le conveniva sposare il figlio di Berlusconi… ha detto la cazzata…

    Walter ha dato un futuro sicuro pensione compresa alla “non precaria” che si s(beep)a il figlio del presidente della repubblica (oltre al resto) e l’ha presentata come “nuova”… ma si può solo pensare di vincere…

    Io adesso sto battendo la testa contro il muro perchè in cabina elettorale ho pensato per un attimo di votare per il PD prima di annullare entrambe le schede…

    Scusami Suzukimaruti se ho scelto il tuo blog per lo sfogo amaro, ma mi sembra davvero onesto.

  • Attila says:

    Scusate… ho appena scoperto facendo una brevissima ricerca su internet chi è Marianna Madia… non è pariolina, avevo torto…

    MA SI PUò PENSARE DI VINCERE CANDIDANDO QUESTA QUA COME “NUOVO”?

    Qui non ci vuole un libro di Illy, ma un esorcista per riprendersi il nord…

  • Rabadàn says:

    “Tesovo, non ti sono mica vimasti due o tve pezzettini di quel patè stupppendo a fovma di falce e mavtello? E che dici, domani ci vestiamo ancova pvoletavio e andiamo a guavdave i muvatovi”?

    Mica c’è bisogno del forum: basta la Rodotà. E sempre viva la meritocrazia, che il nepotismo è un vizio degli altri… Non basta credere alle cose per essere credibili. Bisogna metterle in pratica. Ma figuriamoci… “Anche l’operaio vuole il figlio dottore”…

  • Attila says:

    Leggete il forum di Maria Laura Rodotà sul Corriere della Sera e guardate bene le risposte capirete perchè il PD non poteva vincere…
    Illy è stato l’unico a tenere su il Centro Sinistra nel FVG (dall’altra parte solo l’istinto da vera politica della Guerra, pasionaria padano-adessoconvertita ritrombata, poteva perdere una regione così bianca come il FVG) ed è davvero lucido nel suo libro-appello! Come sentire parlare Cacciari (che va bene solo quando dice cose a favore di un certo establishment per qualcuno, ma quando dice sacrosante verità è trattato come il filosofo perso nel suo mondo), che effettivamente conosce il Nord Est (ed è il primo che si è accorto, quando ha soffiato il posto di sindaco a Casson, che il binomio con un’ultrasinistra esponente di un partito dei giudici acritico, che le cose al Nord stavano prendendo una pessima piega)… vi prego di ascoltarlo con attenzione, perchè ha ragione da vendere!

  • Rabadàn says:

    Mi permetto di dare un umile consiglio a tutti coloro che intendono, A QUALUNQUE LIVELLO, fare politica attiva in un partito di sinistra. SOPRATTUTTO se, per quelle strane ragioni di apparato che non ho mai capito, vengono “mandati” a fare politica in una zona di cui non sanno nulla. Leggete questo libro:

    Così perdiamo il Nord, Riccardo Illy, Mondadori Strade Blu.

    Il PD gli imprenditori da spendere li aveva. Un bravo imprenditore che è stato un bravo politico. e invece Colaninno, Veronesi, Calearo.

    Leggete questo libro. E’ un accorato appello che faccio a chi sta cercando le ragioni di una sconfitta dove non sono.

    Illy ha perso nella sua regione, che lo stima e gli dà atto di essere stato un ottimo presidente, perché è stato messo a fianco degli impresentabili che ho citato sopra.

  • Tc says:

    Ciao Suz! Ti leggo sempre ma non ho mai commentato.
    Vabbè manco leggerai questo commento 😛

    La frase di Enrico che hai scelto è stato il motto con cui ho aperto la mia mini-campagna elettorale nel mio municipio a Roma.

    Niente, ti volevo dire che la trovo anche io bella!

    E’ una boiata e sembro un bambino di 5 anni che vuole una caramella e quindi mi taccio. Ciao 😀

  • vb: Berlusconi e soci dicono cose ridicole come ad esempio Tremonti che vuole mettere i dazi alla Cina.

    Forse il caro economista si è dimenticato due cose come la UE e il WTO. Inoltre la Cina ha in mano gli zebbedei degli USA perché gli compra a tonnellate i buoni del tesoro. Se gli investitori cinesi, gli stessi che sono venuti in soccorso della crisi subprime si ritirano gli USA scompaiono dalla faccia della terra.

    Sti discorsi contro la Cina li puoi fare quando sei deciso ad entrare in guerra. Altrimenti silenzio.

    Poi se negli USA ma anche in Europa parli del liberismo di Berlusconi si mettono a piangere per le risate. Solo gli italiani che di economia non capiscono nulla (tranne le banche italiane prime in europa) possono credere a certe fandonie.

    Microimpresa? Caro vp ma i soldi per la ricerca e sviluppo dove caspita li prende se è impegnata a sopravvivere e a malapena paga gli stipendi? I nostri imprenditori non sanno nemmeno dove sta di casa il marketing anni 50 figurati ricerca e sviluppo.

    In Asia fanno a gara a chi ha i migliori ingegneri e scienziati perché ormai la ricerca, e non i rubunetti o le scarpe, sono la linfa vitale per poter sopravvivere.

    Dimensione federale e localista? Brasile, Russia e India sono tutti stati federati ma tu come li percepisci? Hai mai sentito che l’italia fa affari con una regione della siberia o con l’amazzonia?

    Su siamo seri il localismo va bene per gestire gli asili nido. Le cose importanti invece le gestiscono i colossi a dimensione continentale.

    In un mondo globalizzato e competitivo alla cavolata che solo abbassando le tasse e aumentando il federalismo si risolvono tutti i problemi ci possono credere solo quelli della lega e pochi altri.

  • BMV-Pedrita says:

    talkingh: la suzukimaruti è parcheggiata da anni nel garage di mia suocera (aka la mamma di suz).

    è stata la sua prima auto, quella dell’imprinting esistenziale. 😀

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